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SHOAH:

TESTIMONIA
RE PER
TICORDARE

CAIA LUCA
V BL
Il termine “Shoah” si traduce in ebraico come
“tempesta devastante”, preferito al termine
“olocausto”, poiché non richiama l’idea di un
sacrificio inevitabile. La shoah è sicuramente uno
degli eventi più tragici, se non il più tragico non
solo del Novecento, ma della storia dell’uomo. Ed
è fondamentale che sia un evento che venga
raccontato, insegnato nelle scuole, attraverso le
“testimonianze”, come indicato nel titolo, di
persone che hanno vissuto in prima persona
questo dramma, affinché si possa comprendere al
meglio la tragicità e gli orrori che accadevano
all’interno dei campi di concentramento, per far
modo che eventi del genere non si verifichino più.
INDICE:
-Storia: il nazismo;
-Filosofia: Hannah Arendt
-Italiano: Primo Levi e romanzo “Se
questo è un uomo”;
-Inglese: novel “Time’s arrow” of Martin
Amis;
-Francese: poésie “Nuit et brouillard” de
Jean Ferrat;
-Matematica: dominio e punti di
discontinuità;
-Scienze: studio di scienziati americani sul
DNA dei figli degli ebrei sopravvissuti.
PRIMO LEVI
Fra gli scrittori che hanno vissuto l’esperienza dei
lager e sentono la scrittura come una necessità d’
indagine vi è sicuramente Primo Levi. Primo Levi
è uno dei pochi “salvati “, ovvero coloro che
hanno testimoniato gli orrori dei lager. Egli fa
una contrapposizione con i “sommersi”, le
persone che hanno vissuto a fondo gli orrori dei
lager rimanendo uccisi.
Levi nasce a Torino nel 1919 da una famiglia
ebrea. Nel 1941 consegue la laurea con lode in
chimica. Dopo lo sbarco degli alleati, deciderà di
unirsi ad un gruppo di partigiani, ma verrà poi
arrestato dalla milizia e venne deportato,
essendo ebreo, nel lager di Monowitz facente
parte del sistema dei campi di concentramento
di Auschwitz. Il lavoro di chimico diede un grande
aiuto allo scrittore per sopravvivere: infatti,
venne esaminato da una commissione di
selezione, incaricata di reclutare chimici per la
Buna, una fabbrica che si occupava della
produzione di gomma sintetica. Levi ottenne
quindi una mansione meno faticosa. Nel 1945, si
ammalò di scarlattina e fu ricoverato in un Ka-be
(infermeria del campo) sfuggendo ad una marcia
di evacuazione da Auschwitz nella quale trovò la
morte un suo amico Alberto Della Volta.
Tornato in Italia, sentì l’esigenza di scrivere dei
romanzi che raccontassero ciò che aveva vissuto,
fra i quali “Se questo è un uomo”.
Morì suicida l’ 11 aprile 1987, probabilmente a
causa dei pensieri e dei ricordi dei lager che lo
tormentavano ancora.

SE QUESTO E’ UN UOMO
Il romanzo “Se questo è un uomo” è il
capolavoro di Primo Levi, nato dal bisogno di
raccontare le orribili esperienze del campo di
Auschwitz, che denuncia ogni ogni conseguenza
di tipo razzista o xenofoba. Il romanzo procede in
un preciso ordine cronologico: dalla cattura al
viaggio verso Auschwitz fino al suo arrivo, le
sofferenze quotidiane subite fino alla fuga dei
tedeschi e la liberazione da parte delle truppe
russe. Le condizioni per il popolo ebraico sono
tra le peggiori: morti dovute alla fame, al freddo,
malattie, le selezionni periodiche per le camere a
gas… L’uomo viene privato sia della sua identità
e del suo nome (ogni ebreo veniva indicato con
una targhetta numerica, Levi aveva il 174.517).
Inoltre, all’inizio e alla metà del libro vi è un
cosiddetto schema del diario, alternati poi con gli
altri capitoli che raccontano la storia, poiché alla
base vi è il ricordo, dove si deve far sentire il
giudizio del lettore affinché rifletta ed impari
Levi scrive il romanzo immediatamente al suo
ritorno in Italia, reimmergendosi nel clima di
Auschwitz per mettere in luce tutti gli orrori
scaturiti da questa esperienza. Le descrizioni del
campo e delle vicende sono descritte con un’
estrema lucidità sia psicologica che
documentaria, per cercare di capire perché la
mente dell’uomo sia arrivata a tanto. Il testo di
Levi estende così la riflessione ai problemi storici
del nazismo e antisemitismo.
NUIT ET BROUILLARD
(JEAN FERRAT)

Ils étaient vingt et cent, ils étaient des milliers,


Nus et maigres, tremblants, dans ces wagons plombés,
Qui déchiraient la nuit de leurs ongles battants,
Ils étaient des milliers, ils étaient vingt et cent.
Ils se croyaient des hommes, n’étaient plus que des nombres:
Depuis longtemps leurs dés avaient été jetés.
Dés que la main retombe il ne reste qu’une ombre,
Ils ne devaient jamais plus revoir un été.
La fuite monotone et sans hate du temps,
Survivre encore un jour, une heure, obstinément
Combien de tours de roues, d’arrets et de départs
Qui n’en finissent pas de distiller l’espoir.
Ils s’appelaient Jean-Pierre, Natacha ou Samuel,
Certains priaient Jésus, Jéhovah ou Vichnou,
D’autres ne priaient pas, mais qu’importe le ciel,
Ils voulaient simplement ne plus vivre à genoux.
Ils n’arrivaient pas tous à la fin du voyage;
Ceux qui sont revenus peuvent-ils etre heureux?
Ils essaient d’oublier, étonnés qu’à leur age
Les veines de leurs bras soient devenus si bleues.
Les Allemands guettaient du haut des miradors,
La lune se taisait comme vous vous taisiez,
En regardant au loin, en regardant dehors,
Votre chair était tendre à leurs chiens policiers.
On me dit à présent que ces mots n’ont plus cours,
Qu’il vaut mieux ne chanter que des chansons d’ amour,
Que le sang sèche vite en entrant dans l’histoire,
Et qu’il sert à rien de prendre une guitare.
Mais qui donc est de taille à pouvoir m’arreter?
L’ombre s’est faite humaine, aujourd’hui c’est l’été,
Je twisterais les mots s’il fallait les twister,
Pour qu’un jour les enfants sachent qui vous étiez.
Vous étiez vingt et cent, vous étiez des milliers,
Nus et maigres, tremblants, dans ces wagons plombés,
Qui déchiriez la nuit des vos ongles battants,
Vous étiez des milliers, vous étiez vingt et cent.
STUDIO DI SCIENZIATI
AMERICANI SUL DNA DEI FIGLI
DEGLI EBREI SOPRAVVISSUTI*

Il dramma della Shoah, secondo degli scienziati


del Mount Sinai hospital di New York, non
sarebbe stato tramandato solo a parole, ma
anche biologicamente.
Gli scienziati hanno analizzato il DNA di circa 32
ebrei, sia uomini che donne, deportati nei lager,
e il DNA dei loro figli, scoprendo in quest’ultimi
alterazioni genetiche collegabili a stress,
depressione o deficit dell’attenzione. Le
modifiche appaiono, in particolare correlate ad
un gene chiamato “fkbp5”, solitamente coinvolto
nella regolazione degli ormoni dello stress e nella
capacità di reagire a eventi estremi. Questo ha
portato i ricercatori ad associarli alla terribile
esperienza dei lager.
*queste ricerche effettuate sono ancora in fase
di sperimentazione, non vi è la conferma
assoluta di quanto studiato, dato che i fattori
sopra indicati possono essere causati anche da
cause al di fuori del dramma vissuto dai genitori
nei campi (fumo, stress, …)
“TIME’S ARROW”
(MARTIN AMIS)
“Time’s arrow” is one of the most important
novels of Martin Amis. The story retraces
backwards the life of a Nazi criminal, Tod T.
Friendly, from his death to his birth.
Tod regains consciousness in one of the
hospital’s room in serious state of health (he is
paralysed), but when he improved his state of
health he was discharged from the hospital. Here
begins the story backwards of Tod, that at first
disorientates the protagonist, but then he’ll
adapt to the perspective. Tod was a doctor who
lived in USA, who had many love stories with lots
of women. The reader notices the life backwards
of Tod, as he took letters of love, he had
arguments with his lovers until he broke up with
them. Then, Tod sold all his furniture and moved
to New York, where he changed his identity in
John Young, a doctor of a hospital, where he
began other relations with women. One of the
main relationship was with a woman called
Irene. Then, John Young moved in Europe, in
Portugal, with a new identity: Hamilton Souza, in
a period where the World War was beginning.
But Hamilton travelled also in Italy, where from
Salerno he arrives in Rome and “sells” his
identity documents to an emissary of the Vatican
and changed again name; Odilo Unverdorben.
Odilo left Italy to arrive in a Germany devastared
because the war, until to arrive in the lager of
Auschwitz where he worked as doctor.
Obviously, also the horrors of the lager are
shown backwards: an episode in particular, when
all the Jews amassed in the gas chambers, where
they got out stilla live alive to enter in the trains
that went out from the lager. At first, the wife o
Odilo, Herta, couldn’t believe what was
happening and, at the end, the child who Odilo
(Tod) and Herta gave to birth died with few
months of life. The novel ends with the
childhood backwards of Tod.
DOMINIO E PUNTI DI
DISCONTINUITA’

-Dominio di una funzione: è l’insieme su cui è


definita la funzione, ossia l’insieme di partenza
sui cui elementi ha senso valutare la funzione;
-Punti di discontinuità di una funzione: si
dividono in prima specie (se il limite destro e
sinistro sono diversi ma finiti); seconda specie (se
il limite destro è diverso dal limite sinistro e a -1
vale infinito); terza specie (se il limite destro e
limite e sinistro esistono finiti e coincidono)

Il dominio, dando informazioni sulla funzione e


dove disegnarla, si pone come “testimone” di ciò
che può avvenire, ovvero il grafico finale della
funzione. Quindi, il dominio corrisponde alla
base o alla fonte da cui partono le testimonianze,
qualcosa da raccontare, che sono rappresentate
dal grafico finale.
IL NAZISMO
Il nazismo, abbreviazione di
nazionalsocialismo, è un movimento politico
tedesco nato nel 1920 dal Partito tedesco dei
lavoratori, diventando Partito
nazionalsocialista tedesco dei lavoratori
(NSDAP). Movimento capeggiato da Adolf
Hitler, autore del libro “Mein Kampf” dove
scriverà le sue future idee rivlouzionarie
riguardo al suo moviemnto e l’odio verso gli
ebrei, il nazismo salì al potere nel 1933
designando la Germania come Terzo Reich e
di conseguenza Hitler come Fuhrer. La salita
al potere fu favorita dall’appoggio di molti
tedeschi appartenenti all’alta borghesia
insieme ad operai, contadini e ceto medio, ma
anche ad eventi come del Reichstag, attribuito
ai comunisti. Affermatosi al potere, obiettivo
del nazismo era il pieno dominio della nazione
tedesca in tutte le sue categorie: dai giovani,
alle donne, fino alla scuola e alla Chiesa. I
giovani vennero inquadrati in organizzazioni
che miravano a sostituire l’influenza della
scuola “Hitlerjugend” comprendeva oltre otto
milioni di ragazzi dai 14 ai 18 anni. Vennero
quindi eliminate le scuole private e
professionali, con la sola annessione di scuole
elementari, medie e licei. In particolare, i
programmi di storia furono modificati
partendo a ritroso da Adolf Hitler fino al
teutone Arminio che aveva combattuto le
legioni romane. Sul
fronte del lavoro, il nazismo mirò innanzitutto
sulla pace sociale e dalla collaborazione di
classe; nel 1933 nacque così il Fronte tedesco
del lavoro. Ma il regime puntò a mettere in
luce anche la “bellezza del lavoro”, applicando
la psicologia aziendale di provenienza
americana: furono istituiti officine-giardino o
piscine per gli operai. Da qui derivò il famoso
motto “Arbeit macht frei”. Alimentando
perciò il senso di appartenenza al Paese,
furono favoriti nel popolo tedesco
irreggimentazione e militarizzazione. Ma
l’irreggimentazione della scuola e del lavoro
sembravano non bastare per il raggiungimento
degli obiettivi nazisti: la gerarchia militare era
infatti dominata da aristocratici terrieri che
provavano un forte disprezzo per il nazismo,
come la comunità cattolica e lo stesso mondo
dei lavoratori. Hitler sapeva che la società
poteva essere piegata dalla sola forza dei miti,
che spingerebbero le masse ad una compatta
comunità. Nacque così un’idea di Stato-
nazione basato su tre parole: Reich, Volk e
Fuhrer. Il Fuhrer è il comandante della
nazione a cui bisognava obbedire senza
opposizione; il Reich era costituito dalla razza
“ariana”, caratteristici individui dai capelli
biondi e gli occhi azzurri; il Volk era il popolo,
unito dal sangue e dalla terra. Fu
in questo momento che Hitler cominciò la sua
politica di repressione sugli ebrei: l’ideologia
nazista era infatti convinta che fosse un popolo
che minacciava le decadenza della civiltà
europea. Essi furono esclusi dalle scuole, dagli
uffici, dagli impieghi pubblici ed emarginati
dalla società. L’odio nazista culminò nella
“notte dei cristalli” dove trovarono la morte
circa 100 ebrei e incendiati e distrutti molte
sinagoghe e negozi appartenenti agli ebrei.
Hitler decise in seguito di far costruire dei
campi di concentramento per gli ebrei: fra i
più importanti vi sono i campi di Dachau,
Buchenwald, Flossenburg e Auschwitz. Le
torture erano terrificanti: gli ebrei erano
sottoposti a condizioni di lavoro disumane,
venivano uccisi nelle camere da gas, venivano
malnutriti o bruciati nei forni crematori.
Anche in Italia vi fu spazio ad una politica
razzista tramite le leggi razziali promulgate da
Mussolini (alleato con il nazismo): agli ebrei fu
tolta la cittadinanza, furono esclusi dalle
cariche pubbliche e furono istituite nelle scuole
delle classi appositamente per loro con
insegnanti ebraici e non potevano sposarsi con
cittadini italiani.
HANNAH ARENDT
A criticare i regimi totalitari instaurati fu
proprio una filosofa e scrittrice tedesca di
origine ebraiche: Hannah Arendt. Nell’opera
“Le origini del totalitarismo”, Arendt cerca di
capire in che modo il totalitarismo abbia
influenzato le masse, facendo un particolare
riferimento al nazismo e allo stalinismo, dove
nella prima parte si dedica allo studio
dell’antisemitismo con un attenzione
particolare alla drammatica condizione degli
ebrei; nella seconda parte tratta
dell’imperialismo configuratosi nel periodo tra
fine Ottocento ed infine, nell’ultima parte la
Arendt si sofferma i veri e propri caratteri dei
totalitarismi nella società di massa, attuandone
una vera e propria trasformazione. L’ultima
parte è sicuramente la più importante poiché
viene affermata che l’essenza del totalitarismo
consista in un miscuglio di terrore e ideologia.
Terrore che viene esercitato in particolare con
i campi di concentramento dove furono uccisi
migliaia di ebrei. Alla base di tali orrori, la
Arendt ne parla in “La banalità del male.
Eichmann a Gerusalemme” dove spiega che le
terribili azioni compiute risiedano non tanto
nella cattiveria delle persone, ma dal fatto che
siano assenti di qualunque pensiero e
consapevolezza.
SCIENZE: ESPERIMENTI DI
ITALIANO: PRIMO LEVI E SCIENZIATI AMERICANI SUL INGLESE: NOVEL “TIME’S
ROMANZO “SE QUESTO E’ DNA DEI FIGLI DEGLI EBREI ARROW” OF MARTIN AMIS
UN UOMO SOPRAVVISSUTI

MATEMATICA: DOMINIO
E PUNTI DI SHOAH: TESTIMONIARE PER FRANCESE: POESIA “NUIT
DISCONTINUITA’ RICORDARE ET BROUILLARD”

FILOSOFIA: HANNAH ARENDT STORIA: IL NAZISMO

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