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PRIMA PARTE :

1.AVER CURA DELLA CURA. LA CURA NELLA CULTURA


RIFLESSIONI SULLA CONTEMPORANEA
La cultura del secondo Novecento ha messo sempre più al centro la nozione di cura; in questa stagione culturale hanno assunto un ruolo
CURA sia tra i saperi che tra la società. La nozione di cura rappresenta il telos che
importante le scienze umane, che sono in costante espansione
accomuna tutti questi saperi rivolti a cambiare le condizioni in atto del soggetto, della società e della cultura. Le scienze umane sono
conoscitive e applicative= lo sono la sociologia, la psicologia, la medicina, l'antropologia culturale o la politologia; meno la linguistica in un
modo particolare la storia(=interpreta il passato per dominare la tradizione in cui viviamo, solo in un secondo momento viene a mutare le
nostre azioni umane). Il passaggio dalla teoria alla prassi in tutte queste scienze assume il volto dell'aver cura e del prendersi cura per
attivare trasformazioni mutamenti e sviluppi.
-Psicoanalisi=è una discplina di cura che nasce dalla e sulla cura(teorizza l'inconscio, la relazione edipica, l'Eros/Thanatos, la tensione tra
sublimazione e repressione come strumenti per liberare e rendere autonomo il soggetto..).
-Economia= è una disciplina di cura che cerca di comprendere per regolare i processi di produzione e le loro trasformazioni (es: Marx e il
modello socialista, Keynes e il modello del Welfare State, Smith e il modello liberalistico..).
-Medicina= ricordiamo Ippocrate, Galeno e la scuola salernitana, il Settecento e la “nascita della clinica”. La cura in medicina si è fatta
sempre più tecnica(chirurgica, farmacologica, terapeutica..).
-Pedagogia=da Socrate ai grandi educatori(da Comenio a Pestalozzi a Makarenko) e ai teorici della “relazione educativa”(Rosseau,
Ferriere, Senenca, Montaigne..)la cura è diventata un dispositivo chiave. Educare significa prendersi cura(=proiettarsi su qualcuno con
atto donativo, dedizione, empatia e giudizio) e prendere in cura(assumere in sé l'onere di una crescita, dove il traguardo è rappresentato
dall'autonomia del soggetto che va guidata e rispettata nei suoi itinera) un soggetto, un gruppo o un'istituzione sociale fatta di individui.
In pedagogia la cura inverte l'ordine tipico della medicina, andando dal particolare al generale e interessandosi del caso singolo, specifico e
quindi irripetibile; la cura in medicina è più legata alla scienza ed è più tecnica. Nel pensiero contemporaneo la cura si è imposta come
categoria chiave, forse perché ad essa è affidato il controllo della trasformazioni antropologiche e sociali in modo che a queste
ultime venga data un'ottica di tipo equilibrato come punto di arrivo.
2.INTORNO ALL'APPROCCIO PEDAGOGICO
3.PLURALISMO DI FONTI
In campo pedagogico c'è un lavoro intorno alla nozione e alla
Analizzando le frontiere e le forme della cura in pedagogia dobbiamo
pratica della cura, attraverso l'incrocio tra la pedagogia e altri distinguere:
saperi; questo per il bisogno di dare una risposta ai problemi 1)un piano di metariflessione che fissa le coordinate e la funzione
empirici e storici di “deriva dell'io” e di “perdita del sé” in un di questa categoria nell'ambito della pedagogia, delineandone i
tempo senza certezze e sempre alla ricerca di una prospettiva di caratteri strutturali e regolativi(questo piano di indagine è ben
senso. Molti studi si sono concentrati in questo territorio coltivato in Italia a livello storiografico e teorico);
caratterizzato da complessità,ricchezza e centralità. 2)un piano di forme-della-cura in pedagogia (cura della mente,
Il primo input proviene dalla filosofia= nel corso del Novecento cura di sé, iter comunicativo interpersonale, progettazione
essa ha rimesso al centro la nozione di cura; da Heidegger a esistenziale..)
Foucault c'è stata una rilettura dell'anthropos cogliendo il doppio A livello internazionale il rilancio della cura è stato accolto in forma
significato di cura= pedagogica su vari fronti. Ricordiamo:
1)come forma inautentica di esistere e quindi di legare il 1)Bateson=parla di “ecologia della mente” e di una visione integrata
del soggetto tra natura e cultura, tra bios e comunicazione; la
soggetto agli “esseri” portandolo lontano da sé;
formazione è vista come un'organizzazione organizzata e in progress,
2)come ritorno a se stessi, assumendosi come soggetti-in- connessa all'aver-cura;
sviluppo. La cura sui si afferma come ermeneutica del soggetto e 2)Bettelheim=nell'opera “Un genitore quasi perfetto” parla del
come sfida dell'io a se stesso. Altri filosofi (Nussbaum, Levinas, principio del sostegno come valore portante della genitorialità;
Zambrano..)hanno parlato di cura di sé, dell'amicizia, dell'umanità bisogna stare vicino ai propri figli, leggendo e capendo i loro bisogni,
di ciascuno, dando così vita ad un umanesimo antropologico che si difficoltà e richiami di aiuto; tutto questo non con un ruolo direttivo
basa sulla presenza dell'“altro uomo” e sulla ricostruzione aperta e ma un affiancamento vigile, consentendo anche un'esperienza
problematica dell'io. autonoma di crescita= questo rappresenta un atto di cura;
3)Morin=parla di soggetto-mente e soggetto-etico, per i quali egli
4.ALTRE FRONTIERE progetta una formazione aperta, critica e flessibile, la quale si
La “cultura della cura” ha investito nuove frontiere: connetta alla trasformazione in senso planetario della formazione
1)ecologia=l'habitat della biosfera deve essere posto sotto-cura; l'equilibrio
umana e civile di ogni abitante del globo e che guardi alla Terra-
ecologico del pianeta si sta rompendo. Si sono stilati protocolli per fermare
Patria come un habitat comune dove dobbiamo essere cittadini
la catastrofe che però sono stati spesso aggirati, resi inoperanti. È
seguendo un ethos contrassegnato da valori della comune umanità.
necessario prendersi cura del pianeta, promuovere una conversione delle
In pedagogia c'è un settore presente anche in discipline psicologiche
abitudini che siano rispettose per l'ambiente, promuovere la formazione di
mentalità nuove
e sociologiche che riguarda i soggetti a rischio che vivono in
2) diritti animali=gli animali sono organismi cosciente e senzienti, che condizioni di disagio(provenienti dalla scuola,, famiglia, lavoro) e
possono provare soddisfazione o sofferenza; essi devono essere affermati e marginalità. La pedagogia ha quindi un compito di diagnosi(non
tutelati. Sono necessari diritti alla non-sofferenza al non-abbandono per gli etichettante), di terapia soft, di affiancamento (basti pensare alle
animali domestici, a un trattamento “più umano” negli allevamenti, nei comunità per gli ex-drogati, all'associazionismo, al volontariato
trasporti, nelle soppressioni(basta pensare all'inutilità delle pellicce visto sociale..).Tra mente, cuore, cura sui e disagio, la pedagogia sta
che quelle sintetiche sono identiche a quelle animali!). Ci sono dei diritti elaborando un proprio modello si cura diverso da quello medico,
che sono riconosciuti ma le prassi sono ancora barbare= sembra ancora che religioso o filosofico, anche se è intrecciato con questi ed è
l'animale sia il nemico, il predatore da cui dobbiamo difenderci con contrassegnato dal sostegno, dialogo e aiuto. La categoria della cura
ferocia; tuttavia il rapporto è cambiato, il dominio è da parte dell'uomo che si dispone nella frontiera della “pedagogia critica”
si sente svincolato da ogni regola etica su tutto il pianeta. Di fronte a tutto
ciò è necessario formare alla “fratellanza” e alla pietas verso gli animali,
che sono abitanti come noi di quella biosfera di cui dobbiamo essere
custodi.
3) bioetica=è la difesa della vita come esistenza e qualità della vita. Oggi
la bioetica è al centro del dibattito= di fronte alle biotecnologie, alla
modificazione del Dna, all'ingegneria genetica, alle clonazioni etc. è
necessario legare bios e ethos, darsi regole di rispetto e di rispetto di
qualità del bios.
LA CURA IN PEDAGOGIA: STRUTTURA, STATUTO, FUNZIONE
UNA CATEGORIA SOTTO ANALISI
La cura in pedagogia è una categoria polisemica(si parla di cura del corpo, cura sociale, cura religiosa..). Oggi questa categoria si è
imposta per variabilità e centralità per tre motivi:
1)per la crescita delle scienze umane, che si sono poste come visione dell'uomo e come strumenti d'azione per “riequilibrare” l'uomo
moderno(=inquieto, alienato e problematico);
2)per lo sviluppo della “questione del soggetto” a livello psico-sociale che cerca di comprendere il soggetto e di “prenderlo in cura”
conducendolo alla conquista di sé;
3)per la nascita di un sistema sociale che nel creare uno “Stato sociale” si è fatto carico della vita pubblica e privata dei soggetti.
Oggi il curare e la cura vengono indagati nella struttura e nel senso da un punto di vista epistemologico e fenomenologico: ciò sta
avvenendo in medicina, in psichiatria, in filosofia, ma in particolare in pedagogia= sul piano teorico l'educazione e il formare
esigono la cura(si educa vigilando, spronando, “nutrendo”, orientando; da qui vengono fissati il peso, il senso e le dinamiche della cura
pedagogica per via empirico-riflessiva); sul piano pratico ci sono le azioni di fare cura-pedagogica(le azioni del maestro, del genitore,
dell'amico, del medico, di un testo..).
Nell'Homo sapiens sapiens la cura:
1) è a fondamento della civiltà=produce educazione, trasmissione e tradizione;
2)governa le istituzioni=dalla famiglia allo Stato;
3) è fondamento ontologico(come dice Heidegger in “Sorge”).

2.ALLA RICERCA DELLA STRUTTURA: PRENDERE-IN-CURA O DELL'EDUCARE


Adesso parliamo della complessità e della funzione della cura pedagogica.
1)Ad un primo livello il prender-cura è un prendere-in-cura= farsi carico, orientare, guidare. La cura educativa tipica della
famiglia e della società tradizionale mira al conformare, al trasmettere, all'inculturazione= al centro c'è l'atto-del-dirigere,
ossia l'atto del fissare fini, percorsi e pratiche e indicare mezzi che si rifanno ai bisogni della società. Questo è l'atto
fondamentale della continuità storica, anzi della storia stessa. Successivamente la cura pedagogica, nell'evoluzione storica di
articola, si specializza, si complica, grazie allo sviluppo delle forme culturali, per il passaggio dall'oralità alla scrittura, per la
nascita di società complesse e la costruzione di luoghi specifici di apprendimento (scuola, bottega). La cura come educazione è
stata poi messa sotto analisi nel corso del Novecento ponendo in luce la sua logica ideale (ideologica, convergente e autoritaria) e
la sua logica sociale(riproduttiva e classista)= in questo modo viene lasciato fuori il soggetto, la sua libertà-liberazione, la sua
capacità critica e di dissenso. In particolare, durante la “rivoluzione culturale” del '68 tale aspetto di famiglia, scuola, Stato, Chiesa
etc. fu esaminato e de-legittimato come forma generale dell'educare/formare. Prendere-in-cura come educere/edere è
comunque al centro di ogni cultura-società ma rappresenta solo una forma della cura pedagogica e non la parte esclusiva,
sennò l'educazione si riduce a socializzazione.

3.AVER CURA O DELL'INCONTRO/DIALOGO 4. “CURA SUI” O DELL'AUTOFORMAZIONE


2)La cura in pedagogia si presenta come aver cura-della- 3)Con l'autoformazione entra in gioco un altro modello di cura: la
formazione= cura di un soggetto, quel soggetto, ponendosi “cura sui”= autoanalisi e riflessione su di sé; il soggetto guida e
dentro il suo processo di formazione; ciò si rifà al processo di cura sostiene se stesso attraverso una serie di pratiche di cui il soggetto
del maestro Socrate, che si sviluppa come “risveglio”, “dialettica”, stesso è l'artefice. Di queste tecnologie del sé ne ha parlato Foucault
“ascesa” e “maieutica” insieme e nei confronti dell'allievo. Tale in alcune opere (“La cura si sé”, “Ermeneutica del soggetto”,
cura oggi è sostegno, dono(=atto gratuito, dovuto e necessario per “Tecnologie del sé”). La cura sui rappresenta una pratica di cura in
essere nella cura come formazione) e dialogo(che deve essere quanto riflessiva, interpretativa e orientativa.Il paradigma della cura
aperto tra i due “attori” producendo uguaglianza e un rapporto che sui ha attraversato tutta la storia dell'Occidente fino ad arrivare ad
non sia asimmetrico).La cura come formazione è posta a cavallo oggi, nella “società degli individui” e e della “crisi del soggetto”,
tra maieutica e libertà(=e quindi non conformazione), volta a dove ha assunto un ruolo importante. Per quanto riguarda la struttura,
creare condizioni di autoformazione, di ricerca della propria la cura sui è automaieutica che ha bisogno di pratiche per
identità e del proprio sé. consolidarsi e rendersi oggettiva, operativa ed efficace. La cura sui è
quindi:
5.STRUTTURA RIFLESSIVA: LA CURA-DELLA CURA O 1)controllo di sé;
DELLA METATEORIA 2) costante e aperto dialogo con se stessi. Funzione della cura sui=
Si è rivelato necessario elaborare una teoria della cura, anzi una coltivare il soggetto mettendo al centro la sua propria umanità.
metateoria che ne evidenzi le forme, lo status e il ruolo che essa
ha in pedagogia. Dai testi di Mortari, Rossi, Fadda, Xodo e Boffo 6.ECOLOGIA DELLA CURA O IL NEOPARADIGMA
emerge che la cura: EDUCATIVO
1)è una categoria fondante del pedagogico e immanente a Il paradigma ecologico si sta imponendo come specifico e
quest'ultimo; coordinante tra i fronti della cura educativo-formativa, e quindi nella
2)ha una fenomenologia complessa in pedagogia; riflessione del soggetto(es: “ecologia della mente” Bateson, “ecologia
3)è guidata dall'intenzionalità del coltivare e del curare; dei media” Postman) e nella sua formazione.
4)l'atto di cura è un atto di guida, stimolo,sostegno, dono, Nell'educazione/formazione/autoformazione ecologia significa
autocontrollo, autocoscienza; equilibrio non statico ma dinamico , inquieto, che guarda a costruire
5)l'aver cura ha due “domini” classici a cui dedicarsi: la sempre equilibrio e a dar corpo a più equilibrio. Ecologia è anche
mente e il cuore, il pensiero e gli affetti pluralismo, differenze che si raccordano si integrano alla luce di un
6)la cura deve farsi cura di sé, rendendo il soggetto “capitano equilibrio instabile, dinamico. Se la pedagogia è il sapere del
di se stesso” per la costruzione dell'identità personale; gestire/costruire la vita dell'Homo sapiens sapiens, l'ecologia è il
7) la cura va posseduta attraverso un'analisi organica, neoparadigma di questo esser-vita che si incardina sulla cura gestita
coerente e radicale che deve essere costantemente esercitata. dalla pedagogia(tutto ciò lo ritroviamo in “Sein und Zeit” di
Heidegger).
7.TRA I “FONDAMENTALI” 8.EREDITA' STORICA E IDENTITA' TEORICA
Ogni sapere/prassi ha i suoi “fondamentali”; la ricerca di POLIMORFA Adesso percorriamo il cammino storico della cura
quest'ultimi non è mai stata, nei vari saperi, breve né lineare. Ciò è pedagogica.
accaduto anche in pedagogia=anche se alcuni dei suoi Il percorso inizia con Socrate= qui troviamo il carattere dialettico e
fondamentali erano evidenti fin dall'antichità (dualismo anche antinomico della cura educativa; la relazione tra maestro e
educazione/formazione, relazione educativa, il soggetto come allievo da vita ad una serie di tensioni reciproche, che vanno dalla
persona..), ad essi mancava la lettura come trascendentali, una maieutica all'eros, al risveglio del daimon, all'interiorizzazione nel
trattazione critico-fenomenologica, un approccio metariflessivo. discente del processo, dall'auctoritas del maestro al suo ruolo di
La pedagogia, analizzando i suoi fondamentali e/o fondamenti sta sollecitazione negli allievi del nosce te ipsum(conosci te stesso).
declinando meglio il proprio stemma costitutivo, rileggendosi con Questo modello teorico sarà al centro della Paideia Christi
maggiore capacità e tensione critica. Tra i fondamentali in (Sant'Agostino) e nell'educazione cristiana. Sarà inoltre anche al
pedagogia troviamo anche la cura perché esalta l'ordine. Il senso e centro della pedagogia dei moderni, fermandosi a due modelli:
la struttura del rapporto educativo/formativo(anche se ci sono due 1)quello della cura sui;
tipi di cura: quella che conforma e quella che produce 2)quello del prendersi cura o del prendere in cura.
autoformazione). Nel Romanticismo(con Pestalozzi) al centro non ci sarà più il
rapporto allievo/maestro ma la cura familiare e il modello
9.LO STATUTO DIALETTICO E CRITICO dell'amore materno.
La cura in pedagogia si delinea in molti modi: Nel XX secolo c'è stato un lavoro ampio e articolato che ha
1)a seconda dell'età di chi si prende cura(bambino, adulto...); coinvolto tutte le scienze umane e la filosofia; la cura pedagogica si
2)a seconda del tipo di cura che si va a realizzare; è venuta pian piano a caratterizzare per il suo volto polimorfo,
3) a seconda dei modelli messi al centro del progetto di cura(la tensionale, dialettico,critico e riflessivo.
psicologia in primis,oggi). Quindi aver pedagogicamente cura significa:
La cura pedagogica gioca tra e con vari dispositivi di cura(quelli 1)dislocarsi su molti piani di intenzione e azione;
medici, sociologici, comunicativi, filosofici, psicologici) ponendo il 2) assumere diversi dispositivi comunicativi e mentali incrociandoli
suo focus oltre di essi, legandosi al formativo o all'educativo. Tra i tra loro;
due percorsi(l'educare e il formare) non c'è aut- aut(o-o ) ma un et-
3)esercitare la cura sempre “in situazione” secondo la logica
et(e-e) come un legame pieno di tensioni, opposizioni, distanze e
connessa al “caso” e “all'evento”.
anche conflitti. La pedagogia deve guardare a una tipologia di
sintesi e riflessiva della cura considerandola come un dispositivo
polimorfo, dialettico e critico. Questo è un compito teorico ma
anche strategico che deve accompagnare le stesse professionalità
educative.
10.LA FUNZIONE NEL “CASO” E NELL'“EVENTO“
La cura pedagogica (come per gli altri tipi di cura) è sempre una cura ad hominem, legata a un “caso”, a un concreto evento vissuto.
L'educere si cala sempre in una situazione, avrà effetti diversi in soggetti diversi.
La formazione è “caso” perché ogni processo è irripetibile, con dialettiche specifiche, dove tutti i soggetti che si trovano nella
relazione(genitori/figli, maestri/allievi) sono determinanti. Il formatore ha un modo diverso di stare-nel-caso rispetto all'educatore= il primo è
partecipativo, attivo e comprendente che agisce per essere oltrepassato; il secondo è tipologico. Per quanto riguarda le professionalità
educative i due percorsi vanno sia congiunti che distinti; in tutto questo è importante sviluppare la riflessività che permetta di stare ogni
singolo processo comprendendo la sua complicata struttura fatta di prossimità e di distanziamento, di partecipazione e di analisi critica, di
empatia e di distacco. Questa struttura va interiorizzata e applicata con un'ottica clinica ad ogni caso specifico. Tale ottica clinica deve
guidare la formazione per dare una vera professionalità alle professioni educative; essa rappresenta un dispositivo che manifesta più impegno
e maggiore libertà/flessibilità.

11.IL MOMENTO METARIFLESSIVO E 12.ULTERIORI PERCORSI DI RICERCA


DIAUTOREGOLAZIONE Restano dei fronti aperti di indagine e di riflessione intorno alla cura pedagogica: 1)analisi del
rapporto tra le pedagogie e le scienze umane nel trattare la cura;
Definiamo lo statuto riflessivo/metariflessivo
2)una migliore definizione del doppio registro della cura pedagogica nell'educare e nel formare;
della cura in pedagogia .Tra i caratteri che 3)approfondimento dell'ottica metateorica sulla cura pedagogica, delineandone meglio la logica e i
contrassegnano la cura pedagogica troviamo il dispositivi chiave e sviluppando un discorso di sponda con l'epistemologia e la filosofia.
dialogo, il sostegno e il dono. La relazione Bisogna quindi affinare quel discorso pedagogico della cura che spesso è stato consegnato ad altri
educativa sta dentro una relazione che è saperi per teorizzarsi ma evitando così il proprio specifico e il proprio valore/funzione.
mediazione tra soggetti e in un medium spazio-
temporale che i soggetti interpretano e/o 3.AVER “CURA DI SE'”: UN COMPITO “LIFELONG”
coordinano. Di questa relazione sono elementi 1.”CONOSCI TE STESSO”
costituenti: Il Socrate platonico, fondando una pedagogica antropologica, si è posto come il primo teorico
1)dialogo=regola, incrementa e guida la della “cura di sé”: egli era un maestro che risvegliava i giovani ad ascoltare la propria
coscienza , rientrare in se stessi, attivando un processo verso la scoperta di sé. Le categorie
relazione, rendendola tensionale e sempre aperta;
della maieutica e della dialettica si collocano sul fronte del “conosci te stesso” e servono per
salire verso un progetto di vita interiore illuminato dal theorein e che cambia anche la vita
2) dono=dare senza ricevere in vista di una vissuta e la sensibilità verso noi stessi. Nei testi platonici viene presentato l'iter complicato del
crescita che si colloca in un altro soggetto, in un dar-forma-al-proprio sé, ossia l'innalzarsi dell'io empirico(=biologico, sociale, storico) a
altro tempo e luogo(il futuro, l'adultità); io/sè(=soggetto risvegliato che si prende cura di se stesso); c'è quindi una tensione verso la
3) sostegno=essere pronti a, essere vicini senza verità (di sé, del mondo, dei fini) che si raggiunge stando dialetticamente, stando nel dubbio e
intrusioni, essere disponibili per intervenire ma nella ricerca e nell'intrecciare Eros e Logos.
solo al bisogno. Quindi la cura appare come un Il nosce te ipsum(conosci te stesso)=è alla base del processo interiore che costruisce l'io
dispositivo aperto, con molte sfide, in cammino, come soggetto e pone il sue essere coscienza al centro della sua identità. Il platonismo
e che si autoregola attraverso la triade del coltiverà questa lectio; sull'onda del platonismo si disporrà poi anche la pedagogia ellenistica,
dialogo-sostegno-dono in modo da possedersi soprattutto stoica (ricordiamo Foucault, Lyotard, Hadot..). Nello stoicismo l'etica è la cura di
criticamente nel suo specifico: logico, sé, coltivazione armonica del proprio io. Essere se stessi è darsi ordine e senso, identità e
regole, coltivare più un'immagine si sé che salire alla Verità

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