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LA STAMPA

Cronache

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LUNEDÌ 7 MARZO 2011

il caso

LUCIANO BORGHESAN

TORINO

il caso LUCIANO BORGHESAN TORINO La ricerca L’Aiviter ricostruisce fatti per avere memoria degli episodi e

La ricerca L’Aiviter ricostruisce fatti per avere memoria degli episodi e contribuire ad aiutare le famiglie

memoria degli episodi e contribuire ad aiutare le famiglie L’appello «Ci rivolgiamo a chiunque abbia informazioni

L’appello «Ci rivolgiamo a chiunque abbia informazioni documentate che possano integrare il nostro lavoro»

documentate che possano integrare il nostro lavoro» 19 settembre 1989, il DC10 SULL’ AEREO FRANCESE ABBATTUTO

19 settembre 1989, il DC10

SULL’AEREO FRANCESE ABBATTUTO SUL CIELO LIBICO CI SONO 170 PASSEGGERI DI 18 NAZIONALITÀ: SONO DIECI LE VITTIME ITALIANE

DI 18 NAZIONALITÀ: SONO DIECI LE VITTIME ITALIANE 23 luglio 2005, Sharm El Sheik UNA SERIE

23 luglio 2005, Sharm El Sheik

UNA SERIE DI ATTACCHI TERRORISTICI SCONVOLGE LA CITTÀ TURISTICA DELL’EGITTO: UNA SETTANTINA I MORTI, TRA CUI SEI ITALIANI

EGITTO : UNA SETTANTINA I MORTI, TRA CUI SEI ITALIANI 13 febbraio 2010, India ATTENTATO DINAMITARDO

13 febbraio 2010, India

ATTENTATO DINAMITARDO CONTRO IL GERMAN BAKERY DI PUNE, 100 KM DA MUMBAI: MUORE L’ITALIANO ANTONIO DI LORENZO

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maggio

Il giorno della memoria è stato istituito con

la legge n. 211

del 20 luglio 2000 per ricordare le vittime

del terrorismo e delle stragi

di tale matrice

Fratelli d’Italia uccisi dal terrorismo internazionale

Non solo in patria Sono centinaia gli italiani che hanno perso la vita in stragi e omicidi avvenuti all’estero. Molte anche le morti in attentati locali provocati da mani straniere

S ono centinaia gli italiani morti in attentati nel mon- do. L’Associazione Italia- na Vittime del terrorismo si attiva perché non resti-

no senza patria e senza memoria. «Sono stati uccisi all’estero o per ma- no straniera, spesso senza capire che cosa stava capitando, mentre la- voravano, durante un viaggio o in missione», afferma Luca Guglielmi- netti, ricercatore dell’Aiviter. Sono sepolti in lunghi elenchi, chiusi in un numero, una data, un luogo, quasi mai ricordati per cognome. Sono nei 2.974 dell’11 settembre 2011, delle Twin Towers, nei 192 dell’11 marzo 2004 di Madrid, nei 52 del 7 luglio

2005 di Londra, nelle stragi che la fol-

lia umana è stata capace di ordire. «Finiranno per essere dimentica-

ti se non ci si prenderà cura delle lo-

ro identità, ma sono state vite che

hanno lasciato vedove, orfani, geni- tori. Hanno amato un Paese che de-

ve loro riconoscenza», aggiunge Gu-

glielminetti. L’Aiviter, per iniziativa del pri- mo presidente Maurizio Puddu, ha il merito di aver raccolto la memo-

ria di quanto capitato in Italia negli anni di piombo e di aver reso immor- tali le figure dei caduti: nel sito www.vittimeterrorismo.it sono ri- portati fatti, responsabilità, anche «punti neri», «segreti di Stato» sen-

za luce. Il giornalismo ha ripreso a

occuparsi degli «anni bui» grazie an- che ai figli delle vittime che hanno

fatto accendere i riflettori sulle not- ti della Repubblica alla ricerca di ve- rità, prima che di giustizia. «Ora Aiviter porta all’attenzione

di tutti le tragedie degli italiani am-

mazzati “fuori casa” e in attentati di matrice internazionale. Una rico- struzione sofferta, che difficilmente potrà essere definita “completata”:

sono molti i casi, ad esempio, al confi- ne tra il terrorismo e l’episodio di guerra. Ci rivolgiamo a chiunque ab- bia informazioni documentate che possano integrare la ricerca». La legge 206 del 3 agosto 2004 "Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice" e quella che istituisce il 9 maggio il "Giorno della memoria de- dicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice" ricono-

scono le vittime sia di attentati com- piuti sul territorio nazionale che ex- tranazionale. Al momento, nel regi-

 

11 Marzo

 

La Giornata europea

per ricordare e prevenire

I

L’11 marzo è la Giornata euro-

pea delle vittime del terrorismo: l’eu- roparlamentol’ha dichiarata per ricor- dare il dolore delle famiglie e per con- tribuire con seminari a promuovere leggi e iniziative comunitarie utili a prevenire attentati e a favorire solida- rietà verso feriti e familiari delle perso-

ne uccise. La data fu scelta in ricordo della strage sui treni pendolari di Ma- drid (2004) in cui morirono 192 pas- seggeri. Quest’anno la commemora- zione si tiene a Bruxelles. La delegazio- ne dell’Associazione italiana vittime del terrorismo (Aiviter) è composta dal vicepresidente Enrico Boffa, ferito dalle Br nel ‘75, dai consiglieri Giampa- olo Giuliano (gambizzato da Prima Li- nea nel ‘79), Anna Maria e Rita Scaglia (figlie di Angelo ucciso dalla bomba di piazza Fontana, ‘69). Introdurrà i lavo- ri il Commissario Europeo agli Affari Interni, Cecilia Malmström. Per l’Aivi- ter parlerà il ricercatore, Luca Gugliel- minetti: «Prevenzione, educazione e verità: ingredienti indispensabili affin- ché la società civile possa condividere il senso delle ferite che il terrorismo ha inferto al suo corpo».

stro ci sono una quarantina di italiani vittime, tra cui quelli dell’aereo france- se fatto esplodere sul deserto del Ténéré, delle stragi di Londra e Ma-

drid, i reporter uccisi in Africa e in pa- esi arabi, uccisi nel conflitto medio- orientale. Casi di cui è raro trovare menzione come per Ferdinando Bi- gnardi, capo pilota della flotta aerea Fiat, ucciso (con 16 persone) la notte di San Silvestro del 1980 in un hotel di Nairobi. E nulla si è saputo dei giorna- listi Italo Toni e Graziella De Paolo, scomparsi a Beirut il 2/9/ 1980. Un capitolo a parte meritano le vittime di attentati in Argentina ne-

gli anni 70. E' solito considerare i soli

morti del regime militare tra il 1976 e il 1983, ma delle 259 persone che l'as- sociazione CELTYV segnala come di origine italiana, uccise dai cosiddetti movimenti rivoluzionari, molte sono state assassinate prima del golpe del generale Videla, cioè quando l'Argen- tina era formalmente democratica.

Di queste la sola nota in Italia è il di-

rettore della Fiat argentina Oberdan Guillermo Sallustro (rapito e ammaz- zato nel 1972). «Riportare queste vittime dal pas- sato al presente - dice Guglielminetti -, significa riaprire ferite dolorose, ma è fondamentale per la storia ricordare quanto è accaduto, affinché, se non prevenire che riaccada, sia almeno ac- clarato quello che è successo. E il no- stro proposito, dunque, è la sistema-

successo. E il no- stro proposito, dunque, è la sistema- 11 settembre 2001 NEW YORK vittime

11 settembre 2001 NEW YORK vittime 2.974

SONO ANCORA IN CORSO DI ACCERTAMENTO I NOMI DEGLI ITALIANI AL WORLD TRADE CENTER ERANO TANTI GLI ITALO-AMERICANI E FORSE TRA LORO ALCUNI AVEVANO LA DOPPIA NAZIONALITA’

zione curata e completa dei fatti». Con un’attenzione utile ai familiari: «Pur- troppo - spiega il ricercatore dell’Aivi- ter -, le vittime spesso non sono consa- pevoli dei diritti previsti dalle leggi». E’ il caso della famiglia di Giachino Diasio, incontrata a Parigi nel 2009 al- la celebrazione del XX anniversario

dell'attentato al DC10 d'UTA, per ini- ziativa della Rete Europea delle Vitti- me del terrorismo: «Un importante simposio che oltre a essere organo consultivo della Commissione Euro- pea, ci aiuterà in questa ricerca». Info@vittimeterrorismo.it è l’indi- rizzo cui inviare notizie e segnalazioni.

Una lunga scia di sangue in ogni continente

Quarant’anni di attentati La storia di Benedetta:

a Londra per lavoro uccisa da una bomba sul metrò

Stragi, attentati: una scia di sangue ita- liano a causa del terrorismo internazio- nale in tutti i continenti. 27 aprile 1973, Roma: il giovane im- piegato della compagnia israeliana EL AL, Vittorio Olivares, viene ucci- so da un terrorista palestinese. 17 di- cembre 1973, Fiumicino: 32 morti e 15 feriti, per l’attentato palestinese a un velivolo della Pan Am. 27 dicembre

palestinese a un velivolo della Pan Am. 27 dicembre Benedetta Ciaccia Morìil7luglio2005 conaltri51 passeggeri

Benedetta

Ciaccia

Morìil7luglio2005

conaltri51

passeggeri

Aveva31anni,da

dieciinInghilterra

1985, di nuovo Fiumicino: 13 morti. E poi: l’aereo bombardato sul cielo del Ténéré, il 19 settembre 1989; bom- ba in un bar di Copacabana che il 4 settembre 1997 uccide un imprendito- re genovese; nella strage di Bali, 12 ot- tobre 2002, muore un imprenditore di Bolzano. Una volontaria è uccisa il 5 ottobre 2003 in Somalia. Il 9 otto- bre 2004 muoiono due sorelle nel- l’esplosione in un hotel di Taba. Sem- pre in Egitto il 27 luglio 2005 nell’at- tentato a Sharm el Sheikh perdono la vita cinque italiani. Le vittime più re- centi: Angelo Frammartino a Gerusa- lemme il 18 agosto 2006; Antonio de Lorenzo a Mumbai, 27 novembre 2008; Nadia Macerini a Pune, sem- pre in India, il 13 febbraio scorso.

Macerini a Pune, sem- pre in India, il 13 febbraio scorso. Il padre Roberto «Erafeliceperil matrimoniochesi

Il padre

Roberto

«Erafeliceperil

matrimoniochesi

stavaavvicinando»

ARomahafondato

ForumSicurezza

Si può essere felici e morire di colpo senza «perché». Il terrorismo colpisce alla cieca per seminare paura, e lo fa uc- cidendo nei luoghi più affollati. Dal 2005 papà Roberto Ciaccia tiene vivo il ricordo di Benedetta, uccisa con altri 51 passeggeri dalle bombe nel metrò di Londra. Aveva 31 anni, da dieci in In- ghilterra, lavorava come analista finan- ziaria. «Benedetta era felice per il ma- trimonio che si stava avvicinando», rac- conta il padre che ha fondato il «Forum Sicurezza» a Roma: «Mia figlia è uno dei tanti morti causati dalla vile mano terrorista. Questa piaga mondiale deve essere debellata: non è concepibile che si possa vivere in un mondo in cui per- sone innocenti siano agnelli sacrificali di gente esaltata, priva di coscienza».