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                                                       Schemi di Matto.  
1) Matto sull’ultima traversa.  
Introduzione; Semplici Casi. 

Se il tuo avversario ha arroccato, gli schemi per dargli matto ricadono in due grandi categorie. Il
primo pattern, che studieremo in questo capitolo, è il matto sull’ultima traversa. L’idea generale è
di mettere la Donna o una torre sull’ultima traversa del tuo avversario e dargli matto, in quanto i
movimenti del Re sono bloccati (di solito dai propri pedoni). Lo strumento più comune è una
batteria di due pezzi pesanti sulla stessa colonna aperta, col pezzo davanti che spesso si sacrifica per
rimuovere una guardia.

Cominciamo col caso semplice, qui sopra. Quando il Re è intrappolato dai suoi stessi pedoni e tu
hai una batteria come quella del Bianco sulla colonna e- in questo caso, il pensiero immediato è un
matto. Il Bianco ha tre pezzi puntati su e8 ed il Nero ne ha due: 1. De8+, TxD; 2. TxT+, TxT; 3.
TxT#.

La pressione offensiva può arrivare da differenti angoli. Il Bianco ha una batteria di due torri ma ha
anche la Donna puntata sulla casa chiave da b4. La pressione contro f8 è di tre contro due, quindi il
Bianco può giocare 1. TxT+, TxT; 2. TxT+, DxT; 3. DxD#.
 

Ora lavora col Nero, che ha attacchi coordinati da due angoli. Il Nero ha due pezzi puntati su f1,ed
il Bianco ha solo un pezzo che guarda la casa—la torre f3. Il Nero inizia con DxT+. Questo forza
TxD ed ora il Nero finisce con TxT#.

Il Re nero intrappolato e la batteria del Bianco sulla colonna e- suggeriscono un matto, ma e8 è


guardata due volte; così il Bianco usa un altro pezzo per prendere una delle guardie: 1. TxT+, TxT;
2. De8+, TxD; 3. TxT#.

2. Affrontare le Interposizioni. 

Un ostacolo al matto sull’ultima traversa è che il tuo avversario può guardare la casa che vuoi usare
o può interporre un pezzo.
In questo primo diagramma, il Bianco non può mattare. Il Bianco naturalmente considera 1. Td8. La
casa d8 non è guardata, ma vi è un altro problema: il Nero può mettere una torre in e8 protetta
dall’altra torre .

Anche qui il Bianco non può mattare. Gli elementi di un matto ci sono: Re nero intrappolato, nessun
difensore sull’ultima traversa, ed il Bianco ha una batteria di Donna e torre. Ma dopo De8 il Nero
può interporre la sua Donna in c8.

Il Nero ha mosso uno dei pedoni davanti al Re, ma il Bianco compensa con un attacco dell’alfiere in h7. 
Quindi il Re nero è intrappolato sull’ultima traversa, il che invita un matto anche senza una batteria; basta 
una torre sola. Ma il Bianco non può giocare Td8 perchè la casa è protetta dalla Donna nera, ma Ta8 è 
vincente, in quanto il Nero ha solo interposizioni inutili. 

 
 

Il Bianco vede che DxT+ non è matto perchè il cavallo nero protegge la torre. Ma poichè questa
cattura rimuove la torre nera dall’ultima traversa ed anche distrae il cavallo nero dalla difesa di e8,
il Bianco deve valutare se la sequenza gli permette poi di mattare con Te8.No; perchè dopo 2. Te8,
il Nero può interporre l’alfiere in f8. Questa posizione illustra l’importanza di considerare tutti i
pezzi del tuo avversario prima di iniziare una sequenza di mosse.

Sorprendentemente, DxT+ è comunque la mossa migliore per il Bianco. Nota che ha sotto attacco
sia la Donna che la torre. Dopo 1. DxT+, CxD; 2. Te8+, Af8; 3. TxC, il Bianco ha una torre contro
due pezzi minori e conserva una chance. Se invece gioca, ad esempio, 1. Dd1, permette AxT e
dopo la ricattura DxA, rimane con la Donna contro 2 cavalli ed una torre: pessima prospettiva.)

3. Togliere le case di fuga al Re. 

Il cuore tipico del matto sull’ultima traversa è quando il tuo avversario ha arroccato e non ha ancora
mosso i pedoni davanti al Re. Ma occorre stare allerta anche quando le case di fuga sono attaccate
da altri pezzi.

Un modo tipico per difendersi dal matto sull’ultima traversa è avanzare il pedone h- di un passo,
come qui il Nero. L’avanzata del pedone serve anche a minacciare il cavallo g5. Ma è troppo tardi
per questo genere di minaccia. Il Bianco ha due risorse utili—torre e Donna—e può iniziare con una
di esse. Ad esempio 1. Db8+, DxD; 2. TxD+, Te8 (inutile interposizione); 3. TxT#.
 

Il Nero ha aperto in h7, ma il Bianco controlla con l’Ad3. Il Bianco cerca di approfittare della
posizione intrappolata del Re e vede che ha torre e Donna pronte. L’alfiere nero guarda c8 contro la
Donna bianca ed anche blocca la strada alla torre bianca verso e8: è sovraccarico. Il Bianco distrae
l’alfiere: 1. DxT+, AxD; 2. Te8#. E’ un esempio sull’importanza di avere l’alfiere puntato verso h7.

Il Bianco ha varie idee offensive che diventano fatali se combinate. La prima riguarda l’attacco del
cavallo su g7, che intrappola il Re nero sull’ultima traversa; il Bianco darebbe matto con Td8, se
non ci fosse la Tf8. La seconda idea riguarda la Donna bianca. Può giocare DxC+ (esamina ogni
Scacco), forzando TxD per prevenire Dg7#. Ora il Bianco può giocare Td8+, e le interposizioni del
Nero sono inutili.

 
Tocca al Nero. Guarda gli elementi del matto: la Donna nera controlla la casa g2, quindi il Re
bianco è bloccato sulla prima traversa; ma la torre nera non può intervenire perchè c’è il proprio
alfiere in d1. Occorre spostare l’alfiere per lasciare il posto alla torre: può andare in f3. Ma giocare
Af3 direttamente non funziona, perchè non forza niente; sarebbe una sequenza efficace se desse
Scacco. Ma per dare Scacco il Re bianco dovrebbe stare in h1. Così il Nero gioca 1. …Dh1+,
forzando RxD; ora 2. …Af3+ porta l’alfiere nella posizione giusta con un altro Scacco che forza Re
in g1. Ora arriva la torre in d1 e matta.

Tocca al Nero. La posizione non contiene il nucleo di un matto sull’ultima traversa. Ma puoi vedere
l’idea se esamini ogni Scacco. Scacchi con la Donna sono inutili, ma vi è f4-f3+: il pedone non può
essere preso, quindi il Bianco deve muovere il Re. Se lo muove in avanti, la torre rimane indifesa ed
il Nero ha DxT; se va in g1, segue matto. Lo vedi? Il pedone f3 controlla le case g2 ed e2; il Re è
intrappolato sulla prima traversa. Così il Nero gioca DxT+, seguita da RxD, ed ora matta con Td1.

Il Re nero sembra avere spazio, quindi un matto sull’ultima traversa non viene in mente; ma nota
che se il Bianco gioca Dc6, la sua Donna taglia le case di fuga (b7 e d7) come il pedone del
diagramma precedente. Ne deriva la minaccia Ta8#. Per evitarla il Nero deve giocare DxD—ma ora
il Bianco ricattura col pedone d5, che controlla b7 e d7. Per evitare Ta8# il Nero sposta il Re in b8.
Ma il Bianco porta l’altra torre da f1 in a1, dando matto forzato.

 
4. Trascinare via i difensori. 

Quando il Re nemico è ben fortificato, occorre un sacrificio per indebolirlo. Il tipo più comune di
fortezza è una torre vicino a lui, tipicamente quale risultato dell’arrocco. Un modo classico per
rimuoverla è un sacrificio di un pezzo pesante sulla casa davanti ad essa.

Nel primo esempio il Re nero sembra ben protetto; la torre d8 protegge l’ultima traversa. Ma il
Bianco ha una batteria sulla colonna d-, suggerendo che la torre d8 può essere trascinata in avanti.
Prima un sacrificio: 1. DxA+, TxD (per prevenire DxT#). Ora 2. Te8+ forza la torre nera indietro in
d8—ed ora il Bianco matta con TxT.

Il Re bianco sembra sicuro; è protetto dalla sua torre. Ma il Nero ha un sacrificio sulla casa davanti
alla torre: Dxf2+. Minaccia DxT# protetta dalla torre f8, e quindi il Bianco deve giocare Txf2. Ora
il Nero ha Ta1+; ma quando il Bianco replica Tf1, il Nero può mattare con TxT.
 

Nota che le risorse del Nero sono sistemate nello stesso modo: egli ha Donna e torre puntate sulla
casa davanti alla torre bianca, e l’altra torre (sulla colonna b-) pronta ad arrivare sull’ultima
traversa. Procedi nello stesso modo: Dxg2; il Bianco deve giocare TxD; il Nero risponde Tb1+,
forzando l’interposizione Tg1; ed il Nero matta con TxT.

Il Bianco ha i pezzi pesanti concentrati su f7; la questione è come sfruttarli. Non con Txf7: il Nero
ha DxTf1+, e dopo DxD, il Nero con TxT ha cambiato due torri per la Donna. L’idea generale era
buona: portare la torre nera dell’arrocco in avanti. Ma l’esecuzione è legata ad un sacrificio di
Donna con l’intento di dare Scacco, conservando la posizione sotto controllo. Quindi 1. Dxf7+,
TxD; ed ora 2. Tc8+. Il Bianco matta con una torre (dopo le inutili interposizioni del Nero).

 
Una variazione della stessa logica. Cambiare in d7, davanti alla torre nera sull’ultima traversa, qui
non funziona, ma il Bianco cerca i suoi Scacchi al Re e trova: DxC+. Se il Nero ricattura con la
Td7, il risultato è familiare: il Bianco gioca TxTd8+, forzando l’altra torre ad interporsi in c8; ed
ora il Bianco matta con TxT. Se il Nero risponde a 1. DxC+ muovendo il Re in a8, segue matto con
2. DxTd8+, TxD; 3. TxT.

 
Matto di Anderssen: Matto in h8 

L’idea consiste nel mettere un pezzo pesante (Donna o torre) in h8, dove matta con la protezione
dell’alfiere o con un pedone in g7. Il diagramma mostra in versione scheletrica la posizione che
vogliamo raggiungere. Vi sono tre elementi necessari per creare questo pattern: (a) il Re nemico
vicino all’angolo, con le case f7 e talvolta f8 bloccate, di solito dai propri pedoni o torre come nel
diagramma. (b) Una linea aperta verso h8 per il tuo alfiere, in quanto il pedone g- del Nero si è
mosso. (c) la colonna aperta h-. In pratica, spesso hai bisogno di fare dei sacrifici per creare queste
linee aperte. Il “Matto di Anderssen” generalmente si riferisce ad un particolare tipo di sacrificio
usato per aprire la colonna h-; è chiamato così per una famosa partita di Anderssen che vedremo tra
un momento. Ma puoi anche associare Anderssen con questo punto, che è più facile da ricordare: se
hai un attacco in diagonale contro h8, devi vedere se puoi mattare con un pezzo pesante—anche se
occorre un sacrificio.

Okay,quindi l’idea particolare del matto di Anderssen è di raggiungere il risultato appena descritto
con (a) prima sacrificando l’atlro alfiere—campochiaro—per aprire la colonna h-, (b) muovere la
tua Donna sulla colonna h-, con Scacco, (c) arrivare con la Donna in h8, dove è matto. Ecco un
esempio: 1. Axh7+, RxA; 2. Dh5+, Rg8; 3. Dh8#. Tutto forzato.

Esamina il diagramma finchè non ti è chiaro il ruolo giocato da ogni pezzo: l’alfiere f6 tiene la
grande diagonale e supporta il matto in h8; la Donna è pronta ad atterrare in h8 in due passi;
l’alfiere e4 fa la sua missione da kamikaze per prendere il pedone che blocca la colonna h-. I due
alfieri puntati sulla posizione del Re nemico sono la base del pattern.
 

Il ruolo giocato dall’alfiere campochiaro nel precedente diagramma può essere svolto da una torre.
Il punto è lo stesso: prendere il pedone h7 con un sacrificio. Il diagramma illustra l’idea. Il gioco va
1. Txh7, RxT (altrimenti Th8#); 2. Th1+, Rg8; 3. Th8#. Nota che il pedone g- era stato mosso
avanti.

Avendo una pressione in diagonale verso h8, il tuo compito è aprire la colonna h-—in altre parole,
liberarsi del pedone nemico che la ostruisce. Per eliminare un pedone possiamo catturarlo o
prendere qualcosa che esso protegge. In questo caso la sequenza standard funziona: sacrificio
della torre in h7; muovere la Donna sulla colonna h-; matto in h8. Ma ancora più efficace è 1.
Dxg6+, h7xD; 2. Th8#. Funziona perchè il pedone f7 è inchiodato.

 
Negli esempi, ogni mossa della sequenza era uno Scacco. Questa è la opzione migliore, in quanto
lavorare con gli Scacchi al Re limita le opzioni del tuo avversario, ma non sempre è necessario. Nel
diagramma il Bianco ha il caratteristico attacco contro h8 con l’alfiere. Il Bianco può forzare il
matto anche senza dare Scacco: 1. Txh5, g6xT (altrimenti matto in h8); 2. Txh5—ed il Bianco
minaccia matto. Il Nero non ha interposizioni o Scacchi al Re e deve subire matto con Th8.

Torniamo a scacchiera intera. La presenza dell’alfiere e5 deve spingerti a cercare il modo per
coordinare l’attacco dell’alfiere con un altro sulla colonna h-. La colonna è già aperta, quindi devi
solo sfruttarla, con la Donna o con la torre c3. Non usi la Donna perchè Dh5 causa g6xD e si chiude
la colonna h-. Invece giochi Th3+, che forza Rg8; e poi viene Th8#—posizione di Anderssen senza
alcun sacrificio.

Il Bianco ha una grande pressione sulla colonna h-, ma non ha il supporto sulla diagonale in quanto
l’alfiere nero d4 blocca la via. Se il Bianco gioca AxA, il Nero ha DxA. Occorre un sacrificio. Il
Bianco gioca Dh8+, forzando AxD; ed ora TxAh8#. Questa è una idea generale: se la strada è
bloccata verso h8, è possibile eliminare l’ostacolo con un sacrificio sulla casa di matto.
 

Tocca al Nero. Nota il tuo alfiere campochiaro come penetra verso h1. Hai anche una torre in h8. La
questione è come usare queste risorse.

(a) Devi aprire la colonna h- per premere in verticale ed in diagonale.

(b) Axg3 è una idea naturale, sperando che il Bianco ricatturi col pedone h- permettendoti di
giocare Th1#. Ma il Bianco può ricatturare col pedone f-, rovinando tutto.

(c) Allora prova a prendere il pedone h- direttamente con la torre: Txh2. Se il Bianco gioca RxT, il
Nero ha una colonna aperta. Ha bisogno di forze fresche sulla colonna h- ed ha due modi, entrambi
buoni: Dh6+ o Th8+. Il Re bianco è forzato in g1, ed ora il Nero matta in h1.

E’ sempre importante controllare cosa succede se l’avversario non accetta i tuoi sacrifici. Qui, dopo
Txh2, il Bianco potrebbe bloccare la diagonale interponendo un pedone: f2-f3. Il pedone frustra la
minaccia di matto del Nero; ma apre la seconda traversa, permettendo al Nero TxD.

Il Bianco non può mattare con la Donna in g7 a causa del cavallo nero che protegge. Qualche altra
idea? La grande diagonale scura aperta dovrebbe attirare la tua attenzione, anche se la strada
dell’alfiere verso h8 è bloccata dalla sua stessa torre—ma forse la torre si può spostare. Poichè la
colonna h- è chiusa, il Bianco avrebbe bisogno di un altro pezzo lì, oltre alla Donna: uno per
sacrificarsi in h7 ed un altro per arrivare in h8. La torre e5 potrebbe fare questo lavoro,
specialmente perchè deve spostarsi anche per liberare la strada all’alfiere. Quindi il vero ostacolo è
il cavallo f5, che ostruisce la strada alla torre verso h5. Ma noi sappiamo come rimuovere un nostro
pezzo: con una minaccia, e preferibilmente con Scacco. Quindi il Bianco inizia con Ce7+. Questo
forza Rh8 o DxC; in entrambi i casi, segue il sacrificio Dxh7+ per aprire la colonna, ed il Nero deve
replicare RxD. Ora il Bianco finisce con Th5+, dando Scacco e scoprendo l’attacco dell’alfiere sulla
grande diagonale—ed al sicuro, perchè il pedone g6 ora è inchiodato. Il Re nero va in g8 e segue
matto con Th8.

Studia il treno del pensiero in questa posizione con attenzione. Mostra bene come costruire una
sequenza da matto. Parti con una idea, poi consideri metodicamente come rimuovere gli ostacoli.

Finalmente arriviamo alla famosa posizione dove furono fatte le mosse spettacolari che hanno dato
luogo allo schema generale che stiamo esaminando ora. Vedremo delle posizioni consecutive tratte
da Blackburne-Schwartz (1881). Qui il Bianco ha giocato 1. Af6, preparando la possibilità del
matto in due modi differenti. Minaccia Dh6 seguita dal matto in g7 o h8. Ma anche un’altra
minaccia di matto: 2. Txh5, g6xT; poi 3. Txh5 seguita da 4. Th8#. Però il Nero può interporre il
cavallo in g7. Ma anche in questo caso il Bianco ha un altra risorsa: portare la Donna in h6.

Tutte queste sono solo idee. Il Nero deve rispondere ad Af6 in modo adeguato.La miglior replica a
1. Af6 probabilmente è Af8, attaccando h6 e cos’ prevenendo l’arrivo della Donna; e se il Bianco
cattura in h5 con le sue torri, il Nero ha la semplice Ag7, bloccando il matto. Ae7 è un’altra mossa
plausibile, attaccando l’alfiere f6.

Ma il Nero rispose ad Af6 con una mossa differente che gli sembrava forte: Cf4+. Forchetta Re
bianco e l’alfiere indifeso d3, protetto dall’alfiere d6 e dalla Donna. Inoltre la mossa rinforza il
pedone h5, dando al Nero un altro modo per ricatturare lì. Infine, il cavallo blocca anche la strada
alla Donna bianca verso h6. Cosa giocare ora col Bianco? Continua a leggere.

 
Il cavallo nero, protetto, ha dato Scacco; naturalmente il Bianco è tentato dal muovere il Re. Ma
prima di giocare una mossa difensiva, considera le risorse del Bianco per mattare. Egli ha ancora le
due torri sulla colonna h-; solo il cavallo previene 1. Txh5, g6xT; 2. Txh5 e matto in h8—nota che
ora il Nero non ha nulla da interporre in g7. Perciò il Bianco giocò la sbalorditiva 1. DxC. Il Nero
ricattura con 2. AxD, ed ora non si può fermare il Bianco: 2. Txh5, g6xT; 3. Txh5, Ah6 (inutile
interposizione); 4. TxA, Dh2+ (inutile); 5. RxD ed ora segue Th8# .

Il sacrificio della Donna di Blackburne fu uno shock all’epoca e questa partita divenne una
leggenda.

Ora invece Anderssen-Zukertort (1869). La caratteristica più importante della posizione del Bianco
è il pedone g7. Può funzionare come un alfiere, pronto a supportare il matto in h8. E’ protetto dalla
torre g3; la questione, come nei precedenti studi, è vedere se il Bianco può arrivare con un pezzo
pesante in h8. Come risorsa ha la Donna h6 e due torri. Vedi come può usarle? Vi è anche l’alfiere
d3, puntato verso h7 se si sposta il pedone f5.

Il Bianco inizia con 1. Dxh7, RxD—un pesante sacrificio. Ora immagina 2. Th3+, e poi 2. …Rg8,
3. Th8#. Una bella sequenza se non ci fosse la Donna nera in d6, che si può interporre in h6 dopo
Th3+. Allora Anderssen giocò diversamente. Come seconda mossa giocò il meraviglioso Scacco di
scoperta f5-f6—usando l’alfiere per respingere il Re nero in g8, e bloccando la strada alla Donna
nera verso la colonna h-. Vediamo la posizione....

L’obiettivo del Bianco rimane quello di portare un pezzo pesante in h8. Th3 non funziona; perchè il
Nero ha il tempo di giocare Txf6 scappando col Re in f7. La soluzione è in un altro sacrificio per
trascinare il Re sulla colonna h-. Anderssen giocò Ah7+ ed il Nero fu costretto a giocare RxA. Ora
abbiamo il giusto pattern: il Bianco può giocare Th3 con Scacco, il Nero muove il Re in g8 e segue
matto con Th8#.

Questa è una delle più famose combinazioni mai giocate. Illustra il grado di immaginazione ed i
sacrifici richiesti per dare matto..

Adolf Anderssen fu uno scacchista tedesco del 19simo secolo, considerato per anni uno dei migliori
al Mondo. Tra le sue vittorie, è famosa la sua“Immortale” contro Kieseritzky (1851) e la
“Sempreverde” contro Dufresne (1852).

 
Matto di Morphy. 

Se hai un alfiere sulla grande diagonale verso l’angolo del Re, puoi non aver bisogno di mettere la
tua Donna od una torre in h8; se3 la colonna g- è aperta, puoi usare un pezzo pesante per dare
matto. Nel diagramma, il Re può stare in g8 o in h8 ed è sempre matto; ma nota che se il Re fosse in
h8 il Bianco avrebbe un problema: il Nero potrebbe interporre un pedone in f6, protetto dalla torre
f8. Guarderemo questa complicazione più tardi. Per convenienza qui semplifichiamo e ci riferiamo
a questo schema come al Matto di Morphy, sebbene questo termine tecnicamente si riferisce ad un
modo particolare di raggiungere questa posizione, modo che esamineremo tra un momento.

Nota la relazione tra questo pattern ed il precedente (Matto di Anderssen). Lì c’era l’idea di usare
un alfiere per attaccare una casa (h8) e poi piantarvi lì un pezzo pesante. Qui l’idea è di far lavorare
il pezzo pesante da una certa distanza.

Per usare lo schema di Morphy spesso è necessario un sacrificio per aprire la colonna g‐. Il Bianco non può 
catturare il pedone g7, ma può prendere qualcosa che esso protegge, come agià sappiamo fare. Quindi: 1. 
DxC, richiede g7xD (se no il Bianco matta con Dxg7); poi 2. Tg1+, Rh8; 3. Axf6#. La posizione finale è la 
stessa del precedente diagramma, ma con l’alfiere avanzato in f6—impedendo l’interposizione del pedone 
f7.  
 

Vi è un’altra tecnica comune usata per aprire la colonna g- e raggiungere lo stesso schema di matto:
il Bianco gioca 1. Txg7. La torre è protetta, quindi il Re deve andare nell’angolo. Ed ora? Sembra
che non vi sia matto, per via dell’interposizione f7-f6. Vi sono due modi per prevenirla:

(a) il Bianco può sacrificare la torre: 2. Tg8+, RxT; 3. Ta1-g1#. Questa sequenza è nota come
Matto di Pillsbury per una partita giocata da Harry Pillsbury che presto vedremo. Poichè lo Scacco
conclusivo è dato sulla colonna e non sulla diagonale, interporre il pedone non serve.

(b) Vi è un altro modo dopo 1. Txg7, Rh8. Il Bianco può prendere il pedone f7 con lo Scacco di
scoperta Txf7; il Re nero deve tornare in g8. Ora il Bianco ritorna con la sua torre in g7, dando
Scacco di nuovo e forzando il Re in h8. Questa piccola sequenza è un vortice o mulinello. Esso ha
permesso al Bianco di rimettere la posizione precedente ma senza il pedone f6. Ora, quando il
Bianco gioca Tg6 scacco di scoperta, il Nero ha l’interposizione Tf6;ma è inutile perchè è indifesa,
e quindi il Bianco gioca Axf6 e matta. Questa sequenza talvolta è chiamata Matto di Morphy. Ma i
nomi non contano, anche se confusi. L’importante è l’idea.

Il Re nero è esposto; vi è una diagonale aperta verso la sua posizione. Il Bianco ha già una verticale
pressione lungo la colonna g-. Se si aggiungesse una pressione diagonale con Df6, si potrebbe dare
matto. Ma la Donna nera guarda la casa di matto, quindi fissa la tua attenzione su di lei. Una
manovra standard è mettere una torre in ottava traversa, con Te8. La Donna nera non può andare in
d6 per guardare ancora f6 da lì. Se 1. …DxT, il Bianco ha Df6+ e matta la mossa dopo. Se 1.
…TxT, il Bianco matta con Dg7.
Hai torre ed alfiere ben coordinati contro g7. Puoi catturare il pedone g7; ma con la torre o con
l’alfiere? Con latorre, ovviamente, perchè è Scacco; Axg7 in questa posizione permette al Nero di
giocare f7-f6 e le tue minacce sono finite. (Se il Re nero fosse in h8, prenderesti il pedone con
l’alfiere perchè sarebbe Scacco: 1. Axg7+, Rg8; 2. Af6#.)

Quindi giochi 1. Txg7+, che forza 1. …Rh8. Ora il Nero può interporre il suo pedone f- (con
protezione) in f6, quindi devi prenderlo con 2. Txf7+, entrando in un vortice. Il gioco continua 2.
…Rg8; 3. Tg7+, Rh8; ed ora la torre si muove sulla colonna g-, dando Scacco di scoperta e matto.

L’alfiere b2 è indifeso ed attaccato dal cavallo nero. Come Bianco, cosa fai? L’alfiere camposcuro è
sulla grande diagonale, e la tua torre è sulla colonna semiaperta g- . Il pedone g7 è il focus della tua
attenzione. Importante è la seconda torre, che può arrivare sulla colonna g-. Questo rende plausibile
un sacrificio per togliere di mezzo il pedone g7. Il Bianco inizia con l’immaginare Txg7+ e vede il
matto di Morphy: il Nero deve spostare il Re in h8, e poi la torre si sposta sulla colonna g- dando
Scacco di scoperta.

Ma aspetta: non funziona, per due ragioni. La prima è che il pezzo che dà Scacco—l’alfiere b2 —
viene catturato dal cavallo. Secondo, il Nero può interporre sulla diagonale. Il problema non è f7-f6;
se fosse solo questo il guaio, il Bianco potrebbe affrontarlo giocando 2. Txf7 come abbiamo appena
visto. Il problema, invece, è che il Nero può interporre d5-d4 (il pedone è protetto) oppure Ce5.
Quindi il Bianco deve giocare, dopo Rh8, la mossa Tg8++—doppio Scacco, ed il Nero non ha
alternative oltre a RxT. Ora il Bianco porta l’altra torre in g1 ed è matto. (il Nero può interporre la
Donna in g5, ma il Bianco la prende TxD#.) Poichè lo Scacco cruciale è stato dato sulla colonna g-,
queste interposizioni sulla diagonale non aiutano il Nero.
Sembra una posizione candidata per uno dei nostri matti; ma dove sono gli alfieri bianchi? Ma il
Bianco ha una Donna che può fare il loro lavoro, ed ha una torre puntata su g7 più un’altra torre
pronta a prendere il posto della prima sulla colonna g-. Vi sono molti spunti per suggerire: 1.
Txg7+, Rxg7; il Re Nero non va in h8, perchè allora segue Dh6 e matto. Tutto bene; quindi il Re
deve andare in g7. Ora hai bisogno di una pressione diagonale e verticale contro il Re. Quindi usi la
Donna: 2. Dg5+, Rh8; 3. Df6+ Rg8, ed ora matto con Ta1-g1.

Una lezione da questa posizione è l’importanza di essere flessibile nel lavorare con questi schemi di
matto. Se non ci sono tutti gli ingredienti, cerca di improvvisare con sostituti. Una seconda lezione
la speciale importanza della flessibilità della Donna. La Donna è versatile. Funziona come una
torre, premendo sulla colonna g- per portare il Re nell’angolo; poi si trasforma in alfiere, contro il
Re in h8.

Altro punto della posizione è il valore delle torri connesse. Il modo più intuitivo per usare le torri è
raddoppiarle su una colonna in batteria. Ma anche se sono semplicemente collegate sull’ultima
traversa possono attivarsi rapidamente. E’ facile dimenticare una torre posizionata come qui in a1.
Non lo fare.

Il Bianco ha una pressione diagonale contro h8; l’alfiere è in f6, quindi il Nero non può interporre
un pedone. E la colonna g- è aperta, un invito per il matto di Morphy. Il problema sono la torre e4 e
la Donna c7, che guardano le case che vuoi. Se inizi con TxT non risolvi niente; le torri nere sono
doppiate, quindi replica TxT. Quindi prova con la Donna. Se va in g3, il Nero ha DxD e le minacce
finiscono. Se muove in g4, la replica forzata del Nero è TxD—ma allora hai TxT+, e porti la torre
sulla colonna g- con niente da attaccare lì. Il prossimo diagramma continua la sequenza.
Ora il Nero non può muovere il Re, ma ha una interposizione: Ag7. Tu replichi TxA+ senza
esitazione. Il Re nero non va in h8 ma in f8, che è più aperto. Il Re è ancora sotto chiave, perchè il
tuo alfiere controlla e7; ma poichè non puoi giocare Tg8, la tua prossima mossa non sarà uno
Scacco.

Va bene, allora replichi a Rf8 con Txh7. Ora il Nero ha la grossa chance di giocare una mossa di
sua scelta; quale sarà? Non vi è molta scelta. Può giocare Dg3 per andare in g8, ma tu la prendi.
Dopo qualsiasi altra mossa, matti con Th8. Anche se non è forzante, Txh7 vince.

Questa è una sequenza tratta da Pillsbury-Lee (1899). Il Nero ha usato la Donna per prendere il
pedone g2 e minacciare la torre bianca. Cosa deve fare il Bianco? La colonna g- è aperta, ed il Re
nero è su quella colonna: una importante opportunità. Vero, l’alfiere bianco non sta sulla grande
diagonale, ma possiamo aggiustarlo. Prima il Bianco crea una colonna aperta per la sua torre con 1.
Df3. Questa è una forchetta a Donna e torre nera; se il Nero ritira la Donna in g6, il Bianco prende
la torre in b7. Quindi l’invito è per 1. …DxD, sacrificio di Donna—e per cosa? Per 2. Tg1+, che
forza Rh8. Ora l’alfiere si sposta sulla grande diagonale: 3. Ag7+, Rg8; 4. Axf6— matto. (il Nero
può interporre la Donna, ma il Bianco la prende con la torre.)

Questa posizione divenne leggendaria per il drammatico sacrificio di Donna. Molto istruttivo il
finale, che mostra come un alfiere può andare da h6 ad f6. Questa manovra talvolta è citata come
“Matto di Pillsbury” come la precedente idea mostrata di sacrificare materiale in g8, per portare il
Re in quella casa.
Ora una posizione da Paulsen-Morphy (1857). L’idea per il Nero non è ovvia; il Re bianco sembra
sicuro, no? Morphy inizia con 1. ….DxA—un sacrificio per aprire la posizione del Re. L’immediata
minaccia è 2. …Dxf2+; 3. TxD, ed ora la torre f2 è inchiodata, permettendo al Nero il matto con
Te1. Quindi il Bianco giocò 2. g2xD. Il Nero immediatamente conquista la colonna g- giocando 2.
…Tg6+, forzando 3. Rh1. Ehi, ma....dov’è l’alfiere campochiaro del Nero? Non è posto sulla
grande diagonale, e muovere il pedone c6 avanti per far posto all’alfiere richiede troppo tempo. La
soluzione di Morphy a questo problema fu 3. …Ah3. Ed arriviamo al prossimo diagramma.

Ora il Nero minaccia di giocare come Pillsbury, trasferendo l’alfiere dalla colonna h- alla colonna
f-: Ag2+, poi dopo Rg1 ha il matto di scoperta con Axf3. Poichè l’ultima mossa del Nero non è
stato uno Scacco, il Bianco ha una chance per mettersi in difesa. Le cose sono un po’ complicate
qui; i dettagli delle varie possibili risposte del Bianco ( Dd3, Td1, o Tg1) e le migliori repliche del
Nero sono molte e sono discusse in molti libri (il libro di Weeramantry, ad esempio). La
presentazione di questa partita aveva solo il significato di mostrarti quello il sacrificio che ha dato il
nome a questo pattern (matto di Morphy). La intera sequenza giocata in partita fu 1. …DxA; 2.
g2xD, Tg6+; 3. Rh1, Ah3 (la posizione delll’attuale diagramma); 4. Td1, Ag2+; 5. Rg1, Axf3+; 6.
Rf1, Ag2+; 7. Rg1, Ah3+; 8. Rh1, Axf2; 9. Df1, AxD; 10. TxAf1, Te2; 11. Ta1, Th6; 12. d2-d4,
Ae3; 13. Abbandona per evitare Axe3, Thxh2; 14. Rg1, Teg2#. (Alla sesta mossa Morphy poteva
concludere prima con ...Tg2; 7. Dd3, Txf2+; 8. Rg1, Tg2+; 9. Rf1, Tg1#.)
Matto di Greco. 

Il Matto di Greco fa uso di idee simili a quelle del matto di Anderssen e Morphy, ma eseguite su
coppie differenti di diagonali-e-colonne. Nel diagramma, guarda l’uso dell’alfiere campochiaro per
premere in g8 invece che in h8; dopo, puoi usare la Donna o una torre per attaccare sulla colonna
h— ed il risultato è il matto che osservi in forma scheletrica nel diagramma. Nota la somiglianza
della struttura col matto di Morphy. Lì era la colonna g- controllata dalla torre o dalla Donna; qui è
la colonna h-. Lì la grande diagonale verso h8 era dominata da un alfiere; qui è la diagonale verso
g8. L’idea generale di intrappolare il Re con una pressione coordinata in diagonale ed in verticale è
la stessa, sebbene in questo caso i sacrifici tipici necessari per aprire la colonna sembrano un po’
differenti.

La sfida, nel matto di Greco, come con gli altri tipi di matto, è di aprire la colonna necessaria. Qui il
Bianco ha un alfiere puntato su g8 e comprende che deve esercitare pressione sulla colonna h-. Ma
come aprire la colonna? Provocando il pedone h7 a catturare. Non protegge niente che il Bianco
possa prendere, ma guarda una casa in cui il Bianco può dare Scacco: gioca Cg6+ e la replica h7xC
è forzata; ora Th1 matta. Il sacrificio di cavallo è comune nel matto di Greco.
 

L’alfiere bianco pronto verso g8, così il Bianco cerca un modo per aprire la colonna h-. Se prende il
pedone h7 col cavallo, il Nero non è in immediato pericolo e può giocare TxA. Il Bianco inizia in
modo differente: 1. Dh5, minacciando matto con Dxh7. Il solo modo per difendersi è spingere il
pedone h7 in h6. Ora il Bianco gioca 2. Dg6, occupando il buco lasciato dall’avanzata del pedone—
minacciando ancora matto in h7. Il Nero deve giocare h6xC, che apre la colonna h-: Dh5# matto.

Il piccolo movimento avanti-e-indietro della Donna è uno strumento utile, da esaminare finchè non
diventa familiare. Nota che vi sono due tecniche per aprire la protezione pedonale del Re. Una è
mettere un pezzo minaccioso su una casa dove un pedone è obbligato a fare una cattura; l’altra,
vista qui, è quella di fare una minaccia di matto (classicamente con la Donna) contro una casa dove
sta un pedone. Spesso un simile pedone è obbligato ad avanzare, per cercare protezione dai suoi
colleghi pedoni, creando un buco utile.

La soluzione di questa posizione fu pubblicata da Gioachimo Greco nel 1619. Il Re nero sembra
sicuro, ma il Bianco ha una Donna ed una torre puntati su h8 ed una Donna ed un alfiere puntati su
f7. Il tuo obiettivo è creare una colonna ed una diagonale aperte con pressione. I tuoi possibili
strumenti sono: catture di pedoni; minacce e catture su case che essi proteggono; minacce di matto.
In questo caso le catture funzionano bene. Inizi col rimuovere il pedone f7 con Dxf7+, forzando
Rh8. Ed ora? Il Bianco ha creato pressione in diagonale contro g8 (invero, ha una ridondante
pressione, il che è importante). Ora vogliamo aggiungere pressione sulla colonna h-, quindi bisogna
aprirla, col sacrificio Txh7+. Il Nero è forzato a replicare RxT—ed ora il Bianco matta con Dh5. E'
un altro caso in cui la Donna fa zig-zag tra una pressione diagonale ed una pressione verticale.

Ed ora sai perchè è chiamato il Matto di Greco.


 

La diagonale aperta verso il Re nero richiede lo Scacco: 1. Ac4. Quali le opzioni del Nero in
replica?

(a) Può catturare l’alfiere con la Donna, ma la perde dopo TxD.

(b) può spostare il Re in h8. Ora mezzo matto di Greco è al suo posto; se la colonna h- fosse aperta,
il Bianco potrebbe mattare con la Donna. La sola risorsa del Bianco per aprire la colonna è il suo
cavallo, che non può dare Scacco—ma può minacciare matto, suggerendo l’idea che abbiamo visto
poco fa: 2. Cg5 minaccia Dh7#, e così forza h7-h6; ora 3. Dg6, muovendo la Donna nel buco creato
dall’avanzata del pedone h-. Minaccia ancora Dh7#. Il Nero estingue questa idea con h6xC; ma ora
la Donna torna indietro in h5 ed è matto. E’ un piccolo studio sull’arte di aprire una colonna!

(c) il Nero può rispondere ad Ac4 interponendo la torre in f7. Il Bianco gioca DxT+, formando una
batteria di Donna ed alfiere, mattando in g8.

La posizione dell’arrocco nero è intatta,ma osserva che il Bianco ha tre pezzi puntati su f7, una
casa vicina al Re. E’ possibile trasformare questa coordinazione di pezzi in un vantaggio materiale?
Il modo naturale per iniziare è di aprire una linea, quindi il Bianco inzia rimuovendo il pedone f-con
Scacco: 1. Axf7+. Così inizia il set up di un matto di Greco, attaccando g8. Il Nero ha 2 scelte:
prendere l’alfiere o spostare il Re in h8.

(a) Se gioca TxA, il Bianco gioca 2. Dxf7+; il Re è forzato in h8, ed ora vi è un semplice matto
sull’ultima traversa con De8 (l’interposizione dell’alfiere in f8 è inutile).
(b) se il Nero replica ad Axf7 giocando Rh8, metà matto di Greco è pronto. Segue la standard 2.
Cg6+, e dopo h7xC, il Bianco ha 3. Dh3#. E’ importante ricordare che la Donna è pronta a
partecipare all’attacco.

Nota che entrambe le varianti sono ulteriori esempi di una Donna che si alterna tra compiti
diagonali e verticali, una utile possibilità da padroneggiare. Questa posizione illustra anche un altro
punto da imparare studiando le combinazioni e gli schemi di matto: l’importanza dell’accumulo di
forze coordinate contro un punto.

Questa volta è il Re bianco che sembra al sicuro; il suo arrocco è indisturbato. Ma guarda le risorse
del Nero: ha due nuclei di attacchi di scoperta contro h2. E' naturale iniziare con uno Scacco, quindi
il Nero parte con Ce2+; forza Rh1. Ora occorre aprire la colonna h- con un sacrificio: Dxh2+,
forzata RxD. Basta muovere l’alfiere e si completa il pattern del matto di Greco: Axf2#. Nota che
anche Ag3 è matto, perchè il Ce2 controlla la casa di fuga g1 e protegge l’alfiere in g3.

Il Nero ha appena usato il suo cavallo per catturare il tuo alfiere in g3. E’ stato un errore. Ora il
Bianco può catturare in g3 ed aprire la strada alla torre verso h7. La cosa importante è resistere alla
tentazione di catturare immediatamente e di considerare invece se puoi fare qualcosa di meglio. Tu
vedi che il pedone f- è stato avanzato, così il pensiero di un matto di Greco viene in mente; se
muovi il cavallo, il tuo alfiere è puntato su g8. Ma sposta il cavallo con cura: occorre aprire anche la
colonna h-. Quindi la prima mossa è 1. Ce7++, Scacco doppio che forza il Re nero in h8. Ora puoi
deviare il pedone h7 con la familiare 2. Cg6+. Il Nero è obbligato a giocare h7xC—ed ora il Bianco
realizza il matto di Greco giocando h2xC.

 
Matto di Lolli; Matto di Damiano. 

I tre tipi di matto considerati in precedenza (Anderssen, Morphy e Greco) avevano alcune
caratteristiche in comune: una combinazione di pressione diagonale contro la posizione del Re, di
solito fornita dall’alfiere, unita ad una pressione verticale, fornita da una torre o dalla Donna. Nei
matti di Lolli e di Damiano è usato un pedone avanzato per fare da supporto.

L’idea dietro il matto di Lolli è di avere un pedone in f6;da lì controlla g7, creando belle possibilità.
Nel diagramma, vi è la semplice Dg7#.

Il punto successivo è capire che il pattern appena mostrato può essere forzato una volta che si
raggiunge la posizione mostrata qui. Il Bianco muove il pedone in f6, e minaccia Dxg7#; il Nero
non ha scelta se non avanzare il pedone in g6. Ora il Bianco gioca Dh6 e matta con Dg7.
 

Una complicazione nasce se il Nero sposta il Re nell’angolo, facendo spazio per la sua torre in g8.
Ma il Bianco matta, se ha anche un altro pezzo pesante. Qui il Bianco gioca 1. Dh6, invitando—
obbligando—il Nero a giocare Tg8. Ma allora il Bianco sacrifica la Donna con 2. Dxh7, RxD—ed
ora 3. Th1 è matto. Questa manovra, chiamata “Matto di Lolli” fu pubblicata da Giambattista Lolli
nel 1700.

Il Bianco ha un alfiere puntato su g6 ed h7: aiuterà la realizzazione del matto di Lolli, inchiodando
il pedone g6. Il Bianco gioca 1. Dh6, Tg8; 2. Dxh7+, RxD (tutto familiare, sinora); ed ora Th5#
grazie all’inchiodatura fornita dall’alfiere.

Osserva, però. Potresti ottenere il matto anche con differente pattern: 1. Dh6, Tg8; 2. Td8, il Nero
muove; 3. Dg7#.
 

Il Bianco ha la Donna ed il pedone f- pronti per il matto di Lolli. Ma poichè la torre nera è in g8, il
Bianco vorrebbe usare la sequenza dove sacrifica la sua Donna in h7—ma non ha una torre in
posizione per andare poi sulla colonna h-. Cosa fare? Vi sono due pensieri che aiutano. Uno è di
inchiodare la torre con Tb8 per inchiodare la Tg8. L’altro è di portare il Ce5 in gioco con Cxf7+—
quasi matto. Ma entrambe queste idee sono frustrate dalla Donna nera, che guarda b8 (dove
vorrebbe andare la torre bianca) ed f7 (dove vorrebbe andare il cavallo bianco). Ma questi problemi
possono essere risolti se hai studiato “il pezzo sovraccarico”: la Donna nera non può difendere
entrambe queste minacce, e quindi ne giochi prima una e poi l’altra. Il Bianco inizia con Tb8, e
matterebbe con Dg7 alla prossima mossa se il Nero non giocasse DxT. Appena la Donna nera fa
questa cattura, abbandona la difesa di f7, permettendo il matto col cavallo.

La prima lezione di questa posizione è ricordarsi di essere flessibile nella ricerca di sostituti per
degli ingredienti mancanti quando lavori con schemi di matto. Un cavallo può fare lo stesso lavoro
degli alfieri e delle torri nei matti studiati sinora. Una seconda lezione è l’importanza di saper
combinare i principi basilari di matto. Se trovi uno schema da matto vicino al completamento ma
impedito da un pezzo nemico, considera se puoi inchiodarlo; considera se puoi forchettarlo;
considera se puoi prendere qualcosa che esso sta anche proteggendo; ecc.

Damiano, come Lolli, ha il suo nome associato con un paio di idee di matto. La più importante
coinvolge un pedone in g6. Come il pedone di Lolli in f6, un pedone in g6 può fare un buon lavoro
sia nel supportare una Donna in attacco, sia nel togliere case di fuga al Re. Qui il Bianco matta con
Dh7; nota come il pedone g6 protegge la Donna e controlla f7.

 
 

Il matto di Damiano richiede una Donna, non solo una torre, perchè per dare matto il pezzo finale
deve stare in h7 ed attaccare sia h8 che g8. Nel 1512 Damiano pubblicò questo diagramma. Il
Bianco ha un pedone in g6, quindi la sfida è arrivare con la Donna in h7 senza perdere l’iniziativa.
Egli lo fa sacrificando le due torri, sempre di Scacco al Re: 1. Th8+, RxT; 2. Th1+, Rg8; 3. Th8+,
RxT; 4. Dh1+, Rg8; 5. Dh7#. La posizione è un interessante studio sull’ uso degli Scacchi al Re, ma
è anche la classica illustrazione di come i pezzi pesanti possono sfuttare la colonna h-. Il principio
ha molte applicazioni, e talvolta è citata come coda di Damiano—un gruppo di pezzi disposti su
una traversa che si spostano su una stessa colonna in successione.

Il Re bianco sembra tranquillo, ma vi è una possibilità per il Nero; un nucleo è rappresentato dalla
disposizione di entrambe le torri nere più la Donna sullultima traversa —la coda di Damiano. In
questo caso il loro potenziale sembra mutato perchè la colonna h- è chiusa da due pedoni. Ma
possono essere spostati con un cambio in una casa vicina—come la casa g3. Osserva la forchetta 1.
…Cg3+. Questo invita il Bianco a replicare h2xC e poi alla ricattura 2. …h4xg3. Questo cambio
non solo apre la colonna h- ma anche lascia al Nero un pedone che può supportare un matto di
Donna in h2. Ora arriva il matto di Damiano: 3. …Th1+, 4. RxT (il Re non può scappare in f2 per
colpa del pedone g3); Th8+; 5. Rg1, Th1+; 6. RxT, Dh8+; 7. Rg1, Dh2+ ; 8. Rf1, Dh1#.
 

Lolli fu anche il responsabile di questa posizione del 1763, che si risolve usando l’idea della coda di
Damiano. Osserva l’alfiere in f6; la Donna in d2, che può saltare in h2 o h6; e le due torri sulla
prima traversa, che possono raggiungere facilmente la colonna h-. Il modo naturale per iniziare è 1.
Dh6, che crea la triangolazione associata al matto di Lolli. Il Nero deve giocare Df8. Importante da
notare: quando immagini un attacco da matto, controlla i punti più deboli della sua posizione. Qui il
Bianco sacrifica la Donna con 2. Dxh7+ per aprire la colonna. Il Nero deve rispondere RxD. Ora
viene 3. Th1+. Se il Nero ritira il Re in g8 segue matto con Th8, quindi deve interporre la Donna
con 3. …Dh6. Il Bianco gioca 4. TxD, RxT. Ed ora arriva l’altra torre in h1, con matto in h8.

Il matto di Damiano tipicamente coinvolge un pedone in g6 che esercita una pressione in diagonale
contro f7 ed h7. Ma un alfiere in g6 può fare un lavoro simile, come un alfiere può svolgere il ruolo
del pedone f6 nel matto di Lolli. Nel diagramma la Donna ha protezione dall’alfiere; il Nero può
muovere Rf7, ma segue matto con Dxf7#—di nuovo con protezione dall’alfiere.
 

L’abilità dell’alfiere di correre in g6 da una certa distanza crea un pattern che merita di essere
conosciuto. Qui sarebbe subito matto con Dh7 se la casa f8 fosse bloccata. Ma il Re può scappare:
1. Dh7+, Rf8; 2. Dh8+, Re7. Il Bianco quindi inizia con 1. Ah7+. Il Re deve andare in h8, ed ora il
Bianco gioca 2. Ag6+, Rg8. A prima vista sembra una perdita di tempo, perchè il Bianco prima ha
avanzato il suo alfiere e poi lo ha ritirato. Ma ora l’alfiere in g6 attacca sia f7 che h7. Ora il Bianco
gioca Dh7+ ed ha creato la stessa posizione vista nel precedente diagramma e matta con Dxf7.

Una estensione del principio. Il Re nero è vulnerabile per via della colonna h- aperta. Un modo
naturale potrebbe essere 1. Th8+, RxT; 2. Dh5+ (o Dh1+), Rg8; 3. Dh7#. Ma dopo Dh5 il Nero può
interporre la sua Donna in h6 e fermare la sequenza. Quindi il Bianco ha bisogno di una idea
differente: 1. Ah7+, Rh8; 2. Ag6+, Rg8. Il Bianco ha spostato l’alfiere in g6, dando sempre Scacco
e quindi conservando il controllo dell’iniziativa. Perchè l’alfiere è più forte qui in g6 che non in d3?
Perchè ora blocca la strada verso h6 alla Donna nera, impedendole di interporsi. Il resto del matto è
semplice: 3. Th8+, RxT; 4. Dh5+, Rg8; 5. Dh7#.

Qualche nota:

1. Immagina la stessa posizione ma con un pedone nero in h7. Il Re nero sembra al sicuro, perchè il
suo arrocco è intatto e la sua Donna lo difende. Ma non di meno il Bianco matta con le stesse mosse
descritte sopra.

2.E’ comune difendersi con un cavallo in f6, invece della Donna qui; lo svantaggio della Donna
rispetto al cavallo è mostrato qui: una Donna può essere eliminata bloccandola.

 
Matto di Anastasia. 

Potresti pensare che il matto di Anastasia sia solo una variazione del matto di Greco—tranne che
questa volta vi è un cavallo al posto dell’alfiere che attacca f8. Infatti nel diagramma il Nero è
mattato dalla torre, poichè g6 e g8 sono controllate dal cavallo. Nota che il matto funzionerebbe
anche se ci fosse un pdone in f7: non occorre una linea aperta verso f7 e g8, come nel caso
dell’alfiere. Il diagramma mostra non solo le case che il cavallo attacca, ma anche le case dalle
quali il cavallo può raggiungere la casa critica e7. Le case f5 e d5 sono particolarmente comuni per
questo matto.

La tipica forma del matto di Anastasia è il pattern che abbiamo appena visto, con una torre che
matta dalla colonna h-. Ma il motivo può essere anche rovesciato come qui, dove il cavallo taglia le
case di fuga f7 ed h7. L’attacco da b8 funziona come un familiare matto sull’ultima traversa.
 

Molti schemi di matto hanno una mossa o un’idea caratteristica—una posizione d’ attacco distintiva
per un pezzo, il cui potenziale funge da spia, per segnalare che quel pattern potrebbe funzionare. Per
il matto di Anastasia il segnale è la mossa di cavallo in e7 (o, se è un cavallo nero, in e2) contro
l’arrocco. Questa mossa forza il Re in h8, e taglia le case di fuga g8 ed f6; significa che il Re è
intrappolato sulla colonna h-, così un attacco lì di un pezzo pesante conduce al matto. Nel
diagramma il Nero vede che il suo cavallo può andare in e2, che la sua Donna può andare in h2
(sacrificandosi), e che la sua torre può raggiungere la colonna h-. Pertanto gioca 1. …Ce2+; 2. Kh1
(forzata), Dxh2+ (standard); 3. RxD (forzata), Th4#.

Il cavallo nero è in d4, da dove può saltare in e2, dando Scacco al Re e forzandolo nell’angolo dove
può subire il matto di Anastasia. Il Nero considera se può aprire la colonna h- e mettervi un pezzo
pesante, per completare il pattern. Il pedone bianco h3 è il guaio; protegge il cavallo g4, però, e così
il Nero potrebbe giocare DxC per trascinare via il pedone. Ma ora sorge il problema di come
arrivare con una torre sulla colonna h-: dopo la ricattura, il pedone bianco arriva in g4, da dove
guarda h5 contro l’occupazione da parte di una torre ed anche blocca la strada verso la colonna h-
all’altra torre. Però il Nero ha Th5+ (lavora sempre con gli Scacchi al Re quando puoi), invitando
g4xT—liberando la strada all’altra torre verso h4. In sintesi, la sequenza: 1. …Ce2+; 2. Rh1, DxC;
3. h3xD, Th5+; 4. g4xT, Th4#.

Il Bianco può limitarsi a perdere del materiale, però. Ad esempio, appena il Nero gioca Ce2+, il
Bianco può catturarlo con la Donna—ma segue TxD. Oppure il Bianco può permettere Ce2 per poi
rispondere alla seconda mossa del Nero—DxC—senza riprendere con il pedone h2 (ma perde il
cavallo). Ad esempio può replicare a 2. ...DxC con 3. Dxd6; oppure 3. f2-f3. In risposta a
quest’ultima mossa, il Nero ha 3. ...Cg3+ (guarda sempre agli Scacchi al Re, per non perdere
l’iniziativa), 4. Rg1, CxTf1. Il Nero guadagna materiale e minaccia CxD.
 

Il Neroha due risorse offensive: il suo cavallo può andare in e2, ed ha due torri connesse sull’ultima
traversa che possono andare sulla colonna h- in successione (la coda di Damiano). Quindi inizia con
1. …Ce2+, forzando 2. Rh1. Segue lo standard sacrificio per aprire la colonna h-: 2. …Txh2+; 3.
RxT, Th8+; ed ora il Bianco deve interporre qualcosa. Il Bianco ha due scelte. Una possibilità è 4.
Dh6, TxD+; 5. AxT, DxA#. L’altra è 4. Ah6, Dh4#.

Tocca al Bianco, che ha qui un certo senso di urgenza, in quanto il Nero sta minacciando matto con
Ta1; 1. Aa2 non aiuta, perchè il Nero ha 1. …Tf8-b8+, 2. Ab3, Ta1# . Quindi il Bianco controlla le
sue risorse d’attacco: un alfiere puntato su g8, ma con la sua strada bloccata da un pedone in f7; un
cavallo in f4, che può dare Scacco in g6; una torre sulla colonna h-; ed un altra torre in coda sulla
prima traversa. L’idea si suggerisce da sola: un sacrificio.

Prova con gli Scacchi al Re. Iniziare con 1. Txh7+ non funziona, perchè dopo 1. …RxT, 2. Th1+,
Rg8, il Bianco non ha altri pezzi da portare in h8 o in g8. Allora prova con l’altro Scacco al Re che
puoi dare: 1. Cg6+. Il pedone h7 è inchiodato, quindi il Nero ha solo due repliche: f7xC o Rg8.
Analizzale entrambe:

(a) Se il Nero gioca f7xC, apre una linea per l’alfiere bianco verso g8. Questo è l’idea del matto di
Greco, quindi il Bianco gioca 2. Txh7+, RxT; 3. Th1#.

(b) Ora supponi che il Nero risponda a Cg6+ muovendo il Re in g8. Questa volta vi è un segnale
differente: 2. Ce7+, il classico preludio al matto di Anastasia. Questo forza il Re in h8, ed ora 2.
Txh7+, RxT; 3. Th1#.
 

Il Bianco ha tre pezzi che lavorano per un matto: una torre sulla colonna aperta h-; una Donna
puntata su f8; ed un cavallo in f5, che può andare in e7—suggerendo la possibilità di un matto di
Anastasia. Il problema è che Ce7 non è efficace al momento, perchè la torre nera guarda e7, e la
casa f8 è libera per il Re nero come fuga. Pensa agli Scacchi al Re con la tua Donna ed alle loro
conseguenze. La mossa 1. Df8+ può essere affrontata in due modi.

(a) il Nero può giocare RxD. Ora guarda al successivo possibile Scacco e trovi solo uno: Th8#.

(b) il Nero può replicare a Df8+ con TxD. Ma ora entrambi gli ostacoli al matto di Anastasia sono
stati rimossi: si può giocare Ce7, con matto.

La sequenza vincente per il Bianco qui si unisce al tema delle forchette ed a quello delle scoperte. Il
Bianco vuole andare contro il Re nero, perchè è conscio della presenza di schemi di matto.
Controlla i tuoi Scacchi al Re: Te8+. Il Nero ha due possibili repliche: Rh7 o l’interposizione Af8.
Rh7 mette il Re in linea con l’indifesa torre c2, e quindi permette la forchetta Dd3+. E’ facile se ti
ricordi sempre di notare ogni pezzo indifeso sulla scacchiera.

Se invece gioca 1. ...Af8 il Bianco continua coi suoi Scacchi al Re: TxA+. Di nuovo il Nero deve
scegliere, questa volta tra muovere il suo Re in h7 o in g7 o se giocare RxT:

(a) Se gioca Rg7, il Bianco può iniziare un attacco che porta al matto con Ce8+; ma poichè è
difficile da calcolare a mente, limitati a cercare il tuo prossimo Scacco e noterai che il Bianco ora ha
la forchetta Txf7+, dove la torre attacca Re e Donna, protetta dal cavallo d6. Il Nero deve giocare
DxT, e perde la Donna con CxD.
(b) se il Nero invece replica a TxA+ con Rh7, il Bianco di nuovo ha la forchetta Txf7+ (o, di nuovo,
un matto forzato più lungo, ma noi ora ci stiamo focalizzando sulle forchette).

(c) Così assumiamo che invece il Nero replichi a TxA+ con RxT, e guarda il prossimo
diagramma....

Arrivando in f8, il Re nero completa il nucleo a tre-pezzi di uno Scacco di scoperta per il Bianco.
La questione è dove andare col cavallo. Il Bianco può giocare Cf5, che taglia le case di fuga e7 e
g7—intrappolando il Re sull’ottava traversa e preparando una forma del matto di Anastasia. In
replica allo Scacco, il Re nero deve muoversi (è inutile interporre la Donna nera in d6):

- Se il Re va in e8, il Bianco matta immediatamente con Cg7. Nota la torre d1 che gioca un
ruolo chiave controllando la colonna d-.
- Se il Re invece va in g8, il Bianco gioca Df8+. Questo richiede RxD, ed il Bianco matta con
Td8#.

Se sei ad un livello di gioco in cui questi materiali ti sono di aiuto, probabilmente per te sarà stato
difficile seguire le sequenze illustrate in questi ultimi due diagrammi. Ti consiglio di rigiocarli
finchè non ti sono chiari.

 
Matto Arabo. 

Il matto Arabo è conosciuto sin dal 1400. Il matto, raffigurato qui in forma scheletrica, funziona
ugualmente bene anche se la torre è in g8. La torre controlla le case sulla lunga diagonale nentre il
cavallo copre le case di fuga del colore opposto. Il segnale del pattern è una relazione diagonale tra
il cavallo ed il Re avversario, con o senza una casa vuota tra loro. Poi un pezzo pesante matta.

Il matto Arabo può essere eseguito anche senza una casa vuota tra Re e cavallo—come qui. Il punto
è sftuttare la relazione complementare tra la torre ed il cavallo. Il cavallo protegge la torre ed anche
controlla un paio di case che la torre non può guardare (h7 e g8 in questo caso), mentre la torre
copre le case che il cavallo non può raggiungere (f8, h8, g7).

Nota ancora la relazione diagonale tra il cavallo ed il Re—un segnale per cercare di portare un
pezzo pesante in una casa che il cavallo protegge.
 

Ora cerchiamo qualche modo per predisporre un matto Arabo. La casa più comune per il cavallo, in
questo pattern, di solito è f6 (o, per il Nero, la casa equivalente: f3). In questo caso il Bianco gioca
Cf6+; il Nero è forzato a replicare Rh8 perchè la colonna g- è off limits. Il Bianco matta con TxT#.

In questo caso il fatto importante è la posizione del cavallo in f6, in diagonale col Re nero; questo è
il segnale per il matto Arabo, che sarà completo se il Bianco riesce a mettere un pezzo pesante in
una delle due case che il cavallo attacca vicino al Re: h7 o g8. Come procedere? Forse puoi
sacrificare un tuo pezzo pesante per permettere all’altro di dare matto. Prova entrambe le possibilità.
1. TxT, RxT non è ottimale; dà al Nero spazio per la fuga. 1. Dxh7+, invece , è diretta ed efficace.
Obbliga il Nero a rispondere TxD, e si libera la strada per Tg8#.

 
Il Bianco può dare Scacco al Re immediato con Te8, ed il Re ha due case di fuga, in h7 ed in f7 (da
qui in f6, ecc.). Ma osserva che in entrambi i casi il Re è entrato in una relazione diagonale col
cavallo. Questo ti segnala la possibilità del matto Arabo —con Tf8# o Th8# (a seconda di dove va il
Re). Nota che l’idea funziona perchè il cavallo è protetto e perchè il pedone g7 limita i movimenti
del Re. Solo il pedone h6 non è necessario.

Tocca al Bianco. Noi sappiamo, dal nostro studio precedente del matto di Anastasia, che le case f5 e
d5 possono essere forti posizioni per un cavallo, in quanto gli permettono di andare in e7. Ora puoi
vedere che anche le case e4 e g4 possono essere posizioni interessanti, perchè da qui un cavallo può
saltare in f6—classico posto per eseguire il matto Arabo. Ovviamente, la casa f6 deve essere sicura
e vi devono essere altre condizioni. Qui osservi che la casa f6 è aperta per il cavallo; che Cf6+
forza Rh8; che questo crea la relazione in diagonale cavallo-e-Re tipica del matto Arabo; e che hai
una torre in c7 pronta ad andare in h7 mattando—ma la casa h7 è protetta dall’alfiere g6. Il rimedio
è semplice: una cattura della guardia con 1. DxA+, forzando la replica h7xD. Ora segue il matto con
2. Cf6+, Rh8; 3. Txh7#.

Esamina la posizione del Re bianco ed i pezzi neri che possono essere usati contro di lui. Tu hai due
torri ed un cavallo, e ptanto cerchi un modo per coordinare due di questi pezzi insieme per un
matto. Non c’è modo per mattare solo con le torri (provaci tu stesso),così cerchi un modo per
coinvolgere il cavallo. Dalla sua attuale posizione in h4 il cavallo può raggiungere f3—e questo ti
segnala la possibilità di un matto Arabo. Se non ci fosse la torre in f3 questa posizione sarebbe
strutturalmente la stessa delle posizioni che abbiamo visto poco fa: Cf3+ spinge il Re in h1; poi
matto con TxT.
Quindi il problema è: cosa fare con la torre f3? Vorresti mandarla via, ma muoverla senza dare
Scacco perderebbe l’iniziativa e permetterebbe al Bianco di sfuggire alla minaccia di matto. Allora
te ne liberi con degli Scacchi al Re: 1. …Tf2+, 2. Rh1 (se il Nero invece interpone con Tg2, allora il
Bianco matta con Tg8xT+ seguita da Tf1#), Th2+; 3. RxT. La posizione ottenuta è la stessa di
quella nel diagramma, eccetto per la torre f3 scomparsa dalla scacchiera. Lavorando solo con gli
Scacchi al Re hai conservato il controllo dell’azione, ed ora puoi dare Scacco di nuovo con 3.
…Cf3+, 4. Rh1, TxT#.

La posizione del Re nero sembra ingarbugliata, ma devi notare che il Bianco ha mezzo matto
Arabo in corso: il Re nero è in diagonale col cavallo bianco, ed il cavallo è protetto; ed h6 non è via
di fuga per colpa del pedone g5. Se il Bianco potesse mettere un pezzo pesante in g8, sarebbe matto.
Non sembra possibile, ma forse puoi riuscirci. Il Bianco ha due pezzi pesanti a disposizione: Donna
e torre. La Donna può esser sacrificata se necessario. Cosa accade se il Bianco inizia con DxT+?
RxD è la risposta forzata. Poichè il cavallo f6 guarda sia e8 che g8, il Bianco può giocare Te8+—
forzando il Re indietro in g7. Ed ora che non c’è più la Tf8, il Bianco ha Tg8#.

Nota la somiglianza tra questa posizione e la precedente. Il Bianco vede il nucleo cavallo-e-Re che
suggerisce un possibile matto Arabo.

A prima vista non sembra una posizione da matto Arabo, perchè il cavallo non è in f6 ed il Re non è
in diagonale con lui. La chiave è vedere come può diventare un matto Arabo se il Re nero viene
spinto in f7 o in h7 da un pezzo pesante che prima (a) scende sull’ultima traversa per forzare il Re
nero in una di quelle case, e poi (b) si muove in f8 o h8 per completare il matto.
Sarebbe tutto facile se non ci fosse la Donna nera, che guarda l’ultima traversa contro Te8. Come
togliere l’ostacolo? Il flusso di pensiero vincente gira attorno a quel punto: la Donna nera ti
impedisce il matto. Attaccala con una forchetta: 1. Db3+. Se il Nero gioca DxD, la sua Donna ha
abbandonato i suoi compiti difensivi ed il Bianco ha 2. Te8+, Rf7; 3. Tf8# . Se il Nero invece
replica a Db3+ muovendo il Re, il Bianco ha DxD—e se il Nero pensa poi di giocare Th2+ il
Bianco ha DxT.

In realtà questa è una applicazione dei principi che abbiamo considerato nella sezione dedicata alla
rimozione della guardia. In questo caso il Bianco guadagna materiale se riconosce che uno degli
Scacchi al Re che può dare, Te8+, è una minaccia che porta al matto Arabo.

 
Matto di Blackburne 

Abbiamo visto che un cavallo ed un alfiere, o un cavallo ed una torre, possono creare pressioni
simili a quelle di un alfiere +una torre. Talvolta anche la coppia degli alfieri funziona a dovere.
Considera la posizione sopra, dove il Nero è mattato. Noi sappiamo come usare una torre sulla
colonna aperta g- (matto di Morphy). Oppre sappiamo anche che un cavallo in h6 può svolgere il
lavoro. Ora aggiungiamo un altro metodo al catalogo: un alfiere puntato su g8 una volta che il
pedone f- è avanzato. Questa idea di matto combina il matto di Morphy con quello di Greco,
laddove il primo usa un alfiere per attaccare h8 ed il secondo usa un alfiere per attaccare g8.

Come al solito, spesso è necessario un sacrificio per creare le condizioni adatte al pattern. La Donna
è spesso lo strumento ideale. Qui il Bianco ha Dxf6; crea una batteria sulla lunga diagonale e
minaccia matto con Dxg7. Il Nero è obbligato a giocare g7xD, cui segue Axf6#.
 

Negli ultimi due diagrammi, il pedone nero h7 ha giocato un ruolo importante, portando via una
cruciale casa di fuga per il Re nero. Se h7 è aperto, il semplice attacco su h8 e g8 con gli alfieri non
funziona; il Re scappa. Ma allora vi è una alternativa, mostrata qui. Come prima, l’alfiere
camposcuro punta su h8. Ma questa volta l’alfiere campochiaro controlla g8 da un angolo
differente; e così anche h7 è controllata grazie al cavallo g5, che anche protegge l’alfiere. L’assenza
dei pedoni davanti al Re dà più case di fuga, richiedendo l’intervento di tre pezzi . (Regola generale:
ogni casa di fuga richiede un pezzo extra .) Questa posizione è nota come Matto di Blackburne.

Qui un tipico sacrificio che conduce al matto di Blackburne. Il Bianco controlla la grande diagonale
ed ha un cavallo in g5. Egli non può aprire la colonna g- per un pezzo pesante (matto di Morphy), e
non può portare un pezzo pesante in h8 (matto di Anderssen). Ma vi è un altro modo per sfruttare la
potenza dell’Ac3, e cioè portare l’altro alfiere in h7. Il pedone g6 lo ostacola, quindi naturalmente il
Bianco prende qualcosa che esso protegge: 1. Dxh5, seguita da g6xD per evitare il matto con Dh7 o
Dh8—ma ora 2. Ah7 matto. Il segnale per l’idea sono i due alfieri puntati verso la posizione del re
nero ed il cavallo in g5.
 

Ecco un uso semplice dei due alfieri per mattare. Sono gli unici pezzi bianchi, ma lavorano bene
insieme. Prima Ae6, così da tagliare via g8; ora il Re è vulnerabile sulla grande diagonale scura. La
mossa non è stata Scacco al Re, ma poichè il Bianco minaccia matto con Ad4 la replica del Nero è
forzata: deve proteggere la casa d4 con Cb5. Tale mossa previene matto via Ad4, ma ora il Bianco
dirige il suo alfiere su una casa differente sulla stessa diagonale giocando Ah2 (preparando Ae5#).
Il cavallo nero non può difendere e5. Nota il ruolo cruciale giocato dai pedoni sulla colonna h-.
Senza di loro, il Re nero andrebbe in h7 o g7.

Qui il Bianco ha due alfieri puntati sulla posizione del Re nero; ha una Donna, anche. Guarda alle
catture che puoi fare ed alle loro conseguenze. Una è Axg6. Il Nero non può ignorarla, per il matto
con Dh7. Quindi supponi la ricattura f7xA, ed ora cerca altri Scacchi al Re: De6—matto.

Piccola lezione: anche uno degli alfieri può fare il sacrificio che spesso fa la Donna in questi matti.

Dopo 1. Axg6 abbiamo assunto la risposta f7xA. Ma controlliamo un’altra risposta, migliore: 1.
…Cf6. Se il Bianco rinnova la minaccia con AxC, non funziona più. Il Nero gioca f7xA ed il
Bianco non matta più; quando gioca De6, il Re nero scappa in h7 dove stava il cavallo. (e se il
Bianco prova Dh8, il Re scappa in f7.) La miglior procedura del Bianco in questa variante è 1.
Axg6, Cf6; 2. Ah7+, Rg7; 3. Dg4+. Questo produce la posizione mostrata nel prossimo diagramma,
mossa al Nero....
 

Siamo arrivati a questa posizione dopo 1. Axg6, Cf6; 2. Ah7+, Rg7; 3. Dg4+. Tocca al Nero. Egli
perderà presto la Donna; sai vedere perchè? Dalla posizione nel diagramma il Nero deve giocare o
RxA o Rh6 (se gioca Rh8, il Bianco matta con Dg8; nota che il Cf6 è inchiodato). La linea più
favorevole al Nero è 3. …Rh6; 4. Df4+ (lavora con gli Scacchi al Re per controllare la situazione),
RxA (se il Nero inizia con RxA finisce nella stessa situazione); 5. Df5+, Rg8; 6. DxC, minacciando
matto, ed ora 6. …DxA per prevenirlo; segue 7. DxD, ed il Bianco vince.

Il segnale dei due alfieri puntati sulla posizione del Re nero dovrebbero essere cibo per la tua mente,
anche se uno di loro è bloccato. Qui l’Ac4 è ostruito dal proprio cavallo, il che suggerisce la
familiare possibilità di un attacco di scoperta—forse uno Scacco di scoperta o forse un doppio
Scacco. Il pezzo cruciale è la torre g1, che si sacrifica per la causa. Studia lo Scacco al Re 1. Txg6+:
un classico sacrificio inteso ad aprire una delle colonne adiacenti quando il Nero ricattura. Se il
Nero gioca h7xT, il Bianco matta con Dh8. Se il Nero invece ricattura con f7xT, egli ha aperto la
diagonale che conduce verso g8, permettendo il doppio Scacco: Ce7 matto.
 

La prima cosa da vedere è la linea di attacco dell’Ab2 verso h8. Poi guarda l’altro alfiere in b1
anch’esso puntato verso la posizione del Re nero. Tutte le ostruzioni su7la diagonale b1-h7
sembrano scoraggianti, ma possono essere rimosse, e con un cavallo in g5 è importante esplorare
tali possibilità: se l’Ab1 fosse in h7, la partita sarebbe finita. Così il Bianco lavora con sacrifici per
liberare (clearance) le strade: 1. Dxh5, gxh5 (previene Dxh7#). Altro Scacco, ora: 2. Cg4-h6+,
Cf4xC (di nuovo forzata). Ora rimane solo il pedone h7, così il Bianco lo prende: 3. Axh7#.

Dopo la prima mossa Dxh5 il Nero può anche giocare AxC, permettendo DxA e così sacrificando
un pezzo per interrompere la sequenza di matto.

L’idea di matto qui è per il Nero; il nucleo base è offerto dalla torre g8—non perchè
necessariamente aiuta a dare matto, ma perchè fornisce un modo naturale per aprire la protezione
pedonale del Re bianco. Quindi comincia a pensare a 1. …Txg2+. La torre è protetta dall’Ab7,
forzando la replica Rh1. Ora il Nero ha il nucleo di uno Scacco di scoperta sulla grande diagonale.
Ritirando la torre in g6 avremmo quasi creato il matto di Morphy, ma il Bianco interpone l’alfiere in
e4. Quindi il Nero deve considerare le sue altre risorse. Egli ha due alfieri puntati verso il Re bianco
ed un cavallo disponibile —segnali che il matto di Blackburne o qualche altro schema è possibile.
Se il Nero potesse arrivare col cavallo in g4 allora i due alfieri avrebbero le linee aperte; ma
dovrebbe arrivare in g4 dando scacco al Re.... Quindi il Nero gioca l’ingegnosa 2. …Th2+. Se il
Bianco gioca Rg1, il Nero matta immediatamente con Th1. Quindi il Bianco deve giocare RxT.
Siamo arrivati alla posizione mostrata nel prossimo diagramma.
 

Le due mosse di torre hanno creao questa situazione. Ora 3. …Cg4++. Poichè è doppio scacco il
Bianco non può catturare ma deve muovere il Re in g1. Tutto è in loco: Ah2#.

Nè l’alfiere camposcuro nè il cavallo erano pronti per il pattern del matto di Blackburne, ma erano
in una posizione da cui potevano raggiungere quel pattern. Ripeti le mosse del cavallo e dell’alfiere
nel diagramma (ed anche del precedente) finchè lo schema non scorre liberamente e visivamente
nella tua mente.

Infine, vediamo la partita di Blackburne contro Schultz, partita che ha dato il nome a questo
pattern. Blackburne, che aveva il Nero, mosse il suo cavallo in g4. Questo minaccia matto via Dxh2
e pertanto forza il Bianco a spingere h3. Ma il Nero non spostò il cavallo, anzi: egli mantenne
l’iniziativa con Axf2+. Questo sembra invitare il Bianco a giocare TxA, ma non è vero, perchè se il
Bianco gioca TxAf2, il Nero può replicare DxTf2+ forzando il Re in h1—ed ora matto con Df1.
Quindi il Bianco replicò a Axf2 con Rh1. Ora abbiamo raggiunto la posizione del prossimo
diagramma...
 

L’alfiere f2 controlla g1, ed il cavallo controlla h2; quindi un attacco sulla grande diagonale avrebbe
effetti letali. Il pedone g2 può essere deviato da quella diagonale con un sacrificio di Donna in
h3.Se fosse disponibile l’alfiere campochiaro, l’idea sarebbe completata. Ma sfortunatamente
l’alfiere sta ancora in c8. Allora si può giocare Af5, con un attacco di scoperta della torre contro la
Donna bianca. Questa mossa mette il Bianco nei guai. La sua mossa naturale—l’unica, se non vuole
perdere la Donna—è DxT. Ma allora il Nero matta in due: Dxh3+, forzata g2xD; ed ora Axe4#.
Questa fu infatti la conclusione della partita di Blackburne. La risposta migliore del Bianco a Af5
sarebbe stata d2-d3 o Dxh7+, ma con queste mosse si perde la Donna.

 
Matto di Boden. 

Continuiamo con gli schemi di matto che utilizzano i due alfieri. Come mostrato nel diagramma, il
Matto di Boden è simile al matto di Blackburne ma un po’ rovesciato: un alfiere controlla le case di
fuga mentre l’altro lo matta. In entrambi i matti il Re non può ritirarsi dalla scena del fuoco
incrociato. Nel matto di Blackburne questa funzione è svolta dal bordo della scacchiera perchè il Re
è in h8. Nel matto di Boden la funzione è svolta o dai propri pezzi o dai pezzi nemici, come qui la
torre e1, che impedisce al Re di scappare sulla colonna e-.

Il matto di Boden è più comune quando un giocatore arrocca lungo come qui. La ragione è che dopo
l’arrocco lungo il Re è a tre case dal bordo con una torre che blocca d8, mettendo parte del pattern
già in loco. L’arrocco corto lascia al Re due case dal bordo, e così il Re si deve muovere per
rientrare nello schema, e la colonna e- deve essere bloccata. Ci vuole più tempo e sforzo, mentre
nella posizione del diagramma gli alfieri mattano senza altro aiuto. 
 

In modo caratteristico il matto di Boden nasce con un sacrificio di Donna in c6, per togliere il
pedone b7 ed aprire la diagonale necessaria. Qui bastano due mosse: 1. Dxc6+, ed ora la replica
b7xD è forzata; poi 2. Aa6#. Il miglior segnale per poter vedere questa idea è un pedone davanti al
Re che si è mosso avanti, aprendo una diagonale nel santuario del Re. Una volta che hai un alfiere
puntato attraverso il buco creato dall’avanzata del pedone c-, nota come il Re è ristretto: la sua sola
mossa disponibile è sulla diagonale in b7; ma questo significa che un attacco lungo quella
diagonale—come con un alfiere in a6—può mattare. Quindi il tuo compito diventa quello di
rimuovere il pedone b7, ecc.

Tocca al Nero. Esamina il Re bianco e vedi che è limitato dall’alfiere f5 (e dai pezzi bianchi in d1 e
d2). Non ha case di fuga, quindi un attacco da a3 sarebbe matto. La possibilità di un tale attacco può
sembrare remota,ma nota che il Nero ha la sua Donna puntata sul pedone c3; se questo pedone fosse
preso, il pedone b2 dovrebbe ricatturare, aprendo la diagonale che porta al Re da a3. L’altro
problema è che l’alfiere camposcuro del Nero è sulla sua posizione originale —f8—con un pedone
in d6 che gli blocca la strada verso il Re bianco. Questo naturalmente suggerisce di muovere il
pedone avanti con 1. …d6-d5, attaccando l’alfiere bianco. Il Bianco gioca 2. Axd5, apparentemente
prendendo un pedone per niente—ma ora il Nero ha 2. …Dxc3+; 3. b2xD, Aa3#. Questa era la
partita MacDonnell-Boden (1869), la partita che dette il nome di matto di Boden allo schema.

L’opzione migliore del Bianco sarebbe stata Td1-e1, creando una casa di fuga al suo Re. Questo
salva la partita ma ovviamente permette al Nero di guadagnare un pezzo con d5xA.
 

Abbiamo visto lo standard sacrificio di Donna per creare il matto di Boden. Qui la strada è più
intrigante. Di nuovo vediamno l’alfiere camposcuro del Bianco con una chiara strada verso b8, ed
un Re nero intrappolato senza case di fuga; ma per sfruttare ciò col matto di Boden il Bianco
dovrebbe spostare il pedone b7 e poi arrivare col secondo alfiere in a6. Nota gli impedimentia quel
pattern: il cavallo nero guarda a6, ed il pedone b7 non difende niente altro che il Bianco possa
catturare. Ma ricorda che una minaccia su una casa guardata da un pedone può essere efficace come
una cattura. Il Bianco inizia con 1. Tc6+. Come una cattura di un pedone in c6, questa obbliga il
Nero a giocare b7xT. L’altro problema rimane ancora: il cavallo b4 guarda a6. Così il Bianco fa uso
di un principio simile, giocando 2. Dxc6+—richiedendo CxD. Ora Aa6 matta.

Il Nero può fare la prima cattura col cavallo e la seconda col pedone b7; non importa.

Il Bianco ha qualche elemento del matto di Boden sul posto. C’è l’attacco dell’alfiere sulle case
scure davanti al Re, intrappolato dai propri pezzi; ed il Bianco ha la Donna pronta a giocare DxD,
spostando il pedone b7. Il problema questa volta è che il cavallo bianco blocca la strada all’alfiere
verso a6. La naturale idea è spostare il cavallo da b5 in un modo violento—preferibilmente con uno
Scacco. 1. Cd6+ è un errore, perchè dopo 1. …AxC la strada dell’alfiere verso b8 non è più aperta.
Corretta è 1. Cxa7+, che obbliga AxC. Il finale è la normale 2. DxD, b7xD; Aa6#.

Nota l’importanza dell’ordine delle mosse:se il Bianco gioca prima DxD, questo cambio offre al Re
una casa di fuga in b7 quando il Bianco dà poi Scacco con Cxa7. Questo matto, come molti altri,
dipende dal mantenere il raggio d’azione del Re sotto stretto controllo. Bisogna stare attenti a mosse
che inavvertitamente danno al Re una casa di fuga.
 

Come visto all’inizio, non sempre il matto di Boden capita sul lato di Donna; può anche succedere
con un Re arroccato corto o non arroccato affatto—come qui il Nero. Il punto è che i due alfieri
hanno bisogno di attaccare il Re da due angoli. Qui il primo nucleo è offerto dal letale attacco
dell’Aa3 sulla diagonale verso il Re nero. Il Re non può andare da nessuna parte; occorre un attacco
sulla diagonale h5-e8 per dare matto. Vi è un pedone in f7, ma può essere deviato prendendo il
pedone che esso protegge, con un sacrificio: 1. Dxe6+, f7xD forzata; poi matto con Ag6.

Questa posizione illustra l’importanza dell’arrocco.

Ora una applicazione sul lato di Re. L’alfiere b3 controlla f7 e g8, ed il Bianco ha una batteria di
Donna e torre puntata su e8. Ma il Nero protegge e8 tre volte. La soluzione sta nel coinvolgere
l’alfiere d2, che può raggiungere h6 in un passo. Il Bianco ha solo bisogno di liberare (clearance) la
diagonale da h6 verso il Re nero, e può farlo giocando la familiare DxC+. Il Nero è forzato a
replicare g7xD. Ora Ah6 matto. Qui vi è un “muro” creato dalla torre e1, che mantiene il Re fuori
dalla colonna e-.
 

Nota la pressione ce l’alfiere nero b6 applica: taglia le case scure davanti al Re bianco, che è
murato vivo dai suoi stessi pezzi. Aggiungendo pressione dalla diagonal h3-f1 si matta ; e per
aprire quella diagonale possiamo fare una minaccia o una cattura in f3, forzando il pedone g2 a
catturare. Ma il Bianco guarda il pedone f3 non solo col pedone g2 ma anche col suo alfiere d5; ma
il Nero ha due attaccanti puntati lì, e quindi: 1. …Txf3+, 2. AxT, TxA+; 3. g2xT, Ah3#.

Tocca al Bianco. Le prospettive di matto qui non sono ovvie. Ma quando tu hai due alfieri pronti ad
attaccare, come qui il Bianco, pensa a qualche schema per sfruttarli. I primi due Scacchi al Re da
provare sono naturali: 1. Th3+, usando la colonna aperta e forzando il Re in g8; poi 2. Ae6+,
forzando il Re in f8. Okay, ed ora? Pensa alla posizione del Re: ha un muro sulla colonna e-, e
l’alfiere e6 taglia le case chiare attorno a lui. E’ un setup per il matto di Boden, arrivando sulla
diagonale scura che parte da h6. L’ idea è oscurata dal pedone g7, ma noi sappiamo cosa fare: 3.
Dxf6+, g7xD; ed ora 4. Ah6#.
Classico sacrificio alfiere h7 (Greek Gift ). 

Il sacrificio del Bianco di un alfiere in h7, talvolta descritto come "Greek gift," (Dono Greco) è un
comune, importante e complesso set di schemi di matto. Gli elementi del matto generalmente
coinvolgono tre pezzi: un alfiere, un cavallo e la Donna. L’idea base, partendo dal diagramma, è 1.
Axh7+, RxA; 2. Cg5+, Rg8; 3. Dh5 e 4. Dh7#. Questa è la forma ideale; in pratica il pattern si
complica in vari modi. Alla seconda mossa il Nero può giocare Re in g6 o h6 invece di Rg8.
Oppure il Nero potrebbe poter catturare il cavallo g5. Oppure, dopo la terza mossa del Bianco (Dh5)
il Re nero potrebbe scappare lungo l’ottava traversa. Oppure il Nero potrebbe declinare l’offerta del
sacrificio, rispondendo a Axh7 con Rh8.

Vi sono anche alcune chances di varietà per il Bianco: invece di Cg5 può far seguito al sacrificio
d’alfiere direttamente con Dh5 o con qualche altra azione sulla colonna h-. Il risultato di tutto può
essere il matto, o un guadagno di materiale. O giusto il pedone h7, se il tuo avversario declina il
sacrificio.

Quindi, per catalogare tutte queste variazioni, con relative sotto-varianti, ci vorrebbe troppo spazio.
Pertanto ci limitiamo alle idee basilari dietro di esse.

Spesso accade che il Nero ha un pezzo che difende g5 ed è pronto a prendere il cavallo che atterra
lì. Ma puoi ancora usare Axh7+. Qui il Bianco ha gli elementi chiave del pattern in loco: un alfiere
puntato su h7; un cavallo in f3; ed una Donna che può andare sulla colonna h- in una mossa. Ma la
casa g5 è guardata dalla Donna nera; il matto non c’è, ma il prezzo da pagare è altoma dopo: 1.
Axh7+, RxA; 2. Cg5+, Rg8; 3. Dh5, DxC; 4. DxD. Il Bianco ha guadagnato la Donna.
Nota che se il Nero all’inizio aveva un alfiere in d8 (o con la Donna d8 dietro l’alfiere in e7—non
importa), la sequenza non va più bene: g5 è attaccata due volte e guardata dal Bianco solo una volta.
Se il Bianco avesse un pedone h4 allora funzionerebbe di nuovo bene per il Bianco.

Ora introduciamo una piccola complessità. Talvolta, cme qui, casa f8 è vuota, dando al Re la
possibilità di fuga in f8 prima e poi in e7. Bisogna accontentarsi della caccia al Re, dopo l’iniziale
sacrificio. Il diagramma presenta un esempio semplice: se il Bianco gioca Dh7+, butta via tutto,
perchè il Re scappa in f8 e poi in e7. La corretta sequenza è Dxf7+, Rh8; poi DxT#. Questa idea—
iniziare con Dxf7 invece che con Dh7—è molto comune, quindi è importante comprenderla.

Talvolta il pattern non è sfruttabile perchè il Nero ha altre risorse sull’ultima traversa (come qui la
Donna) che prevengono la semplice Dxe8 del Bianco. Ma il Bianco ancora matta in questa
posizione, e di nuovo il segreto è iniziare in f7 invece che con h7, avvantaggiandosi della capacità
del Cg5 di supportare attacchi su entrambe le case. 1. Dxf7+, Rh8; 2. Dh5+, Rg8—ed ora la
posizione è stata resettata ma senza il pedone f7 sulla scacchiera. Questo è importante, perchè
permette 3. Dh7+, Rf8; 4. Dh8+, Re7; 5. Dxg7#. Il matto del Re in e7 è sorprendente.

Se la Donna nera fosse stata in c8 la sequenza di matto non avrebbe funzionato, perchè dopo Dxg7+
il Nero ha Rd8. I dettagli di queste condizioni possono sembrare numerosi e preoccupanti, ma in
pratica non sono difficili da visualizzare. Un pedone in e5 tende ad esseere molto importante, sia
per prevenire la fuga del Re sia per prevenire l’arrivo di un cavallo nero in f6, proteggendo h7.
 

Assumiamo che il gioco prosegua con 1. Axh7+, RxA; 2. Cg5+, Rg8; 3. Dh5. Ed ora? La mossa
migliore del Nero è 3. …Te8, facendo spazio al Re in vista di Dh7+. Ma di nuovo puoi mattare
usando la sequenza descritta in forma scheletrica prima, catturando prima in f7, non h7: 4. Dxf7+,
Rh8; 5. Dh5+, Rg8; 6. Dh7+, Rf8; 7. Dh8+, Re7; 8. Dxg7#.

Con un po’ di allenamento puoi raffigurarti mentalmente tutta la sequenza a partire da questa
posizione; e poi congratularsi con te stesso per essere stato capace di vedere otto mosse in avanti.
Non è così difficile quando stai lavorando con uno schema familiare. Nota di nuovo il ruolo chiave
giocato dal pedone e5 e dalla Donna in d8.

Greek Gift: il Re va in g6. 

Prima di continuare, un avviso: ignora il Re in g8 (errore grafico); un Re nero (quello in g6) basta e
avanza!

Vi sono tre questioni principali da porsi quando progettiamo un sacrificio Axh7. La prima e più
semplice è se le case di cui hai bisogno—ed in particolare g5, e poi h7—sono disponibili per i tuoi
pezzi. La seconda è se il Re può fuggire sull’ultima traversa . Abbiamo già visto entrambe queste
complicazioni; una terza, che analizziamo ora, è la possibilità del Re di avanzare in g6 invece di
andare in g8. Questa è la variante più complessa del corrente pattern, ed è difficile generalizzare le
sue conseguenze. Occorre valutare concretamente la posizione.

Il tuo obiettivo nei prossimi diagrammi è di sfruttare le altre tue risorse contro un Re esposto in
g6—conoscere cioè i tipi di idee d’attacco che diventano possibili. Le idee generali sono: (a) portare
la tua Donna più vicino al Re esposto; (b) forzare il Re ad uno Scacco di scoperta spostando il tuo
cavallo da g5; e (c) avanzare il tuo pedone h-, g-, o f- per togliere al Re le case di fuga.

Torniamo alla nostra posizione base e giochiamo 1. Axh7+, RxA; 2. Cg5+, Rg6, arrivando al
diagramma sopra. Il Bianco gioca ora Dd3+. Segue:

(a) Se il Nero replica a Dd3+ con Rh6, il Bianco gioca 2. Dh7#.

(b)Se il Nero replica a Dd3+ con Rh5, il Bianco gioca 2. g2-g4+—e matta alla prossima. Infatti (i)
se il Nero muove Rh6, il Bianco ha Cxf7#. (ii) Se il Nero gioca Rxg4, il Bianco matta con Dh3. (iii)
Se il Nero gioca Rh4, il Bianco ha Dg3#. Nota il lavoro cruciale svolto dall’Ac1.

(c) La miglior replica del Nero a Dd3+ è f7-f5, interponendo un pedone. Ma il Bianco lo cattura en
passant: e5-f6+, Scacco di scoperta. Se il Nero gioca Rxf6, il Bianco matta con Txe6. Se il Nero
muove il Re in h5, il Bianco gioca g2-g4 e matta.

Come vedi, vi sono una mezza dozzina di modi con cui il Bianco può dare matto. Se il Bianco fa un
passo falso, il Nero può scappare. Il punto generale è che, una volta arrivato in g6, il Re nero è in
pericolo. Studia le idee d’attacco presentate qui non perchè necessariamente le troverai replicate
nelle tue partite, ma perchè sono i tipi di opzioni che sorgono in questa posizione. Se spendi del
tempo a rendertele familiari, avrai meno difficoltà a giocarle in partita.

La sequenza qui inizia nel modo standard: 1. Axh7, Rxh7; 2. Cg5+—ed ora suppon che il Nero
giochi Rg6. La cosa migliore per il Bianco è portare la Donna in g4 o in d3 (e poi da d3 in g3);
l’idea è di mettere la Donna dietro il cavallo, preparando una scoperta. Altra possibilità è usare il
pedone h-, come il Bianco fa qui con h4-h5+, creando la posizione del prossimo diagramma ....
 

Il Re nero non può catturare il cavallo o il pedone perchè sono protetti. Deve muovere il Re, e le
sole case disponibili sono f5 ed h6. (a) Rf5 provoca il sorprendente matto g2-g4#. (b) Rh6 crea la
possibilità di uno Scacco di scoperta, con Cxf7++, guadagnando la Donna nera.

Ora vediamo un paio di altre cose che potrebbero accadere nella posizione appena considerata.
Dopo che il Bianco gioca 2. Cg5 (già fatta nel diagramma), il Nero potrebbe giocare Rg8; ma il
Bianco ha 3. Dh5 con matto forzato: 3. …AxC; 4. h5xA, f7-f5 (cercando di creare una via di fuga);
5. g5-g6 (controllando f7), Dh4 (disperazione); 6. DxD, seguita da 7. Dh8# (supporto dalla Th1).

Altra alternativa per il Nero nel diagramma è AxC. Anche così segue matto: 3. h4xA+ (scoperta),
Rg8; 4. Dh5, f7-f5 (come la sequenza del precedente paragrafo); 5. g5-g6 (di nuovo, vedi sopra),
Dh4; 6. DxD, seguita da 7. Dh8#. Nota il ruolo cruciale giocato dal pedone h4. Fornisce protezione
per il cavallo; e quando il cavallo viene preso il pedone diventa un mostro, spostandosi dalla
colonna h- per aprire la torre h1 e poi avanzando sulla colonna g- per controllare le case di fuga del
Re. Se non ci fosse il pedone—se fosse ancora in h2 all’inizio della posizione—allora AxC sarebbe
sufficiente per il Nero. Anche cruciale è la torre h1 (se il Bianco avesse arroccato).
 

Altra cosa: dopo 1. Axh7, RxA; 2. Cg5, AxC, 3. h4xA+ —la sequenza considerata nel precedente
paragrafo—il Nero non deve giocare 3. …Rg8; potrebbe invece portare il Re in g6, ottenendo la
posizione qui sopra. Il Bianco matta in tre mosse, con 4. Dh5+, Rf5 (forzata). Poi 5. Dh3+, ed ora se
il Nero gioca Re4 il Bianco ha Df3#; se il Nero gioca Rg6 il Bianco ha Dh7#.

Altre idee simili. Il Bianco ha fatto il suo sacrificio in h7 e poi ha mosso il cavallo in g5 con Scacco;
il Nero ha replicato con Re in g6. Il pedone h- del Bianco non è stato ancora avanzato, ma è ancora
il momento buono per giocare h4. Il punto non è quello di proteggere il cavallo, che non è in
immediato pericolo. Il punto è di giocare h4-h5+ dopo. Nota che la mobilità del Re in g6 è limitata,
e quindi lo Scacco col pedone diventa pericoloso. Però, dato che non hai dato Scacco, il tuo
avversario ha più scelte nella risposta. Se il Nero è impreciso può subire un rapido matto; ad
esempio, se replica ad h4-h5 con Rf5, la partita finisce con g2-g4# .

Se il Nero invece gioca Rh6, vi sono varie possibilità. Il Bianco può portare la Donna in g4, che è di
solito una buona idea perchè minaccia uno Scacco di scoperta (con l’alfiere) muovendo il cavallo da
g5. Avvicinando la Donna al Re, il Bianco ha parecchi modio per minacciare matto combinandola
col cavallo o con l’alfiere o con un pedone.

Per vedere una concreta variante, supponiamo che nella posizione di sopra il Bianco giochi 1. h4 ed
il Nero replichi De8, togliendo la Donna dal pericolo di una forchetta di cavallo, dopo aver mossi il
Re in h6. Dunque 2. h4-h5+, Rh6. Ora 3. Dd3 (minacciando Dh7#), Cf5 (interposizione); 4. g2-g4
(minaccia il cavallo nero), f7-f6 (minaccia il tuo cavallo); 5. Cxe6 (Scacco di scoperta), CxA
(togliendo lo Scacco ma perde la qualità).

 
Matto Affogato. 

Qui l’idea dietro il matto affogato in forma semplice. Il Re nero è paralizzato; il cavallo bianco
sferra il colpo fatale Cf7#. In questo schema il Re tipicamente è ristretto nei movimenti dai propri
pezzi e dal bordo della scacchiera.

Il Bianco ha uno Scacco al Re con Cf7, ma la casa f7 è guardata dall’alfiere in g6. Così rivolgi la
tua attenzione all’alfiere per vedere se puoi catturarlo o distrarlo. Nota che l’alfiere guarda anche
h7, dove hai una seconda minaccia di matto; in altre parole, l’alfiere è sovraccarico. Gioca una delle
minacce, e poi l’altra: 1. Dxh7+, AxD; ed ora 2. Cf7#.

 
La mossa naturale per il Nero è 1. …Cg4—naturale perchè crea una minaccia di matto in h2. Come
deve rispondere il Bianco? Le sue opzioni sono limitate; deve aggiungere protezione ad h2, ed il
solo modo per farlo è 2. Df4. Nota che il Re bianco è bloccato in h1; questo ti deve provocare dei
pensieri sul matto affogato. La Donna bianca guarda la casa di matto (f2), ma guarda anche la casa
di matto in h2. Quindi è sovraccarica, invitando a giocare una minaccia dopo l’altra: prima 2.
…Dxh2; 3. DxD; e poi il matto affogato 3. …Cxf2.

Un modo classico per ottenere il matto affogato è il sacrificio della Donna in una casa vicino al Re
nemico. Nel diagramma il Nero gioca Dg1+. Poichè la Donna è protetta dall’alfiere in a7, il Bianco
non può catturare col Re; è costretto a giocare TxD. Ma ora il Re è intrappolato e segue Cf2#.

Greco pubblicò questa idea nel 1600; è più o meno lo stesso della precedente posizione ma una
mossa prima. La mossa più naturale per il Nero da considerare è lo Scacco 1. …Dxf2. Il problema
è che dopo la replica 2. Rh1, il Nero non può tornare con la Donna indietro. Invece, il Nero fa un
sacrificio: 2. ...Dg1+, obbligando il Bianco a giocare TxD o CxD. Ora segue matto con Cf2#.

 
 

Ecco un’idea particolarmente famosa ed utile per ottenere un matto affogato, descritto per primo nel
1497 dallo spagnolo Juan Ramirez Lucena. Il Bianco inizia con 1. De6+, forzando il Re nero in h8.
Ora il cavallo bianco fa una piccola danza: 2. Cf7+, Rg8; 3. Ch6++, scacco di scoperta. Il Nero è
obbligato a giocare 3. …Rh8 (se Rf8 viene mattato con Df7). Ora: 4. Dg8+, forzando 4. …TxD 5.
Cf7 matto.

Nota i due motivi da imparare: il sacrificio della Donna in g8, forando il Nero a catturare lì,
intrappoando il proprio Re; e l’uso del cavallo, prima per spingere il Re nell’angolo e poi per
proteggere la Donna ina g8 (impedendo al Re di catturarla lui).

Il Nero parte con 1. …Dc1+ e vede che è coperta da 2. Tf1. Ma allora 2. …De3 dà Scacco,
obbligando il Re ad andare in h1. (Se il Bianco gioca Tf2 invece di Rh1, il Nero matta con DxT+ e
poi Df1#.) Il Re nell’angolo stimola la standard idea del matto affogato; il Nero matta con la tipica
danza del cavallo: 3. …Cf2+; 4. Rg1, Ch3++; 5. Rh1, ed ora il tradizionale sacrificio della Donna:
5. …Dg1+, TxD; 6. Cf2#.

La cosa interessante della posizione è che il Nero non poteva iniziare con De3 perchè non è Scacco.
Inizia invece con 1. …Dc1, la cui unica funzione è di forzare la torre sulla prima traversa, in modo
tale che 2. …De3 dia Scacco e controlli l’azione.
 

Il classico matto affogato coinvolge un Re sul bordo della scacchiera circondato dai propri pezzi.
Ma lo stesso pattern si può avere quando le case vuote attorno al Re sono sotto attacco e quindi off-
limits. Nel diagramma, se il Nero gioca la poco plausibile Dg1+, il Bianco deve replicare TxD (il
Re non può catturare perchè la Donna è protetta). Ma ora il Re bianco è invisibilmente affogato: la
sua unica casa di fuga, g2, è off-limits per colpa della torre nera. Quindi il Nero matta con Cf2.

Il Re nero è bloccato in h8 per colpa dei propri pezzi e per via dell’alfiere bianco h6. Ti invita ad un
matto affogato, visto che hai un cavallo nelle vicinanze; ma la sola casa disponibile è g6, guardata
dal Nero. L’altra casa utile, f7, è occupata, ma l’occupante è un tuo pezzo—quindi puoi spostarlo
con una minaccia: 1. Df6+, che obbliga AxD. Ora 2. Cf7 matto.

 
Il Re nero è inscatolato. Quando il Bianco ispeziona i suoi Scacchi al Re, egli vede che Ch6 attacca
non solo il Re ma anche g8, mentre g6 sarebbe attaccata dalla Donna e dall’alfiere. Sarebbe matto
affogato, ma l’alfiere nero controlla h6. Quindi il Bianco cattura l’alfiere: 1. DxA, forzata 1.
…CxD; ed ora Ch6 matta.

Nota la potenza di fuoco organizzata dal Nero contro la posizione del Re bianco: gli alfieri puntati
in modo incrociato, sebbene uno degli alfieri abbia la strada bloccata dal cavallo d4—un cavallo
che, comunque, può dare Scacco in c2. Ma c2 è guardata dall’alfiere in e4. Idea: immagina di
catturare l’alfiere e4 con 1. …DxA+ e chiediti cosa accade dopo. Naturalmente temi la ricattura
CxD; ma allora Cxc2 è matto—un matto dell’invisibile varietà dell’affogato.

Il Bianco ha altre opzioni ma anche queste finiscono in matto. Così 1. …DxA; 2. Rf2, Cf5+ (Scacco
di scoperta); 3. Ae3 (interposizione), DxA#. O 2. Ae3 (interposizione), Cxc2+; 3. Rf2, Dxe3#.
Queste possibilità no degne di studio, perchè richiedono l’abilità di visualizzare come i movimenti
del Re sono limitati da invisibili linee d’attacco.

Infine, osserva come questi principi possono essere usati per guadagnare materiale laddove l’idea di
matto fallisca. L’alfiere f8 ed il pedone f7 bloccano la fuga del Re verso est, come se fosse sul
bordo in h8. Tu vedi che il tuo alfiere controlla le case e7 e d8. Questo richiama alla mente un matto
affogato, così naturalmente immagini Cf6+ e Cc7+—ma nessuna funziona. Cc7 fallisce perchè la
Donna nera guarda la casa c7. La importante questione è di come il flusso del tuo pensiero ha corso
finora. Rifletti su come sia urgente per il Nero mantenere la sua Donna puntata su c7. Questo
significa che la Donna è vulnerabile; non può muoversi. Quindi la minacci con 1. Db5. Se il Nero
gioca DxD, subisce matto con Cc7. La sua miglior risposta è 1. …Dd8; 2. AxD, TxA, ed il Bianco
ha guadagnato la Donna..

Tutto inizia vedendo l’idea del matto affogato—e poi non farsi spaventare da chi blocca tale idea.

 
Matto di Legall. 

Il matto di Legall sorge nella sua forma tipica in questa posizione, dopo le mosse iniziali 1. e2-e4,
e7-e5; 2. Cf3, d7-d6; 3. Ac4, Ag4; 4. Cc3, g7-g6. Il tentativo del Nero di inchiodare il cavallo f3
sulla sua Donna non è molto intelligente, in parte perchè il Bianco può giocare h2-h3 per forzare il
Nero od a ritirare l’alfiere od a catturare il cavallo. Ad ogni modo, il Nero ha creato un altro
problema: il Bianco gioca ugualmente 5. Cxe5 anche se perde la Donna, perchè dopo 5. …AxD il
Bianco ha 6. Axf7+, Re7; 7. Cd5#. (Dopo 5. Cxe5, la migliore mossa del Nero è d6xC, permettendo
DxA e perdendo solo un pedone.)

Talvolta è possibile ottenere lo stesso effetto con due alfieri ed un cavallo invece di due cavalli ed
un alfiere, come nel prossimo diagramma.

Il Bianco ha appena giocato Ce2, una mossa sospetta perchè blocca il suo alfiere f1. Il Nero gioca la
standard Cxe4, lasciando la sua Donna esposta alla cattura. Se il Bianco prende il cavallo col
pedone d3, il Nero ha DxA ed ha guadagnato un pedone. Se invece il Bianco gioca AxD, il Nero ha
Axf2#.
 

Altro esempio su come questa idea possa essere usata per guadagnare materiale. Di nuovo il Nero
ha imposto l’imprevidente inchiodatura con Ag4; di nuovo abbiamo 1. CxC. Se il Nero gioca 1.
…d6xC, bene; il Bianco gioca DxA, guadagnando un pezzo. Ma se il Nero prova 1. …AxD, il
Bianco ha Ab5+, ed ora il Nero può evitare il matto solo interponendo la sua Donna in d7. Il Bianco
la prende con l’alfiere dando Scacco. (La potrebbe prendere col cavallo, ma non darebbe Scacco e
non funziona bene per ragioni che vedremo tra un momento.) Come esercizio, ti invito a
considerare cosa accade dopo che il Bianco ha giocato AxDd7+.

Fatto? Bene: il Nero non può ricatturare in d7 col Re perchè la casa è guardata dal cavallo bianco
e5. Egli deve giocare Rd8. Ora il Bianco ha Cxf7+. Lascia il suo alfiere indifeso, ma va bene,
perchè la mossa forchetta Re e torre nera. Il Nero va avanti con la cattura RxA. Ed ora il Bianco
gioca CxT? No! Egli non ha bisogno di farlo ora, perchè la torre è affogata in h8; non può andare da
nessuna parte. Invece il Bianco coglie l’opportunità di giocare RxA. Poi giocherà CxT.

Per ritornare al nostro tema, la più importante funzione della mossa iniziale del Bianco CxC qui era
semplicemente quella di eliminare il cavallo nero che impediva ad Ab5 di essere efficace. Il pattern
del matto di Legall qui non è stato usato pienamente, ma è un tipico esempio della comune idea di
sacrificio associata col matto (il cavallo “inchiodato” catturato in e5).

Il punto: quando vedi una inchiodatura relativa come quella che qui il Bianco ha contro il cavallo in
f6, considera le conseguenze se il cavallo interrompe l’inchiodatura ed inizia un attacco contro il
Re. Qui il Nero ha 1. …CxC, invitando il Bianco a giocare 2. AxD. Ora viene 2. …Ab4+. Il Bianco
deve interporre la Donna, ed il Nero guadagna un pezzo: 3. …AxD+; 4. RxA, RxA.