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Cos'è il Futurismo Il futurismo è il primo movimento d’avanguardia nato in Italia, destinato a

rompere l’isolamento provinciale della nostra cultura e a riaprire un dialogo tra Italia e l'Europa. Il
Futurismo nasce ufficialmente nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del movimento sul
giornale parigino "Figaro", dallo scrittore Filippo Tommaso Marinetti..
Le conquiste del Novecento All'inizio del '900, tutto il mondo dell'arte e della cultura è in
evoluzione, spinto dai cambiamenti politici, per le guerre e per la veloce trasformazione della
società. Il telegrafo senza fili e la radio annullano le distanze. Il dirigibile e poi l'aeroplano
avvicinano i continenti. I tubi al neon illuminano le città e le automobili aumentano ogni giorno,
grazie all'invenzione della catena di montaggio. A Milano, nel 1910, i pittori divisionisti Umberto
Boccioni , Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo, firmano il Manifesto
Tecnico della pittura futurista, che ne stabilisce le regole: l'abolizione della prospettiva
tradizionale e il moltiplicarsi dei punti di vista per esprimere il dinamico interagire del
soggetto con lo spazio circostante. Quindi definito il “Primo Futurismo” La fase "eroica",
rivoluzionaria, del Futurismo si esaurisce nel corso della prima guerra mondiale. Finito questo
periodo, e scomparsi in guerra alcuni dei suoi interpreti principali (Boccioni, Sant'Elia), il
Futurismo imbocca strade diverse, quindi inizia la fase del “Secondo Futurismo”.
Il Secondo Futurismo Quando Umberto Boccioni muore improvvisamente, nel 1916, Carrà e
Severini sono in una fase di evoluzione verso la Pittura Cubista, quindi il gruppo milanese si
scioglie ed il cuore del movimento futurista diventa Roma, con la conseguente nascita del Secondo
Futurismo. Dal 1918 al 1928, fu sciolto il gruppo del Futurismo milanesi che si ricompattano
attorno a Marinetti. In questa fase i pittori Futuristi sono impegnati di superare del divisionismo
evolvendosi in forme astratto-geometriche, sul cubismo, prime intuizioni post-cubiste e
costruttiviste. Nel 1929, i Futuristi entrarono nella seconda fase del “Secondo Futurismo” (1929-
38) e firmarono il Manifesto della Aeropittura, che proponeva uno stile pittorica capace di dare al
pubblico sensazioni collegato al volo di avvicinare gli artisti alle idee suggerite dal surrealismo. Poi
furono altri fasi del futurismo: Terzo Futurismo, Architettura Futurista e Futurismo Russo che
hanno reso il famoso lo stile artistico Divisionismo.
Fortunato Depero Nato a Fondo, nella Val di Non, nel 1892, Fortunato Depero si
trasferisce con la famiglia a Rovereto dove frequenta la Scuola Reale Elisabettina, che abbandona al
termine del quinto anno di corso. Fa l’esame per entrare all’Accademia di Belle Arti di Vienna, ma
viene
bocciato, così inizia a lavorare come marmista, applicato l'arte scultorea, a Torino. Si trasferisce a
Roma nel 1913 e conosce Balla, uno dei maestri del Futurismo. Ragionano a lungo insieme sulla
nuova arte, che deve avere a che fare con i tempi nuovi, la velocità e la scienza che continua a
progredire e partecipa
all'Esposizione Libera Futurista Internazionale.
Guerra mondiale Con lo scoppio della prima guerra mondiale Depero, in un'Italia ancora neutrale,
partecipa alla pubblicazione del Manifesto Futurista, il quale si associa in particolar modo ai temi
della violenza. Entrata in guerra l'Italia, Depero si arruola ma solo per pochi mesi perché poi
ammalandosi viene esonerato per motivi di salute. Nel 1916 si dedica a coreografie teatrali
sperimentali, infatti, conoscendo Diaghilev, impresario di balletti russi, commissiona per lui scene e
costumi plastici per due rappresentazioni. Alla fine della guerra a varie mostre di cui una, tra le più
importanti a Milano, dove Martinetti cerca di riunire e rilanciare i Futuristi del dopo guerra.
Secondo Futurismo Nel 1925 si reca con Balla a Parigi in occasione dell'Esposizione
Internazionale delle arti decorative (Art Decò) e dove trovano dal loro punto di vista tutto futurista.
Negli anni tra il 1924 e 1928, si dedica alla realizzazione di molti manifesti pubblicitari lavorando
in particolar modo per la ditta Campari per la quale fa più di cento bozzetti.
Viaggi e la scoperta del Stati Uniti, Copertina di Depero per Vanity Fair, realizzata durante il
periodo trascorso a New York Nel 1928 va a New York, dove lavora ancora per il teatro e la
pubblicità. Negli anni successivi viaggia ancora molto e scrive la storia della sua vita. Si occupa di
“scrittura sperimentale”, compone poesie astratte e “rumorose”, tutte centrate sul suono (e non sul
significato) delle parole.
Fascismo, Seconda Guerra Mondiale e la fuga di Depero Con l'avvento del fascismo Depero si
avvicina a questa corrente politica credendo che il futurismo potesse arrivare a una sorte di
"artecrazia", ma la sua passione politica non è stabile perché nello stesso tempo frequenta esponenti
futuristi di sinistra. Durante la seconda guerra mondiale e al culmine del conflitto mRitorno e la
morte Tornato a Rovereto, da l'avvio alla realizzazione del suo museo futurista il quale verrà
inaugurato nel 1959 a Trento, un anno prima della sua morte. Fortunato Deper o muore nel 1960 a
Rovereto. ondiale, dovette affrontare l'accusa di fascismo soprattutto per aver pubblicato, durante
l'ascesa di Mussolini, il libro "A passo romano". Tornato a New York per scampare alle accuse
italiane, scoprì questa città ormai ostile al futurismo e quindi alle sue attività perciò decise di
ritirarsi in un paesino del Connecticut dove lavorò fino al rientro in Italia.