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Il taccuino della Murderparty – Caso n. 3 – Un cuore di ghiaccio – www.murderparty.

it

UN CUORE
DI GHIACCIO
Un murder party di Mario Corte

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Indice........................................................................................................................... 2
Copyright ............................................................................................................... 3
Le regole del gioco ........................................................................................................ 4
Premessa ................................................................................................................ 4
Preparativi .............................................................................................................. 4
Il murder party ....................................................................................................... 5
Introduzione al “caso” ................................................................................................... 7
Copione di Kevin Allen ......................................................................................... 8
Copione di Gungadòr Oktüren ............................................................................. 12
Copione di Mary Osborne.................................................................................... 16
Copione di Angela Sinclair .................................................................................. 19
Copione di Remington Wyman ........................................................................... 23
Informazioni per le squadre investigative ............................................................ 26
Gli indizi da consegnare subito ..................................................................................... 28
Indizi da consegnare nell’intervallo tra il primo e il secondo atto .................................... 30

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Il testo che segue è depositato alla SIAE ed è di proprietà esclusiva dell’autore.
Ne sono assolutamente vietate la copia e la diffusione anche telematica se non espressamente autorizzate.
Il suo utilizzo è consentito agli abbonati al “Taccuino della Murderparty” (sito internet
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“Un cuore di ghiaccio” era uno dei titoli che doveva essere inserito nella collana della Digamma “Serata
in giallo”. Tuttavia, essendo stato scritto prima della messa a punto definitiva del regolamento della serie,
la sua organizzazione era ancora piuttosto diversa. Per questo motivo non troverete gli inviti, la divisione
netta in atti e quella nei consueti paragrafi “cosa devi dire”, “informazioni riservate”, ecc.
Abbiamo tuttavia deciso di riproporlo senza adattamenti (che, necessariamente, sarebbero stati molto
profondi), sia per non stravolgere la creatività e la scrittura rigorosa di Mario Corte, che resta uno dei più
attenti e minuziosi autori di murder party (e non solo di quelli), sia perché si tratta di un documento
interessante, a metà strada tra un murder party classico e la futura serie “Serata in giallo”.
Il regolamento che segue tiene conto delle diversità cui abbiamo fatto cenno.

NOTA: Poiché gli attori che dovranno interpretare la parte di “Remington Wyman” potranno sbizzarrirsi
in soluzioni molto creative e divertenti, Murderparty vi invita a scattare foto a questo personaggio e a
pubblicarle sul sito per condividerle con gli altri utenti. Grazie!

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Chi propone il gioco viene automaticamente nominato “Organizzatore”. L’organizzatore, un po’
animatore e un po’ arbitro, deve innanzitutto:
a) Scegliere il tipo di gioco. Se non volete invitare troppa gente optate per il gioco con i soli personaggi;
altrimenti se avete molti amici e non volete escluderli dal Murder Party, scegliete la versione con squadra
investigativa.

- gioco con soli personaggi: in questa formula gli “attori” diventano anche investigatori e potranno
esaminare gli indizi. Il numero degli amici da invitare coinciderà pertanto con i personaggi della
vicenda. La scheda con le informazioni per la “squadra investigativa” viene accantonata.

- gioco con squadra investigativa: questa versione si adatta alle compagnie numerose. Pertanto, se
avete molti amici e non desiderate escluderli dalla serata, fateli partecipare come investigatori.
Con questa formula gli attori (quelli che interpretano uno dei personaggi della vicenda) devono
limitarsi a recitare e ad essi non saranno nemmeno mostrati gli indizi che verranno letti solo
dagli investigatori.

b) Decidere chi invitare. L’Organizzatore può aprire e leggere il contenuto dei copioni. Dopo essersi
fatto un’idea dei personaggi del “caso” sarà più facile per lui decidere chi invitare e quale parte affidargli.

c) Scegliere tra un invito a cena ed un dopo cena. Se vi piace cucinare una buona cena può essere un
divertente preludio alla rappresentazione, utile tra l’altro a creare la giusta atmosfera. Altrimenti optate
per un dopo cena.

d) Consegnare i copioni. Fate pervenire con almeno un giorno di anticipo i copioni ai rispettivi
interpreti. Facendo così darete la possibilità agli attori di giungere sulla scena preparati e con il vestiario
adatto. In questo titolo è particolarmente importante per alcuni personaggi (Remington Wyman per
esempio).

Nota: Se non potete effettuare la consegna, informate almeno ciascun interprete su quanto descritto nel
paragrafo “chi sei” di ciascun copione.

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Se avete optato per un invito a cena servite pure, tenendo presente che per il gioco occorreranno poi un
paio di ore. Pertanto fate i vostri conti e cercate di terminare in tempo per poter procedere alla
rappresentazione ancora ben svegli.
Se gli invitati si presenteranno in costume e la cosa vi diverte, potete iniziare anche subito il “gioco delle
parti” comportandovi come se foste il personaggio che interpretate.
L’organizzatore concederà un tempo congruo (dieci – quindici minuti) per l’assimilazione delle
informazioni contenute nel copione.
L’Organizzatore raccomanderà ai giocatori la massima riservatezza sul contenuto dei copioni che non
deve essere condiviso con nessun altro giocatore.

Nota bene: solo il colpevole sa di esserlo, tutti gli altri personaggi “vedono” la vicenda dal loro punto di
vista e, come gli investigatori, conoscono solo una parte dei fatti.

Gli Indizi: sono distribuiti a cura dell’Organizzatore nel momento indicato sulle relative schede.

- nel gioco con soli personaggi sono dati in visione a tutti gli attori;

- nella versione con squadre investigative sono consegnati solo ai componenti di queste ultime.

Introduzione e inizio gioco: dopo i preparativi di cui sopra, l’Organizzatore leggerà ad alta voce
l’Introduzione alla vicenda e darà il via al gioco dividendolo in due atti.

In questo titolo la divisione in atti è necessaria unicamente per permettere la distribuzione di nuovi
indizi.

Se è presente la squadra investigativa saranno i componenti di quest’ultima a condurre gli interrogatori.


In caso contrario saranno gli stessi attori ad interrogarsi a vicenda. La formulazione delle accuse è
riservata alla fine del gioco, nell’epilogo.

Ogni ATTO (tranne l’epilogo) si svolge allo stesso modo: i componenti della squadra investigativa (o in
mancanza gli stessi attori) pongono domande attinenti all’argomento dell’atto. Gli “attori” rispondono o
intervengono secondo le indicazioni dei propri copioni. A questo proposito si ricorda che:

Compiti dell’organizzatore durante gli Atti

- fa da moderatore e, se necessario, stimola o dà ordine alla discussione;

- controlla i tempi di gioco. Dopo aver fissato per ogni atto il tempo limite, ne annuncia la chiusura con
cinque minuti di anticipo per dar modo agli attori di fornire le eventuali informazioni obbligatorie.

Gli Intervalli: ad ogni atto segue un intervallo che verrà utilizzato dai giocatori per preparare l’atto
successivo. Spesso, nel corso degli intervalli giungono degli INDIZI. Ogni Intervallo dura circa 10
minuti.

Consegna delle soluzioni: alla fine del secondo atto l’organizzatore concede una decina di minuti affinché
gli attori (nel gioco con soli personaggi) o le squadre investigative (nel gioco con squadre investigative)
scrivano su un foglio di carta “chi, come e perché” ha commesso il crimine assieme al proprio nome così da
identificare l’autore della soluzione. Scaduto il tempo concesso, l’organizzatore ritira i fogli perché
nessuno possa più alterarli nell’atto conclusivo (Epilogo).

Nota bene:
- nel gioco con soli attori: il colpevole non deve ovviamente scoprirsi e fornirà, come tutti, una sua
soluzione del “caso” anche se di pura fantasia. Il suo obiettivo è solo quello di rimanere
impunito;

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- nel gioco con squadre investigative, l’organizzatore può concedere anche agli interpreti la
possibilità di fornire una loro soluzione del “caso” se è la prima volta che giocano e non
vogliono rinunciare al piacere dell’indagine.

Epilogo: è quello della classica riunione conclusiva con la ricostruzione della vicenda e l’indicazione del
colpevole o dei colpevoli. L’organizzatore inviterà gli investigatori ad illustrare le proprie soluzioni in
modo dettagliato e secondo un ordine che può anche essere deciso per sorteggio.

Alla fine del “giro” di ricostruzioni, e solo alla fine, l’organizzatore inviterà il colpevole ad alzarsi in piedi
e dare una dettagliata spiegazione dell’accaduto. Il “Premio per la migliore investigazione andrà a chi ha
indicato il vero colpevole ed ha fornito la ricostruzione dei fatti più vicina alla verità.
In mancanza, vincerà il colpevole.

Si potrà anche decidere di assegnare un “Premio per la migliore interpretazione” (che tenga presente
anche il “vestiario” indossato e la sua inerenza all’epoca e al personaggio interpretato), la cui consistenza
sarà lasciata alla fantasia e alla generosità dell’organizzatore.

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Strana personalità, quella di Earl Sunderland... Un ricco inglese gaudente e viziato,
sempre a caccia di belle donne sposate e disposto a tutto pur di conquistarle. Ma questo
non era l'unico vizio del nostro stravagante milionario, il quale non solo aveva una
notevole inclinazione per l'oppio e altre raffinate droghe, ma amava circondarsi di gente
che definire losca sarebbe davvero troppo generoso. Del resto, basta osservare certi
"esemplari" della fauna che frequentava la sua casa, per rendersi conto che le sue
amicizie non erano precisamente oxfordiane... Mi riferisco innanzitutto a quel signore
che è lì tra voi, il suo fornitore personale di oppio: Remington Wyman, per gli amici
"Macello". Il perché di questo curioso soprannome si intuisce osservando il suo occhio
coperto da una benda, il suo braccio mancante, la gruccia con la quale si aiuta nel suo
incedere, la stopposa parrucca che porta in testa, tutti testimoni di una vita non proprio
tranquilla, una vita che senza dubbio - e senza offesa - non è stata spesa al servizio
dell'umanità... E anche il signor Gungadòr Oktüren non si offenderà se riveleremo
che, nonostante il suo aspetto decisamente meno raccapricciante, non è proprio un
fiorellino: e del resto, senza solide referenze come ladro, ricattatore e chissà cos'altro,
probabilmente non sarebbe mai stato assunto come domestico tuttofare da Sunderland.
Per chiudere il giro degli uomini presenti, dovremo chiedere scusa anche al signor
Kevin Allen, ex scrittore di successo, se ne riveleremo l'attuale status sociale, ben
diverso da quando frequentava i salotti letterari londinesi: condannato a vent'anni per
omicidio, il signor Allen è qui stasera non solo nel ruolo di galeotto, ma anche in
quello di evaso... Per quanto riguarda le due signore, Angela Sinclair e Mary Osborne,
beh, forse sarà meglio che siano loro stesse a spiegare quali rapporti intrattenessero con
il signor Sunderland. A proposito, chi volesse avere notizie di quest'ultimo non
dovrebbe far altro che dare un'occhiata nella sua stanza, dove lo troverebbe nell'identica
posizione nella quale lo hanno trovato, un'ora e mezza fa, Gungadòr, la signora
Osborne e il signor Wyman.
Ma vediamo di ricostruire un po' i fatti.
Siamo a Londra ed è il 15 novembre del 1952. Oggi, alle 18.30 si è udito distintamente
uno sparo provenire dallo studio del Sig. Sunderland. Osborne, Gungador e Wyman,
che erano presenti in casa, hanno chiamato a gran voce Sunderland per chiedere cosa
fosse accaduto. Non ricevendo risposta, hanno tentato di aprire la porta ma era chiusa,
sprangata dall’interno. A questo punto, temendo il peggio, hanno dovuto forzarla. Una
volta entrati, si sono trovati davanti ad uno spettacolo orribile: Sunderland era seduto
alla sua scrivania con un fucile in bocca e in un lago di sangue.
Verso le 19.15 è arrivata Scotland Yard assieme al signor Allen.
Verso le 20, accompagnata da due agenti, è arrivata anche la signora Sinclair.
Perché si è suicidato Earl Sunderland?
E poi, si è proprio trattato di un suicidio?

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Nota bene: se trovi delle frasi in corsivo, queste sono informazioni riservate che non
vorresti che fossero rivelate. Tuttavia, di fronte a prove o testimonianze evidenti puoi
anche renderle note. Naturalmente, se sei l’assassino o un complice puoi confessare
il tuo delitto o le circostanze che lo riguardano unicamente nell’ultimo atto, l’epilogo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi sei: Hai 38 anni. Sei alto 1.75. Sei sposato dal 1946 con una bellissima donna,
Angela Sinclair. Eri un noto autore di romanzi gialli, ma purtroppo da quattro anni sei
un... galeotto.
c) Gli antefatti: Nel 1948, attraversasti una seria crisi economica dovuta al ritiro dal
mercato di alcuni tuoi libri, ritenuti da un magistrato troppo zelante "gravemente
diseducativi". Licenziato dal tuo editore, ti ritrovasti ben presto in gravi difficoltà. In
tuo soccorso venne un personaggio che tu e tua moglie Angela avevate conosciuto in un
noto salotto londinese, un certo Earl Sunderland, un milionario che viveva di rendita e
la cui unica attività consisteva nel frequentare la buona società. Sunderland, che per
principio non concedeva prestiti a nessuno, ti presentò un bizzarro individuo, un
mongolo di nome Gungadìn Oktüren, il quale acconsentì a prestarti 25000 sterline,
dicendoti che avresti potuto restituirgliele con tutto comodo. Ben presto, però,
Gungadìn si rivelò uno strozzino della peggior razza, e quando, con grandi sacrifici, tu
riuscisti a restituirgli l'intera cifra, il mongolo, minacciandoti persino di morte, ti
annunciò che quello sarebbe stato solo un acconto: la cifra che voleva indietro era di
75000 sterline. La sera del 27 novembre, prima di recarti a un appuntamento con
Gungadìn, ricevesti a casa una visita di Sunderland, il quale si profuse in scuse per
averti presentato quel lestofante. Dopo essersi appartato con te affinché tua moglie non
potesse sentirvi, ti consigliò di andare all'appuntamento con una pistola e di minacciare
Gungadìn: di fronte a un atteggiamento deciso, il mongolo, che lui conosceva bene e
sapeva essere un vigliacco, sarebbe sceso a più miti consigli. Visto che tu non possedevi
un'arma, Sunderland ti prestò la sua; subito dopo se ne andò. Raggiunto il luogo
convenuto, un vicolo di Spitalfields, consegnasti a Gungadìn 5000 sterline, frutto di
nuovi debiti; ma il mongolo ti ingiunse di dargli come minimo altre 15000 sterline
entro 24 ore, e il resto entro una settimana. Alla tua preghiera di avere un po' di pietà,
rispose estraendo un lungo pugnale ricurvo e appoggiandotelo sul petto. Spaventato,
decidesti di seguire il consiglio di Sunderland ed estraesti dalla tasca la pistola. Ma
nell'attimo stesso in cui sfiorasti il grilletto, l'arma (un'automatica) cominciò a sparare
all'impazzata, scaricando in rapida successione tutti i suoi sette colpi. Gungadìn
stramazzò al suolo. Sotto shock, ti infilasti in tasca la pistola e fuggisti tra i vicoli. La
mattina seguente ti costituisti alla polizia. Fosti accusato di omicidio volontario: quattro
dei sette colpi avevano colpito Gungadìn al petto, uccidendolo. Durante il processo,
raccontasti di essere stato minacciato da Gungadìn con un pugnale e di esserti solo
difeso; ma sul posto, accanto al cadavere, non fu trovato nessun pugnale.

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Dicesti anche che la pistola che ti aveva prestato Sunderland aveva la molla del cane
allentata, e che i sette colpi erano partiti non appena avevi sfiorato - e non premuto - il
grilletto. Fu rilevato che la pistola, in effetti, aveva la molla allentata, ma l'accusa
sostenne che potevi essere stato tu stesso ad allentarla e, del resto, non c'era nessuna
prova che quell'arma, che aveva la matricola limata, appartenesse realmente a
Sunderland. Quest'ultimo, da parte sua, pur ammettendo di essere venuto a casa tua
quella sera, incredibilmente negò di averti dato la pistola. Fosti condannato a vent'anni,
da scontare nel carcere di Dartmoor. Quando tua moglie veniva a trovarti, ti rassicurava
riguardo alla sua situazione, dicendoti che un suo vecchio zio l'aiutava economicamente e si stava
anche adoperando, attraverso certe sue conoscenze influenti, per farti uscire al più presto. Circa
un anno fa, in carcere hai conosciuto un detenuto che aveva avuto a che fare con Sunderland, un
certo Remington Wyman, detto "Macello", un trafficante zoppo, monco e guercio, "fornitore"
personale di Earl Sunderland, che era un oppiomane. Wyman è uscito dal carcere all'inizio di
quest'anno, ma una quindicina di giorni fa vi è rientrato e ti ha raccontato che un giorno,
andando a far visita a Sunderland, aveva notato che quest'ultimo aveva cambiato "segretaria"
(così Sunderland definisce le sue amanti). Parlando con un domestico, Wyman aveva appreso che
la precedente "segretaria" di Sunderland, una bella bionda che aveva visto circolare in casa fino a
un anno prima, altri non era che tua moglie Angela. C'è mancato poco che tu lo strangolassi,
sentendolo dire quelle cose, ma alla fine ti sei scusato e poi hai aggiunto: "Devo uscire di qui
subito e ammazzare quell'animale con le mie mani...". Wyman è uscito da Dartmoor una
settimana fa (per una volta, il suo arresto era dovuto a un errore). Ma anche tu non saresti
rimasto lì per molto...
d) Che cosa è accaduto: La notte scorsa hai deciso di accodarti a un gruppo di detenuti,
capeggiati da un famigerato bandito detto "il Bitorzoluto", che già da tempo stavano
preparando la fuga. Giunti a Londra su un camion di complici del Bitorzoluto,
quest'ultimo (il quale ha sempre avuto una grande simpatia per te) ti ha dato cento
sterline e l'indirizzo di un alberghetto di Camden dove un suo amico avrebbe potuto
darti un temporaneo riparo. Giunto all'alberghetto, ti sei lavato, hai acquistato dal
proprietario dei vestiti nuovi e verso le sei del mattino sei uscito. Per prima cosa sei
passato a casa di tua moglie, a Chelsea, a lasciarle nella buca delle lettere un biglietto
nel quale le rivelavi di aver saputo tutto dei suoi rapporti con Sunderland e di essere
fuggito solo per farla finita con quel miserabile. Poi hai fatto degli acquisti: una
parrucca rossastra, una barba finta dello stesso colore, una benda nera, una gruccia e
materiale da trucco. Tornato in albergo, ti sei riposato qualche ora e poi hai cominciato
a truccarti accuratamente; quando sei uscito nuovamente eri la copia perfetta di
Remington Wyman: barba, parrucca stopposa in testa, gruccia sotto l'ascella destra,
benda sull'occhio sinistro e manica sinistra della giacca vuota per la mancanza del
braccio (che in realtà era legato dietro la schiena). Alle 17.15 hai suonato il campanello
della casa di Sunderland, a Kensington, dove non eri mai stato. E' venuto ad aprire il
domestico, che tu hai finto di conoscere e al quale hai chiesto di vedere Sunderland.
Lui ti ha detto che il suo padrone era occupato e ti ha fatto accomodare nel salotto al
piano di sotto. A un certo punto il domestico è venuto ad avvisarti che potevi salire e,
mentre ti accompagnava, avete incrociato una donna che scendeva le scale. Il tuo cuore
si è fermato, per un attimo, quando hai riconosciuto in quella donna tua moglie
Angela, la quale, senza accorgersi di nulla, si è avviata verso l'uscita e se ne è andata.
Giunti al piano superiore, il domestico ha bussato alla porta di Sunderland, lui ha
aperto alzando rumorosamente un pesante catenaccio e il domestico gli ha annunciato

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la tua visita. Sunderland ti ha fatto entrare e ha richiuso la porta, senza però riabbassare
la sbarra. Non intendevi perdere troppo tempo: stretto nel pugno del braccio nascosto
avevi un coltello lungo e affilato e di lì a poco tutto sarebbe finito. Poi, ti saresti fatto di
nuovo arrestare. Il travestimento serviva solo per farti ricevere senza difficoltà.
Sunderland aveva in mano una fetta di torta di mandorle (la specialità di tua moglie...)
e la stava mangiando, mentre ti guardava un po' sospettoso. Tu tacevi.
Improvvisamente, il suo sguardo si è fissato sul braccio vuoto della tua giacca e in un
attimo lo hai visto slanciarsi verso la porta. Ma non ha fatto in tempo a raggiungerla,
perché di colpo si è piegato in due, contorcendosi dal dolore e boccheggiando,
evidentemente in preda a una crisi respiratoria. D'un tratto hai compreso tutto: la torta
era avvelenata, e, a giudicare dal tipo di dolce e dal pacchetto appena aperto,
sicuramente gliela aveva portata Angela! Innanzitutto hai abbassato la sbarra della porta
(che si è chiusa molto rumorosamente) e poi hai tappato la bocca a Sunderland, che
rantolava e si agitava stendendo le gambe negli ultimi sussulti. Appena il suo respiro è
cessato, non hai avuto dubbi sul da farsi: bisognava salvare Angela da un'accusa di
omicidio, ad ogni costo! Ti sei guardato attorno e, dopo aver esaminato una ghiacciaia
che era in un angolo della stanza e un corto fucile che era appeso a una parete, hai
organizzato un "suicidio" da maestro del giallo. Liberato il braccio sinistro e calzati dei
guanti, hai messo il cadavere a sedere su una sedia davanti alla scrivania; poi hai preso il
fucile e ti sei accertato che fosse carico. Quindi hai piazzato la canna del fucile nella
bocca spalancata del morto, appoggiando il calcio sulla scrivania con il grilletto all'insù
e serrando ben bene entrambi i pollici del cadavere attorno al grilletto. Presi dalla
libreria due grossi volumi di enciclopedia (A e Z) ed estratta dalla ghiacciaia una lunga
colonnina di ghiaccio, hai piazzato la colonnina e il volume A, in verticale, ai due lati
del fucile, all'altezza del grilletto, appoggiando poi sui due "pilastri", a mo' di architrave,
il volume Z. Dopo aver buttato nel caminetto i resti della torta di mandorle, hai
delicatamente allentato la molla del cane dell'arma, in modo tale che essa sparasse al
minimo urto. Infine hai risollevato la sbarra della porta e, preso dalla ghiacciaia un
pezzettino di ghiaccio molto più piccolo degli altri, lo hai posto sulla scanalatura del
gancio che riceve la sbarra, poggiandovela sopra. Poi sei uscito. Hai accostato
dolcemente la porta e hai cominciato a scendere le scale. Ben presto è venuto ad
aiutarti il domestico, che ti ha accompagnato e sorretto fino al portone di uscita.
Mentre stavi per uscire, si è sentita la sbarra della porta di Sunderland richiudersi: il
pezzetto di ghiaccio si era sciolto e la sbarra era ricaduta, dando l'illusione che a
chiudere fosse stato Sunderland. Hai guardato l'orologio, hai stretto la mano al
domestico e ti sei avviato verso l'uscita. Erano le 18. Immediatamente sei tornato in taxi
al tuo albergo, hai pagato il tassista e gli hai chiesto di attendere "un tuo amico". Poi hai
velocemente riacquistato il tuo aspetto, lasciando nella stanza l'involto con i tuoi
"trucchi" e, con le tue vere sembianze, hai ripreso il taxi, che ti ha portato a Scotland
Yard. Erano le 18.45 e il blocco di ghiaccio aveva probabilmente fatto il suo dovere...
Agli agenti di guardia hai detto che volevi vedere l'ispettore Hewett Gordon (lo stesso al
quale ti eri costituito quattro anni fa). Mentre ti trovavi nella stanza di Gordon, poco
prima delle 19, un agente è venuto ad avvertirlo che Earl Sunderland era stato trovato
morto nella sua stanza. Dopo aver radunato i suoi uomini, Gordon ti ha chiesto di
andare con lui e insieme siete partiti alla volta della casa di Kensington, dove siete
giunti alle 19.15.

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I tuoi rapporti con gli altri personaggi


Gungadòr Oktüren: E' il domestico di Sunderland. Non lo conoscevi.
Mary Osborne: E' la "segretaria" di Sunderland. Non la conoscevi.
Angela Sinclair: E' tua moglie. Nonostante la sua storia con Sunderland, ne sei sempre
teneramente innamorato.
Earl Sunderland, la vittima: E' l'uomo che ha distrutto la tua vita e che oggi ha ricevuto la
sua giusta punizione.
Remington Wyman: Lo hai conosciuto in carcere. Era il fornitore di oppio di
Sunderland. Quando hai deciso di uccidere il milionario, ti sei travestito in modo tale
da far credere di essere lui, per poter arrivare al cospetto di Sunderland senza destare
sospetti. E' zoppo, guercio, monco e con la parrucca. E' molto difficile riuscire a
ricordarsi l'esatta "topografia" delle sue menomazioni e speri di aver indovinato tutto,
oggi, quando lo hai impersonato.
Dichiarazioni: Per quanto riguarda il paragrafo c), racconterai tutto fino al momento
della tua condanna, mentre preferirai tacere la parte in corsivo, che riferirai solo se sarai
messo di fronte a domande molto dirette o a testimonianze inequivocabili. Per quanto
riguarda, invece, il paragrafo d), limiterai il tuo racconto alla fuga da Dartmoor,
dicendo che, una volta giunto a Londra sul camion dei complici del Bitorzoluto, hai
girovagato senza mèta fino a quando non hai deciso di costituirti. Insomma, ti sei preso
una "libera uscita". Naturalmente negherai ogni tuo coinvolgimento nella morte di
Sunderland, anche di fronte a eventuali prove della tua intenzione omicida nei suoi
confronti: non basta un'intenzione per accusare qualcuno di omicidio, ci vogliono
prove. Solo di fronte a una precisa ricostruzione dei fatti, oppure a una malaugurata
confessione da parte di tua moglie Angela, confesserai tutto, riferendo per intero il
contenuto del paragrafo d).

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Nota bene: se trovi delle frasi in corsivo, queste sono informazioni riservate che non
vorresti che fossero rivelate. Tuttavia, di fronte a prove o testimonianze evidenti puoi
anche renderle note. Naturalmente, se sei l’assassino o un complice puoi confessare
il tuo delitto o le circostanze che lo riguardano unicamente nell’ultimo atto, l’epilogo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi sei: Sei nato in Mongolia nel 1906, ma la tua famiglia provvide a far fuggire te e
tuo fratello Gungadìn in Inghilterra nel 1924, alla vigilia dell'avvento del comunismo
nel paese. Pur essendo stati accolti benevolmente dalla piccolissima comunità mongola
a Londra, ben presto tu e Gungadìn doveste fare i conti con la povertà e le difficoltà di
inserimento sociale, e non tardaste a darvi ad attività illecite, come furti ed estorsioni.
Gungadìn, più grande e più intraprendente di te, non appena riuscì a mettere insieme
un discreto gruzzolo, si mise a fare l'usuraio, divenendo in breve piuttosto ricco. Tu,
invece, non riuscisti mai a "sfondare", e continuasti sempre a vivere all'ombra di tuo
fratello, facendo più che altro l'"esattore" - cioè il picchiatore e, in un paio di casi, il
killer - per suo conto.
c) Gli antefatti: Subito dopo la guerra, Gungadìn entrò in contatto con un milionario
viziato e capriccioso, un certo Earl Sunderland. Quel tipo aveva la curiosa abitudine di
invaghirsi periodicamente di donne con caratteristiche molto precise: si trattava sempre
di donne sposate con un uomini seri, onesti e intelligenti ma non particolarmente
ricchi; uomini, insomma, che erano il contrario esatto di lui, fatuo, corrotto e ricco
sfondato. Quando questo avveniva, Sunderland si lanciava in una sfida implacabile, che
doveva necessariamente concludersi con una sua vittoria. Essendo un individuo senza
scrupoli, naturalmente usava ogni mezzo sleale a sua disposizione per raggiungere i suoi
scopi. Dopo aver studiato a fondo i punti deboli dell'avversario, Sunderland, grazie alle
sue numerose conoscenze influenti, riusciva quasi sempre a manovrare in modo tale
che qualche disgrazia economica si abbattesse sul coniuge della sua "preda". A quel
punto, se la vittima era già "matura", Sunderland non doveva far altro che contrapporre
alla misera condizione del suo rivale la propria ricchezza e offrire alla donna soldi, viaggi
e divertimenti in cambio di un'assunzione come "segretaria particolare"; se invece la
donna non era ancora "matura", Sunderland chiamava in causa Gungadìn, il quale
provvedeva a "concedere un prestito" al malcapitato marito, trascinandolo in un vortice
senza ritorno, che non di rado si concludeva con il carcere o addirittura con il suicidio
per debiti. Quando, cinque anni fa, Sunderland conobbe lo scrittore Kevin Allen e sua
moglie Angela, il gioco scattò immediatamente, ma ben presto fu chiaro che la lotta
sarebbe stata dura: nonostante la rovina economica del marito (naturalmente provocata
da Sunderland), Angela si dimostrò sempre più innamorata del suo Kevin. Sunderland
ricorse allora a Gungadìn, che fece ad Allen un grosso prestito, facendolo cadere in
breve tempo nel gorgo dei debiti. Una sera di novembre del 1948, Gungadìn, che fino a
quel momento aveva sempre trattato personalmente con Allen, ti chiese di
accompagnarlo a un appuntamento con lo scrittore in un vicolo di Spitalfields.

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Gungadìn ti disse che era stato Sunderland a consigliargli di presentarvi in due: lo


scrittore era un vigliacco e Sunderland aveva suggerito a Gungadìn di usare le maniere
forti per estorcergli altro denaro; innanzitutto avrebbe dovuto minacciarlo con un
pugnale e poi, se ciò non fosse bastato, saresti intervenuto anche tu, provvedendo a
procurargli qualche buona frattura. Tu avevi la consegna di restare nascosto nell'ombra,
pronto a intervenire solo in caso di necessità. Giunti nel luogo indicato, dal tuo
nascondiglio vedesti tuo fratello andare incontro ad Allen. Dopo un paio di minuti di
colloquio, sentisti la voce di tuo fratello alterarsi e lo vedesti estrarre il suo lungo
pugnale ricurvo e minacciare Allen appoggiandoglielo sul petto. Lo scrittore, a quel
punto, estrasse dalla tasca una pistola e cominciò a sparare all'impazzata. Gungadìn
stramazzò al suolo. Uscito dal tuo nascondiglio, ti precipitasti a soccorrere tuo fratello,
mentre Allen fuggiva tra i vicoli in direzione di Whitechapel. Gungadìn era morto sul
colpo, colpito da quattro proiettili al petto. Per paura di essere coinvolto nelle indagini
della polizia, decidesti di fuggire, non prima di aver raccolto il prezioso pugnale
mongolo, dono di tuo padre e antico cimelio di famiglia. Immediatamente andasti da
Sunderland. Era la seconda volta che lo incontravi. La prima volta era stata qualche
giorno prima, quando, avendo saputo da Gungadìn che eri un esperto di armi da
fuoco, ti aveva mandato a chiamare e ti aveva chiesto di "truccare" una sua pistola - con
cui si esercitava al bersaglio in un poligono di ricconi come lui - allentandone la molla
del cane. Raccontata a Sunderland la scena dell'uccisione di tuo fratello, lui ti suggerì di
negare, di fronte a un eventuale interrogatorio della polizia, di esserti trovato sul posto;
ti consigliò anche di consegnare a lui il pugnale, per custodirlo in un posto sicuro: se la
polizia lo avesse trovato in tuo possesso, Allen avrebbe potuto sostenere di essere stato
minacciato proprio con quell'arma e tu avresti potuto passare dei guai. Gli obbedisti
senza discutere. Sunderland fu molto gentile con te e, alla fine del processo ad Allen
(che si concluse con una condanna a vent'anni), ti offrì un ottimo posto di domestico
tuttofare presso di lui. Una volta liberatosi dello scrittore, Sunderland tornò alla carica
con Angela Sinclair, la moglie di Allen, e in breve tempo lei capitolò, divenendo la sua
"segretaria". Naturalmente, Sunderland continuò a ricevere nella sua stanza-bunker
anche le visite di numerose sue ex "segretarie". Dopo tre anni, il tuo padrone si stancò
di Angela e si prese una nuova "segretaria" fissa, Mary Osborne, tuttora "in servizio".
c) Che cosa è accaduto: Questo pomeriggio, alle 17 in punto, qualcuno ha suonato il
campanello di casa Sunderland. Quando sei andato ad aprire, ti sei trovato di fronte
Angela Sinclair, la quale ti ha chiesto di vedere Sunderland. In mano aveva un
pacchetto che sembrava contenere una torta. Sotto lo sguardo un po' indispettito di
Mary Osborne, l'hai accompagnata al piano superiore e hai bussato alla porta della
stanza di Sunderland, il quale, dopo aver sollevato la grossa sbarra che normalmente
chiude la porta, ha aperto. Gli hai annunciato la visita della Sinclair. Lui è sembrato
entusiasta della cosa e ti ha sollecitato a farla entrare subito. Introdotta la donna, sei
sceso nuovamente al piano di sotto. Alle 17.15 hanno nuovamente suonato il
campanello. Questa volta era Remington Wyman, un trafficante di stupefacenti che
fornisce periodicamente al tuo padrone la materia prima per i suoi "viaggi". Gli hai
detto che Sunderland era occupato e lo hai fatto accomodare nel salotto al piano di
sotto. Mentre sfaccendavi per casa, hai sentito il catenaccio della porta di Sunderland
(che quando ricade fa un baccano d'inferno) chiudersi e riaprirsi nel giro di neanche
due minuti e subito dopo hai visto apparire in cima alle scale Angela Sinclair. Mentre il
catenaccio si richiudeva ancora una volta, hai avvisato Wyman e lo hai accompagnato al
piano superiore, incrociando la donna che scendeva e che subito si è avviata verso
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l'uscita, chiudendo la porta d'ingresso dietro di sé. Erano le 17.30. Hai nuovamente
bussato alla porta di Sunderland, lui ha aperto rialzando il catenaccio, gli hai
annunciato la visita di Wyman e lui lo ha fatto entrare, richiudendo la porta, senza però
riabbassare la sbarra. Sei sceso nuovamente al piano di sotto. Dopo qualche minuto,
mentre eri nel soggiorno a leggere qualcosa, hai udito distintamente la sbarra abbassarsi
e poi degli strani rumori attutiti, come se quei due stessero armeggiando con qualcosa
nella stanza. I rumori sono continuati per quasi mezz'ora, poi, dopo l'inconfondibile
rumore della sbarra che si alzava, è tornato il silenzio. A un certo punto si è udito il
rumore della porta che si apriva e si richiudeva, e hai visto apparire in cima alle scale
Wyman. Sei andato ad aiutarlo a scendere le scale (quel tizio, oltre ad essere orbo e
monco, è anche sciancato). Mentre eravate sulla porta d'ingresso, si è sentita, dal piano
di sopra, la sbarra della porta di Sunderland richiudersi. Wyman ha guardato l'orologio,
ti ha porto l'unica mano, la destra, e si è avviato con la sua stampella verso l'uscita.
Quando hai chiuso la porta dietro di lui, erano le 18. Alle 18.30, mentre eri in cucina a
preparare qualcosa per cena, hai sentito nuovamente suonare il campanello di casa.
Alla seconda scampanellata è andata ad aprire Mary. Un istante dopo si è sentito uno
sparo provenire dal piano di sopra. Mentre la ragazza ti chiamava ad alta voce, tu sei
uscito a precipizio dalla cucina e ti sei lanciato su per le scale, mettendoti a bussare
insistentemente alla porta di Sunderland. Mary ti ha seguito, imitata dal nuovo ospite,
che hai scoperto essere ancora una volta Wyman. Hai chiamato ad alta voce
Sunderland, senza però ottenere alcuna risposta. Allora hai cercato di aprire la porta,
che però era chiusa dall'interno, come avevi udito mentre parlavi con Wyman mezz'ora
prima. Mary insisteva per chiamare la polizia, ma tu preferivi evitare di chiamare gli
sbirri, a meno che non fosse assolutamente necessario. Dopo vari tentativi infruttuosi,
siete giunti alla conclusione che l'unica cosa da fare era praticare un grosso foro nella
porta. Presi degli attrezzi, ti sei servito prima di un punteruolo, che hai conficcato nella
porta a colpi di martello, e poi di una sega. L'operazione ha richiesto una mezz'ora.
Fatto il buco, vi hai introdotto il braccio e hai sollevato la sbarra.
Aperta la porta, vi siete trovati di fronte a uno spettacolo niente male: Sunderland era
seduto alla scrivania in un lago di sangue. Dalla bocca gli spuntava il fucile a canna
corta che solitamente sta appeso alla parete. Era sempre carico, e Sunderland non
permetteva a nessuno di toccarlo. Si sentiva un forte odore di polvere da sparo. La
ragazza si è messa a gridare e tu sei immediatamente sceso al pianterreno a telefonare
alla polizia. Erano circa le 19. Verso le 19.15 è arrivata la polizia. Assieme all'ispettore
di Scotland Yard c'era anche un personaggio che avevi visto alla sbarra al processo per la
morte di tuo fratello, quel maledetto di Kevin Allen, l'assassino! L'ispettore ha chiesto a
te e a Mary chi fosse venuto in quella casa durante il giorno e voi, oltre a Wyman (che
era lì presente) avete indicato il nome di Angela Sinclair. Alle 20, accompagnata da due
agenti, è arrivata anche la Sinclair.
d) I tuoi rapporti con gli altri personaggi
Kevin Allen: E' l'uomo che ha ucciso tuo fratello. Non riesci a capire che cosa diavolo ci
faccia lui, lì, insieme ai poliziotti, mentre dovrebbe stare a marcire in galera.
Mary Osborne: Era l'attuale "segretaria" del tuo padrone.
Angela Sinclair: Era l'ex segretaria di Sunderland.

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Earl Sunderland: Era il tuo padrone. La porta della sua stanza era munita di una pesante
sbarra, che era abbassata quando lui era solo nella stanza e alzata quando nella stanza
c'era qualcuno. Nella camera c'era una ghiacciaia piena di ogni ben di Dio, che tu ti
incaricavi di rifornire tre volte al giorno (alle 10, alle 15 e alle 20) di colonnine di
ghiaccio, bevande e cibi stuzzicanti.
Remington Wyman: Forniva l'oppio e altre strane droghe al tuo padrone. E' un relitto
umano: solo quando lo hai davanti riesci a ricordarti l'esatta "topografia" delle sue
menomazioni: ha una benda sull'occhio sinistro, porta la parrucca, va in giro con una
gruccia sotto il braccio sinistro e gli manca il braccio destro. Quest'ultima cosa, ora che
lo guardi, ti lascia molto perplesso, perché oggi, quando se ne è andato, ti ha stretto la
mano, e ti pare che ti abbia dato proprio la destra... Hai notato anche un'altra cosa
strana: mentre lo aiutavi sia a salire che a scendere le scale, hai sentito una specie di
protuberanza dietro la sua schiena, qualcosa come la punta di un coltello che premeva
verso l'esterno sotto gli abiti; ma lì per lì, visto il personaggio, hai pensato che si
trattasse di qualche strano busto.
f) Dichiarazioni
Non avrai alcuna difficoltà a raccontare quanto contenuto nel paragrafo d), mentre
tenderai a nascondere il contenuto del paragrafo c). Se ti verrà mostrato il pugnale
mongolo con il quale tuo fratello minacciò Allen quattro anni fa, dirai che apparteneva
a Gungadìn, ma continuerai a tacere l'episodio citato nel paragrafo c), non confessando
di essere stato proprio tu a dare quel pugnale a Sunderland. Confesserai tutto il
contenuto del paragrafo c) solo nel caso in cui emerga un sostanziale coinvolgimento
dello stesso Sunderland nella morte di tuo fratello Gungadìn.

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VÉÑ|ÉÇx w| `tÜç báuÉÜÇx


Nota bene: se trovi delle frasi in corsivo, queste sono informazioni riservate che non
vorresti che fossero rivelate. Tuttavia, di fronte a prove o testimonianze evidenti puoi
anche renderle note. Naturalmente, se sei l’assassino o un complice puoi confessare
il tuo delitto o le circostanze che lo riguardano unicamente nell’ultimo atto, l’epilogo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi sei: Sei una bella donna di 27 anni. Hai i capelli e gli occhi castani e un viso dai
tratti estremamente delicati. Sei sposata da cinque anni con Scott McLush, studioso di
archeologia e insegnante di greco.
c) Gli antefatti: Nell'estate dello scorso anno, mentre tu e Scott vi trovavate in vacanza
in Grecia (dove tuo marito andava ogni anno per approfondire i suoi studi), conosceste
un milionario inglese, un certo Earl Sunderland, che vi invitò a passare alcuni giorni
sul suo splendido panfilo. Durante quella meravigliosa crociera tra le isole dell'Egeo,
tuo marito - che aveva accettato l'invito di Sunderland solo per far piacere a te - se ne
restò tutto il tempo in disparte, disturbato dal fatto di dover rinunciare ad alcuni
preziosi giorni destinati ai suoi studi. Tu, invece, eri al settimo cielo: non ti eri mai
divertita così tanto. Trascorrevi le tue giornate a prendere il sole o a nuotare nel mare
verde e trasparente e le tue serate ad ascoltare musica, a ballare, a giocare a bridge
oppure... a sentire i dolci discorsi che Sunderland ti faceva mentre, sul ponte del
panfilo, guardavate le stelle specchiarsi nell'azzurro del mare notturno. Quando tornaste
a Londra, tu ti sorprendesti spesso a pensare a Sunderland, ma il tuo affetto e il tuo
rispetto per Scott ti impedivano di coltivare certi assurdi sogni. Un brutto giorno, Scott
tornò a casa disperato: lo avevano sospeso dalla scuola perché in un suo cassetto era
stato trovato dell'oppio. Lui si proclamò innocente, sostenendo di aver smarrito il
mazzo che conteneva la chiave di quel cassetto proprio durante il vostro viaggio in
Grecia. In mancanza della chiave un bidello, alla presenza di Scott, del preside e di altri
professori, aveva dovuto forzare quel cassetto per aprirlo, e dentro vi erano state trovate
due buste di oppio. Ogni sua giustificazione fu vana: il Consiglio di istituto propose (e
ottenne) la sua espulsione da tutte le scuole del regno e lo denunciò per traffico di
stupefacenti e corruzione di minori. Per sua fortuna, il giudice sentenziò che
quell'oppio era per "uso personale" e Scott si salvò dal carcere. Ma la sua vita era
distrutta: lo scandalo, il disonore, lo spettro della miseria, per lui che si riteneva un
modello di onestà e di virtù, lo condussero ben presto sulla via dell'alcol e dello sfascio
psicologico. Nel dicembre dello scorso anno, quando Sunderland, commosso per la tua
sorte, ti propose un posto di segretaria, tu accettasti e andasti a vivere nella sua villa,
abbandonando Scott al suo destino. In seguito, venisti a sapere da Sunderland (il quale,
a causa di un'infelice storia d'amore, qualche anno prima aveva cominciato a fumare
oppio, seppure in quantità estremamente modiche) che purtroppo tuo marito era
veramente colpevole: durante la crociera, infatti, Scott, accortosi del suo penoso vizio,
gli aveva venduto una notevole quantità della sostanza stupefacente... Ben presto
Sunderland ti rivelò di essersi perdutamente innamorato di te dal primo giorno. Tra voi
nacque una appassionata relazione che per il momento, però, non poteva concludersi
con il matrimonio, perché tu eri una donna sposata. Pur amandoti moltissimo, Earl -
nella sua limpida onestà - ti ha sempre scoraggiata dal chiedere il divorzio da tuo marito

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e ha rinunciato alla gioia di sposarti per lasciare a te e a Scott una possibilità di riunirvi,
in futuro...
d) Che cosa è accaduto: Questo pomeriggio, alle 17 in punto, mentre passavi davanti
alla porta d'ingresso, qualcuno ha suonato il campanello. E' andato ad aprire
Gungadòr, il domestico di Earl. A suonare era stata una bella donna bionda che
chiedeva di vedere Earl. In mano aveva un pacchetto che sembrava contenere una torta.
Sotto il tuo sguardo un po' indispettito, Gungadòr l'ha accompagnata al piano
superiore, dove si trova la stanza di Earl. Quando il domestico è sceso nuovamente al
piano di sotto, gli hai chiesto chi fosse quella donna e lui ti ha spiegato che si trattava
della precedente segretaria di Sunderland, una certa Angela Sinclair. Era stata licenziata
verso la fine di novembre dello scorso anno, poco prima che tu venissi assunta. Alle
17.15, mentre nel tuo studio eri intenta a controllare certi titoli azionari di Sunderland,
hanno nuovamente suonato il campanello. Anche questa volta è andato ad aprire
Gungadòr, ma tu non hai resistito alla curiosità di vedere chi fosse: era Remington
Wyman, un "commerciante" che fornisce periodicamente al tuo povero Earl i suoi
"medicinali", come li chiama lui. Gungadòr gli ha detto che Sunderland era occupato e
lo ha fatto accomodare nel salotto al piano di sotto. Mentre andavi dal tuo studio alla
biblioteca, hai sentito il catenaccio della porta di Sunderland (che, essendo un po'
difettoso, fa un baccano d'inferno) chiudersi e riaprirsi nel giro di neanche due minuti
e subito dopo hai visto apparire in cima alle scale quella Sinclair. Mentre il catenaccio si
richiudeva ancora una volta, Gungadòr ha chiamato Wyman e lo ha accompagnato al
piano superiore. Mentre scendeva le scale, per un attimo lo sguardo gelido della Sinclair
si è posato su di te. Poi la donna si è avviata verso l'uscita, chiudendo la porta d'ingresso
dietro di sé. Erano le 17.30. Tu sei nuovamente tornata nel tuo studio e ti sei immersa
a fondo nel lavoro. Alle 18.30 hai sentito nuovamente suonare il campanello di casa.
Alla seconda scampanellata hai capito che Gungadòr era probabilmente impegnato in
cucina e sei andata ad aprire tu. Con tua grande sorpresa, ti sei trovata di nuovo di
fronte Wyman. Non sapendo neanche che fosse uscito, gli hai chiesto: "Ma lei se ne era
andato?". Prima che avesse il tempo di risponderti, si è sentito uno sparo provenire dal
piano di sopra. Ti sei subito messa a chiamare forte Gungadòr, che è uscito a precipizio
dalla cucina e si è lanciato su per le scale, mettendosi a bussare insistentemente alla
porta di Earl. Tu lo hai seguito, imitata da Wyman. Avete chiamato Earl ad alta voce,
senza però ottenere alcuna risposta. Allora Gungadòr ha cercato di aprire la porta, che
però era chiusa dall'interno.
Tu insistevi per chiamare la polizia, ma Gungadòr non ne voleva sapere, e Wyman gli
dava man forte. Allora i due uomini sono giunti alla conclusione che l'unica cosa da
fare era praticare un grosso foro nella porta per alzare la sbarra. Presi degli attrezzi in un
ripostiglio, Gungadòr si è servito prima di un punteruolo e poi di una sega.
L'operazione ha richiesto una mezz'ora. Fatto il buco, vi ha introdotto il braccio e ha
sollevato la sbarra. Aperta la porta, vi siete trovati di fronte a uno spettacolo orribile:
Sunderland era seduto alla scrivania con un fucile in bocca, in un lago di sangue . Tu ti
sei messa a gridare, mentre Gungadòr scendeva immediatamente al pianterreno a
telefonare alla polizia. Erano circa le 19. Verso le 19.15 è arrivata la polizia. Assieme
all'ispettore di Scotland Yard c'era anche un personaggio che non sembrava essere della
polizia, un certo Kevin Allen. L'ispettore ha chiesto a te e a Gungadòr se qualcuno
fosse venuto in quella casa durante il giorno e voi, oltre a Wyman (che era lì presente),

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avete indicato il nome di Angela Sinclair. Alle 20, accompagnata da due agenti, è
arrivata anche la Sinclair. Ora vi trovate tutti in salotto, in attesa di essere interrogati.
e) I tuoi rapporti con gli altri personaggi:
Kevin Allen: Lo hai visto per la prima volta questa sera alle 20. Era insieme all'ispettore
di Scotland Yard. Il suo nome, tuttavia, lo avevi già sentito: forse è un omonimo di un
noto scrittore di gialli che andava di gran moda qualche anno fa.
Gungadòr Oktüren: E' il domestico tuttofare di casa Sunderland. E' un tipo taciturno e
non ti ha mai dato toppa confidenza. E' di origine mongola.
Angela Sinclair: L'hai vista per la prima volta questo pomeriggio alle 17. Gungadòr ti ha
spiegato che è stata la segretaria di Earl Sunderland prima di te.
Earl Sunderland, la vittima: Era un uomo molto attraente. Non bello, ma ricco di fascino
misterioso. Poco dopo essere diventata la sua segretaria, diventasti anche la sua amante
(vedi il paragrafo c) Che cosa è accaduto). La porta della sua stanza era munita di una
pesante sbarra, che lui teneva quasi sempre chiusa.
Remington Wyman: E' un "commerciante" che fornisce periodicamente al tuo povero Earl
i suoi "medicinali", come li chiama lui. Un trafficante d'oppio, insomma. E' un tipo
orribile, che fa paura solo a vedersi. Solo quando lo hai davanti, come adesso, riesci a
ricordarti l'esatta "dislocazione" delle sue menomazioni: ha una benda sull'occhio
sinistro, porta la parrucca, va in giro con una gruccia sotto il braccio sinistro e gli manca
il braccio destro.
f) Dichiarazioni
- Nel 1° atto
Tenderai a nascondere il fatto che eri l'amante di Sunderland e ti definirai
semplicemente "la sua segretaria". Solo di fronte a una domanda precisa ammetterai di
essere sposata e solo di fronte a particolari insistenze racconterai la storia di tuo marito
e dei suoi guai. Riguardo a questo pomeriggio, non avrai difficoltà a riferire tutto
quanto è riportato nel paragrafo d) Che cosa è accaduto.
- Nel secondo atto
Di fronte a una domanda precisa o alla testimonianza di qualche altro personaggio,
ammetterai anche di essere stata l'amante di Sunderland e, se non lo avevi già fatto,
racconterai tutto quanto è contenuto nel paragrafo c) Gli antefatti.

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Nota bene: se trovi delle frasi in corsivo, queste sono informazioni riservate che non
vorresti che fossero rivelate. Tuttavia, di fronte a prove o testimonianze evidenti puoi
anche renderle note. Naturalmente, se sei l’assassino o un complice puoi confessare
il tuo delitto o le circostanze che lo riguardano unicamente nell’ultimo atto, l’epilogo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi sei: Sei una bellissima donna di 30 anni. Hai i capelli biondo-cenere e gli occhi
verdi. Sei la moglie del noto autore di romanzi gialli Kevin Allen, con il quale sei
sposata dal 1946.
c) Gli antefatti: Quattro anni fa, nel 1948, tuo marito attraversò una seria crisi
economica dovuta al ritiro dal mercato di alcuni suoi libri, ritenuti da un magistrato
troppo zelante "gravemente diseducativi". Licenziato dal suo editore, Kevin si ritrovò in
breve tempo in gravi difficoltà. In suo soccorso venne un personaggio che avevate
conosciuto in un noto salotto londinese, un certo Earl Sunderland, un milionario che
viveva di rendita e la cui unica attività consisteva nel frequentare la buona società.
Quell'uomo non ti piaceva: ti guardava come una preda e più volte aveva tentato dei
prudenti approcci con te, naturalmente senza successo. Sunderland, che per principio
non concedeva prestiti a nessuno, presentò a Kevin un losco personaggio, un mongolo
di nome Gungadìn Oktüren, il quale acconsentì a prestare a tuo marito 25000 sterline,
dicendogli che avrebbe potuto restituirgliele con tutto comodo. Ben presto, però,
Gungadìn si rivelò uno strozzino della peggior razza, e quando, con grandi sacrifici,
Kevin riuscì a restituirgli l'intera cifra, il mongolo, minacciandolo persino di morte, gli
annunciò che quello sarebbe stato solo un acconto: la cifra che voleva indietro era di
75000 sterline. Una sera di novembre, prima che Kevin andasse a un appuntamento
con Gungadìn, Sunderland si presentò a casa vostra e, dopo essersi scusato con Kevin
per avergli presentato quell'individuo (del quale non sospettava certi loschi aspetti), si
appartò con tuo marito e gli consigliò di andare all'appuntamento con una pistola: di
fronte a un'arma, il mongolo, che lui conosceva bene e sapeva essere un vigliacco,
sarebbe sceso a più miti consigli. Visto che Kevin non aveva una pistola, Sunderland gli
prestò la sua, raccomandandogli di puntarla contro il mongolo non appena questi
avesse cominciato a trascendere; subito dopo se ne andò. Quella sera stessa tuo marito
uccise Gungadìn con quattro colpi di pistola, in un vicolo di Spitalfields. Durante il
processo, Kevin sostenne di essere stato minacciato da Gungadìn con un pugnale e di
essersi solo difeso, ma sul posto, accanto al cadavere, non fu trovato alcun pugnale.
Disse anche che la pistola prestatagli da Sunderland aveva la molla del cane allentata e
che i colpi erano partiti non appena lui aveva sfiorato il grilletto. La pistola, in effetti,
aveva la molla allentata, ma l'accusa sostenne che poteva essere stato lo stesso Kevin ad
allentarla e, del resto, non c'era alcuna prova che quell'arma, che aveva la matricola
limata, appartenesse realmente a Sunderland. Quest'ultimo, da parte sua, pur
ammettendo di essere venuto a casa vostra quella sera, negò di aver dato la sua pistola a
Kevin. Un punto, questo, che neanche tu potesti confutare, perché non avevi assistito
alla consegna della pistola.

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Tuo marito fu condannato a vent'anni, da scontare nel carcere di Dartmoor. Pochi mesi
dopo la sentenza, quando ormai la tua situazione economica stava facendosi sempre più
grave, Sunderland si offrì di aiutarti, proponendoti di diventare la sua "segretaria". Non
avendo alternative, accettasti. E accettasti anche quando Sunderland, dopo averti
rivelato di essere innamorato di te da lungo tempo, ti promise di mettere in moto tutte
le sue conoscenze influenti per far scarcerare quanto prima tuo marito, a patto che tu
fossi divenuta la sua amante. Lo odiavi, e nel tuo cuore c'era soltanto Kevin, ma la
speranza che Sunderland mantenesse la sua promessa ti faceva accettare quella orribile
situazione. Tra l'altro, quell'essere abominevole, non accontentandosi di te,
periodicamente riceveva nella sua stanza-bunker le visite di numerose sue ex "segretarie".
Quando andavi a trovare tuo marito in carcere, non gli hai mai rivelato la verità sui tuoi
rapporti con Sunderland (che Kevin odiava a morte), ma hai sempre cercato di
rassicurarlo dicendogli che un tuo vecchio zio (che in realtà era morto) ti aiutava
economicamente e si stava anche adoperando per farlo uscire al più presto. Il tempo
passava, ma la tanto sospirata liberazione non avveniva mai. "Bisogna rispettare solo
certi tempi tecnici", spiegava Sunderland, il quale, però, dopo tre anni, si stancò di te e
decise di prendersi una nuova "segretaria" fissa. Ti propose di continuare a mantenerti
in cambio di qualche incontro saltuario che lo distraesse dalla monotonia di avere una
sola "segretaria", ma tu rifiutasti. Da allora ti sei arrangiata facendo vari mestieri.
Attualmente lavori come commessa in una farmacia.
d) Che cosa è accaduto: Questa mattina, mentre ti stavi preparando per uscire, hai
sentito alla radio la notizia che un gruppo di pericolosi detenuti, di cui però non
venivano forniti i nomi, era fuggito dal carcere di Dartmoor. In preda al dubbio che tra
gli evasi ci fosse anche il tuo Kevin, sei uscita per andare a lavorare, ma, passando
davanti alla buca della posta, hai notato che dentro c'era una busta. Nella busta, un
biglietto con l'inconfondibile calligrafia di tuo marito diceva: "Angela, sono fuggito da
Dartmoor, ma non per tornare da te: so tutto dei tuoi rapporti con il mio peggior nemico e resterò
fuori solo il tempo necessario per farla finita con quel miserabile. Nonostante quello che hai fatto,
ti amerò fino alla morte. Addio per sempre. Kevin". Incapace di comprendere come Kevin
avesse potuto sapere quel terribile segreto, sei caduta preda dei pensieri più foschi e ti
sei subito resa conto che questa volta tuo marito non sarebbe scampato alla forca...
Dopo l'iniziale sgomento, sei stata presa da una improvvisa calma, e hai capito che
l'unico modo di salvarlo da una condanna a morte sarebbe stato prevenirlo: uccidendo
Sunderland, non solo avresti evitato a Kevin di finire sul patibolo, ma avresti anche
avuto il piacere di compiere personalmente una giusta vendetta, eliminando la causa di
tutte le vostre sventure. Speravi solo di fare in tempo a uccidere Sunderland prima di
Kevin. Del tuo destino non ti importava più nulla: la fuga di Kevin sarebbe stata punita
con una condanna ancora più grave e chissà quando avrebbe riacquistato la libertà. E
poi, non voleva saperne più nulla di te... Verso le 12.30, prima di uscire dalla farmacia
in cui lavori, hai sottratto da uno scaffale del ripostiglio un flaconcino di cianuro.
Approfittando del fatto che il sabato la farmacia fa mezza giornata, sei corsa a casa e ti
sei impegnata nella preparazione di una magnifica torta di mandorle, naturalmente
piena di cianuro. Alle 17 in punto hai suonato il campanello di quella casa nella quale
eri vissuta per tre anni. E' venuto ad aprire la porta il cameriere, Gungadòr Oktüren (il
fratello dello strozzino ucciso da tuo marito), al quale hai chiesto di vedere Sunderland.
Sotto lo sguardo sospettoso della nuova "segretaria", Gungadòr ti ha accompagnata al
piano superiore, ha bussato alla porta della stanza di Sunderland, ha parlottato un po'

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con lui e poi ti ha detto di entrare. Sunderland è sembrato contento di vederti e ha


cominciato a parlare amichevolmente del più e del meno. Tu gli hai detto che eri
venuta perché eri a corto di denaro e stavi riconsiderando quella proposta di vedervi
saltuariamente... Senza esitare, Sunderland ha aperto la sua cassaforte e ti ha messo in
mano cinquecento sterline. Poi ha chiuso il pesante catenaccio della porta e ha
mostrato di non voler perdere tempo. Tu gli hai detto che saresti tornata domani,
perché ora avevi un impegno improrogabile. Dopo aver riaperto il catenaccio,
Sunderland ti ha congedata guardandoti un po' deluso e dicendoti: "A domani. Intanto
mi consolerò con la torta...". Scendendo le scale, hai sentito il pesante catenaccio della
sua porta richiudersi e al pianterreno ti sei imbattuta in uno dei tanti loschi individui
che frequentano Sunderland, un certo Remington Wyman, trafficante d'oppio e suo
fornitore personale. Gungadòr lo ha accompagnato su per le scale, mentre lo sguardo di
superiorità della "segretaria" seguiva la tua uscita di scena. Erano le 17.30. Sei rientrata
a casa a verso le 18 e ti sei messa serenamente ad aspettare di essere arrestata. Alle 19.45
hai sentito bussare insistentemente alla porta. Quando sei andata ad aprire, due agenti
ti hanno chiesto di seguirli. Ti hanno fatta entrare in una macchina che è partita
immediatamente e si è fermata davanti all'abitazione di Sunderland. Gli agenti ti
hanno condotta in salotto, dove hai trovato Gungadòr, Wyman, la "segretaria", un
funzionario di polizia e... tuo marito, Kevin Allen! Erano circa le 20.
d) I tuoi rapporti con gli altri personaggi
Kevin Allen: E' il tuo amato e sfortunato marito. Prima di finire in carcere, era un noto
autore di gialli. La notte scorsa è fuggito dalla prigione dove si trovava da quattro anni.
Sei tremendamente emozionata nel vederlo, innanzitutto perché lo ami ancora come il
primo giorno, ma anche perché sai che lui, ora che ha scoperto la tua tresca con
Sunderland, probabilmente ti odia.
Gungadòr Oktüren: E' il domestico tuttofare di casa Sunderland. E' un tipo taciturno,
che nei tre anni nei quali avete vissuto nella stessa casa non ti ha mai dato toppa
confidenza. E' di origine mongola ed è il fratello di quell'usuraio di Gungadìn, l'uomo
ucciso da tuo marito quattro anni fa.
Mary Osborne: L'hai vista oggi per la prima volt. Era la nuova "segretaria" di Sunderland,
evidentemente quella per la quale, un anno fa, il milionario ti aveva 'scaricata'.
Earl Sunderland, la vittima: Era un uomo sordido, vizioso e crudele. Hai vissuto con lui i
tre anni più orribili della tua vita. Sei felicissima che sia morto. La porta della sua stanza
era munita di una pesante sbarra che lui teneva perennemente abbassata.
Evidentemente aveva paura della vendetta di qualcuno...
Remington Wyman: E' uno dei tanti loschi individui di cui si circondava Sunderland. Gli
forniva l'oppio e altre droghe. E' un tipo orribile, che fa paura solo a vedersi. Solo
quando lo si ha davanti, come adesso, si riesce a ricostruire l'esatta "geografia" delle sue
menomazioni: ha una benda sull'occhio sinistro, porta la parrucca, va in giro con una
gruccia sotto il braccio sinistro e gli manca il braccio destro.
f) Dichiarazioni
Naturalmente sei pronta a una piena e completa confessione. Ma, prima che tu possa
cominciare a confessare, ti accorgerai che gli eventi hanno inspiegabilmente preso una
piega vantaggiosa per te e ti convincerai a cambiare rapidamente strategia. Quindi,

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mentre non avrai alcun problema a riferire per intero il contenuto del paragrafo c) Gli
antefatti, ti converrà invece non confessare di aver ucciso (o tentato di uccidere)
Sunderland e in generale sarà opportuno che tu taccia su tutti i particolari più
compromettenti contenuti nel paragrafo d) Che cosa è accaduto. Il tuo imbarazzo,
autentico, nel dover rispondere alle domande più scottanti, rientrerà nell'inattesa
necessità di improvvisare su due piedi una strategia difensiva. In sostanza, se vorrai
salvarti, dovrai essere brava a inventare lì per lì qualche bugia convincente!
- Epilogo: Davanti a prove inconfutabili della tua colpevolezza e a una chiara e puntuale
ricostruzione dei fatti, confesserai, riferendo senza più reticenze anche il contenuto del
paragrafo d) Che cosa è accaduto.

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Nota bene: se trovi delle frasi in corsivo, queste sono informazioni riservate che non
vorresti che fossero rivelate. Tuttavia, di fronte a prove o testimonianze evidenti puoi
anche renderle note. Naturalmente, se sei l’assassino o un complice puoi confessare
il tuo delitto o le circostanze che lo riguardano unicamente nell’ultimo atto, l’epilogo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi sei: Hai 45 anni ma ne dimostri molti di più. La vita turbolenta ti ha ridotto un
vero relitto umano: porti la parrucca, una benda nera copre l'orbita vuota del tuo
occhio sinistro, ti manca il braccio destro e cammini con una stampella sotto l'ascella
sinistra. In Grecia sei stato bastonato e azzoppato alla gamba sinistra da un
contrabbandiere al quale avevi sedotto la moglie; a New York sei stato scotennato dagli
"Indians", una terribile banda di delinquenti ai quali avevi venduto camomilla al posto
dell'oppio; in un carcere egiziano ti hanno cavato l'occhio sinistro perché eri una spia
dei secondini; e infine, durante una fuga dalla colonia penale della Cayenna, i caimani
ti hanno divorato il braccio destro mentre guadavi una palude. Dopo esserti occupato
di rapine, omicidi e tratta delle bianche un po' in tutto il mondo, da qualche anno ti sei
ritirato nella natìa Inghilterra e ti dedichi esclusivamente al traffico internazionale di
stupefacenti. Tra l'altro, eri tu il fornitore personale del milionario Earl Sunderland,
assassinato oggi. Com'è naturale nel tuo mestiere, non fai altro che entrare e uscire dal
carcere. Ti chiamano “Macello”.
NOTA: è chiaro che potrete sbizzarrirvi in soluzioni molto creative e divertenti nella interpretazione
(anche e soprattutto “visiva”) di questo personaggio. Scattare delle foto e pubblicatele sul nostro sito
per condividerle con gli altri utenti. Grazie!

c) Gli antefatti: Durante uno dei tuoi soggiorni in prigione, questa volta a Dartmoor
(dove non eri mai stato prima), hai conosciuto un detenuto che aveva avuto a che fare
con Sunderland, un certo Kevin Allen, un assassino. Ogni volta che il discorso cadeva
su Sunderland, Allen schiumava odio e sussurrava "Maledetto... Maledetto...", ma non
aggiungeva altro, ed era inutile cercare di farlo parlare. Questo accadeva circa un anno
fa. Uscito dal carcere all'inizio di quest'anno, hai ripreso i contatti con il tuo giro di
clienti, compreso Sunderland. Durante una visita a casa di quest'ultimo per una
consegna, hai notato che quel furbacchione d'un milionario aveva cambiato "segretaria",
e anche quella attuale era niente male. Mentre lo aspettavi, ti sei messo a chiacchierare
con un suo domestico, un certo Gungadòr, al quale hai chiesto che fine avesse fatto la
precedente "segretaria", quella bella bionda che avevi visto circolare in casa fino a un
anno prima, e hai appreso che quella bionda altri non era che la moglie di Kevin Allen.
Da allora sei rientrato in prigione (ancora a Dartmoor) solo una volta, qualche giorno
fa, quando sei stato preso e rilasciato nel giro di meno di una settimana: stavolta si era
trattato di uno sbaglio. Incontrando nuovamente Allen, gli hai detto che finalmente
avevi capito il motivo del suo odio per Sunderland, e gli hai spiegato di aver saputo che
sua moglie era stata l'amante del milionario. C'è mancato poco che ti strangolasse e ti
sei reso conto che Allen non era affatto al corrente di quella storia. Alla fine ti ha

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chiesto scusa e poi ha aggiunto: "Non posso aspettare più. Devo uscire di qui subito e
ammazzare quell'animale con le mie mani...". Una settimana fa sei stato rilasciato.

c) Che cosa è accaduto


Quest'oggi, subito dopo pranzo, hai ricevuto la visita di un tuo "collega", un tipo
soprannominato "Vetriolo" che ha una fedina penale quasi peggiore della tua. Dopo
aver parlato un po' di "affari", vi siete messi a parlare di conoscenze comuni e Vetriolo ti
ha detto di aver saputo da fonte certa i nomi dei detenuti evasi la notte scorsa dal
carcere di Dartmoor. Ebbene, tra loro c'era anche Kevin Allen! Sperando di ricavarne
una lauta ricompensa, hai deciso di andare ad avvisare Sunderland della fuga del suo
nemico (i giornali, su ordine delle autorità, non avevano fornito i nomi degli evasi) e di
metterlo in guardia circa le intenzioni di Allen nei suoi confronti. Alle 18.30 hai
suonato il campanello della casa di Sunderland. Poiché nessuno veniva ad aprire, hai
suonato due volte. Alla fine ha aperto quella bella figliola della "segretaria", la quale è
sembrata molto sorpresa di vederti e ti ha chiesto: "Ma lei se ne era andato?" Prima che
avessi il tempo di risponderle, però, si è sentito uno sparo provenire dal piano di sopra.
La ragazza ti ha piantato sul posto e si è messa a chiamare ad alta voce il domestico
Gungadòr, il quale è uscito dalla cucina e si è precipitato su per le scale. La "segretaria"
lo ha seguito e tu hai fatto altrettanto. Giunti sul pianerottolo del piano superiore,
Gungadòr e la ragazza hanno cominciato a bussare insistentemente alla porta della
stanza di Sunderland, senza ottenere alcuna risposta. Hanno anche cercato di aprire la
porta, che però era chiusa dall'interno con la pesantissima sbarra che Sunderland si
chiudeva dietro quando non voleva essere disturbato e che ti era capitato di vedere
durante le tue precedenti visite. Preoccupatissimo, Gungadòr è sceso in cantina a
prendere degli attrezzi. Dopo qualche tentativo infruttuoso, siete giunti alla conclusione
che l'unica cosa da fare era praticare un foro nella porta, usando prima di un
punteruolo e poi di una sega. La ragazza insisteva per chiamare la polizia, ma voi le
avete tenuto testa: meglio evitare gli sbirri, finché possibile. Fatto il buco, Gungadòr vi
ha introdotto il braccio e ha sollevato la sbarra. Aperta la porta, vi siete trovati di fronte
una bella scena: Sunderland era seduto alla scrivania con un fucile in bocca, in un lago
di sangue. La ragazza si è messa a gridare e Gungadòr è immediatamente sceso al
pianterreno a telefonare alla polizia. Erano le 19.00. La polizia è arrivata verso le 19.15
e, con tua grande sorpresa, assieme all'ispettore di Scotland Yard (un tipo che già
conoscevi, un certo Gordon) c'era anche Kevin Allen. Verso le 20 sono arrivati altri
poliziotti con la ex "segretaria" di Sunderland, la moglie di Allen.
d) I tuoi rapporti con gli altri personaggi
Kevin Allen: Lo hai conosciuto in carcere: è il marito della ex amante di Sunderland.
Saputo che era fuggito da Dartmoor, oggi eri venuto ad avvisare Sunderland della fuga
di Allen e delle intenzioni omicide nei suoi confronti (vedi il paragrafo c) Che cosa è
accaduto).
Gungadòr Oktüren: E' il domestico tuttofare di Sunderland. Un ex galeotto anche lui, a
quanto ti è parso di capire. Da lui hai saputo che la ex segretaria di Sunderland era la
moglie del tuo compagno di carcere Kevin Allen (vedi il paragrafo c) Che cosa è
accaduto).

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Mary Osborne: Era l'attuale "segretaria" di Sunderland, quella per la quale, un anno fa, il
milionario aveva scaricato la Sinclair.

Angela Sinclair: Era l'ex segretaria di Sunderland. Il tuo cliente l'aveva scaricata circa un
anno fa per "assumere" la Osborne. Una gran bella figliola, non c'è che dire. E' la
moglie del tuo ex compagno di carcere Kevin Allen (vedi il paragrafo c) Che cosa è
accaduto).
Earl Sunderland, la vittima: Era il tuo miglior cliente. Non perché comprasse grandi
quantità di stupefacenti, ma perché non badava a spese ed era disposto a sborsare
qualunque cifra per provare le droghe più raffinate ed esotiche. La porta della sua
stanza era munita di una pesante sbarra e lui passava gran parte del suo tempo
standosene barricato lì dentro. Evidentemente aveva paura che qualcuno volesse farlo
fuori...
Dichiarazioni
Poiché non sei minimamente coinvolto nella morte di Sunderland, in generale non
avrai alcuna difficoltà a riferire quanto è contenuto nella tua scheda. Tuttavia,
nonostante la polizia ti conosca bene, tenterai di evitare ogni riferimento alla tua
attività di trafficante di stupefacenti, dichiarando di aver "messo la testa a posto" già da
tempo e affermando che frequentavi la casa di Sunderland solo perché tu e il
milionario eravate diventati buoni amici. Di fronte a particolari insistenze da parte degli
inquirenti, comunque, racconterai esattamente come stanno le cose, chiedendo loro di
"chiudere un occhio" in cambio della tua completa collaborazione. Data la complessità
delle tue menomazioni, sentirai spesso gli altri personaggi interrogarsi sul tuo aspetto
fisico. Quando ciò avverrà, interverrai spiegando che:
• sei alto circa 1.75;
• ti manca l'occhio sinistro;
• ti manca il braccio destro;
• sei zoppo alla gamba sinistra e porti quindi una gruccia sotto l'ascella sinistra;
• porti una parrucca biondo-rossiccia;
• vesti sempre allo stesso modo: cappotto grigio scuro con la manica destra vuota,
giacca dello stesso colore con la manica destra vuota, pantaloni e cappello dello
stesso colore, camicia bianca senza cravatta.

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Nota bene: L’atto di accusa può essere rivolto ad uno o più personaggi solo
nell’Epilogo. Inoltre, gli investigatori devono spiegare chi è l’assassino e come e
perché ha compiuto il delitto: un po’ come Poirot nelle sue riunioni finali! Una buona
idea è quella di accusare il colpevole solo dopo aver scagionato tutti gli altri
personaggi spiegandone il motivo.

a) Luogo e tempo: Londra; sabato 15 novembre 1952.


b) Chi siete: ispettori di Scotland Yard.
c) Gli antefatti: Quattro anni fa, una mattina di novembre del 1948, venne a costituirsi
nel vostro ufficio un uomo che confessò un assassinio. Si trattava di un certo Kevin
Allen, un noto scrittore di romanzi gialli da qualche tempo in disgrazia, il quale ti disse
di aver ucciso, durante la notte, uno strozzino che lo perseguitava da molti mesi. Vi
raccontò che la sera prima, mentre si preparava a uscire per andare a un appuntamento
con lo strozzino, aveva ricevuto la visita di un suo amico, un certo Earl Sunderland, il
quale gli aveva consigliato di andare all'appuntamento con una pistola. Visto che Allen
non ne possedeva una, Sunderland gli aveva prestato la sua. Raggiunto il luogo
convenuto, Allen aveva consegnato allo strozzino una certa somma, ma quest'ultimo gli
aveva ingiunto di dargli una cifra enormemente superiore. Sempre secondo il racconto
dello scrittore, alla sua preghiera di avere un po' di pietà, lo strozzino aveva risposto
estraendo un pugnale e minacciandolo. A quel punto, Allen aveva estratto dalla tasca la
pistola, ma, nell'attimo stesso in cui aveva posato il dito sul grilletto, l'arma
(un'automatica) aveva cominciato a sparare all'impazzata, scaricando in rapida
successione tutti i suoi sette colpi e uccidendo l'uomo. Allen fu processato per omicidio
volontario: sul posto, infatti, non fu trovato il presunto pugnale con il quale diceva di
essere stato minacciato e la pistola con la quale egli aveva sparato aveva, sì, la molla del
cane allentata, ma poteva essere stato lo stesso Allen ad allentarla; e, del resto, non c'era
alcuna prova che quell'arma, che aveva la matricola limata, appartenesse realmente al
suo amico Sunderland. Quest'ultimo, da parte sua, pur ammettendo di essere andato a
casa di Allen quella sera, negò di avergli dato la pistola. Allen fu condannato a
vent'anni, da scontare nel carcere di Dartmoor. La cosa vi dispiacque, perché Allen vi
sembrava sincero e perché quel Sunderland, che a voi non era mai piaciuto,
probabilmente mentiva... Ma le prove erano tutte contro Allen e non c'era stato alcun
modo di aiutarlo.
d) Che cosa è accaduto: La notte scorsa, un gruppo di detenuti capeggiati da un
famigerato bandito detto "il Bitorzoluto", è fuggito dal carcere di Dartmoor. Il
Ministero dell'Interno ha deciso di non rendere pubblici, almeno per il momento, i
nomi degli evasi, ma tu hai saputo subito che tra di loro c'era Kevin Allen. Alle 18.45
due agenti hanno condotto nel vostro ufficio un latitante che voleva costituirsi e che
aveva chiesto di consegnarsi a voi personalmente. Era proprio Allen. Avete pregato gli
agenti di lasciarvi soli. Mentre Allen, sollevato e quasi felice, vi stava spiegando quanto
fosse contento per la fine di quella assurda "scappatella" e cominciava a raccontarvene i
particolari, un agente è venuto ad avvertirvi che il noto milionario Earl Sunderland era
stato trovato suicida nella sua casa di Kensington. Dopo aver radunato i vostri uomini,

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il vostro istinto vi ha suggerito una iniziativa poco convenzionale: senza pensarci su


troppo, avete deciso di portare nella casa di Kensington anche Allen. Osservando la sua
reazione, hai notato che, ben lungi dall'essere impaurito, sembrava enormemente
incuriosito dalla cosa. Insieme agli agenti Birchenall e Glover e al medico legale, il
dottor Phyllis, siete giunti sul posto verso le 19.15. In casa c'erano il domestico di
Sunderland, un certo Gungadòr Oktüren, la sua segretaria, Mary Osborne, e una
vecchia conoscenza di Scotland yard, Remington Wyman, detto "Macello" per via delle
sue mutilazioni e menomazioni: ha una benda sull'occhio sinistro, porta la parrucca, va
in giro con una gruccia sotto il braccio sinistro e gli manca il braccio destro. E' un
criminale incallito che da qualche tempo si dedica soprattutto al traffico di
stupefacenti; asserisce di essersi trovato in casa al momento del fatto perché è "molto
amico di Sunderland". Saliti al piano di sopra a dare un'occhiata, avete trovato il
cadavere di Sunderland nella sua stanza, seduto alla scrivania con un fucile in bocca e
immerso in un lago di sangue. La porta della sua stanza presentava un grosso buco, che,
a detta dei presenti, era stato necessario praticare per sollevare la sbarra che la chiudeva
dall'interno. Avete lasciato gli agenti e il medico a fare tutti i rilievi necessari e, dopo
aver sommariamente interrogato i presenti, avete chiesto alla centrale di mandare a
prelevare l'unica altra persona che, secondo loro, era entrata in casa nel corso della
giornata: quella persona era Angela Sinclair, la bellissima moglie di Kevin Allen, che
quattro anni fa avevate intravisto al processo; gli agenti, che l'avevano prelevata a casa,
ve l'hanno consegnata verso le 20. Ora vi trovate tutti nel salotto al pianterreno, dove vi
preparate a interrogare i cinque personaggi che vi stanno di fronte...

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SOPRALLUOGO DEGLI AGENTI BIRCHENALL E GLOVER SULLA SCENA


DEL CRIMINE

La porta della stanza della vittima presenta un grosso


foro di forma vagamente circolare, praticato, sicuramente
dall'esterno, prima per mezzo di un punteruolo conficcato
a colpi di martello e poi di una grossa sega, allo scopo
evidente di sollevare la sbarra che chiudeva dal di
dentro la porta. L'estremità della sbarra e la
scanalatura del gancio presentano delle tracce di
umidità, come se fossero state leggermente bagnate con
dell'acqua.

Il cadavere siede alla scrivania, stringendo entrambi i


pollici attorno al grilletto di un fucile poggiato sulla
stessa scrivania. Il grilletto è rivolto verso l'alto,
poiché il fucile, probabilmente per farlo poggiare
meglio sul tavolo, è stato rovesciato. La canna, lunga
due piedi e mezzo, finisce nella bocca del suicida.
Poggiato angolarmente con un'estremità sul blocco del
grilletto e l'altra sulla parte sinistra del piano della
scrivania, c'è un volume di enciclopedia, la lettera Z.
Sul lato destro del fucile, poggiato angolarmente con
un'estremità sul volume già descritto e l'altra sul piano
di legno, c'è un altro volume di enciclopedia, più grosso
del precedente, la lettera A. Sul lato sinistro in
particolare (e quindi sotto la parte del volume Z che
poggia sul piano), ma anche sotto il fucile e, in misura
minore, sotto l'estremità del volume A che poggia sul
piano, la scrivania è invaso da una grossa chiazza
d'acqua, che ancora lascia colare alcune gocce in terra.
La presenza di sangue non consente, per il momento, di
valutare l'esatta quantità d'acqua presente sul tavolo.

Nella stanza, nascosta da un quadro, è stata scoperta una


cassaforte a combinazione. Stiamo cercando di procedere
alla sua apertura.

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NOTA N.1° DEGLI AGENTI BIRCHENALL E GLOVER

Il fucile, che è stato verosimilmente tolto dalla parete


alla quale era appeso con due chiodi, ha sicuramente
sparato il colpo che ha ucciso Sunderland. Dai primi
accertamenti sembra che a esplodere il colpo sia stato lo
stesso Sunderland, sulle cui dita sono state ritrovate
forti tracce di polvere da sparo.

La cassaforte è stata aperta. Dentro, assieme a


banconote, libretti di assegni e titoli azionari, sono
stati ritrovati altri due oggetti che forse potrebbero
rivelarsi utili all'indagine: il primo è un lungo pugnale
ricurvo, di foggia tipicamente orientale, con il manico e
la custodia tempestati di pietre preziose e probabilmente
molto antico; il secondo è un mazzo di chiavi con un
portachiavi recante la scritta "S. McLush". Attaccata a
una delle chiavi c'è una targhetta con la scritta:
"Cassetto scuola".

Nel caminetto, ormai quasi spento, sono stati ritrovati i


resti incombusti di un vassoio di carta ricoperto
d'alluminio, di quelli che servono a contenere e
trasportare cibi, in particolare dolciumi. Nel vassoio vi
erano alcune briciole intatte, che attualmente sono
sottoposte all'esame del dottor Phyllis.

In un angolo della stanza, dalla parte opposta rispetto


al caminetto, sono state ritrovate, spiaccicate in terra,
alcune tartine di pollo, di salmone, di caviale, che
immediatamente abbiamo affidato all'esame del dottor
Phyllis. Le tartine si trovavano sotto lo sportello
semiaperto di una ghiacciaia di tipo tradizionale, non
elettrica. Dentro la ghiacciaia, oltre ad alcune altre
tartine, c'erano delle bibite e dello champagne.
L'interno della ghiacciaia, con tutto ciò che contiene,
risulta appena fresco, quasi a temperatura ambiente. Lo
scomparto frigorifero e la vaschetta per la raccolta
dell'acqua sono vuoti.

In casa della signora Sinclair, dove alcuni agenti stanno


tuttora compiendo una perquisizione, è stato trovato un
biglietto di Kevin Allen, che diceva: Angela, sono
fuggito da Dartmoor, ma non per tornare da te: so tutto
dei tuoi rapporti con il mio peggior nemico e resterò
fuori solo il tempo necessario per farla finita con quel
miserabile. Nonostante quello che hai fatto, ti amerò
fino alla morte. Addio per sempre. Kevin.

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NOTA N°2 DEGLI AGENTI BIRCHENALL E GLOVER

Dopo un'accurata visita da parte del dottor Phyllis, è


risultato che al signor Wyman mancano l'occhio sinistro e
il braccio destro; egli, inoltre, ha completamente perso
la funzionalità della gamba sinistra; infine, sotto la
parrucca, il cuoio capelluto risulta completamente
asportato in modo traumatico, come per uno scotennamento
di quelli in uso un tempo presso gli Indiani d'America.
Addosso non è stato notata alcuna protesi appuntita né
alcun altro corpo contundente.

Sul fucile e sulla cassaforte sono state trovate solo le


impronte di Sunderland. Le impronte rilevate sull'esterno
della ghiacciaia sono invece dello stesso Sunderland,
della Osborne e di Gungadòr.

L'esame, da parte del dottor Phyllis, delle tartine


ritrovate in terra e nella ghiacciaia, non ha rivelato
nulla di interessante. Non così quello del vassoio
ritrovato nel caminetto, tra le cui briciole incombuste
il medico ha rilevato forti tracce di cianuro.

Una ricerca condotta presso la compagnia dei taxi ha


permesso di stabilire che, tra le 18 e le 18.45, un taxi
ha prima condotto il signor Wyman da Kensington a un
alberghetto di Camden e poco dopo il signor Allen dallo
stesso alberghetto a Scotland Yard. Wyman, che aveva
pagato al tassista la sua corsa, gli aveva detto di
aspettare qualche minuto per caricare "un suo amico" che
doveva andare a Scotland Yard.

In una stanza dell'alberghetto indicato dal tassista è


stato ritrovato un involto con dentro una parrucca
rossastra, una barba finta dello stesso colore, una benda
nera, una gruccia, del materiale da trucco e un pugnale
d'acciaio di fabbricazione britannica.

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