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IL DOCENTE DI CONVERSAZIONE IN LINGUA STRANIERA

Il ruolo del docente di conversazione in lingua straniera non è quello di dare modelli
fonologicamente o formalmente corretti in lingua, ma è quello di contribuire all'educazione
interculturale proponendo allo studente un confronto con la realtà del paese di cui studia la lingua.
Altra sua funzione è quella di offrire uno stimolo alla conversazione e un indispensabile modello
delle molteplici varietà in cui si realizza la lingua, per lo sviluppo di una competenza comunicativa
vera e profonda.

 Figura essenziale che caratterizza l’indirizzo ; lavora in autonomia e in codocenza ma


entrambi implicano una cooperazione costante e dinamica , stimolano la creatività
consentendo lo scambio ed il confronto.
 È un mediatore culturale. Garantisce una visione non stereotipata ma complessa e
problematica della cultura di provenienza. Stimola il dialogo interculturale. È sempre più
utile nell’accoglienza degli alunni stranieri. È una risorsa per avviare processi di educazione
all’intercultura.
 È egli stesso testimone autentico di cultura : aiuta nella decodificazione degli impliciti
culturali e presenta aspetti significativi della cultura intesa in senso antropologico.
 Favorisce l’approccio ad una realtà istituzionale diversa.
 Contribuisce attivamente al processo d’integrazione europea in quanto permette agli
allievi e ai colleghi italiani di prendere coscienza e di riflettere sulle nostre “diversità” e
sulle nostre somiglianze”. Pertanto aiuta a migliorare la comprensione della propria
cultura e delle altre attraverso l’apprendimento della lingua straniera.
 E’ un supporto valido per i colleghi italiani (documenti autentici recenti, opere ed autori
letterari attuali, viaggi e scambi all’estero, una varietà e una precisione lessicale
indispensabile fin dai primi anni : es. “il linguaggio dei giovani “ che evolve e si arricchisce
di parole nuove costantemente…) e li spinge ad un confronto costante.
 E’ un riferimento indispensabile per la preparazione alle “Certificazioni Esterne”.
 E’ l’elemento che stimola allievi provenienti dalla scuola media (con una competenza
comunicativa di livello A2 del Portfoglio europeo) e permette loro di attuare il passaggio
orale conversando con un “nativo”. E’ una testimonianza “viva” della lingua, della
cultura, della mentalità , delle tradizioni… del paese di cui si studia la lingua.
 Dà la possibilità agli alunni di utilizzare una lingua straniera orale attuale ; permette loro
di mettere in pratica le strutture ed il lessico imparati per esprimere la propria opinione,
affermare un parere o parlare di problematiche recenti.
 È una figura che si tiene costantemente in contatto con il paese di origine di cui segue gli
eventi politici, socio-economici, culturali e dove spesso ha famiglia, interessi sociali ed
economici.
NORMATIVA:

D.M. 28.5.92, vista la LEGGE 20.5.92. n. 270, Il Ministero della Pubblica Istruzione istituisce una
nuova classe di concorso per l’insegnamento di “CONVERSAZIONE IN LINGUA
STRANIERA” NEGLI ISTITUTI DÌ SECONDO GRADO.

“ … tale intervento didattico, anche attraverso le prestazioni professionali di esperti di madre


lingua, debba differenziarsi da quello dei docenti di lingua e letteratura straniera, sia per
quanto riguarda i contenuti culturali, didattici e formativi propri, sia per lo stretto raccordo con una
cultura diversa da quella italiana.”

Il compito del docente di conversazione è:

“ … non insegnare letteratura, linguaggi settoriali o grammatica, bensì proporsi


come modello di comunicazione anche paraverbale e extraverbale e come
esperto di cultura antropologicamente intesa del paese di cui diffonde la lingua”.

Classe di concorso : Tabella C LIX. (Insegnante Tecnico-pratico con obbligo di tenere un


registro individuale, … “fanno parte, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo, del
consiglio di classe. Le proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali relative alle materie il
cui insegnamento è svolto in compresenza sono autonomamente formulate, per gli ambiti di
rispettiva competenza didattica, dal singolo docente, sentito l'altro insegnante. Il voto unico viene
assegnato dal consiglio di classe sulla base delle proposte formulate, nonché degli elementi di
giudizio forniti dai due docenti interessati."; -Circolare Ministeriale n°28 del 3/02/2000 –Protocollo
1201/B//1/A- Legge del 3/05/99 n°124 art. 5 ).
IL DOCENTE DI CONVERSAZIONE SUL BIENNIO LINGUISTICO

DESTINATARI :

 Principianti assoluti
 Falsi - principianti (allievi che hanno studiato tre anni di lingua 2 alla scuola superiore di I
grado)
 Principianti avanzati (allievi che hanno studiato inglese, anche alle primarie e nella scuola
superiore di I grado)

OBIETTIVI: L’obiettivo essenziale da raggiungere per il docente di conversazione è quello di


promuovere l’apprendimento della lingua straniera cercando di sviluppare soprattutto la competenza
comunicativa e la capacità di interagire oralmente in maniera adeguata secondo le differenti
situazioni di comunicazione e integrando le abilità necessarie che prevedono delle subcompetenze:
competenza linguistica, competenza sociolinguistica, competenza discorsiva e competenza
strategica.
Il suo ruolo non è di insegnare grammatica o letteratura che forniscono rispettivamente una
conoscenza delle strutture della lingua e della produzione dei grandi autori ma di colmare l’esigenza
di una pratica linguistica del “qui ed ora”

METODOLOGIA: Il lavoro del docente di conversazione si orienta principalmente verso


l’approccio comunicativo ed è un insegnamento attivo e pratico che si avvale anche delle attività
laboratoriali, partendo da situazioni di comunicazione conosciute agli studenti, usando materiale e
documenti autentici, motivanti e vari. Questi piccoli stimoli servono come punti di partenza o
integrazione nell’apprendimento ed aiutano a fissare argomenti e strutture introdotte dal docente di
lingua e cultura. L’obiettivo è di far scoprire gli usi diversi della lingua attraverso la riflessione e in
seguito dare la possibilità agli studenti di interagire con i loro compagni, utilizzando le espressioni
apprese e avvicinandoli il più possibile all’utilizzo reale della lingua.

Il docente di conversazione sin dal primo momento parla in lingua, usando la madrelingua degli
studenti solo in casi di assoluta necessità, fornendo agli studenti sempre più strutture per usare la
lingua anche nell’ordinaria gestione della lezione, facendo entrare i ragazzi in contatto con la lingua
viva, la civiltà e la cultura del paese della lingua oggetto di studio.

Lavora sui meccanismi che ricorrono negli scambi di conversazione come, ad esempio, i turni di
parola. Questi sono regolati da comportamenti linguistici, paralinguistici e non verbali: chi voglia
inserirsi e far sentire la propria voce dovrà attirare l’attenzione del gruppo su di sé, giocare con
l’intonazione, ecc.

Il docente di conversazione è una “testimonianza vivente” che stimola gli allievi allo studio della
lingua straniera, senza avere con la lingua target un rapporto scolastico/normativo: nei confronti
dell’errore linguistico e culturale ha un atteggiamento particolare, in quanto nella sua storia tali
errori rappresentano esperienze di apprendimento.
MODALITA DI LAVORO:

 Apprendimento cooperativo (“cooperative learning”)


 Soluzione di problemi
 Metodo dei casi
 “Learning by doing”
 Simulazioni
 Memorizzazione
 Giochi di ruolo
 Attività ludiche
 Tempesta di idee (“brainstorming”)
 Ricerche su Internet
 Webquest
 Gestione di un progetto “etwinning”.
 Ecc.

Queste strategie permettono agli allievi di potenziare delle competenze in lingua straniera e anche
attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Questo risponde alla formazione di nuove competenze di
base indicate nella strategia di Lisbona.

La lezione frontale viene riservata a brevi periodi quando l’insegnante parla della cultura del
proprio paese e comunque dà spunto alla riflessione, ai commenti da parte degli alunni ed ai
paragoni con la realtà che gli allievi vivono quotidianamente.

Il ruolo dell’insegnante è di facilitatore, fa domande stimolanti per provocare una risposta e


interviene nella correzione della pronuncia o della struttura (spesso guida l’allievo nella ricerca e
rimozione dell’errore).

MODALITÀ DÌ VERIFICA :

 Monologare (produzione) e dialogare (interazione)


 Riassunto orale di un testo precedentemente letto o ascoltato
 Verifica di un’esposizione precedentemente preparata (esposizione guidata/parlare su
traccia)
 Verifiche delle competenze orali
 Test di ascolto
 Verifiche di lettura

I criteri per la valutazione del parlato si orientano ai parametri delle certificazioni esterne:
 Svolgimento del compito proposto
 Pronuncia, intonazione e fluidità
 Efficacia espressiva

La valutazione nel corso del trimestre e del pentamestre e si concretizza in uno o due momenti di
verifica formale rispettivamente nel corso del trimestre e del pentamestre.
La valutazione complessiva è registrata sul registro elettronico nella colonna “voti orali” ed è
accompagnata dall’annotazione “voto del docente di conversazione”. Essa contribuisce a fare la
media dei voti (scritti ed orali) del docente di lingua e cultura. I voti intermedi sono registrati nella

colonna contrassegnata da una matita

CONTENUTI: (da adeguare al manuale e/o testo in dotazione)

STRUMENTI:

 Il libro di testo (CDROM del libro di testo),


 Uso delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione)
 Quotidiani/riviste - articoli (uso di Internet: quotidiani e riviste stranieri in linea),
 CD (Brani musicali)
 DVD/Internet (il meteo, estratti di film in lingua con e senza sottotitoli, trailer, anteprima dei
film, la pubblicità, capire e descrivere delle scene, il linguaggio non e paraverbale, …)
 Vocabolari online
 Moddle
 Registro elettronico (Didattica)
 Ascolto, visioni di film, registrazioni di dialoghi, ecc.

GRIGLIA DI VALUTAZIONE: (dei dipartimenti)


- Griglia di osservazione
- Griglia di valutazione orale dei dipartimenti di lingue.