Sei sulla pagina 1di 3

AUDIO ENGINEERING

CAPITOLO 6 - PARTE 3
UTILIZZO DELLA DAW
(DIGITAL AUDIO WORKSTATION)

È molto difficile dare un panorama di “utilizzo tipico” di una DAW, perché la realtà della
registrazione audio copre una enorme quantità di scenari possibili, e per ogni persona che sta
usando una DAW registrando una rock band di 4-5 elementi classica ce n’è un altro che sta
registrando dei rapper, dei dialoghi per film, dell’audio ambientale, delle colonne sonore per film,
ecc, quindi capite che l’esempio che farò è necessariamente limitato e limitante, anche alla luce
del fatto che ci sono sul mercato tante DAW diverse, ognuna con le proprie specificità e differenze
anche radicali nel funzionamento e nell’approccio!
Come se non bastasse, diversi sound engineer hanno approcci spesso molto differenti per arrivare
allo stesso obiettivo, quindi quello che vi sto per dire è frutto della mia esperienza, e voi potreste
voler fare diversamente, e va benissimo, ognuno fa come crede e come gli sta più comodo, come
abbiamo detto molte volte in questo corso!

Detto questo, mi tocca fare un qualche tipo di esempio, ed userò il mio approccio, quindi prenderò
il classico esempio della rock band: batteria, basso, due chitarre, voce principale, seconda voce, e
vi dirò come io faccio di solito in questi casi!
• Creare un nuovo session file: per ogni canzone creo un session file separato, questo potrebbe
essere ovvio ma alcuni usano un session file unico per un intero album, questo ha senso, perché
hai così un “template” efficace per tutte le canzoni senza dover fare cambiamenti o copiare i
settari da un file all’altro, però io mi trovo meglio così, ed è quello che faccio
• Creare le tracce necessarie per tutti gli strumenti: altra cosa apparentemente ovvia, ma
spesso non lo è, potresti voler microfonare una strumento con un microfono solo o più di uno, e
saperlo prima ti permette di preparare le tracce in anticipo ed avere una visione più chiara
dell’intero progetto, questo si ottiene con l’esperienza, quindi all’inizio vi consiglio di creare le
tracce un po’ per volta se non sapete bene come comportarvi in certe situazioni, o se avete dubbi
(capita anche a me a volte)
• Assegnare gli input alle tracce: di nuovo una cosa apparentemente ovvia ma credetemi non lo
è! Non immaginate il numero di volte in passato in cui qualcosa non funzionava, non capivo
come mai, e ho perso molto tempo prima di rendermi conto che avevo assegnato l’input
sbagliato ad una delle tracce! Ok, lo ammetto, succede anche adesso ogni tanto…! ^^”
Comunque sia, avere sempre chiaro dove vanno gli input per ogni traccia è fondamentale, se
non altro per non sprecare tempo inutilmente!
• Assegnare gli output alle tracce: questione molto simile alla precedente, ed importante per lo
stesso motivo pur sembrando anche questa ovvia! Per molti di voi all’inizio sarà semplice perché
altro non dovrete fare se non assegnare tutto al main output della vostra scheda, quello che va
alle casse, e anzi spesso lo troverete già dettato così, quindi potrebbe passare anche del tempo
prima che vi troviate a trafficare con gli output delle tracce, ma credetemi, è meglio che lo
sappiate fin da subito, perché altrimenti quando dovrete mandare un ascolto in cuffia separato al
batterista, quando dovrete mandare le tracce ad un bus interno specifico, ecc, vi troverete nei
casini!
• Registrare le tracce necessarie: questo è il cuore del lavoro, senza nulla togliere ai passaggi
precedenti e successivi che sono comunque importanti, perché è qui che avremo il materiale
vero che dovremo poi trattare e mixare per arrivare al risultato finale. Specie in questa fase,
ognuno ha il suo modo di lavorare. Io registro ogni strumento separatamente, per scelta
personale e anche per mancanza di spazio (lo studio che ho è piccolino, e registrare tutti insieme
ha dei vantaggi ma anche dei contro molto rilevanti specie in spazi piccoli), avendo come base le
preproduzioni della band, cosa su cui punto moltissimo per ottenere un buon risultato.
Generalmente la mia regola è: 3 take buone di tutto. Ovvero faccio registrare ogni cosa 3 volte, e
devono essere buone, altrimenti si va avanti! Una volta fatto si sceglie la migliore, o si fa una
combinazione dei segmenti migliori delle 3, per arrivare a quella che è la migliore performance, e
la traccia definitiva. Gli strumenti sono molto diversi, così come le tecniche di registrazione, che
abbiamo già trattato nelle scorse puntate, ma il mio approccio è fondamentalmente lo stesso.
Tendo a far suonare tutto dall’inizio alla fine, e a registrare qualche take extra delle sezioni più
problematiche, se ce ne sono. Se necessario faccio registrare una sezione alla volta, anche se
preferisco sempre avere una performance organica dell’intero brano e non “a pezzi”, perché a
volta il musicista ha difficoltà a fare certe cose di fila (ed è un problema perché non dovrebbe
accadere, ma disgraziatamente accade), o a volte per motivi assolutamente fondati, come il
cambio di suono su una chitarra, o il cambio radicale del registro vocale, cose che trovo più
comodo registrare in sezioni sulla base delle differenti sonorità. Alla fine, quello che si otterrà
sarà il materiale grezzo che comporrà il brano, o il disco.
• Editing delle tracce: in questa importante fase solitamente “rifinisco” il lavoro, facendo ogni
genere di azioni sulle tracce, dalle cose semplici come “ripulire” le tracce dai rumori non
desiderati nei momenti di vuoto, a cose più radicali e invasive come rimettere a posto il tempo
delle tracce di batteria non suonate abbastanza precise o la correzione degli errori di intonazione
nelle tracce vocali. Questa è un operazione… diciamo controversa, e ne ho parlato in altri video
sul canale che non siano all’interno del corso, e continuerò a farlo in futuro, in questo caso mi
limiterò a dire che queste procedure fanno parte dell’editing, e sono fatte in questa fase,
generalmente subito dopo la registrazione
• Mixaggio: altra parte molto importante e molto personale del procedimento e di utilizzo di una
DAW è la fase di mixaggio, in cui si “miscelano” le tracce registrate, si utilizzano diversi strumenti
come equalizzatore, compressore, effetti, di cui abbiamo già parlato, per arrivare al risultato
finale, al brano, o al disco, completo (non proprio, manca ancora il mastering, ma ne parleremo
in un’altra occasione). È riduttivo dire solo questo del mixaggio ma approfondiremo in futuro, per
ora diciamo che questo procedimento è svolto principalmente, o perlomeno coinvolge
pesantemente, l’utilizzo della DAW in molte delle sue funzioni, ed ogni DAW rappresenta,
ognuna a suo modo, una piattaforma di mixaggio il più possibile ideale, fornendoti il più possibile
tutti gli strumenti per svolgere tutte le operazioni che tu possa aver bisogno di svolgere sull’audio
registrato per raggiungere il risultato che desideri.

Questo è il procedimento che seguo all’interno della DAW, ed è necessario dire ovviamente che
tutto quello che sia è detto è, ancora una volta, molto riduttivo e personale: molto altro si può dire,
e in parte lo diremo, riguardo alle operazioni che una DAW ti permette di eseguire, ognuno
potrebbe scegliere modi diversi di procedere, e gli scenari di utilizzo sono davvero tantissimi,
quindi, di nuovo, quello che abbiamo detto è solo una sorta di “caso tipico” che ho voluto trattare.
Conoscere una DAW a fondo è estremamente importante, sia per non avere limitazioni dovute
all’ignoranza, cioè voler fare una cosa, non poterla fare, e non rendersi conto che la puoi in realtà
fare ma non sai come perché non conosci abbastanza quella DAW, sia per avere una panoramica
di funzioni che ti permettono di fare cose che magari prima non avevi considerato affatto.
Io uso Logic Pro da molti anni ormai, e Logic, come praticamente tutte le DAW oggigiorno, è un
programma estremamente complesso e ricco di funzionalità, e vi mentirei se vi dicessi che le
conosco tutte, io stesso ho ancora molto da imparare su Logic, ed ad ogni aggiornamento oltre a
risolvere bug e problemi vari, tutte le DAW tendono ad aggiungere nuove funzionalità, per rendersi
più competitive sul mercato, quindi anche ammesso di conoscere una DAW perfettamente, nuovi
aggiornamenti aggiungeranno cose che ancora non conosci, quindi il mio consiglio finale è: non
smettete mai di studiare e conoscere la DAW che avete scelto, o anche altre con cui avete a che
fare o che avete la curiosità o necessità di conoscere, perché questa conoscenza vi aiuterà molto
mentre sviluppate la vostra esperienza, il vostro modo di lavorare, e migliorate la qualità del vostro
lavoro!