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Storia dell’Arte 29/03/2021

I soggetti rappresentati da Constable sono appartenenti alla quotidianità,


un albero, i bovini, la staccionata, le nubi.
In lui abbiamo la costruzione dei dettagli e lo studio della luce e dei colori,
pennellate di bianco per far vedere la luce, il riverbero dei riflessi sul
fiume. Attenzione particolare per le nuvole in tutti i suoi dipinti. I colori in
generale sono i colori della terra, marroni, verdi con dei tocchi di rosso.
Constable è realista.
Quelli di Turner sono diversi, egli rappresenta la natura secondo l’attimo
che vuole rappresentare, che può essere un incendio.
In Turner abbiamo il sublime, in Constable no perché è attirato da altri
fattori.
Il bianco ha una connotazione negativa per i critici, la chiamavano “la neve
di Constable”, egli non era tanto apprezzato dalla critica, anche se lui lo
amava, ma nel 1800 non veniva rappresentato molto.
Turner ha molti caratteri impressionisti. Monet, che era un pittore
impressionista e cercava di catturare l’attimo. Gli impressionisti sono
molto colpiti dalla mostra che Constable farà in Francia, lì avrà successo,
in Inghilterra avrà poco successo.
Molti dipinti di Constable si trovano fuori dall’Inghilterra. sono scene che
hanno i colori della terra, le nuvole sono sempre presenti.
Molti schizzi li fa en plein air cioè all’aria aperta.

Filosofia 29/03/2021

Cartesio fu importante anche come matematico e scienziato. Egli era


convinto, come Galileo e Newton, che la matematica sia lo strumento
sicuro per comprendere il mondo.
Però già Galileo e Newton avevano espresso dei dubbi sulla validità
dell’esperienza. Da una parte la certezza della matematica, dall’altra una
certa incertezza dell’esperienza.
La metafisica di Cartesio è la vera novità della filosofia di Cartesio.
Indagheremo su cosa fa si che riteniamo vere le nostre conoscenze e non
possiamo far altro che partire dai nostri contenuti mentali.
Penso dunque sono ha un significato metafisico profondo.
La metafisica è ciò che possiamo dire del mondo al di là dell’esperienza.
Cartesio parte dal dubbio, il Cartesio filosofo riflette sul Cartesio
scienziato.
Secondo il metodo di Cartesio non dobbiamo accertare nulla per vero che
non sia una idea chiara e distinta. Idea = contenuto mentale, non c’è un
riferimento al mondo esterno.
Cartesio va alla ricerca di un fondamento metafisico, oltre l’esperimento.
Prende una regola e la applica: indaga su tutto il mondo della conoscenza
possibile e va a vedere se si possa esprimere qualche subbio su questo
mondo.
Il primo dubbio è quello scettico su cosa sia veramente reale (per tutti) e
cosa sia “reale” solo per il soggetto.
Cartesio dice facciamo finte che esista un genio maligno, una sorta di Dio
ingannatore che non fa altro che ingannare, un mondo creato per
ingannare.
In questa condizione abbiamo qualche certezza? Cosa resta delle nostre
certezze? L’unica certezza è il fatto stesso che io possa dubitare, posso
dubitare di tutto il mondo esterno, ma non posso dubitare del fatto che
dubito, perché se dubito penso e quindi esiste qualcosa che dubita, perché
pensa. Ecco perché la frase: penso dunque sono!
Esiste dunque una sostanza pensante.
Io sono certo di esistere nell’atto stesso di pensarmi, sia pure nella forma
del dubbio. Ingenuo in filosofia non significa stupido, ma che non sia stato
rifletto abbastanza. Realismo ingenuo è credere che il mondo sia cosi come
lo vediamo. (Ad esempio il sole gira e così crediamo che sia il sole che
gira attorno alla terra).
Da questo momento in poi tutta la filosofia moderna ruota attorno a questo
dubbio, cioè ci sdoppiamo. I filosofi mettono in discussione la realtà.
L’unica qualità di cui non posso dubitare è il pensiero, io sono dunque una
cosa che pensa. Res cogitans.