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Il legno sul mare

Luciano Bragonzi

Architettura Navale

Non siamo in grado di datare quando l’uomo iniziò a sfruttare la capacità di


galleggiamento del legno, per superare quel confine invalicabile rappresentato dal
mare, per ampliare le sue conoscenze.
I reperti più antichi finora ritrovati sono databili all’8000 a.c.- Via via le capacità
umane nella lavorazione del legno crebbero sempre più e i manufatti divennero
veri capolavori di maestria , sia in dimensione che in raffinatezza , si da definirla
ARTE .

disegno “A”

E tutti sappiamo che non si può fare Arte se non si fa con passione ed amore.-
Ebbene questo amore è durato diecimila anni , fino a decadere repentinamente
con l’avvento del metallo e ultimamente con la tanto amata/odiata plastica
(vetroresina).-
Non voglio qui tediarvi con i soliti piagnistei della scomparsa e assenza delle
istituzioni del patrimonio storico del nostro naviglio antico , ma vorrei almeno
ricordare il linguaggio dei termini usati nelle costruzioni navali antiche in legno.- Un
linguaggio che non voglio chiamare tecnico , perché mi sembra di togliere quella
poesia che questa nomenclatura aveva e che , purtroppo penso , sia in via di
estinzione.-
Pure noi modellisti molte volte non li usiamo ,vuoi per non apparire troppo tecnici
presso i meno introdotti , o per mancata conoscenza , ma se è vero che rimaniamo
tra quelli che continuano questa vecchia arte (anche se in scala ridotta) dobbiamo
conoscerli ed usare.-
Con questo scritto non ho la pretesa di stendere un vocabolario marinaro o un
trattato sulla costruzione navale; anzi sarei grato a chiunque volesse correggermi o
dare contributi per le sicure lacune che ci saranno.

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Luciano Bragonzi

Architettura Navale

Ho pensato, da modellista, come se dovessi costruire, ad esempio un Leudo da


cantiere, e invece di descriverne la costruzione di menzionare la terminologia di
tutti i vari elementi da creare.-
Ho parlato di Leudo e non di galeoni o vascelli perché sarebbe una scrittura troppo
corposa che supera le mie capacità e anche perché penso sia sufficiente come
base per la nomenclatura della costruzione navale “diciamo minore”.- Il tutto si
limiterà al solo scafo, escludendo: alberature o altri allestimenti.
E quindi benvenuti nel mondo antico e poetico del legno sul mare.

disegno “B”

CHIGLIA [1] E’ il primo pezzo che si imposta nella costruzione di una barca.- Di
legno durevole e adatto, è una lunga trave di sezione rettangolare che va da prua a
poppa, alla base della barca lungo la linea mediana.- Nelle barche più lunghe ove
non è reperibile il legno di tale misura viene giuntato, anche in più parti, con
incastri dette PALELLE [2] che vengono spinati per la tenuta.- Spesso è guarnita,
sotto, dalla FALSACHIGLIA o SOTTOCHIGLIA [3] che ha lo scopo di preservare la
chiglia da incagli o insabbiamenti e favorire l’aumento della superficie di contrasto
allo scarroccio.-
RUOTA di PRORA (o PRUA) Solido pezzo di uguale sezione della chiglia che la
prosegue,nella parte anteriore, verticalmente o inclinata in avanti nelle barche
slanciate o raramente all’indietro
( es. gozzo cornigiotto) .- Tramite PALELLA la chiglia si collega con un pezzo
ricurvo chiamato PIE di RUOTA [4] che inizia la curvatura della prua e a seconda
dello slancio favorisce le qualità giratorie della barca.-
Questo elemento si accorpa nel MASSICCIO DI PRORA che può essere composto
da uno o più BRACCIOLI [5] , e sopra la RUOTA di PRORA [7] e CONTRORUOTA [8]
, mentre nelle barche di maggiore dimensione,troviamo PEZZI di RIEMPIMENTO [6]
,e per ultimo il TAGLIAMARE [10] ,che chiaramente è quello che per primo fende le
onde.-

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DRITTO di POPPA [11] E’ un robusto pezzo di legno,sempre di uguale sezione


della chiglia, che si eleva spesso verticalmente o in maniera più o meno inclinata, al
termine di poppa della trave di chiglia, alla quale viene spinata e viene chiamata
CALCACNOLO [9].- Tutto l’assieme che viene chiamato MASSICCIO DI POPPA,
comprende uno o più BRACCIOLI [5], i CONTRODRITTI [12],e come già detto, per
barche più grandi PEZZI di RIEMPIMENTO.-
A maggiore consolidamento dei tre gruppi: CHIGLIA, RUOTA di PRORA, e DRITTO
di POPPA; vi è sopra alla chiglia la CONTROCHIGLIA [13] ove vengono fissate le
ORDINATE, di cui parleremo più avanti.- Molte volte la controchiglia è assente e la
sua funzione viene fatta dalla chiglia. Su tutto questo assieme, che possiamo
definire la colonna vertebrale della barca, viene eseguita, sulle due facce laterali,
una incisione a V chiamata BATTURA [27], ove vengono incuneati i corsi del
fasciame di cui parleremo più avanti.-

disegno “C”

Per il fissaggio delle ORDINATE [16] alla chiglia, viene posta allineata e sopra la
medesima, il PARAMEZZALE [14]. E’ una trave rettangolare di larghezza uguale
alla chiglia con tutti i relativi incastri.- Particolarmente nelle barche maggiori, per
migliore robustezza, si trova il SOPRAPARAMEZZALE [15] appoggiato sopra, e a
volte affiancati di lato, sempre alla chiglia, due PARAMEZZALETTI [42]. .-Secondo i
vari tipi di imbarcazioni, la CONTROCHIGLIA e il PARAMEZZALE hanno delle
intaccature per l’alloggiamento delle COSTE, e particolarmente nelle barche
minori, è possibile che siano assenti, sia l’uno che l’altra. E’ altrettanto vero e
possibile che le COSTE siano solidamente inchiavardate ma senza alcun incastro.

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A maggiore chiarezza di quanto finora scritto si veda qui sotto il DISEGNO “D”

disegno “D”

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Le ORDINATE [16] –Per similitudine anatomica sono come le costole della cassa
toracica. Difatti vengono anche dette COSTE o OSSATURA. Sono poste
perpendicolarmente alla chiglia , a breve e costante distanza fra di loro, che
prende il nome di MAGLIA.- Ogni ORDINATA è composta di una parte centrale che
si posa negli alloggiamenti della chiglia, la sua ampiezza è varia e mediamente è un
terzo della corrispondente larghezza della barca, ed è detto MADIERE [17] .-Alle
sue estremità (a volte, partendo dai due fianchi della chiglia) è accoppiato a due
parti ricurve dette STAMINALI [18] o GINOCCHIO.- Il tutto prosegue, a volte
appaiato, con un ultimo pezzo detto SCALMO [19] o SCALMOTTO.-
L’ordinata con la maggiore ampiezza è detta ORDINATA MAESTRA e le altre che
vanno verso prua e poppa diminuiscono sempre più la loro ampiezza ,e
avvicinandosi alle estremità della barca, tendono a perdere la curvatura,e in alcune
barche tendono a prendere la forma di una V, e si dice che diventano sempre più
STELLATE,.- Quando queste COSTE non presentano il MADIERE ma 2 pezzi
incastrati sui fianchi della CHIGLIA,prendono il nome di FORCACCI a poppa e
ZANGONI a prua.
A volte viene usato il termine QUINTI per indicare le ordinate; ciò deriva dal fatto
che nella costruzione di barche di piccola dimensione, usavano questo termine per
le cinque ordinate che venivano impostate per prime sulla chiglia e sulle quali si
montavano dei listelli provvisori che determinavano la forma della barca, e quindi di
tutte le altre costole, dello scafo ed anche il QUARTOBUONO.- Con questo termine
si intende l’inclinazione che deve avere il lato dell’ordinata che aderisce alla
fasciame esterno dello scafo .-
L’ultima ordinata, a prua , è chiamata APOSTOLO e a volte fa corpo unico con la
prua . Nelle barche più grandi si serrava con altre seguenti .- Si forma cosi un
corpo unico ,che solitamente è in numero di sei per ogni fianco (6 per i 2 bordi del
naviglio fa 12 e 12 erano gli apostoli) , è da qui che probabilmente ne prende il
nome .-
Spesso uno o due di questi pezzi sporgono sugli altri e allora prendono la funzione
di BITTA .-
In alcune barche, sia a prora e/o a poppa, si possono presentare delle
semiordinate che non sono perpendicolari alla chiglia ma perpendicolari al profilo
esterno della barca, e prendono il nome di ORDINATE DEVIATE.

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disegno “ E “

Il PONTE della barca è sostenuto dai BAGLI [20], sono travi squadrate con una
curvatura più o meno accentuata, per favorire lo scolo dell’acqua verso apposite
aperture praticate alla base della impavesata, detti OMBRINALI [ 55 ].- La freccia
di tale curvatura è chiamata BOLZONE [50], ed è costante su tutta la lunghezza
della barca. – Cosi come è costante la distanza tra i BAGLI, ma a volte per
maggiore robustezza (per esempio in prossimità degli alberi) , viene diminuita.- Se,
causa una apertura nel ponte, il baglio non corre completamente da un fianco
all’altro della barca prende il nome di MEZZO BAGLIO O BAGLIETTO [56], e a volte,
si trovano, per maggiore irrobustimento,delle LATE o TRVERSE dei BAGLI [57] che
li collegano tra di loro.
Oltre alla curvatura del BOLZONE il PONTE ha un’altra curvatura (ma contraria
rispetto al bolzone) che si sviluppa da PRUA POPPA che è chiamata CAVALLINO o
INSELLATURA.
Tutti questi elementi costituiscono il cosiddetto LETTO del FASCIAME del PONTE
ove si poggia il TAVOLATO del PONTE.
Il PONTE della barca è costituito da tavole ben CALAFATATE, specialmente quelle
più esposte alle intemperie e alle ondate. Corrono longitudinalmente seguendo la
mezzaria della barca o la linea esterna dei fianchi della nave. Le tavole del ponte
non sono ovviamente lunghe quanto una nave, quindi i loro terminali devono
sempre appoggiarsi alla mezzaria di un BAGLIO. Viene anche evitato di affiancare
su uno stesso baglio due terminali ma di posizionali in maniere più o meno
alternate.

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disegno “ F “

Ma torniamo al BAGLIO [20] che è uno degli elementi tra i più importanti della
struttura dello scafo. Esso si incastra a coda di rondine su un robusto pezzo,
squadrato, e saldamente fissato a tutte le ordinate, che corre longitudinalmente sui
due fianchi della barca, da PRUA a POPPA e viene chiamato DORMIENTE [21] o
PUNTUALE.- A maggiore solidità di questo incastro è possibile avere anche dei
legni a forma di squadra detti BRACCIOLI dei BAGLI [45]. In barche maggiori ,è
possibile avere sotto al baglio uno o più SOTTODORMIETE [22] di minori
dimensioni.- Sopra il DORMIENTE e ben incastrato e fissato tra gli SCALMI si
adagia il TRINCARINO [23] e sopra di esso e possibile avere il SOPRATRINCARINO
[24] mentre di fianco, appoggiato sul BAGLIO il CONTROTRINCARINO [49].-

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disegno “G”

Nel naviglio di grossa dimensione, e particolarmente quando si hanno ponti molto


larghi, alcuni BAGLI sono sostenuti da PUNTELLI [25] verticali (specie di
colonnette che appoggiano sul PARAMEZZALE nel ponte inferiore), è anche
possibile avere due o più ordini paralleli di queste colonnette:- A volte vi sono delle
traverse longitudinali alla nave, poste sotto ai BAGLI e sono dette ANGUILLE [44] .-
Il FASCIAME è il rivestimento sia esterno che interno dell’ossatura della barca.
Tutto ciò non ha solo tale funzione, e di tenuta stagna come per quella esterna, ma
anche di collegamento strutturale di tutta la barca e delle varie attrezzature interne
e del PONTE.
Il FASCIAME ESTERNO è costituito file di tavole accostate che si appoggiano e si
inchiodano ad ogni ORDINATA e ogni serie di queste file prendono il nome di
CORSI [51]. Sono disposti longitudinalmente da prua a poppa, combaciando
perfettamente sul lato dello spessore che viene chiamato COMENTO [52].

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Tra queste due facce del CORSO si inserisce il CALAFATAGGIO [54] per rendere
impermeabile tale giunzione.
Le tavole del fasciame, solitamente hanno una lunghezza che va dai 6 agli 8 metri
“al vero” e questo deve essere tenuto presente nella scala in cui viene eseguito il
nostro modello. Quindi il terminale e l’inizio del seguente, di ogni tavola, deve
assolutamente essere allineato con la mezzaria di una ordinata corrispondente. Le
tavole del Fasciame, quando vengono preparati per il montaggio, hanno una
larghezza costante, ma devono essere adattati per seguire le varie curvature delle
forme dello scafo. I CORSI nelle vicinanze dell’ORDINATA MAESTRA mantengono
la larghezza originaria, ma tenderanno a diminuire verso PRUA e ad allargarsi o
diminuire verso POPPA. Vanno quindi adattati e ,a volte, si rende necessario
l’inserimento di CORSI AGGIUNTIVI; e il disegno allegato chiarisce, meglio di ogni
mio dire, la loro esecuzione.

disegno “H”

Questi inserimenti devono essere fatti quando il CORSO rischia di avere una
larghezza che è inferiore alla metà della larghezza originale. Tutto questo allo
scopo che con la foratura dei cavicchi, e lo sforzo dell’inserimento del medesimo,
non provochi la spaccatura della tavola.
Iniziando dal bordo più in alto troviamo: fissato allo SCALMO una serie di CORSI
che prendono il nome di IMPAVESATA[30] ( nelle navi da guerra) o PARAPETTO
(nelle navi mercantili).

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Poi solitamente al bordo esterno del PONTE troviamo un CORSO chiamato


CINTA[26] che ha uno spessore molto più grosso con l’evidente scopo di
rafforzamento e di usura. In barche più grandi ne esistono altre appaiate o
alternate. Proseguono a completamento le TAVOLE da MURATA [35] (fino all’inizio
della curvatura dello STAMINALE) e nelle navi armate avevano uno spessore ben
rilevante. Il rivestimento continua con le TAVOLE del GINOCCHIO [36] ) , che nelle
navi armate queste 2 gruppi di tavole avevano uno spessore altrettanto rilevante.
Proseguono,con spessore normale, le TAVOLE di CARENA [37].
A conclusione del fasciame,inserito nella BATTURA, un CORSO che a volte è di
spessore superiore, detto TORELLO [28],e preceduto dal CONTROTORELLO [29].
I lati del TORELLO che si incuneano nella BATTURA sulla CHIGLIA si dicono
UNGHIA [53] . Intestato sopra agli SCALMI o SCALMOTTI, corre per tutto il
perimetro della nave un robusto pezzo detto CAPODIBANDA[31] e nelle barche a
remi è detto FALCHETTA o FRISATA.
Il sistema di FASCIAME ESTERNO fin qui descritto, viene detto FASCAME
APPAIATO, ma esistono altri sistemi : FASCIAME SOVRAPPOSTO (detto anche
KLINKER), oppure FASCIAME APPAIATO DIAGONALE, e altri ancora, ma poco
usati..

disegno “ I “
Il FASCIAME INTERNO è costituito da tavole che contrariamente a quelle esterne
vengono dette SERRETTE o SERRETTONI [32] quando hanno spessori superiori
(es. nelle navi armate) e questo insieme viene chiamato SERRETTE dei FIORI [33].
Quelle del fondo della barca SERRETTE del POGLIUOLATO [34], e alcune di queste,
movibili onde permettere l’asciugatura e l’areazione del fondo della barca detta
SENTINA. Vengono considerati come FSCIAME INTERNO anche :PARAMEZZALE,
DORMIENTI, SOTTODORMIENTI . Salvo le SERRETTE movibili, tutto quanto il
fasciame ( interno ed esterno) viene solitamente fissato con chiodi di misura
adeguata a tutte le costole della barca. Tutte le chiodature che hanno contatto con
l’acqua vengono tappate con cavicchi in legno duro. Nelle barche minori, spesso, il
fasciame interno è limitato, fermandosi solitamente all’incirca all’inizio del
ginocchio, o completamente assente e sostituito da una struttura asportabile detta
semplicemente PAGLIUOLO.

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disegno “ L “

I BOCCAPORTI [59] sono delle aperture sui ponti, rettangolari o quadrate, atte al
passaggio di merci o persone. Nelle navi da trasporto sono solitamente 3 (per le
merci) e la centrale, solitamente più grande, viene chiamata FONTE. I boccaporti
delle merci si coprono con delle assi, solamente appoggiate, nella intelaiatura e si
coprono con tele cerate. Per i boccaporti più piccoli la copertura è data da uno
sportello unico detto QUARTIERE [48]. L’ intelaiatura è formata da due BAGLI e
due TRAVERSE [58] ove si appoggiano, rialzandosi sopra il piano del ponte,delle
assi dette BATTENTE o MASCELLARE[39] che hanno la funzione di impedire lo
scolo delle acque. Quando queste aperture servono come accesso agli alloggi,
spesso sono protette da più alte coperture,tipo piccoli vani dette TAMBUCCIO[60].
Altre aperture hanno la funzione di dare aria e luce ai locali sottostanti, sono
coperte da telai apribili con vetri protetti di griglie detti OSTERIGGIO[43]. Nelle
navi più antiche, e il vetro era poco affidabile queste aperture erano fatte da portelli
grigliati in legno detti CARABOTTINO [40]. Viene detta TUGA [41] la
sovrastruttura parziale dello scafo, di larghezza e lunghezza inferiore a quelle del
PONTE ma il cui cielo può estendersi fino a murata ed essere qui sostenuto da
puntelli o da estensioni della MURATA.

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Fonte: ”Il Grande Libro dei Modelli Navali” di O. Curti editore U. Hoepli
disegno“ M “

La MASTRA [46] dell’albero è una apertura circolare o ellittica fatta sul ponte dove
passano gli alberi della nave. Ogni MASTRA si compone di un robusto massiccio
formato da due TRAVERSE interposte tra due BAGLI e da alcuni pezzi di legno detti
CUSCINI incastrati intorno all’albero. Il diametro della MASTRA si fa più grande di
quello dell’albero,e ciò allo scopo di poter dare la giusta posizione e bloccare
saldamente l’albero inserendovi dei cunei. Poi si contorna l’albero con un collare
di tela cerata, cuoio o lamina di piombo che impermeabilizza il tutto.
La base dell’albero viene poi alloggiato in una massiccia armatura di legno detta
SCASSA [47] a sezione quadra o esagonale che è (solitamente) ancorata al
PARAMEZZALE. La parte terminale dell’albero, che vi si alloggia è dette MICCIA o
MASCHIO.

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disegno “ N “

Il TIMONE [61] è l’organo importantissimo che governa la direzione della barca.


E’ incardinato con delle fasce metalliche dette BANDELLA [64] che incorporano un
perno detto AGUGLIOTTO [62] , mentre un’altra, fissata al DRITTO di
POPPA,incorpora un foro, detta FEMMINELLA [63] nel quale si inserisce
l’agugliotto permettendo la rotazione del timone. Nelle navi più antiche il sistema
timone era più primordiale e a volte erano due , ma non fissati al dritto di poppa.
La direzione ed il movimento del timone, può essere fatto tramite una semplice
BARRA [65] o a congegni più o meno complessi chiamati APPARATO di
AGGHIACCIO . In questo caso, viene usata la classica RUOTA del TIMONE [66].

PARASARTIE [67] . Sono dei panconi orizzontali, posizionati fuoribordo, all’altezza


più appropriata, in corrispondenza degli alberi, e sulla estremità passano le
LANDE o LANDRE[68] del sartiame, che erano fatte da piatte o catene metalliche.
Erano di norma sui velieri antichi ma ormai in disuso e sostituite da piatte fissate in
maniera aderente alla MURATA fino a sporgere sopra al CAPODIBANDA e servono
ad ancorare il sartiame per la stabilità dell’albero.

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La GRU di CAPONE [69] ( o delle ancore ). Grossa trave posta a sporgenza


orizzontale che fuoriesce oltre la murata in vicinanza della prua. Nella sua
estremità esterna incorpora delle pulegge che accoppiata ad altro bozzello con
grosso uncino servono per il ricupero e l’imbracaggio dell’ancora. Anche questa
attrezzatura era tipica dei velieri ed è ormai caduta in disuso.
Verso prua, solitamente, è presente una apertura circolare , detto OCCHIO di
CUBIA , sempre ben contornato per sopperire all’usura del passaggio del cavo e/o
catena delle ancore.

disegno O

La CAVIGLIA [70] è un perno di legno tornito che viene alloggiato negli appositi fori
della CAVIGLIERA [38] . Nei grandi velieri, con complesse velature e quindi
moltissime manovre, sono robuste tavole con una serie di fori per inserire le
caviglie. Fissate all’interno delle murate o verso la base dell’albero., e nelle navi
più grandi in vicinanza degli alberi con attrezzature più complesse chiamata
PAZIENZA [72]. La funzione della CAVIGLIA è quella di bloccare la manovra
ricevendola con un avvolgimento a forma di un 8, fatto in modo autobloccante.
Nelle barche minori è stato sostituito dalle GALLOCCE [71] .

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disegno “ P “

A questo punto penso di aver definito tutto quanto considero importante nella
costruzione dello scafo di una barca. Per una più approfondita conoscenza
sull’argomento esiste un libro fondamentale sulla materia navale: ATTREZZATURA
e MANOVRA NAVALE del professor F. IMPERATO, edito dalla U. HOEPLI nei
primi anni del novecento. Qui la materia viene spiegata in maniera veramente
approfondita. Purtroppo è di difficile reperimento e se vi capitasse di trovarlo in
una bancarella di libri usati, vi consiglio di comprarlo. Vista la sua rarità fareste un
sicuro investimento.
Per una migliore consultazione e ricerca veloce concludo, allegandovi in ordine
numerico e alfabetico tutti i vari nomi menzionati e illustrati nei miei
disegni…….Buon lavoro
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Luciano Bragonzi (detto Lubra)

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Elenco Numerico degli elementi che compongono la costruzione di uno scafo in legno

Tavolato/Corsi del piano di


1 … Chiglia 37 … carena
2 … Palella 38 … Cavigliera
3 … Falsachiglia /Sottochiglia 39 … Battente/Mascellare
4 … Pie di ruota/Piede di ruota 40 … Carabottino
5 … Braccioli/Presentino 41 … Tuga
6 … Pezzi di riempimento 42 … Paramezzaletto
7 … Ruota di prua 43 … Ostericcio
8 … Controruota 44 … Anguilla
9 … Calcagnolo 45 … Bracciolo dei bagli
10 … Tagliamare 46 … Mastra
11 … Dritto di poppa 47 … Scassa
12 … Controdritto 48 … Quartiere
13 … Controchiglia 49 … Controtrincarino
14 … Paramezzale 50 … Bolzone
15 … Sopraparamezzale 51 … Corso
16 … Ordinata/Costa 52 … Comento
17 … Madiere 53 … Unghia
18 … Staminale/Ginocchio 54 … Calatafaggio
19 … Scalmo/Scalmotto 55 … Ombrinale
20 … Baglio 56 … Mezzobaglio/Baglietto
21 … Dormiente/Puntuale 57 … Traverse dei bagli
22 … Sottodormiente 58 … Traverse
23 … Trincarino 59 … Boccaporto
24 … Sopratrincarino 60 … Tambuccio
25 … Puntello 61 … Timone
26 … Cinta 62 … Agugliotto
27 … Battura 63 … Femminella
28 … Torello 64 … Bandella
29 … Controtorello 65 … Barra del timone
30 … Impavesata/Parapetto 66 … Ruota del timone
31 … Capodibanda 67 … Parasartie
32 … Serrette/Serrettoni 68 … Lande/Landre
33 … Serrette dei fiori 69 … Gru di capone/Gru di ancorea
34 … Serrette del pagliolo 70 … Caviglia
35 … Tavolato/Corsi di fasciame 71 … Galloccia
36 … Tavolato/Corsi di ginocchio 72 … Pazienza

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Elenco Alfabetico degli elementi che compongono la costruzione di uno scafo in legno

Agugliotto … 62 Mezzobaglio/Baglietto … 56
Anguilla … 44 Ombrinale … 55
Baglio 20 Ordinata/Costa … 16
Bandella … 64 Ostericcio … 43
Barra del timone … 65 Palella … 2
Battente/Mascellare … 39 Paramezzale … 14
Battura … 27 Paramezzaletto … 42
Boccaporto … 59 Parasartie … 67
Bolzone … 50 Pazienza … 72
Braccioli/Presentino … 5 Pezzi di riempimento … 6
Bracciolo dei bagli … 45 Pie di ruota/Piede di ruota … 4
Calatafaggio … 54 Puntello … 25
Calcagnolo … 9 Quartiere … 48
Capodibanda … 31 Ruota del timone … 66
Carabottino … 40 Ruota di prua … 7
Caviglia … 70 Scalmo/Scalmotto … 19
Cavigliera … 38 Scassa … 47
Chiglia … 1 Serrette dei fiori … 33
Cinta … 26 Serrette del pagliolo … 34
Comento … 52 Serrette/Serrettoni … 32
Controchiglia … 13 Sopraparamezzale … 15
Controdritto … 12 Sopratrincarino … 24
Controruota … 8 Sottodormiente … 22
Controtorello … 29 Staminale/Ginocchio … 18
Controtrincarino … 49 Tagliamare … 10
Corso … 51 Tambuccio … 60
Tavolato/Corsi del piano di
Dormiente/Puntuale … 21 carena … 37
Dritto di poppa … 11 Tavolato/Corsi di fasciame … 35
Falsachiglia /Sottochiglia … 3 Tavolato/Corsi di ginocchio … 36
Femminella … 63 Timone … 61
Galloccia … 71 Torello … 28
Gru di capone/Gru di
ancorea … 69 Traverse … 58
Impavesata/Parapetto … 30 Traverse dei bagli … 57
Lande/Landre … 68 Trincarino … 23
Madiere … 17 Tuga … 41
Mastra … 46 Unghia … 53

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