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31/5/2021

NON PEZZO DA ESPOSIZIONE –


EDIZIONI
CHIP65C02 P.K.DICK

http://mia-fantascienza.blogspot.com | Collana JDAB


✔Note Legalesi.
Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito un omaggio IF Worlds of
Science Fiction –Agosto 1954- in particolare al racconto “Exhibit Piece” di
Philip K. Dick assemblando un plot remastering: l’obiettivo del racconto é
intrattenere, divertire, incuriosire il lettore.

In nessun caso sono collegate al testo o all’autore, le persone, enti ,


organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È
importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o
persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o passate
che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto casuale ed
immaginario. L'ebook.pdf è no-profit, l’autore non persegue nessuno scopo di
lucro o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume è 2
liberamente stampabile in tutto od in parte, è inoltre distribuibile senza
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Indice

Prefazione: omaggio a -IF Worlds of Science Fiction Ago/1954- …...… pag. 4

Capitolo 1-Pezzo da Esposizione – Philip K. Dick …………….…… pag. 6

3
Prefazione: omaggio IF Worlds of Science Fiction – Agosto 1954

Questo ebook vuole essere un omaggio alla rivista IF Worlds of


Science Fiction Agosto 1954 in particolare al racconto “Exhibit
Piece” di Philip K. Dick

In questo quarto anno della co llana JDAB ho deciso di continuare


nella diffusione della rimasterizzazione del racconto di SciFi per
proporre fabule di Scifi ancora gradevoli, a mio avviso, per un
4
pubblico del XXI seco lo. Questo genere di ebook continuerà ad
avere:

• una copertina sempre identica “IF Worlds of Science


Fiction” 30 e lode rimasterizzato,
• un titolo diverso, ovviamente a seconda del racconto,
• un’impaginazione interna differente rispetto ai tradizionali
racconti JDAB, in modo che questo tipo di ebook abbia un
gusto estetico più prossimo, al format delle storiche “Pulp
Mags”.
• La “rimasterizzazione” sarà una traduzione dall’americano
all’italiano corrente, mantenendo fabula ed intreccio identico a
quello del racconto originale che fu pubblicato nelle Pulp Mags.
• Saranno ridotti all’essenziale gli interventi di editing con tagli o
sintesi/adattament i, atti a sopprimere le part i prolisse o le
divagaz ioni troppo lunghe ed inutili, che non potrebbero
essere più idonee, ai gusti di un lettore del XXI°secolo.
• A differenza dei racconti di fantascienza sin’ora elaborati nella
collana JDAB (remix, remake, porting in mult i-trama) la
rimasterizzazione non conterrà una rielaborazione artistica.

Questo ebook fa parte della co llana JDAB-Joint Direct Attack Book,


una serie di testi in PDF, composti da remix, porting in multitrama,
remake, di tutti quei racconti di “Amazing Stories & Wonder Stories
& IF worlds of science fiction” che sono meritevoli di una moderna
rivisitazione SciFi, a mio gusto personale!.
Saluti e buona lettura!

Chip65C02
IF Worlds of Science Fiction Agosto 1954:
Pezzo da Esposizione di Philip K. Dick
-Ha uno strano vestito, cosa sono quelli anelli?! - disse con un tono
di voce leggermente metallico, il robot che guidava il taxi.

-Sono dei bottoni, hanno una doppia funzione: in parte sono


ornamentali in altra parte sono funzionali - rispose George Miller
che poi continuò dicendo - Indosso questo antico vestito del
XX°secolo, grazie sopratutto al tipo di lavoro che svolgo- 6

La vettura si fermò davanti al Museo di Storia antica, Miller pagò


strusciando il dito indice sulla videata del taxi e poi uscì dal veicolo
che galleggiava nell'aria, e l'uomo s'avviò verso l'entrata del museo
che era aperta e c'era un'enorme fila di donne e uomini, che
attendevano il proprio turno per poter entrare.

Miller si diresse verso l'entrata secondaria, l'entrata di servizio,


l'uomo varcò la soglia passando attraverso a due sensori della
divisione Pre-Cristiana, ed in pochi passi si trovò immerso al
XX°secolo.

Il controllore Fleming incontrò Miller nella sezione del XX°secolo che


era dedicata alla storia ed allo sviluppo dei motori atomici.

Fleming disse - Vediamo di risolverla una volta per tutte!. Cosa


sarebbe il mondo, se tutti vestissero come fa lei?!. Non sa, che il
governo ha divulgato una normativa severa, sul tipo di vestiti che si
possono indossare?!. Miller, per Dio ma cosa diavolo ha per la
testa?! Sembra abbigliato come un omuncolo dell'era preistorica!-

Miller sorrise e disse -Sù via, sia comprensivo!. Sto facendo una
ricerca sul XX°secolo. Mi occorre comprendere il contesto storico,
aumentare la mia empatica, potenziare la mia curisiosità
scientifica!. Sto indossando questi tipici vestiti del XX°secolo, solo
per capire meglio la gente di quel periodo storico. Il mio vestito e la
mia valigetta, le mie scarpe e tutto il resto, sono i classici capi di
vestiario che erano assolutamente comuni e tipici nel XX°secolo.
Questi stessi vestiti li indossavano tutti quelli che appartenevano
alla casta sociale di coloro che lavoravano negli uffici e/o che erano
definiti manager di qualcosa!. Non ha mai sentito il mio accento,
quanto l'espressione tipica dell'era Eisenhower, mi segui?!-

-Cosa?- commento Fleming storcendo la bocca.

-E' solo un modo di dire, il mi segui, é un commento rituale del


tempo!- disse ridendo Miller.

-Lei é un accademico fanatico, immerso in reliquie storiche vecchie


di e polverose di 200 anni fà!. Nessuno si lamenta del suo lavoro 7
Miller, ma ci sono obblighi nei confronti della società, dato che lei é
un suo esponente politico e sociale. Il board ha notato la sua
eccentricità, quanto la sua dedizione al lavoro. Ma, sta andando
troppo oltre!. Faccia bene attenzione Miller!- disse con tono aspro il
controllore Fleming. [...]

-Che cosa sarebbe una minaccia?!. Lo sa che nel XX°secolo, c'erano


artisti e libertà. Gli uomini erano uomini virili, c'era libertà di
pensiero ed orgoglio. Voi burocrati controllori, rappresentate solo
una cultura totalitaria ed impersonale, siete solo dei miseri
meccanismi di una grande macchina. Non capirete mai niente!-
disse Miller

-Il passato é passato!, Miller, lei é un disadattato che rifiuta la


realtà ed idolatra il passato, ha il culto per una civiltà estinta, ma i
tempi cambiano, le società mutano e progrediscono, e tutta la sua
mostra sul XX°secolo- disse Fleming alzando il braccio e facendolo
muovere a 180°gradi, puntando ogni cosa nella grande sala, con il
suo minaccioso dito indice - Tutto questo, é solo una banale e
misera replica, di un passato morto e sepolto!-.

-Lei, vorrebbe contestare la mia ricerca storica sul XX°secolo?! La


mostra storica che ho organizzato, é una perfetta ed accurata
replica del XX°secolo, e le posso affermare questo, perché non c'é
niente che io non conosca del XX°secolo!- rispose stizzito Miller.

Fleming scosse la testa in senso di diniego poi commentò -E' tutto


ciarpame inutile, roba di una civiltà ormai estinta da 200 anni!- poi
l'uomo se ne n'andò di passo veloce.
Miller s'allargò irato, il co lletto inamidato della camicia, si mise a
sedere su una panchina del tempo, estrasse del tabacco e si fece
una sigaretta, proprio come gli uomini liberi che popolavano il
XX°secolo erano soliti fare.

L'uomo scosse la testa contrariato, ripensando allo scontro verbale


che aveva avuto con Fleming, si guardò attorno, ed ovunque
ponesse lo sguardo, egli vedeva la bellezza e la magnificenza del
XX°secolo. Era un tempo in cui libertà ed orgoglio, erano la virtù 8
dei forti e dei liberi.

All'improvviso, Miller udì dei suoni, erano dei rumori strani,


provenivano proprio da dentro la sua esposizione storica. Qualcuno,
era dentro al suo museo, nonostante Miller non avesse ancora dato
il suo consenso, all'apertura della mostra.

Miller s'alzò, chiuse gli occhi, per concentrarsi e comprendere


meglio da quale direzione provenissero i rumori. Miller si diresse
verso le barriere di s icurezza, che erano ancora attive e bloccate.
Dietro a queste, alcune persone, curiosamente vestite, proprio nello
stile del XX°secolo, erano apparse dentro al museo, poi
scomparvero in un attimo.

Chi diavolo erano questi?!

Forse dei teorici del XX°secolo, oppure qualcuno del Board che era
entrato nel museo facendo valere la sua autorità, con il chiaro
intento di screditare il lavoro storico di Miller?!

Oppure poteva essere Edwin Carnap il presidente del board, la


persona più potente del direttorato mondiale?!.

I rumori sembravano provenire dalla riproduzione di una casa del


XX°secolo, se Miller fosse vissuto in quel periodo, la sua casa
sarebbe stata esattamente così, più o meno. Una villetta con
giardino, con tre camere da letto, un paio di bagni, un garage,
salotto e cucina con cucinotto.

Miller entrò dentro la riproduzione della casa del XX°secolo, in cerca


delle persone che aveva intravisto poco prima. Non c'era nessuno in
salotto, nemmeno nelle camere da letto e non c'era nessuno nei
due bagni. Dalla cucina provennero delle risa e dei rumori di piatti.
Qualcuno stava consumando una classica co lazione del XX°secolo:
pancetta e ciambelle calde, con caffé nero lungo.

In cucina c'era una donna trentenne con due bambini, i quali erano
seduti al tavolo di plastica e stavano terminando la colazione.
L'orologio elettrico segnava le 8:30 di mattina, mentre la radio era
accesa e sussurrava a bassa voce, le classiche trasmissioni 9
mattutine del XX°secolo. Troneggiava in mezzo al tavolino la
grande caraffa metallica di caffè nero lungo, ancora fumante, una
bottiglia di latte a metà, con piatti e posate. La donna aveva una
blusa blu e dei pantaloni bianchi i due ragazzi indossavano blu
jeans, delle t-shirts e delle scarpe da tennis.

Miller rimase esterrefatto in silenz io, come surgelato, immobile ed


impietrito sulla soglia della porta di cucina che era aperta.

-Questo, dovete chiederlo a vostro padre, appena torna dal lavoro-


disse la donna.

-Glielo abbiamo già chiesto, e lui ha detto che noi possiamo!-


risposero in coro i due ragazzi.

-E' meglio, se glielo richiedete un'altra volta- rispose la donna. [...]

All'improvviso uno dei due ragazzi si voltò, incrociò lo sguardo di


Miller, il quale trasalì. Quello sguardo di quel ragazzo, gli era
familiare, non gli era sconosciuto.

-Gee!- disse il ragazzo -Mi hai quasi spaventato, per un momento!-

La donna si voltò guardò Miller e disse -George!, che cosa stai


facendo lì sulla porta, vieni a prendere il tuo caffé, che é già
pronto!-.

Miller entrò in cucina, e si mise a sedere, si cavò un po' di caffè


nero, ancora fumante, l'uomo osservava incredulo il fluido del caffè
fumante, mentre fluiva nella tazza di porcellana che era sul tavolo.
Tutto sembrava molto reale, in quella strana simulazione.
I due ragazzi iniziarono a pressarlo di domande -Don ha detto, che
te gli hai già detto, che noi possiamo andare a far camping lungo il
fiume russo, con la scuola, é vero?!. Ted invece mi ha detto, che te
gli hai detto, che io posso noleggiare un sacco a pelo, perché quello
che ci passa gratis l'Armata della Salvezza ha un pelo sintetico a cui
sono allergico!-

-Sì!- rispose Miller titubante, il quale dedusse che i due ragazzi si


chiamavano evidentemente Don e Ted. 10

La donna s'avvicinò alla tavo la, prese tutte le posate ed i piatti


sporchi per portarli nel lavabo e rigovernarli, disse -I ragazzi, hanno
detto che gli hai dato anche il permesso, di poter guidare l'auto per
un po', ma solo lungo la rotabile non asfaltata, quando non ci sono
altre auto-.

Miller era seduto al tavolo in silenzio, la sua testa ronzava di


pensieri co me un autocarro del XX°secolo. Era forse impazzito?!

E' possibile che la ricostruzione del XX°secolo che aveva fatto, in 3d


e che era processata, fosse davvero così convincente?!. Fuori dalla
finestra c'erano persone che camminavano, auto che si muovevano,
sembrava tutto davvero reale. Cosa diavo lo era successo?! Miller
era davvero tornato indietro nel tempo, nel XX°secolo?!

La donna all'acquaio si chiamava Marjorie, questo pensiero


sovvenne nella mente di Miller.

La donna disse -George!, ma che fai ancora lì seduto al tavolo!.


Prendi l'auto e vai a lavorare, prima che il vecchio Davidson, inizi
tuonare, dal suo ufficio!-

Davidson, questo cognome era rimasto incollato nella mente di


Miller, il nome gli era familiare. Davidson era un uomo anziano, con
i capelli bianchi, lavorava alla United Electronic Supply, il suo
negozio era un posto storico nel grande grattacielo di San
Francisco.

Miller s'alzò dal tavolo, annuì guardando la donna, ma Miller restò


in silenzio, s'allontanò dalla cucina, attraversò il salotto come fosse
stato un fantasma, aprì la porta e vide che fuori era una splendida
giornata di sole, con poche nuvole ed un tiepido calore primaverile.
C'erano molte auto che si muovevano lungo il viale della Virginia,
era tutte dirette verso l'incrocio di Shattuck. Poteva vedere il ponte
sulla baia di San Francisco e tutte le altre zone. Parcheggiata
davanti casa c'era una Buick.

-Allora!, possiamo andare al camping?!- chiese Ted.


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-Ted!, senti, c'è qualcosa di strano quà!- disse Miller

-Tipo cosa?!- chiese Ted

-Oggi é venerdì?!- chiese Miller.

-Certo!- rispose Ted

Come faceva a sapere Miller che oggi era venerdì, se i giorni della
settimana erano stati cambiati dal direttorato?!. [...]

Poi d'un tratto Miller fu invaso dai ricordi.

-Oggi é venerdì! - ebbe a ripetere Miller -Il venerdì per colazione


mangiamo sempre bacon ciambelle, perché lo zio Frank mangia con
noi il Sabato e la Domenica, ma lui é allergico alle ciambelle e così
nei week end, noi non mangiamo mai bacon e ciambelle. Frank é il
fratello di Marjorie, Frank s'era arruolato nei Marines ed era
caporale, ha fatto la I°guerra mondiale!-

Ted e Don dissero -Ciao!, ci vediamo stasera, noi andiamo,


altrimenti facciamo tardi a scuola!-.

Miller annuì, tornò dentro casa, andò in cucina, i ricordi lo stavano


iniziando a sopraffare. Miller disse -Marjorie, oggi non vado a
lavoro, non mi sento bene. Non ci sto con la testa. C'é qualcosa che
non va, e non riesco a mettere le cose a posto. E' meglio se faccio
un salto dal Dr. Grundberg, al palazzo dei dentisti e dei medici.-
_________

Adam Grundberg era uno strizzacervelli, sulla quarantina, con


capelli castani, mo lto piazzato e con grossi occhiali da vista rotondi,
ascoltò in silenzio Miller, il medico non disse mai una parola per
interrompere Miller.

Infine il medico chiese -Quando ha preso il giornale, oppure quando


é andato in cucina, é successo un incidente o qualcos'altro?!-

-No! non credo, é tutto molto confuso. Non ricordo nemmeno


d'aver mai preso il quotidiano ed averlo letto o sfogliato.- disse
Miller. Poi l'uomo aggiunse -Il fatto é che non trovo più la mia
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valigetta. Dentro c'erano tutti gli artefatti del mio tempo. Non la
trovo più, eppure sono sicuro d'averla lasciata accanto a me, sulla
panchina, quando ero al museo sul XX°secolo.-

Il volto di Miller scurì poi disse -Si rende conto dottore, che tutto
questo, incluso lei, é solo la ricostruzione 3d di una simulazione
immersiva del XX°secolo, e che tutto questo non é reale!. E' solo un
sogno, un sogno ben costruito e perfettamente assemblato, tanto
da non essere distinguibile dalla realtà a meno che uno non si
svegli!-

-Questo pensiero, Miller, lei l'ha avuto prima o dopo, rispetto a


quando ha preso il giornale?!- chiese il dottor Grundberg.

-Siamo dentro ad un museo, questa é una replica, una simulazione


3d del XX°secolo. Voi non siete a San Francisco, ma siete la
riproduzione virtuale e simulata di un'esposizione antica dedicata al
XX°secolo, il mondo reale é nel XXII°secolo. Voi non siete reali,
state dentro al museo di Storia Antica di New York- disse Miller che
poi aggiunse -ed io, sono il curatore della mostra del XX°secolo!-

-Gli esaurimenti nervosi ed il rifiuto della realtà sono spesso comuni


oggi, la grande tensione, la grande responsabilità causano una
sorta di rigetto della realtà, Miller si ricorda dove ha messo il
giornale?!. E' quella la causa che ha generato questa situazione,
c'era una notizia che ha letto e che le ha scatenato il rifiuto della
realtà- disse il dr. Groundberg.

-Ancora con questo giornale?!. Tutto questo noné reale, il mio io,
sta proiettando dentro la simulazione, i ricordi dei parenti lontani e
delle persone del XX°secolo, che popolarono questo tempo. Sono
solo ombre dentro la mia mente! Niente é reale!-

-E' solo una frustrazione del suo lavoro, si sente un piccolo


meccanismo in questa società ed il suo cervello ha creato una via di
fuga immaginaria, un mondo del futuro. Un mondo popolato da
robot e da razzi che salpano verso Marte e Giove dallo spazioporto
di La Guardia. Lei vorrebbe vivere nel mondo del futuro, perché gli
stress e le tensionio del mondo di oggi e del suo lavoro e le 13
responsabilità della famiglia la stanno opprimendo. Miller, dove ha
lasciato il giornale?!- disse il dottor Groundberg.

-Sulla panchina! dentro al museo di New York, nel dipartimento di


storia antica, nella mostra sul XX°secolo che io ho organizzato!.-
rispose sicuro Miller.

-Questo posto non esiste- disse il dottor Groundberg che poi dopo
una breve pausa, aggiunse -Miller, provi ad immaginare un luogo,
in questo XX°secolo, dove avrebbe potuto lasciare il giornale e dove
avrebbe potuto sedere su una panchina e dove tutto é cominciato.
E' lì che s'è scatenato lo shock ed il rifiuto della realtà. Per lei il
futuro del XXII°secolo é reale quanto il passato del II°secolo. Ma
entrambi non possono essere reali, uno dei due é solo una sua
immaginazione, una fuga dalla realtà. E' per questo che non vuole
trovare niente nel XX°secolo, mentre la sua mente ha posto tutto
quello che pensa sia importante in un distante futuro. E' il rifiuto
della realtà del presente del XX°secolo. Però se lei ritorna sulla
panchina, e ritrova il giornale, se lo rileggerà, allora si renderà
conto che non esiste un'altra realtà posta in un distante futuro!-
_______

Miller tornò a casa, non c'era nessuno, uscì sul giardino ed attese
sino a quando non passarono più auto e non c'era più nessuno in
giro.

Miller girò intorno alla propria casa, e dietro le mura della sua
abitazione notò che c'era un velo leggero, quasi invisibile, dietro cui
si muovevano strane ombre. S'intravedeva nitidamente una sbarra
metallica, era proprio il passamano di sicurezza che lui aveva fatto
porre dentro la mostra sul XX°secolo, per accedere da una piccola
scala gradini, dentro la ricostruzione della casa del XX°secolo.

Miller attraversò questo strano velo, e magicamente rientrò nel


XXII°secolo, riconobbe subito il volto del controllore Fleming che
sembrava girovagare a vuoto per la mostra, con un'espressione
preoccupata e sperduta, Fleming probabilmente era in cerca di
Miller.
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-Miller, vieni un attimo quà!- disse il controllore Fleming, che con il
proprio dito indice, indicò la panchina dentro al museo, sulla quale
c'era la valigetta 24 ore di Miller - Che cosa é questo strano
oggetto?!-

-E' la mia valigetta, un artefatto del XX°secolo. Fleming, le vorrei


far vedere la ricostruzione di una casa del XX°secolo- disse Miller,
con il chiaro intento, di portare il controllore attraverso il varco
mult idimensionale, dentro al XX°secolo.

-No! grazie!- rispose Fleming. [...]

Miller raccontò dei figli, della moglie e del tenore di vita del
XX°secolo, senza rivelare chiaramente che per qualche arcano
motivo, un varco multidimensionale s'era aperto dentro la sua
mostra.

Fleming non era interessato a questa storia, Fleming era


irrimediabilmente fermo sulla propria posizione: il XX°secolo era
una civiltà morta e sepolta da 200 anni, e Miller era uno studioso
tanto innamorato del suo lavoro, da non essere più capace di
distinguere tra il suo oggetto di studio e la vita reale del
XXII°secolo.

Giunse all'improvviso, di passo rapido ed energico, il potentissimo


presidente del board Carnap, con al seguito il suo classico stuolo di
assistenti.

Carnap s'era precipitato al museo, evidentemente chiamato dal


controllore Fleming, per le irregolarità perpetrate da Miller.
-Miller!, stupido imbecille! esca subito fuori da questa mostra!. Per
gli imbecilli psicotici che non riescono a comprendere quale sia la
realtà dalla fantasia, da tempo abbiamo varato la legge
dell'eutanasia!. Adesso basta, deve finire questa mania del
XX°secolo, é una civiltà morta e sepolta da 200 anni!. Questa é solo
una ricostruzione, una mostra su una cultura antica!, dobbiamo
anzi discutere delle sue numerose irregolarità!. Miller, si deve
conformare!-
15
-No!- rispose con forza Miller che aggiunse - Per qualche strano
motivo, s'è aperto un varco temporale o multidimensionale, vi si
accede da dentro la ricostruzione di questa casa del XX°secolo. Io
me ne vado dal XXII°secolo, non mi riconosco in questa cultura che
opprime i liberi, che sopprime la libera opinione, che ha l'eutanasia
per i dissidenti politici, io vado indietro nel tempo nel XX°secolo, e
voi non mi potrete mai raggiungere!- [...]

-Miller, si sturi bene le sue stupide orecchie!- disse con tono irato il
potente segretario Carnap -io ho già dato ordine di smantellare tra
23 ore questa stupida mostra, che ha un chiaro intento sedizioso e
rivoluzionario. Miller, lei é uno psicotico, il suo mondo di favola
collasserà tra meno di 23 ore. Poi volente o nolente, noi la faremo
conformare alle regole del partito!- disse a gran voce il potente
segretario politico Carnap.

-Stronzate!- rispose Miller, che corse dentro la casa, con il chiaro


intento di rifugiars i nel passato, varcando il portale
mult idimensionale.

In casa non c'era nessuno, i suoi figli forse erano ancora a scuola,
ma nel frigo c'era ancora del latte fresco, era probabilmente quello
che sua moglie Marjorie aveva comprato quando era andata a far
shopping. Miller si stravaccò sul divano, era contento e felice
d'essere tornato nel XX°secolo, prese il giornale di oggi, che
languiva sul tavo lo del salotto. In prima pagina svettava la notizia:

L'URSS rivela d'aver costruito la bomba al cobalto!

La distruzione del mondo, é alle porte!


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