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“La Dieta e la cura naturopatica di Franz

Xaver Mayr”
Presentazione del lavoro di Mayr
•  Nato in Austria nel 1875 era figlio di un pastore, fin dall’infanzia
accompagnava il padre ed osservava com’egli valutava la salute delle
pecore grazie all’osservazione della fermezza della loro pelle, della
morbidezza dei peli, della tonicità dei fianchi, della lucentezza dello smalto
dei denti e dal colore della lingua.

•  Ultimati gli studi di medicina, iniziò a lavorare presso uno stabilimento


termale della sua città, specializzato nella cura dei disturbi digestivi. I
disturbi più frequenti dei pazienti riguardavano in particolar modo disturbi
dell’apparato digerente, quali stipsi e colite.

•  Mayr studiò approfonditamente questo argomento, meravigliandosi che la


medicina ufficiale non considerasse questi disturbi come delle vere e
proprie malattie, ma semplicemente una disfunzione organica di poca
rilevanza.

•  I suoi dubbi sulla medicina ufficiale si basavano anche sul fatto che, essa si
accontentava di eliminare i sintomi delle malattie, risultato, secondo Mayr,
molto insoddisfacente ; i suoi obiettivi terapeutici, di fatto, puntavano ben
più in là : l’ottenimento di una condizione di piena salute e di
benessere.
•  Inizialmente il trattamento degli ammalati di
disturbi digestivi consisteva, oltre all’assunzione
di acque saline, nel massaggio dell’addome,
arte nella quale Mayr si adoperò per numerosi
anni.

•  Dalla sua lunga esperienza elaborò una


valutazione diagnostica dello stato di malattia e
di degenerazione dell’apparato digerente
attraverso l’osservazione delle condizioni della
pelle e della forma fisica e posturale delle
persone, la palpazione dell’addome, e la
valutazione delle feci.
•  Inoltre, il suo studio si orientò sul capire perché le disfunzioni
digestive fossero, in pratica, un fenomeno generalizzato, e sul
valutare tutte le degenerazioni che questo comportava sul resto del
funzionamento metabolico e organico delle persone, impedendo
loro di vivere la propria vita nella perfetta condizione di salute e di
vitalità.

•  Sicuramente Mayr era convinto del detto popolare: “la gola uccide
più della spada”.

•  Evidenziò così una serie di errori che commettiamo


quotidianamente nel modo di cibarci ed elaborò una sua
metodologia di rieducazione del mangiare.

•  Oltretutto, osservando e toccando la pancia degli ammalati arrivò


alla conclusione che tutti presentavano alcuni tratti del tratto
digerente con delle infiammazioni più o meno dolorose, dei depositi
ed ingombri di cibo mal digerito, delle deformazioni dell’intestino,
delle ptosi e l’atonicità delle mucose intestinali.

•  Per risanare a fondo gli ammalati, la sua ricetta si basò anche sulla
rigenerazione della funzionalità dell’apparato digerente.
Il principio ultimo della sua ricerca
•  A differenza di altri dietisti, Mayr non si limitò a fissare delle regole di
dietologia, poiché secondo la sua logica, quando la persona è
sana, sarà il suo giusto istinto a determinare quale cibo è adatto a
sé, in che quantità e quando è necessario mangiare, (capacità,
innata nei neonati, ma purtroppo persa molto presto a causa di
numerosi errori diffusi, e riscoperta grazie alla rieducazione della
sensibilità personale).

•  La sensibilità individuale permette di valutare al meglio ciò di cui


si ha bisogno, molto più di qualunque “esperto” di diete. Per
riacquistare questa sensibilità è indispensabile che la persona ritrovi
la piena salute e il funzionamento perfetto del tratto digerente.

•  Per questo, nella cura Mayr, si prevede un primo periodo di riposo


dell’apparato digerente per restaurare la sua capacità funzionale,
seguito poi da una rieducazione molto accurata per eliminare gli
errori che hanno portato nel tempo la perdita della salute.
Principio generale della cronologia della
malattia e della cura

•  Secondo Mayr, l’origine delle malattie è da ricercarsi


inizialmente nella disfunzione del tratto digerente che
andrà a « contagiare » poi altri organi. La spiegazione è
molto semplice :

•  il nutrimento del corpo proviene dal sistema digestivo;


quando esso non funziona adeguatamente il cibo
ingerito non è digerito e trasformato in maniera corretta,
subendo invece un processo di fermentazione e di
putrefazione, è come voler fare crescere una pianta
sana piantando le sue radici in un terreno inquinato e
velenoso (i villi dell’intestino tenue danno proprio l’idea di
radici immerse nel nutrimento).
•  La fase di disfunzione dell’organo avviene in due
tempi :

•  - una fase d’eccitazione che porta l’organo ad


un’ iper-reazione con infiammazione e
funzionamento eccessivo, seguito poi da :

•  - una fase di depressione in cui l’organo non


reagisce più, ha spasmi e si paralizza.

•  La cura, come in tutte le terapie che hanno lo


scopo di ripristinare la forza naturale degli
organi, comporterà un cammino a ritroso : dal
riposo all’iperfunzionamento per ritrovare la
normalizzazione.
Come avviene la degenerazione organica
del tratto digerente

•  Le abitudini alimentari scorrette portano ad


una cattiva digestione del cibo ingerito,
che non è più trasformato correttamente in
sostanze utili per le cellule dell’organismo.
digestione
•  Riassumiamo e semplifichiamo in linea generale le tappe della
digestione.

•  La digestione inizia già a partire dalla bocca, grazie alla


masticazione che riduce i pezzi di cibo ingerito e provoca
l’insalivazione adeguata del boccone (ricordiamo in particolare che
la digestione degli amidi inizia dalla bocca con la secrezione di un
enzima – la ptialina - nella saliva che dà inizio al processo di
trasformazione degli amidi in zuccheri).

•  Nello stomaco inizia il processo di trasformazione delle proteine


grazie all’ambiente fortemente acido. Ricordiamo che l’acido
cloridrico serve anche a neutralizzare lo sviluppo dei microbi
provenienti dalle fermentazioni del cibo, dal momento che esso
rimane nella sacca calda e umida dello stomaco per diverse ore,
condizioni ambientali che favoriscono lo sviluppo di batteri.
•  All’uscita dallo stomaco, nel tratto iniziale dell’intestino
tenue, il duodeno, ha inizio la digestione dei grassi con
l’intervento dei succhi pancreatici e biliari. Il cibo così
trasformato passa all’interno degli otto metri di intestino
tenue, la cui parete interna è costituita dai villi che sono
come dei filamenti che riempiono il lume dell’intestino in
cui scorre il chilo. La parete dei villi è costituita da un
epitelio formato da un solo strato di cellule per renderlo
permeabile e permettere il passaggio delle molecole di
cibo digerito verso il sangue.

•  Assimilato il nutrimento necessario al funzionamento


delle sue cellule, l’organismo manda le scorie residue
verso il colon dove subiranno un’ ulteriore
trasformazione grazie alla presenza della flora batterica
intestinale, elaborando in particolare alcune vitamine.

•  Inoltre nel colon vengono riassorbiti l’acqua e vari


elementi residui provenienti dai succhi gastrici.