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Il Sistema nervoso autonomo (SNA) � quell'insieme di cellule e fibre che innervano

gli organi interni e le ghiandole, controllando le funzioni che generalmente sono


al di fuori del controllo volontario, per questo viene anche definito "sistema
autonomo involontario". Il SNA � parte del sistema nervoso periferico.

Il Sistema parasimpatico � una delle due branche del sistema nervoso autonomo
(SNA), che interviene nel controllo di funzioni corporee involontarie. Stimola la
quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento di energia;
presiede ad un sistema di adattamento definito, di riposo e digestione.
Puo venire attivato dalla meditazione e dalle pratiche di consapevolezza (oltre che
essere attivato da tutte le situazioni vitali in cui sperimentiamo piacere e
benessere), � responsabile delle risposte di riposo e guarigione di tutto il corpo.
E� l�attivazione di questa branca del SNA che permette il riposo e modera le
risposte del simpatico, abbassando la pressione sanguigna e il battito del cuore,
rallentando il ritmo respiratorio.

Il Sistema nervoso simpatico � una delle due branche del sistema nervoso autonomo.
E' una sorta di protezione automatica che prepara l'organismo ad affrontare
pericoli, nasce per salvarti la vita. Gestisce il sistema primitivo lotta o fuggi
(FFF) e funziona su una priorit�: tenerci pi� lontano possibile dal dolore. Quindi
ogni volta che percepiamo una minaccia nell�ambiente che ci circonda si attiva
questo meccanismo primitivo di lotta(rabbia) o fuggi(paura) comunemente conosciuto
come "Stress". E' un sistema che esiste soprattutto nel mondo animale ed � nato
per attivarsi e predisporci nei casi di pericolo immediato, "stress acuto", fino a
quando non ci mettiamo in salvo ripristinando regolarmente le funzioni
dell'organismo. Il continuo stato di attivazione del sistema simpatico (stress
cronico) ben oltre la soglia di tolleranza dell�organismo, comporta importanti
modifiche neuro-chimiche e l'abbassamento delle difese immunitarie con il rischio
aumentato di vulnerabilit� alle malattie, squilibri ormonali per l'indebolimento
dell'ipofisi e vari disturbi.
Cosa accade biochimicamente nel corpo di fronte a una situazione di pericolo:
In pochi istanti i nostri sensi percepiscono i segnali di pericolo (reale o
immaginario) e li invia al talamo, l'area che funge da porta di ingresso alla
corteccia cerebrale per la maggior parte delle informazioni provenienti dal nostro
corpo e dal mondo esterno; Poi, servendosi di un circuito breve, arrivano per prima
all'amigdala (sede della memoria emozionale e gestione della paura); Questa
ramificazione permette all'amigdala di cominciare a rispondere agli stimoli prima
della corteccia prefrontale che tenta di valutare razionalmente la situazione.
L'amigdala, essendo un archivio emozionale, analizza la situazione d'allarme con
quanto gi� accaduto nel passato: quando la situazione presente e quella passata
hanno un elemento chiave simile l'amigdala lo identifica come un associazione ed
agisce, talvolta, prima di avere una conferma razionale. L'amigdala cosi invia un
impulso all'ipotalamo per l'attivazione del sistema simpatico che scatena la
reazione di attacco o fuga:
- Si attivano le ghiandole surrenali che sparano in tutto il corpo immediatamente
gli ormoni dello stress: Adrenalina, noradrenalina che agiscono sull'aumento del
battito cardiaco, del ritmo respiratorio, della sudorazione e del rallentamento
della digestione amplificando sensazioni di pericolo, i livelli di ansia e paura e
alla produzione di pensieri negativi; E il cortisolo, definito proprio come ormone
dello stress, che agisce sull'aumento della glicemia e contribuisce all'inibizione
dei sistemi digestivo, riproduttivo, immunitario ed al rallentamento della
produzione dell'ormone GH. Un livello eccessivo di cortisolo nel sangue pu� portare
a disturbi della memoria. Avviene una richiesta di implemento dell' energia a breve
termine. L'immissione di zuccheri nel sangue, la "benzina� di pronto uso, il flusso
sanguigno viene "indirizzato" nelle parti dove serve di pi� in quel momento per
attaccare o scappare.
Il sangue viene spostato dal busto, dove risiedono i nostri organi interni, agli
arti inferiori e superiori. In una parola: ci sentiamo tesi. Proprio come si
sentono le persone stressate. Alcuni hanno la necessit� di scaricare nervosismo in
palestra.
Il sangue viene spostato dalla corteccia prefrontale, zona del cervello che si
occupa del problem solving, del calcolo, della comunicazione e del pensiero
razionale, della memoria, alla parte posteriore della testa dove risiede il
cervello rettiliano e far funzionare al meglio il meccanismo di sopravvivenza. In
quel momento si diventa "tecnicamente" stupidi e smemorati.
Sudorazione: corpo surriscaldato la maggiore sudorazione permette di mantenerlo
fresco;
La vescica si rilassa mentre lo sfintere si restringe e inibisce la minzione;
Dopo questo implemento di energia ci sentiamo sfiniti sia a livello fisico che
mentale.
Il sistema simpatico memorizza ogni evento traumatico con il fine di sopravvivere.
Esempio: un bambino si avvicina ad una stufa e vuole toccarla non sapendo che
potrebbe bruciarsi, si fa male, il sistema simpatico da quel momento in poi
registra "le stufe bruciano ti fai male" e far� in maniera tale da tenerci lontani
dalle stufe quindi dal dolore per non fartelo pi� provare (Allontanamento dolore).
Man mano che passa il tempo sentiamo di avere un programma che non va in noi, che
ci fa provare paure anche in situazioni banali, e pensiamo che ci rovina la vita.
Attenzione, quello che crediamo ci stia rovinando la vita in realt� secondo il suo
funzionamento ci sta proteggendo e senza di lui saremmo morti.
Nel mondo odierno per via dei programmi mentali egoici di essere competitivi,
performanti, di ottenere pi� possibile, se prima la fonte di stress era un
predatore (dolore fisico reale) adesso lo � il capo ufficio, la compagna, gli
amici, i genitori, traumi o ferite emotive subite in infanzia che ci provocano un
dolore emotivo. Per il cervello non c'� differenza tra un dolore fisico o emotivo,
considera un dolore emotivo che non ha segni tangibili visibili uguale ad un dolore
fisico, ad una coltellata, ad un pericolo di vita. Il sistema simpatico quindi si
attiva sia di fronte ad un eventuale dolore fisico e sia ad un eventuale dolore
emotivo, con la differenza che il sistema simpatico con un dolore emotivo si attiva
piu volte perche si puo essere rifiutati, umiliati, mancati di rispetto, giudicati,
disprezzati da qualcuno in qualsiasi momento e situazione provando stress a lunga
durata.
Conduciamo la vita in funzione di allontanamento da queste ferite, da questi
dolori, da queste sofferenze emotive.
La macchina biologica crea dei bisogni, funzionali a rimanere lontano dal dolore
emotivo. Se ho paura del rifiuto allora avr� bisogno di essere accettato da tutti.
Se ho paura di essere abbandonato allora sentir� il bisogno di attaccarmi alle
persone a tutti i costi. Se ho paura di valere poco allora devo essere super
performante e dimostrare a tutti quanto valgo. Per questo motivo la mente crea
mille maschere, una a persona per soddisfare le aspettative degli altri con il
tentativo di piacere a tutti. Quando soddisfiamo questi bisogni funzionali
l'organismo viene relativamente travolto da scariche dopaminiche, la sensazione di
ricompensa e piacere.
La rimozione psicologica, che � uno dei meccanismi di difesa della mente umana, �
basata su questo principio: Cancelliamo dalla nostra coscienza i ricordi che ci
fanno male e che ci danno dolore. Ogni qualvolta la situazione stressante diventa
troppo intensa e troppo duratura nel tempo e quindi quando la reazione di
adattamento perde di efficacia. Il protrarsi nel tempo di questa reazione conduce
ad un esaurimento progressivo delle risorse fisiche e psicologiche dell'individuo.

Cos'� l'ipersensibilit� dell'amigdala?


E' una condizione nella quale l'amigdala � iperattiva, provocando un senso costante
di paura, caratterizzata dal rilascio costante di adrenalina nel circolo e relativi
danni psichici e psicosomatici che si riflettono nel comportamento, comunemente
definito come "timidezza". La vita sociale � compromessa e quella lavorativa �
preclusa a causa dell'appannamento della lucidit� proprio degli effetti
dell'adrenalina e cortisolo sul sistema nervoso. Gli stimoli ambientali sono
condizionati dal sentimento prevalente, la paura. I danni somatici evidenti sono
quelli tipici dell'ipersurrenalismo, produzione eccessiva di ormoni. Da alcuni
studi si � potuto verificare che attribuire un nome o un etichetta ad un'emozione
negativa portava a una diminuzione dell�attivit� dell�amigdala aumentando
contemporaneamente l�attivit� della corteccia prefrontale, � una tecnica per
razionalizzare le proprie angoscie e osservarle. In altre parole, essere
consapevoli dell�emozione suscitata riduceva il suo impatto.
Per ridurre l�attivazione emotiva, � importante usare il minor numero di parole
possibile (meglio se una o due) e magari usare un linguaggio figurativo. Ci�
attiver� la corteccia prefrontale che, a sua volta, ridurr� l�attivazione del
sistema limbico (il nostro cervello emotivo).

Cosa sono i disturbi psicosomatici?


I disturbi psicosomatici rappresentano quell'insieme di sintomi, disturbi e disagi
che si manifestano a livello corporeo ma che non sono direttamente riconducibili ad
una patologia medica o organica. Essi sono vere e proprie malattie che comportano
danni a livello organico. I disturbi psicosomatici derivano dall�iper-attivazione
del sistema nervoso autonomo (simpatico) il quale viene sottoposto a livelli di
eccitazione per periodi lunghi, ben oltre la soglia di tolleranza dell�organismo,
comportando modifiche neuro-chimiche importanti, basti pensare all'ormone dello
stress � il cortisolo � che risulta essere presente in dosaggi elevati nelle
persone affette da disturbi psicosomatici.
Inoltre, a causa dello stato di eccitazione continua del sistema nervoso autonomo,
possono insorgere complicazioni generalizzate quali malattie infiammatorie (si
vedano le malattie coronariche), autoimmuni e neurodegenerative (alcune fasi delle
malattie di Alzheimer e di Parkinson).
I disturbi psicosomatici colpiscono in particolare alcuni apparati:
- gastrointestinale (gastrite, colite spastica, ulcera peptica, difficolt� a
deglutire o nodo alla gola, nausea);
- cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione);
- respiratorio (asma bronchiale,sindrome iperventilatoria);
- urogenitale (dolori mestruali,impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia,
enuresi);
- sistema cutaneo (psoriasi,acne, dermatite, prurito, orticaria, secchezza della
cute e delle mucose, sudorazione eccessiva);
- sistema muscoloscheletrico (cefalea tensiva, cefalea nucale, crampi muscolari,
stanchezza cronica, torcicollo, fibromialgia, artrite, mal di schiena,
articolazioni doloranti);
- sistema neurologico (vertigini,paralisi o ipostenia localizzate, deficit della
coordinazione o dell�equilibrio).
- Infine, si tenga conto che i sintomi psicosomatici sono presenti nelle varie
forme di depressione e nei disturbi d�ansia.
Cause che portano a disturbi psicosomatici sono: resistenza interiore verso
qualcosa, rabbia, paure, ferite emotive, credenze limitanti.

Cos'� la paura?
Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che pu� essere
reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia.
La paura � spesso accompagnata da una reazione organica, di cui � responsabile il
sistema nervoso autonomo, che prepara l�organismo alla situazione d�emergenza,
disponendolo, anche se in modo non specifico, all�apprestamento delle difese che si
traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga.
La paura ha un odore ben preciso. I ferormoni, sono dei messaggeri chimici
sprigionati dal corpo che avvertono chi ci sta attorno delle sensazioni che stiamo
provando; il tutto avviene in maniera inconsapevole, attraverso l'olfatto.
Cos'� un trauma psicologico o ferita emotiva?
Secondo il dott. Peter A. Levine, esperto nel campo della psicoterapia, quando il
processo biologico di lotta o fuga viene attivato ma non portato a termine mediante
azione ne scaturisce un evento traumatico per la persona.
Si pensi alle occasioni nelle quali si � subito un torto da una persona socialmente
o funzionalmente autoritaria senza potersi difendere perch� le regole imponevano di
tenere un certo comportamento. In questo caso le reazioni biologiche automatiche
tendono all'azione ma il costrutto socioculturale arresta gli effetti motori del
meccanismo generando: agitazione, nervosismo, irritabilit�, tensioni muscolari e
altri comportamenti utili a smaltire il l'enorme carico energetico.
Queste manifestazioni permettono in parte di elaborare lo stress da un punto di
vista fisico, scaricando una porzione dell'energia veicolata nei muscoli. Tuttavia,
accade spesso che la risposta allo stress non viene scaricata totalmente rimanendo
memorizzata e bloccata nei tessuti e nell'intero Sistema Nervoso.
Questo tipo di risposta biologica � impossibile da controllare razionalmente
proprio perch� si attiva come istinto di sopravvivenza nei confronti di un pericolo
reale o presunto tale. Lo stress cronico � causa ed effetto di questo sovraccarico
del sistema nervoso simpatico e del conseguente rilascio ormonale che, se
prolungato nel tempo, diventa dannoso per il benessere della persona.Il fenomeno
dissociativo si manifesta ogni qualvolta un indizio, una situazione, una parola
detta richiama alla memoria il trauma risvegliando la parte di coscienza
�emozionale� che prende cos� il sopravvento sulla persona scatenando il meccanismo
di protezione del sistema simpatico. Il trauma psicologico � quindi molto frequente
e costituisce uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi
psicologici, in particolare di disturbi d�ansia, come il disturbo post-traumatico
da stress, e non solo. La risposta all�esperienza traumatica �, prima di tutto,
emotivo-corporea. Nel caso di un trauma psicologico irrisolto si crea nel cervello
un blocco neurobiologico, che impedisce l�elaborazione delle emozioni e delle
sensazioni corporee le quali, permanendo nel cervello oltre la conclusione
dell�esperienza, sono pronte a riattivarsi in situazioni simili a quella
traumatica. Anche se la persona si trova in condizioni di sicurezza pu� accadere,
infatti, che essa sperimenti le stesse emozioni e sensazioni sgradevoli che aveva
provato nel momento in cui � avvenuto il trauma. Per esempio, chi ha avuto un
incidente d�auto pu� continuare a sentirsi a disagio e teso in macchina, anche se
consapevole che, da anni, guida senza problemi.
A monte dei comportamenti passivi e aggressivi sembra esservi la percezione che i
propri bisogni non siano stati soddisfatti in passato. Questa condizione produce
effetti differenti da persona a persona: qualcuno manifesta rabbia, ed � il caso
delle persone aggressive. Altri invece, proprio perch� in passato non hanno visto
soddisfatti i loro bisogni, si abituano a non chiederne soddisfazione nemmeno nel
presente. Si mostrano quindi autosacrificanti, evitanti o passivi. Ma anche questa
strada, come gi� detto, finisce per produrre rabbia. Una rabbia, peraltro, molto
simile a quella che sente la persona aggressiva e che discende dalla convinzione
che i propri bisogni, come in passato, continuano a essere insoddisfatti nel
presente e che lo saranno anche in futuro.
E questo perenne senso di mancanza pu� trasformare la delusione in rabbia � anche
verso chi non c�entra � o in invidia: Dietro alla quale c�� la sensazione di vuoto,
di qualcosa che, siccome manca a noi, non dovrebbe essere posseduta nemmeno da un
altro.
� anche un meccanismo di difesa: per non sentire il vuoto, si passa all�attacco
come compensazione.
Se inascoltato, invece, il malessere pu� degenerare in somatizzazioni: stanchezza,
gastrite, difese immunitarie deboli (raffreddori continui...), ansia, paure
improvvise (per esempio di prendere il treno che porta in ufficio).
E una sensazione di �buco� emotivo, spesso colmato con comportamenti compulsivi.
Spesso queste persone hanno avuto figure di riferimento critiche, disinteressate,
aggressive o molto ansiose, il che produce la frustrazione di bisogni quali essere
amati, accettati, protetti. Ci�, in un individuo, pu� portare a due possibili
esiti: all�aggressivit�, come conseguenza diretta della frustrazione di tali
bisogni, oppure alla passivit�, cio� l�atteggiamento per cui si considerano i
propri bisogni insignificanti o per lo meno secondari a quelli degli altri. Questo
secondo atteggiamento produce frustrazione in chi lo attua e quindi alla fine,
anche in questo caso, rabbia.
In entrambi i casi, quindi, di frequente si innesca una sorta di circolo vizioso.
Se i nostri genitori ci hanno fatto sentire soli, non capiti e non protetti e a
causa di ci� abbiamo sviluppato passivit�, finiremo per continuare a sentirci soli,
non capiti e non protetti anche nel presente perch�, essendo passivi, tenderemo a
non farci rispettare dagli altri. E avremo all�incirca lo stesso risultato se, al
contrario, ci mostriamo aggressivi perch�, prima o poi, le persone da noi aggredite
si allontaneranno.

Cosa avviene nel corpo quando proviamo dolore emotivo?


Il cervello � forse il primo organo che reagisce di fronte ad un forte dolore ed �
responsabile di tutte le reazioni emotive e fisiche che seguono. Una sofferenza
persistente durante l�intero corso della vita sottopone il nostro cervello a dei
cambiamenti profondi che hanno delle ripercussioni inevitabili sulla nostra
personalit�.
A lungo termine, questo stimolo ha delle ripercussioni sulla nostra personalit�:
Mancanza di fiducia, rabbia, rischio di depressione e addirittura violenza. In
stato di resistenza interiore a qualcosa che ci ha ferito in passato che non
accettiamo nel corpo avviene un iperproduzione del cortisolo e tutti gli effetti
dannosi che ne conseguono. E' importante essere consapevoli e comprendere tali
manifestazioni per poterle gestire e ristabilirsi. Conoscere le dinamiche
neurologiche che stanno alla base del nostro dolore emotivo ci pu� aiutare ad
essere pi� rispettosi, compassionevoli e tolleranti verso noi stessi e quanto ci
sta accadendo. La vostra autostima, Il ricordo di s�, la vostra forza di volont�
sono i motori che vi fanno risolvere le vostre ferite emotive ed esprimere le
vostre potenzialit� e i vostri talenti.

Meccanismi di difesa
Con il termine meccanismo di difesa ci riferiamo a un�operazione mentale che
avviene per lo pi� in
modo inconsapevole, la cui funzione � di proteggere l�individuo dal provare
eccessivo squilibrio psichico. Secondo la teoria psicoanalitica classica, tale
ansia si manifesterebbe nel caso in cui l�individuo diventasse conscio di pensieri,
impulsi o desideri inaccettabili. In una moderna concezione delle difese, una
funzione ulteriore � la protezione dell�autostima. I meccanismi di difesa hanno una
funzione evolutiva e sono collegati alla sopravvivenza stessa dell�individuo, per
questo motivo le difese vanno rispettate, � necessario tuttavia essernbe
consapevoli in particolar modo quando queste non sono pi� funzionali al benessere e
si trasformano in un sintomo di malessere psicologico impedendo la libera
espressione della propria personalit�.

Perche resistiamo al cambiamento?


La resistenza al cambiamento � una sorta di reazione al cambiamento, � la
manifestazione di come l�essere umano tenda a mantenere un�omeostasi generale.
Quest�ultima � la condizione di stabilit� interna di un sistema che tende a
rimanere tale anche in presenza di perturbazioni esterne. Quando un agente esterno
infatti ne sposta la posizione, il sistema operer� per tornare al punto
d�equilibrio originale.
L'inerzia complessa dei nostri corpi, o resistenza al cambiamento, � importante per
mantenere uno stato di equilibrio omeostatico. A livello biologico l'omeostasi
aiuta i nostri corpi a mantenere una normale temperatura corporea, il metabolismo,
il peso e altre funzioni necessarie per la nostra sopravvivenza. Pensa
all'omeostasi come un termostato neurofisiologico micromolecolare: quando una
stanza � troppo calda o troppo fredda, il termostato aiuta a regolare la
temperatura accendendo rispettivamente il condizionatore o il riscaldatore. Allo
stesso modo, l'inerzia del corpo pu� aiutare a spiegare perch� resiste attivamente
a un nuovo ambiente o a una nuova routine, poich� porta a cambiamenti fisiologici
rilevabili della frequenza cardiaca, del metabolismo e della respirazione,ecc
Questi cambiamenti fisiologici sono visti come una rottura dell'omeostasi del
corpo. Come sforzo per mantenere l'omeostasi, l'inerzia complessa del corpo resiste
attivamente a questi cambiamenti fisiologici, anche se sono cambiamenti positivi.
All�interno di un sistema anche il cambiamento di un piccolo particolare produce
uno squilibrio e una modifica all�interno dell�intero sistema. Questo vuol dire che
cambiamenti minimi possono innescare una reazione a catena di modificazioni
all�interno del sistema che hanno il fine di riequilibrare il sistema stesso.
A livello psicologico la resistenza al cambiamento � l'opposizione che si f� a
tutto ci� che la nostra coscienza non conosce e che non riesce far fronte rompendo
la condizione naturale di equilibrio psichico. L'individuo passa attraverso delle
fasi quando affronta un cambiamento inevitabile nella propria vita, dove c'� la
fase del blocco emotivo, la negazione, la rabbia per la non accettazione, poi c'�
la fase di depressione dove ci sentiamo costretti all'accettazione dei fatti e
infine la fase dell�accettazione del cambiamento dove torna il riequilibrio
psicologico perso e mettiamo in pratica nuovi modelli di comportamento adattativi
che ci aiutano a ricostruire la nostra identit� alle nuove circostanze.

Omeostasi ed equilibrio
Qualsiasi evento che tende a spostare il nostro equilibrio � un fattore stressante:
mangiare in modo sbagliato, bere troppo poco, togliere ore al sonno, fare attivit�
fisica troppo intensa o non farne affatto, assumere farmaci, nuove informazioni,
condizioni psicologiche ecc.
L'organismo � in continua lotta per mantenere l'omeostasi e utilizza un sistema
supersensibile che si chiama Sistema Nervoso Autonomo che funziona in modo del
tutto automatico: noi non ce ne rendiamo conto e non possiamo influenzare
volontariamente i suoi interventi. La sua attivit� varia nell'arco delle 24 ore
seguendo i "ritmi circadiani� che sono fondamentali per il buon funzionamento di
tutto il nostro organismo (ormoni, metabolismo, sistema immunitario, ecc).
"L'introduzione di una nuova specie in un ecosistema lo altera sempre"

Distress e Eustress
L'eustress � la funzione intesa come quantit� di stimoli indirizzati al nostro
corpo e alla nostra mente, serve per mantenerci attivi e reattivi. Questo ci
permette, infatti, di avere una vita movimentata, motivata, con successi,
insuccessi e di ricercare un modo per sfogare il nostro malessere. E' utile per
vincere una gara, o che fa stare sveglio per dare energia a studiare un esame, o �
la sensazione che provi quando si � innamorati. Il distress � la funzione che ti
permette di far fronte ad un pericolo immediato. Una grande quantit� di stress,
cio� di stimolazioni emotivamente importanti, che arrivano al nostro organismo in
un breve lasso di tempo, oppure che si protraggono nel tempo, e che non trovano una
valvola di sfogo, mettono a repentaglio la salute. Se non si � in grado di riposare
fisicamente o mentalmente, trovando dei modi per sfogare le tensioni, lo stress
diventa negativo.

Rabbia e paura?
La rabbia ha la funzione di proteggerci da quello che pu� ferirci. In questo senso,
potremmo dire che � necessario arrabbiarsi quando la situazione lo richiede, porre
limiti coerenti con il mondo e con gli altri ed esprimere le nostre aspettative e
necessit�.
Dietro la rabbia si cela molta paura. La persona irascibile, anche se pu� sembrare
dura, intransigente e che impone rispetto ovunque vada, nel fondo � un essere morto
di paura. Ha bisogno di usare questo modo di esprimersi, questa rabbia per
difendersi. Da cosa vogliono difendersi le persone arrabbiate? Evidentemente da
qualcosa che pu� ferirle o farle soffrire. Hanno grande timore di soffrire ed
utilizzano la strategia dell�ira per liberarsi di esso. Perch� avrebbero dovuto
soffrire queste persone? La risposta � chiara: hanno paura di non vedere
soddisfatte le proprie aspettative, necessit� o richieste, perch� significherebbe
che non sempre il mondo, la vita o gli altri fanno le cose come piace a loro. Non
sempre gli altri agiscono a nostro beneficio e non sempre la vita � facile e
agevole, perch� la vita quasi mai � facile ed agevole.
La prima cosa, e la pi� importante, �, come al solito, � non giudicare il fatto che
proviamo queste sensazioni, n� considerarle particolarmente significa- tive.
Possiamo semplicemente notarle, nominarle interiormente mantenendo un atteggiamento
di riconoscimento e accettazione. Se le riconosciamo, senza giudicarle, possiamo
scoprire che sono fenomeni transitori. L�altra cosa che possiamo fare � quello di
esplorare i sentimenti che sono associati alla rabbia e /o alla paura e che possono
nutrirle

Cos'� l'EFT?
EFT, conosciuta anche con il termine di Tapping, � una semplicissima tecnica di
auto-aiuto senza controindicazioni e totalmente indolore che unisce in s�, in
rapporto sinergico, due diverse forme di scienza della guarigione: l�agopuntura,
molto antica e parte della Medicina Tradizionale Cinese e la medicina della mente e
del corpo (Mind Body Medicine), scoperta di recente e spesso identificata come
Psicologia Energetica.
Calma l�amigdala, quella parte del cervello che suona l�allarme in caso di
pericolo, innescando il meccanismo Combatti o Fuggi del sistema nervoso simpatico.
Calmare l�amigdala significa ridurre la produzione del cortisolo, uno dei
principali ormoni dello stress. Cos� il corpo pu� riprendere quelle azioni abituali
che aveva dovuto sospendere durante l�emergenza. E� come se il cervello dicesse al
corpo: Adesso sei al sicuro e ti puoi rilassare. Il sangue non serve pi� per
combattere!!!