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Il magnetismo

Gli antichi cinesi e greci scoprirono che certe pietre naturali come la magnetite, erano
in grado di attrarre piccoli pezzi di ferro e, se lasciate libere di muoversi, sospese ad
un filo o lasciate galleggiare sull’acqua, si orientavano sempre nella stessa direzione,
questo fenomeno è detto MAGNETISMO.
In altre parole il magnetismo è la proprietà che presentano alcuni materiali di
esercitare una forza a distanza su sostanze come il ferro attirandole. I corpi che
presentano tale proprietà sono detti magneti.
Rifacendosi alla scoperta degli antichi e adoperando un esperimento usando un
magnete a forma di ago si noterà che dopo un certo lasso temporale l’ago si ferma e
con un’estremità indicherà il polo nord geografico e con l’altra il polo sud. Quindi si
avranno un POLO NORD e un POLO SUD.
I poli uguali si respingono quelli diversi si attraggono
Grazie a queste osservazioni sono individuabili le disposizioni delle due polarità in
qualunque magnete
ANALOGIE E DIFFERENZE TRA CARICHE ELETTRICHE E MAGNETI
Così come si parla di cariche elettriche positive e negative allo stesso modo si parla di
polo nord e sud (due condizioni magnetiche) quindi qui abbiamo un punto di contatto
con le cariche ma c’è un aspetto sotto il quale differiscono nettamente: in natura le
cariche positive e negative esistono separatamente mentre i poli non possono essere
separati: se prendiamo un magnete e separiamo il polo nord dal polo sud si creeranno
due magneti che a loro hanno il nord e il sud
IL VETTORE CAMPO MAGNETICO B
Il concetto di campo include il fatto che una carica elettrica (sorgente) modifica le
caratteristiche dello spazio circostante e questo viene evidenziato tramite un’altra
carica detta esploratrice.
Questo avviene anche nel campo magnetico infatti prendendo come agente
esploratore un ago magnetico e avvicinandolo a una calamita si noterà che questo
dopo alcune oscillazioni raggiungerà una posizione di equilibrio e se lo si sposta avrà
un orientamento diverso evidenziando quindi l’ascendente che ha la calamita.
Il campo magnetico infatti è l’insieme dei vettori che servono per descrivere
l’influenza che una calamita (sorgente) esercita nella zona circostante su un ago
magnetico (esploratore).
Nel campo elettrico si introduce il vettore E e analogamente in quello magnetico si
introduce il vettore B. Per convenzione si considera che la direzione del vettore
campo B sia individuata dall’asse dell’ago e il verso dal polo sud al polo nord di
quest’ultimo (ponendo l’esploratore tra due poli opposti di un due calamite)
Le linee di forza del campo magnetico sono chiuse contrariamente a quelle del campo
elettrico e il loro verso è quello di B,quindi individuato dal polo nord dell’ago.
Queste sono in ogni punto tangenti al vettore B.
All’esterno di una calamita vanno dal polo nord al polo sud mentre al suo interno
vanno da polo sud al polo nord
Sono proporzionali all’intensità del campo secondo un’opportuna convenzione.
Il concetto di azione a distanza spaventava in qualche modo i fisici poiché il fatto che
un corpo a qualsiasi distanza possa influenzare un altro corpo istantaneamente
introduceva delle incertezze ad esempio il fatto che potesse esistere qualcosa che si
muovesse più velocemente della luce. Nel 1873 uno scienziato scozzese:james clerk
maxwell scrisse nella prefazione del suo lavoro a Treatise on electricity and
magnetism :”Faraday,con l’occhio della mente, vedeva le linee di forzare attraversare
tutto lo spazio laddove i matematici vedevano centro di forza che si attiravano a
distanza:Faraday vedeva un mezzo laddove essi vedevano solamente una distanza”
Dunque fu Michael Faraday il primo che intuì la fisicità delle linee di forza con cui
viene rappresentata la situazione attorno a un magnete. quindi capì che quelle linee
virtuali costituissero un campo.
IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE
Un ago magnetico libero di ruotare senza l’influenza di un magnete si orienta sempre
secondo una particolare direzione e questo testimonia l’esistenza di un campo
magnetico generato dalla terra. La terra è quindi un grande magnete con i poli
capovolti. Sul fenomeno del magnetismo terrestre si basa una delle invenzioni più
antiche: la bussola.
Le particelle provenienti dal Sole dopo essere penetrate nel campo magnetico
terrestre si concentrano in due zone note come fasce di Van Allen al quale si aggiunse
nel 2011 un’altra fascia detta dell’antimateria. Le fasce di van Allen proteggono la
terra dalle radiazioni solari e cosmiche. Quando avvengono le tempeste solari le fasce
diventano instabili facendo precipitare nell’atmosfera le particelle ionizzate in
direzione dei poli della terra dove il campo magnetico è più intenso e urtano contro le
molecole dell’atmosfera dando luogo ai fenomeni di fluorescenza dei gas ad alta
quota noti come aurore polari.
OERSTED
Sino agli inizi del 19 secolo l’elettricità e il magnetismo erano considerati due tipi di
fenomeni del tutto distinti l’uno dall’altro e senza niente in comune tra loro ma nel
1829 il professore danese Hans Christian Oesterd scoprì che la corrente che circola in
un filo generasse un campo magnetico. Quindi il campo magnetico è generato da un
filo percorso da corrente I creante quindi le linee di campo concentriche rispetto al
filo. B è direttamente proporzionale alla corrente I e inversamente proporzionale al
raggio L
AMPERE
Andrè-Marie Ampere dall’esperienza di Oersted dedusse che se una corrente elettrica
crea un campo magnetico allora due fili percorsi da corrente elettrica dovrebbero
generar due campi magnetici comportandosi tra loro tra loro come due magneti e
enunciò dopo una serie di esperimenti che se lungo due fili rettilinei e paralleli circola
corrente tra di essi si manifesta una forza.
La forza è attrattiva se la corrente nei due fili ha lo stesso verso o repulsiva se il verso
è opposto.
La forza dipende
Dal prodotto delle intensità delle correnti I1 • I2
Dalla lunghezza l dei fili
Dalla distanza tra essi
Sintetizzando la relazione:
𝐹=𝑘 (𝐼_1⋅𝐼⋅𝑙)/𝑑
FARADAY
Michael Faraday ipotizzò che dovesse verificarsi anche il fenomeno simmetrico
rispetto a quello studiato da Oersted cioè che i magneti potessero produrre degli
effetti sulle correnti elettriche.
Per verificare tale ipotesi realizzò un esperimento considerando una calamita
l’anello Che crea un campo magnetico uniforme B e posizionando tra i due poli
perpendicolarmente al campo magnetico un filo di lunghezza L percorso da una
corrente di intensità i sul filo si manifesterà una forza F con modulo direttamente la
porzionale all’intensità di corrente i E alla lunghezza del filo L per cui un campo
magnetico esercita una forza su un filo percorso da corrente.
Per cui si ha F=I·L·B
F
Quindi B= I ⋅l
Misurato in Tesla
CAMPO OBLIQUO
Ma cosa succede se il filo percorso da corrente invece si essere perpendicolare
diviene obliquo. Il campo magnetico è obliquo quindi non tutto il vettore B
contribuisce a determinare la forza che agisce sul filo ma soltanto una sua parte
detta componente attivo cioè B⊥
Sostituendo a B la sa componente attiva nella formula della forza si ha:
F=I ⋅ l ⋅ B ⋅ sin α

Dove a è l’angolo tra la direzione della corrente i e quella del campo magnetico B
PROPRIETA’ MAGNETICHE DELLA MATERIA
Il magnetismo è un fenomeno provocato dal movimento delle cariche elettriche: i
magneti hanno a loro interno delle regioni in cui si formano delle correnti che
all’esterno danno luogo a manifestazioni magnetiche.
In base alle caratteristiche magnetiche la materia può essere divisa in 3 categorie
Sostanze ferromagnetiche che aumentano notevolmente il campo magnetico
esterno al quale sono sottoposte
Sostanze paramagnetiche che incrementano il campo solo debolmente
Sostanze diamagnetiche che si oppongono al campo magnetico indebolendolo
LA FORZA DI LORENTZ
Faraday analizzò il movimento ordinato di un insieme di cariche che scorre in un filo
posto all’interno di un campo magnetico. ma cosa succede se viene sottoposta
all’azione del campo magnetico B una sola carica elettrica Q che si muove con
velocità V? Anche su Q si manifesta una forza chiamata forza di Lorentz Avente le
seguenti caratteristiche: è direttamente proporzionale alla quantità di carica Q è
direttamente proporzionale alla velocità V della carica è direttamente proporzionale
al modulo B dell’intensità di campo magnetico È perpendicolare sia a v sia a B. Nel
caso in cui la velocità della carica elettrica abbia direzione perpendicolare a quella
del campo magnetico L’espressione della forza di Lorentz è
F=q•v•B
Generalizzando il modulo della forza di Lorentz è
C=q•v•B•senα
La forza di Lorentz È massima per α=90 Decresce al diminuire di α Ed è nulla per α=0
BIOT-SAVART
Attorno al 1820, i fisici francesi Jean-Baptiste Biot e Félix Savart svolsero numerosi
studi e riuscirono a formulare, dopo ampie verifiche sperimentali, quella che oggi va
sotto il nome di legge di Biot-Savart: serve a determinare il campo
magnetico B prodotto in un punto dello spazio da un filo rettilineo percorso da
corrente elettrica. Essa afferma che considerando un filo rettilineo, percorso
da corrente di intensità I, e ponendo in un punto P nello spazio, posto ad
una distanza r dal filo. Allora in P è presente un campo magnetico B(P) dotato di:
μ0 I
 Modulo dato dalla seguente formula: B= ⋅
2π r

Il μ, che si legge “my zero è una costante detta permeabilità magnetica del 4


4 π ⋅ 10 T ⋅ m| A
−7

 Direzione individuata dalla retta tangente alla circonferenza di raggio r


passante per P, giacente nel piano perpendicolare al filo e passante per P.
 Verso indicato dalla regola della mano destra: se indichiamo con il pollice
della mano destra il verso di percorrenza della corrente all’interno del filo e
chiudiamo le altre dita sul palmo, avremo il verso in cui punta B
SOLENOIDE
Considerando un filo conduttore avvolto a elica che viene detto bobina o solenoide
(dal greco σωλήν -ῆνος cioè "canale, tubo», condotto)
Quando si fa passare la corrente le linee di forza del campo magnetico hanno
l’andamento rappresentato nella figura
All’interno della bobina le linee di forza sono parallele ed equidistanti cioè il campo
magnetico è uniforme e la direzione di B è parallela all’asse del solenoide il verso del
vettore B in un punto qualsiasi della zona dentro il solenoide è individuato dal
pollice della mano destra quando si chiudono le dita sul palmo del senso della
corrente in un punto P interno al solenoide il modulo di B è Direttamente
proporzionale all’intensità della corrente i che circola in ciascun avvolgimento del
filo o meglio spira
direttamente proporzionale al numero N di spire che caratterizzano il solenoide è
inversamente proporzionale alla lunghezza L del solenoide intesa come distanza
dalla prima e l’ultima spira
N ⋅I
B=μ0
l

Quindi il vettore interno al solenoide


N ⋅I
Ha il modulo che è B=μ0 l

La direzione è parallela all’asse del solenoide


Il verso è indicato dal pollice della mano destra quando le dita si richiudono nel
senso della corrente.