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28 il giornale dell’arte Numero 335, ottobre 2013

Libri
Visite guidate
Fuori dai musei La xilografia
Quelle domeniche mattina Sono circa 20mila i beni culturali mobili di proprietà della Regione Lombardia:
ottomila sono dipinti (molti di grande pregio), altri sono sculture, oggetti d’arte
per filo e per segno
agli Uffizi o strumenti scientifici che hanno cambiato la storia della medicina, ai quali
si aggiungono i beni delle biblioteche e archivi. Quanto ai dipinti, alcuni sono
Se in Italia la grafica d’arte a stampa
è la Cenerentola delle arti, la xilografia,
stati acquistati, altri donati alla Regione Lombardia, ma la gran parte si trova di tutte le tecniche incisorie, è la più
L’imprinting di un museo visto da bambini negli ospedali più antichi che, tradizionalmente sorretti dalla liberalità dei negletta. Anche in passato, beninteso,
cittadini, usavano rendere omaggio ai benefattori con ritratti commisurati alla non se la passava meglio, ma conobbe
ricchezza del loro dono. Un patrimonio ricchissimo dunque, che vive però fuori una straordinaria fioritura nei primi
Un fotogramma che si sfuma dopo del Sodoma, «capolavoro dai musei, ospitato in sedi che per loro natura non possiedono gli standard di decenni del ’900, quando autori come
qualche istante: da bambino guardi del Rinascimento, benché qualità necessari alla loro conservazione ed esposizione. Il che rende spinosa Cambellotti, De Carolis e Disertori
un dipinto e subito dopo ne compare goda di un’incerta conside- la questione anche sul piano giuridico, essendo l’ente proprietario investito interpretarono genialmente il segno
l’immagine mentale, che però altrettanto razione». La visita potrebbe della responsabilità della loro conservazione (sanzionata penalmente sia dal simbolista e liberty sulle loro matrici,
presto svanisce. È tipica dell’infanzia terminare col «Secondo cor- Codice Penale che dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), oltreché di intersecandolo spesso con l’arte
la memoria eidetica. Altra cosa dalla ridoio». Lì si fermano i ricor- quella di assicurarne salvaguardia e valorizzazione. Ma come farlo, dal momento dell’illustrazione. È un ambito storico su
volatilità di un ricordo visivo, la memoria di giovanili dello scrittore. Le che la maggior parte di quegli enti non dispone di personale specializzato? cui Francesco Parisi ha più volte lavorato
indelebile della voce cara di un genitore scoperte da adulto si legano Come interloquire con la Soprintendenza competente? Come individuare una in veste di studioso; ma lo stesso suo
che, di fronte a quel quadro, renda al «Terzo corridoio», dal «Ton- piattaforma metodologica comune, perfino un linguaggio comune con gli enti segno di artista xilografo affonda le
familiari, abbandonandosene alla do Doni», «complicato oblò» preposti alla tutela? radici in quella temperie. Le due anime
musicalità, le «parole antiche in ardite in cui «è intrigante perder- Il volumetto Capolavori fuori dai musei curato da Pietro Petraroia per Regione di Parisi convergono in un manuale
costruzioni sintattiche» di Vasari: è la si» alla «Cena di Emmaus» Lombardia, Éupolis Lombardia e Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, frutto di tecnico e storico che, come tutti i buoni
miccia di un’empatia che potrebbe del moderno Pontormo, fino un progetto di catalogazione avviato nel 2008 da Irer (poi Éupolis Lombardia), in trattati tecnici, è sintetico (proprio come
segnare persino il destino professionale alla Nuova Ala, «Legione collaborazione con il Mibac, con gli enti del Sistema regionale e con professionisti l’assertivo segno ottenuto dal legno
di quel figlio. E allora anche uno dei più straniera della Galleria», e La «Pietà» di Giottino agli Uffizi ed esperti di diverse discipline, risponde a queste e a molte altre domande, intagliato) e completo. L’autore descrive
antichi musei al mondo, gli Uffizi, senza al Corridoio Vasariano, per offrendo per la prima volta un utilissimo compendio di tutte le norme e mettendo le tappe del processo di incisione e
troppo scomodare le più aggiornate proseguire nell’inspiegabilmente meno lampredotto caldo; nel primo pomeriggio, a disposizione degli operatori solide linee guida. Il volume affronta tutti i passi stampa, entrando nello specifico della
metodologie pedagogiche nel segno frequentata Galleria Palatina. D’altra poi, la partita della Fiorentina allo Stadio successivi, dalla catalogazione dei beni, condotta in Lombardia con il sistema strumentazione e dei materiali (inclusa
dell’esperienza diretta del bambino con parte, di una guida continuamente da di Campo di Marte. Nelle partite in Sirbec, uniformato agli standard nazionali e internazionali, alla conservazione e la loro manutenzione, come si legge
l’arte e senza essere un’istituzione a aggiornare si tratterebbe, perché i quadri notturna i calciatori svolazzavano per il alle procedure per l’avvio delle attività di manutenzione e restauro e si sofferma nelle pagine dedicate all’affilatura di
quello appositamente dedicata, può cambiano spesso di posizione seguendo campo privi di ombra (per le luci incrociate poi sui diversi aspetti della valorizzazione, non meno che della valutazione dei beni sgorbie e bulini), dal tavolo di lavoro alle
essere un children’s museum. i nuovi approdi della critica, la cui ratio dei riflettori), come nelle tavole del Due e culturali posseduti, per chiudere con un breve capitolo di «Prospettive e proposte». carte. Estrema attenzione è riservata
Alessandra Mottola Molfino ha scritto che talvolta rasenta l’ermetismo («il babbo del Trecento. «Un semplice strumento di lavoro, frutto di un impegno collegiale», minimizza al linguaggio della xilografia: di qui
il museo è «un deposito delle emozioni» sospettava che ci fossero dei custodi Con gli anni gli Uffizi non saranno più, Petraroia (già soprintendente per i Beni artistici della Lombardia occidentale, l’importanza assegnata ai disegni
che hanno accompagnato l’accumulazione burloni, degni eredi di Buffalmacco, che si immagine cara ai genitori, un «vascello poi direttore generale per la Cultura della Regione Lombardia, ora investito del preparatori, determinanti per l’opzione
storica degli oggetti. Ma nelle sale si divertivano periodicamente a “scompigliare che si affaccia sulle acque del fiume», delicato incarico di direttore Expo Milano 2015 presso Éupolis dei due principali procedimenti xilografici:
aggirano anche i sentimenti più vari dei le carte”»). «un mezzo che ti porta lontano», ma Lombardia): in realtà un volume indispensabile per chiunque a linea nera, più classico e tradizionale,
visitatori, che, inconfessati, ognuno porta Piuttosto un diario, allora, in cui le storie diverranno, al contrario, per lui trasferitosi debba correttamente gestire beni culturali non musealizzati. e bianca, più pittorico e di derivazione
via in sé al termine della visita. Gli uni dei dipinti si intrecciano ad aneddoti a Milano, il vincolo che lo terrà legato, q Ad.M. anglosassone. Parisi si addentra, a
e gli altri, talvolta, si combinano, così, vivaci, a giochi con le iconografie e ai più anche solo con la memoria, a Firenze. proposito di differenze «lessicali», nella
dietro il pungolo di chissà quale aneddoto diversi episodi di domestica entratura C’è poi, per quella complessa natura e Capolavori fuori dai musei. Linee guida per la valorizzazione dei beni specificità della lavorazione di legni di filo
personale mentre si sosta davanti a con quello straordinario edificio situato organizzazione della Galleria, l’ebbrezza di culturali degli enti del Sistema regionale lombardo, a cura di Pietro o di testa (gli anglosassoni non a caso
questo o quel quadro. Questa storia di «sul fiume e quasi in aria», dove lui, nato smarrirsi, come nelle vecchie quadrerie, Petraroia, 144 pp., ill., Guerini e Associati, Milano 2013, € 21,00 distinguono i due versanti con diversa
emozioni Francesco M. Cataluccio ha a Firenze, per una decina d’anni, quando di «seguire l’intuito o le suggestioni del terminologia, rispettivamente «woodcut»
voluto condividerla col lettore/visitatore era ragazzino, fu portato dai genitori, rito momento», di «costruirsi allegramente e «wood engraving»), ma anche in
nel suo La memoria degli Uffizi. Nata laico che ogni domenica si sostituiva alla il proprio personale museo», mentre la questioni di xilologia e composizione
come guida «per chi ha poco tempo» (per
prepararsi alla visita alle guide tradizionali
messa, a visitare una sala a rotazione,
introducendolo a «un risarcimento estetico
flessibilità della visita in un ben ordinato
moderno museo ha sempre un che di
Ha-ha, che giardiniere delle carte. Gli exempla sono forniti dai
citati autori di primo ’900, cui è dedicata
sarebbero da preferire, suggerisce nella sovente brutta precarietà del mondo: costruito a tavolino che comunque ti Il celebre film di Peter Greenaway «The Draughtman’s Contract» (1982) svelava la seconda parte di un libro che potrebbe
l’autore, pochi testi chiave, come il filone (questa Galleria) ti fa sentire con i piedi imbriglia l’anima. q Silvia Mazza la costruzione della storia inglese attraverso il disegno del paesaggio. In essere idealmente dedicato a Luigi
di «dizionari» monografici discendenti dal saldi nella Bellezza e nella Storia. E, italiano il titolo che assunse era «I misteri del giardino di Compton House», Servolini, come Parisi artista, studioso e
prototipo Moormann-Uitterhoeve) pone nello stesso tempo, ti immerge in una La memoria degli Uffizi, con una sfumatura noir, dati i misfatti che accadevano tra le meraviglie di manualista. q F.F.
come imperdibili almeno 16 opere, non vita immaginaria». Ma in quegli anni di di Francesco M. Cata- arte topiaria e le statue classiche. In quelle bellissime visioni si alludeva,
tutte notissime, tutte indimenticabili: gioventù, fuori dal tempio delle Muse, di luccio, 192 pp., Sellerio, in qualche modo, all’opera straordinaria di Lancelot Brown (1716-83), detto Xilografia italiana del
dalla «Pietà» in cui Giottino «pare persino «brutto», in effetti, non ce ne sarebbe poi Palermo 2013, € 14,00 per i suoi molteplici talenti «Capability», che creò, di fatto, la fisionomia del ’900. Gli artisti e le
superiore» a Giotto all’enigmatica stato molto da ricordare: prima di entrare, giardino inglese, come esso si è tramandato alla memoria collettiva, incidendo tecniche, di Francesco
«Allegoria sacra» di Giovanni Bellini o al tappa imperdibile l’«Università della notevolmente sulla cultura del suo tempo. Masolino D’Amico gli dedica ora un Parisi, 110 pp., ill. colori
«San Sebastiano» trippa», un chioschetto di panini con il breve romanzo, Il giardiniere inglese, in cui dà conto della prodigiosa figura. Il e b/n, Fondazione Italo
meccanismo narrativo è semplice: De Witt Henry III, un americano alla ricerca di Zetti, Parma e Milano
soggetti per fiction storiche di argomento britannico, si ricorda di aver sentito a 2013, € 25,00
Cambridge la strepitosa lezione di un docente, che parlando di siepi e vialetti,
ricostruiva perfettamente la vicenda del Settecento inglese. Per questo gli
chiede un colloquio, che si svolge in più riprese. Il racconto che segue, tra
un’incomprensione e un equivoco culturale, ricostruisce l’ascesa, il trionfo e
l’estetica del protagonista segreto di un’epoca. Al suo tempo, tra l’altro, egli ha
Collezionista
regalato anche una parola-simbolo: il famoso «ha-ha», un muretto di rapporti umani
che scenograficamente scompare nel paesaggio costringendo gli
spettatori a una serie di esclamazioni di meraviglia. Lucrezia De Domizio Durini è un
o Luca Scarlini personaggio atipico nel mondo dell’arte,
un personaggio che ben difficilmente
Il giardiniere inglese, di Masolino D’Amico, 84 pp., Skira, Milano 2013, € si potrebbe ascrivere tra i curatori
13,00 o gli storici, tra i collezionisti o i
galleristi, tra i teorici o gli organizzatori.
Potrebbe essere l’insieme di tutto
ciò, ma con l’aggiunta di quello che
L’immagine messa a nudo una volta si chiamava il sacro fuoco
dell’arte. Negli anni Settanta collabora
Un affondo nella nozione di immagine e nella sua ricezione è quanto Roberto Pasini, con i protagonisti dell’Arte povera e
storico dell’arte contemporanea e critico, si propone di perseguire in uno dei suoi concettuale. Mecenate e collezionista
ultimi lavori: Teoria generale dell’immagine. Questo andrebbe letto in continuità con ma anche curatrice, giornalista ed
un’altra pubblicazione dell’autore dedicata a Che cos’è l’arte? (2007), in cui, con editrice, a lei si deve la realizzazione
doti comunicative e di sintesi, si introduce per gradi alla comprensione dell’oggetto delle più importanti iniziative in Italia del
opera d’arte attraverso un percorso che si dipana dal suo realizzarsi alla sua maestro del concettuale Joseph Beuys.
epifania fino al rapporto con il fruitore, tema quest’ultimo non periferico anche nella Forse la definizione migliore è quella
disamina sull’immagine. Ponendosi degli interrogativi «essenzialisti», Pasini non che dà di se stessa: «una collezionista
intende certamente offrire delle risposte univoche, esaustive e definitive, bensì di rapporti umani». In fondo tutta la
riportare l’attenzione su questioni generali che ormai non si osa più sollevare e vita della De Domizio si è svolta e si
che, invece, potrebbero aprire nuovi spiragli sia nel campo della produzione artistica, svolge, come si scopre nel libro da
sia in quello del pensiero teoretico. lei scritto, vivendo le vicende dell’arte
I termini dell’argomentazione si sviluppano in due direzioni: quella concettuale non con freddezza professionale ma
attorno all’asse centrale, a sua volta analizzato secondo quattro matrici (dell’arte con una partecipazione totale. Una
pittorica, scultorea e dell’installazione novecentesca, della fotografia, della partecipazione basata su rapporti umani
letteratura, e del prodotto cinematografico e televisivo), e quella critica della quindi, in cui un posto importante se
ricezione dell’oggetto immagine, quale veicolo di conduzione di significato tramite non esclusivo spetta ai sentimenti, alle
l’interpretazione e, ancor prima, della reazione individuale alla visione. La volontà di simpatie e alle antipatie. Ne consegue
equilibrare la tensione filosofica della ricerca e l’inserimento di apporti personali che il volume più che una ricostruzione
trova motivo di fondamento metodologico nell’utilizzo di una struttura terminologica tra cronaca e storia del recente passato
atta a contenere nei significanti il senso primevo e più puntuale dei concetti dell’arte si pone come libro di memorie
chiamati in causa per la costruzione della tesi; ciò, di fatto, permette di giungere al con un susseguirsi di incontri, di progetti
nucleo ontologico dell’idea d’immagine e da esso ripartire. attuati e non, di amicizie e di inimicizie
Il discrimine di significato tra le parole greche eidolon (idolo, immagine) ed eidos che vedono come protagonisti i principali
(idea, concetto) diventa punto di partenza della trattazione e suo equilibrio, attorno personaggi dei ruggenti anni Sessanta-
cui concentrare differenze e affinità delle quattro tipologie prescelte, delle quali Settanta dell’arte contemporanea
l’immagine artistica mantiene il ruolo centrale quale modello per antonomasia internazionale. Ma proprio per questo il
del confronto. Se, difatti, l’immagine fotografica e quella cinematografica e video libro è avvincente. Rifiutata la «versione
possono ricondursi all’ampio raggio di quanto si considera arte, l’immagine ufficiale», pur nella precisione della
letteraria presenta delle peculiarità proprie del suo registro e che generano ricostruzione, la versione della De
considerazioni alquanto originali sulla definizione figurativa dell’idolo personale Domizio ci fa scoprire le trame, i giochi
manifestatosi nella mente del lettore. Pure in questo caso i riferimenti a quelle del sistema arte, e anche i doppi
esperienze novecentesche che hanno inteso far confluire scrittura e forma visiva in giochi, narrati con una scrittura diretta
un unico medium riportano al campo immaginifico delle arti (nonché alla dimensione che fa a volte scivolare il lettore dal libro
dell’immagine artica, determinata da un’ars e sollecitante una risposta intellettuale) di memorie al romanzo, magari forzando
e, soprattutto, al nodo delle avanguardie storiche, più volte utilizzato ad esempio un po’ la mano. q M.Me.
dall’autore. Spetta proprio a queste l’avvio di alcuni aspetti
innovativi nella storia dell’immagine, capace di farsi areferenziale Perché. Le sfide di una
e, quindi, di creare una realtà nuova in grado di concorrere con donna oltre l’arte, di
quella percepibile nella vitale quotidianità. Lucrezia De Domizio
q Miriam Panzeri Durini, 318 pp., ill.,
Mondadori Electa, Mila-
Teoria generale dell’immagine, di Roberto Pasini, 196 pp., ill. colore, no 2013, € 15,00
Mursia, Milano 2013, € 22,00