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Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali

Corso di Laurea in Agroingegneria

Corso di
Costruzioni rurali
Trasmissione del calore

Prof. ssa Mariangela Vallone

Anno Accademico 2020-2021


COSA E’ LA TEMPERATURA
In fisica, la temperatura è la proprietà che regola il trasferimento
di energia termica o calore da un sistema ad un altro.
Quando due sistemi sono alla stessa temperatura, si dice che si trovano in equilibrio
termico e non avviene alcun trasferimento di calore.
Quando esiste una differenza di temperatura, il calore tenderà a muoversi dal sistema
a temperatura più alta verso il sistema a temperatura più bassa, fino al
raggiungimento dell'equilibrio termico.
Su scala microscopica, questo calore corrisponde al movimento casuale degli atomi
e delle molecole del sistema. Quindi, un incremento di temperatura corrisponde a un
incremento del movimento degli atomi del sistema.
L'unità della temperatura nel Sistema Internazionale è il kelvin (simbolo: K). Un
kelvin viene formalmente definito come 1/273,16 della temperatura del punto triplo
dell'acqua (il punto in cui acqua, ghiaccio e vapore coesistono in equilibrio).
La temperatura 0 K viene detta zero assoluto e corrisponde al punto in cui le
molecole e gli atomi hanno la minore energia termica possibile. Nessun sistema
macroscopico può avere temperatura inferiore allo zero assoluto.
Nelle applicazioni di tutti i giorni si utilizza la scala Celsius (scala centigrada), nella
quale 0 °C corrisponde al punto di congelamento dell'acqua e 100 °C corrisponde al
punto di ebollizione dell'acqua a livello del mare.
COSA E’ L’UMIDITA’ RELATIVA
L'umidità atmosferica è il vapore acqueo contenuto nell'aria.
UMIDITA’ ASSOLUTA ED UMIDITA’ RELATIVA
L'umidità atmosferica si può misurare pesando i grammi di acqua contenuti in un
metro cubo d'aria. Questo valore si chiama umidità assoluta, ma ha poche possibilità
di impiego pratico. Quello che conta non è quanta acqua è contenuta nell'aria, ma
quanta se ne può ricavare sotto forma di pioggia.
Per questo motivo, la grandezza più utilizzata per conoscere l'umidità atmosferica è
l'umidità relativa.
Essa esprime il rapporto percentuale tra la quantità effettiva di vapore contenuto e la
quantità massima che quella massa d’aria potrebbe contenere nelle stesse condizioni
di temperatura e pressione. Es: UR = 60% significa che a quella temperatura l’aria
contiene il 60% del vapore acqueo che potrebbe contenere a saturazione.
Valori inferiori al 30% denotano la presenza di aria secca o poco umida, mentre
valori superiori al 70-80% sono indice di una notevole umidità (ad esempio in caso
di pioggia o di nebbia).
Quando l'umidità relativa dell'aria raggiunge il 100%, l'eccesso di vapor acqueo
condensa in minuscole goccioline d'acqua e si assiste alla formazione di una nube.
IL DISAGIO FISIOLOGICO

Gli scambi di calore tra corpo umano ed ambiente esterno avvengono per
traspirazione, radiazione, convezione e conduzione. Attraverso questi meccanismi il
corpo umano cede calore all’ambiente esterno e mantiene la propria temperatura
entro limiti fisiologici ottimali. In condizione di elevata temperatura dell’aria (oltre
30 °C), solo la traspirazione cutanea permette al corpo di cedere calore verso
l’esterno. La traspirazione è però ostacolata da elevati valori di umidità dell’aria e
quindi, in presenza contemporaneamente di elevate temperature e alta umidità, la
traspirazione non è più sufficiente a rinfrescare il corpo. Con temperature prossime o
superiori a 37 °C e aria satura di umidità, la traspirazione risulta insufficiente ad
abbassare la temperatura corporea e si determinano condizioni di malessere che
possono determinare patologie note col termine “colpo di calore”.
Il valore dell'umidità relativa influisce anche sulla nostra vita; un'umidità relativa
molto bassa dà la caratteristica sensazione di aria secca che prosciuga la pelle e
rende la gola arida, soprattutto se la temperatura è alta.
Altrettanto caratteristica è la sensazione di afa che si ha durante le calde giornate
estive, quando l'umidità relativa è alta; in queste condizioni l'aria è talmente ricca di
vapore che il sudore non riesce ad evaporare dalla pelle.
CONDIZIONI DI BENESSERE PER L’UOMO
L’uomo è un essere omeotermo, ha la capacità di mantenere costante la
sua temperatura corporea interna (intorno ai 37°C) e ciò avviene tramite
un meccanismo di termoregolazione messo in atto con il metabolismo.

L’uomo produce calore metabolico; in condizioni di lavoro sedentario


esso è circa pari a 110-130 W, in condizioni di lavoro pesante giunge
anche a 400 W.

Nel metabolismo l’uomo produce anche vapore acqueo (30-115


grammi/ora) e anidride carbonica (15-20 l/ora).

Per garantire negli ambienti le condizioni di benessere per l’uomo, che


sono UR = 50-60% e anidride carbonica = 0,1% in volume, il ricambio
di aria minimo dovrà, dunque, essere pari a 30 m3 per ora per persona.
CONDIZIONI DI BENESSERE PER L’ANIMALE
Anche gli animali allevati sono organismi omeotermi, pur avendo temperature
corporee molto diverse:

bovini 38,5°C, suini 39°C, cavalli 38°C, pecore 39°C, polli 41,7 °C

Per mantenere l’omeotermia l’animale reagisce in modi diversi a seconda delle


condizioni in cui si trova: se è caldo aumenta il ritmo respiratorio per aumentare la
quantità di calore che può liberare con il vapore acqueo, aumenta l’ingestione di
acqua e diminuisce quella di cibo, evita la radiazione solare, riduce i movimenti. Se è
freddo, invece, aumenta l’ingestione di alimenti, migliora l’isolamento con l’esterno
creando maggiori riserve di grasso sottocutaneo, etc.
Esiste, tuttavia, una zona di termoneutralità (detta anche zona del benessere) nella
quale si manifesta la minima produzione di calore metabolico e nella quale l’animale
mantiene l’omeotermia tramite compensazioni fisiche normali (es. vasodilatazione,
vasocostrizione, variazione della traspirazione e della respirazione).

I valori di temperatura ed umidità relativa ambientale che assicurano le condizioni di


benessere per l’animale, variano per le diverse specie ed anche in funzione dell’età.
In generale è bene che la temperatura non superi i 25°C e l’umidità relativa si
mantenga nel campo 50-75%.
TRASMISSIONE DEL CALORE
Lo studio dei fenomeni di trasmissione del calore riguarda tutti quei processi
fisici nei quali una certa quantità di energia termica è trasferita da un
sistema ad un altro a causa di una differenza di temperatura.
Tali processi avvengono in accordo con i principi della termodinamica:

per il primo principio, l’energia termica ceduta da un sistema deve essere


uguale a quella ricevuta dall’altro;

 per il secondo principio, il calore passa dal corpo più caldo a quello più
freddo.

Tuttavia tra termodinamica e trasmissione del calore c’è una fondamentale


differenza. Infatti in ambito termodinamico è irrilevante il tempo necessario
affinché un dato processo sia ultimato. Nella trasmissione del calore,
chiamata anche Termocinetica, ciò che conta è la rapidità con cui avviene il
processo di scambio termico. Riveste quindi notevole importanza la quantità
di calore scambiata nell’unità di tempo che prende il nome di potenza
termica. Essa viene indicata con il simbolo Q e poiché è una potenza, nel
Sistema Internazionale si misura in watt.
TRASMISSIONE DEL CALORE
La trasmissione del calore avviene spontaneamente solo da un corpo caldo ad
un corpo freddo, fino a che i due corpi raggiungono la stessa temperatura, detta
di equilibrio termico. Il corpo caldo trasferisce a quello freddo parte della sua
energia termica intensificandone l’agitazione molecolare.
La propagazione del calore può avvenire per:

•conduzione
•convezione
•irraggiamento

La trasmissione del calore può avvenire sia naturalmente (senza spendere energia) sia
forzatamente (spendendo energia); nel primo caso si fa un trasferimento da un ambiente
a temperatura maggiore ad uno a temperatura minore.
Nel secondo caso, quando si trasferisce calore da un ambiente a temperatura minore ad
un ambiente a temperatura maggiore, è necessario effettuare un lavoro con impegno di
energia.
CONDUZIONE
Il trasferimento di calore per conduzione avviene tra corpi che sono
a contatto, o tra parti di uno stesso corpo che si trovano a
temperature diverse.

Esso è causato dal trasferimento di energia cinetica da una


molecola a quella adiacente che possiede una velocità di vibrazione
minore. Poiché la velocità di vibrazione delle particelle è
direttamente proporzionale alla temperatura, il corpo caldo cede
energia a quello freddo, aumentandone la temperatura, finché non è
raggiunto l’equilibrio termico.

Se consideriamo, ad esempio, due corpi a temperature diverse, una


volta posti in contatto, per conduzione il calore fluisce dal corpo
più caldo a quello più freddo, finché essi raggiungono una
temperatura d’equilibrio.
CONDUZIONE
Lo scambio di calore per conduzione avviene, dunque, per
contatto diretto fra due corpi e dipende dalla loro differenza di
temperatura e dalla loro conducibilità termica.

La conducibilità termica l (lambda) di un materiale


rappresenta la capacità di quel materiale di trasmettere calore.

Essa rappresenta la quantità di calore che passa in un’ora attraverso


un materiale di spessore pari ad 1 m quando tra le due facce del
corpo esista una differenza di 1 K e si esprime in W / (m x K).
Quanto minore è la conducibilità termica l tanto minore sarà la
capacità di quel materiale di condurre calore.
Sono definiti isolanti i materiali aventi l  0,1 W/ (m x K).

v. Tabella allegata
Pannelli da costruzione l (W/mK)
Cartongesso 0,21
Pannelli in legno compensato 0,44
Pannelli in polistirene con cemento 0,07
Materiali isolanti l (W/mK)
Cotone 0,04
Argilla espansa 0,09
Polietilene espanso in lastre 0,04
Polistirene espanso in lastre 0,04
Lana di vetro 0,04
Canapa 0,045
Trucioli di legno 0,05
Poliuretano 0,03
Lana di pecora 0,04
Vetro cellulare(120) 0,041
Vetro cellulare(160) 0,050
Canneto 0,055
Lana di roccia 0,04
Paglia 0,09
Materia prima l (W/mK)
Acciaio 60
Rame 380
Alluminio 200
Vetro 0,8
Vetro acrilico(Plexiglas) 0,19
Guaine di polietilene, bitume, ecc. 0,26
Acciaio Ni-Cr inossidabile 13
Legno di conifere – flusso di calore trasversale alla fibra 0,13
Legno di conifere – flusso di calore lungo la fibra 0,22
Legno di latifoglie 0,18
Pavimentazione l (W/mK)
Massetto in cemento 1,4
Ceramica 1,2
Intonaci e malte l (W/mK)
Intonaco in cemento 1,4
Intonaco in calce-cemento 1
Intonaco in calce 0,8
Intonaco di gesso (calce/gesso) 0,7
Intonaco termoisolante con perlite, polistirolo < 250 kg/m3 0,09
Intonaco termoisolante con perlite, polistirolo, fino a 450 kg/m3 0,13
Malta di cemento 1,4
Malta di calce/cemento 1
CLS alleggerito con argilla espansa 0,45
Materiali isolanti sfusi l (W/mK)
Perlite espansa 0,05
Argilla espansa 0,09
Sughero granulare espanso 0,042
Sughero granulare naturale 0,05
Fiocchi di cellulosa 0,04
Polistirolo espanso sfuso 0,044
Lana minerale sfusa 0,044
Segatura di legno 0,1
Scorie da altoforno 0,35
Granulato di polistirene legato + cemento 0,08
Granulato di polistirene legato + cemento 0,06
Granulato di polistirene legato + cemento 0,05
Granuli di perlite espansa 0,042
La conducibilità termica varia con la temperatura ma per le
applicazioni in edilizia, si considera costante.
l
CONVEZIONE
La convezione ha luogo quando uno dei due corpi interessati dallo scambio termico
è un fluido e la trasmissione del calore può essere associata ad un trasferimento di
materia. In un fluido a temperatura non uniforme, per effetto combinato di un
campo di temperatura e di velocità, si determina una distribuzione dei valori di
densità variabile da punto a punto, conseguenza dei fenomeni di dilatazione
termica. In questi casi le forze gravitazionali provocano continui movimenti delle
particelle del fluido, con conseguente miscelazione, favorendo pertanto la
trasmissione del calore dalle particelle più calde a quelle più fredde. Questo
fenomeno prende il nome di convezione naturale. Quando invece i movimenti delle
particelle del fluido sono imposti essenzialmente da cause meccaniche (una pompa,
nel caso di circolazione dell’acqua, o semplicemente l’azione del vento), il
fenomeno prende il nome di convezione forzata. Ad esempio si ha convezione
quando tra due corpi circola un fluido intermedio (detto fluido termovettore), che si
riscalda per conduzione a contatto con il corpo caldo, e poi cede il calore quando
viene a contatto con il corpo freddo. In entrambi i casi, la quantità di calore
scambiata è proporzionale alla differenza di temperatura.

La convezione avviene, dunque, per cessione di calore da parte del corpo all’aria
circostante; è proporzionale alla differenza di temperatura tra la superficie del
corpo e l’aria ed è funzione della quantità di aria che nell’unità di tempo viene a
contatto con il corpo.
IRRAGGIAMENTO
Nell’irraggiamento il calore viene scambiato mediante emissione e
assorbimento di radiazione elettromagnetica. Il calore così scambiato
aumenta molto rapidamente con la differenza di temperatura.

A differenza delle altre due modalità di scambio termico,


l’irraggiamento non richiede la presenza di un mezzo perché vi sia
trasmissione di energia. La radiazione elettromagnetica che opera da
"trasmettitore“ di calore, è generata dall’eccitazione termica della
superficie del corpo, a sua volta causata dallo stato energetico degli
atomi che la costituiscono, ed è emessa in tutte le direzioni.

Quindi in questo caso il corpo avente temperatura maggiore emette


radiazioni elettromagnetiche che vengono assorbite dal corpo più
freddo.
IRRAGGIAMENTO
La quantità di calore Q che un corpo irraggia nell’unità di
tempo e per unità di superficie sotto forma di onde
elettromagnetiche dipende dalla sua temperatura assoluta
secondo la legge di Stefan-Boltzmann:

Q = e x s x S x T4 [W]

Essendo:
e = emissività relativa del corpo  1; e = 1 per il corpo nero
s = costante di Stefan-Boltzmann [W/m2 x K4]
S = superficie del corpo [m2]
T = temperatura assoluta del corpo emittente [K]

Dunque lo scambio di calore per irraggiamento è trascurabile per corpi


aventi basse temperature.
PROCESSI DI TRASFERIMENTO DI
CALORE COMBINATI
La conduzione è il solo metodo di trasmissione nei solidi, mentre nei
liquidi è sempre accompagnata dalla convezione.

A seconda della natura dei corpi in gioco, nel fenomeno di


trasmissione del calore assume un ruolo predominante una modalità
rispetto alle altre, oppure il calore viene trasferito grazie all’azione
combinata di due o di tutte e tre le modalità. Ciò è causato dalle
caratteristiche fisiche, ad esempio dalla densità del corpo oppure dal
fatto che questo è più o meno trasparente.

Esempio: il calore dissipato attraverso le pareti interne di un edificio


verso l’ambiente esterno, attraversa per conduzione i vari strati che
costituiscono la parete e per convezione e irraggiamento gli spazi tra
i mattoni occupati dall’aria. Una volta che il calore ha raggiunto
l’ambiente esterno, esso è dissipato tramite convezione e
irraggiamento.
CONDUZIONE DEL CALORE ATTRAVERSO
UNA PARETE PIANA MONOSTRATO

La quantità di calore Q che passa nell’unità di tempo


attraverso una superficie A di una parete monostrato di
spessore s realizzata con materiale avente un coefficiente
di conducibilità termica l ed avente temperature t1 e t2
sulle due facce (t1>t2) è data da:

[W]
CONDUZIONE DEL CALORE ATTRAVERSO
UNA PARETE PIANA PLURISTRATO

La quantità di calore Q che passa nell’unità di tempo


attraverso una superficie A di una parete costituita da più
strati di spessore si e conducibilità termica li ed avente
temperature t1 e t2 sulle due facce (t1>t2) è data da:

[W]