Sei sulla pagina 1di 16

I,I.

]'I"TUIìE STORICO-ARTISTICO-RELIGIOSE

r;lt)VANNI SlÌIl liRlA


BARNABITA

Sci enza e Fede


e il loro preteso conflitto

LA CBIIICA DELLA SCIEl.lZA

ROMÀ
F'EDERICO PUSTET
Piàzzo Fontlna. iìi Tlovi

r903
4{..,,,"1*u-_
V ,,+

ALE)(A\DIR,U.^ BAHA\ELLI
CONCRÉOTTIONS CLEÀICORÙ}I RUCUL^EIUT S. PÀU'I

VICAR,IUS GENERÀL18

Librun cui titulusr < Scienza. e Fede e il torc pretoso conflino. . Vot, I. Lr
clitica d6lb scioura ' À P. D. Io&aEe B4piista SèmoriÀ Sa@I(totc pmfes.o CoD.
g!éAationis tro§1ll6 conscripturn atque a duobùs €rudiiis vi.is auctorita,to noÈt.n ALLA CARA E VENERATA MEMORIA
rocoSnitum ét probatum, typis mrndari, rtque &d comnrunen utititar€m 6di pos§è,
quarium iD Nobi§ 4t, lùborter concodimus. DEL
In quorum fldem h.s msnu trost.a sukc.ipras icri sigilloque Do.ko ùnùriri

Dr.itrm Robae in Collogio nosrro SS. Ahlii ct Cùroli die p3 m. Iùnii À. lg)3. I'. I]RIPRANDO BOTTAGISIO
ALSXTNDBR M. B^E^vEr,r,r, 7-dc, Ornrfotir.
l,oc, ll §i,till. L]TIE PIìIMO ALLA, MIA C}IOVINE MENTE
Cxrolus M. RÀfislli, Caic.lt,,rirr.
RAPPRDSENTÒ

COL VIVO SUO ESEMPIO

IL SACRO IDEALE CONNUBIO

.lrllt\t\rllti NELLA SCIENZA E DELLA FEDE.


,.,t ri r, \ ìlrÈr\1.r.
r\rItitM\ ii
Lrr (li,rrrlxjrr., \ ir,jrc..ùs.
',,'

PROPRIET.À, LETTERA.RIA..
I]T]E PRESENTAZIONI

I,
Del rnio lihro.

t.)rrrsto libro rappresenta un tentativo di ri-


rrol campo filosoffco I'impresa tentata già
,,,'I ilit,nìpo storico, con tro voiumi precedenti.
('rir rlir:e subito che ànche qui l'autore ha voluto
una certa, sevorità sciontifica di contenuto
nìììr relativa popolarità, di forma, e soprat-
rrrro spirito di rispotto alla tradizione con
, ,,, slririi,o di libera ricerca. L'autore crede osti
rrrirrrrr,rìtri che il progresso in filosoffa. come in
, ,'rrì,. lon sia una vàna parola, e che esso si
,,,, ,,,,,,. conbinando le due formole: con-
",rlo
, r;'r',.. in[ovare, nolo, et tetera.
l,ì ,.crio ingenuo, colossalmente ingenuo cre-
.! r,. r'lrr ltr, filosoffa sia nata oggi, nia forse non
, rrzrr irrq'onuità credore cho sia rnorta ieri:
,,nr) ìrtati fflosofi prima di E. Kant o di
llì,l cct'. rna forse ce no sono stati anclie
1 ,1,,, S. 'l'onruraso e i suoi continuàtori. E se

,
'rro sl,rr,l,i erffi: itivamente ed officacemente. non
,1
r'rrt trir ,r ir'^7Ir-I DÙE PItE§!]NIAZIONI

ò olte corrlinrr;r.r'o Ir, lrrrorro tratlizioni tourisiiche I ,1, Il,(,lsiero è necossariamente così, fecontlo,
il tcueltrl grlrr r:orri,o. l)cyclrir rlei ponsaiori pro- I
,'r,'i virriamente . fecondo. O che il risveglio arii-
codcnti o coni;orrr;rorrrrroi S. 'l'omrnaso fu stu- l r,,, r'orìsiste forso nel ricopiaro modelli e siili
dioso e risllol;l,osissi rr r,r, ir,rrcl ro r1 rr:r,rrrlo intraprese ,rrtr,,lri. o non piuttosto nel tontàre, con anirno
a confutarli. ,,rrr rq,rlito tli buona cultura antica, forme nuove?
Il ravvivamnnto ttirnistico o scoÌastico fra r ', , ii,r'o dimenticano che la lilosofia, essendo la
noi tron aspira so]o rì rilxltoro lo rlottrine del rrri,'si piir alta di iutio lo scibile di una età,.
Maestro, rna a ridestarne i rnoiotli. Noi non si ,,,rr lirrò la fflosoffa cli un'epoca seryira itlen-
vuole solo imparare à metÌìoria ciò ch'egli ìia. , ttttt)t.lc per un'alirà. Sarel,r'be puerile credere,
'
detto, ma rifare i'opera che egli ha fatta; ri- rlclrho poco onesto fingor di pensare, cho
farla quaÌe egli la rifarehbe oggi, tornando in 1rr,'r,ii sei secoli - tanti ne corrono fra S. Tom-
mazzo à noi. La prima parte, vorroi dire mato- r, r. r ,, r o rloi - non abbiàno proprio lilodilìca,to

riale, del lavoro, che ora il prendore novella- , , rrrrìla il nosiro siato intellettuale. E sarel-rbe
llrente possesso delle sue doitrine, ha assorbito ,Lr' lrc rnolto superffciale il cretlore che si trr.r,tti
molte energie, dal giorno in cui il Papa richiamò I r, rIr rrrodiff ca,zioni qtt antitati ta, consistonti, cioè.
gli spiriti ad una filosoffa che ora stata così ,,, ,lrrrrlclte aggiunta di verita alÌora ignote, o sop.
improvvidamento neglotia. E quel lavoro a rnolti r, ,sirinc d'errori allora profossati. Certo ancìre
p&rve un camrnino a ritroso, un tornar indietro, ir, ,r,) v'ò stato, non questo solo: porchè quesio
quando non era cho il primo passo indispensa- , lr)r'tiìto e porta con sè delle nio cli ficazicini
bile per andare avanti. Del che la prova pro- ,,rlilrrlire. Noi, anche volendo, non si riesce
vata si ha in quell'atiir.ità, filosoffca positiva e 1,11t t r;l)ensarld tale e clua,le la fflosofia di S. Torn-
produttrice, a cui assistiamo da un decennio ,,,,: si può riuscire al piir a riryeterla;
eirca fuori d'Italia tra cattolici, s che in Italia l,) non nego che quosi;i tontativi di filoscilìa
acconna a incominciare. 1 ,,,,,r'r,ssiva abbiano ancorà nìolto dell'inper-
So bene che a taluni ancho dei uostri, anzi rr,,i sirrebbe da meravigliare del contrario....
proprio dei nostri, questa attività, fflosoffca ha
messo paura,, e, nonchè sombrare una conse-
,,,,
'i Iìnisce mai , corrinciando. e il rinnova-
, rrr,, c ili data molto reconto; pàrlo d'un rinno-
guonza logica dol rinnovamento scolastico, è ,,,,,nio buono, che abbia prese, colìto il nostro,
pars& una doviazione pericolosa e funesta. Ma ,,,,,*se dall'antico. Non nego che ci sieno tra
costoro dimenticano che il risueglio autentico , rrrrrrviìtori tendenze uarie: ma a coloro che
,'
D('E PII},]SEIìTAZIONI DIrE PRESEÀ_TÀTlotil :(I

ne sono o se ne mostra,no scandoiezza,ti, si po- ,'r,r'ro in cui ebbi dinanzi da intoressare non
trebbe rammentare opporiunamente, che la stessa ,1,.r l,r'oppo docili discepoìi, quali si hanno in una
fflosoffa scolastica non fu così uniforme como i ,rr,rlrr, oìrbligatoria, dove il maestro è un poco
nemici di ossa vanno dicendo. Per citaro duo ,,rr,.lrr: padrone (nzaitre in tutto il senso della
soli nomi e affini tra loro per santità e per 1',rr',rlr). nia dei discepoli. dei giovani indipen-
tempo, S. Tommaso e S. Bonaventura conser- ,l, rrli. rluali si raccolgono in una scuoìa lil-rera.
vano, neÌ campo del pensioro fflosoffco e teo- r'i.r'lo se io mi fossi appagato di tradurre, dal
logico, ciascuno la loro individualità. E chi 1,rìr ill meno, in buon iialianci un trattato di
spaziasse per tuiti quei secoli, che vanno da ,,,lrlstictr,, sia pure rarnmodernato del Sanseve-
, rrr,, o clel P. Liberatore. mi sarei trovato ben
-
S. A.nselmo di Aosta al Card. Gaetano glorie
entrambe della fflosoffa itaÌiana - troverebbe di- lìr,slo con un deserto dintorno. E io r.olevo per
lrergenzo anco maggiori. Dal mondo scolastico r,rirrio intorno a me non la moltitudine chias-
non fu cacciato o respinto neppure quol Duns ,,srr,, plaudento - per àver ìa moltitudine, s'lia

Scoio, la, cui divisa parve quaìcho volta il dir ,lrr lrrrrore un rnetodo tnolto meno serio di quello
tutto il contrario, egli Doitor sottile, di quollo ., ,.rri r) informato il presente ìibro - ma volevo
che avesse detto il Dottoro Angelico. Non sa- l,r vilìì. un gruppo di giovani colti e riflessivi.
reb'be strano pretendero, in pieno secoìo xx, un l',.r'ciò dovetti senz'altlo propormi iI quesitc,
,l, r rnurli da Lcncre lrer ravvivlre un insegna-
servilismo tla cui furono immuni gli uomini del
secolo xrt ? r,r,.ul,u, rì cui I'epiteto di fflosofico non guada-
,,rir\'ìr. certo da solo molte sinpatie. E mi liusci

''.'lrrrille surl.,ire dai rrroderrti au{r.rri. che leggevu


Del resto no# c'è, in questi tentativi di rin- , rrr,,rlit:lvo, Ìe qualità che alÌa niia attenzione li
novamento fflosoffco e cristiano, quel guazzabuglio ,,,,.,.,,rrtùndavano.
che forse si rappresenta a quei che lo guardano l'i,r' prirrra eosr rni aiutò quellu clre dilei iì
esteriormente. Chi vi penetri, trova che sono rrt,'t,ttlo psicoloqico: sostituire ai szsleazi delle
comuni a tutti quosti pensatori, rispettosi deÌ- ,,rrrrrr:. \'erarnonte questo ,terbo sostituire nctt
l'aniico e cercatori del nuovo, alcune tsndenze , lì'liltr. La sostituzione la fanno quoìli che con-
fondamentali, Ie quali si potrebbero anche rias- ril,,r'iìrìo isistemi coure astrazioni per sè stanti:
sumere in questo: il desidorio di una fflosofia ,1,r,,lli clre parlano a tutio spiano di Kantismo
orira. Desiderio che sorse fatale anche in me, il ,. ,li ( rtrtcsianismo. La realtà è Iiant. la realtà
hlI DU!] PRESEN'I-A2ÌONI DU}: PRE§ENTAZIONI

e Cartosio. È nella ioro anima che bisogna pene- r ir,r'cate l,e mura dei monasteri, dei seminarì e
[rare ppr capire i loro sistcnri. eomo per capiro ,l,rlle canonicho. Doloroso fenomono, quando si
la boianica bisogna studiare, non il lìore appas- I,rrnsi che quei libri contengono pure lo dottrine
sito nelle cartello d'un erìrario, ma il fiore vivo, lriir vitali por questa povera umanità, quandri
se occorre, sulÌa piania. ,4. cluesto analisi psico- si riflstta che la fflosoffa non dev'essere il pri
logiche noi ci siamo educati e affinati pirì che vilegio dei Sacerdoti, sÌ iI patrimonio di tutti i
non fossero g1i uomini del Medio Evo. Quesii l,onsatori.
dissertarono molio a,cutiìnlenie sul oontenuto me- Lo studio concreto delle ideo gioverobbe forse
iaffsioo dei concetti supremi, r11a non poterono rnche a chiariro com'esse tutt'insieme, o corto
ugualmento curare l'atteggiarsi vario di quei ,rìr:une di esse, si conservino o si evolvano.
concetti nell'animo umano. Per reoa.re un solo Chi guarda solo I'aspetto obbiettivo delle
esempio, si cercherebbe indarno nogli scriiti di i,lrle, come fanno i metaffsici, ne converte la
quell'epoca l'analisi del concetio vario di Dio slabilità in una vera e propria immobilità; e chi
nei popoli e nei socoli diversi, rnentre inveco q-uarda solo I'aspotto subbiettivo e tentato di
vi sono dissertazioni miral,rili sulla Divinità, (an- ,'onvertirne le oariazioni in comwzioni ca,pric-
cìio fflosoficarnento considerata). Niun dubbio che ,:ioso. L'uniono dei due aspetti chiarisco la gran
questi rilievi psicologici si prestano ad esposi- l,,geo dollo suilwltpo. Chi guarda sinteticamonte,
zioni piir vive. llssi ci urettono in un contatto lcde che la stessa cosa ha potuto essero pen-
pitr irrmodiato co:n la realtìt,, questa cosa tanto sata variamsnte da molti, quasi come la stessa
mirabilmente feconda. irloa può venir espressa da molti con divorse
Io non m'illudo così da credero d'essero 1rtrole. Ciò aprirebbe la via ad una storia dello
riuscito a rivivere sistemi e idee singolo cho i,lce fflosofiche e reìigiose fatta, come si dovrebbe
venivo esponondo, ma so d'avorlo corcato, vo- 1,rrr fare, senza avventatezzà ipercritica, ma anche
luto I so, o ritengo per ferrno, che se altri con rr'nza una sub-critica paura.
me qui in Italia lo tentassero, s'aprirebbe un
campo nuovo, vastissimo di studì, o forse si
avrebbero libri di fflosofia veramente popolari. La psicologia o il metodo psicologico non
I1 che non può dirsi di rnolti libri apparsi in ,i conduce tuttavia ad una visione piena della
questi ultimi anni, libri che si sono bensi diffusi rr.rltà fflosoffca, se non vi si unisce il metodo
nel clero, ma e trolto problernatico se abbiano ,. l:r ricerca slorrca. Non sistemi, anime, dicevo
OUE PRE§EliTAZIONI DTìE PRESENTAZIONI

or ora; adesso soggiungo: uontini, lempi. Si, ruolto imbrogliati se loro si chiedesse
,,,1,1,,.r.o
perchè, conre il sistema, astratto deìl'animo che rrr ,.1r,, urdine S. 'lourmaso abbia conoepite e
lo concepi, è un non-ente, cosi Io ò un animo , rril,, Lr suo Opere; quanto abbia derivato dai
avulso dall'uomo e dai tempi, a cui appartenne. til,,,,li r:ontemporanei o scolastici come lui o
Non esistono uomini e molto meno esistono rr,rl,i r,rl ebrei; che cosa insomma egli e l'opera
pensatori, filosoff solitari. Ciascuno pensa nel rir lirl)l)resontino nelìa evoluzione storica del-
suo tempo e col suo tenpo. I piìr originali dei I rrrru u r, r liensioro.
genì non si sottraggono a questa legge. Danto l,rr rlrrllo ignoranza, naopliore ovo si tratti
e un poeta dol dueconto, come Gorithe lo è del ,lr ,,ltli lilcisoff, è poi una deÌle causo per cui
sotioconto I e voglio dire che all'opoca in cui r l,,r,,r sisierli appaiono talvolta bizzarre e quasi
vissero debbono molto, e solo nella luce di essa ',r,,rir,s.lrc invenzioni ; mentre ricollocati nel loro
si possono coruprendere e valutare. rrrrlrr,.rrll hanno quivi la loro ragion d'essere,
Ora, fuor d'Italia e clui stesso nei circoli , l,r l,rr.o spiegazione. se non la loro giustifica_
laici di Élosofia, s'è faito ur vero abuso di storia. r,,rr,. ,. lr[ loro prova. Ne nascono noll, animo
La lìlosoffa dalla sioria è stata assorbita. In pa- ,1,,r ,'i,)\'lni delle idee tutt'insieme superlte e
recchi libri e in alcune catiedre, la lilosoffa si l,r, , rrr,,. l,tl fflosoffa apparo ai più riflessivi, o
riduco alla sioria dei filosoff e dei loro sistemi. ,1, r, ;r1r1»u.ire. come un trastullo di perdigiorni

trIa nei circoli nostri e piir in ispecie negìi eccle- ,,,lr,1rir.ili eccentrici.
siastici, non si sarebbe trascorsi aìl'estreno con- t,trr:rì r,isione invece confortante e istruttiva
trario? all'ignoranza, e forse a1 disprezzo della ,,,,,, ,rr.,'lrlre vedere ciascun'epoca riflessa, con
storia? Ecco qua vonticinclue anni che si stam- I r rrr,,llilrlicita delle sue tendenze Ìruone e cat-
pàno Manuà,li di fflosoffa scolasticà, alcuni anche 1,,,. r),,lliì, nrente di quei ponsntOri che il voìgo
pregevoli per copia di erudizione; ma abbiaruo ,,,r,1r,.i, solitarì. c che invece. quando
insigni
noi avuta in Italia una sola Storia della filo- 1,, r ,l,rr r',,r'ri. r'issrrro in una comuuicazi<lne piir
sofia scolastioa? abbiarno avuto un buon lavoro ,rlrrir (.(,u trri,to il loro mr_rndo? Ne guadagne-
storico sr: S. 'lommaso ? llolii dei nostri chie- r l,l,, r',, rli r.rr:rlito lììosofia e lilosofi. ìrl la
' mente
riei. pei quali oramai, dopo tre anni di fflosoffa, r,,r.rrril,. si rllltrqìrerebbe a concetti più ampi.
non hanno piir rnisieri nè la materia e Ia forma, , , r.,rll,,si rr, girrrlir:ar poi seInpre così, larga_
nò Ì'inielÌeito agento e il possibilo, che nulla r,ì, rr,. in lrrlio. l,t crrltura ò lì, non nol sapere
igntirano deìÌe specie impresse ed espresse. sa- l, rrr,,,,1,, ,.osc, rrcllo scr.iprirne i nessi, Noi for-
DUE PIìESI!NTAZIONI
DUE PEE§ENTAZIONI

mia,mo troppo nci nostri giovani la memoria, ,,ti;r ,.lrc si vuol trattare con
troppo poco I'ingegno, appunto perchè non sap- nretodc, .eientifico,
l,r rrcl;iìIÌsica con metodo fisico, conie
pianro loro schiudore dinanzi vasti orizzonti. ,.,.i.rrza ela trattata con metodo
p"*;-;
Sono viuzze che loro offrono i soliti l{anuali. fflosoffcà; e òar-
lr.sro sog'na dinrostrazioni matematiche
viuzze dove, se occorro, li guirll per mano, lilosoliclrc, e Spinoza scrive arldirittu
di verità,
passo passo, il maostro podante (nel senso eti- ,/i//r./ crEoMETRtco clentonslrator.
ra l, Etlùca
mologico della parola); e mentre par che iurpà- mentre altri so_
rlrir,lo unù Motafisica-fisica (o sciontifica),
rino, in reaÌta disimparano la, cosa piir Lella; rri,r.r si può avorla in pratiea
e poichè
disimparano a, ponsare. « p". tu no'nt.uà_
rlrzr',I cile noÌ consente ». ffniscono
eol dar di
Irr,!e rì,lh Metafisica.
I'aruehbe venuto il tempo rli fare una paee
E poiclrè mi trovo ad esporre dai tlesiderata ,liqrriiosa. GIi scienziati
per la fiÌosofla nostra, cosa che costa tanto poco non dovrsbìrero uu""u
r;; disprezzo per la fflosoffa
come iì far voti, poniamo, per la pace univor- .rtffettare
\r,,rirt,src&). 1u..*-ìu
trlemori cfie il disprezzo e una forma
sale, mi si consenta di aggiungere enche questo: ,l'ignoranza alla lor.o volta,
cho si faccia una buona e cordiale alleanza tra - i filosofi ,";;;:
' r',,lrlr,,ro ne affe are. nè avcre ignoranza snierr_
la 6losofia e le scienze.... o. corrre oggi usan i rlir.r. [,a Metaffsica
dire, la scienza, Alleanza, e insisto su questa vooì essero una continua-
r{,r(ì, conìe il noure dice, della
parola, perchè a chi guardi ìa storia passata ,,,rrlinuare bisogna conoscere.
fisica; e pol
della fflosoffa, si offre questo spettacolo. Per Uua
r,,,, siir rurità di huona scierrza. afilosoffa àho
un lungo periodo c'è una confusione della fflo- l,r'r,,;rli.r campzìto in
,, f"i fifr_
aria. La base di tutto è La
soffa propriarnente detta, o motaffsica, con le ,.:.lrIr'tonzà,.o questa ci
scienzo, o Ia fisica: la filosofia, in questo lungo,
è data dalla scienza; la
\l, t;rlisina la irascende. non
lunghissimo periodo, impone, o quasi, alle scienzo la rleve ig.r;;;.;:
ll più bello o fecondo risultato .lrll"';;i"n;
iI szro meiodo. Poi, ira lo scorcio del cinquo- , rr;,prrnto nol preparar. che fanlcr
cento o i primortli del seiconto nostro, c'è una ,,,, rti,,
,n
"irrro*-Il
lrÈrc,lne p l,l.ugressivo della ffìosofia.
reazione violonta, che conduce alla separazione, rrl(,{,'1,' (Jt uggi non ha sernlrre
e
cioè, a dir più esatf,o, oorrebbe condurrel in rr rr,r.!.lSror :rcume rlel fflosolb necpssariamente
di venti secoli
roaltà riesce ad una soprafiazione della scienza l.r q l1;1 ;1, rlisposizione materiali pit
o di alcune scienze sulla filosoffa. Ora è la fflo- .sn:r,
;,rir r,srrtl,i, in urr;L prrr,lrl, ruigliori. i, ,ron'al"u
"op;o.i.
tr !' rrr, \,,)1. VL
xvtlt DU§ PRESENTAZIONI DU!] PItEÈENTÀZIONI xIx

e non crodo che il ffìosofo tlebba essere uno qre- , , ,,ltr,. r,lr t'i,tietzne (cosi vecchi e
pure cosi rin_
cialista di qualclio scienzal forso l'esserlo por dav- ,,,,.,rr) llllìso a Scuole come l,Istituio di Lo-
voro nuocerebbo, piìr che giovare, alla indagino , ri, ì, rr0rnini como X{ons, Mercier, cOme
fflosofica; perchè in questa egli sarebbe tentato L irl,lìrir,, il Peillaube, il piat, il Domet des
di portare ìe sue attitudini speciffche, poniamo \ ,,r,,,.;.... lrcr tacere del Rlondel, del Labelthon_
di hiologo o di astronomo. Ciò che giova è l'aver ,,r, r,.. ,1,,1 lfonsegrire, la cui modornità
scienti_
traitai,a da vicino alneno u,na scienza. per cù- tr' r ,, sì irrrliscussa, ma il cui lotnismo, o tia,
pire all'aito pra,tico che cosa è quosto benedeiio I , , rrr lì'rlrrll,i alla tradizionale ffìosoffa
crisiiana
rnetodo scientilìco; ciò che occorro si è cono- 1,,rr,. rrr lisr:u iibilo.
scere, il piir Ìargamente che si possa, i risultati
delle singole scionzt,. Le costruzioni ideali me-
i;affsicho trascendono i1 mondo della esperienza lrr rrll,irrro sicuro ìineamento deìla fflosoffa
(mondo scientiffco), ma non debbono in. nessun ,,rrrr,,rrrlir ,r rli quella cho dicesi filosolia tnodornit
modo contraddirvi. . , ,,, rrl,trìrr) o l'importanza crescente
a,ccordata
Deì resto anche rlui il desidelato nuoxo (l\ ,tt, ,,,i.,.i,,rzt nrorale. Che la veriiri filosoffca
è la continuazione d'una pratica antica. Perchè ,, rrr,.lr. v,,r'itir, tli coscionza e quistione di vita
S. llornrnaso era versato in tuite le scienze del ', I l,rir rrll.o (t umano senso tli cluosta paroìa),
szro ternpo; e noi si vorrebbero tornisti , cho i ,,ri,. ,.r',.(l(,. ne rlulrita o ne disoute. lj eiò
fossero così farnigliari colle scienze nostre di , ., l,r r';r ,, tlistingue il vero fflosofico dal vero
oggi, couie S. 'l'ommaso ìo era con le scienze ,, , (.rrr.si,o interessa la vita fisica,
,
ìa tuinima
nel suo tempo, di ieri. i , r,,ilr.r. i ,luello la viia moralo.
E perciò iutti
ìl il desiderio pio è già anche una roaìta r ir,,.,.,) r) clre, come il vero lììosofico ha ri-
consolante. Chè, in tr'rancia sopratutto, e in 1
. r , rr :,i.rri rrrrlla nostra coscionza morale. cosi
Belgio e anche in Germania, un po'rneno forso ,,,,,rrrli rrosl.r.o disposizioni influiscono alla loro
qui in ltalia, sorgono filosoff e scuole fflosoficlre, i , rr,.ll,. lilosolìclie ricerche. Alla fflosoffa
bi_
le quali, pur dovote alla sapienza antica. sond .,r r .r,.,.,,strr.r.si
non solo con acume inteìlettivo,
curiose o, por socondata curiosità,, dotts di scienzo ,,,r rrn'rrrrirrt llurir, e uobile; o non bisogna
nuove. Io penso a Rivisto come la Réuue néo- ,,,,rr. rrrr,L r.rtriosi{,1. sia puro altissinra.
, ', ,r I r
sclrolastique o la Réutrc de philosophie (giovane , ,,rr,, rntìr lìrr.zir, rt cui dovrà piegare l,animo,
ancora e pur così seria) o gli Aruml.es tle ylti- , , rrr rr,sllrr,. llislrosizioni e intenti siffatti non
DUE PI{rrSEN',t^Ziolit
Df]E PRIISENTAZIO\I xxl
si inculcheranno a fflosofi giovani e vecchi mai ,.lirrrìrrrtzioue della mia idea preconcetta è sicura
abbastanza. ,. lì.r'rnil. Non altrimenti
Ma oiò che è tipico dei modorni si è i'aver
, al saggio della vita
rrr,,r'rrlit, io
sono obbligato a scartars cerie ipo-
sentito come e quanto questo porre a contatto t,,si rrretalisiche o a propendere verso altre òp_
con la vita le astrazioni fflosoffche, possa comu- grosir'.
nicar loro ili interesse o anche di ltrce. L'una- lìl la necessita della viia moralo che mi oh_
nita ha sompre « pensato la sua 'r,ita s vissuto l,liga a rigettare l'idea di un universo ca1sriccioso,
iI suo pensiero »: Ìa fflosoffa, degna di tal nome. ,r' sustituirvi tlueila d'un rrrondo
1, dove inrpori
fu senpre li in questo doppio moto alterno. Noi \ lcqrle, una leggo luminosa di sapienza À di
si è solo acquistata di ciò una coscienza piir lr" rr l,à.
chiara, piir profonda, piìr certa. Noi non si crede Irll è di nuovo la necessità,, la realtà delÌa.
ai sistemi fflosoffci campati in aria, ffgli d'una viirL morale che mi obbliga a scartare ìa idea,
ragione pura o fredda; noi si vede cho i sistorni lrr (rliciamo pure) ipotesi di una volontà, umana
si colorano di tutto Ì'uomo, rna pirì specialmente ,'|()tànte così coute potrebl_ie operare un sasso,
deÌl'uouro moralo. , ir,' cade por una traiettoria
e con una velocità
La vita morale è un controìlo delle idee rrr tutto e por tutto, indipendentemente da lui.
metafisiche, proprio oome la vita fisica è il con' I,.rnrminata. abbrucniando l'opposrr, ipotesi dclla
trollo dello ideo scientifiche - la moralo e la I i lrerf,à. Neìla quale, lo
si noti, noi nòn vetliamo.
esporienza della meiaffsica. In scienza noi si fa ,lriiìro, rossun fflosofo ha visto chiaro piena,_
così: si ponsa una cosa o poi ai lume d,ei fatti lr,,nte rnaii ìe dispute ancor vive tra liberisti
ffsici, delle realità, ffsiche, ci si conferma nella srrl ruodo d'iniendere o spiogare la liberta bastano
nostra idea, o la si corregge. Camminando. io mi ,r lirovarlo, Ma vediamo chiaro che noi non si
convinco che certi corpi non sono trapassabili
dal mio corpo corl1e lo sono cerii altri, come forse
" rlotorminati conle un sasso, e lo vodiamo chiaro
sr)pratutto alla luce, al controÌlo, al saggio deÌla
io crodevo istintivarnente cho fossero tutti: io vii;a morale.
elirnino così. per esperienza ffsica, una idoa falsa lìgli è cosi, proprio cosi, che anche nella
cho avevo in mento. io affermo che certi eorpi rrrciaffsica noi possiarno credere al trionfo di un
sono solidi, o piuttosto resistenti, indivisihiìi.
''rit,erio sperimentale - che fu la teoria degli
l'ino a qual punto essi abbiano tale propricfà, ,,,ìc.stiei. ,. deve esserc in fondo la tcoria di
positiva non so e forse non saprò rnai , nrr la, ,lranti non vogliano convortir la metafisica in
l)ì'll l)Ì1,1,ìSllN l XXIII
DÙ'' PRI)SBNT,IZIONI ^ZlONl

li,.rrz;r rli ogni uiomo L-, attesta. Chè tali ritorni


in accozzo di fantasiicherie capricciose. Giacchè
r,,rr rrìr,rìoiulo, forse anzi oggi abbondano tanto
\a esperienza, il controllo sporimentalo d'una
idea motafisica non può essero ffsico - i termini 1,rir. rlrr;r,rrto ieri furono piir numeroso le apo-
ìo provano - talchè non rimane appunio che rirrsic: rrrl, io vorroi conoscero il nome di un
,.,,1,r. r.lre sia tornato alla meiaffsica per un im-
rifugiarsi nel controlìo morale, iì quale è m'eta'
;,rrlso o una esigonza scientifica, puramonte, rigi-
fisico: far rientrare la morale nelÌa fisica è un rlrr.rrrrrrìi,o scientiffca (parlo sempre delle scienze
distruggerla. O conirollo moralo, dunque o punto
lisi,'lre naturali) .... io so molti nouri di uomini
controllo : o questa esperiouza... o aver il corag-
r()r'rìrìti. perclìè la scionza alla vita apparve loro.
gio di dire che la metafisics, è rrn salto nel buio.
,.orrrc è. insufficiente. Il nome di Ferdinando
un salto che ha il suo punto di parienza nella
Iìr'rrrret.ière prrò bastare p"r moiti. Che se è cssa.
ffsica, ma iì suo punto d'arrivo non si sa dove;
l;r. r'ita morale, la forza propulsiva delle anime
un punto d'arrivo eapriecioso '
r,,,r'so la nrotafisica, essa che le fa riontrare in
Far della metaffsica così, e corto non facile
rlrrol campo già disertato, e molto naturale il
cosa; rììa chi riustrisse a farla, interesserehÌ're ,
al suo o libro t-r discorso. ,,r'rrrlere che essa,, proprio essa in quol campo
senza a'lcun dubbir,r,
.'rrrrtinui a qzcidarle.
le animo. La fflosoffa non parrebhe aìlora piir
a nessuno, come oggi pare a nolti di quelli A taluno potrà sombrare chc noi oggi, par-
siessi che la studiano,, un gioco sotiile, soi;iilis- ltntlo cosi, si dica cosa contraria, o almeno di-
simo di intelligenze, gioco in cui. a seconda r'lelìe \'(.rsa da quel che ponsava,no e dicevano gli sco-
proprie tendenze e abiliiil inteÌlottuali, ci si &l- Il,stici , e con essi S. 'I'omnaso : può sombraro
aerte o ci si annoia morialmente. No, por le .lro noi si introduca in fflosoffa un critorio da
parole o le pagine di ial fflosofo si sentitebbe ossi o neEletto o disprezzato. Orbene, che noi
da tutti iì freniiio dolla vita. di rluella vita. alla si dica cosa contraria ad essi. lo nego: poichè
quale nun riuseiatrro a rinunciare. ,'ssi fecero della metaffsica e della buona meta-
E 'badisi che ò proprio in nonie della vita lisica, non poterono non camurinale al lume della
(vita nc,n ne1 senso fisico, per il che ìlasta ltr rrroralo coscienza. Ma non vorrei neppure affer-
fisiologia, ma vita nel senso utnano nol sotrso nrlre che noi si ripeta così puramonto e sem-
'
morale) cho tornano aìla metaffsica molti di oo- 1rìicemente un ponsioro loro, no: io credo che
loro i quali, in nome della scienza, della ffsica. rrel riconoscimento dei processi intellettuali si
oi àvevano sistematicarnente rinunciato. La espe- sirl fatio un reale pl'ogresso. La distinzione. che
1

x\tv DIID PRESII}iTÀZIONI DUE PRESENTAZIONI xxv

è poi tutta nel metodo o noi criterì, tra la fisica r irr, rli controllo sperinentale; e da essi diffe-
e Ìa rnetafisica, non poteva essere così chiara solo in una analisi piìr esatta dei nostri
'irr.rrro
agli scolastici conre a noi. per una, ragiono senr- ;,r'or:orliurenti intellettuaìi, analisi determinata
plicissima; che la ffsica non era allora costituita ,lrr llo sviluppo autonomo e moderno della scienza...
cosi rigorosamente come lo fu a pariire dal sei- ,'lr. è poi viceversa anche uno sviìuppo pitr auto-
cento. La fisica era per gli scoìastici un capo rrorrro deìla, fflosofia.
della fflosofia, quella, filosofia dove ìa rnetafisica
regrìa sovranà, batte (c ome suoÌ dirsi) il tempo.
Una ffsica, ridotta di fatto ad essere un capi- (Juosta doscriziono di quollo che ìa filosofla
tolo delìa metafisica, o via dolla filosoffa, non ,,ggi potrobbe e dovrebbe essere, questo sogno
si prestava ad essere riflessivamente distinta con rli rrna tìlosofìa, per ffnezza, d'analisi psicoìogica,
una vera precisione. A noi il lavoro riesco piìr ,'rpia tli orudiziono storica, notizia esatta di ri-
facile, non porchè siamo piir acuii degli scola- srrltai,i scientiffci , palpito di rnorale coscienza,
stici, rra solo porchè ci iroviamo con una, ffsica rira,.... è, me ne accorgo, una cattiva prose[-
nuova, cosÌ solidamente cosiiiuita, da forzarci l,;r,zione di questo libro, del quaÌe suona, più che
a nettaments distinguerla. E distinguendola, noi rr ll,r'o. anticipata, condanna. À{a me ne eccorgo

vediamo in fisica trionfare la sperienza fisica.... troppo tardi: oramai è scritto e anch'io' coure
e in fflosolìa, in netaffsica , riconosciarlo piir |'ilttio (r-rhimè I che brutto paragone anche questo)
reciso il procedimento moralo. rrorr lro iì r:oraggio di cancellare: quo(J' scripsi,
Qualcuno potrebì-re anche soggiungore clio
nella Scolastica abbia prevalso, forso piir in appa- II.
renza che in realtà, prevalso ad ogni rnodo l'in-
Del P. Eriprantlo Bottagisio.
dirizzo aristotelico, il quale, como tutto f indirizzo
greco, fu intellettualista - appìicando, per quella )ontinuando nella mia abitudine - buona aLi-
(

benodetta confusione iniziale, alle ricerche filo- lrrrlirro - rli dedicare i miei povori libri ai morti,
soffche, metaffsiche, i metodi legittimi nello ri- ,l,,rlico rlucsto aì P. Eriprando Bottagisio S. I. l[a
cerche prettamonte scientifiche. ,.31i. ,.;Lrissimo » ttto. sarà, rne lo intmagino. un
('rr.r'rrurkr
Noi, ad ogni modo, in questo ci continuiamo ;ror ventiquattro dei miei proverbiali
agli scolastici, nel voler serbato alla meòafisica r',,rrl,ir:inrlrro ìettori, non porchè gli sieno man-
il fondamento solido, il carattere obbiettivo, por , r1,,, Lr rgralitir rloll'aninio, chè le ebbe straor-
DUE PBESONT^ZIONI DI]E PÀESEÀ..T^Ztot{l

dinarie, ma porchè gli mancò il tempo da farls riurproverarÌo agli altri, quando
,lrr lrr,;4irzzi, salvo a
valero e conoscero a niolti. E non sarà davvoro , r lr:rr'() r['ossore diventati uomini - a trte solda,to
questo il libro che gli darà, la fàma ch'egli lì,:rsri rli quelle pacificho guerre, quello spetta-
avrebbe meritata, àssai più di tanti ciarlatani, r..,t,, rìon mo lo aveva certo reso antipatico:
il cui nome per terra e per n.ìare batte I'ali: lull'lll,r'o. X{i pareva che quella fosse santità e
ma ai pochi che Io conobbero riuscirà,, spero, r iri,ir vcra. la sola vera, almeno la sola simpa'
un conforio vedorlo qui ricordato e a me saprà, ir,.rr. (lon che gioia perciò sentii annunziare che
dolco l'aver pagato un tributo d'affotto a uno s;rr',rlrlro lui il nostro maestro I'anno dopo in
dei padri deìla mia intelligenza, e non tlella in- ,1rtlt'ta.
telligonza solo.
Poichè di ìui, alcuni anni addietro, scrissi in
un numero unico, ricorrendo il xxv anniversario [,'anno dopo 1o conobbi, quantunque a,himè !
della fondazione rlel coilegio M. G. Vida, dovo lrr. rrralattia - quella crudele malattia, che doYeva
I'ebbi lraestro, uri paro che il lieglio sia ripor- trl,rlo giovanissimo alla tom'ba - manifesiandosi
tare qui tal quale l'articoìo breve troppo, ma r',.r'so lrasqua, non gli permettesse di compiere
dove ho lasciato parlare liberamente e schietta- il srro insegnatnento. C'era stato un inverno tor-
mente il cuore. lilrile; si golava da per tutto fuori e dentro queì
loca,lo vecchio, ben lontano dalla bellezza e co-
In, memoriam,... rrrorliia dell'odierno edifizio. E lui aveva sffdato
L'anno prima - facevo ìa 3' Ginnasiale col I'inverno. il gelo, 1'umido - non per braveria.
Lruon Ir. Costeiti - ne avovo sontito parlare e lrl, per ardore giovanile - doveva sentirsi tanta
l'avevo anche veduto. Lo si diceva d'ingegno vita, dontro ! Certe sffde sono tremendo: cominciò
grando e tenacissimo aìlo studio; primo per l'un rrn po'di tosse, un po'di febbro; dovette cam-
verso e per l'altro. di tutti i suoi compagni alla lriir,re aria, intraprenilere un'altra lotta, ìa lotta
Università di Padtrva, amato dai Professori anche ,.orr un morìro che non perdona.
di fedo religiosa molto diversa. La sua prima Pure in queÌ semestre lo conoìtbi, ne sentii
apparizione era stata poco scientiffcaq l'avevo I'intiuenza, ìo amai. La scienza fece allora la
visto giuocare con un entusiasmo giovanile alla lrrirna apparizione al curioso mio spirito. Era
gìterra francese.' m& a mo. ùmante allora piÌr rrn gÌottologc, consutnato e appassionato; volevà
dol giuoco che dello studio, - come siamo tutti trasfondere la sua fede. il suo ardore in tutti
ri\vIIl DIJE Pt{ESl.tN fAZIONI Dùlt PRESENTAZIO\"I

noi. Con la tosia piena di sansorito, sognava lrti,rlulerìte voro e ri.uscissero a,nche didaitica-
certo di fare doi suoi scolà,ri altret,tafii Bopp rrr,,rrl,e utili. Con la grammatica patavina faceva
in diciotiesimo. Dopo il Saqqio, par rlivertimento rl prr,iri il vocabolario greco dollo Screvelio. Do-
ci mostrò duranto i,utia una rnatiinata dei lihri \,url(lue and&sse o gli aocadosse di trovario, con-
sanscriti; allora, mi ricordo, voìli imparare da ,,r,ltilva - ci diceva - di venderne 1e copie e
lui a scrivere in sanscrito iÌ mio nome. Scia- ,',,rrvortirle in aìtrettanti chili di castagne. Pec-
guratamente non sono andato mai molto piir in ,.;r,lo che i suoi consigli non giungessoro da por
L\ di così.... alla Universiià, stessa non potei I rrl lo: a me è tocca,io ancora la sorte di in-

raalizzare i bei sogni del caro maestro. ìIa una .,rrl,r'are qualche paladino dello Screvelio' A
idea mi entrò allora e non m'è piir usoita di rrrozz'rìnno parti; mà un po' del fuoco sacro che
testa, che la scienza moderna non va cletta mo- qìi lrrÌeva dontro ora riuscito a comunica,rcelo.
derna per istrazio, che non se ne possono di-
sprezzare i meiodi e le conclusioni - se non
quando s'ignorano. 'l'ornò..., non piìr per noi ma per i Licoisti.
Irrsr,gnava Storia e non potoi prolìttare deÌle sue
l,,zioni. l{a se no parlava, e ripensando ora a
In
iscuola e fuori, allora e poi lo trovai rlrrollo che allora ne sentivo dire, mi pare che
sempre pièno di ardore per la scienza vera o rivrrìtsse un altro lato del suo ideàle scientifico
per i suoi innegabili progressi. Dra rn qiouane - ,, rleÌla sua anima gentile: la lealtà. Era quolla
parlava con unà soitile inesauribile ironia dei ,,lre gìi guadagnava tutt'insieme iÌ cuore e la
rccchi metodr scientifici intendendo con quella irri,clligenza dei giovani. Ricordo bonissimo; aveva
parola, com'è Eiusto, non tanto queììi che sono I r';r i,t.:rl,r.i uno dei piir delicati e conrplicati pro-

antichi, ma quelli che sono antiquati. Il suo cavaÌ ìrlr,rrri storici' I'abolizione dei Tempìari, con
di battaglia era la vecchia grarnmatica patavina, :r,1rc|ta francho zzt\ serrzù relicanze,, sonza sottor-
che dava per paradigma il verbo t6rto con lirgi, dicendo quella r:he gli parea la verità, tutta
iutti i tempi possibiÌi immaginabili. Io non ho lrr, vcrità. Quosto era piaciuto al compagno che
mai avuto il bone di conoscerla, rna l,ui aveva rrro ne parìava - uno dei piir intelligenti, forse
certo sentito esaltarla contro ii Curtius e le il piir intelligonte del suo corso. E coi suoi sco'
sue novità. E si compiacova di farci notare a lrr,r'i lu vodevo spessissimo anche fuor di scuola.
noi giovani quanto queste novità fossero scion- irr rir:rc:lzionc - serììpre sereno, iÌare, festevole.
DUT' PÈES!JNTAZIONI
DUf PRESEìiT,\ZIONÌ

i\llora non era piir il maestro , era l' amico - I .rl,rr:rrlr' lirrze; presentiva il sacrifizio, lo accet-
ma .la scuola dell'amico non riusciva ntono | , \ ,r. \,)n r:ra anch'esso un tnodo di giungere
foconda di quella del dotto. Io non so in altri, ,ll,r v,.r'itrr, e servire la causa dol bene?
ma nella mia anirna quanti germi di bene non
ha egìi, senza saperìo, deposti, allora!
l ,'rrl iura rrolta, lo t"ouri .u no-tla sua came-
i

r,,lirr r.rirì una pila di libri accanto. Era sulle


,ìi,iii.j(. lr(ìr' la carnpagna - per Castollo, rli paro -
Poi prendemmo vio divorse - Lui a girare , 1, , \ ,. ìr,v rol)be passato le f'erie Pasquali
pel mondo in cerca di climi piir miti , d' aure - una
piir balsamiche. Io ìà, dove un'intima voce mi ,lunrli.irìiì di giorni - e se li portava su, per
aveva chiamato. L,a Provvidenza me lo foce, i,rliiu1, una quistione di critica biblica: donde
contro ogni mia previsione, incontrare in Roma. r,rrr,,rr,il oomputo delle rnistiche settirnane danie-
Seppi che stava al Collegio Germanico, e ci lr,.lr,.? rlrral è quell'editto (Sermo) dalla cui pro-
andai. Povero Padre ! Era smunto, pallido; in rr,rlq:rzione (ab e.ritu) esse sono datate? Si deve
caìner& una macchina messa lì per curarlo tra- p,,lu liss:r,r'r, questo benedetto decreto. mi diceva
diva Ia sua Iàialo rlalattia. Ma su quel palloro ,,rrr rrn rìocento pieno di convinzione, si der,e
brillava ancora il fuoct-r dell'a.nirua, e la vona 1r,1,'r' lissilre coi documenti storici alla mano.
dell'afletto ìron era, inaridita. Sotto il nuovo abito t)r'rr i lrrroni e leali metodi scientifici sentiva di
riconobbe il discepolo d'au,trefois e mi tratiò ,t,,v,'r'li rlppìicare nello studio dei probìomi reli-
come fratello. Non eravamo onnai, sotto abiio -rrrsi i liiir alti, i piir ardui, i piir importanii.
divsrso - nia gli abiti cho importano? - ascritti lrrrl solr,ìre alÌa verita divina ciò che la scienza
alla stessa milizia? Anzi ora eràvamo colleghi ! rrrrrnrr lrrr di meElio. non è l-ielÌo ? non è pro-
perchè ridiveniva studente (di teologia) anche lìrrrrl;urrcrrl;c cristiano ? .\nche qui : perchè dare
lui. Lo studio ora iÌ suo sogno anche allora, ir I)io rl,'i vccchiumi. dei rifiuti ? Oorrre l'alte piìr
ìa sua passione: una passione nobile e pura,, lirrrr, lriir ìreìla. al tempio, cosi i rnetodi più se-
com'e 1'amore delìa verità, e delie animo; perchè veri a,lla, scienza, sacra. In cluaì nrodo risolvesse
la verità, era la sola cosa da lui instantemente iì 1'rolrlerrtrr ;r ('rrstollo non scppi - e me llc
cercata; e ìa verità, scoperta niont'a,ltro clie aI rìacque e restò lir, vc,glia di tentarlo, e lo tentai
bene deìle anime avreÌrbe fatta servire. Ma sen- pirì tardi in un opuscolo - uno dei pochi reati
tiva all'ardua ricerca ogni di urinori le antiche, ,lì slrmpa corrrnrossi lill qui.
DUE PRESEù.-TAZIONI

Non lo rividi piir. Ricorninciò il suo polÌo-


grinaggio.... meglio, la sta, Via Crucis, trovò il
suo Calvario, vi morì precocernonte croceffsso.
Anche oggi consorvo nol vocchio rnio Curtius
un foglio, dove avova scriito di suo pugno, per
noi suoi scoÌari. i porfetii forii regolari e irre-
golari della prosa attica - nslla mente, fresca
como fosse di ieri, indelebile, la sua immagino -
nel cuore un desiderio vivo di lavorare a quegli
ideali di scionza moderna e loale, di scienza ar- I.
rnonicamente cosi disposata aila fede, p9r cui
consumò anzi tompo la sua vita. PARTE ESPOSITIYA
P. Grov-nNNr Ssupnr.l
Bat nabita.

Potrebbero piacerti anche