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L’iniziativa è uno strumento di pianificazione, dedicato alla ricostruzione post sisma del 2012

Il piano disciplina il territorio comunale per quanto riguarda i beni con valore culturale, architettonico e
paesaggistico, va anche a ripensare delle aree che sono state oggetto di distruzione del tessuto costruito
esistente e quindi necessitano di essere ripensate. In un contesto che è quello dell’esposizione e della
vulnerabilità rispetto al sisma questo piano della ricostruzione va definire come è possibile utilizzare il
territorio comunale e quali sono le funzioni che vanno ad insediarsi, ma anche come va ripensato un
contesto urbano già edificato affinché sia meno vulnerabile a questo tipo di eventi.

A seguito del sisma del maggio 2012, il comune di Mirandola redige il Piano di Ricostruzione (redatto ai
sensi dell’art. 12 della L.R. 16/2012 - norme per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 20 e 29
maggio 2012), che verte principalmente sulla revisione del quadro dei vincoli previsti negli strumenti
urbanistici vigenti sugli edifici di interesse storico-architettonico o di pregio storico-culturale. Tale revisione,
si è basata sul sopralluogo diretto presso tutti gli edifici tutelati dal PRG, accompagnato dalla valutazione
dei livelli di danno con l’indicazione degli esiti dell’agibilità (schede AEDES).

Per il comune di Mirandola, la formazione del Piano di Ricostruzione risulta contestuale e ‘’intersecata’’ al
processo di formazione dei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla L.R. 20/2000: Piano Strutturale
Comunale (PSC) e Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).
La Conferenza di Pianificazione per i nuovi strumenti si è conclusa nel luglio 2013, ciò significa che la stesura
del PdRIC, in particolare per gli aspetti normativi, si intreccia inevitabilmente con la riconsiderazione della
normativa del PRG vigente ai fini della normativa del RUE.

È risultato necessario cogliere il momento della formazione del Piano di Ricostruzione come un’occasione
per aggiornare e riorganizzare l’apparato normativo vigente relativo agli edifici meritevoli di tutela.
La normativa del PdRIC di fatto si trova a dover anticipare parti di normativa che saranno poi assorbite ed
estesa a tutto il territorio con il prossimo RUE.

Pertanto nelle Norme del PdRIC:


- vengono fornite precisazioni sull’estensione di ciascun tipo di intervento e viene specificato quali
parametri e caratteristiche dell’immobile possono o non possono modificarsi in relazione al tipo di
intervento;
- viene data la definizione delle diverse categorie di tutela applicate agli edifici di interesse storico
architettonico o storico-culturale testimoniale .
Vengono definite quattro categorie di tutela principali:
- le prime due applicate nel centro storico e agli edifici tutelati nel resto del territorio;
- le ultime due applicate esclusivamente nel centro storico.

Revisione dei vincoli fuori dal centro storico


La revisione nel territorio rurale ha interessato tutti gli edifici e i complessi individuati dal PRG e riconosciuti
dalla Conferenza di pianificazione come di interesse storico-architettonico o di pregio storico-culturale. La
situazione vigente è stata completamente aggiornata.
L’operazione di aggiornamento è stata condotta sulla base di alcuni presupposti:
1. ai sopralluoghi è stata attribuita un’importanza prioritaria per il rilievo dello stato attuale degli
edifici e per gli effetti determinati dal sisma;
2. la classificazione delle schede AEDES utilizzata per gli edifici che hanno subito danni a causa del
sisma, ma non descrizione del danno. E in alcuni casi non sufficienti per tutto il patrimonio ->
servono sopralluoghi;
3. modifiche avvenute prima del sisma. Sono state registrate le situazioni di crollo parziale o totale
antecedenti al sisma.

L’esito dell’aggiornamento ha portato ad una nuova schedatura del patrimonio storico: una prima parte ha
il ruolo di identificazione e descrizione delle caratteristiche del complesso edificato, mentre le altre parti
descrivono in dettaglio i danni riscontrati, la tipologia e la disciplina di tutela edificio per edificio
(descrizione con documentazione post-sisma, e in alcuni casi anche ante-sisma).

I sopralluoghi hanno inoltre portati alla rivalutazione di alcuni edifici come beni di interesse storico-
architettonico.

Tenendo conto anche dei presupposti sopracitati, l’esito della valutazione è una rappresentazione a scala
territoriale che riproduce i contenuti della tavola C.2.1 del Quadro conoscitivo del PSC, restituendo un
duplice livello di informazioni.
Nel caso dei complessi edificati si distinguono diverse situazioni:
- i complessi edificati per i quali tutti gli edifici compresi conservano un livello di tutela;
- all’estremo opposto, i complessi edificati per i quali tutti gli edifici compresi perdono il livello di
tutela;
- ed un livello intermedio, in cui i complessi edificati presentano almeno un edificio che conserva un
livello di tutela, ma si tratta di casi in cui si è persa la configurazione storica originaria.

È soprattutto in quest’ultimo caso che si chiedono particolari cautele nella fase di ricostruzione, dove un
edificio di nuova edificazione verrà ad essere realizzato in stretta relazione ad un edificio storico ancora
esistente.

In ambito rurale questa distinzione assume un’importanza maggiore rispetto alle aree urbane esterne al
centro storico, dove le situazioni sono meno articolate e complesse.

Dei 188 complessi edificati da tutelare, come indicato nel QC del PSC, 41 (pari a circa il 22% del totale)
perdono completamente il livello di tutela. Tali situazioni sono in prevalenza localizzate nei paesaggi vallivi
della bonifica recente dove più spesso i complessi, già prima del sisma, si presentavano in uno stato di
avanzato degrado per abbandono o scarsa manutenzione.
Nella pianura attorno a Mirandola e nel dosso di Gavello, tali situazioni sono più limitate se valutate in
relazione alla maggior concentrazione di complessi tutelati.
In questi paesaggi di dosso più spesso ci si torva nei casi di complessi che hanno conservato il livello di
tutela solo parzialmente. Nel territorio comunale il 26% circa dei 149 complessi che confermano un livello
di tutela, lo fanno solo in parte.

Il patrimonio edificato tutelato dal Piano Regolatore è complessivamente quantificabile in 418 edifici. Dalle
valutazioni effettuate, il 44% degli edifici, perde il vincolo che gli era
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stato attribuito dallo strumento vigente, mentre circa i il 68% del patrimonio edificato conferma la tutela.
Occorre, tuttavia, precisare che all’interno di quello che si considera “perduto” sono stati computati sia gli
edifici crollati prima del sisma, sia quelli ritenuti non storici. Del 44% di edifici per i quali si rivede il vincolo
della pianificazione, quasi il 30% è rappresentato da queste situazioni, mentre ai danni da sisma sono da
imputare il restante 70%.
Gli edifici tutelati, considerando anche quelli segnalati dal IBACN, risultano ad oggi essere 284 a fronte dei
418 pre-sisma.

In ambito urbano l’uso degli edifici e il loro livello manutentivo, hanno con ogni probabilità limitato ad
alcuni casi isolati i crolli e/o la compromissione totale dell’edificio.
Su un numero complessivo di 68 edifici tutelati dal Piano Regolatore, quelli che hanno perduto il vincolo
rappresentano il 12% del totale e si tratta di edifici di valore storico-testimoniale.
Con l’aggiunta delle segnalazioni dell’IBACN il patrimonio edificato di valore Con l’aggiunta delle
segnalazioni dell’IBACN il patrimonio edificato di valore storico in ambito urbano è quantitativamente
paragonabile a quello del piano vigente.
Nell’ambito del CUR e della relativa intesa del 28/02/2014, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici ha segnalato alcuni complessi di “particolare interesse” (avvio di procedimento) e di
“interesse”

Revisione dei vincoli all’interno del centro storico


Per il centro storico la valutazione e revisione dei vincoli di tutela a seguito del sisma ha preso
necessariamente le mosse dalla situazione dei vincoli vigente, rappresentata Tav. 81 a/b del Piano di
Recupero.
Tale situazione vigente è stata complessivamente aggiornata, anche tenendo conto di:
- della necessaria presa d’atto di modifiche avvenute prima del terremoto;
- della ridefinizione delle Unità Minime di Intervento strutturali effettuata con Delibera del Consiglio
Comunale n° 53 del 29/4/2013 “Individuazione degli aggregati e delle unità minime d'intervento-
UMI e modalità attuative d'intervento, ai sensi degli artt. 5, 7 e 9 della L.R. N° 16/2012”, con la
quale sono state ridefinite le UMI del PdR. E si sono inoltre individuate cinque “Unità di intervento
Speciali” per le quali si era demandato al Piano della Ricostruzione la definizione di un nuovo
assetto plani-volumetrico.
- delle informazioni sul livello di danneggiamento rilevato attraverso le Schede AEDES.
- rivalutazione dell’interesse storico-architettonico di alcuni edifici.

DISPOSIZIONI SPECIFICHE RIGUARDO AL CENTRO STORICO


Le Unità Minime di Intervento speciali con nuove previsioni plani-volumetriche
Per le sei “Unità di intervento Speciali” individuate e rinviate al PdRIC con la delibera di individuazione delle
UMI strutturali, il Piano definisce interventi che configurano un assetto plani volumetrico parzialmente
diverso da quello precedente al sisma.

(Da NTA_ PDR_VAR_2_2015)


UMI Speciale n. 1: ex-edificio “Scaletta”:
- Caratteristiche e finalità dell’intervento: si prevede la ricostruzione in sito secondo una sagoma
planivolumetrica parzialmente diversa.
- Elementi vincolanti: ripristinare l’allineamento preesistente sulla Via Battisti; realizzare un percorso
pedonale passante (o galleria) con servitù di uso pubblico, grossomodo sull’asse della Via Fanti,
largo almeno m 5 e alto almeno m. 5 (salvo punti particolari di profondità limitata).
- Parametri edilizi: superficie calpestabile max fuori terra pari alla superficie calpestabile
preesistente, al netto di quella individuata nel Piano come superfetazione (la galleria di progetto
non costituisce superficie calpestabile); numero di piani: max 4 fuori terra (+ eventuale interrato).
Destinazioni d’uso ammesse: vedi art. 3.4.

UMI Speciale n. 2: edificio “M2”


Per questa UMI si prevedono due possibilità di intervento alternative, da selezionare in relazione alla
possibilità o meno di operare una delocalizzazione parziale del volume, senza pregiudizio per il godimento
dei contributi pubblici per la ricostruzione.
Alternativa 1, con delocalizzazione di parte degli alloggi in area di proprietà comunale nella UMI Speciale n.
5 oppure nella UMI Speciale n. 6 (vedi schema progettuale nell’Elaborato PdRIC_4):
- Caratteristiche e finalità dell’intervento:si prevede la ricostruzione in sito su un sedime grossomodo
corrispondete a quello preesistente e per un massimo di 5 piani fuori terra in modo da limitare
l’altezza.
- Elementi vincolanti: gli allineamenti preesistenti sulle Vie Savonarola e Fanti; non ammessi balconi
in aggetto, ammesse logge rientranti entro il filo della facciata.
- Parametri edilizi: Sc max fuori terra = 82% della Sc preesistente; numero di piani: max 5 fuori terra;
Sq max = Sq preesistente; l’interrato può essere più ampio di quello preesistente.
- Destinazioni d’uso ammesse: residenza, attività commerciali, paracommerciali e terziarie.
Alternativa 2, con ricostruzione in sito dell’intera Sc preesistente, con numero di piani fuori terra paria
quello preesistente.
Elementi vincolanti: gli allineamenti preesistenti sulle Vie Savonarola e Fanti; non ammessi balconi in
aggetto, ammesse logge rientranti entro il filo della facciata.
Parametri edilizi: Sc max fuori terra = Sc preesistente fuori terra; Sq max = Sq preesistente; l’interrato può
essere più ampio di quello preesistente. Destinazioni d’uso ammesse: vedi art. 3.4.

UMI Speciale n. 3: Via Tabacchi


- Caratteristiche e finalità dell’intervento: si prevede la ricostruzione dell’edifico in sito su un area di
sedime diversamente configurata, in modo da limitare l’altezza; si prevede inoltre la possibilità di
un intervento di riassetto dello spazio pubblico fra la Via Tabacchi e il Teatro Nuovo con la
realizzazione di una struttura leggera multiuso.
- Elementi vincolanti: l’allineamento dell’edificio su Via Tabacchi e la posizione della rampa di
accesso alle autorimesse; il piano terreno dell’edifico ricostruito va impostato alla quota di Via
Tabacchi; non ammessi balconi in aggetto, ammesse logge rientranti entro il filo della facciata.
- Parametri edilizi per l’edificio: Sc max fuori terra pari alla Sc preesistente; numero di piani: max 4
fuori terra + interrato. La superficie del piano interrato per le autorimesse può estendersi sotto il
Piazzale Marconi sulla base di apposita convenzione con il Comune.
- Parametri edilizi per la struttura pubblica multiuso: superficie coperta massima mq 250, altezza
massima m. 3.
- Destinazioni d’uso ammesse nell’edificio: vedi art. 3.4.
- Destinazioni d’uso ammesse per la struttura pubblica multiuso: servizi pubblici, attività culturali,
associative, commerciali, paracommerciali.

UMI Speciale n. 4: Via Silvio Pellico


- Caratteristiche e finalità dell’intervento: si prevede la ricostruzione dell’edifico in sito su un area di
sedime diversamente configurata,in modo da limitare l’altezza, nonché l’interramento delle
autorimesse pertinenziali;
- Elementi vincolanti: l’allineamento su Via Pellico e la posizione della rampa di accesso alle
autorimesse; non ammessi balconi in aggetto, ammesse logge rientranti entro il filo della facciata;
- Parametri edilizi: Sc max fuori terra pari alla Sc preesistente; numero di piani: max 4 fuori terra +
interrato;
- Destinazioni d’uso ammesse: vedi art. 3.4.

UMI Speciale n. 5: isolato ex_Milizia e condominio Duomo


- Caratteristiche e finalità dell’intervento: si prescrive la conservazione e valorizzazione di tutte le
facciate di interesse storico o testimoniale; l’intervento deve puntare al rafforzamento
dell’attrattività commerciale del centro storico e del 30 ruolo di percorso commerciale di Via Pico
attraverso la realizzazione di spazi commerciali idonei anche per medio-piccole strutture di vendita
e pubblici esercizi; la realizzazione di una piazza-giardino interna di uso pubblico idonea al
plateatico di pubblici esercizi, la realizzazione di una adeguata dotazione di parcheggi.
- Elementi vincolanti: il restauro scientifico della facciata neoclassica lungo Piazza Conciliazione, Via
Pico e Via Cavour; il restauro degli edifici di proprietà comunale e di proprietà demaniale; gli
allineamenti indicati per i nuovi corpi di fabbrica su Via Cavour e Via Roma; la realizzazione di una
piazza-giardino interna di uso pubblico con accessi da almeno tre lati dell’isolato; la realizzazione di
un parcheggio interrato, con accesso da Via Roma, resta l’opzione progettuale prioritaria, precisato
che, qualora la realizzazione del parcheggio interrato non sia fattibile, si prescrive che il
reperimento dei parcheggi di legge sia previsto mediante realizzazione degli stessi anche
delocalizzati dove previsti dal piano di recupero del centro storico o mediante monetizzazione nei
casi previsti dalla normativa regionale sul commercio negli ambiti territoriali in cui possono essere
promossi progetti di valorizzazione commerciale di cui all’art. 8 della L.R. 14/99, come individuati
con atto di C.C. N° 62/2014 .
- Disposizioni attuative: L’UMI speciale n. 5 deve essere soggetta ad un progetto preliminare unitario,
di iniziativa pubblica relativo alle porzioni A,B,C,D in relazione alla presenza rilevante di proprietà
pubbliche. Successivamente all’approvazione del progetto preliminare, possono essere approvati
progetti definitivi separati relativi ai quattro stralci funzionali, corrispondenti a:
A) la porzione di proprietà demaniale da assoggettare a restauro;
B) la porzione su Via Pico e Via Cavour di proprietà privata, da assoggettare a demolizione e
nuova costruzione, con eventuale recupero di elementi significativi;
C) la porzione di proprietà comunale edificata da assoggettare a restauro;
D) la porzione di proprietà comunale non edificata, da edificare.
La porzione E) di proprietà privata comprende il ‘Condominio Duomo’ in Via Roma da demolire e
ricostruire
- Parametri edilizi: Porzione A): sulla base del progetto di restauro; Porzione B): Vt max fuori terra =
Vt preesistente (al netto di eventuali superfetazioni); n. max di piani fuori terra = 3 (+interrato);
Porzione C): sulla base del progetto di restauro; Porzione D): Sc max fuori terra = 1.550; n. max di
piani fuori terra = 4 (+interrato).
- Destinazioni d’uso ammesse: vedi art. 3.4, con esclusione della residenza al piano terreno.

UMI Speciale n. 6: isolato ex-oratorio ed ex-cinema


- Caratteristiche e finalità dell’intervento: l’intervento deve puntare al rafforzamento dell’attrattività
commerciale del centro storico e del ruolo di percorso commerciale di Via Pico attraverso la
realizzazione di spazi commerciali idonei anche per medie strutture di vendita e pubblici esercizi.
- Elementi vincolanti: il restauro della facciata, con preferenziale conservazione anche degli altri muri
perimetrali, dell’ex-cinema; gli allineamenti indicati per i nuovi corpi di fabbrica su Via Pico, Via
Cavour, Via Roma; la realizzazione di una rientranza aperta su Via Pico fra il corpo di fabbrica
dell’ex-cinema e quello su Via Cavour; la realizzazione di un parcheggio interrato.
- Parametri edilizi: Sc max = 3.100 mq.: H max = 3 piani fuori terra;
- Destinazioni d’uso ammesse: vedi art. 3.4, con esclusione della residenza al piano terreno.

Le opportunità di delocalizzazione di edifici dal territorio rurale ad ambiti urbani


Il Piano di ricostruzione provvede inoltre a dettare le disposizioni applicative della possibilità prevista
dall’art. 9 comma 5 lettera b) della L.R. 16/2012, ossia la possibilità di ricostruire edifici abitativo crollati o
comunque gravemente danneggiati siti in zona agricola e non facenti parte di aziende agricole,
delocalizzandoli “in ambiti idonei all’edificazione individuati dagli strumenti urbanistici vigenti o dal Piano
della ricostruzione, e nei limiti della capacità edificatoria riconosciuta ai medesimi ambiti”.

IL Piano prevede la possibilità di delocalizzare in tutte le zone C individuate dal PRG, a condizione che vi sia
un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) già approvato e non ancora compiutamente attuato o anche laddove
il PUA venga approvato in seguito.

Queste traslazioni di edifici abitativi sarebbero certamente positive poiché andrebbero a ridurre
l’edificazione sparsa nel territorio rurale e la presenza di popolazione sparsa non attinente all’agricoltura,
riportandola a contesi urbani dove sono presenti i servizi e le reti di urbanizzazione. Ma non è pensabile che
possano avvenire senza forme di incentivazione verso i soggetti attuatori delle zone C: occorre cioè
accompagnare questa possibilità con una qualche forma di agevolazione e premialità a favore del soggetto
attuatore dell’area ‘ricevente’.

Oltre che nelle zone C, si prevede di poter consentire delocalizzazioni dalla zona agricola anche in una
piccola zona B a San Martino Spino.

Titoli abilitativi
In applicazione dell’art. 13 comma 4 della L.R. 15/2013, nel centro storico di Mirandola gli interventi di RE
non possono in ogni caso avere inizio prima che siano decorsi 30 giorni dalla data di presentazione della
SCIA.

Caratteristiche del piano


Misure di salvaguardia e disposizioni transitorie
- Dalla data di adozione si applicano le misure di salvaguardia, ai sensi dell’articolo 12 della legge reg.
20/2000;
- Tutti i permessi di costruire rilasciati e le SCIA presentate anteriormente alla data di adozione del
PdRIC, sono considerate non in contrasto con le prescrizioni di tale strumento e mantengono la loro
validità, purché i lavori vengano iniziati e terminati entro i termini fissati a norma di legge.

Permesso di costruire in deroga


Possono essere rilasciati permessi di costruire in deroga al presente PdRIC.

Disposizioni per la riduzione del rischio sismico: definizione e finalità


La riduzione del rischio sismico è un obiettivo strutturale della pianificazione urbanistica. Sono elementi di
riferimento per la riduzione del rischio sismico sia gli studi di Microzonazione sismica (MS) che quelli
dell’analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE).

La microzonazione sismica è la suddivisione dettagliata del territorio in base al comportamento dei terreni
durante un evento storico e dei conseguenti possibili effetti locali del sisma.
Essa costituisce un supporto fondamentale per gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale e per la
loro attuazione, al fine di:
- Indirizzare le scelte insediative verso le aree a minore pericolosità sismica e/o all’utilizzo di tipologie
edilizie a minor vulnerabilità rispetto ai possibili effetti locali;
- Assicurare che la progettazione esecutiva delle opere ne realizzi la resistenza e le condizioni di
sicurezza.