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IL DIABETE

ESERCIZI CAPITOLO 18
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n.12
a. La chetoacidosi è una complicanza acuta del diabete che insorge prevalentemente in
soggetti con diabete mellito di tipo 1.
Essa è una condizione dovuta al fatto che il sangue diviene acido per il crescente accumulo
di corpi chetonici. La variazione del pH sanguigno può avere esiti gravi, in quanto altera il
funzionamento delle proteine e degli enzimi plasmatici.
b. L’insulino-resistenza è un fenomeno tipico dei soggetti in sovrappeso e consiste in una
incapacità di alcuni organi e tessuti a rispondere all’azione dell’insulina, per cui il glucosio
non riesce ad entrare all’interno delle cellule, rimanendo quindi nel sangue dove determina
l’aumento della glicemia.
c. La poliuria è una condizione in cui vengono prodotte abbondanti quantità di urine. La
causa più frequente di poliuria è il diabete mellito non adeguatamente controllato.
d. L’emoglobina glicosilata è una forma di emoglobina che è usata come parametro per
misurare la concentrazione di glucosio nel sangue.
L'emoglobina glicata si forma quando nel sangue si accumula troppo glucosio. Attraverso
un processo che si chiama glicosilazione, una molecola di glucosio si lega all'emoglobina
contenuta nei globuli rossi, che hanno vita media di circa 3 mesi, in maniera proporzionale
alla glicemia. 
L’esame dell’emoglobina glicata è spesso utilizzato per monitorare la glicemia nei pazienti
affetti da diabete e viene effettuato attraverso un prelievo di piccole quantità di sangue.
e. La glicemia è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue.
I valori normali di riferimento della glicemia misurata tramite esame a digiuno sono
compresi tra 60 e 110 mg/dl.

DOMANDE
13) Il diabete mellito di tipo 1 rientra nella categoria delle malattie autoimmuni,
caratterizzate da una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso.
Nel diabete di tipo 1 la produzione di insulina da parte del pancreas viene soppressa
fortemente ridotta a causa della distruzione delle cellule beta da parte del sistema
immunitario che non le riconosce come appartenente all’organismo ma come estranee.

14) Per sindrome metabolica si intende una combinazione di fattori di rischio legati a
condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.
Una condizione che influisce nell’insorgenza della sindrome metabolica è la presenza di
elevati e costanti livelli di glucosio nel sangue.
Il rischio di sviluppare la sindrome metabolica aumenta con l'età ed è quasi sempre una
diretta conseguenza di stili di vita errati tra cui la ridotta attività fisica, alimentazione
scorretta, abuso di alcol e fumo.
Cambiamenti nello stile di vita sono fondamentali per migliorare la situazione ed evitare
l'insorgenza di sindromi metaboliche.  
Il modo migliore per curare la sindrome metabolica è aumentare il proprio livello di attività
fisica e ridurre il peso corporeo.
15) Il diabete di tipo 2 è definito anche insulino-resistente in quanto l’insulina, anche sé
prodotta in quantità eccessive, non è in grado di svolgere adeguatamente la sua funzione di
ridurre la glicemia, perché i tessuti in cui dovrebbe agire sono resistenti alla sua azione.
La resistente all’insulina potrebbe essere dovuta a un difetto della funzione dei recettori per
l’insulina sulla superficie delle cellule bersaglio.
La conseguenza è una ridotta penetrazione del glucosio nelle cellule.
Le cause alla base dell’insorgenza del diabete di tipo 2 vanno generalmente ricercate in
fattori ereditari ed ambientali.
Tra i fattori ambientali di maggiore rilievo figurano l’obesità, la sedentarietà,
l’alimentazione ipercalorica e l’ipertensione.

16) Nella condizione di insulino resistenza il tessuto muscolare e quello adiposo, che


rappresentano il 60% della massa corporea, non rispondono adeguatamente all’azione
dell'insulina, per cui il glucosio non riesce ad entrare all’interno delle cellule, rimanendo
quindi nel sangue dove determina l’aumento della glicemia.
In questo modo, le cellule non sono più in grado di assorbire in maniera corretta e rapida il
glucosio.

17) Con il termine glicemia si indica la concentrazione di glucosio nel sangue. I valori
normali di glicemia nel sangue a digiuno viene mantenuto tra 60 e 110 mg/dl.
Il controllo della glicemia nell'organismo si ottiene attraverso diversi meccanismi
fisiologici. 
Dopo aver consumato un posto, quando inizia la digestione dei carboidrati, quindi degli
zuccheri, il glucosio entra in circolo e la glicemia tende progressivamente ad aumentare.
L’andamento dei livelli glicemici dopo un pasto è influenzato dalla quantità degli alimenti
assunti.
La glicemia si alza notevolmente e rapidamente quando un pasto è composto principalmente
da zuccheri semplici, che vengono assorbiti più velocemente rispetto a quelli complessi.
Se, in seguito a un pasto, la concentrazione di glucosio nel sangue aumenta, il pancreas
libera l’insulina, l’ormone che consente alle cellule di assimilare il glucosio, riportando i
valori della glicemia nel range di normalità, cioè minore di 110 mg/dl.
Le cellule poi smaltiscono il glucosio per produrre energia e lo trasformano per
immagazzinarlo sotto forma di glicogeno.
Se episodi di glicemia alta dopo i pasti dovessero ripetersi in modo frequente o se la
glicemia non dovesse scendere da sola dopo i pasti insorge il rischio di sviluppare diabete
mellito di tipo 2.

Un test molto utile per la diagnosi del diabete mellito è la curva da carico del glucosio.
Essa consiste nel misurare la concentrazione di glucosio nel sangue dopo la
somministrazione orale di una certa quantità di glucosio.
Normalmente, l’organismo reagisce al rapido aumento della glicemia con la produzione di
insulina che impedisce al glucosio di oltrepassare il livello soglia, cioè 100 mg/dl.
Il superamento del livello soglia indica una ridotta tolleranza al glucosio, sintomo di una
iniziale carenza di insulina che potrebbe evolvere in diabete.
Un altro parametro che deve essere valutato la presenza di emoglobina glicosilata. L’esame
dell’emoglobina glicosilata è utilizzato per diagnosticare il diabete milito e per scoprire se il
paziente riesce a tenere sotto controllo la malattia. Questa indagine permette al medico di
effettuare una diagnosi precoce del diabete.
Quando il glucosio nel sangue è in eccesso si lega, in base alla sua concentrazione, alla
molecola di emoglobina nei globuli rossi. Più alta è la concentrazione di glucosio nel
sangue, più emoglobina glicata si forma.
Una volta che il glucosio si è legato all’emoglobina vi rimane per tre mesi.

18) Un soggetto in sovrappeso è più predisposto ad avere diabete mellito rispetto ad uno
normopeso, in quanto l’eccesso di peso corporeo determina insulino-resistenza e influisce
negativamente sulla secrezione dell’insulina. Inoltre, la quantità di grasso nel corpo è tanto
maggiore e di conseguenza anche il livello di glicemia sarà eccessivo.
In questo quadro, non è il glucosio a fornire energia ai muscoli, ma il grasso, determinando
un aumento del glucosio nel sangue.
Di conseguenza, il pancreas produce una quantità superiore di insulina nel tentativo di
ridurre i livelli eccessivi di glicemia, ma arriva un momento in cui non può produrne più a
sufficienza.
Il fatto che la glicemia non sia più regolata dall’insulina, si ha il rischio di sviluppare il
diabete.
La combinazione di obesità e diabete può portare a delle complicazioni di tipo
cardiovascolare.
ll consumo di cibi ad elevato contenuto di grassi da parte di soggetti in sovrappeso può
portare a depositi di grasso nelle arterie che si solidificano e calcificano nel tempo,
formando delle placche arteriose. Queste placche possono danneggiare le pareti delle arterie,
provocando un'ostruzione del vaso che potrebbe quindi rompersi, con conseguenze
drastiche.
Chi soffre di obesità ha più possibilità di avere un infarto, di soffrire di
ipertensione, di andare incontro ad un ictus.

19) Allo stato attuale non ci sono metodi per prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1, al
contrario è possibile prevenire il diabete di tipo 2. La prevenzione è da considerarsi un
metodo più efficace per prevenire la comparsa di questa forma di diabete.
Un’alimentazione sana e l’esercizio fisico permettono di ridurre il rischio di diabete per
quelle persone predisposte allo sviluppo di tale patologia.
Interventi di prevenzione si dividono in:
-primaria: si fa riferimento all’educazione sanitaria di un individuo cioè come ci si deve
comportare. Fanno parte della prevenzione primaria i determinanti comportamentali.

-secondaria: prevede l’utilizzo di strumenti di analisi tra cui la curva da carico del glucosio e
l’emoglobina glicosilata, che consentono di individuare le cause per cui si ha la glicemia
alta.

-terziaria: è rivolto a ridurre la gravità e le complicanze del diabete con la terapia


farmacologica insulinica.