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11 03 2010

1848, inizio del processo Risorgimentale. Importante anche dal punto di vista sociale. L’anno in
cui scoppiano le questioni nazionali (i moti di Indipendenza, i primi avvengono in Sicilia) e sociali (
il Manifesto del Partito Comunista di Marx inaugura una nuova era). Il Novecento come secolo
lungo dal 1848 al 1989, dalla comparsa del Comunismo alla sua scomparsa.
Mette in stretto collegamento POLITICA, CULTURA ed ECONOMIA. Riportando il 1848 ad
un comune denominatore ci porterebbe alle origini della modernizzazione che porta all’età contem-
poranea.
1) suffragio universale
2) principio della sovranità popolare (rappresentanza per ceti e per categorie)
3) moderno costituzionalismo
4) idea di Repubblica, incarnata da Giuseppe Mazzini
Necessità di sconvolgimenti radicali che non possono limitarsi al quotidiano. Rivoluzione
degli intellettuali, depositari di una verità alta e di un potere di critica che si incarna in una posi-
zione di carattere politico.
La Germania esercita un grandissimo fascino sulla realtà europea, potere di attrazione del Ro-
manticismo. Le università tedesche erano importantissimi centri di diffusione del sapere. Il clima
artistico – culturale è quello che accompagna il Quarantotto.
Garibaldi in difficoltà economiche faceva pubblicità alle sigarette: guardare i protagonisti del
1848 in chiave diversa. Perché anche in Italia è forte la voglia di cambiamento, di ribellione, di uni-
tà nazionale. Titanismo come forma di interpretazione, Berljots in musica, e ancora più strutturata
in un altro grande compositore tedesco, Wagner, cantore del superuomo, preferito di Hitler: “La
Cavalcata delle Valchirie”. Il messaggio culturale che lascia è quello di Sigfrido, che sfida il Re dei
Re, sfida Dio, apre l’era dell’uomo contro l’era del Dio sconfitto. L’era di allargamento degli oriz-
zonti dell’uomo, delle sue possibilità. In filosofia c’è chi dice che vince l’uomo su Dio, come
Feuerbach: rapporto tra uomo e Dio, Dio è una costruzione dell’uomo. È l’uomo ad aver creato Dio,
e non l’incontrario. L’epoca in cui si comincia a parlare di amore libero, si libera dal perbenismo
cattolico e puritano. Rotture a livello sociale, grande valenza sociale.
Karl Marx: l’uomo è il centro e la fine di tutto, mezzo e fine, qui e ora. Disconoscimenti del ruo-
lo e della struttura della religione: Giovine Italia di Mazzini, il Germania c’è il movimento della
Giovane Germania che nasce dal romanticismo e che teorizza il libero amore. Si traduce nello Stato
Nazionale come politica, ma è anche l’elemento che assicura una certa identità. Elemento essenziale
del processo identitario del soggetto. L’eroe di Flaubert è il perdente: critica alla borghesia nascente
e vincente. Il compito del proletariato sarà seppellire la borghesia distrutta dalle sue stesse contrad-
dizioni.
La prima guerra di indipendenza termina con una sconfitta, causando dissidi tra liberal - demo-
cratici e moderati. L’Inghilterra è molto forte, la corsa alle colonie la mette in contrasto con la Fran-
cia. Italia e Germania sono ancora divise. Russia, Francia, Inghilterra e Russia sono le grandi poten-
ze dell’Europa, mentre l’impero Ottomano è in crisi.
L’Italia è diventata una semplice pedina. In parte è sottomessa agli Asburgo, è in rivalità con la
Francia che vuole rafforzarsi controllando l’Italia a discapito dell’Austria. Aiuta perciò nel processo
di Indipendenza. Cavour e il Papa rimangono alleati della Francia, Napoleone III protegge il Papato.
Accordi di Plombiéres, cercano di dividere l’Italia in tre stati sotto controllo francese e sotto la su-
pervisione del Papa – neoguelfismo.
La strategia: cultura e politica devono sostenersi altrimenti non riescono a radicarsi. Un processo
di indipendenza nazionale si sarebbe legato all’impulso della costruzione di uno Stato Nazionale
(dalla Rivoluzione Francese), avverso alla Chiesa che vuole mantenere il suo controllo.
Caratteristica tipicamente ed unicamente italiana, ricollegata al conflitto tra guelfi e ghibellini.
La Chiesa è un oppositore netto di una coscienza nazionale e quindi dell’idea di uno Stato Naziona-
le. Seconda Guerra di Indipendenza, tradimento di Villafranca. Armistizio mentre stavano vincendo
la guerra. Il processo è stato guidato dagli interessi francesi, poiché i traffici del Mediterraneo erano
mirati da Francia ed Inghilterra. Garibaldi al largo della Sicilia trova quindi inglesi ed americani,
ambasciatori e spie. Consentono loro di liberare l’Italia solamente perché questo indebolisce il pote-
re di Napoleone. Cavour rimane comunque il più grande alleato dell’imperatore. Perché Cavour
quindi attacca la Chiesa? Immagina che Garibaldi (che ci aveva già provato nel 1949 con la Repub-
blica Romana) avrebbe attaccato la Chiesa, e per evitarlo attacca lui per primo.
Un altro protagonista è la Germania, che diventerà la vera protagonista, e che ha fin da subito
ambizioni di grandezza. Piccola Germania o Grande Germania (tutti i popoli di lingua tedesca, ma
rimangono secondi all’Austria). Punto di incontro tra borghesia liberale ed aristocrazia conservatri-
ce.
Bismarck, impronta del militarismo: grandi risorse all’esercito. Ambizione di consolidarsi nel
continente ai danni della Francia. Ha un enorme sviluppo economico, diventa il primo paese produt-
tore nonostante fosse diviso. Unione doganale, capiscono l’importanza dello sviluppo economico.
La Francia ha perso terreno. La Germania manovra in modo che agli occhi dell’opinione pubblica la
Germania difenda se stessa contro le mire francesi sul trono di Spagna, offerto a Hoenzoller. Accer-
chiamento quindi della Francia. Bismarck quindi fece in modo che questo risultasse come una gran-
de offesa all’Imperatore francese che dichiara guerra.
La guerra si conclude con la sconfitta dei francesi a Sedan, a cui segue la cattura dell’imperatore.
Da qui nasce quindi quel sentimento di revanche che avrebbe poi sempre caratterizzato i rapporti tra
Francia e Germania. La Germania era di fondamentale importanza per gli assetti europei.
Fuori dall’Italia rimanevano ancora Roma e lo Stato Pontificio, protetti dai francesi. L’assetto
era garantito dalla Francia; la guerra del 1870 riporta le truppe in patria per la guerra contro la Prus-
sia. Conseguenza è la breccia di Porta Pia. Permane un mancato riconoscimento e legittimazione tra
Stato e Chiesa.
Nesso tra cultura politica e provvedimenti concreti.
Papa: potere politico e spirituale, che forma con i suoi valori la classe dominante italiana. Per sa-
nare la frattura, si mettono in moto gli intellettuali che si inventano il cattolicesimo liberale (ossi-
moro). Senso moderato e non rivoluzionario, tendenzialmente conservatore per non estromettere la
Chiesa. La borghesia liberale moderata cerca la sintesi tra cattolicesimo e movimento politico ita-
liano, tra Papato e processo di unità nazionale.
Elemento del compromesso: Gramsci. Risorgimento come rivoluzione popolare soffocata che
determina l’assetto italiano per il successivo mezzo secolo. Compromesso tra la borghesia dinamica
del nord e l’aristocrazia fondiaria del sud.
La più numerosa è la borghesia agraria del nord, più numerosa ma meno influente rispetto a
quella industriale. Cavour introduce il liberalismo di mercato, grande proprietario terriero. Ci sono
scontri tra i favorevoli all’industria e quelli più conservatori verso l’agricoltura. Mirano a lasciare
nelle mani delle classi liberali moderate il dominio futuro: necessità di ampio consenso popolare e
del sostegno della Chiesa.
Legge delle Guarentigie: la Chiesa viene insignita del potere spirituale in Italia e del potere tem-
porale su Città del Vaticano e sui possedimenti terrieri.
La più egemone delle borghesie meridionali (aristocrazia travestita da borghesia) è quella sicilia-
na. Nascono forme inedite di cooperazione e collaborazione: nascita quindi della Mafia. Garibaldi è
stato sostenuto dalla Mafia.
È caratterizzata da una gerarchia piramidale, data da abitudine al potere gerarchico causato dalle
continue invasioni. Sono abituati a considerare l’invasione straniera come una dominazione pura-
mente straniera. La loro regola era dare ciò che volevano per ottenere in cambio ciò che loro vole-
vano: continui compromessi con le potenze straniere. I Piemontesi sono considerati stranieri al pari
degli altri, come un accordo non scritto: davano loro il potere politico in cambio di un potere eco-
nomico effettivo. C’era stata una fortissima guerra di potere con i Borbone, che avevano annullato i
legami feudali. Prima che venisse attuato i siciliani si erano proclamati proprietari terrieri borghesi.
In Sicilia avvenne l’episodio di Bronte, in cui i contadini si rivoltarono contro i proprietari terrie-
ri. All’arrivo di Garibaldi si aspettavano quasi un riconoscimento, ed invece vennero fucilati. Lo
sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943 è stato fatto in conseguenza di accordi tra la Cia e la Mafia.
La Mafia è un potere politico rafforzato dal fatto che se da una parte c’era il controllo violento,
dall’altro c’erano sussidi ad aiuti in nome dell’identità siciliana. Con i Piemontesi vengono meno i
sussidi e come aiuto intervengono i latifondisti, e gli altri vengono automaticamente visti come ne-
mici. Il mafioso non si piega ad un potere straniero, ma si ribella nel nome della sua terra.
La realtà piemontese era completamente diversa da quella siciliana. I Piemontesi erano stranieri
che aumentavano le tasse: le spese dell’unificazione venivano pagate dai contadini, esattamente
come al giorno d’oggi. La prima forma di reazione violenta è quella del brigantaggio. Un problema
sociale, economico e culturale affrontato come un problema militare.
Impongono la leva obbligatoria, passata dal volontariato senza alcuna spinta motivazionale: logi-
ca reazione, in Sicilia, di ribellione. La diserzione veniva punita con la fucilazione. automaticamen-
te fuorilegge, i disertori diventavano briganti. La Mafia era contenta di agire in silenzio, aiutò ad e-
liminare il brigantaggio per ripristinare la tranquillità e la legalità nell’isola.
Marco Minghetti e la Commissione d’Inchiesta, 1874: siccome esisteva in Parlamento un potere
esecutivo che comprendeva, tra i vari movimenti, quelli che capivano che il brigantaggio era un
problema sociale, un deputato formò una commissione d’inchiesta per analizzare la situazione e
trovare una soluzione. Visti come i rappresentanti del potere straniero contro un’Unione Siciliana,
difendevano lo stato di diritto: garantismo della giustizia e manifestazione contro l’autoritarismo del
nord.
La Sicilia e il meridione sono quindi in mano ad organizzazioni criminali. Al ritorno vengono
messi di fronte ad un accordo, accettando di lasciarli governare sull’isola. Il nuovo rapporto defini-
va l’inesistenza della Mafia e che la criminalità non aveva nulla a che fare con i grandi proprietari
terrieri. Il brigantaggio venne affrontato come fenomeno isolato indipendentemente dai mafiosi.

Lunga alleanza con paesi come Germania ed Austria – Ungheria. Il Risorgimento, la Massoneria.
La Loggia P2.
La Massoneria è un’organizzazione segreta progressista, anticlericale, nata in Inghilterra. Il suo
obiettivo è quello di liberare la società integrando delle élite che promettono di collaborare e non
danneggiarsi vicendevolmente. Perché continua ad operare nell’ombra?
I massoni in Italia si identificavano con la borghesia e gli ambienti militari. Divisi in logge, go-
vernati dal Gran Maestro e composte da fratelli, le sette massoniche erano cellule governate dagli
amministratori. Garibaldi era un Gran Maestro di grado 33.
La loggia Propaganda 2 era irregolare, con obiettivi non rivelabili. Licio Gelli vive ancora in una
villa stupenda nella quale riceve personaggi importanti di politica ed economia. Aveva un pro-
gramma di Rinascita Democratica, che collima esattamente con quello che sta accadendo in Italia in
questi anni.
La componente spirituale all’inizio è molto importante per i massoni, ma dietro nasce un reticolo
di rapporti di potere che permise l’unità, lo sviluppo, le alleanze ed il tradimento della Prima Guerra
Mondiale.
Quando un paese aiuta, non è mai gratis. L’élite francese rappresenta gli interessi di una deter-
minata classe sociale che in cambio vuole denaro. L’alleanza con l’Italia è stata data in cambio di
reticoli di interesse.