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I LEGAMI CHIMICI

I legami chimici fanno sì che gli atomi degli elementi si aggreghino e formino così
diverse sostanze.

Affinché si instauri un legame chimico, l’energia potenziale dell’aggregato deve


essere minore rispetto all’energia potenziale degli atomi separati (infatti ogni
sistema tende spontaneamente a raggiungere lo stato caratterizzato da minima
energia potenziale); quindi si può affermare che il processo di legame libera energia.

ENERGIA DI LEGAME: quantità di energia che è necessario fornire a una mole di


sostanza affinché di spezzino i legami che tengono uniti i suoi atomi; si misura in
kJ/mol. Maggiore è l’energia di legame, tanto più solido e stabile è il legame.

All’inizio del XX secolo Lewis propose la regola dell’ottetto, secondo la quale


quando un atomo si combina con altri, raggiunge il massimo della stabilità
scambiando o condividendo elettroni, in modo da conseguire una configurazione
elettronica esterna a otto (o due) elettroni simile a quella del gas nobile più vicino
nel sistema periodico. Non è un a regola ferrea poiché esistono varie eccezioni.

IL LEGAME COVALENTE
Il legame covalente è responsabile della formazione e si forma tra atomi la cui
differenza di elettronegatività è minore di 1,9.

Gli atomi così mettono in comune una o più coppie di elettroni (in quest’ultimo caso
si parla di legame covalente doppio o triplo), formando un orbitale in comune.

Esistono tre tipi di legame covalente:

- Il legame puro che si instaura tra due atomi identici (elettronegatività = 0).
- Il legame polare che si instaura tra atomi che presentano una parziale carica
elettrica di segno opposto. Si formano così un polo parzialmente negativo in
corrispondenza dell’atomo più elettronegativo (che attrae a sé gli elettroni di
legame) e un polo positivo in corrispondenza dell’atomo meno
elettronegativo (0 < elettronegatività < 1,9).
- Il legame dativo nel quale la coppia di elettroni è fornita da uno solo degli
atomi partecipanti al legame. In questo particolar tipo di legame covalente si
forma tra due atomi, di cui uno ha già raggiunto l’ottetto esterno e si
comporta da donatore di elettroni nei confronti dell’altro atomo, l’accettore,
che raggiunge a sua volta l’ottetto. È il responsabile della formazione dei
composti di coordinazione.
IL LEGAME IONICO
Il legame ionico si instaura tra due atomi, la cui differenza di elettronegatività
è maggiore di 1,9. La coppia di elettroni messa in comune risulta talmente
spostata verso l’atomo più elettronegativo che lo si può considerare un
trasferimento elettronico. Così l’atomo che cede gli elettroni diventa uno ione
positivo (catione) mentre l’atomo che acquista gli elettroni diventa uno ione
negativo (anione).
Con il legame ionico non si formano le molecole, bensì un reticolo cristallino.
IL LEGAME METALLICO
Il legame metallico è tipico, come dice il nome, dei metalli. Questi elementi
hanno bassa elettronegatività e bassa energia di ionizzazione e quindi
tendono a perdere elettroni. In un reticolo cristallino metallico gli ioni
metallici positivi si dispongono in file orizzontali tra le quali gli elettroni esterni
sono liberi di muoversi (mare di elettroni o mare di fermi) e mantengono uniti
i cationi (mare di elettroni o mare di fermi).
Il legame metallico è responsabile delle proprietà tipiche dei metalli, quali la
conducibilità elettrica, la malleabilità e la duttilità.

LA FORMA DELLE MOLECOLE


La geometria molecolare parla di:

- Asse di legame: retta congiungente i nuclei di due atomi uniti da legame


covalente.
- Lunghezza di legame: distanza che separa due nuclei di due atomi legati
tramite legame covalente.
- Angolo di legame: angolo formato dagli assi congiungenti degli atomi legati
tra loro.
Importante per studiare la forma molecolare, è la teoria VSEPR (Valence Shell
Electron- Pair Repulsion) formulata dal chimico R. Gallespie nel 1957 e bastata sui
seguenti presupposti:

- la disposizione degli atomi in una molecola dipende dal numero di coppie


elettroniche di valenza che circondano l’atomo centrale.
- poiché tali coppi elettroniche dello stesso segno (-) si respingono, si collocano
alla maggiore distanza possibile l’una dall’ altra.

Perciò si può affermare che:

- due coppie di elettroni determinano una asseto lineare della molecola, con
angoli di legame pari a 180°.
- tre coppie elettroniche determinano un assetto triangolare equilatero della
molecola, con angoli di 120°.
- Quattro coppie elettroniche determinano un assetto tetraedrico della
molecola, con angoli di 109.5°.

Esistono alcune eccezioni però:

- Nell’ammoniaca (NH3) gli angoli di legame N --- H sono di 107.3°, anziché


essere di 109.5°; la molecola quindi prende forma piramidale triangolare.
- Nell’acqua (H2O), gli angoli di legame O --- H sono di 104.5°; la molecola ha
quindi forma piegata.
- Nell’anidride carbonica (CO2) gli angoli di legame C --- O sono di 180°, che
determinano un assetto lineare della molecola.
- Nell’acido cianidrico (HCN) gli angoli di legame H --- C e C --- N sono di 180°,
determinando ancora una volta un assetto lineare della molecola.
APPLICAZIONE DELLA MECCANICA QUANTISTICA AI LEGAMI CHIMICI
L’applicazione della meccanica quantistica consente di capire come interagiscono tra
loro gli orbitali atomici quando si sovrappongono per formare i legami.

Nel 1930 L. Pauling e J. Slater enunciarono la teoria del legame di valenza (VB)
secondo la quale un legame tra due atomi si forma quando una coppia di elettroni
con spin appaiati viene condivisa per parziale sovrapposizione di due orbitali
atomici. Applicando questa teoria, si posso riconoscere due tipi di legame:

- Il legame σ (sigma) quando la distribuzione elettronica è concentrata lungo


l’asse di legame.
- Il legame π (pi greco) quando la distribuzione elettronica è concentrata
perpendicolare all’asse di legame.