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Questo non deve tuttavia dare l’illusione di poter aumentare la scala indefinitamen-
te su una carta ENC perché per farlo bisogna disporre delle carte per tutte le usage
bands e se questo non si verifica si rischia di cercare informazioni ad un livello di
approfondimento che la carta non riesce a soddisfare; in effetti il sistema seleziona
automaticamente la scala di compilazione (best scale for position) cioè individua la
migliore scala per visualizzare i dati che servono sullo schermo disponibile e in caso
di eccessivo aumento di scala esistono appositi allarmi, che verranno analizzati nel
paragrafo 14.8.

14.4 NUMERAZIONE DELLE CARTE ELETTRONICHE


Servono migliaia di celle ENC per coprire La numerazione delle ENC, utilizzata come riferimento per il loro acquisto, è diversa
tutto il pianeta e le loro dimensioni geo- da quella delle carte cartacee, anche perché è diversa la suddivisione, cioè si hanno
grafiche sono studiate per mantenere le
celle fino a 6-7 volte più grandi.
dimensioni del file al di sotto dei 5Mb

I codici delle ENC sono co-


stituiti da 11 caratteri alfa-
numerici, così suddivisi (fi-
gura 14.7):
9 i primi due caratteri sono
lettere e indicano la sigla
dell’Istituto Idrografico
che ha prodotto la car-
ta, quindi corrispondo-
Figura 14.7 no all’indicazione di uno
Sistema di numerazione delle Stato Nazionale;
celle ENC
9 il terzo carattere, numeri-
co, indica la usage band;
9 i successivi 5 caratteri, costituiti da lettere e numeri, rappresentano il numero pro-
prio della carta, cioè il codice di produzione;
9 gli ultimi tre caratteri, che seguono un punto, sono numerici e indicano l’edizione
della cella, o meglio il numero progressivo degli aggiornamenti relativi a una certa
base (000 indicherà la base cell e 006 indicherà il sesto aggiornamento a quella base).

14.5 ACCURATEZZA DELLA CARTA ELETTRONICA


Le ZOC (Zones of Confi-
dence) sono simbologie che
rappresentano la qualità
spaziale dei dati della cella,
importantissime per defi-
nire il grado di fiducia da
riporre nelle informazioni
fornite dal sistema, in par-
ticolare per l’attendibilità
Figura 14.8 delle indicazioni dei perico-
Sulle ENC è possibile visualiz- li isolati (figura 14.8).
zare le informazioni sulla qua-
lità dei dati (ZOC) (per gentile Ricordiamo che oggi la
concessione di Wärtsilä SAM
maggior parte delle carte
Electronics)
ENC non riesce a fornire

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precisione maggiore delle carte cartacee perché la fonte è rappresentata dalle stesse
campagne di rilevazione idrografica, effettuate magari molti anni addietro.

ZOC (Zones Of Confidence)


Accuratezza Accuratezza
Codice Simbolo
posizionale fondale
A1 (full seafloor) +/- 5m + 5% depth 0,5 m + 1%

A2 (full seafloor) +/- 20m 1 m + 2%

Le carte italiane sono tendenzialmente di


qualità B B (standard survey) +/- 50m 1 m + 2%

C (incomplete chart) +/- 500m 2 m + 5%

D (low and unreliable) > 500m > 2 m + 5%

Tabella 14.3 U (unassessed) non ci sono dati o non si vogliono rilasciare in-
Accuratezza dei dati e relativa formazioni sulla loro qualità (ad esempio per
simbologia per le diverse Zones of politiche di Security Responsibility)
Confidence nell’ECDIS

Per le zone indicanti una qualità dei dati bassa occorre fare spesso un cross-check
della posizione utilizzando fonti diverse, ad esempio utilizzando il radar.

14.6 COMPONENTI DI UN ECDIS


Dal lato pratico l’ECDIS è essenzialmente una workstation che mostra una carta elet-
tronica e permette di compiervi operazioni di vario genere: solitamente la schermata
è suddivisa in carta elettronica, menu principale, area informativa e area contenente
le funzioni utilizzabili; tutto questo, insieme ai comandi hardware, come tastiera e
trackball, costituisce la cosiddetta HMI (Human-Machine Interface). Sono componen-
ti essenziali del sistema:
9 Database: è il contenitore dei dati, che possono essere spaziali o non spaziali, cioè
alfanumerici e iconografici; si è già detto quanto sia rilevante la distinzione tra
ENC, database delle carte elettroniche fornite dagli Istituti Idrografici, e SENC,
database derivante dalla trasformazione dell’ENC, degli aggiornamenti e delle altre
informazioni di navigazione in un insieme di dati visualizzabili e con cui l’utente
può interagire. Per il trasferimento dei dati si usano normalmente media come
CD/DVD, USD memory stick e SD card, che possono essere consegnati da terra
come supporti fisici o possono servire, a bordo, per trasferire quanto ottenuto via
satellite dalla workstation dedicata alle comunicazioni a quella dell’ECDIS, priva
di collegamento a internet per definizione.

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L’assenza dell’antivirus rende essenziale la 9 Hardware: il blocco fisico dell’ECDIS può essere una standalone workstation o
gestione della sicurezza informatica della semplicemente una componente di un sistema integrato di navigazione; il limitato
workstation ECDIS, ad esempio vietando
«peso» dei file ENC rende il sistema ECDIS utilizzabile su un normale PC, tuttavia
di inserire dispositivi di archiviazione dati
diversi da quelli specificamente dedicati il tipo di utilizzo che se ne fa è molto dinamico e per questo la workstation utiliz-
zata deve avere elevate capacità grafiche ma soprattutto deve essere libera da altri
programmi, antivirus compreso. Dell’hardware fanno parte lettore DVD, trackball
e tastiera dedicata oltre, ovviamente, al monitor, un normale schermo LCD, TFT
o LED, che in base ai requisiti IMO deve essere almeno 270x270 mm per garanti-
re un’adeguata visibilità, soprattutto in fase di route monitoring (considerando le
normali proporzioni degli schermi utilizzabili, viene imposto in pratica l’utilizzo
di monitor di almeno 19’’, ma in realtà si usano più frequentemente schermi con
misure comprese tra 21’’ e 27’’).
9 Interfaccia con sistemi
di bordo: è costituita dai
sistemi di collegamento
che permettono all’EC-
A bordo è molto usato il chart radar, ottenu- DIS di ricevere dati dagli
to inviando dati cartografici, da mantenere altri sensori di naviga-
in secondo piano, alla schermata del radar zione, come GNSS, ra-
dar, AIS, gyro, ecoscan-
daglio, solcometro, au-
topilota ecc.; in partico-
lare la schermata radar
può essere sovrapposta
a quella della carta (ra-
dar overlay), a condizio-
Il Consistent Common Reference Point ne che coincidano scala,
(CCRP) è la posizione della nave usata orientamento e CCRP Figura 14.9
come riferimento per le misure orizzontali,
cioè quella a cui ci si riferisce considerando (figura 14.9); si può sce- Immagine radar (in giallo) in overlay sullo schermo ECDIS (per gentile
la nave puntiforme di cui si è già parlato nel gliere quale immagine concessione di Wärtsilä SAM Electronics)
Paragrafo 10.6 debba prevalere tra ra-
dar ed ECDIS, ma normalmente è quest’ultima a rimanere in background, tuttavia
Si parla di single operator action per indi-
care una funzione attivabile con la semplice
l’immagine radar non deve interferire con le informazioni SENC, occultandole, e
pressione di un comando sempre ben vi- deve poter essere rimossa con una single operator action. L’interfaccia è spesso a
sibile e disponibile, senza dover entrare in doppia via, nel senso che deve includere anche opportuni output per condividere
vari menu e sottomenu l’immagine ECDIS con altri strumenti.
9 Software: la componente software è costituita da applicazioni che lavorano nor-
malmente in ambiente Windows e consentono la gestione dei database e di tutti i
dati di input dell’ECDIS, permettendone la visualizzazione attraverso la graphical
user interface (GUI); il blocco più importante è detto kernel software e rappresenta
l’elemento che effettivamente trasforma il database ENC in SENC consentendone
la visualizzazione e l’utilizzo da parte dell’utente che potrà interagire con esso effet-
tuando numerose operazioni di pianificazione e monitoraggio, alcune delle quali
sono vere e proprie operazioni di «carteggio» da effettuare a schermo.

In caso di spegnimento del sistema o in- I componenti che costituiscono l’ECDIS devono essere «type approved» quindi devono
terruzione dell’alimentazione elettrica l’EC- superare numerosi test che ne garantiscano la qualità e la piena funzionalità.
DIS deve mostrare l’ultima visualizzazione
adoperata
Il sistema deve poter essere alimentato da una fonte di emergenza, come anche tutti
gli altri sensori che ne permettono il normale funzionamento; il passaggio dal sistema

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primario di alimentazione a quello di emergenza, o l’interruzione dell’energia elettri-


ca fino a 45 secondi, non deve determinare il riavvio del sistema.

14.7 IMPOSTAZIONI DI VISUALIZZAZIONE DELLA SCHERMATA ECDIS


Si è detto che la caratteristica principale
dell’ECDIS è quella di poter mostrare solo
le informazioni selezionate, scegliendo op-
portunamente i layers da mostrare; questo
garantisce una grande flessibilità di utilizzo,
tuttavia si devono rispettare alcuni standard
relativi alle minime informazioni che devo-
no essere presenti a schermo, specificamen-
te definiti dall’IMO attraverso la Risoluzione
A.232(82) (figura 14.10):

Display Base
Consiste nelle informazioni minime che non
possono essere rimosse dallo schermo, con-
siderate essenziali dall’IMO in ogni istante,
area e circostanza, ma che tuttavia non sono
ritenute sufficienti per una sicura condotta
della navigazione.

Il display base contiene: linea di costa dell’al-


ta marea, safety contour come stabiliti
dall’utente, pericoli sommersi con profondi-
tà minore del safety contour, pericoli isolati
(emersi), scala e orientamento, modalità di
visualizzazione, unità di misura per quote e
profondità.
Figura 14.10
Confronto fra le tre modalità di
display sull’ECDIS: base (in alto), Standard Display
standard (al centro ), all (in bas- È il display automaticamente seleziona-
so) (per gentile concessione di to all’apertura di una carta (rappresentata
Wärtsilä SAM Electronics) alla più grande scala disponibile) e contie-
ne una quantità di informazioni considerata
adeguata per le operazioni di pianificazione e monitoraggio che tuttavia può essere
opportunamente modificata dall’operatore; deve essere selezionabile con una single
operator action.

Lo standard display comprende: display base, linea di riferimento degli scandagli


(drying line), AToN fissi e galleggianti, confini di canali e vie d’acqua, punti cospicui,
aree proibite, confini delle celle con altra scala, note precauzionali, ships routeing sy-
stems and ferry routes.

All other information


Altri elementi possono essere: valori isolati di profondità, cavi e condotte sottoma-
rine, dettagli di AToN e pericoli, datum, data di edizione di ENC e numero del più
recente aggiornamento, declinazione magnetica, nomi delle località ecc.

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Info aggiuntive sono a disposizione per qualsiasi oggetto e qualsiasi punto sulla carta e vi si
può accedere in ogni momento portandovi il cursore e cliccando: si parla di cursor picking
o pick report; ad esempio per un faro vengono immagazzinate separatamente informazioni
quali latitudine e longitudine, cadenza e colore della luce, quota, portata nominale ecc., ed
è chiaro ormai che quando esso deve essere visualizzato, il software mostra un simbolo
con un aspetto ben preciso, derivante dalla ricostruzione di tutte le informazioni elencate,
le quali tuttavia rimarranno disponibili anche in forma descrittiva per l’utente che potrà
accedervi selezionando l’oggetto stesso e aprendo un’apposita finestra di dialogo.

L’ECDIS ricava normal-


mente la posizione da due
sistemi di posizionamento
indipendenti e deve essere
in grado di rilevarne even-
tuali discrepanze e di se-
gnalare la perdita del loro
input, tuttavia deve essere
anche possibile inserire la
posizione manualmente; il
collegamento con un GNSS
Figura 14.11 e gli altri sistemi di bor-
La simbologia delle navi è analoga a quella del radar, a maggior ragione do permette di avere sullo
se vengono importati sull’ECDIS i bersagli ARPA (cerchi) e AIS (triangoli); la schermo ECDIS numerose
propria nave è rappresentata con doppio cerchio (a ricordare che la posi- informazioni oltre alla po-
zione può essere affetta da errore) con vettore (in true motion) a doppia sizione, tra cui COG, SOG,
cuspide se ground stabilized o a singola cuspide se water stabilized (come
mostrato a destra) e linea continua per indicare la prora e linea tratteggiata
STW, HDG, sia in forma nu-
per indicare la rotta (per gentile concessione di Wärtsilä SAM Electronics) merica sia in forma grafica.

L’uso dell’ECDIS in Relative Motion è scon- Come per il radar è possibile impostare diversi
sigliabile perché tutta l’immagine dei dati orientamenti dell’immagine e diverse modalità
idrografici si sposta continuamente con
di moto (relativo o assoluto), tuttavia in questo
direzione opposta alla propria e stessa ve-
locità, rallentando il sistema caso la combinazione di gran lunga preferibile
in tutte le occasioni è la North up - True Mo-
tion In quanto è quella che più ricalca l’utilizzo
delle carte in maniera tradizionale; solo nelle
In True Motion deve poter essere selezio-
manovre e nelle situazioni di acque ristrette o
nata la distanza dal bordo del display a cui forte traffico può essere preferibile la modalità
effettuare il reset della posizione al centro Course Up – True Motion.

Infine è possibile impostare un aspetto dello


schermo adatto alla visione diurna e uno più
adatto alla visione notturna; in particolare si
possono regolare automaticamente i colori e
la luminosità impostando le modalità «day»,
«dusk» o «night» (figura 14.12).

Figura 14.12
Confronto fra le tre visualizzazioni possibili della zona di
avvicinamento a San Francisco (USA), per la visualizzazio-
ne durante il giorno (in alto) al crepuscolo (dusk – al centro)
e durante la notte (in basso) (fonte immagini NOAA)

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