Sei sulla pagina 1di 1

cr

ea
ti
vi

Essere è tessere: in ricordo di Maria Lai
Uno sguardo incantato sulle forme e i materiali della vita quotidiana delle donne

Mariella Pasinati

I
l 16 Aprile scorso ci ha
lasciato, a 93 anni, l’artista
sarda Maria Lai, una delle
grandi madri dell’arte italiana.
Con la sua pratica artistica e di
grande valenza politico-
culturale, ci ha insegnato ad
avere fiducia nella possibilità
che l’arte possa trovare spazio
nella vita: con l’educazione allo
sguardo, fin dai primi anni di
scuola, ma anche comunicando
con chi, da adulta/o, sa
rispondere al dialogo che l’arte
“scatena”.
Reinventare storie e giochi,
raccontare fiabe trovando
nuove, originali forme
attraverso cui far rivivere
leggende antiche, rituali magici
e sacri è stata la pratica che
Maria Lai ha scelto per
avvicinarci ad un’arte di cui c’è
bisogno ma che spesso
disorienta.
Aveva a cuore un’idea di arte
come pratica viva che non
parla solo a pochi privilegiati,
ma che è in grado di “aprire e
dilatare la coscienza”, di tornare
ad esprimere il senso sociale
della comunicazione, della
relazione. Già nel 1981 aveva
realizzato nel suo paese natale
Fotografia di Shobha, Funerali Agnese Borsellino
Ulassai, il primo intervento
ambientale che coinvolse in
una grande performance lavori in più di sessant’anni, rivela Maria Lai. Insieme ai dell’artista, uno dei modi con i
fortemente simbolica, Legarsi l’artista ha sempre operato telai ecco, ancora, i fili che quali ritorna alla sua terra, la
ad una montagna, l’intera manipolando procedimenti, diventeranno cifra specifica Sardegna. E un’atmosfera da
comunità locale, chiamata a forme e materiali – fisici ma del suo operare: fili di lana, di favola, un approccio incantato,
superare diffidenze e inimicizie anche simbolici – di precisa cotone, ma anche di metallo, sospeso tra senso del mistero e
legandosi, casa a casa, con un matrice femminile e in grovigli non districabili, fili memoria di un rito infantile
nastro azzurro di ventisei km appartenenti alla dimensione che legano e fili con cui tenere segnano anche i Presepi,
per poi unirsi alle pareti del del vivere. per mano il sole e l’ombra. A realizzati nel corso del tempo
monte che sovrasta il paese. Appartengono agli anni ’60, volte sono fili che segnano con tecniche e materiali
Sempre più rilevanti sono quando il suo linguaggio si stoffe cucite, come nelle diversi – terracotta, legno,
divenute, da allora, le relazioni apre alla sperimentazione, i straordinarie Geografie degli carta, pietra, sabbia, stoffa,
creative con persone e luoghi e Telai che Maria, rileggendo anni ’80, visioni fantastiche di pane –. Maria Lai li interpreta
la sua arte ha segnato con forza l’antica pratica della tessitura, mondi, universi e costellazioni, con grande libertà formale,
lo spazio pubblico, rende simbolo della sapienza e luoghi mentali altamente accenti lievi e delicati. Ancora
coinvolgendo nella pratica dell’operatività femminili, evocativi. Altre volte, invece, i legato all’esperienza di antica
creativa la collettività. Nel oltre che metafora dell’arte. fili scrivono pagine di stoffa o operosità femminile è, infine,
prevederne la partecipazione, Lo racconta in uno dei suoi carta in libri-oggetto, veri e il tema dei Pani, variamente
Maria Lai ha inventato “altri e libri d’artista, Il dio distratto propri “texta”, tessuti di mano indagato nel corso degli anni e
vitali spazi” rendendo l’opera del 1983, in cui mostra il senso femminile. Non solo di stoffa, “protagonista” di Invito a
luogo dello scambio, strumento di chi sa e non cancella la ma altresì di ceramica dipinta, tavola, del 2004,
di mediazione culturale (e differenza di essere di jeans, di terracotta, i libri- un’installazione imponente,
politico, se la politica è lo donna/uomo: il telaio è il oggetto sono prodotti ancora una metafora dell’arte
spazio della relazione) che il dono fatto dalle api-fate alle intensamente tattili, costruiti così come della socialità e
gesto creativo di un’artista che donne, la scrittura si formerà con materiali sempre della civiltà dell’accoglienza.
non dimentica il contesto attiva. in seguito, con la capacità “domestici” lavorati con Su una lunga tavola imbandita
Il contesto da cui Maria Lai degli uomini di passare dal filo assoluta libertà. La materia e il con pani di terracotta disposti
non si è mai separata è la sua alla pietra, traducendo segno intrecciano così trame di su piatti che sono libri, la
terra, l’esperienza femminile, la nell’alfabeto il disegno dei un tessuto/racconto che ha il scultura diventa lievito e
corporeità. Pur nella grande tessuti femminili. La creatività respiro della fiaba, di nutrimento per la mente. E
diversità materiale e formale appartiene dunque alla narrazioni antiche sintetizzate l’arte torna a connettersi con
che ha caratterizzato i suoi dimensione del femminile, dalla memoria individuale la vita.

15

Potrebbero piacerti anche