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RELAZIONE SULL’ESPERIENZA DI PRIMO LEVI

1942-1944

1942

Primo Levi trova una sistemazione economicamente migliore a Milano, presso la Wander,
una fabbrica svizzera di medicinali, dove è incaricato di studiare nuovi farmaci contro il
diabete. I loro genitori, erano sfollati in campagna per sottrarsi alle bombe. Vivevano
nell'incertezza e nell'attesa. Ciascuno di loro era stato sorpreso dalle leggi razziali in un
momento vulnerabile: alla fine dei suoi studi a cui teneva moltissimo e che voleva finire.
Nel 1997 in novembre, gli alleati sbarcano in Nord Africa. A dicembre, i russi difendono
vittoriosamente Stalingrado. Levi e i suoi amici prendono contatto con alcuni esponenti
dell'antifascismo militante. Levi entra nel Partito d'Azione clandestino.

1943

Nel luglio cade il governo fascista e Mussolini viene arrestato. Levi è attivo nella rete di
contatti fra i partiti del futuro Cln.
L'otto settembre il governo Badoglio annuncia l'armistizio, ma «la guerra continua». Le forze
armate tedesche occupano il Nord e Centro Italia. Levi si unisce a un gruppo partigiano
operante in Val d'Aosta, ma all'alba del 13 dicembre è arrestato presso Brusson con altri due
compagni. Levi viene avviato nel campo di concentramento di Carpi-Fòssoli.

1944

Nel febbraio i tedeschi avviano Levi e altri prigionieri, tra cui vecchi, donne e bambini, su un
convoglio ferroviario con destinazione Auschwitz.
Il viaggio dura cinque giorni. All'arrivo gli uomini vengono divisi dalle donne e dai bambini, e
avviati alla baracca n. 30.

C’erano 39 campi di Auschwitz. C'era Auschwitz città e dentro c'era un Lager, a 2 km c’era
Birkenau, li c'era la camera a gas. Era un enorme Lager, diviso in 4-6 Lager confinanti. Più
in alto invece c'era la fabbrica, e presso di essa c'era Monowitz. In tutt'intorno, c'erano altri
30-35 Lager piccoli (miniere, fabbriche di armi, aziende agricole ecc.). Nel loro Lager erano
in circa 10.000.
Levi attribuisce la sua sopravvivenza a una serie di circostanze fortunate. La sua
conoscenza del tedesco gli permette di comprendere gli ordini dei suoi aguzzini.

Il loro modo di vivere era cambiato completamente nel giro di pochi giorni, in particolare nel
caso degli ebrei occidentali. Gli ebrei italiani, francesi e olandesi, furono strappate le case e
rinchiusi nei campi di concentramento. Potevano sentire però, insieme alla paura, la fame e
lo sfinimento, un desiderio intenso di comprendere la lingua del mondo circostante.
Levi per imparare meglio il tedesco era arrivato al punto di prendere lezioni, pagandole con
una parte della sua razione di pane.
I giorni erano noiosi e monotoni, perché mancavano gli avvenimenti e i giorni erano tutti
uguali.
Nel giugno Levi viene mandato a fare il manovale in una squadra di muratori che devono
erigere un muro. Conosce un muratore di Fossano, Lorenzo Perrone, che lavora per
un'impresa italiana trasferita d'ufficio ad Auschwitz.
Perrone prende sotto la sua tutela Levi, e ogni volta che può riesce a fargli avere una
gavetta di zuppa, raccolta tra gli avanzi del suo campo. Per i suoi precedenti di chimico, Levi
viene poi trasferito in un laboratorio.

Per tutta la durata della permanenza nel Lager, Levi riesce a non ammalarsi, ma contrae la
scarlattina quando nel gennaio 1945 i tedeschi, sotto l'avvicinarsi delle truppe russe,
evacuano il campo, abbandonando gli ammalati al loro destino. Nella notte «terribile e
decisiva» in cui i tedeschi esitano tra l'uccidere i prigionieri e il fuggire, Levi si vede
accidentalmente capitare tra mano un libro, scritto da: Roger Vercel. Vi si descrivono le
avventure di un rimorchiatore d'alto mare, e del suo capitano Renaud. Levi vi scopre un
tema attuale, che il rapporto uomo macchina non è necessariamente alienante, ed anzi può
arricchire o integrare il vecchio rapporto uomo-natura.