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Lezione XV

Cinghie

Organi di trasmissione

Organi flessibili

Nelle macchine trovano numerose applicazioni tanto organi flessibili propriamente


detti (cinghie e funi), quanto organi costituiti da elementi rigidi tra loro articolati
(catene).

Ci limiteremo a trattare il problema degli organi flessibili propriamente detti per la


trasmissione del moto rotatorio da una puleggia motrice a una puleggia condotta e
anche il loro impiego per ottenere un’azione frenante.

Normalmente gli assi di rotazione delle due pulegge sono paralleli.

Consideriamo una cinghia avvolta


per un angolo θ su una puleggia di
raggio U ruotante a velocità
angolare costante ω.
Trascurando lo spessore della
cinghia e supponendo che non vi sia
strisciamento, la velocità periferica
ωU della puleggia sarà uguale alla
velocità della cinghia.

puleggia conduttrice quella a cui è applicata una coppia motrice &P, ha una tensione
Il ramo di cinghia che si avvolge sulla puleggia, detto conduttore, essendo detta

7 necessariamente maggiore di quella 7 del ramo che lascia la puleggia, detto


condotto.

Infatti, per l’equilibrio alla rotazione attorno a 2

&P = (71 − 70 ) U > 0

La differenza (71 − 70 ) = 4 rappresenta la forza motrice trasmessa dalla cinghia, infatti


dal bilancio di potenze in condizioni di regime assoluto

&Pω = (71 − 70 ) ω U = 4Y

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La tensione 7 in una generica


sezione, individuata dall’angolo ϕ,
della cinghia avvolta sulla

compresa tra 7 e 7.


puleggia avrà una tensione

Scrivendo gli equilibri alla


traslazione per un generico
elemento di cinghia di lunghezza
UGϕ, si ha lungo la direzione
radiale per una cinghia di
larghezza unitaria

Gϕ Gϕ Y2
−7 (ϕ ) sen − (7 (ϕ ) + G7 ) sen + P UGϕ + S (ϕ ) UGϕ = 0
2 2 U

ove P è la massa per unità di lunghezza della cinghia e S ϕ è la pressione incognita


tra cinghia e puleggia

N.B. non valgono le relazioni di Coulomb su tutto l’arco di avvolgimento in quanto le


superfici a contatto non sono piane.

Per la piccolezza dell’angolo Gϕ potremo dire che

Gϕ Gϕ
sen ≅
2 2
e, trascurando l’infinitesimo di ordine superiore

Gϕ Gϕ
G7 sen ≅ G7
2 2
avremo quindi che
7 (ϕ ) = S (ϕ ) U + PY 2

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7 (ϕ ) = S (ϕ ) U + PY 2

Dall’equazione di equilibrio lungo


la tangente in condizioni in
incipiente slittamento

G7 = S (ϕ ) I D UGϕ

ma, trascurando le forze di volume,

S (ϕ ) U = 7 (ϕ ) − PY 2

per cui

G7
= I D Gϕ
7

che, integrata sull’angolo di avvolgimento θ positivo in senso antiorario

G7 7
= I D ∫ Gϕ ∴ 1 = H IDθ
71 θ
∫70 7 0 70

71 = 70 H θ
ID

La forza motrice Q varrà allora

4 = 71 − 70 = 70 H θ
ID
− 70 = 70 H ( ID θ
)
−1

La equazione vale in caso di incipiente slittamento.


Nel caso di strisciamento diventa

4 = 71 − 70 = 70 H ( IG θ
−1 )
con IG coefficiente di attrito cinetico.

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velocità Y della cinghia è nulla per cui:


Nel caso di freni a nastro in cui la cinghia è ferma e la puleggia slitta su di essa. la

4 = 71 − 70 = 70 H( IG θ
)
−1

Ma dall’equilibrio alla rotazione attorno alla


cerniera a terra della leva

D
70 = )
E
per cui

D
4=) H( )
E
θ
IG
−1

e una potenza frenante

D
: = −4 × Y = ) H −1 ω U
r r
U
E
( IG θ
)
Si noti che se l’albero girasse in verso opposto, si avrebbe che 70 > 71 e quindi
71 = 70 H − IG θ

per cui
D
: = −4 × Y = ) H − −1 ω U
r r
U
E
( IG θ
)
con un potere frenante notevolmente inferiore.

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Per ovviare alla dissimmetria di comportamento del freno a nastro semplice, si può
utilizzare il freno a nastro addizionale nel quale

O
70 = )
D (H I θ
+ 1)

e quindi

O (H θ
− 1)
: = )Uω
I

D (H θ
+ 1)
U I

che , a pari F applicata e a pari


geometria, fornisce una potenza frenante
maggiore del freno a nastro semplice.

Ritornando alle cinghie, nelle trasmissioni si dovrà fare in modo di avere sempre un
margine di sicurezza rispetto alla condizione di incipiente slittamento; ciò può
ottenersi calcolando la coppia massima trasmissibile in condizioni di incipiente
slittamento introducendo nelle formule scritte un angolo θ minore di quello
effettivamente abbracciato sulla puleggia.

Questo procedimento corrisponde all’effettivo andamento del fenomeno, in quanto si


può dimostrare che, in condizioni diverse da quelle limite, tenuto conto
dell’allungamento elastico della cinghia, la forza di aderenza tra cinghia e puleggia si
esercita solo per una certa porzione dell’arco abbracciato, a partire dal punto in cui la
cinghia lascia la puleggia; lungo tale arco ha luogo un incipiente slittamento e la
variazione della tensione con legge esponenziale, mentre per il restante arco
abbracciato (che si riduce a zero nelle condizioni limite) la tensione rimane costante.

Se le due pulegge hanno diametri diversi, in condizioni inferiori a quelle limiti,


avremo che

ω 2 U1
Y = ω1U1 = ω 2 U2 ⇒ τ =
ω1 U2
=

ma gli archi abbracciati sono diversi e quindi dovremo calcolare il valore di Q sulla
puleggia che ha angolo d’avvolgimento minore a parità di coefficiente di aderenza.
Se non vi sono speciali accorgimenti, quali galoppini tendicinghia, l’angolo di
avvolgimento minore è quello abbracciato sulla puleggia di diametro inferiore. Da
qui l’uso, nonostante alcuni inconvenienti, di cinghie incrociate.

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E’ comunque evidente che dovremo fare in modo che il prodotto IDθ sia il massimo
possibile.

Metodi per aumentare θ

Sfruttare il peso proprio della


cinghia se si hanno grandi
interassi tra le pulegge

Con galoppini tendicinghia, con l’inconveniente


di una minore durata per le maggiori
sollecitazioni a flessione

Con questo sistema si mantiene costante 4 e θ,


ma l’interasse è variabile

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Metodi per aumentare ID

Cinghie trapezoidali

7 + G7
2G1 sin β
G1

2G) W G1 sin β

la reazione risultante nel piano verticale vale

Gϕ Gϕ
2G1 sin β = 7 sin + (7 + G7 ) sin ≅ 7Gϕ
2 2
e

ID
G7 ≅ 2G)W = 2 I D G1 = 7Gϕ
sin β
ID
per cui è come se si fosse in presenza di un coefficiente di aderenza pari a > ID
sin β

Esempio di moderne cinghie impiegate nelle


trasmissioni

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