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ELABORATO I “CAMPI ELETTRICI E LE CELLULE”

 I CAMPI ELETTRICI
Continuous pump and transmission of charges such as calcium,
potassium, sodium in the cell can induce time-varying electromagnetic
field, and the induced electric field can further modulate the propagation
of ions in the cell. Based on the physical laws of static electric field, the
effect of electric field in isolate neuron is investigated by introducing
additive variable E on the model. Each neuron is considered as a charged
body with complex distribution of charges, and electric field is triggered
to receive and give response to external electric field and electric
stimulus. That is, the electric field is considered as a new variable to
describe the polarization modulation of media resulting from external
electric field and intrinsic change of density distribution in charges or
ions. The dynamical behaviors in electrical activities are analyzed and
discussed in the new neuron model, and it confirms that electric field
can cause distinct mode transition in electrical activities of neuron
exposed to different kinds of electric field. It could provide new insights
to understand signal encoding and propagation in nervous system.
Finally, it also suggests that new model can be used for signal
propagation between neurons when synapse coupling is suppressed.

La membrana cellulare può essere paragonata ad un condensatore a facce parallele

La cellula ha una carica elettrica, essa è come una batteria. L’interno


della cellula è di segno negativo, l’esterno della cellula è di segno
positivo. Queste cariche elettriche sono disposte lungo la membrana!
Da questo facilmente si stabilisce che la cellula possiede anche un
campo elettrico
Finora abbiamo posto l'accento sull'importanza dei campi esogeni, ma, considerando sia il microambiente
che circonda ogni cellula, sia il microambiente interno alla cellula stessa, si evidenziano campi
elettromagnetici endogeni, che possono dar luogo a effetti macroscopici.
La membrana cellulare Tutte le cellule degli organismi viventi sono dotati di una membrana cellulare o
plasmatica in grado di separare il citoplasma della cellula, costituito da diversi organuli dispersi in una
matrice fluida detta citosol, dall’ambiente extracellulare. In questo senso la membrana plasmatica é un
elemento indispensabile alla vita della cellula in quanto svolge molte funzioni essenziali che potremmo
sintetizzare nel modo seguente: protezione tenere fuori dalla cellula le sostanze dannose e tossiche;
trasporto permettere il transito di tutte le sostanze necessarie alla vita cellulare; comunicazione scambiare
segnali chimici con cellule limitrofe. Grazie a queste capacitá della membrana plasmatica la cellula é in
grado di preservare le condizioni omeostatiche fondamentali per il suo funzionamento, come ad esempio il
mantenimento al suo interno delle giuste concentrazioni di ioni e sostanze nutritive indispensabili per lo
sviluppo e il metabolismo cellulare. Come vedremo nei paragrafi successivi questa funzione selettiva,
dovuta sopratutto alla sua particolare conformazione, ci permette di definirla come una membrana
semipermeabile che permette il transito di alcune sostanze ed impedisce il passaggio di altre.

La struttura La membrana plasmatica costituisce l’involucro esterno della cellula ed é formata da un doppio
strato di fosfolipidi per uno spessore di circa 7-9 nm. Un fosfolipide é caratterizzato da una estremitá in cui
é presente un gruppo fosfato solubile in acqua, e per questo detta testa idrofila, e l’altra costituita da due
catene di acidi grassi idrofobe. A causa di questa particolare composizione i due strati di fosfolipidi
interagendo con gli ambienti acquosi circostanti si dispongono in modo tale da presentare le code apolari
nella parte interna della membrana e le teste polari rivolte verso l’esterno.

LE PROPRIETÁ ELETTRICHE DELLE CELLULE

Le proprietá elettriche delle cellule Tutte le cellule presentano in generale uno squilibrio di carica ai lati
opposti della membrana, in questo modo si viene a creare un potenziale di membrana, che rappresenta
l’elemento fondamentale per spiegare molte delle risposte cellulari a stimoli esterni, come ad esempio
l’irritabilitá cellulare o la trasmissione di impulsi elettrici nel caso di cellule neuronali.

Il potenziale di membrana Sebbene in condizioni di riposo l’ambiente interno della cellula possieda una
carica globale sostanzialmente nulla, il citosol viene ad assumere un potenziale negativo rispetto
all’ambiente extracellulare.

Membrana plasmatica
Una volta chiarito in che modo si comportano i canali ionici, passiamo a descrivere il modo in cui i flussi di
ioni che passano attraverso i canali cambiano la differenza di potenziale ai lati della membrana plasmatica,
e sono quindi in grado di generare i fenomeni eccitabili, compreso il AP. A questo riguardo un grosso aiuto
è stato dato dalla scoperta che la membrana plasmatica presenta un comportamento elettrico riconducibile
a quello ben noto di alcuni circuiti elettrici.

Utilizzando le leggi che descrivono il comportamento di questi circuiti, è quindi possibile capire il
comportamento elettrico delle membrane biologiche.
Analogie tra un doppio strato lipidico ed un condensatore
La membrana plasmatica è per lo più costituita da un doppio strato di fosfolipidi, ciascuno dei quali
presenta delle code idrocarburiche rivolte verso l’interno della membrana, e delle teste polari posizionate
sulla sua superficie.
A causa della presenza delle code idrocarburiche la membrana plasmatica non permette l’attraversamento
degli ioni da una parte all’altra. In altri termini questa struttura rappresenta, da un punto di vista elettrico,
un potente isolante, che impedisce il passaggio di correnti ioniche. Ai lati della membrana plasmatica sono
invece presenti le soluzioni elettrolitiche, le quali sono invece, da un punto di vista elettrico, dei buoni
conduttori. In definitiva questo sistema è costituito da due conduttori separati da un isolante, un dispositivo
noto nel campo dei circuiti elettrici con il nome di condensatore, e schematizzato nel seguente modo:
Una proprietà che caratterizza i condensatori è la loro capacità di accumulare cariche elettriche se li si
sottopone ad una differenza di potenziale. Il rapporto tra la carica elettrica accumulata e la differenza di
potenziale applicata è una costante, nota con il nome di capacità elettrica C.
La capacità elettrica di un condensatore dipende dalla sua superficie, ovvero dalla superficie dei due
conduttori separati dall’isolante. Per questa ragione, piuttosto che specificare la capacità elettrica, spesso si
caratterizza un condensatore dando la sua capacità specifica, ovvero il rapporto tra C e l’area del
condensatore stesso. Le membrane biologiche possiedono una capacità specifica di circa 1 µF/cm².

Le tue membrane cellulari mettono in atto uno stratagemma


spesso conosciuto come pompa sodio-potassio. È un meccanismo
molto complesso ma l’illustrazione chiara di questi portali e della
modalità di generazione delle cariche elettriche può avvenire così.
Ioni di sodio e potassio
Le cellule, in stato di riposo,contengono al loro interno più ioni
di potassio rispetto a quelli di sodio mentre all’esterno questi ultimi
sono più numerosi. Gli ioni di potassio sono negativi, di
conseguenza l’interno della cellula ha una carica leggermente
negativa. Gli ioni di sodio sono invece positivi, perciò la zona
esterna contigua alla membrana cellulare è dotata di carica
positiva. In tale stato, non c’è una differenza di potenziale
sufficientemente forte per la produzione di energia elettrica.
Quando il corpo ha bisogno di mandare un messaggio da un punto
all’altro, il canale si apre. Nel momento in cui avviene l’apertura
del canale membranale, gli ioni di sodio e di potassio si spostano
liberamente dentro e fuori la cellula. Gli ioni di potassio dotati di
carica negativa lasciano la cellula, attratti dal polo positivo
all’esterno della membrana, mentre gli ioni di sodio aventi carica
positiva penetrano all’interno, muovendosi verso la carica negativa.
Lo scambio di carica
Il risultato è lo scambio nelle concentrazioni dei due tipi di ioni e un
conseguente scambio rapido di carica. È come passare da 1 a 0.
Questo scambio tra positivo e negativo produce un impulso elettrico
e tale impulso provoca l’apertura del canale della cellula
successiva, generando un’ulteriore carica, e così via. In questo
modo, dal nervo di un dito del piede che ha sbattuto contro un
oggetto, parte un impulso elettrico fino al cervello che porta alla
percezione del dolore.
Segnali elettrici nei neuroni: eccitazione
della membrana
Sebbene un voltaggio (o differenza di potenziale) stabile esista attraverso le membrane di
tutte le cellule animali, soltanto le membrane delle cellule elettricamente eccitabili (vale a
dire, neuroni, cellule muscolari e cellule sensoriali) sono in grado di rispondere a variazioni
delle differenza di potenziale generando potenziali di azione. Lo studio dell'”elettricità
animale” ha una lunga storia che inizia dalle osservazioni effettuate nel diciottesimo secolo
da Luigi Galvani. Questo scienziato, lavorando con una preparazione nervo-muscolo
prelevata da una zampa di rana, osservò che i muscoli si contraevano se il nervo ed il
muscolo venivano toccati in un certo modo con barrette metalliche. Le due barrette
dovevano essere costituite da metalli diversi (per esempio una di rame e l'altra di zinco).
Nell'esempio di Galvani, una barretta veniva posta a contatto con il muscolo e l'altra con il
nervo, innervante lo stesso muscolo; quando queste due barrette venivano messe a
contatto tra di loro, il muscolo si contraeva. Galvani e suo nipote interpretarono questo
fenomeno come una scarica di elettricità animale che era accumulata nel muscolo e veniva
liberata dai nervi. Essi ipotizzarono che un “fluido elettrico” passasse dal muscolo
attraverso il metallo e poi tornasse indietro ed inoltre che la scarica di elettricità dal
muscolo ne provocasse la contrazione. Noi ora sappiamo che questa interpretazione è in
gran parte inesatta.
Questo esperimento, però, stimolo molti scienziati ad occuparsi del fenomeno. Primi fra
tutti, Alessandro Volta, che nel 1972, suggerì che lo stimolo elettrico che induceva il
muscolo a contrarsi nei preparati di Galvani era generato all'esterno del tessuto dal
contatto tra i differenti metalli ed i liquidi salini del tessuto, quindi Volta ipotizzò un origine
elettrolitica della corrente elettrica da metalli diversi. Ma la prima dimostrazione che i
tessuti eccitabili producono effettivamente corrente elettrica la si deve a Carlo Matteucci,
che dimostrò come l'attività elettrica di un muscolo in contrazione poteva stimolare un
secondo preparato nervo-muscolo. Oggi sappiamo, che correnti elettriche vengono
generate nei tessuti viventi laddove vi sia un flusso netto di particelle cariche attraverso la
membrana. Queste correnti possono essere direttamente rilevate utilizzando due elettrodi
per misurare la variazione di potenziale elettrico causata dal flusso di corrente attraverso la
membrana cellulare. Un elettrodo di misura viene posto a contatto elettrico con il liquido
interno della cellula mentre l'altro, l'elettrodo di riferimento, è posto a contatto con il
mezzo extracellulare in modo tale che i due elettrodi forniscano una misura del voltaggio, o
differenza di potenziale, esistente tra il citosol e il liquido extracellulare. La differenza di
potenziale misurata attraverso la membrana (il potenziale di membrana, Vm) è amplificata
elettronicamente e visualizzata mediante uno strumento di registrazione che fino a pochi
anni fa era l'oscilloscopio, oggi invece si usano i computer. Comunque, molto di ciò che
oggi sappiamo sulle modalità di generazione dei potenziali d'azione si basa sui risultati
degli esperimenti condotti da A.L. Hodgkin e A.F Huxley negli anni Quaranta e Cinquanta,
Per la loro registrazione dei potenziali di membrana, questi ricercatori usarono per la
prima volta gli assoni giganti di calamaro. In un tipico esperimento, il neurone è immerso in
una soluzione fisiologica in contatto elettrico con un elettrodo di riferimento. Prima che la
punto del microelettrodo di registrazione penetri all'interno della cellula, questo e
l'elettrodo di riferimento sono entrambi a contatto con la soluzione salina e si trovano allo
stesso potenziale elettrico; la differenza di potenziale registrata tra i due elettrodi è,
dunque, zero. Quando la punta del microelettrodo penetra all'interno della cellula ed entra
nel citosol, appare immediatamente una deflessione verso il basso della traccia del
voltaggio indicata nella traccia oscillografica, indicando che ora l'elettrodo è all'interno
della cellula e sta misurando la differenza di potenziale attraverso la membrana cellulare. Il
potenziale stazionario, negativo all'interno, registrato dall'elettrodo dopo la sua
penetrazione nel citosol è il potenziale di riposo, Vrip della membrana cellulare ed è
espresso in millivolt. Per potenziale di riposo si intende il potenziale della membrana
quando non sono in corso eventi attivi o risposte postsinaptiche. Praticamente tutte le
cellule che sono state studiate hanno un potenziale di riposo negativo con una valore
oscillante tra -20 mV e -100 mV. Questa differenza di potenziale costituisce un gradiente
elettrico che funge da forza motrice per il movimento degli ioni attraverso la membrana. Il
campo elettrico, E, è uguale al voltaggio in volt diviso la distanza d, in metri (E=V/d). Poiché
d, lo spessore della membrana è un numero molto piccolo (5 nm) il campo elettrico
esistente attraverso le membrane cellulari è molto elevato.

Il potenziale di membrana a riposo, come sappiamo, risulta da un'ineguale distribuzione di


ioni sui due versanti della membrana. Due fattori incidono sul potenziale di membrana:
1.I gradienti di concentrazione dei diversi ioni a cavallo della membrana . Gli ioni sodio
(Na+), cloro (Cl-) e calcio (Ca2+) sono più concentrati nel liquido extracellulare, mentre gli
ioni potassio (K+) sono più concentrati nella cellula; tutto ciò dà luogo ad un potenziale
elettrochimico;
2.La permeabilità della membrana a questi ioni: la membrana cellulare a riposo è molto più
permeabile al K+ che al Na+ e Ca2+. Ciò significa che il K+ è lo ione che più contribuisce al
potenziale di membrana a riposo.
L'equazione di Nernst descrive il potenziale di membrana che un singolo ione produrrebbe
a cavallo di una membrana permeabile solamente a quello ione. Infatti, per un qualsiasi
ione questo potenziale viene definito potenziale di equilibrio per quello ione, o Eione, ed è
dato da:
Ex = (RT/zF) ln([X]e/[X]i)
dove Ex è il potenziale di equilibrio per lo ione X, R è la costante dei gas, T la temperatura
assoluta (Kelvin), z valenza dello ione, F costante di Faraday ed [X]e e [X]i le concentrazioni
dello ione ai due lati della membrana. In base all'equazione di Nernst si può predire un
aumento del potenziale di equilibrio di 58 mV quando il rapporto di concentrazione dello
ione diffusibile aumenta di un fattore 10.
L'equazione di Goldman, invece, viene utilizzata per calcolare il potenziale di membrana
che risulta dal contributo di tutti gli ioni che possono attraversare la membrana. Nelle
cellule dei mammiferi, Na+, K+ e Cl- sono i tre principali ioni che influenzano il potenziale di
membrana nella cellula a riposo. Il contributo di ciascuno ione al potenziale di membrana è
proporzionale alla sua capacità di attraversare la membrana. L'equazione di Goldman per
cellule permeabili a questi tre ioni è:
Vm = (RT/zF) log (PK[K+]est + PNa[Na+]est + PCl[Cl-]int / (PK[K+]int + PNa[Na+]int +
Pcl[Cl-]est)
dove Vm è il potenziale di membrana a riposo a 37°C, e PK, PNa e PCl rappresentano le
permeabilità della membrana ai rispettivi ioni. Nonostante questa equazione possa
sembrare difficile, può essere spiegata a parole dicendo che: il potenziale di membrana a
riposo è determinato dal contributo combinato del gradiente di concentrazione,
moltiplicato per la permeabilità, per ciascuno ione.

Significato dei simboli nelle pitture di G. Klimt


Il significato dei misteriosi simboli nei quadri di Klimt – I segni erotici
 …...Sulla donna invece appaiono delicati fiori – la dolcezza, la bellezza, il
profumo floreale, inseriti in micro-composizioni circolari- ; si assestano poi il
cerchio con un buco o con un centro in rilievo, che è coppella, fiore stilizzato,
ovulo, orifizio, nucleo cellulare con citoplasma, seno con capezzolo, cavità
dell’organo genitale femminile, ma pure, secondo le
antiche indicazioni risalenti all’età dell’alchimia, il simbolo, appunto, alchemico
del metallo prezioso: un cerchio con centro evidenziato, lo stesso che,
nell’Egitto dei Faraoni, raffigurava il sole. Tutta la possibile polisemia di questa
figura circolare – cioè stratificazione di più significati su un’unico simbolo-
significante – è orientata a rappresentare, attraverso il potenziamento del
colore, la forza della vita, presente nelle donne, e nella natura......