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Little Tootie Rootie (Analisi)

Cenni Storici
Little Tootie Rootie è un brano di Thelonius Monk, pubblicato per la Prestige il 15 Ottobre
del 1952. Monk ha confessato di aver scritto questo brano per il figlio, Thelonius Jr che
all’epoca aveva due anni. Il bambino era affascinato dalle avventure di “Little Toot the
Tugboat”, simpatico personaggio dei cartoni Disney rappresentato da un rimorchiatore a
vapore che nel porto di New York si diverte a fare dispetti anziché svolgere il proprio
lavoro.

La genesi del brano ci aiuta, nel caso specifico, a comprendere meglio alcune scelte
melodiche e armoniche di Monk, soprattutto in merito al tema.

Esso infatti è caratterizzato, nella A, da una frase che ruota intorno all’accordo di Ab7 a
cui segue una risposta con una precisa scansione ritmica, che sembra ricordare lo sbuffo
di un treno a vapore.

Monk non è nuovo, nelle sue composizioni, a riportare in musica suoni e rumori della vita
di tutti i giorni, creando situazioni fortemente evocative. Si pensi, ad esempio, al suo
brano “Locomotive”.

Struttura
Il brano ha una struttura del tipo AABA di 32 battute, in tonalità di Ab. 

Sebbene la tonalità indicata in partitura sia Ab, l’approccio bluesy che Monk utilizza
nell’esposizione del tema farebbero pensare ad un Ab misolidio, quanto meno nelle due
A.

La B è caratterizzata da alcuni II-V che si susseguono su tonalità diverse, anche lontane,


per poi lanciare nuovamente il motivo caratterizzante del tema nell’ultima parte.

L’approccio e il sound utilizzati nel solo sono coerenti con il tema. Monk utilizza
essenzialmente la pentatonica blues fin dalle prime note, ma non disdegna anche rapidi
run su arpeggi minori, diminuiti e alterati.

Analisi
Battute 28-30: il solo è lanciato da una frase tipica del blues, sulla pentatonica blues a
battuta 28 e prosegue con un fraseggio, sempre sulla stessa pentatonica blues, fino a
battuta 30.

LANCIO

Battute 31-33: una delle caratteristiche del solo, e in generale dello stile solistico di
Monk, è una certa imprevedibilità. Passa infatti da frasi pentatoniche sugante per lo più
con crome ed ottavi, a rapidissimi passaggi, del tutto repentini e inaspettati. Qui un rapido
fraseggio prima sulla pentatonica di Ab e poi sull’arpeggio di Bbm7. A battuta 33
troviamo inoltre la presentazione di una idea melodica, basata sul cromatismo Ab-G, che
verrà riproposta e variata alla fine del solo.

Bbm7 arpeggio

Battute 34-36: dopo un rapido arpeggio di Ddim7, la prima A del solo si conclude con
una frase pentatonica, suonata in terzine di crome, a ristabilire l’equilibrio melodico e
ritmico.

Ddim7 Pentatonica
Battute 37-44: all’inizio della seconda A, Monk riprende il mood bluesy, insistendo
melodicamente sul cromatismo Eb-D. Dopo un po’ di frasi di maniera, un ultimo guizzo a
battuta 42 con un rapido pattern in sedicesimi, sempre sull’arpeggio di Ddim7, cui segue
a battuta 43 e 44, una chiusura tradizionale che apre alla B.

Ddim7 pattern

Battute 45-52: nella B, caratterizzata dalla presenza di diversi II-V, Monk mette da parte
l’approccio bluesy, tipico di una situazione armonica più statica, in favore di uno più
verticale, che fa uso essenzialmente di arpeggi.

Interessante è la rapida frase a battuta 47, con una rapida frase discendete in Dm7 e una
risalita che descrive un accordo di G7b9b13.

A battuta 50 abbiamo nuovamente una pentatonica, questa di volta di Fm, mentre a
battuta 52, per ritornare sulla A, viene chiaramente citato il tema.

Fm pentatonic

Frammento del tema

Battute 53-60: a battuta 53 Monk insiste sulla nota di Ab, proseguendo con alcune frasi
sulla scala pentatonica e seguendo gli arpeggi degli accordi (battuta 56).

Interessante è l’utilizzo della ripetizione di una cellula melodica costruita sulla pentatonica
blues a battuta 59 e 60.

Arpeggi diatonici

Cellula melodica

Nel successivo Chorus, Monk improvvisa le prime due A, ricollegandosi al tema originale
nella B. 

Battute 61-68: La prima A del secondo chorus ruota interamente intorno ad un ostinato
basato su un bicordo, formato dal tritono di Ab7. In queste battute emerge la vena

squisitamente bluesy di Monk, che superimpone questo ostinato alla progressione


armonica di base.

Battute 69-74: La seconda A del secondo chorus propone un altra idea, già presentata in
minima parte a battuta 33. Si tratta di un semplice ostinato basato sulla ripetizione di due
suoni (Ab e G), suonato in semicrome. Ogni ostinato dura battute e termina con una
brevissimo frammento sulla pentatonica. In questa porzione del solo viene portato alle
estreme conseguenze il concetto di frammentazione della melodia, in quanto l’idea di
base è basata su due soli suoni, e di ripetizione.

Ripetizione del frammento melodico

Il solo si chiude con un rapido fraseggio in sedicesimi sulla pentatonica di Ab, che termina
sulla nota D, in apertura della sezione B, nella quale viene ripreso il tema iniziale.