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CDU 003.63:083.4/ .6:519.66:655.533 Norma italiana Dicembre 1982

or UNI
Diagrammi e cartogrammi 2949
GUS Regole generali per l'elaborazione
f
Graphs and charts - Generai rules for the presentation

SOM MARIO

O. Introduzione pago 1 4. Regole per la preparazione del


1. Scopo nomogrammi pago 3
..
5.. Regole per la preparazione degli
2. Definizioni ..
Istogramml e del cartogrammi .................................. 3
3. Regole per la preparazione
del diagrammi carteslanl e
6. Regole comuni per l'esecuzione .. 4
polari e degli stereogramml " 2 Appendice Esempi di diagrammi e
cartogramml .. 6

o. Introduzione
Alcune specie di informazioni risultano più facilmente comunicabili e di più agevole lettura se vengono presen.
tate con diagrammi o cartogrammi.
Per rendere questi mezzi di comunicazione uniformi. intelligibili e riproducibili. occorre attenersi a determinate
regole.

1. Scopo
La presente norma ha lo scopo di stabilire le regole generali per la preparazione e l'esecuzione dei diagrammi e
dei cartogrammi.

2. Definizioni
Ai sensi della presente norma valgono le seguenti definizioni rilerile ai più comuni tipi di diagrammi e cartogram.
mi (vedere anche appendice).


Termine Definizione
d'ordine
2.1. diagramma Rappresentazione gralica. generalmente in un sistema di coordinate piane o
spaziali. delle relazioni esistenti tra due o più variabili.
(

Nota - Nel caso di coordinate spaziali il diagramma viene anche chiamato


stereogramma (vedere A 1 in appendice).
2.1.1. diagramma cartesiano Diagramma nel sistema delle coordinate ortogonali (detto cartesiano) delle
relazioni esistenti tra due variabili (vedere A 2 in appendice).
2.1.1.1. diagramma carteslano Diagramma cartesiano che rappresenta le variabili in scala lineare (vedere li.
lineare gura 2 in appendice).
2.1.1.2. diagramma cartesiano Diagramma cartesiano che 'rappresenta una variabile in scala logaritmica e
semilogaritmlco l'altra in scala lineare (vedere figura 3 in appendice).
2.1.1.3. diagramma cartesiano Diagramma cartesiano in el!i entrambe le variabili sòno rappresentate in scala
logarltmlco logaritmica (vedere figura 4 in appendice).
2.1.2. diagramma polare Diagramma nel sistema delle coordinate polari delle relazioni esistenti tra due
variabili (vedere A 3 in appendice).
2.1.3. .nomogramma Diagramma con più di due variabili rappresentate Su apposite scale. ,n CUI la
grandezza da determinare viene rilevata mediante allineamento E detto anctl('
abaco (vedere A 4 in appendice).
2.1.4. istogramma Diagramma in cui le modalità quanlitatlve delle dIverse funZlon. sono rap
presentate mediante altrettante figure geometrtche. segni convenzionali e PiI
togrammi. aventi una dimensione lineare o la superficie espressa dalla misura
della corrispondente modalità (vedere A 5 In append'CCI

" ,;...

le normeUNIsonorevISionate.quandonecessallo.co" 'a pII"hl":":,,,,,,' Sii' ,h """,,' ",t.:."", "'.1,lo,.."" ". ,"",',"",IIn,."", I """, ,-.:.. : :.,..
lo che gli ulcn" nelle slesse SIaccertinOehesse", !Il pOSS"SS".1('II'IIIIII"a,',10:".",' ,.10'\1"" ,I, ."""""'.""""'"

22 I

j
pago2 UNI 2949

N° Termine Definizione
d'ordine
2.1.4.1. istogramma a colonne Istogramma otlenuto mediante retlangoli o solidi aventi la base uguale e
l'altezza variabile (vedere A 5.1 in appendice).

2.1.4.2. Istogramma a barre Istogramma otlenuto mediante rettangoli o solidi aventi la base variabile e
l'altezza uguale (vedere A 5,2 In appendice),

2.1.4.3. istogramma a settori Istogramma ottenuto mediante setlori circolari le cui aree rappresentano le
parti di un insieme (vl,!dere A 5.3 in appendice).

2,1.4.4. istogramma plttorlale Istogramma otlenuto mediante pltlogramml di diversa grandezza o di diverse-
numero (vedere A 5.4 In appendice).

2.1.4.5. istogramma di flusso istogramma ottenuto mediante aree proporzionali alla frazione di un flusso o
di una trasmissione (vedere A 5.5 in appendice).

2.2. cartogramma Rappresentazione grafica delle intensità e delle frequenze di certi fenomeni o
caratteri, nelle diverse zone territoriali, mediante tratleggi, ombreggiature, co-
lori o segni convenzionali (vedere A 6 In appendice).

3. Regole per la preparazione dei diagrammi cartesiani e polari e degli stereogr~mmi


3,1. Generalità
Nel preparare questi tipi di diagrammi devono essere considerate sia le esigenze di esecuzione sia quelle di
utilizzazione.
Per esempio, se una quadrettatura di fondo può essere di grande aiuto per tracciare le curve, ma può creare con-
fusione all'utilizzatore, la difficoltà può essere evitata usando quadrettature prestampate di colore non
riproducibile.
Particolari come le scale, gli assi e la larghezza delle maglie della quadretlatura di fondo, ove questa sia
necessaria, devono essere in relazione con Il tipo di informazione che si desidera rappresentare. Analoghe regole
valgono per i reticoli di fondo con elementi non quadrati.

3.2, Grossezze e tipi di linee

3.2.1. Per l'esecuzione dei diagrammi devono essere utilizzate le seguenti due grossezze di linee:
- grossa, per tracciare le curve;
- fine, per tracciare gli assi, le graduazioni, le quadrettature di fondo e i reticoli delle scale logaritmiche.
Per i valori di tali grossezze e dell'interspazio tra le linee, vedere UNI 3968.

3.2.2. Per distinguere le diverse curve di un diagramma possono essere utilizzati differenti tipi di linee: linea continua,
ilnea a tratti costanti e linea mista, secondo UNI 3968.
In caso di un numero notevole di curve di uno stesso diagramma si possono utilizzare linee a tratti aventi
lunghezza dei tratti differente (vedere A 2.1 in appendice).

3.3, Descrizioni e annotazioni


Il significato delle singole curve deve potersi intendere con il minimo ausilio di scritture o di annotazioni.
Le scritture devono essere le piu bre~i possibili. Esse devono essere poste nel diagramma solo se indispensabili
a facilitare la lettura dello stesso.
Se in un diagramma viene indicato un simbolo per contrassegnare una caratteristica, lo stesso simbolo deve
essere Indicato anche nel testo del documento associato allo stesso diagramma.

3.3.1. Punii di tracciafura

I punti rJI tracclatura. quando sono utilizzati, devono essere indicati con segni distintivi il cui significato, se
necr,ssar1<J. dev,,: ess,,:'e chl.aramente annotato in una apposita area del diagramma, previa cancellazione di una
parte sufficiente della QuarJrettatura di fondo (vedere A 2.2 in appendice).

3.3.2. Indicazione delle variabili

C'as~un asse deve "s~ere contrassegnalo con la denominazione o il simbolo della caratteristica che l'asse
S"",S'J rappresenta
I '>,mr,r,11 dell": caratt"fI~ttr,he devono essere In carattere corsivo Le denominazioni o i simboli delle carat.
l"flSllr,h" rJ,,'/r,nr, 0,55':", v,stl ctrca alla fin" rJella grarJuazione degli aSSI, accompagnati dalle relative unità di
""",,)'a' ",e ':slslentl Iv':d':", AI., A 2 In app,)ndlce)
P',I 1"',1111"", la ',:;1ura 'J':I IJ,wJrarnma pn5s"nr) essere ""J,calc scale di divisione In alto e sulla destra del dia
';',-,rr,(f," ',',r,f',rrn"rn':nl': a "",:11': Inl),cat.: In r,assr, e alla ';!nlstra Ij':II(, ~tesso (joagramma (vedere figura 1 in ap.
:",',.J',.,:,

Is<!q"'!/

:". ., ': .' '" '. "':'," '."" 'H" "/l;,

23

Il
UNI2949

'_~ APPENDICE

Esempi di diagrammi e cartogrammi 4)

A 1. Stereogrammi
Sono rappresentazioni grafiche a tre dimensioni di funzioni di due variabili, dove sulle coordinate orizzontali
sono rappresentate le due variabili di una funzione e su quella verticale sono rappresentati i valori assunti dalla
funzione stessa (figura 1),
Gli stereogrammi devono esser~ rappresentati in proiezioni assonometriche secondo UNI4819,

IIIlI11ll13'TJef1to . nIx,
I

, 150~....
1JO~ ~.:.
50
.... O--
/'.
../ ../ ,?
/
/q.~lla~' '10<'/ / ",
,

~'?i?J Jj' Jo,


../
,

,'j
/ ../
../ I
','0 .
/j
/
o

Flg, 1 - Esempio di slereogramma

A 2. Diagrammi cartesiani
A 2.1. Diagramma cartesiano lineare con diversi tipi di curve
In figura 2 sono mostrate le diverse curve con differenti tipi di linee, La quadrettatura di fondo è stata omessa,

pas'"r"ndo,deale filtro di IOtertereOlaIn proge"o


I

; :0 ~--,I
g
'Z I
=- ~" I
- I
I
I
~ 0\
'"' I
I
I
I
'I~ I
--.. .....
"~ ....
'J; ,

fJ .-
41JO 4;IJ 440 460 480 500 520 540 560 580 600 620
llf>9'1eua d'<n1a IO M1

F"J 2 - Es',rr'I"I) di diagramma r;artr:slano lineare Gun diversI tipi di curve

(segue)

< '.", ," """'. """"".' "."'.'.1'. 'J.,I 'J',',.,rr.'.,,", ,,',I I)[) ',2 1"11, """" ,I.",. " "",., "'.,11) ..',pl";;<I,v., I, 1",",l)r", 1;""1;", 'nf;f,mp'I;II;

27

.
UNI 2949 pago 7

A 2.2. Diagramma cartesiano semilogaritmico con punti di tracciatura


La figura 3 mostra un diagramma cartesiano semilogaritmico Si notino, punti di (racc,alura contraddistinti da
appositi segni grafici.

/:. 55,
::E
'" o PMMA canro iII rottlJa 88.25 MPa
X PRfV carICOdi IOtllJa 69.60 MPa
§ 50'-
. PRfVcariCo 91.20 MPa
j .
illlOtllJa

45\-

, --------

4Or - -
i ' .
- ---
1 I ;~

::L_~--T_= r~n_~--h~ ----..---

J
:
U:._-,I I
L" "--

+--+m_-l~ --
151 ,L, i -_-1-~- 1 n---
lo"
XI' XI' XI' lo' lO' XI'
NlJ11ero iII c~I,

Fig. 3 - Esempio di diagramma carteslano semllogarltmlco con punti di tracclotu'd

A 2.3. Diagramma cartesiano logaritmico


La fiQura 4 mostra un diaQramma cartesiano in cui le variabili sono in scala IOQaritmica.

luce utile in mi
/
E
E
.5
1800 2.60221
70

1/ 2.00-'-'-'-- 35
£ 1600
~ 1400 LI 1.45 ,10
.Si
1/ 1.30-( .90
~ 1200 Il V 1.75
.Q 1.00
/ /
!§ 1000 0,80- ( .56
~ 900 0,80- 0.63-1 .45
.3 800 0,63- 0.50-1 ,36

700 0.50- 0.40- I ,28


630 0.40- 0.30-1 ,22
560 0,30- 0.25-1 16
/ 0.20
500 0.25-
450 0.20- 0.16
400 0,16- 0.12
360 0,12- 0.10
q"
320 0,10- 0.08
?
'Q\'l1
--
:== .@ =
.,..,
1-- 1-' ? Il ""
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200
1--
' cc
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-'
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Q
1--
1-- '(;i :o :o
= o:> o
'" t::
1-- I- a: §:
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'"
I ' a: a:
I
100 I
Q C5 C5
9,1
52 ""
C5
~~ pj~~~~~f~H2~~§ ""
~ ~ «:>
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larghezza a dellastaffain mm
Fig. 4 - Esempiodi diagrammacali"""""" lù~ld"II)JICù
-,,'9"'"

28
~.
7Y\

pago 8 UNI 2949

A3. Diagrammipolari
Le figure 5, 6 e 7 mostrano alcuni esempi di diagrammi polari. .
Si noti la leggibilità delle scritture sulle figure 5 e 6 dalla sola base del documento e l'eccezione a tale regola rapo
presentata dalla figura 7 (vedere 3.3.3).

R!- 000e1ica
P,
~~

R,
P,

Fig. 5 - Esempi di diagrammi polari di fenomeni dlscontinui (leggibili dalla base del documento)

Oi~
'21-1~ Ore 0-2

'"
I
'"

,'"
~
Giu H-è! D-I'o

Fig.6 - Esempio di diagramma polare di un fenomeno Fig. 7 - Esempio di un diagramma polare di un fenomeno
continuo (leggibile dalla base del documento) semicontinuo (leggibile facendo rotare il documento)

(segue)

29

.
.

UNI 2949 pago 9

A4. Nomogrammi O abachi


Un esempio di nomogrammaè indicato dalla figura 8, che illustra anche il metododi utilizzazionedel nomogram.
ma stesso.

d -, I
Olametro
Interoo
Oi<rnetroesteroo
o spessore i
l arghenacorona I
I
(@c: (@~, l I @~
D r:-32 16 lo d o T
31 15..-
14- -2
30
29 13
28 12
21 11
26 n
25 9
24 8
23
22 -n
21 11

20 12

19 13

18 14

11 15 /1
D~
16 16 d,W/
15 11 trd
14 18
-19 MetoOO per ricavare
13 ,I diametro Interro

12 - 20

11 --21
22 I Wl
n Tl).,T
-23 ?~
9 wi
-8 - 24
25
26 MetoOO perllcavile
W
-5 -27 ,I raworto T
-4 - 28

-3 .29

-2 30
31
I
32

Fig. 8 - Esempio di nomogramma

,segllel

30
pago 10 UNI 2949 .

A5. Istogrammi
A 5.1. Istogramma a .colonne
Le figllre da 9 a 12 mostrano alcuni tipi dllstogramma a colonne.
Le altezze del rettangoli o del solidi rappresentarro le quantità da compar.ara.

:! ( ~ E
! -- -- ...__...._-_.
0---
! D~ ~ IlìRmo
~a()gJJtto
c-- - U'
-cl-. IOo;n;
B--

A--'

O'
TII11IO T~

Fig.9 - Esempio di istogramma a colonne semplici Fig. 10 - Esempio di Istogramma a colonne frazionate

fin \ f
~ ( 20, 30

-Li
c-
.
~ D- mI lìRmo
IllìRmo
i
15 - ,
22.5

IlI f---f;

TII11IO
i -7;'
-
Fig. 11 - Esempio di istogramma a colonne raggruppate

O
r-, l
~ ~~, ~~~ ~ ~ ~ ~
Diaretro (Il -I ami

Fig. 12 - Esempio di istogramma a canne d'organo


Nota - L'istogramma a canne d'organo è particolar-
mente indicato per rappresentare la distribuzio-
E ;IJ. ne di frequenze di una variabile.
= In figura, i centri delle basi dei rettangoli corri-
!
o;
;Ii spondono ai centri delle classi della variabile.

4rJ

'~ri

i'.

;f,

'I,. >:.< 'h'; l'''J . 1"'1


l
A'I" "I:[ 011
n Nuv O"

FI'! '": -- Es',mrJl'J rJ' ISlrJqr;,mma a colonne che utilizza


IJn rJarall',I,:rJlr",rJrJ a ~Jas', quarJ,al;,

(segue)

i
I
I
31

.
I

I
,
..
UNI 2949 pago 11

A 5.2. Istogramma a barre


Le basi dei rettangoli rappresentano le quantità da comparare. Alcune informazioni possono essere rappresen.
tate in vari modi. Per esempio, la produzione in una successione di anni può essere rappresentata nelle diverse
forme indicate nelle figure da 15 a 19.
L'istogramma a barre trazionate (figura 15)copre molti anni, ma non permette una facile comparazione tra i dif.
ferenti articoli prodotti.
L'istogramma a barre raggruppate (figura 16) dà la stessa importanza agli articoli prodotti e agli anni.
L'istogramma a barre con segni di riferimento (figura 17)dà più importanza alla produzione dell'anno in corso che
a quella dell'anno precedente.
L'istogramma a barre'accoppiate (figura 18) permette una facile comparazione tra gli articoli prodotti e una dif.
ficile comparazione tra le unità prodotte negli anni.
L'istogramma a barre alternate (figura 19) mostra il cambiamento delle specie prodotte in due anni.

lJf1ila
prorone Unitaproda",
o
o A 1975 00"

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~ B 1916 ~o ,]

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1977 ;/,.1;;;l /<j
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1978 I %%1;Y;;1 ArticOlo


A

1979
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~ EJ Art~oloB
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1980 ~ D ArticoloC

Fig 14 - Esempio di istogramma a barre Fig. 15 - Esempio di istogramma a barre frazlonate

Unitaprodane
UnitaIIUOOne
,0
" I

~
.:.

: ',
c'I

-
D~0;;:;;:W'
i
01
t:::=z:D Er0;;:;;;/;/ - Arm precet1ef1te
Arm precedente rz::::J Arm in lmO F~
Fig. 16 - Esempio di istogramma a barre raggruppate Fig. 17 - Esempio di istogramma a barre con segni
di riferimento

Unitaprorone Umtaprorone
Arm preté1le
o o Arm" arso ecedente O Arm In corso

I ArticoloA~ ,.1
o
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A Arm pr t>;.:-;.>:~

/1 B~ .
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(CJ E~ t:<:;:::::::r:;:::;';:::~::"":1

cb fETI! I [ ,

Fig. 18 - Esempio di istogramma a barre accoppiate Fig. 19 - Esempio di ISlogramma a barre alternaI"

"'9"" 1

~.

32
pago 12 UNI 2949

A 5.3. Istogramma a settori


La figura 20 mostra due Istogrammi a settori che rappresentano la ripartizione delle energie in giuoco nelle tur-
bine a vapore e a gas.
Se le ombreggiature vengono sostituite da colori, si raccomanda "Impiego di gradazioni diverse di una stessa
tinta (vedere 6.6.1).

Altreperdite2'. ~..~te 5\

al Turbina a vapore b) Turbina a gas

Fig. 20 - Esempio di istogrammi a settori

A 5.4. Istogrammi pittoriali


Utilizzano dei pittogrammi per rappresentare delle informazioni (figure 21 e 22).

'820 tittttttttttttttttttttt~
"'O ttttttttttttttttttttttt~
-.
18"5 _.
/Ijli li li I;
. .. I I. .I ..I
I
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--

Ic ';'1',;1', ,SI-/,c"mer",
'/J'" ~"",/""mm" c"II,.,'1."nl" un" "<zz,, ,ap,>fes',nla 25000000 kg di prOduZIonetolale.
"',n, ",tto,o""",m" """",,-,,01', un u.,m', ,n ""r" SUl',nd', bianco rappresenla 10000 tess.tori artIgianalI.
'/,.d r"tI.,o;""""", """,;"-,,nl', ,;n ';',m', ,n "",n'", su le,n,Jo nero rappresenta 10000 tessitorr Industrral.

Fig 21 ~ Esr,mp,o di Istogramma plttorrale simile all'istogramma a barre

Isegue)

33

.
UNI2949 pago 13

cx!:)(i!~Xi!XJ.!~)(:J:!!)Cj.!-'XL/})d!)
191215 1:IJi8i8i8i8i8~ t;
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1916.19
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1920.23
d:!:)(Y!)~d:!:)(:J!)
jiJjiJjiJMJfiJiiJ
1924,27
a!:x:Éx:J!:x:J!:>ct!)
iiJjiJiiJliJMJ

Ogni pittogramma rappresenta 20000 nati o 20000 morti

Fig. 22 - Esempio di istogramma pittori aie con linea di riferimento per mettere in evidenza gli eccessi

A 5.5. Istogrammi di flusso


La figura 23 mostra un istogramma di flusso in cui le aree proporzionalialle frazionidi destinazione si riparo
tiscono in direzioniopposte (tutte le descrizionisono leggibilidalla base del documento).

ECOOIJ11izzatore 5.S% 'I


Ipreriscaldatorel

Surriscaldalore 4.5"b

Camino 17.7',

Caldaia 55.S"b Ceneri 2.1'0

C(roJll~
irraggiamento ect 13.S"b

Fig. 23 - Esempio di Istogramma di flusso

:,

,..<}",.

34
pago 14 UNI 2949
A6. Cartogramml
Per rappresentarele caratteristiche delle varie zone territoriali, Il cartogrammadella figura 24 utilizza i tratteggi.

Classedì staturamediadegli fr'


Tratteggio witti dì Ie,anatinel 1958
cm renereglool

D 168.1
a169,0
B 169,1
a171.3
Iill[[]] 171.4
a173,6
a114.1
113.1
mmm 114,8
a115.6
a116,0
115.1

Fig. 24 - Esempio di cartogramma

35

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