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FASCISMO E MUSSOLINI

Mussolini nel 1919 istituisce i fasci di combattimento per dare voce al


ceto medio e alla borghesia produttiva , (si chiama fascio per via del fascio
Vittorio) , espone poi il programma di san sepolcro( chiamato così perchè
“fascisti” si ritrovavano a Milano nella piazza di San Sepolcro), Mussolini
si presenta con un programma avente tesi contrastanti poichè, da un lato
propone delle riforme in ambito sociale e lavorative mentre dall'altra anche
dei risvolti nazionalisti dove si pone contro la monarchia .
quindi pone sia elementi nazionalisti che socialisti.
Si presenta da solo alle elezioni del 1919 non avendo successo.
Successivamente capì che doveva presentarsi in una lista comune (lista di
coalizione) e quindi non da solo.
per avere successo si accorse pure che doveva eliminare le ostilità
contro la monarchia, ma per farlo doveva eliminare le ostilità verso la
borghesia capitalista.

Nascono le squadre d'azione (composte da :ex-socialisti , nazionalisti


delusi dai trattati di pace, operai, contadini che vedevano nei fascisti un
mezzo di riscatto) e andavano nelle campagne a colpire chi si ribellava.
Nelle elezioni del 1920 vinsero i socialisti per celebrare la vittoria essi
scesero in piazza a sparare qualche colpo, questo fece scalpore tra i
contadini che iniziano a vedere nel fascismo l unica soluzione contro il
socialismo cosi insieme ai grandi proprietari terrieri sovvenzionano il
fascismo ,facendo nascere il Fascismo agrario.

Mussolini trasforma i fasci nel nuovo Partito nazionale fascista (PNF)


perchè prima era un movimento ma poi diventò partito perchè aveva degli
obbiettivi di carattere politici.
Nel dopoguerra si hanno due anni difficili, chiamato biennio rosso perchè
ci sono rivolte e proteste,
al ritorno della guerra vi erano i reduci, quelli in salute volevano lavorare
quelli invalidi volevano essere pagati
Giolitti decide di anticipare le elezioni al maggio 1921 e crea un blocco
nazionale dove si inseriscono tutti quelli che erano contro i partiti di
massa, (nazionalisti fascisti ecc.. ) ma nelle elezioni del 21 i partiti di
massa reggono benissimo , 35 rappresentanti del fascismo entrano in
parlamento cosi Giolitti si dimette perchè la maggioranza è instabile

sale Luigi Facta come presidente del consiglio (uomo senza personalità e
carisma ) cosi Mussolini si gioca Facta per fare salire il fascismo al
governo

Mussolini decide di fare la marcia su Roma, che consisteva nel fare


confluire tutte le squadre d'azione a Roma , ovviamente esse non potevano
reggere l'esercito Italiano ,
l'intento di Mussolini era quello di fare pressione per poi portare i
rappresentanti del fascismo al governo, dove Vittorio Emanuele 3 gli
avrebbe dato il governo. Lui poteva anche finire in carcere cosi decise di
rimane a Milano in attesa della chiamata di Vittorio Emanuele per dargli
l'incarico o dei gendarmi per arrestarlo.
Dal 1922 al 25 ci fu la fase del doppio binario perchè da un lato
collaborava con i liberali (quelli di Giolitti) e dall'altro dava via libera alla
violenza.
Luigi Facta va dal re per far firmare lo stato d'assedio (il potere passa
all'esercito, si usa solo in situazioni di pericolo) Il re però non firmerà lo
stato d'assedio probabilmente perchè ebbe paura che la situazione potesse
sfuggire di mano . Cosi Musso ebbe l incarico di formare il governo.

Discorso del bivacco


Mussolini tiene il cosi detto discorso del bivacco in cui dice che se avesse
voluto avrebbe trasformato in un bivacco (un campeggio) il Parlamento,
questo faceva capire che per lui il parlamento non aveva alcun valore.

Legge dei pieni poteri


Nel 22 infatti venne approvata la legge dei pieni poteri in cui alcuni dei
poteri del parlamento vennero assegnati al governo, quindi il parlamento
iniziava a perdeva potere. Le squadre fasciste vennero considerate
legittime e riconosciute ufficialmente , diventavano forze militari , ma
dall'altro lato erano comunque forze private di Mussolini , cambiano il
nome in milizia volontaria per la sicurezza nazionale che causerà
ulteriori danni. Si forma il Gran consiglio del fascismo (organo formato
da esponenti del fascismo scelti da Mussolini ) aveva il compito di
delineare politica del fascismo e poteva proporre leggi

Nel novembre del 23 musso non si fida degli alleati al governo, perchè
pensa che un domani possano togliergli l'alleanza e si troverebbe senza
potere.

Delitto Matteotti
Promulga la legge Acerbo in cui diceva che il partito che avrebbe avuto la
maggioranza (25% dei voti) avrebbe avuto come premio i due terzi dei
seggi, i fascisti cosi si presentarono uniti in un listone nazionale ,
la campagna elettorale fu caratterizzata da un ondata violenza, infatti i
fascisti entravano dove si votava e cambiavano pure i voti ,
Matteotti denuncia tutto ciò che i fascisti avevano fatto e conclude dicendo
che il Re dovrebbe scogliere il Parlamento ,
Matteotti dopo 10 giorni sparisce e dopo due mesi verrà trovato morto,
l'opinione pubblica si scaglia contro i fascisti, e i deputati dell'opposizione
non si presentarono più in parlamento avesse tolto il potere a Mussolini,
(secessione dell'Aventino) rimasero la finché non sarebbe cambiata
qualcosa, tuttavia l'opposizione non fu omogenea ed quindi Vittorio
Emanuele 3 lasciò il potere e la fiducia a Mussolini.
Dopodiché Mussolini si assunse l'intera responsabilità del delitto Matteotti
e fece capire che intendeva trasformare le istituzioni in senso autoritario e
voleva mettere a tacere definitivamente le opposizioni anche con l'uso
della forza.

E questa definitiva svolta autoritaria si verificò con le cosiddette “leggi


fascistissime” che fascistizzavano per intero lo Stato che dettero poteri
ampissimi al capo del governo che diventava responsabile solo davanti al
re e non più al Parlamento, stravolgendo cosi la divisione dei poteri tra
esecutivo e legislativo.

Nella concezione fascista dello Stato poi il sistema produttivo non doveva
essere turbato da conflitti tra lavoratori e imprenditori e cosi questi
contrasti venivano risolti tramite lo Stato che faceva da mediatore in nome
dell'interesse collettivo. Venne così abolito il diritto di sciopero (Che
divenne reato contro lo Stato) ,venne anche abolita la festa del 1 maggio.
La svolta finale al totalitarismo fu dopo alcuni attentati falliti contro
Mussolini, venne soppressa la libertà di stampa e fu sciolto ogni partito o
associazione non fascista, furono estromessi dal parlamento coloro che
parteciparono alla “secessione dell'Aventino”,
aumentarono notevolmente i poteri delle forze dell'ordine e venne
reintrodotta la pena di morte.

Propaganda Fascista
Mussolini sapeva che per mantenere l'appoggio della massa occorreva
fornire delle forti motivazioni ideologiche e cosi alimentò il mito della
“rivoluzione fascista” che avrebbe costruito un sistema garante dell'ordine
, stabilità e modernizzazione.
Mirava anche alla creazione di un uomo nuovo che seguiva gli ideali
fascisti , utilizzando il controllo dell'educazione che plasmava le nuove
generazioni, ma anche l'università subì questi cambiamenti, venne
introdotto il giuramento di fedeltà al regime e la maggior parte dei
professori fecero tacito assenso pur di non perdere il posto.
La massa veniva controllata anche attraverso il controllo dei mezzi di
comunicazione, tra cui la stampa, la radio e il cinema, Mussolini da ex
giornalista conosceva il potere dei giornali e impose forti limitazioni nella
libertà di stampa , le notizie e gli eventi venivano scelti metodicamente.

L'ANTIFASCISMO DIVISO
Lo schieramento antifascista rimase diviso , tuttavia rimase la figura di
Benedetto Croce filosofo napoletano che scrisse il manifesto degli
intellettuali antifascisti dove denunciava la deriva fascista ed esaltava la
libertà di pensiero.

CLANDESTINITA' O ESILIO
Con l'emanazione delle “Leggi fascistissime” ogni forma di opposizione
organizzata in Italia divenne impraticabile. Cosi all'estero si crearono
gruppi di esuli che si opponevano al regime fascista, l'epicentro di tali
attività era la Francia ma non vi furono molti risultati eccetto una
propaganda di denuncia incapace di incidere sulla situazione Italiana.
RAPPORTI CON CHIESA
Ridotta al silenzio l'opposizione politica , il maggiore ostacolo era
rappresentato dalla Chiesa Cattolica . Fortemente radicata nella società
italiana grazie anche alla fitta rete di parrocchie, Mussolini doveva trovare
un accordo a tal fine decise di risolvere la cosidetta “questione romana”.

I PATTI LATERANENSI
Dopo più di due anni di negoziati si arrivò ai Patti lateranensi con il quale
la Santa Sede riconosceva la sovranità del regno di Italia , con Roma come
sua capitale, mentre a sua volta lo Stato Italiano riconosceva lo Stato della
Città del Vaticano come una minuscola entità territoriale (Basilica di San
Pietro e le costruzioni adiacenti).

Il secondo documento , Il Concordato diceva che:


Il cattolicesimo venne riconosciuto come religione di Stato, e venne cosi
ripudiato il principio di laicità
• Furono attribuiti effetti civili al matrimonio religioso
• divieto di divorzio civile
• Sacerdoti esonerati dal servizio militare obbligatorio
• Insegnamento religione anche ai gradi superiori dell'istruzione
Con questi patti i cattolici simpatizzarono verso Mussolini che aveva
finalmente chiuso la “questione romana”

Dal liberismo allo “Stato interventista”


Quando si rimise in moto l'inflazione Mussolini inaugurò una linea di
politica economica interventista che mirava alla:
• Riduzione delle importazioni
• Stabilizzazione della lira

LA BATTAGLIA DEL GRANO


Per ridurre le importazioni vi fu la cosidetta “Battaglia del grano” che
aveva l'obiettivo di raggiungere l'autosufficienza nel settore cerealicolo
con una campagna propagandistica per mobilitare il mondo rurale e
l'inasprimento di dazi doganali sull'importazione dei cereali.
Questo porto a un incremento di grano annualmente prodotto del 50% e
ridusse le importazioni del 70% , questa battaglia servì al regime anche per
dimostrare una vicinanza all'Italia rurale, custode delle tradizioni più
autentiche e antiche del suo popolo.

LA STABALIZZAZIONE DELLA LIRA E LA “QUOTA 90”


alla “battaglia del grano” si era affiancata la “battaglia della lira” che
aveva come obiettivo la rivalutazione della moneta fissando il cambio con
la valuta britannica a “quota 90” , ovvero 90 lire per una sterlina rispetto
ai 153 di picco a cui era giunta in precedenza ed effettivamente si arrivò a
dei risultati positivi ma anche negativi

LE CONSEGUENZE DELLA CRISI DEL '29


Queste misure economiche protezionistiche inizialmente riuscirono ad
attutire gli effetti della crisi esplosa negli Stati Uniti, ma successivamente
vi giunse provocando dapprima un aumento di disoccupati nelle
campagne a causa della diminuzione dei prezzi e di conseguenza delle
esportazioni.
Cosi il regime attuò delle misure volte a rendere il paese indipendente, per
esempio avviò un programma di bonifica delle aree paludose o incolte , tra
tutte ricordiamo quella dell'Agro Pontino

UN EMBRIONE DÌ “ECONOMIA MISTA” PUBBLICO-


PRIVATA
Lo Stato dovette intervenire anche nel settore finanziario poichè molti
istituti di credito avevano concesso forti prestiti a molte industrie che non
erano in grado di restituirli. Cosi per evitare che anche le banche fallissero
il governo creò l'Istituto mobiliare italiano (IMI) che erogava crediti alle
attività industriali, nasce poi l Istituto per la ricostruzione industriale
(IRI) che acquisì il controllo di tutte le imprese indebitate. Quando poi lo
Stato acquisì un indirizzo dirigistico (ovvero uno stato che interviene
molto in ambito economico) l'IRI divenne strumento dello stato per
perseguire i propri scopi , si ponevano le basi di un “economia mista” ,
(economia pubblica e privata).
LA POLITICA SOCIALE E DEMOGRAFICA
Il regime adottò una politica di incremento demografico considerata
necessaria per una politica di forza, Mussolini stesso diceva “il numero è
potenza” , e quindi vi era l'esaltazione del matrimonio e della famiglia
(chi non si sposava aveva a suo carico la cosidetta “tassa sul celibato”),
che ovviamente incontrava il completo appoggio della Chiesa cattolica.
Furono favorite le famiglie numerose con incentivi economici .
Tuttavia vi fu un calo della natalità e vi fu anche un notevole spostamento
delle masse dalle campagne alle città a discapito delle politiche adottate
dal governo, che non voleva ciò poichè considerava le città come focolai
di tensioni sociali.

LA POLITICA ESTERA Di MUSSOLINI


L'Italia dopo aver vinto la guerra mondiale era tra i protagonisti della
nuova Europa e per questo voleva farsi dare credito dalle altre potenze
europee , L'Italia si pone tra le potenze anti-Hitleriane infatti firma gli
accordi di Stresa che condannava il riarmo tedesco, Inoltre si pone tra le
potenze anti-Hitleriane perchè interessava l'Etiopia. Mussolini allestisce
una campagna contro la Bissinia (in cui si trovava l'Etiopia) iniziando a
mandare truppe contro l'Etiopia , ma Francia e Inghilterra non tollerava la
cancellazione di uno stato sovrano che faceva parte della società delle
nazione, cosi l'Italia ricevette sanzioni economiche,
L'Italia fece credere al popolo che l'Italia fosse sottoposta per spronare il
popolo a un'ipotetica guerra
La guerra viene attuata e l'Italia vince

ANTISEMITISMO IN ITALIA
l'Italia prende provvedimenti antisemiti (leggi per la difesa della razza)
 divieto di matrimoni misti
 espulsione ebrei dalle scuole pubbliche
L'obbiettivo era indurli ad emigrare (questo poi non avviene poichè
inizia la seconda guerra mondiale)
NAZISMO E HITLER
UNA BREVE STABILIZZAZIONE
La Germania aveva ottenuto il consenso di essere ammessa nella Società
delle Nazioni, però rimaneva un problema di fondo, ovvero c'era ancora la
questione delle riparazioni previste dal trattato di Versailles
Il partito nazista
In questo clima ricomparve il Partito Nazional-socialista dei lavoratori
tedeschi avente come principale dirigente Adolf Hitler ,partecipando cosi
alla vita politica e facendo largamente uso della violenza. Il partito aveva
una propria forza militare , le S.A. (squadre d'assalto) formate da
estremisti di destra, ex comunisti , socialisti, operai, disoccupati,
nazionalisti , poi nel 1925 vengono create le SS (squadre di protezione)
guardie del corpo di Hitler che prendevano informazione (anche dai
dirigenti delle S.A. di cui non si fidava totalmente)

Il Mein Kampf
Attraverso una forte propaganda il partito si crea la propria immagine , e
con il Mein Kampf , libro scritto da Hitler nel periodo di prigionia in cui
parlava di come voleva risollevare la Germania e esprimeva il fatto che
sarebbe andato contro i “nemici” ebrei , socialisti ecc...

Gli effetti disastrosi della crisi del 29


La crisi degli Stati Uniti aveva impattato pure sulla Germania , i
disoccupati aumentarono portando ancora più consensi ai partiti estremisti
con pulsioni antidemocratiche e nazionalistici , anche per le voci diffuse
dai nazisti di un complotto degli ebrei.

Le deboli reazioni al nazismo


Anche i conservatori si dimostrarono propensi al nazismo , in quanto
pensavano di poter “addomesticare” Hitler per poter togliere la sinistra ,
ma anche la sinistra sottovalutò Hitler.
Cosi nel 1930 con le elezioni anticipate vi fu un voto di protesta che
premiò i nazisti e i comunisti.

Il 30 gennaio del 33' Hitler presiede il governo, da qui gli eventi si


accelerano , Il Parlamento viene sciolto e la sua sede viene bruciata , i
nazisti addossano la colpa ai comunisti dichiarandoli fuori legge.
L'avvento di Hitler al potere
Il 23 marzo si ha la legge sui pieni poteri che faceva in modo che Hitler
potesse promulgare leggi senza il consenso del Parlamento, da qui si avvia
un processo di nazificazione.
• I Governi regionali vennero sciolti , il potere passò al governo
centrale
• I partiti politici vennero soppressi tranne il nazismo
• Le SS furono inserite nelle forze di polizia
• Vi fu la completa soppressione degli oppositori
• I libri contrari al nazismo vennero bruciati in dei roghi
• Campagna antisemita
Durante la notte dei lunghi coltelli in cui gran parte dei dirigenti SA
furono eliminati poichè non servivano più , cosi Hitler cancella ogni forma
di opposizione

Il Fuhrer e la nuova Germania


Alla morte di Hindenburg, Hitler ha totale controllo dello Stato , nasce
cosi il Terzo Reich , dove Hitler ha la carica di Furher ovvero capo
supremo tedesco che aveva il compito di salvare la Germania e riportarla a
grande potenza.
L'organizzazione dello Stato nazista
Lo Stato era espressione della razza ariana, ogni aspetto della vita privata
fu inquadrato dal partito per diffondere il “nuovo spirito tedesco” , per
esempio
I bambini a 10 anni entravano in organizzazione paramilitare , quindi
venivano indottrinati e imparavano l'utilizzo delle armi , altrettanto ferreo
fu l'indottrinamento degli intellettuali , per esempio nelle università venne
introdotto il giuramento al regime
Consenso e dissenso
Hitler poi stipulò un contratto con la santa sede e con le chiese protestanti,
in cui chi rifiutò venne perseguitato.
Le forze di polizia nel mentre sopprimevano ogni dissenso , c'era anche
una forza di polizia speciale la GESTAPO (polizia segreta di Stato libera
da potere giudiziario)

L'antisemitismo di Stato
Dopodiché l'antisemitismo diventò politica di Stato con le leggi di
Norimberga che negavano la parità dei diritti agli ebrei ,
Notte dei cristalli
nel 1938 i nazisti utilizzando come pretesto la morte di un diplomatico
tedesco attaccarono gli ebrei nella notte dei cristalli (chiamata cosi perchè
si rompevano le vetrine agli ebrei) , molti ebrei perserò la vita e numerosi
furono deportati.

STALIN E IL COMUNISMO
Dopo la morte di Lenin 1924 nell'Unione Sovietica si scatenò la lotta per
la successione alla guida del Partito bolscevico, i contendenti erano
Trotskij , Bucharin e Stalin. Erano molto divergenti questi tre Bucharin
voleva la NEP, troski e Stalin volevano abbandonarla , Stalin voleva poi il
socialismo in un solo paese mentre Troski voleva la cosidetta
“rivoluzione permanente” ovvero che si sarebbe estesa in tutto il mondo.
Stalin prevalse utilizzando ogni mezzo a sua disposizione e nel 1929 pose
fine alla NEP, l'anno dopo lanciò il programma di collettivizzazione
forzata delle campagne , le terre furono affidate ad aziende agricole
collettive , i Kolchoz e i sovchoz, nei kolchoz i contadini potevano
possedere un loro appezzamento di terreno, mentre nei sovchoz i contadini
erano salariati statali . La collettivizzazione ebbe risultati disastrosi con
un forte calo della produzione. Contrari alla collettivizzazione furono
soprattutto i kulaki ( contadini più agiati) che Stalin eliminò in quanto
classe. La repressione dell'Ucraina , colpita da una gravissima carestia
portò alla morte milioni di persone quindi chi si opponeva veniva punito
da Stalin che non gli mandava i rifornimenti di cibo (carestie artificiali).

Stalin voleva presentarsi come successore dell'opera di Lenin ma il suo


regime era basato sul terrore , con una dittatura spietata, eliminando ogni
possibile avversario politico attraverso processi farsa , espulsioni ed
esecuzioni , le cosiddette “Purghe Staliniane” coloro che evitavano la
fucilazione venivano deportati nei campi di prigionia detti gulag .
Strumento di Stalin fu pure una grande propaganda che investiva la sua
stessa figura , divenne infatti oggetto di un culto della personalità
indicato come “Guida” dello Stato.

Stalin puntò alla realizzazione di una potente industria pesante attraverso i


cosiddetti piani quinquennali che stabiliva gli obiettivi economici da
raggiungere ogni 5 anni. Il primo piano quinquennale fu realizzato solo
parzialmente il secondo fu invece straordinario, portò ad un incremento del
120% della produzione industriale e un calo della disoccupazione, a
discapito delle condizioni di vita e di lavoro degli operai.

In politica estera Stalin voleva far uscire l'Unione sovietica dall


isolamento internazionale, per fare ciò Stalin strinse relazioni e alleanze
con Polonia, Francia, Italia e Germania e si fece pure ammettere nella
società delle Nazioni.
Nel 1935 durante la pericolosa ascesa del Nazismo Stalin promosse un
fronte con le forze europee di sinistra, ma 3 anni dopo l'Unione Sovietica e
la Germania nazista firmano un patto di non aggressione (patto molotov-
Ribbentrop)