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Diuretici

Il rene è l’organo deputato al controllo del volume dei liquidi corporei, del contenuto di elettroliti e
del pH dei fluidi dell’organismo nonché all’eliminazione dei prodotti terminali del metabolismo
come urea, acido urico e creatinina. L’unità morfofunzionale del rene è il nefrone composto da
glomerulo, tubulo contorto prossimale, ansa di Henle, tubulo contorto distale e dotti collettori.

Il flusso ematico renale è di circa 1200 ml al minuto con una velocità di filtrazione glomerulare di
120-125 ml al minuto, pari a circa 180 litri al giorno. Di tutto questo volume solo l’1% viene
eliminato con le urine, il 99% dell’acqua viene invece riassorbito insieme agli elettroliti, mentre
alcune sostanze vengono secrete attivamente a livello tubulare.

A livello del TCP avviene il riassorbimento del 60-70% del Na+; il Na+ viene scambiato con ioni H+
provenienti dall’attività dell’anidrasi carbonica intracellulare. A livello del TCP avviene anche il
riassorbimento del glucosio e degli aminoacidi nonché la secrezione di acido urico.

A livello dell’ ansa di Henle, in particolare nel tratto ascendente, avviene il riassorbimento di circa
il 30% del Na+ attraverso il simporto Na/k/2Cl

A livello del TCD il Na+ viene riassorbito attraverso un simporto Na/Cl a tale livello viene
riassorbito anche il calcio sotto l’influenza del paratormone e della vit.D

A livello del dotto collettore il riassorbimento è mediato dall’aldosterone che stimola il


riassorbimento di Na+ e l’escrezione di K+ e dalla vasopressina o ormone antidiuretico che stimola
l’espressione delle acquaporine che facilitano il riassorbimento dell’acqua.

I diuretici sono farmaci capaci di aumentare il volume delle urine facilitando la perdita di liquidi e
l’eliminazione di alcuni ioni. Grazie a queste caratteristiche vengono utilizzati in caso di
ipertensione, scompenso cardiaco, stati edemigeni di vario tipo (su base epatica o renale),
calcolosi renale, osteoporosi, diabete insipido etc etc.
Inibitori dell’anidrasi carbonica (acetazolamide)

Sono diuretici scarsamente efficaci per il loro debole effetto e per il facile sviluppo di tolleranza.
Agiscono a livello del TCP inibendo l’anidrasi carbonica, sia quella presente nelle cellule tubulari
che nel lume dei tubuli stessi favorendo l’eliminazione di bicarbonati e del Na+ con conseguente
eliminazione anche di liquidi. Trovano impiego solo in caso di glaucoma ad angolo aperto.

Diuretici dell’ansa (furosemide= “lasix”, bumetanide e torasemide)

Sono i farmaci diuretici dotati di maggiore efficacia (diuretici drastici) e vanno ad agire a livello del
tratto ascendente dell’ansa di Henle andando ad inibire il simporto Na/Cl/k con conseguente
escrezione di Na Cl K. I diuretici dell’ansa aumentano anche l’escrezione di Ca e Mg, ma riducono
l’escrezione di acido urico.
Inizialmente causano un effetto vasodilatatorio che precede l’effetto diuretico e ciò è molto utile
nell’ipertensione polmonare e nell’insufficienza cardiaca.
Possono essere somministrati per via orale, intramuscolo e via endovenosa.
Gli usi principali sono : edema polmonare acuto, edemi associati a scompenso cardiaco cronico o a
cirrosi epatica e nell’ipercalcemia.
Negli anziani possono causare facilmente ipovolemia e ipotensione, mentre l’eccessiva perdita di
potassio può causare ipokaliemia e alcalosi metabolica. L’ipokaliemia può causare una aumentata
tossicità di farmaci come la digossina, e può essere alleviata utilizzando diuretici risparmiatori di K;
l’iperuricemia può far precipitare la gotta. Il sovradosaggio può causare ototossicità che può
peggiorare se contemporaneamente si assumono aminoglicosidi.

Diuretici tiazidici (idroclotiazide, bendroflumetiazide, clortalidone, indapamide e metolazone)

I tiazidici esercitano la loro azione andando ad inibire il cotrasporto Na/Cl a livello del TCD
aumentando l’escrezione di Na Cl K H e Mg(di entità minore rispetto ai diuretici dell’ansa) e
riducendo l’escrezione del Ca.
Hanno un’attività diuretica meno potente rispetto ai diuretici dell’ansa, ma sono meglio tollerati e
perciò preferiti nel trattamento dell’ipertensione.
Anche questi possono essere somministrati per via orale o via iniettiva.
Vengono utilizzati in caso di ipertensione, in caso di scompenso cardiaco cronico, nella nefrolitiasi
calcica e nell’osteoporosi.
I tiazidici sono da usare con cautela nei diabetici perché aumentano l’insulino resistenza facendo
precipitare l’iperglicemia ed in più aumentano i livelli di colesterolo e trigliceridi. I
l più comune effetto indesiderato è la disfunzione erettile, un effetto superiore a quello dei
B-bloccanti, ma reversibile con la cessazione del trattamento.
Un eccessivo dosaggio può causare iperuricemia e ipercalcemia. Numerose interazioni si possono
avere con la chinidina con gli anticoagulanti e con i FANS.
Diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, amiloride e triamterene)

Sono diuretici deboli e di solito vengono associati a diuretici più efficaci come i tiazidici o dell’ansa
per ridurre le perdite di potassio
Lo spironolattone è un antagonista dei recettori intracellulari dell’aldosterone presenti a livello
dei dotti collettori e quindi indirettamente blocca il riassorbimento del Na+ e l’escrezione del K+.
L’amiloride e il triamterene bloccano direttamente i canali del Na+ deputati al riassorbimento.
Sono utilizzati nell’ipertensione e negli stati edemigeni, in più lo spironolattone è utilizzato anche
in caso di iperaldosteronismo, mentre l’amiloride è utilizzata nella fibrosi cistica.
Questi farmaci riducendo l’escrezione del potassio possono causare iperkaliemia e quindi va
evitata una dieta con alimenti ricchi di potassio e bisogna fare attenzione alla cosomministrazione
di ace-inibitori, sartani e b-bloccanti soprattutto nei pazienti con insufficienza renale.
Lo spironolattone può interagire con il recettore del progesterone e degli androgeni causando
ginecomastia, atrofia testicolare e disordini mestruali

Diuretici osmotici (mannitolo, glicerolo)

Sono sostanze in grado di richiamare liquidi nei compartimenti extracellulari, vengono


somministrati per via endovenosa in particolari condizioni come l’ipertensione endocranica o
l’ipertensione endo-oculare.

Farmaci che modificano il pH urinario

Questi farmaci possono essere utilizzati insieme ad un diuretico per facilitare l’escrezione di altre
sostanze come in caso di intossicazioni acute. Possiamo acidificare le urine con il cloruro di
ammonio o con l’acido ascorbico per facilitare l’escrezione di sostanze basiche come amfetamine
e cocaina, oppure possiamo alcalinizzarle con il bicarbonato di sodio per eliminare sostanze acide
come salicilati e barbiturici.