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La rivoluzione scientifica

1.un evento di importanza capitale

Facciamo riferimento alla nascita della scienza con l’espressione ‘’rivoluzione scientifica’’ definendo
l’ambito cronologico tra il 1543(le rivoluzioni dei corpi celesti, Copernico) e il 1687(i principi matematici
di filosofia naturale, Newton). La nascita della scienza sta diventando molto importante e questo è
segno che la civiltà del nostro tempo tende a riconoscere sempre di più la centralità storica.

2.Lo schema concettuale


È possibile delineare lo schema concettuale che sta alla base della rivoluzione scientifica il rapporto sia
il nuovo modo di concepire la natura sia quello di intendere lo studio. Dalla rivoluzione scientifica
emergono: la concezione della natura come ordine oggettivo e causalmente strutturato di relazioni
governate da leggi e la concezione della scienza come sapere sperimentale intersoggettivamente
valido e matematico che ha come scopo la conoscenza.
Il nuovo modo di vedere la natura
La natura è intesa come un ordine oggettivo che non è attributi valori o qualità umane e non ha niente
a che fare con la dimensione spirituale dell’uomo. la natura è anche un ordine causale poiché nulla
avviene a caso ma tutto è risultato di cause ben precise. Delle quattro cause di Aristotele l’unica messa
è la causa efficiente, infatti la scienza non si chiede il perché delle cose.La natura inoltre viene vista
come un insieme di relazioni infatti sono proprio queste che legano i fatti tra loro. I fatti della natura
obbediscono a regole uniformi di conseguenza la natura finisce per identificarsi con l’insieme di leggi
che regolano i fenomeni.
Il nuovo modo di concepire la scienza
La scienza si fonda sull’osservazione dei fatti E le ipotesi vengono giustificate su base empirica, infatti
è concepita come un sapere sperimentale quindi esperienza= esperimento. Per lo studio della scienza
la quantificazione è una delle condizioni necessarie poiché la scienza si fonda sul calcolo e sulla
misura. Inoltre la scienza è un sapere universale ed è accessibile a tutti. Lo scopo della scienza e la
conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi. La scienza va incontro al dominio dell’ambiente
circostante, sapere è potere.

Nascita della scienza


Con l'affermarsi degli Stati nazionali e della civiltà urbano-borghese si inizia ad avere un sistema di vita
più complesso e dinamico che implica nuove esigenze per i cittadini. si inizia quindi a fondere scienza
e società moderna e un diffondere un sapere oggettivo ed efficace. Tecnici e scienziati iniziano a
lavorare insieme allontanandosi così dalla scienza pura e dalle applicazioni solamente pratiche e
fondendo le conoscenze e le abilità di uni e degli altri per risolvere i nuovi problemi che la società
moderna deve affrontare.

Perché è nata durante il rinascimento


Guglielmo di Ockham sosteneva che la nascita della scienza fosse derivata dall'occamismo
trecentesco e non dall'Umanesimo rinascimentale. Questa però è una prospettiva troppo esclusivista
poiché il Rinascimento rappresentava in ogni caso il terreno storico-ideale per la nascita della scienza.
Infatti durante questo periodo si tendeva a rendere il sapere laico e a rivendicare la libertà della ricerca
intellettuale, inoltre grazie alla traduzione di molte opere scientifiche e filosofiche antiche si riuscì a
risalire a molte dottrine che erano state trascurate per molto tempo come la filosofia degli atomisti
(Democrito), le teorie eliocentriche dei pitagorici, le ricerche dei geografi, dei medici e degli astronomi
che ispirarono così nuove scoperte. Il Rinascimento inoltre aveva cambiato la mentalità della
popolazione, infatti Aristotele aveva diffuso il concetto di un ordine naturale e immutabile, Telesio
aveva definito i principi sensibili come unici principi del mondo fisico e aveva stabilito che l'unico modo
per spiegare la natura fosse per mezzo di se stessa, la magia aveva diffuso la credenza che l'uomo
fosse signore delle forze naturali anticipando così il pensiero di Bacone, infine, ispirandosi al
platonismo e al pitagorismo, si era diffusa la convinzione che la natura fosse scritta in termini
geometrici e che quindi l'unico modo per esprimerla fosse quello della matematica.
Scienziati o semplici uomini?
La rivoluzione scientifica però non è solamente dovuta al contesto storico-culturale, ma anche a menti
geniali e creative dell'epoca, infatti, facendo eccezione per gli astronomi e matematici di corte, gli
uomini della rivoluzione scientifica non sono scienziati di mestiere ma persone che fanno le loro
ricerche al di là della propria professione di ingegneri, piuttosto che medici, professori o anche
semplicemente persone benestanti. Le università non erano però sempre favorevoli alle nuove correnti
di pensiero, così si iniziarono a formare a poco a poco accademie scientifiche dedicate appunto alle
nuove scoperte scientifiche. Le scoperte fatte da questi uomini hanno spesso alla base convinzioni
metafisiche, credenze religiose o pregiudizi, questo però non è un fattore determinante poiché quel che
conta è solamente il valore finale della teoria.

Le forze ostili alla scienza moderna


La scienza metteva in discussione la cultura e le certezze del tempo, infatti si era messa in discussione
la validità delle teorie cosmologiche e fisiche, veniva proposto uno schema teorico anti-finalistico e
anti-essenzialistico, che andava contro la mentalità greca e cristiana, e infine toglieva qualsiasi senso
alle antiche credenze. I teologi e la Chiesa vedevano messa in discussione l'autorità di Aristotele e la
parola divina della Bibbia, il metodo da loro usato appariva quasi eretico poiché basato sul principio
della libera ricerca e si andava diffondendo una mentalità razionalistica che metteva a rischio anche
altri campi come l'etica e la politica. anche maghi e astrologi si trovarono in difficoltà, i primi infatti
vedevano distrutta la credenza di un sapere occulto, i secondi invece constatate tutte le loro certezze.
L'unico modo per far fronte a queste nuove idee fu quella di far vedere la propria autorità, metodo che
però non funzionò poiché la scienza finì per imporsi dimostrando la sua validità oggettiva.

3-4

1.La vita

Galilei nasce da una famiglia di media borghesia a Pisa il 15 febbraio 1564. Nel 1574 si trasferiscono a
Firenze dove compie i primi studi di letteratura e logica. Nel 1581 si iscrive alla facoltà di medicina di
Pisa per volere del padre ma dato che non provava alcun vero interesse torna a Firenze. Proprio
Firenze approfondisce la matematica con Ostilio Ricci e compie osservazioni fisiche. Poi scopre
l'isocronismo delle oscillazioni pendolari e formula alcuni teoremi di geometria e meccanica e progetta
la bilancetta.

Dai inoltre un saggio della propria cultura letteraria nelle due azioni all’Accademia fiorentina. Nel 1589
ottiene la cattedra di matematica all’Università di Pisa e scopre la legge di caduta dei gravi Nel 1592
passa insegnare matematica all’università di Padova dove trascorre 18 anni. Nel 1609 costruisce il
cannocchiale e fa altre scoperte e che annuncia con il sidereus nuncius. Keplero riconosce l’esattezza
e il granduca di Toscana lo assume come matematico primario.

Le scoperte astronomiche le idee copernicana fecero sì che gli interessi in conflitto con degli aristotelici
e con le gerarchie e Clesio Astico e nel 1616 in un’ammonizione del cardinale Bellarmino lo diffido dal
professare la nuova astronomia. Continuò i suoi studi e inizia uno scontro con il gesuita grassi con cui
non si trovava d’accordo e per questo pubblicò il saggiatore.

Nel frattempo lavoro al dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo il tolemaico e il copernicano. Il
processo durò fino al 22 giugno 1633 con la ritrattazione del dialogo e il carcere a vita viene tramutato
in confino Che ebbe luogo a Siena presso la Villa di Arcetri. Nella solitudine scrisse discorsi e
dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze e l’8 gennaio 1642 morì.

2.La battaglia per l’autonomia e la libertà della scienza


Galilei riconosce l’importanza della libertà della scienza e si mette quindi in contrapposizione con
l’autortà religiosa e quella culturale.

La polemica contro la chiesa e contro i teologi

La controriforma aveva stabilito che ogni sapere dovesse essere in armonia con le sacre scritture. Il
cardinale Roberto Bellarmino era convinto che il negare certi fatti di fatto esposti dalle scritture invalida
se la verità della Bibbia che non poteva che essere vera in tutte le sue affermazioni.

Galilei pensava che ciò ostacolasse il libero sviluppo del sapere e danneggiasse la religione che
avrebbe finito per perdere credibilità nelle lettere copernicana in cui affronta il problema dei rapporti tra
scienza e fede.La natura e la Bibbia derivano entrambe da Dio non possono contraddirsi quindi questi
problemi vanno risolti rivedendo l’interpretazione della Bibbia.

Questo secondo Galilei si può fare perché nelle sacre scritture È usato un linguaggio relativo al volgo
mentre la natura e le leggi sono immutabili; E perché la Bibbia non contiene principi che riguardano le
leggi di natura(ma verità).

Quindi la Bibbia è arbitra nel campo religioso ed etico e la scienza è arbitra nel campo delle verità
naturali ma l’interpretazione della Bibbia deve adattarsi alla scienza.

La problematica contro gli aristotelici.

Galilei mostra grande stima per gli antichi scienziati. Il suo disprezzo colpisce i loro infedeli discepoli
che invece di osservare la natura si limitano a consultare i testi delle biblioteche. Gli aristotelici
continuano con un dogmatismo antiscientifico che ostacola l’avanzamento del sapere(es. cadavere)

3.Scoperte fisiche e astronomiche

Il principio d’inerzia

La quiete per la fisica aristotelica era lo stato naturale dato che il moto è qualcosa di temporaneo.
Naturale era per Aristotele il moto grazie a cui un corpo si dirige verso il luogo naturale mentre il moto
violento era il moto che lo allontana.

Galilei superò il doppio pregiudizio con il principio di inerzia secondo cui un corpo conserva il proprio
stato di quiete o di moto rettilineo uniforme finché delle forze esterne non intervengono a modificare
tale Stato.

Galilei non diede mai un’enunciazione precisa di questo principio e ci furono varie tesi.

Quella di Geymonat secondo cui Galilei non aveva bisogno di enunciare il principio poiché lo aveva
applicato benissimo in esame in tutte le argomentazioni.

Un’altra fu quella di Koyré Che diceva che hai dato Che Galilei era in contrapposizione con la tesi Brun
Jana dell’infinità dell’universo non poteva giustificare il principio perché questo implica uno spazio
infinito

Questo principio spiegava anche il movimento dei pianeti e della terra Anche se poi ci sarebbe stata la
delucidazione della forza centrifuga e centripeta.

Le leggi sulla caduta dei gravi

Secondo Aristotele la velocità di caduta era direttamente proporzionale al peso dei corpi.
Galilei lo contraddice con un esperimento mentale. Se due corpi con lo stesso peso si uniscono e
continuano il volo insieme il peso sarà doppio ma si muoverà con la stessa velocità. Questo vuol dire
che tutti i corpi qualunque sia il loro peso cadono con la stessa velocità.

Galilei giunse anche al concetto di accelerazione. Egli capì che un corpo in caduta libera non scende
con velocità costante ma con moto rettilineo uniformemente accelerato.

Per queste tesi sono stati fatti molti esperimenti per esempio lasciando cadere dall’alto della torre di
Pisa delle sfere o facendole rotolare lungo un piano inclinato.

la distruzione della cosmologia aristotelico-tolemaica

Il riconoscimento dell’esistenza di una scienza unica del moto e la negazione della diversità di natura
tra moti rettilinei e circolari portano al rifiuto della diversità di struttura tra cielo e terra. Le verità del
copernicanesimo furono poi comunicate nel 1610 nel sidereus nuncius

le scoperte astronomiche

Galilei tramite l’uso del cannocchiale trovò delle macchie scure sulla luna, come ombre proiettate dalle
montagne lunari(Cristoforo Claudio lo contraddiceva per salvare la presunta perfezione dei cieli).

Aristotele credeva che soltanto la terra essendo immobile fosse il centro del movimento degli astri.
Invece Galilei scoprì i quattro satelliti di Giove che ruotano attorno a Giove come la luna ruota attorno
alla terra. Se Giove ruotava intorno al sole quindi anche la terra ruotava intorno ad esso.

Inoltre Galilei, sempre grazie all’uso del cannocchiale, scoprì che le macchie si formavano e
scomparivano e che quindi corpi celesti erano soggetti a fenomeni di alterazione e mutamento. Vi fu
quindi chi si rifiutò di osservare con il cannocchiale definendolo diabolico o deformante delle immagini.

Galilei scoprì anche che oltre alla terra anche tutti gli altri pianeti sono illuminati esclusivamente dal
sole. Lo scoprì tramite la scoperta delle fasi di Venere. Un’altra cosa che scoprì grazie al cannocchiale
furono le stelle fisse.

Nel 1632 Galilei diede alle stampe il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il tolemaico e il
copernicano in cui espone argomenti decisivi a favore del copernicanesimo.

il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

Per rappresentare la teoria aristotelica sceglie Simplicio dalla mentalità conservatrice. Per difendere
quella copernicana sceglie Salviati, simbolo di intelligenza.come mediatore cioè Sagredo, una
personalità non oppressa da pregiudizi. il dialogo è diviso in quattro giornate, nella prima Galilei pone
sotto accusa la distinzione aristotelica tra il mondo celeste e quello terrestre. La seconda giornata è
dedicata alla confutazione degli argomenti contro il moto della terra. (Rapporto aria-terra, girano
insieme) queste controargomentazioni di Galilei si ispirano al principio di relatività Galileiana secondo
cui è impossibile decidere in un sistema chiuso si sia in quiete o si muove di moto rettilineo uniforme.
Con questo principio si può dire che l’aria si muove con la terra e che i gravi cadono come se fosse
immobile. Infine nella terza giornata dimostra il moto di rotazione della terra e nella quarta espone la
sua dottrina delle maree.

Il valore scientifico del cannocchiale

Con questa rivoluzione dell’astronomia si riconosce l’enorme importanza degli strumenti di


osservazione che sono un’altra prova della convergenza tra sapere e tecnica. La tecnica fu subito
decisiva per il cimento sperimentale quindi la possibilità di avere il fenomeno da studiare nelle
condizioni volute.
Nel saggiatore Galilei scrive che hai iniziato a costruire il cannocchiale perché era venuto a
conoscenza del fatto che un olandese aveva costruito un occhiale per vedere le cose lontane come se
fossero molto vicine. Vasco ronchi afferma che la grandezza di Galilei non consiste nell’averlo costruito
ma nell’averlo usato scientificamente. Inoltre Galilei ebbe la genialità di puntare il cannocchiale verso il
cielo e quindi rendendolo uno strumento primario dell’osservazione astronomica.

4.Il metodo della scienza

Grazie a Galilei viene individuato il metodo della ricerca fisica, che non rimane una teoria, ma viene
applicato nella realtà.

Galilei scinde questo metodo in due parti, come scrive nel saggiatore, nel dialogo e nei discorsi: la
prima è il momento risolutivo, in cui si risolve un determinato fenomeno scomponendolo in elementi più
semplici, formulando poi un’ipotesi matematica; la seconda è il momento compositivo, In cui si verifica
l’ipotesi con l’aiuto di un esperimento, cosicché possa essere formulata una legge che valga sempre.

Tra sensata esperienza e necessarie dimostrazioni


In una lettera a Cristina di Lorena, Galilei utilizza le espressioni “sensata esperienza” e “necessarie
dimostrazioni” : con la prima formula Galilei si riferisce all’esperienza condotta con i sensi. La scienza
galileiana, infatti, attraverso un’attenta osservazione dei fatti e dei casi particolari, stabilisce una legge
generale (questo è il punto chiave del metodo scientifico). Con la seconda espressione Galilei ha
voluto mettere in rilievo il momento razionacitivo o ipotetico-deduttivo della scienza. Questa è la parte
meno nota del metodo galileiano nella quale le “necessarie dimostrazioni”, condotte su base
matematica, sono il mezzo attraverso il quale il ricercatore conduce un’intuizione di base, procedendo
con una supposizione, fino a formulare un’ipotesi teorica, per poi verificarla.

Induzione e Deduzione
Le “sensate esperienze” e le ” necessarie dimostrazioni” nel metodo galileiano hanno collocato lo
scienziato in una posizione di induttivismo = dall’osservazione dei fatti naturali ne ricava le leggi che
regolano i fenomeni (uno scienziato induttivista parte dai particolari per giungere al generale); oppure,
di deduttivismo = è maggiormente fiducioso nelle capacità della ragione rispetto a quelle
dell’osservazione.
Tuttavia Galilei non è prevalentemente induttivista, né solo esclusivamente deduttivista.
Le “sensate esperienze” presuppongono sempre un riferimento alle “necessarie dimostrazioni”. Infatti
le sensate esperienze da sole non portano a nulla, in quanto c'è bisogno di una rielaborazione dei dati.
Per questo motivo si ha bisogno delle necessarie dimostrazioni.
Ciò che afferma Galilei ci permette di cogliere i rapporti e le differenza tra matematica e fisica poiché,
come si è visto, secondo lo scienziato pisano la matematica costituisce la nuova “logica” della fisica.
Mentre la logica tradizionale, di tipo sillogistico, pur essendo utile allo scopo di stabilire se i discorsi
procedono concludentemente, non serve ad intuire nulla di nuovo, la matematica si pone come un
autentico strumento di scoperta scientifica poiché con i calcoli e le deduzioni permette di avanzare
nuove ipotesi per la spiegazione dei fenomeni = la matematica diventa il linguaggio e il metodo di
lavoro della scienza.

Esperienza e verifica
Secondo Galilei l’esperienza non è immediata ma avviene in seguito all’elaborazione di determinati dati
dal punto di vista matematico e che infine si conclude con la verifica.

Infatti sostiene che L’esperienza che si può vivere tutti i giorni, ovvero quella quotidiana, non è del tutto
affidabile in quanto può mostrarci solamente delle apparenze che possono ingannarci.

Inoltre se l’esperienza non viene prima verificata dall’esperimento questa non può ritenersi di valore
scientifico, per questo infatti si arriva all’equazione esperienza=esperimento.
Allo stesso modo anche la verifica di questa esperienza non è immediata ma devono essere create
delle precise condizioni secondo le quali l’evento possa essere verificato. Tutto ciò è molto difficile,
infatti spesso queste condizioni non esistono in natura, e possono essere create solamente in
condizioni ideali o in laboratorio.

Per questo motivo infatti Galileo è costretto a ricorrere agli esperimenti mentali, dal momento che,
anche per la mancanza di strumenti tecnici adeguati, non era possibile una verifica nella realtà, e
quindi vi giunge “idealmente“, immaginando determinate situazioni, come per esempio dei piani
perfettamente levigati. In ogni caso anche questi esperimenti ideali possono ricorrere anche
l’esperienza concreta.

Metodo e filosofia

Galilei sostiene che le opere della natura non possono essere giudicate con un metro umano, ovvero
solamente su ciò che l’uomo può capire o su ciò che gli è utile, pretendere ciò infatti è ritenuto
arrogante.

Noi non dobbiamo cercare di capire tutti i perché del modo di operare della natura (causa finale), ma il
nostro compito è quello di studiare e conoscere il modo in cui opera (Causa efficiente), infatti lo
scienziato deve occuparsi esclusivamente delle leggi che regolano i fatti della natura.

Presupposti e giustificazioni filosofiche del metodo

Il metodo di ricerca di Galileo è accompagnato anche da alcuni schemi di natura teorico-filosofica,


infatti anche se Galileo non è un filosofo si è ispirato ad alcuni ideali filosofici di dottrine che erano a lui
contemporanei oppure che appartenevano alla tradizione, rielaborandoli personalmente.

Per esempio seguì la dottrina platonico-pitagorica della struttura matematica del cosmo, dal momento
che Galileo riponeva grande fiducia nella matematica. Sosteneva infatti che solo chi era conoscenza
del linguaggio matematico era in grado di comprendere la natura.

Galilei fa una distinzione tra proprietà oggettive e proprietà soggettive: le prime caratterizzano i corpi in
quanto tali mentre le seconde esistono solo grazie ai nostri sensi quindi per esempio sapori, odori,
suoni e colori sono proprietà soggettive dei corpi.

Inoltre si arriva a pensare che la conoscenza umana e la conoscenza divina siano simili sotto il punto
di vista della certezza infatti, sebbene Dio conosce tutte le infinite verità e le conosce in modo
immediato, mentre l’uomo ne conosce solo alcune e ci arriva per mezzo dello studio, le verità a cui
sono arrivati hanno tutte la stessa certezza, infatti sia per Dio che per l’uomo 2 + 2 = 4.

Il realismo di galilei

Galilei credeva in un forte rapporto tra scienza e realtà, infatti si rifiutava per esempio di essere
considerato un matematico ma si definiva invece come studioso di fisica celeste, comprendendo così
sia il ruolo di matematico che di filosofo, per evidenziare la portata ontologica delle sue teorie che non
erano puramente astratte.Proprio per questo si scontrò poi con la chiesa cattolica e con il cardinale va
allarmino che invece ritenevano che gli dovesse parlare solo in termini ipotetici e astratti. Galilei però
non smise di sostenere le sue teorie neanche dopo l’”argomentazione di Urbano VIII” dove si
sosteneva che lo studioso della natura, non essendo sicuro di come Dio abbia creato l'universo,
dovesse parlare solo per ipotesi.
la costituzione

La costituzione è un insieme di norme e di procedure che definiscono e regolano i rapporti fra il potere
politico, le istituzioni e cittadini.

Per regolare la convivenza gli uomini hanno formulato norme che garantissero diritti e che offrissero la
possibilità di buon governo.

forme costituzionali nel mondo antico (origini)

La costituzione non ha avuto origine nella Grecia antica e neanche ad Atene anche se vi fu una
costituzione in senso lato. Neanche nella Roma repubblicana e imperiale vi fu una costituzione anche
se c’erano dei principi e delle regole.

l’assolutismo: costituzionalismo moderno

Secondo i monarchi dell’Europa medievale e moderna il potere derivava da Dio quindi si formarono le
monarchie assolute. Il sovrano quindi era sciolto dalle leggi e da cui deriva l’assolutismo. Thomas
Hobbes pensava che con questo contratto con il sovrano si evitavano lotte e guerre tutti contro tutti e
quindi furono indispensabili le regole per garantire l’ordine.

costituzionalismo liberale, liberalismo

John Locke invece sostiene la divisione dei poteri secondo cui gli individui tutelano i diritti fondamentali
ed inalienabili come la proprietà la sicurezza e la libertà.

Locke compiva i suoi primi passi con il costituzionalismo liberale che poi si sviluppò anche con
Montesquieu favorevole alla separazione dei poteri (legislativo etc)

riflessioni di Aristotele, primi documenti

Secondo Aristotele sono buone le forme di governo che hanno come scopo l’interesse di tutti ossia la
monarchia, l’aristocrazia, la democrazia, l’oligarchia e la demagogia.

Il primo documento costituzionale fu la Magna carta libertatum Che conteneva anche l’habeas corpus.
In seguito fu emanato anche il Bill off Rights.

rivoluzioni e costituzioni

La rivoluzione americana e quella francese redassero costituzioni scritte. La prima era all’insegna
dell’uguaglianza naturale di tutti gli uomini E la seconda coniò il motto liberte, egalite e fraternite. E due
rivoluzioni rappresentarono uno spartiacque molto importante e stimolarono una serie di costituzioni
scritte e si presentò la problematica dei diritti.

gran bretagna

Nel regno unito non è mai esistita nessuna costituzione, si può affermare però che esiste una
costituzione inglese fatta dai precedenti quindi dal modo usato precedentemente di affrontare le
questioni E si fonda sul rispetto e sul fair play quindi sulla consapevolezza che ci sono comportamenti
congrui e deprecabili.

una carta dei diritti per l’Europa

Anche l’unione europea cerco di costruire una costituzione. Non fu facile, infatti incontrò molti ostacoli.
Nel 2004 a Roma venne approvata la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ovvero una
premessa della costituzione europea. Alcuni paesi però come per esempio la Francia e l’Olanda non
aderirono a questa carta dei diritti, quindi il programma di costituzione fu costretto ad essere
ridimensionato. Nel 2007 viene firmato il trattato di Lisbona, nel quale si affermano i principi di libertà,
uguaglianza e dignità umana.

La crisi del presente, la lezione del passato.

Il fatto che questo progetto costrizione costituzionale sia fallito è stato ribadito dalla Brexit nel 2016 e
dalla nascita di numerosi partiti antieuropeisti. Molte crisi che affrontato l’Europa sono state superate
grazie a forti spinte economiche e anche grazie alla forza di un progetto culturale e politico fondato
sulla lezione imparato dal passato. Ovvero: dal 15º al XVII secolo in Europa ci sono stati moltissimi
conflitti religiosi e politici, inoltre per molti secoli in Europa esisteva l’antisemitismo che portò
successivamente al genocidio degli ebrei, poi nel 900 ci furono due guerre mondiali provocando
numerosissimi morti e devastazioni, infine L’est e l’ovest dell’Europa erano divisi da una cortina di
ferro, e territori dell’est vivevano sotto dei regimi dittatoriali. Per questo motivo L’Unione Europea può
essere vista come il risultato di un grande progresso, che non è soltanto economico ma si tratta anche
di un progresso delle civiltà.