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UNA FORZA IRRESISTIBILE

In questa novella è in scena un amore segreto. Tutti lo vogliono tenere nascosto, ma nessuno ci riesce
pienamente: né gli amanti con i loro incontri furtivi, né Lisabetta con le sue lacrime sul vaso di basilico.
L'amore è per Boccaccio una forza invincibile, che si impone naturalmente, e che nessuno stratagemma
può riuscire durevolmente a soffocare o a nascondere. Coloro che cercano di farlo hanno altri interessi, come
quello economico, e sono destinati a fallire: la conclusione della novella lo dimostra con ironica evidenza,
infatti la vicenda dei fratelli sarà sulla bocca di tutti.

IL MESCHINO UTILITARISMO DEI FRATELLI


L’omicidio dei fratelli, avvenuto con indifferenza e perfidia è dettato da un solo interesse: l’avidità. I fratelli,
infatti fanno parte di un ambiente in cui conta esclusivamente “la ragion di mercatura”, difendendo il
nome della famiglia per la protezione degli affari. I fratelli non si occupano di Lisabetta: trascurano il suo
matrimonio, non le chiedono spiegazioni, non sono interessati alle motivazioni che si trovano dietro alle
azioni della sorella, le rivolgono la parola soltanto per minacciarla, e sono noncuranti della sua sofferenza.

IL PERSONAGGIO DI LISABETTA
Lisabetta, invece, è totalmente l’opposto dei fratelli: si notano, infatti, le sue qualità morali che precedono
delle azioni esclusivamente nobili. Da lei parte l’iniziativa dell’amore per Lorenzo, ed il suo ingegno non
vacilla neanche nel dolore: Lisabetta infatti accerta la morte del suo amato con un piano segreto. Ella
esordisce anche in un’impresa di tenacia, infatti combatte per il suo amore instancabilmente: lei
domanderà imperterrita, anche nel pianto, del vaso di basilico che i fratelli le avevano portato via fino alla
morte. Tuttavia dal principio si capisce che Lisabetta è destinata a soccombere, poiché, data la sua delicata
anima, ella manca di fierezza, e capacità oratoria. Di conseguenza la sua parola è vana: il suo parlare non le
permette di cambiare il suo destino.

I CAMPI SEMANTICI E LE COPPIE DI SINONIMI


Il domandare e il piangere, reazioni dell’anima di Lisabetta alla disperazione, sono messe in risalto dal
continuo ricorrere di campi semantici legati alle due azioni come: “il chiamava e pregava”,
“domandandone”, “lagrime”, “amaramente pianse”, “piagnea”.
Nel testo c’è anche il ricorso alle coppie sinonimiche, abbinamenti di parole ed espressioni di significato
uguale o simile che rafforzano i passaggi decisivi della trama, ad esempio: “bello della persona e leggiadro
molto”, “buon tempo e di piacere”, “danno o sconcio”.