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LA DISTANZA SOCIALE DEI PROTAGONISTI

Dall’inizio della novella si può notare la differente posizione sociale dei due protagonisti: Geri appartiene
alla classe dominante della città, mentre Cisti, nonostante sia ricco, svolge l’umile mestiere del fornaio. Al
contempo però si può notare che, sebbene il secondo protagonista abbia un mestiere popolano, possiede
comunque un’anima raffinata: egli, infatti, mette a disposizione le sue ricchezze secondo gli ideali cortesi.
In più il fornaio obbedisce alle regole dettate dalla convenienza, dimostrando di essere dotato di
discernimento: Cisti riesce a comprendere al volo la situazione, a tenere conto della realtà, e ad applicare la
soluzione più efficace.

LA MESSINSCENA DEL FORNAIO: LO SPETTACOLO DEL VINO


Cisti, come vediamo nella novella, vuole fare omaggio a messer Geri del proprio vino, escogitando così un
modo per farsi chiedere ciò che desidera donare: il fornaio infatti, mette in mostra il vino in modo che
susciti il desiderio incontenibile di assaggiarlo. Questo scenario allestito con cura, appare equilibrato: Cisti
accoglie gli ospiti in un ambiente degno del loro rango, infatti dimostra una particolare grazia nei suoi modi,
e, servendo personalmente il suo vino, il fornaio gli attribuisce un sommo valore.

L’ALTERITÀ DI CISTI RISPETTO AI SERVI


Si nota particolarmente la netta distanza tra il modo di vivere di Cisti e quello avido e ottuso dei
servitori: allontanandoli al momento di servire il vino, e respingendo il fiasco di vino del servo di Geri, il
fornaio sottolinea ancora il valore nobile della bevanda che va gustata in piccole dosi, e il suo parlare in
codice risulta comprensibile solo a coloro che condividono i suoi stessi valori: Cisti ha usato questo
stratagemma per rivolgersi solo a messer Geri senza dare nell’occhio, infatti quest’ultimo comprende al
volo, a differenza del servo che rimane istupidito. In aggiunta il fornaio dona anche un “botticello” del suo
vino al messer, affinché non si sospetti di avarizia da parte propria.

LA VERA NOBILTÀ
Si può vedere altresì, che nella novella Cisti rappresenta in panni borghesi una nuova aristocrazia dello
spirito, costituita da coloro che conoscono i valori cortesi e la discrezione. Il fornaio infatti, non cerca in
nessun modo di raggiungere una maggiore posizione sociale: egli mantiene sempre il suo posto, e neppure
l’amicizia con il messer Geri, benché si tratti di una concessione da parte di un elevato livello gerarchico,
aumenta il proprio prestigio nella società.