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CRITICA DELLA RAGION PURA

Cosa ha mostrato: Il problema della fondazione della conoscenza


oggettiva (introduzione)
Alla fine della Dialettica si giunge alla
conclusione che le domande metafisiche non Abbiamo detto che in quest’opera Kant compie
possono avere una risposta scientificamente una critica del giudizio, inteso come l’attribuzione
fondata , perché nessuna conoscenza è possibile di un predicato ad un soggetto. Il giudizio non
oltre il perimetro dell’esperienza. Le illusioni che opera direttamente sugli oggetti, ma sulle loro
emergono nella Dialettica sono causate da un uso rappresentazioni, quindi è una facoltà
sbagliato della ragione, che invece dovrebbe dell’intelletto.
essere regolata per estendere il più possibile il (I giudizi sono raccolti da Kant in una tavola
campo dell’espe-rienza. ripresa dalla logica tradizionale - vedi la tabella a
pag.1211)
Caratteri generali: Si divide in analitico a priori e sintetico a
posteriori:
L’opera è stata scritta nel 1781 dopo un lungo
silenzio. Si basa su una domanda - giudizio analitico a priori: in cui è già
fondamentale, su che cosa cioè si fonda il contenuto nel soggetto ciò che esprime il
rapporto della rappresentazione in noi e predicato (per esempio: il triangolo ha tre
l’og-getto. lati). Il giudizio analitico a priori è universale
Il titolo dell’opera può essere analizzato in questo e necessario (essendo a priori) e la sua
mo-do: si usa il termine critica riguardo formulazione deriva dalla tradizione
allo studio dei limiti della ragione umana e razionalista di Leibniz e Wolff: Leibniz infatti
al rifiuto di ogni dogmatismo, e ragione afferma che il pensiero può produrre a priori
intendendola come insieme della facoltà le forme della realtà, e la conoscenza è
conoscitive pure (a priori) che deve dunque formata analiticamente.
indagare su se stessa per definire il suo Questo tipo di giudizio individua le funzioni
perimetro. dell’intelletto (di cui si parla nell’Analitica
dei concetti), cioè unità che ordinano le varie
Il primo capitolo della Critica della Ragion pura è rappresentazioni in una rappresentazione
la Dottrina trascendentale degli elementi, comune.
che parla deoo studio dei motivi per cui la Il problema che deriva da questa conoscenza
nostra conoscenza è universale. Porta alla è che, purtroppo, può solo chiarire quello che
fondazione delle scienze matematiche e è già conosciuto.
sperimentali e all’indagine sulla leggitimità - giudizio sintetico a posteriori: in cui il
della metafisica. predicato contiene qualcosa che non è nel
La prima parte di questa sezione è l’Estetica soggetto (per esempio: il tavolo è verde) ed è
trascendentale (“estetica” come indagine un tipo di giudizio collegato all’esperienza,
sulla conoscenza sensibile); la seconda è la né universale né necessario, in quanto è a
Logica trascendentale (lo studio del posteriori.
ragionare in genere). La sua formulazione deriva dall’empirismo di
L’Estetica si divide in Analitica trascendentale, Hume, che infatti critica il concetto causa–
che tratta delle possibilità delle scienze effetto dicendo che l’effetto non può venire
della natura e in Dialettica trascendentale, dedotto logicamente dalla sua causa, per cui
che studia i fondamenti della metafisica e la conoscenza dell’effetto proviene solo
del suo diritto a proporsi come sapere dall’esperienza: non può esistere un sapere a
scientifico. L’Analitica trascendentale è priori, nè universale, nè necessario. Solo
divisa a sua volta in Analitica dei concetti l’abitudine crea in noi la credenza di leggi
(scomposizione della facoltà intellettiva) e universali e quindi si giustifica il fatto che ce
Analitica dei princìpi (studia in che modo ne serviamo per descrivere le regolarità
le categorie si applicano ai fenomeni e naturali. Il problema che deriva da questa
come si costituiscono i giudizi di conoscenza è che è un giudizio privo di
esperienza). necessità.
Esiste anche un giudizio sintetico a priori (che è L’ intuizione è empirica e l’oggetto da essa
quello della metafisica), che Kant crea perché né rappresen-tato è il fenomeno, che rappresenta le
il giudizio analitico a priori né quello sintetico a cose in quanto conosciute da noi (primo elemento
posteriori riescono a soddisfare i requisiti della della risposta alla domanda “in che modo noi
scienza: uno può infatti solo chiarire ciò che si è conosciamo le cose?”). Il fenomeno è formato da
già conosciuto, l’altro è estensivo del sapere ma due componenti: la materia e la forma.
privo di necessità. Dunque bisogna fondere i due La materia è il contenuto della sensazione,
giudizi. mentre la forma è il collegamento dei diversi dati
Kant sa che il problema della conoscenza non può sensibili secondo certi rapporti. Questo
essere risolto solo in chiave razionalistica, per cui collegamento è dato a priori nell’atto stesso
non può ispirarsi solo a Hume per risolverlo, ma dell’intuizione e infatti non proviene dalla
deve conciliare il suo pensiero con quello di sensazione (che è a posteriori in quanto effetto
Leibniz. proveniente da un oggetto). Dalla forma allora si
Un esempio di giudizio sintetico a priori può ricaverà l’intuizione pura, una forma a priori
essere questo: la linea retta è la più breve fra due della sensibilità. Le forme pure dell’intuizione
punti (più breve è aggiunto in modo sintetico). sono due: lo spazio e il tempo.
Comunque, mentre nelle altre scienze il problema Lo spazio dà l’esperienza del mondo fenomenico.
può essere come siano possibili i giudizi sintetici a Non è ricavato dall’esperienza, è la forma di tutti i
priori che ne costituiscono le proposizioni, nel fenomeni dei sensi esterni ed è soggettivo. La
caso della metafisica il problema è se sia possibile scienza che si fonda sull’intuizione spaziale è la
essa stessa e poi se sia possibile attribuire il geometria.
giudizio sintetico a priori alla metafisica. Anche il tempo dà l’esperienza del mondo
Ma di fatto la metafisica esiste in quanto fenomenico (e riguarda anche emozioni e
“disposizione naturale”, cioè come naturale sentimenti), ma è una forma del senso interno,
tendenza alla ricerca di risposte. Nel cercare di cioè dell’intuizione di noi stessi e del nostro stato
risolvere i suoi problemi la ragione cerca di interno, per cui è a fondamento di tutte le
sbarazzarsi dei vincoli dell’esperienza, eliminando intuizioni. Grazie al tempo è possibile
così la propria leggittimità. Per rendere la rappresentare certi fenomeni in successione: per
metafisica universale c’è dunque bisogno che la esempio l’aritmetica costituisce i suoi concetti di
ragione istituisca un tribunale che esamini la sua numero per una successiva addizione di unità di
leggittimità, che non è altro che la critica della tempo.
ragion pura stessa. Per Hume lo spazio e il tempo non sono altro che
relazioni fra idee di cui il pensiero si serve per
Il criticismo e il concetto di trascendentale creare le connessioni fra le cose, mentre per
(introduzione) Leibniz lo spazio e il tempo esistono solo come
relazione fra corpi e fenomeni.
E’ trascendentale ogni conoscenza che si occupa In questa sezione Kant ha analizzato gli oggetti
non di oggetti, ma del nostro modo di conoscere conosciuti intuitivamente.
gli oggetti, che deve essere a priori. Il concetto di
trascendentale si oppone a empirico, perché si Le categorie e la loro deduzione (Logica
riferisce a ciò che non ha origine con l’esperienza trascendentale)
e si oppone a trascendente, perché è in rapporto
con l’esperienza. Trascendentale non è un L’Estetica ha esaminato la conoscenza sensibile
contenuto, ma una forma del conoscere. ed ora la Logica estende tale esame alla
Da questo concetto parte una domanda conoscenza intellettuale, ponendo al posto delle
fondamentale: in che modo noi conosciamo le intuizioni i concetti dell’intelletto. Intelletto e
cose? sensibilità creano un rapporto che darà origine alla
conoscenza.
Lo spazio e il tempo (Estetica trascendentale)
Il mondo analizzato da Kant nell’Estetica è un
Nell’Estetica, abbiamo detto, si esamina la sfera mondo di esperienza che ci si presenta come una
della conoscenza sensibile. La sensibilità è la molteplicità di dati, quindi non come una natura,
capacità del soggetto di essere modificato un insieme di fenomeni organizzato secondo
dall’oggetto e la rappresentazione immediata leggi. Nella natura troviamo fenomeni che
dell’oggetto sentito è detta intuizione interagiscono tra loro dinamicamente e compito
della scienza è trovare le leggi che regolano tali perché ci dà una conoscenza oggettiva. E’ solo
fenomeni. grazie a questa autocoscienza che il soggetto
Queste leggi devono connettere i dati riconcosce le rappresentazioni come proprie,
dell’intuizione sensibile oggettivamente. Per fare perché sa qual è l’origine a cui possono essere
in modo che ciò accada, Kant vuole trasformare i riferite: l’Io penso rende possibile anche la
giudizi percettivi (tipo: questo sasso al sole si pensabilità del soggetto come attività di
riscalda) in giudizi d’esperienza (tipo: il sole unificazione e sintesi.
riscalda gli oggetti), vuole cioè vedere in che
modo il mondo naturale, vale a dire il mondo dell’ Poiché allora il mondo dei fenomeni e la sua
intuizione sensibile, possa essere per noi un conoscenza obiettiva si fondano sull’unità
oggetto possibile di conoscenza. originaria dell’auto-coscienza, potremo dire di
aver compiuto il passaggio dall natura come
(Analitica dei concetti) insieme di fenomeni alla natura come insieme di
leggi: infatti le leggi esistono non nei fenomeni,
Per arrivare a conoscere il mondo naturale, Kant ma relativamente al soggetto, dotato di intelletto.
opera una scomposizione della facoltà intellettiva Quindi non è la natura a dare le sue leggi
in funzioni dell’intelletto. Il filo conduttore per all’intelletto, ma è l’intelletto che prescrive le
individuare tali funzioni è l’analisi del giudizio, leggi alla natura.
che opera mediante rappresentazioni di oggetti
(intuizioni). Lo schematismo dell’intelletto e il sistema dei
Quindi il filosofo ritiene possibile risalire princìpi (Analitica dei princìpi)
dall’analisi del giudizio ai concetti puri
dell’intelletto, volti in generale agli oggetti Nell’Analitica dei concetti Kant ha spiegato come
dell’intuizione sensibile, e li chiama categorie sia possibile la costituzione di un mondo
(vedi tabella pag. 1211) oggettivo dell’esperienza. Per raggiungere lo
Il concetto di “categoria” è un termine che si rifà scopo dell’Analitica trascendentale (mostrare la
ad Aristotele, ma mentre per lui le categorie sono possibilità di una conoscenza scientifica della
modi di organizzazione del pensiero fondati su natura), bisogna ancora analizzare il modo di
caratteristiche specifiche della realtà, per Kant applicazione delle categorie e la costituzione dei
sono funzioni a priori dell’intelletto, che devono giudizi d’esperienza che portano alla conoscenza
sintetizzare i dati dell’intui-zione. degli eventi naturali. Tutto ciò verrà esaminato
Ma cosa ci garantisce che le categorie si nell’Analitica dei princìpi, che sono le regole
riferiscano in modo universale (oggettivo) agli dell’uso oggettivo delle categorie.
oggetti dell’esperien-za? Il problema non è a
livello intuitivo, che è a priori, ma intellettuale, Considerato il fatto che Kant afferma
perché sappiamo che l’intelletto si riferisce non l’eterogeneità fra sensibilità e intelletto, ma che la
agli oggetti direttamente ma alle loro conoscenza è sintesi fra intuizione e concetto,
rappresentazioni. Quindi, come si può affermare come sarà possibile questa relazione?
che le relazioni poste dall’intelletto fra le Kant risolve la difficoltà con la dottrina dello
rappresentazioni attraverso le categorie siano schematismo trascendentale: l’intelletto, per
oggettive? O meglio: come può essere garantita unificare il molteplice sensibile, opera attraverso
l’oggettività dell’esperienza? schemi, rappresentazioni intermediarie tra
intuizione e intelletto.
La risposta richiede una deduzione Lo schema è l’insieme delle regole necessarie alla
trascendentale, in cui il termine “deduzione” sta costruzione dell’immagine di un oggetto (non è
ad indicare la dimostrazione di un diritto. perciò l’immagine stessa di esso) ed è un prodotto
L’unificazione dell’esperienza, riflette Kant, sarà dell’immaginazione, cioè la facoltà di
possibile solo a condizione che sia pensata come rappresentare un oggetto nell’intuizione, anche
rappresentazione prodotta dal soggetto: noi non senza la sua presenza.
possiamo rappresentarci nulla di unificato senza L’immaginazione può essere riproduttiva o
prima aver svolto questo processo in noi. produttiva. E’ riproduttiva quando richiamo alla
Da questo si ricava che l’intero mondo memoria un’immagine di un oggetto che non mi è
dell’esperienza è basato su un principio vicino in quel momento. E’ produttiva quando
unificatore chiamato Io penso o “appercezione richiamo un concetto puro (categoria), cioè
temporale”, o “autocoscienza universale”. Grazie quando questa fa un suo schema e lo fa applicare.
all’Io penso il mondo dei fenomeni è conoscibile,
Quindi attraverso l’immaginazione vengono - principio delle analogie dell’esperienza,
prodotti gli schemi di concetti empirici, di concetti relativo alle categorie di relazione, attraverso
(scrivendo ho sbagliato e ho scritto cincetti!!!) sensibili puri il quale si fissano i princìpi che rendono
(fugure geometriche) e “schemi trascendentali”, possibili i rapporti fra i diversi fenomeni, in
ovvero gli schemi di cui abbiamo appena parlato. pratica le leggi. Queste analogie non ci
L’immaginazione è mediana fra sensibilità e dicono qual è la causa di un certo fenomeno,
intelletto perché condivide con la sensibilità il ma ci dicono che, dato un evento, ne esiste un
fatto che le sue rappresentazioni sono intuizioni, altro che è la sua causa e si trova con esso in
con l’intelletto il fatto che tali intuizioni sono una determinata relazione temporale. Le
prodotte spontaneamente. analogie sono di permanenza, di successione
Eppure sono gli schemi che fungono da ponte tra e di simultaneità.
le due. Come? Dal fatto, dice Kant, che esso è una - Prima analogia (principio di permanenza
“determinazione trascendentale del tempo della sostanza): dice che in ogni cambiamento di
secondo regole”. Infatti sappiamo che il tempo, fenomeni la sostanza permane e la sua quantità
essendo forma del senso interno, è condizione di nella natura non aumenta né diminuisce;
possibilità a priori di tutti i fenomeni (anche di - Seconda analogia (principio della legge
quelli del senso esterno), ed è quindi l’elemento temporale secondo la legge delle causalità), che
comune e tutti gli oggetti di esperienza. Quindi lo dice che tutti i mutamenti acadono secondo la
schema, come “determinazione trascendentale del legge di cauysa ed effetto
tempo”, è connessa sia ai fenomeni sia, in quanto - Terza analogia (principio di simultaneità),
è generale e poggia su una regola a priori, alle che dice che tutte le sostanze, in quanto
categorie. simultanee nello spazio, si trovano ad esewrcitare
Così Kant deriva l’elenco degli schemi dalla fra loro un’azione reciproca universale (per cui
tavola delle categorie: lo schema delle categorie di ciascun fenomeno condiziona altri e ne è al tempo
quantità è il numero; quello delle categorie di stesso condizionato.
qualità è il grado di intensità; lo schema delle Attraverso le tre analogie, quindi, Kant
categorie di relazione è la permanenza del reale giustifica la possibilità di una natura come
nel tempo; lo schema della causalità è la oggetto di esperienza, come connessione di
successione del molteplice in quanto soggetto ad fenomeni secondo leggi, infatti il concetto di
una regola. base delle tre analogie è che tuttti i fenomeni
hanno luogo in una sola natura e vi debbono
Attraverso lo schematismo si chiarisce che la aver luogo altrimenti non sarebbre possibile
costruzione da parte del soggetto del mondo alcuna unità di esperienza e quindi neppure
dell’esperienza implica l’integrazione fra la una determinazione degli oggetti al suo
sensibilità e l’intelletto, con l’apporto interno;
assolutamente necessario del tempo.
Ma che c’entra questo con i princìpi che, - postulati del pensiero empirico, ultimo
ricordiamolo, sono le regole dell’uso oggettivo gruppo dei princìpi, che si riferisce alle
delle categorie? categorie di modalità, che indica i rapporti
Dei princìpi Kant desume il sistema a partire dalle esistenti fra la conoscenza e il mondo
categorie: dell’esperienza.

- principio degli assiomi dell’intuizione,


relativo alle categorie di quantità, dice che Fenomeno e noumeno
tutte le intuizioni sono qualità estensive, cioè
noi conosciamo gli oggetti intuitivamente. Al termine dell’Analitca, Kant fa il punto sui
Questo principio permette di applicare la concetti cardinali della sua filosofia: la distinzione
matematica alle scienze della natura; fra fenomeno e noumeno.
- principio delle anticipazioni della percezione, I noumeni sono le cose come sono in se stesse,
relativo alle categorie della qualità, che quindi possono essere pensate dall’intelletto ma
stabilisce la regola per cui è possibile mai conosciute attraverso l’intuizione sensibile Il
misurare i cambiamenti qualitatividi un concetto di noumeno può essere inteso sia in
fenomeno (es.: temperatura). In questo caso senso negativo che positivo. Nel primo senso il
Kant parla di “anticipazioni” perché così è noumeno qualifica l’oggetti di cui non abbiamo
possibile prevedere le caratteristiche di future intuizione sensibile; nel secondo senso il noumeno
percezioni; è l’oggetto di una intuizione non sensibile. Si può
accettare solo l’accezione negativa: non possiamo sono le idee messe a capo di questo tentativo:
comprendere la possibilità della conoscenza di l’idea di anima, di mondo e di Dio.
una cosa in sé.
Detto questo, Kant sottolinea il fatto che il - l’idea di anima è il soggetto assoluto,
noumeno è un concetto indispensabile, perché ci incondizionato. Il campo della sua indagine
permette di circoscrivere le pretese della nella metafisica è la psicologia razionale, che
sensibilità: è perciò un concetto limite, che non ci afferma che l’anima è una sostanza, è
fornisce conoscenza positiva e serve solo per semplice (non scomponibile e incorruttibile),
delimitare i limiti della conoscenza stessa, che che rimane identica a se stessa nel tempo, che
resta così ancorata al mondo dell’oggettività è distinta da ogni altro oggetto. Secondo Kant
fenomenica. Per cui il mondo delle cose in sé ci è la dottrina razionale dell’anima è fallace
del tutto ignoto, e resta ora da considerare perché perché si fonda su paralogismi e perché
in realtà si cerchi di far conoscere anche questo trasforma arbitrariamente l’Io penso in una
mondo. Questo è il compito della Dialettica sostanza sussistente per sé, in un’anima (è un
trascendentale. processo arbitrario perché viene applicata la
categoria di sostanza all’Io penso, che non è
La Dialettica della ragione (Dialettica un oggetto!!!. Infatti è una condizione della
trascendentale) conoscenza);
- l’idea di mondo è la totalità dei fenomeni
Con la Dialettica trascendentale ha inizio l’esame esterni (mentre la natura è la connessione
della metafisica. La dialettica è definita “logica secondo leggi dei fenomeni oggetto di
della parvenza”, cioè di ciò che appare. E’ la esperienza). Il campo della sua indagine nella
nostra tendenza a fare ragionamenti fallaci, perché metafisica è la cosmologia razionale.
si basa su premesse non verificate. Questa L’illusorietà del tentativo della ragione di
definizione è simile a quella già formulata da conoscere il mondo come totalità è dimostrata
Aristotele e ha accezione negativa. Per Platone, perché porta ad antinomie. Le antinomie
invece, la dialettica è intesa in senso positivo, sono coppie di proposizioni in contraddizione
perché era la scienza che portava alla verità. fra loro e tuttavia ugualmente dimostrabili.
Protagonista di questa parte della Critica della Kant ne individua quattro, divise in tesi e
Ragion pura è la ragione in senso stretto, come antitesi:
facoltà del pensiero che si rivolge alla conoscenza 1) TESI: il mondo ha un suo inizionnel
ci ciò che è fuori dell’esperienza per cui non può tempo ed è delimitato entro certi confini
seguire un ragionamento scientifico. La ragione di spazio – ANTITESI: il mondo non ha
opera attraverso idee, definite come un “concetto inizio né confini, ma è infinito in ogni
necessario della ragione al quale non può essere senso;
dato un oggetto congruente nei sensi”, non se ne 2) TESI. Il mondo è fatto di sostanze
può dare cioè una deduzione oggettiva. Queste semplici o fatte di parti semplici –
idee sono nate per la tendenza che abbiamo di ANTITESI: nessuna cosa composta nel
unificare i vari dati di cui siamo a disposizione, mondo è fatta di parti semplici, né esiste
sia del senso interno che di quello esterno. nulla di semplice;
Infatti la ragione è alla ricerca della totalità: posta 3) TESI: non tutti i fenomeni del mondo
una connessione di causalità a dei fenomeni, la derivano dalle causalità delle leggi della
ragione tenta di trovare la causalità ultima, quella ntura, ma per la loro spiegazione bisogna
che è condizione ma non è a sua volta ricorrere ad una causalità per libertà –
condizionata. Per questo Kant chiama la ragione ANTITESI: non esistono libertà e tutto
facoltà dell’incondizionato (ciò accade perché i accade per le leggi di natura;
concetti non si limitano ai fenomeni). Tali 4) TESI: del mondo fa parte un essere
tentativi della ragione di ricercare la totalità sono assolutament enecessario, o come suo
considerati da Kant illusioni, perché non elemento o come sua causa – ANTITESI:
considerano il fatto che noi scambiamo per in nesun luogo esiste un essere che sia
proprietà della cose quelle che sono esigenze del assolutamente necessario alla sua causa
pensiero. La radice dell’antinomia sta
L’attività della ragione opera attraverso nell’illeggittimità dell’idea di mondo come
sillogismi, conclusioni logiche da due premesse. totalità, cioè nell’appli-cazione delle
Attraverso una concatenazione di questi sillogismi categorie fuori dell’esperienza. Comunque le
la ragione pretende di arrivare alla totalità. Tre antinomie cercano di risolvere i quattro
grandi interrogativi che derivano da esse per tutto questo, e la sua esistenza è già
(facilmente deducibili leggendole). stata confutata precedentemente
Risolvere criticamente le antinomie vorrà
dire mostrare che le contraddizioni fra tesi e
antitesi sono solo apparenti: Così la Dialettica trascendentale ha formulato un
- le prime due antinomie sono dette verdetto negativo intorno alle pretese conoscitive
“matematiche” (perché considerano il della metafisica: le domande sull’immortalità
monfo dal punto di vista quantitativo) e dell’anima o sull’esistenza di Dio non possono
sono entrambe false, perché derivano dal avere una risposta scientificamente provata.
principio contraddittorio che esista il L’unica metafisica possibile come scienza è quella
mondo come totalità in sé. Dunque che critica i limiti della conoscenza.
possiamo dire che il mondo non è né
finito, né infinito, ma è attualmente
finito e potenzialmente infinito;
- la terza e quarta antinomia (dette
dianmiche perchè riguardano la
regressione dell’incondizionato) possono
essere entrambe vere e non in
contraddizio e perche riguardano campi
differenti: le antitesi il mondo
dell’esperienza, le tesi quello intellegibile,
che si può sempre pensare senza mai
conoscerlo.

- l’idea di Dio è la condizione assoluta di ogni


realtà, la totalità dell’esistente. Il campo della
sua indagine nella metafisica è la teologia
razionale. La ragione esprime l’ideale di un
Ente supremo, che rappresenta la totalità di
tutte le realtà possibili, della quale ogni
singola realtà è la determinazione. L’illusione
della ragione sta nel voler trasformare questo
concetto ideale in una realtà, mentre la
totalità non potrè mai esere oggetto di
esperienza. Da questo Kant può dimostrare
l’impossibilità delle tre prove dell’esistenza
di Dio:
1) prova ontologica, che arriva all’esistenza
di Dio in quanto Essere perfetto (non può
mancargli l’attributo dell’esistenza).
L’errore sta nell’aver fatto un passaggio
arbitrario dal piano del pensiero a quello
dell’essere. L’esistenza può venire solo
dall’esperienza;
2) prova cosmologica, che dimostra
l’esistenza di Dio in quanto essere
necessario, che non ha causa. Ci sono
due grossi errori: l’utilizzo indebito della
categoria di causalità oltre l’ambito dei
fenomeni e il fatto che questa prova
dipende dalla prova ontologica;
3) prova fisico-teologica, che argomenta
l’esi-stenza di Dio a partire dalla bellezza
e armonia della natura. Anche questa
prova si regge sulle precedenti, perché ci
sarebbe bisogno di un Essere necessario