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Saggio argomentativo Unità 1

Traccia: ​Considerata la situazione dell’Italia contemporanea, come


sarà il futuro dei giovani italiani secondo te?
Fonte numero 1
Introduzione
Leggi l’intervista al professor Yuri Kazepov, docente di politiche sociali all’Università di
Urbino, sull’identità della nuova generazione di giovani italiani.

Chi sono i giovani d’oggi? Una generazione liquida con un’identità plurima 11/03/2015
Yuri Kazepov, professore di politiche sociali a Urbino, spiega che i ragazzi del Terzo
millennio sono più flessibili, più dinamici, più aperti a diversità e cambiamenti

di Elisabetta Bianchetti
Milano, settembre 2012 – ​Professor Yuri Kazepov, da studioso di politiche sociali
all’Università di Urbino, chi sono i giovani d’oggi? Una generazione che nutre una
sfiducia verso la politica, che vive nell’incertezza economica, che fa i conti con la
gerontocrazia?
Sicuramente i giovani si caratterizzano per essere sfiduciati, incerti ed entrati in stato di
precarietà esistenziale. È una caratteristica della loro età. L’identità si forma attraverso
le risposte che riescono a dare all’incertezza. Risposte che si costruiscono sia
individualmente sia socialmente. In Italia – più che altrove – quest’incertezza si è estesa
a livelli “patologici”. (...) Sicuramente i giovani si caratterizzano per essere sfiduciati,
incerti ed entrati in stato di precarietà esistenziale. È una caratteristica della loro età.
L’identità si forma attraverso le risposte che riescono a dare all’incertezza. Risposte che
si costruiscono sia individualmente sia socialmente. In Italia – più che altrove –
quest’incertezza si è estesa a livelli “patologici”. (...)
Un recente articolo, dal titolo “Non è un’economia per giovani”, pubblicato da
“The Guardian”, sostiene che i laureati di oggi saranno più poveri dei loro
genitori, un fenomeno unico nella società del dopoguerra. In che senso?
È vero, i giovani corrono il rischio di essere più poveri dei loro genitori. In Italia questo è
dovuto a numerosi fattori, non ultimo un ingresso nel mercato del lavoro in ritardo e
caratterizzato da lunghi periodi di precariato. Questo vale sia per i laureati che per chi
non ha conseguito titoli accademici. Quello che oggi non sembra un problema
imminente – perché la famiglia aiuta a compensare l’estendersi della condizione di
incertezza – avrà conseguenze di medio-lungo periodo. (...) In sostanza si andrà in
pensione molto più tardi e l’ammontare delle pensioni sarà notevolmente più basso di
quello dei propri genitori. (...) Tutto questo trasformerà “la questione giovanile” di
adesso in una “questione anziani” nel futuro. Ma di questo i politici poco si interessano,
è fuori dal loro orizzonte cognitivo.
(...) ​Oggi si assiste a un’estensione dei percorsi formativi e a una permanenza
prolungata nei nuclei familiari di origine da parte dei giovani. È un fenomeno
temporaneo legato al momento di crisi o dobbiamo considerarlo come un
cambiamento antropologico?
Non solo in Italia. Non è casuale l’aumento dei giovani adulti (18-34 anni) che vivono
con i genitori. Negli ultimi 10 anni sono aumentati un po’ ovunque in Europa.
Considerando i dati Eurostat il fenomeno ha dimensioni macroscopiche solo in alcuni
Paesi mediterranei (tra cui l’Italia) e dell’Europa Orientale, ma è in crescita anche in
Svezia, Danimarca, Olanda e Francia. Culture diverse, certo, ma anche politiche
diverse. In molti paesi, dove per esempio il supporto al diritto allo studio è limitato, c’è
una quota rilevante di studenti, cui si aggiungono coloro che lavorano ma che non
guadagnano sufficientemente per fare il salto “nell’autonomia”. Nel caso italiano, per
esempio, la mancanza di un mercato degli affitti aperto ed economico riduce di molto le
possibilità di uscita in presenza di redditi da lavoro dei giovani molto limitati. Per
esempio, le indagini su “Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro” svolte fra il 2008 e
il 2010 ci dicono che la crisi ha prodotto il rientro in famiglia di giovani che vivevano da
soli, con una crescita degli under 30 in famiglia che passa in soli tre anni dal 72%
all’88%.
I cambiamenti subiti in questi anni dalle famiglie di origine che non sono più
nuclei consolidati ma passibili di trasformazioni per le separazioni dei coniugi
come hanno influenzato i giovani di oggi?
L’aumento di separazioni, divorzi e figli nati fuori dal matrimonio, il calo dei matrimoni,
l’aumento delle convivenze e delle coppie con un coniuge straniero sono processi che
caratterizzano tutti i Paesi europei e sono parte di quella che i demografi chiamano la
seconda transizione demografica. È una transizione che rende le relazioni familiari
molto più complesse, qualitativamente diverse da quelle del passato. Sia negli aspetti
relazionali, sia in quelli delle pratiche quotidiane. Sono processi che avvengono anche
in Italia, ma a ritmi di molto inferiori a quelli degli altri paesi europei, che mostrano un
grado di secolarizzazione sicuramente più elevato. Si pensi che i tassi di divorzio sono
in Italia (insieme all’Irlanda) i più bassi in Europa: tre volte meno che non in Belgio e
meno della metà della media europea. In questo scenario, la famiglia italiana è
fortemente sotto stress. L’aumento dell’occupazione femminile e le difficoltà di
inserimento occupazionale dei giovani rendono, infatti, difficile prendersi cura
adeguatamente di minori-giovani e anziani (e il ricorso al mercato caotico delle “badanti”
ne è esempio). A sua volta, questo riduce ulteriormente le possibilità dei giovani di
costruire un futuro indipendente. I dati Istat sul rapporto genitori-figli sono
particolarmente significativi da questo punto di vista. Moltissimi giovani, anche quando
hanno avviato il loro percorso di vita indipendente andando a vivere da soli e facendosi
una famiglia, vivono vicino ai genitori perché sono una delle poche risorse per affrontare
i bisogni più svariati. L’attività di baby-sitting che i nonni svolgono, permette alle donne
di andare a lavorare nonostante i servizi per l’infanzia (0-3 anni) siano particolarmente
limitati.
Fonte numero 2
Osserva i dati dell’infografica pubblicata dall’Istituto nazionale di Statistica per il 2017,
che presenta informazioni sulla popolazione in Italia.

Fonte numero 3
Nell’audio che segue sentirai un’intervista sulla situazione delle imprese giovanili a
Napoli.