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L’INTERCOMPRENSIONE: LINGUE, PROCESSI E PERCORSI

ELEMENTI DI DEFINIZIONE
Il termine intercomprensione indica una situazione comunicativa in cui gli interlocutori si
esprimono in lingue diverse pur comprendendosi.
COMUNICARE IN INTERCOMPRENSIONE
La comunicazione linguistica è basata sulla condivisione di uno stesso codice da parte di
due parlanti che per interagire producono e comprendono enunciati della stessa lingua. Dal
contatto tra comunità linguistiche che non condividono una stessa lingua o la condividono
solo parzialmente possono scaturire situazioni comunicative molto distanti da quella
prototipica. In questi casi, possiamo avere fenomeni di ibridazione, di pidginizzazione,
perfino la nascita di nuove lingue (creole), o l'uso di una lingua veicolare. Tale lingua, detta
lingua franca, finisce per essere molti contesti semplificata, come lo è oggi l’inglese.
La condivisione parziale può dare luogo a una situazione di plurilinguismo, con il ricorso a
due codici distinti: chi partecipa alla comunicazione comprende la lingua degli altri e si
esprime nella lingua che conosce e che si aspetta possa essere compresa dagli altri.
Questa pratica dell’intercomprensione veniva usata anche nel passato se pensiamo alla
comunicazione nei conventi medievali con un misto di latino e lingue romanze, che
troviamo anche nel romanzo Il nome della rosa di Eco. Nel presente, invece, esempi attuali
di intercomprensione sono i danesi, norvegesi e svedesi che comunicano tra loro senza
ricorrere a una lingua franca e senza usare la lingua degli altri. Il processo di
intercomprensione è favorito sia dalle lingue che possono avere in comune tratti
morfosintattici, lessicali, fonologici sia dalle competenze variabili degli individui.
PRINCIPI DELLA DIDATTICA DELL’INTERCOMPRENSIONE
La didattica dell'intercomprensione opera sia in direzione del plurilinguismo, sia della
preservazione del multilinguismo. La maggior parte dei progetti di intercomprensione attuali
mirano a sviluppare la ricezione nello scritto, ma ci sono altre metodologie che privilegiano
altre abilità linguistiche come l’oralità. Le varie metodologie però hanno un minimo comun
denominatore: approccio plurilingue, attenzione alla comprensione, riflessione sulla lingua e
sviluppo delle competenze strategiche.
APPROCCIO PLURALE E PLURILINGUISMO
L’intercomprensione si inserisce nel quadro degli approcci plurali, ovvero attività di
insegnamento che coinvolgono più varietà linguistiche culturali.
Gli approcci plurali si declinano in quattro filoni: l'IC, la sensibilizzazione alle lingue (éveil
aux langues), l’approccio interculturale e la didattica integrata delle lingue che sfrutta quello
che si è appreso in una L2 per affrontare lo studio di una L3.
L'Intercomprensione insiste sull’importanza di valorizzare le affinità fra le lingue; infatti
l'insegnamento simultaneo di più lingue moltiplica le occasioni di confronto tra vari sistemi
linguistici e culturali, operazione estremamente stimolante.
L’approccio plurilingue valorizza inoltre l'uso della L1: l'utilizzo della L1 durante
l'apprendimento rassicura l’apprendente, facilita l'accesso alle altre lingue e offre un terreno
di riflessione in quanto grazie alla scoperta del funzionamento di altre lingue l’apprendente
scopre la sua L1.
COMPETENZE PARZIALI
L'idea di competenza si basa sulla possibilità di separare le diverse abilità linguistiche,
isolando ad esempio le abilità di comprensione dello scritto e dell'orale: un esempio di
competenza parziale per le lingue è quella che permette ad un parlante castigliano che arriva
a Barcellona di avere una competenza ricettiva del catalano. Ogni repertorio linguistico
composto da diverse varietà linguistiche, presenta il vantaggio di discostarsi dal
monolinguismo e di costituire un passo verso il plurilinguismo.
IMPORTANZA DELLA COMPRENSIONE
L’acquisizione di una lingua passa attraverso la comprensione, infatti l’approccio all’IC
attribuisce molta importanza al processo di comprensione. Gli apprendenti diventano infatti
più consapevoli, per esempio, del modo in cui è necessario esprimersi per farsi capire,
adattandosi all’altro, e del diverso funzionamento delle lingue.

 STRUMENTI DIDATTICI
Le metodologie e gli strumenti didattici per l’intercomprensione coinvolgono diverse varietà
e abilità linguistiche e hanno obiettivi diversi.
INTERCOMPRENSIONE RICETTIVA
I primi progetti rivolti alle lingue romanze si sono concentrati sulla ricezione dello scritto,
notoriamente più facilmente comprensibile rispetto all’orale. In seguito, sono nati altri
progetti, ciascuno con le proprie peculiarità come Interlat e InterRom.
IL PERCORSO DI COMPRENSIONE DAL GLOBALE AL DETTAGLIO
Una delle tecniche utilizzate nella didattica delle lingue da molti anni è quella di scandire i
movimenti di avvicinamento al testo. In una prima fase che prevede una lettura abbastanza
veloce del testo, l’input è trattato a livello globale, attraverso domande chiuse volte al
riconoscimento del tema principale. In una seconda fase che prevede una lettura più
approfondita, sono predisposte una serie di domande per orientare il lettore verso la
comprensione di dettaglio.
La specificità del contesto multilingue dell'intercomprensione sta nell’attirare l'attenzione
sul confronto interlinguistico che favorisce la comprensione, a differenza della metodologia
di sviluppo della comprensione per una sola lingua.
LA TRASPOSIZIONE IN L1
La tecnica di trasposizione in L1 richiede agli studenti, dopo una prima lettura silenziosa
dell’intero testo, di effettuare una sorta di traduzione all’impronta davanti alla classe,
verbalizzando il flusso dei loro pensieri, le difficoltà e le similitudini tra le due lingue. Il
principale obiettivo della trasposizione è quello di verificare la comprensione dei contenuti.
Questa tecnica ricorda il think-alout protocol e permette un’attenta osservazione e la
condivisione da parte della classe delle strategie utilizzate dal lettore durante la lettura.
Nella maggior parte degli approcci comunicativi, la traduzione non è riconosciuta come uno
strumento d'apprendimento, bensì come un’abilità da sviluppare indipendentemente. La
tecnica della trasposizione non è comunque da intendersi come un ritorno al passato ai
metodi traduttivo grammaticali. Infatti, la traduzione non è un obiettivo ma può essere
considerata uno strumento per verificare quanto del testo è stato compreso.
L’APPLICAZIONE DI FILTRI PER LA RICERCA DELLE SOMIGLIANZE
Il progetto Eurocom ha elaborato tecniche di comprensione che ha chiamato ‘setacci’.
L’idea è che un testo possa essere passato attraverso questi setacci fino a che i suoi elementi
non siano individuati: il lessico condiviso, i prefissi e i suffissi che permettono il
riconoscimento di molte parole.
DALLA STESSA FAMIGLIA LINGUISTICA A LINGUE NON IMPARENTATE
L’IC è definita come la capacità di comprendere una lingua straniera sulla base di un'altra
lingua senza averla appresa: questa definizione enfatizza il fatto che ci si appoggia su
un'altra lingua che non deve essere necessariamente quella materna. Il progetto Eurocom ha
l'obiettivo di sviluppare l'abilità di comprensione di lettura in più lingue
contemporaneamente e non è limitato solo alle lingue romanze. Alcuni studiosi hanno
considerato la possibilità di estendere il concetto di intercomprensione oltre le lingue della
stessa famiglia; in tali casi né la L1, né il repertorio linguistico dell’apprendente possono
agevolare l'Intercomprensione, che viene invece sviluppata sfruttando al massimo i tratti
condivisi dalle lingue, le caratteristiche condivise da molte famiglie linguistiche, il lessico
internazionale, le conoscenze enciclopediche.
APPRENDIMENTO COLLABORATIVO O INTERAZIONE
Le piattaforme virtuali Galanet, Galapro offrono la possibilità di una formazione plurilingue
soprattutto in francese, portoghese, italiano e spagnolo attraverso la pratica dell’IC.
Lo scopo del lavoro e lo sviluppo di progetti collaborativi fra gruppi di studenti di diversi
paesi di lingue romanze e fra insegnanti in formazione sull’intercomprensione. Gli
interlocutori, pertanto, si confrontano con diverse strategie per superare le difficoltà di
comprensione, come ad esempio riformulare nella propria lingua per verificare la
comprensione; ricorrere se possibile alla lingua dell'altro; cercare l'aiuto altrui e fornire il
proprio aiuto agli altri.
 LA RICERCA SULL’IC
L’INTERCOMPRENSIONE SCRITTA
Il progetto Eurom4, Galatea e Eurocomrom sono focalizzati sulla ricezione dello scritto e
hanno realizzato metodi per l'apprendimento. In tutti questi progetti la ricerca va di pari
passo con l'elaborazione dei materiali didattico nuovi da sperimentare. All'inizio del nuovo
secolo, in Europa la moltiplicazione dei progetti finanziati hanno assicurato una certa
continuità alla ricerca e hanno sostenuto lo sviluppo di strumenti didattici diversificati. Di
conseguenza negli anni si è assistito ad un’evoluzione della nozione dei intercomprensione,
correlata con obiettivi comunicativi e con sviluppi tecnologici.
L'INTERCOMPRENSIONE ORALE
Benché la comprensione orale sia stata raramente obiettivo dei materiali didattici, alcune
ricerche più recenti hanno indagato l'Intercomprensione orale.
LE TECNOLOGIE
Lo sviluppo delle nuove tecnologie come la chat e i forum di discussione, hanno permesso
di andare oltre la semplice ricezione, e alcuni progetti come Galanet e Miriadi sono passati
dalla comprensione dello scritto all’interazione prevalentemente scritta. Il progetto Miriadi
ha creato una piattaforma che propone materiali e sessioni di formazione a distanza. Questo
progetto ha inoltre proposto un Quadro di riferimento che è una base indispensabile per la
programmazione dei percorsi didattici e per l'elaborazione dei criteri di valutazione, in
quanto se un corso non porta a competenze acquisite non ha successo.
La ricerca è indissociabile dalla produzione di materiali che vengono testati, facendo loro
volta progredire la ricerca. A questo proposto il progetto REDINTER è stato di grande
importanza, favorendo i contatti tra i ricercatori di diversi paesi.
ARGOMENTI E SFIDE
In questi ultimi anni l'Intercomprensione ha dimostrato di essere un terreno fertile sia dal
punto di vista della ricerca che dal punto di vista della didattica.
Affinché vi sia una reale diffusione dell'approccio all'intercomprensione vengono posti degli
obiettivi, primo tra i quali quello di ‘creare la domanda’.
La richiesta di intercomprensione si fonda sulla presa di coscienza della necessità di
ampliare il proprio repertorio linguistico, della fattibilità dell’approccio, della possibilità di
certificare le competenze acquisite.
Per creare il bisogno e la domanda è necessario trovare gli argomenti per convincere le
istituzioni il grande pubblico.
Argomenti di politica linguistica. L'Inter comprensione e un approccio particolarmente
indicato per i contesti multilingui in cui sono politiche linguistiche volte a valorizzare le
lingue presenti sul territorio, anche quelle minoritarie e poco studiate. Infine, l'Inter
comprensione può rivelarsi utile in contesti legati all'immigrazione, in quanto può
permettere di insegnare le lingue preservando la lingua d'origine.
Argomenti di crescita formativa dell'individuo. Leader comprensione favorisce lo sviluppo
delle competenze in altre lingue, sfruttando quelle già possedute ed è per questo che fonte di
motivazione, generando il desiderio di proseguire lo studio delle lingue.
Argomenti di tipo pedagogico. L'Intercomprensione Mette in risalto l'importanza della
lingua materna nell'apprendimento delle altre lingue. Mantenendo la lingua materna come
punto di riferimento e confrontandola con altre lingue si favorisce la presa di coscienza di
meccanismi usati automaticamente. L’IC permette inoltre di affinare le capacità di
comprensione, favorendo l’interazione con gli altri. In altre parole, imparo a capire più
lingue e nasce così il desiderio di saperle anche parlare. Quindi l’IC è un buon ponte per la
produzione della lingua.
La glottodidattica deve affrontare alcune sfide riguardanti la formazione i materiali e la
valutazione:
a. Formare formatori. È necessario formare persone che siano in grado di utilizzare
metodologie strumenti per insegnare l'Intercomprensione. L’UE ha finalizzato
progetti di formazione di formatori come Galapro, piattaforma di formazione online
b. Ampliare i materiali didattici. È indispensabile aumentare gli strumenti didattici a
disposizione in quanto i prodotti esistenti per l’IC non sempre rispondono ai bisogni.
Si potrebbero creare prodotti che mirano a un apprendimento in autonomia o guidato
come per esempio manuali più specifici per l’orale, manuali per i bambini, etc.
c. Valutare e certificare le competenze.