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CANTO 11

Dante, accompagnato da Beatrice, dopo aver incontrato nel secondo cielo di


Mercurio gli spiriti che operano il bene per ottenere la gloria terrena, dove si è
concretizzato l’incontro importantissimo con l’imperatore Giustiniano, arriva
nel 3° cielo di Venere, dove si trovano gli spiriti amanti. Continua poi la sua
salita verso il 4° cielo, quello del Sole, dove sono accolti gli spiriti sapienti e
qui ha un dialogo molto significativo con il domenicano Tommaso d’Acquino.
Qui fra le altre figure rilevanti ci sono: il filosofo e teologo Alberto Magno
(professore di San Tommaso), il re Salomone (re della religione ebraica), il
filosofo romano operante al tempo degli Ostrogoti in Italia Severino Boezio.
L’aspetto più interessante del dialogo deve essere individuato nel fatto che
sarà proprio il frate domenicano a ricordare con parole di grande intensità la
figura di San Francesco d’Assisi, con un pieno riconoscimento del suo
spessore religioso e morale. Ricorderà tutti i momenti più significativi della
vita del santo di Assisi: il conflitto con il padre, la rinuncia dei propri beni per
sposare la povertà, la fondazione dell’ordine francescano con l’approvazione
dei capi Innocenzo 3° e Onorio 3°, la missione in Terra Santa, l’inutile
tentativo di convertire o trovare un punto di convergenza con il sultano
d’Egitto, il definitivo ritiro sul monte della Verna e il dono delle stigmate, la
morte in assoluta povertà, la principale regola raccomandata ai suoi eredi.
Tommaso poi, ricorda i meriti di San Domenico, i cui seguaci si sono però
allontanati dal suo insegnamento, provocando la decadenza dell’ordine.
Siamo così arrivati alla sera del mercoledì 13 aprile 1300.

S.TOMMASO D’ACQUINO: nacque a rocca secca in provincia di Frosinone


da nobile famiglia nel 1226. Studia all’università di Napoli ed entra
giovanissimo nell’ordine domenicano, a Parigi diventa discepolo di Alberto
Magno. Insegna teologia all’università di Parigi, poi Napoli e Roma. Fu il
massimo esponente della filosofia scolastica, incentrata sull’accordo della
ragione con la fede, in quanto derivanti da Dio