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«Brio» e «Disinvoltura»: due spagnolismi nell'italiano del '500 e '600 come esempi di

parole–testimonio e mots–clé letterarie


Author(s): Gian Luigi Beccaria
Source: Lettere Italiane, Vol. 17, No. 4 (Ottobre-Dicembre 1965), pp. 432-442
Published by: Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l.
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/26248759
Accessed: 01-03-2018 19:02 UTC

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«Brio» e «Disinvoltura»:
due spagnolismi nell'italiano del '500 e '600
come esempi di parole-testimonio
e mots-clé letterarie*

Nello spagn. brio


bravura, è antica
coraggio ', eun'accezione duplice,
l'altra di ' garbo, di ' forza,
eleganza energia,
'. In modo ana
logo a quanto è capitato per un buon numero di spagnolismi cinque
secenteschi (il più noto è il termine sussiego) l'italiano lascia cadere, al
momento dell'adozione, l'accezione allusiva ad una ' virtù morale ' e al com
portamento valoroso, per conservare esclusivamente quella esteriore, rela
tiva al contegno ed alle maniere sociali del vivere cortigiano e mondano,
che è appunto la zona di più fruttuosi e duraturi scambi tra italiano e
spagnolo: gli attributi del gentiluomo, della dama, e del perfetto cavaliere
costituiscono com'è noto un ambiente ed uno spazio ideale di comunanza
e di scambi durante il periodo di più stretta osmosi tra le due lingue e
le due culture; e penso a complimento, creanza, lindo, etichetta, ecc.
In un mio lavoro di prossima pubblicazione appunto sugli spagnolismi
nell italiano ho tra 1 altro notato come intervenga quale elemento deter
minante per l'adozione (o il travisamento semantico) di tutta una folta
serie di forestierismi, il fattore ' letterario ' del luogo comune e ricorrente,
quando la satira, la commedia, la letteratura in genere se ne impadro
nisce, e divulga, insieme al costume forestiero che illustra ο satireggia, il
termine originario che lo designa. Nel caso specifico di brio non interviene
tale fattore: della ' vivacità ' e ' spigliatezza ' spagnola non s'erano fatti
— come per le qualità opposte — attributi proverbiali e costantil. C'era
difatti chi stupiva della rapida adozione, poiché il forestierismo pareva
tutt'altro che confacente alla figura dello spagnolo divenuto dai primi del

* Queste pagine costituiscono il testo della comunicazione che ho tenuto al XI


Congresso di Linguistica Romanza, Madrid 1965.
1 L'attributo della ' vivacità ' ο ' affabilità ' era difatti nella letteratura cinque
secentesca costantemente riferito al comportamento francese (il Tommaseo argu
tamente osservava che i francesi proverbialmente tanto briosi, non posseggono nella
propria lingua il termine brio), in opposizione alla ' lentezza ' ed alla ' gravità ' (o

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« Brio » e « Disinvoltura »: due spagnolismi nella lingua italiana 433

Cinquecento (si pensi alla commedia, alla satira secentesca, agli scritti di
viaggiatori, diplomatici ο cronisti del tempo) tipica e fissa; pareva anzi
contradditoria con il figurino dello spagnolo lento e flemmatico, grave e
pien di sussiego; annotava Giovan Francesco Imperiale nella sua disser
tazione ο diceria accademica sul brio (1632-33):

Il Brio ha per padre il Valore, per madre la Piacevolezza: la Costanza lo


accolse in fasce; le Grazie gli diedero le poppe. Non so com'ebbe spagnolo il
nome se lontano dal sussiego ebbe il costume2.

In italiano il sostantivo penetra soltanto nei primissimi anni del '600 3; una
delle prime attestazioni l'ho reperita nel Boterò che, in una lettera da
Valladolid del 16044, dove era precettore dei principi di Savoia recatisi
alla corte di Spagna, parla ai genitori del brillante comportamento del
principe Filiberto, il quale s'era conquistato larga simpatia per aver saputo
riunire, in un pubblico torneo, due somme ' virtù ' spagnole:

Nell'uscir poi fuor della piazza, fece fare mille salti e corbette al cavallo...
sì che nell'entrar mostrò gravità, nella uscita brio grandissimo.

La fortuna del neologismo parrebbe legata alla specifica disponibilità


semantica e capacità di riunire attribuiti del contegno difficilmente sinte
tizzabili in altro termine, per designare modi spigliati e disinvolti, non
disgiunti da garbo e gentilezza dell'atteggiarsi, del muoversi e del discor
rere, quell'aria allegra e franca, la vigoria temperata ο l'agilità piacente
di spirito 5; e nella donna soprattutto si ama riconoscere quel contegno: il
Bisaccioni — che ancora dichiara esplicitamente la novità del termine di
cui fa uso e la sua provenienza spagnola — parla delle donne di una

' superbia ') spagnola, tanto che il rilievo magalottino (Lettere sopra i buccheri, a
c. di M. Praz, Firenze 1945, p. 62) pare del tutto isolato ed occasionale rispetto
a più diffusi iuoghi comuni (« La signora Marchesa, che sa molto bene che io la
riconosco per tutta italiana nell'accorgimento, per tutta spagnola nella vivacità, per
tutta franzese nella galanteria »).
2 Giornali, ediz. Barrili {in « Atti Soc. lig. st. patria », Genova 1898), p. 581.
3 Nel Vocabulario de las dos lenguas toscana y castellana, Siviglia 1570, del Las
Casas, 169 ν, si legge ancora « brio, vivacità / brioso, vivace »; ma anche Franciosini
Vocabulario espanol e italiano, Roma 1620, non registra il termine nella parte
italiana, e nella parte spagnola annota: « brio, vivacità, animo valore Con animo,
y brìo, con animo, e buon cuore Brioso, animoso, vivace, pronto ». Com'è noto,
in spagnolo è voce antica; la la docum. risale a J. Ruiz, 1330: v. Corominas, Dice.
I, 521 b; Breve Dice., 104 b («mas orgullo e mas bryo tienes que toda Espafia »); e
vale ' forza, vigore cfr., oltre al port, brio, sec. XVI, il prov. a. briu ' impeto, forza,
coraggio', gali. *brigos 'forza, coraggio, vivacità', e le forme celtiche cit. in REW
1297, cui va aggiunto il cornov. bry; v. inoltre FEW, I, 542, s.v. *brivos\ Tobler
Lommatzsch, AfrW., s.v. brif (bri, brin). Piuttosto fantasiosa l'etimol. dell'AscOLi,
« Arch. glott. it. », VI, 454-55, che pensa al lat. briari, cioè ebriari (e si rifà ad una
osservazione del Redi, Bacco in Toscana, 3" ediz., Firenze 1691, pp. 217-18).
4 Cfr. Lettere inedite, a c. di C. Danna, Torino 1880, p. 71. Troppo tarda è la
prima docum. riferita nel Grande Diz. del Battaglia (C. Dati).
5 Vedine la perspicua e sintetica definizione del Tommaseo nel Vocab., s.v.

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città del settentrione che gli parevano avere «


portamento, e, come si dice in Spagna, brio »6; ed
francese sembra « di bellezza, di brio e di virtù c
il vero, in vedermi tra loro mi pareva d'essere un
ed il brio della donna spagnola è una maniera tipi
pisce il Testi appena giunto alla corte di Madrid (

Io sono finalmente arrivato a Madrid... Mi figuro


di sapere come mi sia piaciuto il paese: e se parliam
grandezza del re, della prudenza de' ministri, della spl
valore de' cavalieri, del brio delle dame, ... io risponde
ritrovarmi pieno piuttosto di confusione, che di stupor

Le vicende secentesche del termine ce lo mostr


tunato, quale tratto rilevante nella figura femmini
sensuosa e ricca di vezzi9, ed attributo emblem
più platonica e idealizzata, quanto vivacemente mo
propria capricciosa eleganza11: «modestia» e «
« brio », « bizzarria », « disinvoltura », sono appu
Magalotti vengono alla mente per cogliere in sint
carattere femminile 12.
Una significativa rilevanza culturale apportano
atteggiamenti e sensibilità tipicamente barocche c
di frequente alla sfera semantica della ' vivacità '
ventiva, immaginazione, fantasia ', come mostr
là dove brio compare regolarmente accoppiato a b
veda la letteratura artistica; il Dati ad esempio, q
quel brio, che risulta nelle pitture dalla bizzarra union

6 L'albergo, Venezia 1639, p. 403; ν. anche M. Wandr


in « Rom. Forsch. », LXVII, 1955, pp. 16-17.
7 Lettera da Parigi del 19 ag. 1639, in Lettere, III.
8 Lettera « ad un cavaliere amico » in Opere di G. Chi
1834, p. 587.
9 Cfr. il raffinato ritratto femminile che G. Getto, La nouvelle italienne de l'âge
baroque, in « Actes des journées internationales d'étude du baroque (Montauban
1963), p. 59, riporta da una novella di Pace Pasini: « Era Leandra di faccia anzi che
no scolorita e bianca, ma con un brio così vezzoso, che chiunque la vedeva... ecc. ».
10 Si veda ancora la digressione dell'Imperiale (cit., p. 588) sul brio, attributo
fondamentale della bellezza: « E conchiudo che la Bellezza senza disinvoltura è ruvida
Bellezza. Onde l'assomiglio a conca d'amore, ma negletta, se dal suo guscio non fa
spicar la perla del pregiato Brio ».
11 Cfr. Flaminio Filauro [F. F. Frugoni], La Guardinfanteide, Perugia 1643,
Prefaz.·. «Bisogna confessare essere il guardinfante l'antemurale dell'onestà, lo scudo
della modestia, perché le donne, con questo sì lungo arnese d'intorno, fanno star
gli uomini da sé lontano almeno tre braccia... Ardirei di dire ch'ei non fosse una
gala inventata pur testé per capriccio del brio da donna spagnuola, ma che dall'as
sennata antichità traesse nobilissimi natali ».
12 Lettere familiari contro l'ateismo, Venezia 1719, p. 369.
13 Vite de' pittori antichi, Milano 1806 (la ediz., 1664), p. 114.

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« Brio » e « Disinvoltura »: due spagnolismi nella lingua italiana 435

ο un passo del Baldinucci, che per brio intende appunto quanto si discosta,
grazie all'inventiva ed all'immaginazione fantastica, dal vero e dalla sua
imitazione:

Era in quei tempi l'arte, per la mancanza del gran Michelangelo e Raffaello,
ed alcuni seguaci di loro nella romana scuola, alquanto decaduta, premendosi
dagli artefici anzi in un certo brio e immaginata bizzarria, che nella totale
imitazione del vero14.

E il Magalotti, per esprimere con un termine adeguato la ' giocondità ' e


' vivacità ' inventiva non disgiunta da libertà di maniera, parla di « viva
cità » delle « tinte » e del « brio del pennello »I5, oppure, per dire d'un
capriccio e stravaganza stilistica, del « brio della penna » 16. Quale segno di
profonda assimilazione del neologismo nella nostra lingua letteraria se
centesca 17, oltre al modellarsi del significato e l'allargarsi disinvolto dei
tipi di contesto 18, a nuove accezioni metaforiche 19, alla rilevanza cultu
rale di certi contesti, sta anche il recupero dotto dello stesso che lo ripro
pone, nella seconda metà del secolo20 — se si eccettuano gli esempi del
Corsini in traduzione dallo spagnolo21 — nell'accezione vicina al signifi
cato originario spagnolo di ' gagliardia fisica ', ' vitalità ', di animali ad
esempio, e di ' coraggio ' in azioni guerresche. Scrive il Redi22 della vi
pera che

14 Notizie de' professori del disegno (1681 ss.); cito dall'antol. Dal Barocco a
Salvator Rosa, a c. di G. Battelli, Firenze 1914, p. 131.
15 Lettere familiari, Firenze 1769, vol. II, p. 185.
16 Lett. fam. contro l'ateismo, ed. cit., p. 110.
17 È certo che le voci dial. sett. (piem. briu, bologn. ferr. venez, brio, ecc.) sono
penetrate dalla lingua letteraria (v. T. Bolelli, It. Dial., XVII, 166), e così le forme
registrate nei diz. dial. merid. (v. sic. brio). È significativa l'assenza del termine in
un dial. come il nap., fortemente spagnolizzato.
18 Cfr. il significato di atto condotto con piglio vivace, impeto ed allegria in
questo passo del Redi (Opere, Milano 1809-11, VII, p. 25) quando confessa in una
lettera all'amico Magalotti di esser stato « preso da tanta allegrezza, e da tanta
gioia nel sentirmi che io era da più del Petrarca, che mi misi a cenare con tanto brio,
che, secondo me, dovetti allargare la mano nel bere ».
19 Vedi, per indicare la vivace e fiorente parvenza di cose, Buonarroti, La Fiera
(1618), g. I, a. 4, se. 4 che accenna a quelle merci disposte in mostra dai mercanti,
« che posson col colore, / col brio, con la vaghezza, con la mostra, / parer di
fuora buone e fresche e belle, / ... »; ed il senso figurato (e tono scherzoso) con cui il
Magalotti, Lettere, Firenze 1736, p. 132, parla del brio della spada, che s'azzuffa
per la strada con i panni del padrone mentr'egli cammina (« mi convenne rintuzzarne
il brio con fasciar la guardia e il puntale con certe tovaglie vecchie e lenzuola »).
20 Ad opera soprattutto di due scrittori come Redi e Magalotti, ottimi conoscitori
della lingua spagnola.
21 Cfr. Istoria della conquista del Messico scritta in castigliano da A. de Solis...
ecc. (cito dall'ediz. Firenze 1704), p. 403: « I posti si difendevano con brio, e si lascia
vano senza disordine »; p. 435: « Riconobbe la vita poco meno che da un miracolo del
suo brio e della sua sveltezza »; p. 559: « Si cacciò a quella volta con tanto brio e
così ben secondato da' suoi seguaci, che, ammazzando di propria mano quelli che si
serravano più da vicino a Cortés, gli sortì di rimetterlo in libertà ».
22 Opere, cit., IV, p. 18.

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potette abbattersi a non avere le solite forze, né il con

e il Magalotti23 :

Non ci portano in dote né meno un po' di vanità d


con brio;

ed ancora24 :

... se vi battete in duello, n'uscite sempre con vantaggio, almeno fin'ora ella
vi è andata così. L'inverno, se vi è da fare un'azione di brio, siete sempre il
primo chiamato.

In una sfera semantica assai prossima, anzi in parte coincidente, all'it.


brio, si pone lo spagnolismo cinquecentesco disinvoltura, che è voce adat
tata com'è noto sullo spagn. desenvoltura'25. Documentazioni troppo tarde
del termine riportano in genere dizionari e repertori italiani26; le prime
attestazioni compaiono infatti nei primissimi del '500, e proprio in uno
scrittore che conosceva intimamente e largamente le corti italiane (Roma,
Milano, Mantova, Urbino), e fautore della lingua ' cortigiana ', aperta,
com'è noto, ad influssi spagnoli: mi riferisco al Calmeta, e ad alcuni
passi delle sue prose, là dove di due eroine amorose, Cecilia Gallerani
e Giulia Farnese, scrive (1503-8):

Se vogliamo della leggiadria e disinvoltura parlare, ambe troveremo singu


larissime e affabili27;

e dissertando sul concetto di decoro (lo scritto è forse anteriore al 1503),


accenna ancora ad una nobildonna, Antonia del Balzo, che

23 Lettere familiari contro l'ateismo, ediz. Bologna 1821-23, p. 22.


24 Lett. fam., cit., p. 6.
25 Lo spagn. desenvoltura è docum. a partire dal 1444 (v. Corominas, Breve
Dice., 594b, che corregge la 1* att. del Dice.: Nebrija, 1495, il quale spiegava il termine
con ' evolutio e registrava anche il sost. desenvuelto, glossando ' no empachado:
dexter': v. Corominas, Dice., IV, 760«; cfr. anche Oudin, Tesoro de las dos lenguas
francesa y espanola, Parigi 1607: « no empachado; adroit, habile, dextre, adextre, agile,
léger, vispe, escarbillat, qui n'est point empesché de ses membre, délivré, libre,
gaillard, délibéré, desveloppé »).
26 L'it. disinvoltura è erroneamente docum. dal sec. XVII, secondo il Dei (anche
lo Zaccaria, L'elem. iberico nella lingua italiana, Bologna 1927, p. 154, riporta atte
stazioni troppo tarde: Redi, Magalotti, Salvini, ecc.). Il francese prende a prestito
l'agg. dallo spagn. (désinvolte: Saint-Simon: v. Schmidt, Die spanische Elemente im
franzosischen Wortschatz, ZRPh, Beiheft 54, 1914, p. 185; Ruppert, Die spanische
Lehn- und Fremdworter in der franzosischen Schriftsprache, Monaco 1915, p. 291;
Bloch-Wartburg, 189b: si cita Mme de Sevigné, sec. XVII: « Les Espagnols ap
pellent cela desembuelto; ce mot me plaît »); il fr. désinvolture, docum. dal sec. XX
(Stendhal, 1830: « La désinvolture de tous ses mouvements »: v. Bloch-Wartburg,
loc. cit.), è invece mutuato dall'it.
27 Prose e lettere edite e inedite, a c. di C. Grayson, Firenze 1959, p. 28.

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« Brio » e « Disinvoltura »: due spagnolismi nella lingua italiana 437

a ciascuna doverla essere perpetuo essempio, la quale, avendo in sua florida


età di bellezza, grazia e disinvoltura, in tutto il regno di Sicilia, ottenuto il
principato, ... ecc.28

Limitandoci ai soli rilievi contestuali, si noterà come il neologismo,


avvicinato com'è a leggiadria, grazia, e attributo del decoro, sia collocato
in un ambito decisamente ' rinascimentale nel senso che si accompagna
ad una terminologia riferita al comportamento sociale e mondano di « vir
tuose e magnanime donne », idealizzate secondo tipi ed atteggiamenti
estetici perseguiti idealmente dalla civiltà rinascimentale, all'interno della
quale la grazia, il decoro, la « sprezzatura » (v. Castiglione), ο gala, brio
y donayre (nell'accezione quest'ultima datale dal Nebrija di « facetiae, sales,
festivitas, comitas ») costituivano attributi ideali della spiritualità e della
persona. Si raccoglievano emblematicamente appunto intorno alla figura
della donna, simbolo e somma di un contegno che riuniva in sé perfezioni
ed aspirazioni, comuni anche sul versante della cultura letteraria spagnola:
basti un rapido riscontro d'esempi nel ' rinascimentale ' Cervantes; vi si
scorge rilevante, nella schematizzazione del ritratto morale, l'esplicitarsi
di certi ideali in mots-clé culturalmente (e letterariamente) significativi,
l'accentrarsi in ricorrenti sostantivi tematici:

buena presencia, ingenio y desemboltura


(Lie. Viàri era)
con tanto donayre y desemboltura
(Gitanella)
con gentil donayre y desemboltura
(Quijote)
con mucho donayre y desemboltura
m
belleza, dessemboltura y brio de la moça
(id.)
con todo donayre, discreción y desemboltura
Uà.)»

Nella lingua originaria va subito notato come si fosse presto fissato il


termine (già nel Cinquecento) nell'indicazione pratica di movimento30; è
questa appunto l'accezione predominante che trova riscontro nelle pri
missime attestazioni italiane del forestierismo, dove disinvoltura assume
il significato fisico di ' agilità, destrezza ' (ma non va disgiunto dall'altro
relativo al contegno, cioè di ' naturalezza ' e di ' grazia '). Si legga poniamo

28 Ivi, ρ. 36.
29 Cfr., s. ν. desenvoltura, C. Fernândez Gómez, Vocab. de Cervantes, Madrid
1962.
30 Cfr. L. Terracini, Tradizione illustre e lingua letteraria nella Spagna del Ri
nascimento, Roma 1964, pp. 157-58, e note (con bibl.).

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438 Gian Luigi Beccaria

una delle più antiche documentazioni (1512), in una


alla marchesa Gonzaga:

Grandissimo numero di mascare fu visto heri, multe fem


stite. Il cardinale di Ragona, Cornaro, et alcuni altri di com
vano benissimo, maxime Ragona, che si iacea cognoscere tra
disinvoltura a cavallo31.

Ma il punto d'incontro e di sintesi, culturalmente rilevante32, delle


due accezioni, fisica e morale, ce la offre il testo del Cortegiano, ed i passi
in cui ne fa l'attributo principale della grazia. È concetto fondamentale per
il Castiglione teorico della ' cortegiania ' quella sorta di intelligente non
curanza, di abile e simpatica disinvoltura che dia l'impressione della spon
taneità e della naturalezza, ma che sia accompagnata e sorretta, senza
darlo apertamente a vedere, dallo studio e dall'arte (Maier)33, vale a dire
quella « certa sprezzatura, che nasconda l'arte e dimostri ciò che si fa
e dice, venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi. Da questo credo
io — è Castiglione ancora che scrive — che derivi assai la grazia » (I,
XXVI). « Sprezzata disinvoltura », che è l'opposto della « disgrazia della
affettazione », è espressione « nuova » (« ché nei movimenti del corpo
molti così la chiamano ») per designare appunto la scioltezza spontanea
e naturale dei movimenti34.
Il Castiglione, nel proporre un neologismo intimamente giustificato
all'interno di una concezione rinascimentale che esalta dell'uomo i carat
teri sociali della nobiltà, della grazia e del decoro, delle buone maniere e
creanze35, contribuisce anche a che lo spagnolismo non venga sottoposto

31 Cfr. la lettera del 16 febbr. 1512 di Stazio Gaddo, in F. Clementi, Il Carne


vale romano, nelle cronache contemporanee, Città di Castello 1939, P.I., pp. 14546.
32 Oltre che linguisticamente importante per il misurato purismo castiglionesco
ο ritegno nei confronti del forestierismo: v. nota 50.
33 Vedi, oltre al commento di B. Maier al passo castiglionesco (I, XXVI) (ediz.
Torino 1955), la perspicua definizione della disinvoltura in R. Menéndez Pidal, El
lenguaje del siglo XVI, ed. Austral, p. 58: « las elegantes maneras en que se
combina el descuido de la familiaridad con el cuidado de la cortesia ».
34 Vedi l'intero passo (cito dall'ediz. V. Cian, Firenze 1947): « Qual di voi è che
non rida, quando il nostro messer Pierpaulo danza alla foggia sua, con que' saltetti
a gambe stirate in punta di piede, senza mover la testa, come se tutto fusse un legno,
con tanta attenzione, che di certo pare che vada numerando i passi? Qual occhio è
così cieco, che non vegga in questo la disgrazia della affettazione? e la grazia in molti
omini e donne, che sono qui presenti, di quella sprezzata disinvoltura (ché nei mo
vimenti del corpo molti cosi la chiamano), con un parlare ο ridere ο adattarsi, mo
strando non estimar a pensar più ad ogni altra cosa che a quello, per far credere
a chi vede quasi di non saper né poter errare ».
35 Notisi di passata che anche il più raro calco sullo spagn. desenvolver, che trovo
docum. nel Boterò (Lettera IV, ed. cit., Valladolid, 31 ott., s.d., ma 1603, p. 59):
« Serenissimo Signore... Il signor Principe si va tuttavia disinvolgendo. Es
sendo stato visitato con l'occasione della partenza per Madrid, ο San Lorenzo, da
diversi signori, ha compito honoratamente con esso loro... »), si riferisce appunto alle
buone maniere e creanze del vivere cortigiano.

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« Brio » e « Disinvoltura »: due spagnolismi nella lingua italiana 439

a quel deterioramento semantico cui sono andati per lo più soggetti gli
spagnolismi cinquecenteschi che la polemica antispagnola aveva divulgato;
il significato peggiorativo che assume disinvoltura nei primi del sec. XVI,
nella polemica del Galateo x, rimarrà per il momento lettera morta, salvo
il recupero più tardo (v. ' sfrenatezza ' ο ' franchezza apparente '), relegato
però sempre al piano più in ombra dell'accezione secondaria.

Una volta penetrate nel nuovo ambiente linguistico e culturale i due


forestierismi acquistano sfumature ed accezioni per così dire autonome,
rilevanti all'interno del contesto individuale ο del contesto culturale ' na
zionale Già s'è notata la contaminazione ο deviazione in senso ' barocco '
dell'it. brio; quanto a disinvoltura, durante il '600 — seppur rimanga
definitivamente legato ancora a caratterizzare il comportamento della don
na 37 ο dei giovani38, l'età giovanile 3', e pur serbando spesso il significato
fisico di ' agilità '40 — acquista una nuova connotazione moralistica di
sfrenatezza, mancanza di ritegno e misura, ο facile leggerezza (accezione
alla quale era anche giunto per conto proprio lo spagnolo)41 ; si veda po
niamo il Magalotti quando riferisce del poco senso critico di un suo amico

36 Cfr. la polemica antispagnola del Galateo il quale nel De educatione (v. Croce,
La Spagna nella vita italiana durante la rinascenza, Bari 1949, 4* ediz., p. 115) pone
le desenvolturas degli spagnoli tra le qualità negative di quel popolo, là dove discorre
della ' arrogantissima gente ', piena di ' superbia gotica ', dell'atteggiamento eccessiva
mente galante, della cura eccessiva del corpo, dello spiccato gusto per i motti, le ar
guzie e le piacevolezze, ed ancora della loro rapacità, del saper ingannare e rubare
destramente, del dir facezie, ο chieder danaro, tutte cose che gli spagnoli stessi — scrive
il Galateo — chiamano e lodano come desenvolturas.
37 Vedi la « disinvoltura delle femmine » cui accenna Magalotti, Lettere sopra
i buccheri, ed. cit., p. 108.
38 Vedi per es. G. Sagredo, L'Arcadia in Brenta, Bologna 1673, p. 37: « Tosto
che in Andrinopoli condotto si presentò ad Amurat, questi s'invaghì della di lui disin
voltura ».
39 Vedi per es. C. M. Maggi, Il falso filosofo, ediz. Isella, Torino 1964, Introd.,
I bis, 134: « Che me trovij su'l fior / della mia gioventù / con sens, intendiment,
disinvoltura, / e con qualche favor della natura ».
40 Cfr. per es. G. F. Gemelli Careri. Giro del mondo, ediz. Napoli 1721, vol. IV,
p. 297: «...l'esser dilicato, e vivace, e l'avere un'aria di corpo agile, e disinvolta,
non fa niente al loro gusto [dei Cinesi], come sarebbe appo le più eulte e gentili
nazioni di Europa ».
41 Cfr. per la connotazione pratica e moralistica in Boscân, M. Morreale, Casti
gliene y Boscân: El ideal cortesano en el Renacimiento espariol, Madrid 1954, pp.
165 ss.; per l'evoluzione in senso decisamente peggiorativo, v. ancora Morreale,
Una ohra de cortesania en tono menor: el « Galateo espariol » de Lucas Graciân Dan
fisco, BRAE, t. XLII, c. CLXV (1962), pp. 69-70. Si veda difatti Franciosini (1620)
Vocab., cit., s.v. desenvoltura, « ardire, sfacciataggine, poca vergogna »; e s.v. desem
buelto, « ...; e talvolta vale mal creato, inreverente, di poco rispetto, ardito, sfacciato
e presuntuoso »; mentre il Vocab., cit., del Las Casas (1570), 185r, riportava: « desem
boluer. districare, distrigare, disviluppare, stricare »; « desemboltura. districamento »;
« desembuelto. districato, schietto » (non registra né qui, né nella parte it.-spagn., l'it.
disinvoltura).

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440 Gian Luigi Beccaria

non cattolico il quale « si era poco dopo allargato bas


sciarmi accorgere di una somma disinvoltura in mat
ed ancora del Conte (al quale dirige appunto le sue le
la propria convinzione di ateo, e che al Magalotti pare
di religione « troppa franchezza, troppo sforzo43, tro
ο si legga il Cestoni che al Vallisneri scrive:

Rispondendo alla lettera di V. S. de 8 cadente di Pa


quest'ora dovrebbe essere comparso costì il Sig. Dott
fatto conoscere la mia disinvoltura nella medicina, e n
in altre cose...45.

E più da vicino disinvoltura nel sec. XVII ricord


tesche di brio, e diventa anch'esso sinonimo di libertà
cioè disciolto da tradizionalismi e consuetudini46; è s
lo spostamento dall'ambito semantico della grazia
giadria alla connotazione che include il prezioso, il bi
come lascia indovinare questo passo:

I paesetti a penna sono da me stimati un tesoro preziosis


bizzarri, nobili, e trattati con una disinvoltura da gran mae

La connotazione di libertà e fantasia in effetti non ' contaminava ' an


cora nei contesti cinquecenteschi il neologismo: ora la nuova sensibilità
barocca accentra nel termine certi suoi ideali estetici: è significativo il pas
saggio alla connotazione stilistica ed artistica di ' libertà virtù positiva
dell'ingegno, elogiata dal Redi48 e dal Magalotti, quando questi scrive ad
un amico che si dilettava di pittura:

Voi avete il disegno esattissimo, e la disposizione ottima, ma il colorito


manca di quella finezza lombarda, che darebbe l'anima al disegno, e alla dispo
sizione. Che miserabile stentatura è mai stata quella, dopo aver pensato così
bene, di non aver saputo eseguire il disegno col posa piano, e col fiasco su la
cassetta de' buccheri? Iddio ve lo perdoni. Una disinvolturona di questa sorta
vi metteva in un posto dove non vi metteranno né le medaglie, né i cammei,
né i cristalli, né le conchiglie...49.

42 Lett. fam., cit., « Dedica », p. ìv.


43 Va letto sforzo, spagnolismo (esfuerzo) già del Castiglione (e non « sfarzo »),
cioè ' coraggio, intraprendenza '.
44 Lettere sopra i buccheri, cit., p. 219.
45 G. Cestoni, Epistolario ad Antonio Vallisneri, Roma 1940, p. 514.
44 Vedi anche un altro passo del Magalotti, Scritti di corte e di mondo, a c.
di E. Falqui, Roma 1945, p. 241: «Andavo considerando se potesse praticarsi una
maniera di trattare più libera e disinvolta, qual sarebbe il fare insinuare da qualche
amico giudizioso e discreto l'improprietà di far nascere impegno e puntiglio... ».
47 Opere, cit., VI, p. 37.
48 Cfr. ivi, VI, p. 165, e l'accostamento tra due maniere di scrivere opposte,
ed a parer suo entrambe virtù stilistiche complementari: la « grande disinvoltura », e
la « proprietà ».
49 Lettere, Firenze 1736, p. 49.

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« Brio » e « Disinvoltura »: due spagnolismi nella lingua italiana 441

Ma le vicende, posteriori al momento dell'adozione, di parole che


hanno ormai acquistato completa cittadinanza italiana, si configurano come
storia semantica autonoma, indipendente dalla lingua d'origine. Riportan
doci invece alle documentazioni più antiche, riferibili al momento in cui
è avvenuto il prestito, occorre allora trarre alcune conclusioni importanti
di carattere generale, valide certo non per tutti i tipi di prestito, ma per
quelle parole che sono ad un tempo parole-testimonio ο mots-clé lette
rarie, passate da una lingua all'altra non ner la semolice convivenza tra
due gruppi bilingui, e contatto orale, bensì per via ' dotta È appunto
il caso di disinvoltura e brio, che si sono diffuse dapprima in scrittori
e contesti culti in quanto racchiudevano di un costume aspetti storica
mente rilevanti in due civiltà tra le quali era intervenuta una stretta osmosi
culturale. L'affinità culturale coincide con l'affinità linguistica, per l'ade
sione concorde ad una forma comune di vita e di comportamento ideale:
la convergenza lessicale denuncia convergenza di idee che erano come
nell'aria, vive in una società che in certa terminologia riconosceva l'espli
citazione di alcuni dei proprii ideali estetici e socialix.
Si pensi ancora allo spagnolismo brio: si potrebbe quasi paradossal
mente sostenere che il neologismo non sarebbe passato all'italiano, se
questo non fosse stato spiritualmente, culturalmente predisposto a rice
verlo. È in questo senso significativo che in italiano abbia poca fortuna
l'accezione originaria di ' energia, forza, valore, gagliardia fisica e mo
rale '; i nostri testi mutuano quella che nello spagnolo del Siglo de Oro 51

50 Non si mutua com'è noto dalla lingua forestiera una terminologia che manca
alla lingua che prende a prestito, perché capace di esprimere completamente e con
sfumature altrimenti non definibili un concetto nuovo; ogni lingua possiede sempre
in sé i mezzi per esprimere, con strumenti proprii, ogni accezione (il cosiddetto
' prestito di necessità ' è notoriamente una categoria mal definita). Difatti disinvoltura
del Castiglione — ce lo fa notare il Ghinassi, delle varie redazioni del Cortegiano
particolarmente edotto — è introdotta soltanto nella redazione definitiva (non senza
una parentesi escusativa, come s'è visto), mentre nelle prime « mostra palesemente
di essere intercambiabile con discioltura/discioltezza, che ne sono anche nel testo
definitivo, la più frequente traduzione italiana » (LN, XXII, 1961, p. 60); si vedano
per esempio i passi I, XX, (« E perciò voglio che egli [il cortigiano] sia di bona
disposizione e de' membri ben formato; e mostri forza e leggerezza e discioltura,
e sappia di tutti gli esercizii di persona che ad om di guerra s'appartengono; e di
questo penso, il primo, dover essere maneggiar ben ogni sorte d'arme a piedi ed a
cavallo... »), e I, XXII (« Ancor nobile esercizio e convenientissimo ad uom di corte
è il gioco di palla, nel quale molto si vede la disposizion del corpo, e la prestanza e
discioltura d'ogni membro, e tutto quello che quasi in ogni altro esercizio si
veda »). Tale intercambiabilità con disinvoltura (' scioltezza dei membri, disinvoltura
fisica ') prova anche — come osserva in Ghinassi — l'equilibrato purismo cinquecen
tesco del Castiglione, che comporta « non già il rifiuto, ma l'accurata verifica seman
tica del neologismo »; basti pensare anche alle vicende redazionali del primor casti
glionesco, su cui ν. B. Migliorini, « Rom. Phil. », XVII, 1963, pp. 320-22.
51 Ma era accezione antica; cfr. Corominas, Dice., loc. cit., che la documenta dal
sec. XIV, Sem Tob.

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442 Gian Luigi Beccaria

s'era fatta nei contesti letterari tematica e ricorren


letterari appunto riferibili al momento in cui l'ital
la frequenza con cui lo spagnolo brio compare
' rinascimentale ' Cervantes) legato costantemente
graziati di dame e giovanette, e l'accostamento con
belleza, desemboltura, donayre, gala, hermosura52,
spiritualità, e casistica letteraria d'attributi e situ
vulgata dal Rinascimento, quella appunto che d
alla Spagna del Siglo de Oro. L'it. brio, a parte le v
cuperi dotti, si raccoglie appunto, al momento del
sfera semantica della bellezza, raffinatezza, grazia5
aggraziata del portamento, discioltezza, leggiadria, v
Basterà riandare alla definizione della Crusca (ed
insolitamente accetta il forestierismo — non già di
e che ne fissa in modo perspicuo un inequivocabile
mentale

Dicesi di quella vaghezza spiritosa, che risulta dal


dalla allegra aria della persona. E per similit. d'ogni
giunta vaghezza con nobiltà.

Brio (e disinvoltura) appartiene alla sfera di que


irradia, largamente si impone, e durevolmente atte
e riassume atteggiamenti e costumi perseguiti da u
Gian Luigi Beccaria

52 Vedi alcuni esempi del Cervantes (cit. dal Vocab. de Cervantes, cit., s.
brio)·, «...la belleza, dessemboltura y brio de la moça » (Quijote); «Y tal e
Preciosa, / que es lo menos que tiene ser hermosa, / dulce regalo mio, / co
del donayre, honor del brio » (Gitanilla); « ... gala, brio y donayre » {Quijote); « ..
mosura, donayre y brio » (Quijote).
53 Si veda ancora G. V. Imperiale, op. cit., p. 580: «...definirò finalmente
sere il Brio non altro che quel movimento dell'anima, che palesato dai movimenti
corpo, maestoso non meno che vivace, soavemente unisce ed epilogate illustra le
tutte della Bellezza e della Grazia ».
54 Cfr. per es. G. V. Imperiale, cit., p. 581: « [il brio] si allevò sotto il p
glione d'Amore: fu sua cuna la Bellezza: furono suoi trattenimenti più continui i m
più leggiadri: furono suoi ministri più cari i risi più modesti; furono suoi compa
più soavi i giochi più vezzosi: furono gli esercizi suoi più famigliari i gesti più
bati »; ivi, p. 586: « ... se la Bellezza adopra certe armi effeminate, che quanto
sono vedute tanto meglio possono essere fuggite, il Brio si arma con baleni di
onde scocca fulmini di affetti, tanto men reparabili quanto più invisibili ».

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