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I Modi e le Armonie

´ Tetracordo = 4 corde/4 suoni => due toni e semitono nell’intev. di quarta


- movimento melodico naturale dall’acuto al grave
- diversa posizione dei toni e del semitono= > 7 armonie
DORICA mi-re-do-si la-sol-fa-mi
FRIGIA re-do-si-la sol-fa-mi-re
LIDIA do-si-la-sol fa-mi-re-do
- misolidia si-la-sol-fa mi-re-do-si (tetracordi diseguali)
- eolica e ipodorica la-sol-fa-mi-re-do-si-la
- ionica e ipofrigia sol-fa-mi-re-do-si-la-sol
- ipolidia fa-mi-re-do-si-la-sol-fa
- Generi: 1. melodico-diatonico;
2. cromatico (terza minore-semitono-semitono);
3. enarmonico (terza maggiore-quarto di tono-quarto di tono)
- Chroài = sfumature (ulteriore frazionamento degli intervalli)
I Modi e le Armonie

Le sette harmonie etniche tradizionali Esempi di tropi (toni) di trasposizione

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Misolidia

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Lidia

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harmonia frigia in tropo ionio

Frigia w œ œ w œ œ w

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harmonia dorica in tropo frigio

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harmonia dorica in tropo lidio

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V
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Dorica

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Ipolidia
(o Ionia) & w w w w

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Ipofrigia & w w w w

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harmonia ipodorica in tropo ipofrigio

Ipodorica
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( o Eolia)

Sistema perfetto mutabile (maggiore)


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Nete
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Paranete
œ
Trite
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Paramése

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Mése Lìchanos

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Parhypate Hypate

œ
Proslambanòmenos

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Superiori w
w œ
Disgiunte

bœ ›
Medie Gravi

Congiunte
Notazione

´ Due generi di Notazione: vocale e strumentale


- strumentale: più antica, origine da alfabeti primitivi
- vocale: complesso di 24 suoni attraverso segni dell’alfabeto (altezza e non
durata dei suoni)
´ Ritmo => si estendeva a tutte le arti del movimento: poesia, musica, danza
- ritmo musicale =PRINCIPALI
ritmo poetico (principio
PIEDI quantitativo delle sillabe)
METRICI
Principali piedi metrici:
piede
giambo ‿ _
trocheo _ ‿
dattilo _ ‿ ‿
anapesto ‿ ‿ _
spondeo _ _
tribraco ‿ ‿ ‿
Notazione
f trutil. ooc. .îtfam. aoc. , Jîrum.

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Strumenti

´ 2 tipi principali: lira o cetra, a corde; aulos a fiato


> lira, strumento a corde più antico che rimase in uso accanto alla cetra, per
l’insegnamento e ad uso dei dilettanti;
- la cetra, più grande, era utilizzata nelle esecuzioni di virtuosi, citaristi e citaredi.
Le corde vibrano a vuoto, tese verticalmente su di una cassa di risonanza e
producevano un suono dal timbro grave e virile, di una sonorità molto intensa. Il
numero delle corde aumentò con il tempo, in relazione alle esigenze e allo
sviluppo della melopea greca, da 4 sino a 18 (nella comune pratica si
rappresentava l’ambito di ottava, di nona e talvolta di undicesima).
Strumenti

- Lira-cetra=>pèctis, magadis, fenix, samoyke, trìgono, clepsiambo, schindapso,


pandura (cordofoni)
> aulos a fiato, giunto in Grecia dal vicino Oriente, due tubi di taglio cilindrico di
lunghezza ineguale e separati tra loro, ciascun tubo era provvisto di un certo
numero di fori laterali e aveva l’imboccatura ad ancia semplice o doppia.
- Strumento collegato al culto di Dioniso.
Dottrina dell’Ethos

- ha le sue origini nella scuola di Pitagora => i fenomeni sonori esercitano


un’azione diretta sui moti dell’animo e agiscono sul carattere dell’uomo, a
ciascuna composizione musicale corrisponde uno speciale ethos capace di
suscitare un determinato sentimento mediante il suo carattere modale, ritmico
- scale, generi, ritmi e strumenti avevano il loro determinato ethos =>
Aspetti dell’ethos:
1. Diastaltico = incitante all’azione e all’eroismo (caratteristico della tragedia)
2. Esicastico = adatto a suscitare l’equilibrio armonioso delle facoltà dell’animo
(caratteristico della lirica corale)
3. Sistaltico = incitava l’individuo all’espressione soggettiva(caratteristico della
lirica amorosa, conviviale, funebre)
La tragedia

´ nata ad Atene in occasione delle grandi Dionisiache e legata al culto di Dioniso


- Inno in onore di Dioniso => ditirambo, corale in ritmo tro caico-giamb ico e intonato in modo frigio; il corifeo
impersonava il dio, e improvvisando sosteneva con il coro un agone.
- Ditira mbo ricev ette consacrazione ufficiale da Pisistrato nel 584 a.C => il rito si accentrò nel sacrificio del
capro (tràgos)ed i coreuti mascherati da satiri furono detti tragodoì e tragodìa l’intero canto.
- Trasformazione del ditirambo in tragedia non chiaro => problema delle origini della tragedia
- Secondo Aristotele: dopo il ditirambo, la tragedia ebbe connessione con dramma satiresco
⇒ Il ditira mbo e i dra mma satires co rappres entano i primi due s tadi dorici, peloponnesia ci d ella tragedia; il terzo
stadio è costituito dalla forma armoniosa e completa della tragedia
⇒ E. Romagnoli:
- inizio dello spetta colo entrava nell’orchestra una sfilata di coreuti, g uidati da un corifeo; ques ti intonavano un
canto nel quale informavano gli spettatori d ell’antefa tto del dra mma, compivano ufficio di prologo. Questo
canto di ingresso era chia ma to ‘parodos’, canto di entrata, ed era s critto in anap es ti (tempo d i marcia,
binario)
- Compiuta la sfila ta, i coreuti si collocavano intorno all’ara di Dioniso e intonavano una s erie di strofe
contenenti preghiere ed invocazioni ai Numi
- Termina ti i canti d el coro, entrava un attore (il protagonista o altri) che narrava qualche nuovo momento
dell’azione di cui il coro aveva esposto gli antefa tti; tale bra no era d etto episodio. Terminato l’ep isodio, il coro
rivolgeva altre preci ai Numi affinché assis tettero l’ero e ‘pericolante’. Ques te preghiere era no in forma
strofica e accompagnate da danze lente e caratterizzavano lo ‘stasimo’.
- Rientrava l’attore (sotto altre spoglie) e esponeva altri eventi. S eguivano altri episodi e altri s tasimi finché si
giungeva ad un episodio nel quale si narrava la fine, quasi sempre luttuosa, dell’ero e. Dopo questa
narrazione, in coro intonava il canto lugubre, detto ‘commos’= lamentazione.
- Un brevissimo brano accompagnava l’uscita del coro.
La tragedia

´ F. Nietzsche La nascita della tragedia dallo spirito della musica 1872:


- la tragedia deriva dall’estasi dionisiaca, è davvero creazione di Dioniso, il dio
che liberava gli uomini dalle preoccupazioni e dagli affanni, ma anche dai moniti
della ragione e li accendeva all’esaltazione e nell’entusiasmo orgiastico.
- contrasto tra apollineo e dionisiaco, tra arte figurativa (Apollo) e arte non
figurativa della musica (Dioniso), due istinti tanto diversi tra loro che vanno l’uno
accanto all’altro in aperta discordia, fino a quando compaiono accoppiati inun
opera che è tanto dionisiaca quanto apollinea = tragedia attica
´ Caratteri:
- tetralogia (tre tragedie e un dramma satiresco)
- parti corali sono le parti musicali più importanti, il nucleo della composizione
orchestica, ossia della strofe che era cantata e danzata
- funzione espressiva del ritmo
- l’azione si svolgeva nei monologhi e nei dialoghi degli episodi
- utilizzo dell’aulos e dei modi dorico, misolidio e ionico per lo iù in genere
diatonico
- eterofonia
La tragedia

Struttura

- Pàrodo = canto introduttivo del coro


- Stàsimo = parte danzata e cantata dal coro(12/15 coreuti con a capo un
corifeo)nell’orchestra (spazio antistante la scena)
forma codificata: due serie di versi lirici (strofe e antistrofe), ordinate
secondo la stessa successione di schemi metrici e cantate entrambe
su una medesima melodia; a conclusione di una serie di due o di tre
coppie strofiche, subentrava una serie finale, l’epodo, cantata su una
melodia autonoma.

- Prologo
- Episodi = recitati da uno, due, tre attori
- Esodo = in origine, canto di uscita del coro; poi ultimo degli episodi, in cui la
vicenda trovava la soluzione
=> Metro giambico, anapestico, trochei
La tragedia

´ Tragedia prima di Eschilo:


- primo agone tragico ebbe luogo nel 535/534 a.C. in occasione delle grandi
Dionisie/ Dionisiache (in onore di Dionisio Eleutero, il cui culto fu introd otto ad
Atene in occasione della sua statua da Eleutere in Beozia)
- il vincitore di questa prima gara fu Tespi, a cui si ascrive l’invenzione del primo
attore;
- testimonianze indirette in Aristotele: la forma primitiva della tragedia non fu altro
che un inno cantato agli dei durante l’entrata del coro, e in seguito Tespi inventò il
prologo e la rhésis (ovvero la parte dialogata);
- la parte corale della tragedia primitiva doveva essere sviluppata ma priva
delle monodie sceniche;
- Predecessori di Eschilo: Cherilo, Pratina e Frinico (a cui si deve l’introduzione
dell’elemento femminile sulla scena e nel coro e l’introduzione del dramma
storico; inventore di belle melodie secondo la testimonianza di Aristofane)
La tragedia

´ Eschilo (Eleusi 525-Gela 456)


- la tradizione gli attribuisce 90 tragedie, di cui 7 pervenute fino a noi
- testimonianza di Aristofane nelle Rane (contrasto tra Eschilo ed Euripide)
- ripetizione cellule melodico-ritmi che (carattere religioso) = caratteristica di alcuni
passi eschilei
- melodia semplice, utilizzo della forma del nomos
- due maniere di condurre il dramma; la seconda caratterizza la trilogia Orestea
(Agamennone, Coefore, Eumenidi)
´ Sofocle (497-406):
- aumento dei coreuti da 12 a 15
- aggiunta del terzo attore
- composizione di drammi indipendenti, liberi dal legame della trilogia
- diminuisce l’importanza delle parti corali
- aumentano i cori episodici e i dialoghi
- le parti cantate non si svolgono soltanto nei momenti in cui l’azione tro va un
momento di sospensione ma intervengono durante lo sviluppo del dramma per
evidenziare i contrasti delle emozioni
La tragedia

´ Euripide (484-406)
- maggiore rappresentante della tragedia nuova
- non adopera schemi costanti
- utilizzo di armonie cromatiche ed enarmoniche
- maggior importanza alle parti lirico-musicali affidate ai personaggi sulla scena
=> l’interesse mu sicale è raccolto nell’espressione individuale e soggettiva dei
singoli personaggi scenici
- elemento femminile costante
- sostituzione dei cori con i canti degli attori: monodie, duetti, terzetti
- individuazione di tre maniere nella tragedia euripidea