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Kant

Metterà in ordine i dati provenienti dal mondo esterno, mediare tra queste due posizioni
razionalismo-empirismo

21/4/2021

1724-1804 => Età ILLUMINISMO

Ha scritto il saggio “cos’è l’illuminismo”, uscire da uno stato di sudditanza, invitava a fare uso
autonomo della ragione, prendere coscienza delle proprie facoltà in modo autonomo

Pilastro loso a

La loso a si pone questo problema critico e cambia prospettiva

Critica = spiegare, analisi, conoscere

Già Locke e Hume si sono posti il problema critico, per vedere quello che noi possiamo
conoscere, analisi delle nostre capacità conoscitive, i nostri strumenti

Locke “Saggio sull’intelletto umano” Hume “Saggio sulla natura umana”

Vedere cosa l’intelletto umano può conoscere con le sue possibilità

Vedere le nostre possibilità e i nostri limiti, n dove posso arrivare

Filoso a kantiana del criticismo, strumento che usa Kant = la ragione

Come se proponesse un’autoanalisi, la ragione si rivolge verso sé stessa per andare a vedere
come può conoscere, no a dove può arrivare

L’uomo con la sua ragione va vedere quelle che sono le sue possibilità di conoscere

Il criticismo si pone a metà tra le correnti viste in precedenza

Empirismo -> una conoscenza soggettiva, nel senso di individuale

Razionalismo -> non aumenta il mio sapere

Ci può essere un tipo di conoscenza che aumenta il mio sapere e può valere per tutti
quanti?
La conoscenza innata vale per tutti perché si basa sulla ragione, sono idee innate, proprie innate a
tutti gli uomini, si basano su un metodo matematico

Per l’empirista invece la mente è una tabula rasa

Kant vuole conoscere le cose derivate dall’esperienza, ma perché queste cose possano essere
conosciute davvero la mente dovrà avere già delle forme di base

La mente non ha delle idee innate (perché il contenuto della conoscenza deve venire da fuori) ma
comunque a nché la conoscenza sia universale deve esserci qualcosa di uguale per tutti che non
siano le idee innate ma qualcosa che dà ordine

Scoprirà che la mente mette in ordine, abbiamo qualcosa dentro -> delle forme pure a priori
(che proprio non dipendono dall’esperienza)

I poteri della ragione sono limitati

Con le nostre facoltà abbiamo costruito delle conoscenze vere

Scienze vere -> matematica e sica newtoniana

Pag 522 = auto esame della ragione, autoanalisi -> erigere un tribunale che garantisca la ragione
nelle sue pretese legittime

Vedere se la mente umana può conoscere indipendentemente dall’esperienza

Analisi della ragione per vedere se la nostra ragione ha dentro qualcosa che non dipende
dall’esperienza

Per vedere se la nostra ragione ha dentro la sua mente (ragione intesa come facoltà), l’esperienza
deve entrare in qualcosa che è a priori, uguale per tutti, FORME (non sono i contenuti)

I contenuti arrivano da fuori, dal mondo esterno e verranno poi messi in ordine da queste forme
che sono uguali per tutti

Va a vedere la nostra struttura mentale, dirà che la mente ha una struttura

Vedere quello che la nostra mente ha a priori

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Critica della ragion pura = analisi della ragione umana pura, a priori, vedere se ha delle strutture,
qualcosa a priori, uguale per tutti che userà per conoscere (tratterà capacità gnoseologiche,
conoscitive)

Valore cosmopolitico della loso a, la loso a kantiana riguarda il nostro essere uomini, la nostra
capacità di critica e di conoscere, di essere cittadini =>opera “Per la pace perpetua” = ci vorrebbe
una federazione di stati, organismi per le relazioni diplomatiche

Critica della ragion pratica => i principi che guidano il nostro comportamento, etica (pratico in
senso greco, Aristotele) “tu devi” per il principio stesso, non per un tornaconto -> comportarsi
bene perché il bene ci rende più felici, perché è un principio universale “fare in modo che il tuo
comportamento possa valere come etica per tutti”-> etica formale e deontologica

Critica del giudizio

Giudizio= l’arte, l'estetica, perché siamo tutti d’accordo che un’opera è bella?

Gli scritti di Kant sono divisi in due grandi gruppi: Scritti pre-critici e periodo critico (dal 1770)

1781 = Critica alla ragion pura

Formazione scienti ca, ha studiato Hume (lo ha svegliato dal sonno dogmatico) e Rousseau

Opere pre critiche da ricordare: “I sogni di un visionario” 1766

Opera importante perché comincia la critica alla vecchia meta sica che si presupponeva di
conoscere con i nostri strumenti tutto,

si chiede di cosa si occupa la meta sica => non si può conoscere, il problema della possibilità
nasce da se la meta sica è possibile, Kant ha confutato l’argomento ontologico, si pone la
domanda sulle nostre possibilità di conoscere, posso conoscere gli oggetti della meta sica, viene
detto il ruolo della meta sica, è una nuova scienza, quella dei limiti della ragione umana

La meta sica come conoscenza ultima del noumeno e delle cose in sé non è possibile

Meta sica = scienza che dice quello che posso o non posso conoscere

La dissertazione (1770)

Si è accesa una grande luce nella sua mente, che poi lo porterà alla “Rivoluzione Copernicana”

Distingue due tipi di conoscenza in quest’opera:

• Conoscenza sensibile => deriva dal mondo esterno, passiva, corrisponde alla “recettività del
soggetto”, soggetto universale= intelletto in generale, il soggetto è passivo riceve le a ezioni/
cose esteriori arrivano così come appaiono (al soggetto)= fenomeno, vuol dire apparire (la cosa
in sé stessa invece è il noumeno) conoscenza sensibile e fenomenica

• Conoscenza intellettuale => crede ancora che l’intelletto possa conoscere le cose in sé
stesse: noumeni, il bene, la giustizia, ci sia ancora la possibilità per la mente di conoscere i
fondamenti, la meta sica, nel ’81 questa concezione cambia

Novità della Dissertatio= ogni aspetto che deriva dal mondo esterno: sono intuizioni immediate
ma che calano/ arrivano in forme a priori già presenti nella nostra mente => forme pure e a priori
dello spazio tempo

Dal mondo esterno arrivano delle impressioni immediate (arrivano passivamente), accolte in uno
spazio e in un tempo, sono forme, strutture a priori, forma della sensibilità

Spazio e tempo non sono fuori di noi, non sono proprietà delle cose fuori di me -> sono dentro di
noi, dentro il soggetto, dentro la mente umana, condizioni, strutture, forme della sensibilità le
cose fuori di me si devono adeguare al mio modo di conoscere, posso conoscere solo
quello che si adegua alle mie possibilità, non sono io che mi adeguo al mondo esterno

Opere da sapere:

- 1781 prima edizione della critica della ragion pura

- 1788 critica della ragion pratica

- 1790 critica del giudizio

- 1784 saggio sull’Illuminismo

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- 1787 seconda edizione della critica della ragion pura

- 1793 la religione nei limiti della semplice ragione (censura Federico II perché porta avanti una
teoria deistica)

- 1795 per la pace perpetua

Cit. sulla tomba:

“il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”

Il cielo stellato= conoscenza fuori di me, la teoria della conoscenza

La legge morale = non può che essere dentro all’uomo

22/4/2021

Questi dati che conosciamo in modo sensibile sono inseriti in forme pure a priori, anche la
conoscenza sensibile può conoscere

Nel 70 pensava ancora che la mente potesse capire i concetti della meta sica, la mente non è
una tabula rasa

Critica ragion pura:

- Dottrina trascendentale degli elementi -> va a vedere se ci sono delle forme pure a priori per
le nostre facoltà conoscitive, ci devono essere perché sono universali e necessarie

• Estetica = sensibilità = è una facoltà, mi fa recepire i dati che ricevo dal mondo esterno
L’uomo ha tre facoltà: sensibilità (attraverso cui arrivano i dati dal mondo esterno), l’intelletto (ha
la funzione di mettere in ordine quei dati sotto forma di concetti) e la ragione

• Logica trascendentale:

- Analitica = analizza le forme pure a priori dell’intelletto

- Dialettica = analizza le idee -> le idee della ragione non possono essere conosciute,
conoscenza illusoria, la meta sica non può essere una scienza perché cade in contraddizione

Kant vuole smontare il meccanismo della conoscenza, cercando di darci una proposta che sia a
mezza via

“i sogni di un visionario” -> la meta sica

Sensibilità= ha a che fare con il mondo esterno, ho un’intuizione immediata, empirica, dal mondo
esterno, verranno accolte nelle forme pure o intuizioni pure, intuizione = diretta

A livello più alto non abbiamo intuizioni ma concetti o categorie che sono mediati, mettere
assieme i dati arrivati tramite la sensibilità, trovare tutti gli elementi comuni, mettere assieme i dati
particolari, messi in ordine nei concetti puri o categorie

Intuizioni= sensibilità

Concetti = intelletto

Idee= ragione

Trascendentale = chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupi non tanto di oggetti
quanto del nostro modo di conoscere gli oggetti e questo modo deve essere possibile a priori

Modo in cui il soggetto conosce, deve essere a priori, per essere universale, se no restiamo nello
scetticismo

Modo in cui possiamo conoscere, che deve essere a priori, altrimenti cadiamo nell’empirismo

Un programma indipendente dall’esperienza e comune per tutti

Pag 533 schema

Problema vecchio, antico => quello della meta sica

A quei tempi i loso razionalisti ritenevano la loso a una scienza, con un oggetto e un metodo
ben preciso, la meta sica che si studiava continuava a cadere in contraddizioni

Meta sica => su cosa si fonda la realtà, cosa sono io =>

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Meta sica generale -> si occupa delle domande generali sulla vita dell’uomo, di cui non possiamo
fare a meno

Meta sica speciale => teologia, psicologia, cosmologia = dio, anima, mondo, si chiede se
possiamo conoscere queste cose

Della meta sica generale non possiamo fare a meno ma, possono essere delle scienze? indaga
degli oggetti che vanno al di là dei fenomeni, la meta sica naviga in illusioni, sogni

È un bisogno innato quello della meta sica

KANT DÀ UNA NUOVA DEFINIZIONE DI METAFISICA -> la scienza del limite, la loso a critica,
n dove possiamo arrivare. Fin dove possiamo giungere

La sua ri essione parte da una ri essione sulla meta sica, ma sarà utile per la nostra vita pratica/
etica -> ma non conoscitiva, se cerchiamo di conoscere naufraghiamo nella confusione

Domande nella critica alla ragion pura:

- Come è possibile la matematica pura? Come = su cosa si fondano, su cosa si basano, su


quali giudizi

- Come è possibile la sica pura?


- Se è possibile la meta sica come scienza? No

- Se è possibile la meta sica come disposizione naturale? Si, porci domande sul senso della
nostra vita, servirà soprattutto per la nostra vita morale

Si chiede su cosa si fonda una scienza, perché che ci siano è già dato

Kant ci dirà che meta sica speciale = illusoria

Fino a pag 535 sul libro

Pag 534-535

Chiedersi su quale tipo di conoscenza, giudizio si basano le scienze?

Empirismo = giudizi sintetici a posteriori, giudizi particolari, che cambiano -> non sono
universali e necessari

Razionalismo= giudizi analitici a priori, giudizi che si basano sul principio logico di identità e non
contraddizioni -> tautologico

La conoscenza di una scienza deve avere qualche cosa che è a priori (universale e necessaria)
ma allo stesso tempo che mette insieme i dati dell’esperienza => giudizi sintetici a priori
Su cosa si fondano? Come sono possibili?
Pag 539

26/4/2021

Il soggetto è la nostra mente, l’intelletto, quello che io ho come strumenti di cui posso essere
certo per conoscermi interiormente

L’oggetto invece è fuori di me, attraverso i sensi collego questi due mondi, fuori di me io vengo a
contatto

Io posso conoscere solo quello che colpisce le mie percezioni, solo i dati come appaiono ad un
soggetto che percepisce

Fuori di me ho soltanto quello che mi arriva con i sensi, poi la mia mente mette insieme questi
elementi comuni, vedo cose che hanno le stesse caratteristiche

Chi costruisce, mettendo insieme tutti i dati comuni fenomenici

Il bene, la giustizia in sé per sé non esistono fuori di me, però esistono degli esempi

C’è qualcosa che ci fa lavorare in modo uguale

Nella realtà non esiste l’universale, è l’uomo che lo crea con il suo processo conoscitivo
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Abbiamo nella mente cose a priori che ci permettono di uni care la molteplicità dei dati
Il concetto universale deriva dalle cose come appaiono

L’intuizione arriva sotto forma di “intuizione pura” immediata, attraverso la sensibilità gli oggetti mi
vengono dati

Ma la sensibilità ha delle forme comuni a tutti gli uomini, non è una tabula rasa

Poi dobbiamo lavorare su quei dati per avere una facoltà certa, l’intelletto opera uni cando i dati
che sono arrivato dalla sensibilità

Concetti puri e concetti empirici

(puri non dipendono dall’esperienza)

Par 6,7 la teoria dei giudizi

28/4/2021

Il problema che sta a rontando Kant fondamentalmente è ->

Su cosa si fondano? Come sono possibili? I giudizi sintetici a priori

Matematica = giudizio/conoscenza sintetica a priori

Nel 7+5 il predicato 12 non è compreso, per arrivare a quel risultato devo fare una prova empirica
-> prendere 5 sassolini

Questi giudizi si fondano su intuizioni empiriche quando vado a prendere 5+7 sassolini, ma anche
intuizioni pure come la successione nel tempo -> intuizioni pure = spazio e tempo

Queste conoscenze sono presenti nella nostra realtà, la sua domanda = perché sono considerate
conoscenze sintetiche a priori? Su cosa si fondano

Che la mate e la sica ci siano è un fatto, il losofo epistemologo si chiede cosa c’è alla loro base

C’è qualche cosa che deve essere formato a priori

Il losofo si chiede cosa è lo spazio? cosa è il tempo?

La gnoseologia kantiana = criticismo, che supera razionalismo ed empirismo

-> il problema è sempre quello: soggetto, oggetto fuori di me, come faccio a collegarli?

Come faccio a conoscere ciò che non mi appartiene?


Prima: o è innato o non posso conoscere nulla in modo certo

La meta sica è il punto di partenza

Il soggetto, ma non inteso in senso cartesiano, sarà il fondamento, diverso dal io innato
cartesiano o dal fascio di percezioni che sosteneva Hume

=> dottrina trascendentale degli elementi della conoscenza

Estetica= scienza dell’aspetto sensibile della conoscenza


Va a studiare come questa conoscenza sensibile

Logica = studia le altre due facoltà: l’intelletto e la ragione

Dialettica = le idee

Estetica -> intuizioni

Analitica -> concetti

Dialettica -> idee

Critica della ragion pura= Analisi della nostra facoltà di conoscere per vedere se in essa
sono presenti qualcosa che è puro, cioè che non dipende dall’esperienza
Va a vedere se le nostre 3 facoltà: sensibilità, intelletto, ragione -> presentano delle forme pure a
priori che non dipendono dall’esperienza, quindi sono universali e che quindi mi danno una
conoscenza certa

Per Cartesio la ragione era sia forma che contenuto, perché conoscenze innate

PRIMO GRADO DELLA CONOSCENZA


Ci dice che noi abbiamo diversi gradi di conoscenza

Estetica = dal greco aestesis = scienza dell’aspetto sensibile della conoscenza

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Estetica trascendentale = vado a studiare il modo di conoscere di questa facoltà e vado a vedere
se ha delle forme a priori

Logica trascendentale = vedere gli elementi a priori dell’intelletto

L’estetica va a studiare il nostro contatto con il mondo esterno, con i dati della sensibilità

Sensibilità = facoltà con cui noi ci mettiamo a contatto con la materia, fuori di noi

Dopodiché non abbiamo più a che fare con i dati esterni se non per metterli in ordine e costruire
una conoscenza

Dati fenomenici, come appaiono (non come sono in sé) come appaiono ai sensi, sensi = cose
come appaiono

Esistono delle intuizioni pure per la sensibilità? Hume diceva che anche il principio di causa
non è una conoscenza vera ma frutto dell’abitudine

Conoscenza sensibile = accogliere i dati dal mondo esterno

Scoperta del ’70 =< anche questa conoscenza che è di un grado più basso, ricade in delle
intuizioni pure e non in una mente vuota

- ci sono delle intuizioni sensibili? SÍ e sono quelle con cui entro in contatto
(intuizione=immediata, no ragionamento) conoscenza che deriva dai sensi arriva a noi
attraverso delle intuizioni sensibili immediate

- esistono anche delle intuizioni pure? SÍ = spazio e tempo, non dipendono dall’oggetto o dal
mondo fuori di me

Pag 540 -> spiega che noi percepiamo le cose fuori di noi che sono le cose come appaiono,
ovvero gli oggetti fenomenici di cui abbiamo intuizione empirica, immediata

Questi dati arrivano in un qualcosa che è già presente nella mente di tutti, la nostra mente ha
qualche cosa che dà forma al contenuto

La conoscenza è sempre data da una forma e un contenuto (anche Aristotele, materia e


forma, sinolo)

La forma = astratta, non dipende dall’esperienza

Togliere ad un concetto fornitomi dall’esperienza tutto ciò che è empirico -> togliendo tutti i dati
della sensibilità rimane il contenitore, lo spazio che occupava

Lo spazio non può essere soppresso, è un contenitore -> questo contenitore è nella nostra mente,
non nelle cose, delle cose ho solo aspetti fenomenici esteriori

Lo spazio e il tempo precedono quell’oggetto => ogni cosa fenomenica che noi percepiamo è
sempre in relazione a un luogo e un momento che li accoglie, li ordina, ordina quello che mi arriva

Spazio e tempo sono forme che non dipendono dai dati esterni, sono propri della mente umana,
permettono di mettere ordine, è la nostra mente che mette ordine

Già nella Dissertazione aveva detto che la conoscenza sensibile, seppur di grado inferiore è
sempre una conoscenza

Senza un tempo e senza un luogo non percepisco le cose

Spazio e tempo non sono proprietà degli oggetti ma sono forme delle nostre rappresentazioni
sensibili

Posso anche pensare a cose fuori dallo spazio e dal tempo PERÒ questo non signi ca conoscere

Conoscere signi ca conoscere ciò che è recepito/accolto dalle mie forme pure a priori

Nessuno vieta di conoscere, basta che io non abbia l pretesa di conoscere

Spazio e tempo -> condizioni newtoniane

Per avere una conoscenza certa serve qualche cosa che metta in ordine, la natura si adegua alle
mie leggi

=> rivoluzione copernicana

Tempo è alla base della teoria dell’aritmetica, sintetizza i dati dell’esperienza, li sintetizza e li mette
assieme nel tempo, uno dopo l’altro

Lo spazio e il tempo che caratteri hanno dal punto di vista conoscitivo e gnoseologico? Sono
delle intuizioni, sono immediate (ma non sono concetti perché essi implicano un ragionamento)

Precedono i dati, sono a priori

Tutte le cose che potrò conoscere devono ricadere questo

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Carro alato = idea astratta = non fa riferimento a dati dell’esperienza

Caratteri conoscitivi, gnoseologici = intuizioni, rappresentazioni a priori

Dal punto di vista trascendentale, caratteri trascendentali = rappresentazioni reali, hanno una
realtà empirica perché valgono per i fenomeni reali dell’esperienza, rappresentazioni che valgono
per la realtà che ci si presenta, nell’ambito dei fenomeni sono reali, valgono per tutti i fenomeni
possibili, hanno anche una realtà ideale, nostro modo del soggetto

Idealità trascendentale (valgono per tutti i soggetti) e realtà empirica (valgono per tutte le
esperienze possibili)

Concetto => discorsivo, è un ragionamento, il concetto è un mettere insieme = cum catere,


uni care, dall’esperienza mi arrivano dei dati nello spazio e nel tempo

-> poi la mia mente metterà insieme secondo categorie, in un concetto comune

Alla ne dell’Estetica trascendentale Kant esplicita la di erenza tra fenomeno e noumeno

Brano che fa riferimento alla rivoluzione copernicana

3/5/2021

- Critica o criticismo

Tribunale della ragione

- Critica della ragion pura

- Trascendentale

- Intuizione

- Concetto

- Idee

- fenomeno e noumeno

- Giudizi o conoscenze

5/5/2021

Facoltà successiva -> l’intelletto

Grazie alla sensibilità gli oggetti ci sono dati, intuiti

Ma non ancora pensati, cioè conosciuti

Vengono dati nel suo molteplice disordine, una serie di intuizioni

“i pensieri senza il contenuto sono vuoti, le intuizioni senza il concetto sono cieche”

La conoscenza deve avere un contenuto, che arriva dall’esperienza, contenuto disordinato,


molteplice, empirico

Le intuizioni senza concetto (una conoscenza che li mette assieme) non arrivano d nessuna parte,
restano un molteplice caotico, non una nuova conoscenza

Con la sensibilità abbiamo una varietà di dati, collocati nello spazio e nel tempo ma che ancora
non hanno una connessione, un concetto -> mette assieme

Ci sono i dati empirici ma ci vuole qualcosa che li mette assieme in conoscenze vere e proprie

Qualcosa di attivo, degli atti che mettono assieme

Proprio perché conoscere signi ca giudicare, mettere assieme-> in che modo noi uni chiamo,
conosciamo, giudichiamo? Quali sono le forme di conoscenze o di giudizi

Se e perché questi modi sono validi per tutti gli oggetti, oggettivamente, cioè rendono possibile la
conoscenza dell’esperienza ?

Queste funzioni uni cano i dati dell’esperienza

Coem fanno a collegarsi e uni care i dati?

Deduzione trascendentale delle categorie

Leggere par 9-10

Problema della analitica dei concetti

Bisogna capire come questi concetti si possano collegare, come possono dare unità al molteplice

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