Sei sulla pagina 1di 115

BATTERIOLOGIA

GENERALE
BATTERI o PROCARIOTI
• Organismi unicellulari, molto piccoli, dotati di
completa autonomia vitale e replicativa.
• Visibili al microscopio ottico (ordine di grandezza:
micron o micrometri . 1m = 10-3 m).
Principali caratteri delle cellule procariotiche
ed eucariotiche
La PARETE CELLULARE o cell wall
racchiude in un contenitore rigido la cellula
batterica e la protegge dalla lisi osmotica
PEPTIDOGLICANO
• Essenziale per la struttura, la forma, la
replicazione e la sopravvivenza del batterio.
• Nell’infezione interferisce con la fagocitosi, si
comporta da mitogeno per i linfociti ed ha attività
pirogena.
• E’ degradato dal lisozima presente nelle lacrime e
muco.
• Un batterio con parziale rimozione della parete, va
incontro a lisi osmotica ed è chiamato
PROTOPLASTO.
Il peptidoglicano è composto da unità alternate e ripetute di
N-acetilglucosamina e ac. N-acetilmuramico,
collegate tra loro da catene laterali tetrapeptidiche.

Il legame tra queste due componenti è sensibile al taglio


da parte dell’enzima lisozima, comunemente presente
nella saliva, nelle lacrime e nelle secrezioni mucose
(vedi difese aspecifiche dell’ospite)

La parete cellulare dei GRAM POSITIVI contiene inoltre


ac. teicoici e teicuronici (polimeri idrosolubili) legati
chimicamente al peptidoglicano.

I GRAM NEGATIVI invece presentano uno spazio


periplasmico tra la parete cellulare e la membrana
esterna dove si trova il lipopolisaccaride (LPS).
Legame Beta (1-4) scisso dal lisozima prodotto dai
granulociti, macrofagi e linfociti polimorfonucleati (PMN)
PEPTIDOGLICANO
• Nel peptidoglicano, la reazione di formazione di
legami crociati è una transpeptidizazzione
catalizzata da:
- transpeptidasi (legate alla memb. cellulare)
- carbossipeptidasi
• Tali enzimi sono detti proteine leganti la penicillina
(PBP, penicillin-binding protein).
• Le PBP sono bersagli per la penicillina e altri
antiobitici beta-lattamici.
• I batteri penicillino-resistenti riescono a
modificare la struttura delle PBP.
LIPOPOLISACCARIDE (LPS)

• E’ composto da una catena laterale (O) e da core


polisaccaridici, legati al lipide A (endotossina).
• Il lipide A contiene acidi grassi che si inseriscono
nella membrana batterica, mentre la porzione
extracellulare rimanente interagisce con le cellule
del sistema immunitario dell’ospite, lega il recettore
CD14 presente su macrofagi e cellule endoteliali e
stimola la secrezione di interleuchine,
chemochine e citochine infiammatorie.
CAPSULA O GLICOCALICE

• Alcuni batteri possono presentare un ulteriore


involucro, esterno alla parete cellulare e contenente
proteine antigeniche
• La capsula
– protegge il batterio dalla fagocitosi operata dai monociti
– ha un ruolo nell’adesione batterica ai tessuti dell’ospite
• Glicocalice: si tratta di una rete lassa di fibre
polisaccaridiche, dotate di proprietà adesive, in cui
sono inserite molecole proteiche con caratteristiche
antigeniche importanti
Bacterial capsules visualized by various techniques.
Left. Streptococcus pneumoniae -India ink capsule outline (K.Todar);
Middle. Bacillus anthracis -fluorescent-tagged antibody (CDC);
Right. Streptococcus pyogenes -transmission electron micrograph by Maria
Fazio and Vincent A. Fischetti, Ph.D. with permission.
The Laboratory of Bacterial Pathogenesis and Immunology , Rockefeller
University.
Appendici batteriche che hanno
un ruolo nella patogenesi:

- FLAGELLI che ne permettono il movimento


- PILI che ne consentono l’adesione
- PILI SESSUALI mettono in contatto una
cellula batterica donatrice ed una cellula
ricevente durante il processo chiamato di
coniugazione batterica (trasferimento di
porzioni del genoma, etc.)
Meccanismo di trasferimento di
DNA mediante coniugazione
BIOFILM

- Una parte consistente delle patologie umane


di natura infettiva inizia con la formazione
del cosiddetto biofilm batterico
- L’ADESIVITA’ è uno dei maggiori fattori
di patogenicità dei batteri
REQUISITI PER LO SVILUPPO DI UN
BIOFILM

• Presenza di interfaccia tra fasi fisiche differenti


(solido-liquido, solido-gas, liquido-gas, liquido-
liquido tra sostanze non miscibili)
• Quantità sufficiente di sostanze nutrienti
• Quantità sufficiente di acqua
OSSERVAZIONE MICROSCOPICA DEL BIOFILM

•Microscopia ottica
•Microscopia elettronica
•Microscopia confocale a
scansione laser (rappresentazione
tridimensionale del biofilm)
COMPOSIZIONE DEL BIOFILM

MICROCOLONIE (aggregati di cellule batteriche


che rappresentano meno di 1/3 del materiale
costituente il biofilm)

MATRICE DI POLISACCARIDI EXTRA-


CELLULARI (EPS) attraversata da piccoli canali
che permettono il passaggio dell’acqua in cui i
batteri sono immersi
Costituenti della MATRICE POLISACCARIDICA
EXTRACELLULARE (EPS)

• Glucosio
• Fucosio
• Mannosio
• Galattosio
• Fruttosio
• Piruvato
• Acido mannuronico
• Complessi acido-base dell’acido
glucuronico
Caratteristiche della
MATRICE EXTRACELLULARE

• Contiene dei canali che permettono l’apporto di


acqua e di sostanze nutritive disciolte e la
rimozione di sostanze di rifiuto

• Solo le cellule situate all’esterno di una


microcolonia sono adeguatamente servite da
questo sistema idraulico

• Le cellule della parte centrale della microcolonia


possono invece utilizzare solo le sostanze che
diffondono con l’acqua
I BATTERI NEL BIOFILM
sono resistenti

• alle difese naturali dell’ospite:


fagocitosi, Ig, complemento ecc.
• alle sostanze antibatteriche naturali:
lattoferrina e peptidi ricchi in istidina
• agli antibiotici (500x rispetto alla
forma libera dello stesso batterio)
MECCANISMI DI RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI

• La matrice polisaccaridica svolge azione di


barriera alla penetrazione del farmaco

• Le cellule metabolicamente non-attive delle


microcolonie sono scarsamente sensibili

• Eterogeneità del biofilm: include cellule


batteriche in differenti fasi replicative con
conseguente diversa sensibilità ai farmaci
PATOLOGE DA BIOFILM

•Evoluzione della placca dentaria in parodontite


•Polmonite da Pseudomonas in pazienti FC
•Colonizzazione di endoprotesi artificiali
• ‘’ di cateteri temporanei
• ‘’ di impianti endossei
•Contaminazione di endoscopi, di lenti a
contatto
•Contaminazione di condizionatori d’aria,
desalinizzatori marini ecc.
La formazione di un biofilm è un processo
geneticamente controllato

• Le cellule del biofilm attivano geni che non risultano


espressi in cellule libere

• Il “segnale” viene dato da molecole di lattoni acilati


dell’omoserina, che ciascuna cellula produce a basso
livello e che molte cellule producono in quantità elevata

• Questo meccanismo di aumentata concentrazione di fattori


che inducono cambiamenti nell’attività di decine di geni
viene definito “individuazione del quorum”
POSSIBILI APPROCCI TERAPEUTICI
(BIOFILM SU PROTESI)

• Ricoprire la protesi con sostanze capaci di neutralizzare


l’adesione delle cellule al substrato
• Rivestire la protesi con sostanze chimiche capaci di
inattivare i geni che regolano la sintesi della matrice
polisaccaridica extracellulare del biofilm
• Inibire la sintesi di molecole che servono da “segnale”
per la comunicazione intercellulare
• Inibire la produzione di tossine
BIOFILM
BIOFILM
SVILUPPO DI UN BIOFILM SU UN SUPPORTO ARTIFICIALE 1

Film

Film
BIOFILM
BIOFILM SU SUPPORTO ARTIFICIALE 2

Colonizzatori
tardivi
Colonizzatori
precoci
BIOFILM

BIOFILM MATURO POLIMICROBICO


BIOFILM

Film

NELLE FASI PRECOCI IL BIOFILM PUO’ESSERE AGGREDITO


BIOFILM
BIOFILM
BIOFILM

E’ una modalità di crescita batterica


caratterizzata dalla presenza di microcolonie
batteriche immerse in un’abbondante matrice
polisaccaridica extracellulare, che protegge i
batteri dalla fagocitosi e dall’azione dei farmaci
antibatterici.
St. mutans aderisce
alla superficie dello
smalto e inizia il
processo cariogeno

La capsula batterica
media un tipo di adesione
non specifica
Colonie di Staphylococcus epidermidis sulla
superficie di un catetere vascolare

WEB PAGE FOR DR. KAISER'S MICROBIOLOGY COURSE (BIO L 230) THE COMMUNITY COLLEGE OF BALTIMORE COUNTY,
CATONSVI LLE CAMPUS.
Copyrigh t ゥ1995-2005 Gary E. Kaiser All Righ ts Reserved Updated: Feb. 27, 2006
CLASSIFICAZIONE
DEI BATTERI
I batteri possono essere classificati

in base al loro aspetto morfologico


Cocchi, con forma sferica
Bacilli, con forma cilindrica
Vibrioni: con forma ricurva
Spirilli: con forma a spirale

in base al modo in cui si aggregano fra di loro


Diplococchi, disposti a due a due;
Streptococchi, disposti in catenelle;
Stafilococchi, disposti a grappolo.

in base alla colorazione


Gram positivi o Gram negativi

in base al loro tipo di respirazione


Aerobi facoltativi o obbligati
Anaerobi facoltativi o obbligati
Classificazione batterica

Classificazione attuale in base a:


- caratteristiche morfologiche
- caratteristiche di colorazione
- proprietà metaboliche
- analisi genetica
Caratteristiche morfologiche
o anatomiche

Bacteria 38
Caratteristiche morfologiche
o anatomiche
Forme particolari di batteri

Spirochete

Batteri privi di parete cellulare

Forme filamentose

Streptomyces Myxobacteria fruiting bodies


Bacteria 39
La colorazione di Gram
Classificazione basata
sul metabolismo
Eterotrofi

Autotrofi
Photosynthetic bacteria
-- cyanobacteria Rocky Mountain Rocky Mountain Spotted fever
-- purple sulfur bacteria wood tick R. rickettsii
Chemoautotrophic

‘Metabolicamente defettivi’

Rickettsia

Chlamydia

Image from (and good source for more about Chlamydia)


http://www.chlamydiae.com/docs/biology/biol_devcycle.asp

Bacteria 41
Batteri di forma sferica
Esempi di cocchi gram positivi e
gram negativi

Streptococcus pyogenes Neisserie


(N. gonorrhoeae, N. meningitidis)
Batteri di forma bastoncellare
Esempi: Enterobacteriacee (Escherichia coli, Salmonella, Shigella, Yersinia pestis)
Legionella pneumophila e Haemophilus influenzae
Clostridi: Cl. tetani, Cl. botulinum , Cl. perfrigens
Bacilli: Bacillus anthracis
Batteri spiraliformi
Vibrio cholerae
Leptospira
Causa un’infezione trasmessa mediante urine e sangue di roditori
infetti. Il batterio usualmente entra attraverso cute e mucose, quindi
raggiunge i vasi linfatici e attraverso il circolo sanguigno viene
trasportato al fegato.
Spirochete
Treponema pallidum, l’agente etiologico della sifilide
(A) Metodo della strisciata su piastra: schema e (B) risultato ottenuto.
(C) Coltura con aree di accrescimento di colonie isolate. Le linee di accrescimento rispecchiano il modo in cui lè
stato fatto l’inoculo sulla piastra. (D) Colonie di due differenti specie batteriche sulla stessa piastra: le grandi
colonie scure sono di Serratia marcescens, le colonie chiare più piccole sono di Sarcina lutea.
Fisiologia batterica

• I microrganismi di interesse medico ricavano


energia mediante reazioni esotermiche
(chemiosintetiche) e necessitano di una fonte di
carbonio.
• I microrganismi capaci di usare direttamente la
CO2 sono detti AUTOTROFI
• Gli ETEROTROFI sopravvivono anche in
presenza di molecole semplici, ad es. il
glucosio, usando la glicolisi o via di Embden-
Meyerhof per la produzione di energia
Gli AUTOTROFI sintetizzano molecole organiche a
partire da molecole inorganiche (es. CO2).
L’energia necessaria per alimentare queste sintesi
può essere fornita dalla luce o da altri composti
chimici.
- I fotoautotrofi = come le piante, utilizzano
l’energia solare
- I chemoautotrofi = ricavano l’energia dalle
reazioni chimiche
Gli ETEROTROFI (come gli animali) hanno bisogno
di molecole organiche già sintetizzate. Essi sono
capaci di nutrirsi praticamente di tutto.
BATTERI DECOMPOSITORI

* I batteri degradano le sostanze organiche fino a


liberare nell’ambiente molecole semplici utilizzabili
dagli altri esseri viventi.
* Il loro ruolo è fondamentale: senza i batteri
decompositori , le sostanze che permettono la
vita non sarebbero più reperibili nell’ambiente.
* Alcuni batteri, i nitrificanti, demoliscono le proteine
liberando composti ricchi di azoto, altri liberano
fosforo, zolfo e altre utili sostanze.
Fisiologia batterica
Le 3 vie principali per la produzione di energia nei
batteri sono:
• la glicolisi
• il ciclo degli acidi tricarbossilici
• la fosforilazione ossidativa

Gli AEROBI OBBLIGATI, utilizzano solo l’ossigeno


come accettore finale di elettroni.
Gli ANAEROBI, che crescono in assenza di O2,
sfruttano invece un processo fermentativo per la
produzione di energia, e producono acidi e gas.
Cosa è la fermentazione?

• E’ una reazione metabolica che, attraverso


la demolizione di una molecola nutritiva
come il glucosio, produce energia anche in
assenza di una netta ossidazione.

• Essa può portare alla produzione di acido


lattico, acido acetico, etanolo o altri prodotti
semplici (es. acido formico)
Genetica batterica: concetti chiave

• I geni batterici sono localizzati a livello citoplasmatico,


organizzati in un cromosoma «supercoiled» ed in
plasmidi extra-cromosomici
• Molti geni responsabili dell’antibiotico-resistenza
si trovano contenuti in plasmidi
• Il trasferimento di materiale genetico tra specie
diverse può avvenire mediante vari meccanismi, tra
cui: CONIUGAZIONE - TRASDUZIONE - TRASFORMAZIONE
• Espressione genica e sintesi proteica sono eventi
strettamente regolati
Coniugazione batterica

È l’equivalente batterico della


riproduzione sessuale o accoppiamento.

Perché avvenga uno dei due batteri


deve possedere un plasmide
trasferibile (F+ o R+) ed il ricevente
che ne è sprovvisto (F-), lo può
acquisire diventando così F+
Trasduzione batterica
• E’ un processo mediante il quale si ha
trasferimento di materiale genetico da un
batterio all’altro per mezzo di un batteriofago

• Durante l’infezione di un batterio, i batteriofagi


che replicano nel suo interno, nella fase
dell’assemblaggio possono incorporare per errore
piccoli pezzi di DNA batterico nel loro genoma;
tali fagi possono diffondersi ed infettare nuovi
batteri
Trasformazione batterica
• E’ un meccanismo in cui elementi genetici
esterni sono acquisiti da un batterio
(ricevente) ed incorporati nel suo genoma
• I trasposoni sono sequenze di DNA dette anche
«elementi genetici trasponibili» che si muovono
direttamente da una posizione all’altra del
genoma; l’inserzione di tali sequenze può
generare sia mutazioni che variazioni della
quantità di DNA nel genoma
Divisione della cellula batterica
• La replicazione del
cromosoma batterico
inizia a livello della
membrana e parete
cellulare, verso la parte
centrale.
• Essa procede in
maniera bidirezionale
sul cromosoma,
mentre la cellula si
allunga.
Tempo di Generazione

È l’intervallo di tempo
necessario a una cellula E’ definito dalla crescita
(o popolazione) batterica in condizioni
batterica per dividersi. nutrizionali standard
(mezzo di coltura,
Es: temperatura, pH, etc.).
100 batteri al T0
Tempo di generazione=2 hrs
100 x 24 batteri dopo 8 h
Tempo di generazione

Per molti batteri


comuni il tempo
di generazione è
breve, 20-60 min
in condizioni
ottimali.

Per molti
patogeni comuni
il tempo di
generazione
nell’organismo
umano è di circa
5-10 ore
Ribosomi batterici

• I ribosomi sono composti di proteine ed RNA

• I ribosomi dei procarioti sono più piccoli di quelli


degli eucarioti. Nei procarioti, vi sono ribosomi 70S
che risultano composti da 2 subunità: 30S and 50S .
Negli eucarioti, abbiamo I ribosomi 80S composti da
subunità 40S e 60S.

• I ribosomi sono coinvolti nel processo di traduzione


(sintesi proteica).
Inclusioni batteriche o granuli
citoplasmatici
• Inclusioni batteriche = granuli citoplasmatici
che si possono osservare al loro interno.
• Generalmente essi rappresentano materiale di
riserva di vario tipo.
• Ad es. carbonio ed energia possono essere
conservati sotto forma di glicogeno (polimero del
glucosio) o come granuli di ac. poli-beta-
idrossibutirrico (un tipo di grasso).
• Alcuni corpi inclusi sono costituiti da vescicole
membranose o intrusioni citoplasmatiche
contenenti pigmenti fotosintetici o enzimi.
Spore
• Forme batteriche di resistenza (che non si dividono)
e vengono distinte dalle forme vegetative, meno
resistenti (ma che si dividono).
• Tecnicamente sono forme di vita quasi inerti, dette
criptobiotiche.
• Sono altamente resistenti agli agenti chimici e fisici .
Alcune possono resistere alla bollitura per ore.
Classicamente resistono alle radiazioni, acidi forti,
vari disinfettanti, etc.
• Sebbene dette criptobiotiche, esse conservano la
vitalità indefinitamente così che, in particolari
condizioni ambientali, possono trasformarsi di
nuovo in forme vegetative (germinazione).
Spore stain of a Bacillus species. (CDC). Mature spores stain green whether free
or still inside the vegetative sporangium. Vegetative cells and sporangia stain
red. The Schaeffer-Fulton stain technique was applied. The primary stain,
malachite green, is forced into the spores by heating the prepared slide to
boiling for 4-5 minutes. After washing, the vegetative cells are counterstained
with safranine.
Sporogenesi = processo
di formazione delle
endospore
Endospore

WEB PAGE FOR DR. KAISER'S MICROBIOLOGY COURSE (BIO L 230) THE COMMUNITY COLLEGE OF BALTIMORE COUNTY,
CATONSVI LLE CAMPUS.
Copyrigh t ゥ1995-2005 Gary E. Kaiser All Righ ts Reserved Updated: Feb. 27, 2006
1 2

3 4

WEB PAGE FOR DR. KAISER'S MICROBIOLOGY COURSE (BIO L 230) THE COMMUNITY COLLEGE OF BALTIMORE COUNTY,
CATONSVI LLE CAMPUS.
Copyrigh t ゥ1995-2005 Gary E. Kaiser All Righ ts Reserved Updated: Feb. 27, 2006
5 6

7 8

La sporogenesi dura 6-8 hrs


WEB PAGE FOR DR. KAISER'S MICROBIOLOGY COURSE (BIO L 230) THE COMMUNITY COLLEGE OF BALTIMORE COUNTY,
CATONSVI LLE CAMPUS.
Copyrigh t ゥ1995-2005 Gary E. Kaiser All Righ ts Reserved Updated: Feb. 27, 2006
10
9

11

La germinazione delle spore 90 min


WEB PAGE FOR DR. KAISER'S MICROBIOLOGY COURSE (BIO L 230) THE COMMUNITY COLLEGE OF BALTIMORE COUNTY,
CATONSVI LLE CAMPUS.
Copyrigh t ゥ1995-2005 Gary E. Kaiser All Righ ts Reserved Updated: Feb. 27, 2006
Spore tetaniche
PATOGENICITA’ DEI
BATTERI
MECCANISMI DI PATOGENICITA’ BATTERICA:
IL DANNO O LA MALATTIA

Il danno il quale sfocia nella malattia è il risultato di una serie di eventi


diretti, indiretti e su base immunitaria.

DANNO DIRETTO ad opera di metabolismo batterico


enzimi batterici
tossine

DANNO INDIRETTO ad opera di infiammazione


attivazione del complemento
produzione di citochine
induzione apoptosi

DANNO SU BASE ad opera di immunocomplessi


IMMUNITARIA reazioni cellulo-mediate
superantigeni
autoimmunità
Tossine batteriche

Fattori di virulenza che scatenano processi distruttivi.

Possono funzionare in vari modi, ad esempio:


- inibendo la sintesi proteica
- attivando vie di trasmissione del segnale
- danneggiando le membrane cellulari

• Distinguiamo ESOTOSSINE ed ENDOTOSSINE


Le tossine batteriche: ESOTOSSINE

Sono proteine dimeriche costituite da subunita’ A


(active, e.g., tossico) e B (binding, e.g., legante).
Sono prodotte da batteri gram+ e gram– e
secrete nell’ambiente esterno.

Le componenti B si legano ai recettori cellulari


La componente A si trasferisce all’interno della cellula e
induce il danno cellulare
Principali gruppi di esotossine

Tossine neurotrope,e.g., tossina tetanica e


botulinica
Enterotossine, e.g, tossina colerica,
enterotossine di E. coli
Tossine pantrope, e.g., tossina difterica, tossina
di Shiga prodotta da Shigella dysenteriae
ESOTOSSINE
(classificate per meccanismo d’azione)

1) Tossine che agiscono a livello della


superficie cellulare:
Le tossine emolitiche (emolisine o citolisine)
sono enzimi che producono pori nella
membrana cellulare, digeriscono materiali
cellulari, alterano la composizione della
membrana
Esempi di esotossine citolitiche:
• L’esotossina B, prodotta da rari ceppi invasivi di streptococchi
di gruppo A (St. pyogenes) è una potente proteasi che
danneggia i muscoli (miositi) e/o le guaine muscolari (fascite
necrotizzante).
• Esotossine di Cl. Perfringens (Gangrena gassosa):
• Tossina-alfa (lecitinasi): distrugge la lecitina delle memb
citopl, aumentando la permeabilità di capillari e cell
muscolari, generando il caratteristico edema.
• Tossina-kappa (collagenasi): discontinua l’integrità del tessuto
connettivo di supporto
• Tossina-mu (ialuronidasi): distrugge il “cemento” che tiene
insieme le cellule nei tessuti
Esempi di esotossine citolitiche:

• Tossina A e Tossina B di Cl. Difficile:


• La tossina A danneggia le cellule dell’epitelio
intestinale, che non regolano più il transito dell’acqua
nel lume intestinale; inoltre essa attrae in sede
neutrofili e li distrugge con conseguente liberazione
di enzimi lisosomiali ed ulteriore danno locale;
• La tossina B danneggia anche le cellule della mucosa
intestinale
Esito: Colite pseudomembranosa (sindrome
dissenterica)
ESOTOSSINE
(classificate per meccanismo d’azione)

2) Tossine che alterano il contenuto


intracellulare di AMP-ciclico (azione ADP-
ribosilante):

* tossina colerica

* tossina pertossica

* tossina termolabile di E. coli


2 tipi di tossine capaci di modificare il contenuto di cAMP:

• Quelle che hanno un’attività enzimatica ADP-


ribosilante, le quali agiscono alterando la
funzionalità di una serie di proteine (proteine G)
preposte alla regolazione dell’adenilato-ciclasi;

• Quelle che hanno una attività adenilato-ciclasica


intrinseca.
La tossina colerica e la tossina termo-labile di E. Coli
hanno azioni molto simili.
Le proteine G sono composte da tre subunità:
α, che può avere azione stimolatoria (αs) o inibitoria
(αi) sull’adenilato-ciclasi, e il complesso βγ che va ad
attivare varie cascate di segnale.
• Le due tossine hanno come bersaglio la subunità αs delle
cellule intestinali, di fatto attivandola perennemente. La
conseguente attivazione dell’adenilato-ciclasi aumenta la
concentrazione di cAMP e, come conseguenza, il contenuto
di elettroliti cellulare si altera: ioni e acqua escono dalla
cellula superando la capacità di assorbimento del colon e
causando una diarrea molto grave, che può portare a morte
per disidratazione.
Tossina colerica
Tossina di Bordetella pertussis (tosse convulsa)

• La tossina pertossica ha invece come


bersaglio la subunità inibitoria (αi) delle
proteine G, di fatto inattivandola. Le cellule
bersaglio sono varie, cambiano quindi gli effetti:
inibizione della fagocitosi dei macrofagi,
leucocitosi, aumentata produzione di insulina,
etc. Comunque il bersaglio iniziale è la mucosa
tracheo-bronchiale, che quindi porta, come
conseguenza, alla pertosse.
PERTOSSE: affezione della prima infanzia con esordio
infiammatorio naso-faringeo e successivo
interessamento delle vie aeree inferiori con accessi
parossistici di tosse, fenomeni broncospastici con gravi
difficoltà inspiratorie
ESOTOSSINE
(classificate per meccanismo d’azione)

3) Tossine che alterano il contenuto intra-cellulare


di AMPc (azione adenilato ciclasica):

• Fattore I o edema factor di Bacillus anthracis: e’ una


adenilato ciclasi batterica che provoca aumento di
AMPc intracellulare

• Fattore II: la componente B della tossina

• Fattore III: metalloproteasi


ESOTOSSINE
(classificate per meccanismo d’azione)

4) Tossine che inibiscono la sintesi proteica cellulare:

* tossina difterica (Corynnebacterium Dyphteriae)

* tossina di Shiga (Shigella dysenteriae)

* tossina A (Pseudomonas aeruginosa)

* tossine Shiga-like (SLT o tossine Vero) prodotte dai ceppi


di Escherichia coli enteroemorragici (EHEC) .
La tossina difterica e
la tossina A
hanno entrambe
un’attività ADP-ribosilante
simile a quella di E. Coli,
ma il loro bersaglio è la
proteina EF-2 (elongation
factor), fondamentale per
la sintesi proteica.
Ne risulta un complesso
EF-2-ADP-ribosio blocca la
sintesi proteica portando a
morte la cellula.
Attività catalitica ADP-ribosilante con bersaglio
rappresentato da EF-2
La tossina di Shiga e le SLT hanno invece un
meccanismo molto diverso. Entrano nelle
cellule per endocitosi mediata da recettori ed
hanno un’attività catalitica N-glicosidasica, il
cui bersaglio è l’RNA ribosomiale 28s,
contenuto nella subunità 60s. Il taglio al 3′
dell’rRNA 28s causa un mancato legame, EF-1
dipendente, dell’aminoacil-tRNA al sito A del
ribosoma, bloccando quindi la sintesi proteica
con conseguente morte cellulare.
Principali gruppi di esotossine-4
(classificate per meccanismo d’azione)
Tossine (neurotrope) che interferiscono con il
rilascio di neurotrasmettitori:

* tossina tetanica ( di Clostridium Tetani)

* tossina botulinica (di Clostridium botulinum)


Proprietà delle
tossine
batteriche di
tipo A–B
Le anatossine o tossoidi sono tossine proteiche
batteriche alle quali è stato artificialmente eliminato
il potere tossico preservando quello antigenico.

Sono i costituenti dei principali vaccini antibatterici


(vaccino antitetanico, antidifterico e antipertosse)
L’endotossina è il lipolisaccaride
(LPS)Le tossine
che si trovabatteriche-2
nella membrana
esterna dei batteri gram negativi
(La troviamo quindi solo nei batteri gram negativi)
•Antigene O:
polisaccaride lineare
formato da 50-100 unita’ Lipopolysaccharide
saccaridiche, permette di
distinguere tra sierotipi O-antigen
(ceppi) di una stessa Highly variable
n
specie batterica
Core
• Heptoses
• Ketodeoxyoctonic acid

Lipid A
• Glucosamine disaccharide
•Il lipide A, formato
da un disaccaride • Beta hydroxy fatty acids
di glucosammina
fosforilata e acidi
grassi, e’
responsabile •Core: polisaccaride
dell’attivita’ ramificato essenziale
endotossica per la struttura del
dell’LPS batterio
Le diverse attività
del
lipopolisaccaride
Tossicità mediata
dell’endotossina
Batteriemia
presenza di batteri nel circolo ematico

• B. mono e polimicrobiche
• B. transitorie
• B. intermittenti
• B. continue
Batteriemie in età pediatrica o giovanile

• Streptococchi di gruppo B
• Lysteria monocytogenes
• Stafilococchi coagulasi pos. E neg.
• E. Coli ed altri enterobatteri (assoc. infez. urinarie)
• Klebsiella spp (assoc. infez. Resp.)
• St. pneumoniae
• N. meningitidis
• H. influenzae
Isolamento anaerobi poco frequente ed associato a
infezione intra-addominale o pelvica.
Batteriemie in età geriatrica

• Evento legato a condizioni predisponenti (patologie di


base, metaboliche,neurologiche)

• In maggioranza dovute a gram neg. (prevale E. coli)

• Tra i gram positivi: S. aureus (in portatori di cateteri


intravascolari) e St. pneumoniae (nelle batteriemie a
partenza dall’apparato respiratorio).
SETTICEMIA O SEPSI

Grave condizione clinica caratterizzata da febbre,


brivido, malessere generale, tachicardia,
iperventilazione, prostrazione, tossiemia.

Si genera quando la velocità di replicazione dei


batteri nel sangue supera quella di eliminazione
dei batteri stessi da parte dei fagociti.
I casi di setticemia possono essere
mortali per la comparsa di shock
settico

Approssimativamente il 50-60% dei


casi di setticemia sono dovuti ai
gram-negativi, il 30-40% ai gram-
positivi e il 10% ai funghi
Eziopatogenesi della sindrome settica

L’LPS della memb. esterna dei gram neg è responsabile di


una potente attivazione della risposta dell’ospite (la
porzione detta Lipide A basta da sola ad innescare il
quadro settico).
…come?

Il complesso LPS + LPSBP (questa aumenta 100X nella fase


acuta dell’infiammazione) lega il CD14 dei monociti e
neutrofili, si ha trasduzione del segnale e conseguente
sintesi di citochine.

N.B. anche alcuni costituenti della parete dei gram pos, enzimi
extracellulari, esotossina stafilococcica, enterotossina B,
esotossine streptococciche (SPE A,B,C) attivano la risposta
dell’ospite.
Effetti di LPS- I
1) aumento concentraz. plasmatica di TNFa
(da 1 a 4 ore dopo, poi torna ai valori normali)

TNFa causa: febbre, tachicardia, tachipnea,


leucocitosi, mialgie, sonnolenza;
ad alte dosi: shock, CID, necrosi emorragica ed
ischemia gastrointestinale,
polmonare e renale, acidosi
metabolica e morte.
Effetti di LPS - II
• 2) aumento di interleuchina (IL)-1. Elevata in
quadri settici, induce effetti simili a quelli di TNFa.
• 3) IL-8, IL-10, IL-6, IFNg, IFNa, GSF
(caratteristica sequenza temporale di comparsa in corso di
sepsi e shock settico)
In particolare:
- IL-6 aumenta sino a 1000X e persiste elevata a lungo =
parametro lab dotato di alta predittività prognostica nelle
setticemie;
- Il-10 = meccanismo di regolazione dell’attivazione (inibisce la
secrezione delle altre citochine)
Effetti di LPS - III
• 4) l’interazione Ab/costituenti della parete
cellulare attiva la via classica del complemento,
con aumento delle anafilotossine C3a e C5a
8effetto proinfiammatorio);

• 5) l’aumentata liberazione di PGs e trombossani


induce vasodilatazione periferica ed
aggregazione piastrinica;

• 6) l’ attivazione fattore XII (fH) da LPS induce CID


Tossicità
mediata da LPS
(o dal lipide A)
Tossicità
mediata dal
peptidoglicano

Potrebbero piacerti anche