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Appunti sociologia dei consumi, il significato del valore d’uso

- Il significato simbolico del valore d’uso.


- Gli individui consumano non per bisogno o utilità materiale ma per fruire di segni che
costituiscono un determinato sistema culturale che comunica le differenze fra singoli e fra
gruppi
- Le stesse merci <<comunicano>> fra di loro nel senso che i significati che veicolano sono in
relazione fra di loro. Il consumo è un linguaggio le cui parole sono gli oggetti.
- L’offerta di consumo è rivolta alla domanda di desiderio non alla domanda in quanto
bisogno. E questo avviene attraverso l’attribuzione di significato che va dall’individuo alla
merce e non viceversa. Né riguarda un singolo bene. Piuttosto quello della produzione è un
<<sistema>> che crea un <<sistema>> di bisogni e di desideri.
- Non sono allora tanto le merci ad essere consumate quanto i segni che queste veicolano.
Esse stesse sono segni che insieme costruiscono una sintassi che determina una nuova forma
di ordine culturale che comunica la posizione di individui e gruppi che utilizzano quei beni.
- Esiste dunque un valore d’uso, un valore di scambio e un <<valore/segno>>
- I bisogni dunque, sono tutt’altro che innati: piuttosto sono indotti dalla pubblicità e dal
marketing. Dunque anche il valore d’uso, secondo Baudrillard, costituisce una costruzione
ideologia che serve a favorire lo scambio, giacché è grazie alla <<usabilità>> di un oggetto
che se ne riconosce il valore.
- In tal modo accanto alla forza si è creata una forza consumo come prodotto dell’ultima fase
del processo di sviluppo del sistema capitalistico.
- La via di uscita è legata al valore simbolico che assume l’oggetto in alcuni contesti, come ad
esempio quando esso ha l valore del <<dono>>
- Il dono richiama la relazione fra chi dona e chi riceve, rompendo la sintassi che lega
l’oggetto agli altri oggetti tipico della dinamica del consumo. (oggetto indicativo di una
relazione, rompendo la sintassi che lo collega ad altri oggetti)
- Lo stesso sistema degli oggetti è empiricamente individuabile nella diversa composizione
degli oggetti che costituiscono gli oggetti di uso- e simbolici- delle diverse classi sociali. Ciò
implica che:
1) Ogni gruppo sociale si caratterizza per gli oggetti che utilizza e per il modo in cui li
utilizza.
2) I beni, giacché vivono in una struttura sintattica, devono sottostare a specifiche
combinazioni e pratiche d’uso.
3) Un gruppo quindi comunica il proprio stile di vita e si aggrega al suo interno in relazione
ad un sistema di segni codificati, configurati necessariamente in determinati modelli
predefiniti.
4) In questo <<atto comunicativo>>- acquisto/uso/- ciò che ha la valenza di segno sono gli
oggetti, i beni di consumo.
- L’<<ordine>>, le <<regole di combinazione>> che normano l’uso di oggetti, le regole
percepite come coerenti all’interno delle diverse classi, non sarebbero altro che il risultato di
una logica di dominio da parte delle classi dominanti che in tal modo possono continuare a
<<determinare>> il sistema delle coerenze e dunque mantenere la loro posizione dominante.
- Nella società contemporanea inoltre a circolare sono simulacri, cioè oggetti virtuali, quei
segni che, ad esempio nella rete, circolano molto più facilmente di quanto non avvenga con
la circolazione degli oggetti (es. video, meme, ecc…)

LE CRITICHE:

- La sempre maggiore personalizzazione delle scelte


- L’ormai avvenuto passaggio da una struttura sociale <<stratificata>> ad una struttura sociale
<<differenziata>> e frammentata fra gruppi e subculture
- Anche il sistema degli oggetti appare dunque <<frammentato>> perché il significato degli
oggetti subisce gli effetti di questa frammentazione.

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