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Giancarlo Giardina

VERG. AEN. 2, 255: UNA CRUX ESEGETICA


O UNA CRUX TESTUALE?

Il verso 255 del secondo libro delYEneide, tramandato nella forma a Te


nedo tacitae per arnica silentia lunae, presenta "una d?lie massime cruces
a
(Paratore). Dico subito che, mio giudizio, non
dell'esegesi virgiliana"
si tratta di una crux esegetica, ma di una crux testuale, che va sanata me
diante un appropriato intervento congetturale.
con estrema concisione -
Per riassumere o, come si dice, per 'azzerare'
- i termini ci troviamo di fronte a due sintagmi,
del problema, rispettiva
mente silentia lunae e tacitae lunae, per cui mancano precisi paralleli verbali.
-
Altra cosa da questi due sintagmi ? il nesso luna silens invocato da alcu
come pertinente al verso in questione -
ni commentatori il quale conno
ta l'assenzadi luce lunare nel periodo precedente la luna nuova. Per altro,
si accettasse di silentia lunae e tacita nox in e
qualora l'equivalenza Virgilio
del sintagma luna silens, si aprirebbe una grave difficolt? di ordine fattua
le, poich? la tradizione mitografica colloca la presa di Troia in una notte
di luna piena. Questa tradizione ? attestata dapprima nella Ilias parua, un
cui verso ? citato due volte dal bizantino Tzetzes (Posthomerica 720, 773):
v?? [x?v ?7)v [x?aoY], Xa[ji7ip? rj'eTtixeXXs asAYJvY),poi ? ampiamente attestata
nella letteratura greca e di qui passa nella letteratura romana, in partico
lare nella Troiae halosis di Petron. 89, 54 ss.: iam plena Phoebe candidum ex
tulerat iubar eqs.
Nel secondo libro delYEneide, la luna certamente ancora al v. 340
splende
ma ? forse al v. 360 (nox atra caua cir
(oblati per lunam), gi? tramontata, gi?
cumuolat umbra), sicurament? al v. 397 (per caecam ... noctem).
Non ripercorro, di proposito, i contorti itinerari di quanti hanno escogi
tato implausibili esegesi mantenendo il testo dell'intero verso nella forma

consegnataci dalla tradizione manoscritta. Servio si trova in grande difficol


t? dovendo commentare il sintagma tacitae lunae, e scrive al riguardo: aut
more po?tico noctem significat aut physicam rationem dixit (segue un discorso
sull'armonia dei sette astri, cio? Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mer
curio e Luna). ? estremamente interessante il commento del Servio Da
nielino: tacitae lunae. cuius tempore tacetur, quoniam nocte silentium est. Non
? stato finora notato
-
per quanto so - che dalle parole di commento del
Servio Danielino risulta chiaramente che egli non leggeva nel suo testo di

Virgilio lunae, ma noctis. Che senso pu? av?re un sintagma tempus lunae
(vd.: lunae. cuius tempore eqs.)? Mentre ha senso il sintagma tempus noctis.
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Come imiei filologici lettori avranno gi? intuito, io ritengo che nel testo di

Verg. Aen. 2, 255 il tramandato lunae vada emendato in: noctis.


Ora proporr? vari (numerosi) paralleli verbali per due sintagmi ottenu
i
ti con l'emendamento noctis, cio? silentium/ -tia noctis e tacita nox rispetti
vamente.

Per silentium/-tia noctis si confrontino: Turp. com. 53 noctis... silentio. Lucr.


4, 460 seuera (ma si dovr? leggere: serena) silentia noctis. Caes. Gall. 7, 26, 2.
7, 36, 7 silentio noctis. Liu. 5, 41, 1 primae silentia noctis. 7, 12, 1 primo silentio
noctis. 7, 39, 14. 10, 12, 6. 23,17, 6. 24, 17, 3. 24, 17, 8. 24, 40,11. 27, 32, 2. 30, 19,
1. 42, 60, 4 silentio noctis. Petron. 79,1 silentium noctis iam mediae. Sil. 5, 2 per
... aZta silentia noctis. Stat. Thefr. 1, 441
tranquilla silentia noctis. Tac. ?inn. 14,10,
2 noct? ... sono esatti
per silentium. Plin. ep. 7, 27, 5 per silentium noctis. Non
verbali, ma comunque concettuali: Ciris 210. Claud, rapt.
paralleli paralleli
Pros. 3, 404 nocturna silentia. Liu. 7, 36, 6 qwos... silentium ac nox tegat (Alia
luce di tutto do, in Stat. Theb. 2, 58, dove la tradizione manoscritta presen
ta il sintagma silentia lunae [l'intero verso ?: per Arcturum mediaeque silentia
lunae], occorrer? emendare lunae in noctis).
Per tacita nox si confrontino: Catull. 7, 7 cum tacet nox. Verg. georg. 1, 247
intempesta tacet nox. Aen. 4, 527 sub nocte silenti (un sintagma e una chiusa di
esametro ricorrente poi in Sil. 8, 638. Stat). Theb. 9, 793. 10, 202. Claud, pan.
Hon. vi cos. pr. 11 ). 7, 102-103 silenti/ nocte. Tibull. 1, 5, 16 nocte silenti. Prop.
1, 4, 14 5u?) tacita ... nocte (nocte ? il decisivo emendamento del tramandato
ueste, dovuto a Faltin e Palmer, che io adotto nella mia recente nuova edi
zione di Properzio). Ouid. her. 18, 80 in tacita nocte. met. 4, 84 nocte silenti.
9, 474 tacitae ... noctis. Petron. 89 v. 32 silenti nocte. Sil. 17,177 in nocte silenti.
Stat. Theb. nocte ... tacita.
7, 415
Pu? essere la prova che il testo del verso virgiliano recava ancora, al
tempo di Ovidio, la lezione noctis l'esametro delle Metamorfosi 7, 184 [seil.
Medea] J?rt... uagos mediae per muta silentia noctis, che presenta una
forte analogia concettuale (il silenzio notturno) e strutturale (mediae per
muta noctis ~
tacitae per ?rnica silentia noctis).
silentia
Il silenzio della tacita notte offre ai Greci il tempo pi? adatto all'attacco
di sorpresa alla citt? nemica, che si ? abbandonata al sonno senza sospet
tare nulla riguardo alie intenzioni dei Greci, immaginati gi? sulla via del
ritorno per mare. Petronio (89 v. 56) aggiunge a questa circostanza l'eb
brezza conseguente alie gener?se bevute di vino puro: sepultos Priamidas
nocte et mero.

Sulla genesi della corruttela nella tradizione manoscritta si possono solo


formulare delle ipotesi. Non si tratt? certamente di un errore, per cosi dire,
di trascrizione, riconducibile a un percorso di passaggi da-lettera-a-lette
ra, ma piuttosto della rimozione della lezione genuina noctis a favore del
la falsa lezione lunae, probabilmente motivata dalla conoscenza, da parte
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dell'ignoto copista che introdusse l'errore, della tradizionale collocazione


dell'impresa greca in una notte di luna piena.

Universit? di Bologna