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Eleonora Mazzotti

LE SCENE DI BATTAGLIA DELUILIADE

TRA le scene tipiche delY?iade le scene di battaglia occupano una

posizione di particolare rilievo, in quanto la guerra ? il grande tema


del poema e costituisce il principale teatro in cui
gli eroi si esibisco
no per affermare il proprio onore e ottenere conseguentemente il ricono
scimento del proprio statuto eroico da parte d?lia comunit?.
Il lavoro di Oliver Hellmann sulle scene di battaglia delY?iade (Die Sch
lachtszenen der Ilias: das Bild des Dichters vom Kampf in der Heroenzeit, Franz
Steiner Verlag, Stuttgart 2000) ha l'indiscutibile m?rito di fornire una sintesi
della complessa e controversa questione dei modi e delle forme della guerra
nei poemi omerici, oltre a proporre una lettura prudente e coerente del
testo iliadico.
Il volume ? diviso in quattro sezioni. La prima, di carattere introduttivo,
? a sua volta strutturata in tre parti: nella prima viene preliminarmente as
serita la centralita della guerra come tema delYIliade; nella seconda ? preso
in considerazione lo stato della ricerca; nella terza son? esposte le premesse
e son? fornite indicazioni sul m?todo seguito nell'indagine.
La seconda sezione tratta del tema della lotta nel quadro della societ?
eroica d?lYlliade e si articola in cinque parti, delle quali la prima ? dedicata
all'esame della struttura della societ? iliadica, la seconda alla definizione
della posizione del sing?lo stessa, la terza alia questione
nella societ? della

composizione delle
truppe impegnate nella guerra di Troia, la quarta alia
concezione del valore e infine la quinta ad una ricapitolazione dei risulta
ti.

La terza sezione
del volume verte sulla rappresentazione iliadica del com
battimento ed ? anch'essa composta da cinque part?: la prima si occupa
della formazione e delle truppe nonch? della tattica;
dell'organizzazione
la seconda verte sullo svolgimento della battaglia; la terza prende in con
siderazione le azioni determinanti del combattimento; la quarta esamina
il comportamento individ?ale degli eroi in vista dell'obiettivo comune; la
una sintesi delle conclusioni, concentrandosi in
quinta propone particolare
sull'effetto della descrizione iliadica delle battaglie sul pubblico.
La quarta e ultima sezione, infine, considera come il poeta delY?iade
il passato miceneo. Questa ultima parte si presenta a sua volta
rappresenti
divisa in quattro sezioni, delle quali la prima ? dedicata alia descrizione
del combattimento come rappresentazione po?tica di azioni individuali, la
seconda tratta di varie questioni connesse con le tendenze individualistiche
120 ELEONORA MAZZOTTI

ben dal poema,


evidenziate la terza analizza la ricostruzione po?tica del
come del storico di una nuova identit? sociale,
passato prodotto pensiero
la quarta infine propone la consueta ricapitolazione dei risultati.
II lavoro di Hellmann ? inoltre arricchito da un'ampia bibliograf?a, da
un indice dei passi citati e discussi e da un indice dei nomi e delle cose
notevoli.
II punto di partenza per l'analisi dei modi e delle forme del combatti
mento nelYIliade ? costituito dai lavori di Latacz,1 Pritchett2 e van Wees,3
attraverso i quali Hellmann passa r?pidamente in rassegna le diverse tesi,4
infine alla distinzione tra due posizioni fondamentali: alia pri
pervenendo
ma aderiscono che rilevano piena congruenza
coloro interna nelle rappre
sentazioni della guerra e totale corrispondenza
iliadiche tra queste e i dati
storici; la seconda posizione ? invece propria di coloro che riscontrano forti
elementi di incongruenza tra le descrizioni omeriche e i dati storici.
Al termine della sezione introduttiva Hellmann illustra le premesse e il
m?todo della propria indagine, la quale, diversamente dagli studi pr?c?
dent!, tiene conto non solo dei fatti esterni storico-militari, ma anche del

quadro sociale tratteggiato dal poeta. Ilm?todo di Hellmann ? riassumibile


in una serie ordinata di operazioni fondamentali: definizione del significa
to della lotta nel mondo eroico; analisi concreta delle scene di battaglia
iliadiche; interpretazione di tali scene nel contesto della rappresentazione
po?tica; valutazione complessiva dei risultati.
Per quanto concerne la struttura della societ? eroica, Hellmann eviden
zia, innanzitutto, la netta differenziazione tra l'?lite e lamassa e, in secondo

luogo, si pone il problema di individuare i presupposti di tale bipartizione,


escludendo subito l'ipotesi di un'identificazione dell'?lite con una sorta di
nobilt? ereditaria. Hellmann ? piuttosto incline a ritenere che siano le pre
1
J. Latacz, Kampjpar?nese, und Kampfmklichkdt in der Ilias, bei Kallinos
Kampfdarstellung
und Tyrtaios, M?nchen 1977.
2
W K. Pritchett, The Greek State at War iv, Berkeley 1985 e W K. Pritchett, A Recent
of Homeric Warfare', in W K. Pritchett, Studies in Ancient Greek Topography vu,
Theory
Amsterdam 1991, pp. 181-190.
3
H. van Wees, 'Leaders of Men? Military Organisation in the Iliad', Class. Quart. 36,
1986, pp. 285-303; H. van Wees, 'Kings
in Combat: Battles and Heroes in the Iliad', ibidem 38,
1988, pp. 1-24; H. van Wees, The Homeric Way of War. The Iliad and the Hoplite Phalanx',
van -
Greece & Rome 41,1994, pp. 1-18; 131-155; H. Wees, 'Homeric Warfare', in I. Morris B.

Powell, A New Companion to Homer, Leiden-New York-K?ln 1997, pp. 668-693.


4
L'idea di Latacz ? che ntWTliade gli scontri di massa rappresentino Tunica di
tipologia
combattimento nota e che la formazione tattica dell'esercito sia la falange, con una sostan
ziale tra la descrizione delle e la realt? storica
corrispondenza po?tica battaglie contempo
r?nea. Secondo la tesi di Pritchett, invece, nel corso delle battaglie iliadiche si passerebbe
da uno scontro di massa a scontri individuali, consideran come realt? storica della prassi
militare mediterr?nea. Infine, secondo van Wees le scene di guerra omeriche presuppor
rebbero unit? di combattimento costituite in piccoli gruppi.
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stazioni individuali a garantir? una posizione sociale lo status


privilegiata:
di questa ?lite idealizzata si baserebbe esclusivamente su
particolari qualit?
fisiche e su prestazioni eccezionali, soprattutto nel combattimento; solo in
virt? di tali prestazioni, infatti, il guerriero premi e onori.
conseguirebbe
L'appartenenza ail'?lite senza prestazioni risulterebbe assoluta
particolari
mente inconcepibile dei poemi omerici.
nell'ideologia
Dalle prestazioni individuali deriva anche la possibilit? di una mobilit?
sociale, corne Hellmann dimostra sulla base dell'esame di II. 5, 535 s., in cui
si dice che i Troiani onorano Deicoonte Pergaside quanto i figli di Priamo
per la sua costante prontezza a lottare tra i primi: Omero enuncerebbe cosi
in forma esplicita la stretta dipendenza e del
dell'onore sociale
prestigio
dalle prestazioni individuali. Hellmann cita, inoltre, IL 22, 487-501x corne
di caso contrario, vale a dire di una degradazione sociale, ma
esempio
lucidamente riconosce che, al di l? della situazione estrema tratteggiata
dal poeta in questi versi, simili degradazioni sociali non sono ati?state nel
- assenza
YIliade di attestazioni ehe per altro non esclude affatto l'esistenza
di una mobilit? sociale nel mondo eroico. La fase successiva dell'indagine
di Hellmann consiste nell'indicare le caratteristiche e le funzioni di ciascu
na delle della societ?: i ?aaiXelc sono identificati con coloro
componenti
una salda
che occupano posizione di potere in virt? delle loro capacita e
prestazioni individuali, senza una vera e propria istituzionalizzazione e con
una sostanziale delle funzioni politiche emilitari; altri sog
sovrapposizione
getti sociali son? i &ep?7tovx?c, che sia all'interno delYoikos sia nelle azioni
militari hanno un ru?lo gerarchicamente subordinato, e
gli ?xalpoi, i cui

rapporti reciproci divergono sensibilmente da caso a caso. Nel


complesso
Hellmann ritiene
possibile evincere dal testo
dtlY?iade la presenza della

polis e delle sue istituzioni, sebbene nella rappresentazione del poeta queste
appaiano perlopi? sullo sfondo.
Nel capitolo successivo Tautore elenca e analizza i requisiti che nella so
ciet? omerica risultano indispensabili per chiunque aspiri a far parte della
?lite. Il primo di questi ? la genealog?a, spesso risalente addirittura agli dei:
essa costituisce uno stimolo, in quanto l'individuo a dimostrarsi
obbliga
ma
degno dei suoi illustri antenati, si rivela priva di valore qualora non sia
accompagnata dal successo nelle prestazioni. Il secondo degli elementi da
cui Hellmann ritiene
che dipenda l'appartenenza di un individuo alia ?lite ?
la ricchezza, che, secondo lamaggior parte degli studiosi, si basa sostanzial
mente sulla grandezza dtlYoikos: in verit? essa non rappresenta un presup
fondamentale per un'elevata sociale, ma soltanto
posto posizione l'espres
sione materiale del successo. Come terzo requisito per una posizione di
Hellmann indica del non avendo una
potere l'ampiezza seguito, che, pur

1
In II. 22, 487-501 ? amaramente tratteggiato il triste futuro del piccolo Astianatte.
122 ELEONORA MAZZOTTI

funzione del tutto chiara all'interno delY?iade, ? comunque


esplicitamente
considerato dal poeta come uno dei fondamenti e dell'influen
del prestigio
za. Al quarto posto nell'elenco figura l'abilit? f?sica, da intendersi nei suoi
vari aspetti di bellezza del corpo, forza e attitudine al combattimento: in

particolare questa ultima dote, quale si manifesta attraverso le prestazioni


individuali in battaglia, sembrerebbe essere il vero fondamento dei privile
gi e dell'intero sistema dei rapporti di potere. Hellmann indica anche un
di un individuo alia ?lite, consistente
quinto requisito per l'appartenenza
e nelle varie doti intellettuali, come la e la capa
nell'intelligenza prudenza
cita oratoria: ? tuttavia a mi? par?re molto significativo che tali qualit? da
- come osserva Hellmann - non siano
sole sufficient!, nelYIliade, a definir?
lo status del potente, ma debbano essere necessariamente abbinate a ecce
zionali capacita fisiche. Questo dato costituisce un'ulteriore conferma della
fondamentale importanza della forza f?sica nella definizione dei rapporti di
potere all'interno della societ? iliadica.

Riguardo alia composizione delle forze militari impegnate nella guerra


di Troia Hellmann prende in esame, innanzitutto, le diverse modalit? di
reclutamento delle truppe, quali possono essere ricostruite sulla base delle
scarse informazioni desumibili d?Ylliade. La conclusione cui egli perviene
? che si pu? ipotizzare la compresenza di modalit? diverse, sia pure nel qua
dro di un sistema che appare comunque in gran parte basato sui rapporti

personali. Esaminando ilmateriale iliadico, infatti, Hellmann individua pro


cedure di reclutamento molto diverse, talora addirittura in contraddizione
le une con le altre, come casi di
partecipazione voluntaria all'impresa bellica
accanto a casi di partecipazione forzata, adesioni spontan?e alla spedizione
di Troia dovute a rapporti o accanto a forme di reclu
obblighi personali
tamento pubblico delle truppe, connesse con il carattere
panellenico della
coalizione.

Per quanto concerne dell'esercito, Hellmann trae infor


l'organizzazione
mazioni soprattutto da Iliade 2, da cui emerge il dato fondamentale che nel
mondo iliadico tendono a sovrapporsi militari e sociali, che in
gerarchie
ultima analisi si fondano entrambe sulle prestazioni individuali sul campo
di battaglia. I principi che regolano la disposizione dell'esercito sembrano
essere la provenienza territoriale dei combattenti1 e la delle
disposizione
truppe xax? e xax? sebbene non sia chiaro
cpuXa cpp-rjxpa?,2 quale preciso
valore si debba attribuire a phyla e phretrai nelY Iliade.
Prudentemente Hellmann rinuncia alia pretesa di unificare tutti i diversi
elementi in un sistema omogeneo e si limita ad esporre i risultati della sua

indagine. La principale conclusione cui egli perviene ? che ai combattenti

1
Questo principio ? suggerito dal Catalogo delle navi.
2
Vd. il suggerimento di Nestore in IL 2, 362-366.
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iliadici vienegarantita una certa mobilit?, nel quadro di un sistema almeno


apparentemente caratterizzato dalla contrapposizione tra un'organizzazio
ne militare basata su un grande esercito e una fondata su piccoli gruppi i
cui componenti sono perlopi? da vincoli
legati personali.
Al complesso mondo dei valori eroici che emerge dalYlliade Hellmann
- come si
dedica ? detto - il quarto capitolo di questa seconda ampia se
zione relativa all'importanza
della guerra nel quadro della societ? iliadica.
Nella discussione xX?o? e xi[xy? il suo intento ? prevalentemente
dei termini
quello di evidenziare il carattere individualistico dell'etica della fama, in
quanto l'obiettivo del raggiungimento del xX?o? ? connesso con l'individuo
e con l'azione individ?ale, bench? la cooperazione e le azioni finalizzate ad
un interesse collettivo non siano del tutto assenti.
Relativamente alla t?cnica impiegata nelYlliade la rappresentazione
per
del combattimento, Hellmann evidenzia soprattutto tre aspetti. Il primo
di questi consiste nella centralita degli scontri individuali nella descrizione
delle battaglie, in un quadro complessivo in cui pero scontri individuali e
combattimenti di massa non risultano essere in contrapposizione, ma for
mano piuttosto una "unit? secondo la formulazione di Latacz1
bipolare",
ripresa da Hellmann.2 Si pone allora, in secondo luogo, il problema di
stabilire quali rapporti spaziali e temporali sussistano tra il combattimento
e Per quanto concerne
individ?ale quello collettivo. lo spazio, Hellmann ?
del par?re che il poeta tenda consapevolmente a immaginare una distanza
sul campo di battaglia tra i e lamassa:
singoli eroi Tuso del termine rcp?
[icLjoi in riferimento ai singoli combattenti, infatti, permetterebbe di indi
viduare, in una posizione avanzata rispetto alla massa, il gruppo dei guer
rieri migliori, di fatto coincidente con la ?lite sociale. Secondo Hellmann,
il poeta delY?iade rappresenta una modalit? di scontro in cui ai
dunque,
singoli combattenti ? concessa una notevole mobilit?, dalla quale scaturisce
corne naturale conseguenza la licenza di intraprendere azioni individuali.
alla relazione tra lotta individ?ale e
Quanto temporale battaglia di massa,
pariendo dall'esame di II. 4, 463 ss., Hellmann perviene alla conclusione
che nelYlliade numer?se descrizioni di scontri individuali sono
regolate dal
principio di composizione della concatenazione, consistente nel rappresen
tare una determinata azione corne presupposto per quella successiva. In
parte le descrizioni di combattimenti singoli hanno la funzione di mostrare
lo scontro di massa da una microprospettiva individ?ale; in parte si tratta
invece di azioni in cui le figure centrali dell'epos combattono per aut?no
ma iniziativa in modo ampiamente altri awenimenti.
indipendente dagli
Nel comunque, tra queste scene di battaglia individ?ale e il
complesso,

1
son
J. Latacz, op. cit. p. 74: "Einzelkampf und Massenkampf bilden keinen Gegensatz,
2
dern eine bipolare Einheit". Vd. p. 95.
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combattimento collettivo il poeta stabilisce solo una deboleconnessione,


mentre la centralita dell'individuo risulterebbe sottolineata, secondo Hell
mann, anche dal fr?quente ricorso al discorso diretto, avente la funzione
di esprimere e sentimenti individuali, assumendo cosi l'individuo
pensieri
stesso come punto di vista privilegiato per la descrizione dello scontro.
Sulla questione
dell'origine della falange oplitica in rapporto ail'Iliade
Hellmann propone, innanzitutto, una disamina delle principali teorie, con
centrandosi con attenzione sulla teor?a secondo cui l'introdu
particolare
zione dello scudo oplitico avrebbe costituito il fattore decisivo per ampi
mutamenti militari e socio-politici e sulla teor?a secondo la quale lo
poi
stato determinato dal bisogno di pro
sviluppo della falange oplitica sarebbe
tezione della polis emergente. Dopo questo r?pido sguardo retrospettivo
Hellmann prudentemente mette in guardia circa i rischi che l'inclusione di
informazioni esterne nell'interpretazione dtlYUiade necessariamente com

porta, ed esprime il proposito di limitare la propria ricerca ai dati interni al


poema. Tali dati complessivamente indicano un impiego abbastanza raro
della falange durante il combattimento1 e, pur nella notevole variet? di

tipologie di formazione militare docum?ntate (contingenti raggruppati sul


la base della provenienza territoriale2 e altri schemata caratterizzati da un
numero limit ato di componenti e da una notevole elasticit?), indicano una
netta prevalenza delle formazioni composte da un gruppo ristretto di com
battenti. Parallelamente Hellmann rileva anche casi di evidente incompa
tibilit? della tipologia di armamento descritta nclYUiade con quella storica
della falange, osservando in gen?rale che le armi degli eroi iliadici risultano
difficilmente conciliabili con una tattica collettiva in una formazione chiu
sa.3 ? preso in esame anche ilmodo in cui nel poema ? rappresentata la
cooperazione tattica tra piccoli gruppi di combattenti, quasi sempre basata
su un vincolo preesistente di amicizia. Hellmann osserva che questo genere
di cooperazione, dominato ancora una volta dai Tcp?^a^oL e fondato su
relazioni personali di tipo privato, pur essendo sostanzialmente coerente,
si concilia solo in parte con l'assetto tattico della falange.
Per quanto concerne i combattimenti individuali, l'autore distingue tre

tipologie differenti: scontri individuali plenamente integrati nella battaglia


di massa; scontri individuali che, sebbene integrati nella battaglia di massa,
acquistano sviluppo aut?nomo; scontri individuali che si svolgono isolata
mente.4

1 2
Vd. II. 4, 446-449; 13, 126-133,150-154; 12, 413-420. Vd. II. 16, 284-291.
3
Vd. p. 108 s.
4
Come di questa ultima Hellmann in esame
esempi tipologia (pp. 123-127) prende Fepi
sodio di Glauco e Diomede in II. 6, quello di Patroclo e in II 16 e cele
Sarpedone quello
b?rrimo di Ettore e Achille in IL 22.
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Prudentemente Hellmann rinuncia a ricostruire in uno schema r?gido lo


delle iliadiche e concentra piuttosto la propria atten
svolgimento battaglie
zione sulle fasi del combattimento evidenziate nel poema, a
meglio partir?
dalla fase terminale della fuga, determinata perlopi? dallo sfondamento
delle linee da parte dell'awersario. Per gli stadi dello scontro precedenti alia

fuga sembrerebbe doversi escludere, in linea gen?rale, la disposizione in


formazione chiusa,1 mentre la vera e si secon
battaglia propria svolgerebbe
- scontro a
do due diverse modalit? distanza con armi da lancio e scontro
rawicinato - o alternerebbero
che si succederebbero in forme variabili.
Hellmann inoltre, che le stesse realt? diversif?cate
ritiene, emergano dal
Ylliade anche all'uso del carro da guerra, che in effetti risulta in
riguardo
alcuni casi impiegato da unit? di combattenti in formazione chiusa, in altri
casi utilizzato da individui singoli come mezzo di trasporto, di fuga o di in
seguimento e in altri casi ancora, anche se pi? raramente, messo in campo
nella battaglia vera e propria sotto la regia di un sing?lo combattente che
appare per l'appunto su un carro. II possesso di un carro da guerra, infine,
contraddistingue i np6\icc/oi dal resto dei guerrieri, confermando al tempo
stesso la loro appartenenza alia ?lite sociale in virt? di quella coincidenza
tra sociale e che Hellmann sot
gerarchia gerarchia militare ripetutamente
tolinea nel corso del suo lavoro.

Riguardo all'esame delle rappresentazioni dei combattimenti ntlYUiade


la trattazione di Hellmann si distingue dai precedenti studi soprattutto per
la prudente rinuncia a ricostruire un quadro storico-militare omogeneo alia
luce delle realt? estremamente diversif?cate che emergono dalla descrizione

po?tica delle battaglie. Un altro aspetto che il lavoro di Hellmann eviden


zia ? il fine preciso delle rappresentazioni degli scontri nell'economia del
poema: ben dal costituire soltanto un elemento accessorio e orna
lungi
mentale, esse hanno funzione di esaltare i valori eroici della
l'importante
?lite sociale iliadica.
- come si ? detto -
L'ultima parte del volume, dedicata agli elementi del
passato miceneo individuabili nelle descrizioni delle battaglie all'interno del
poema, presenta vari motivi di interesse. Si deve segnalare, innanzitutto, il
confronto che Hellmann propone all'inizio di questa sezione tra la conce
zione e il racconto della
iliadica del combattimento battaglia di Mantinea
offerto da Tucidide.2 ? significativo che le prestazioni individuali, determi
nant! nella visione eroica dtlYUiade, possano invece costituire addirittura
un pericolo per l'esito dello scontro dal punto di vista di Tucidide e siano

comunque secondarie rispetto all'azione concertata dei reparti.

1
DalFanalisi di IL 4, 517-544; 5, 9-26; 14, 459-507; 16, 644-656 sarebbe abbastanza naturale
2
evincere che prima della fuga
non esiste affatto una falange. Thuc. 5, 69.
126 ELEONORA MAZZOTTI

La questione centrale di questa ultima parte del lavoro di Hellmann ?


costituita dal rapporto delY?iade con il passato miceneo. Dopo il consue
to retrospettivo alie diverse teorie formulate l'autore manifesta
sguardo
la propria netta propensione per l'ipotesi che il poeta non avesse nozioni
storiche precise riguardo al passato. Infatti, poich? la memoria collettiva
risale al massimo alie tre generazioni precedenti, il poeta non avrebbe mai
potuto ripercorrere i circa 500 anni intercorrenti tra la propria ?poca e l'et?
micenea. D'altra parte, data l'entit? della rottura cult?rale tra l'et? mice
nea stessa e il periodo successivo, sarebbe comunque secondo
improbabile,
Hellmann, una tradizione orale che dall'et? micenea all'ottavo o
giungesse
al settimo sec?lo a.C. Owiamente Hellmann non nega la presenza di ele
menti micenei nelYlliade (soprattutto i palazzi, le tombe e alcuni oggetti),1
ma li considera
piuttosto come relitti di una civilt? che all'epoca del poeta
delY?iade doveva produrre ancora una certa impressione di splendore e

imponenza, ma di cui non si aveva alcuna conoscenza storica.2


pi?
Un'altra importante questione trattata da Hellmann ? il rapporto tra
l'individualismo della ?lite iliadica e le evoluzioni economiche, sociali e

politiche dell'?poca arcaica. L'idea fondamentale espressa ? che in un'et? di


crescente socializzazione, nel corso dello sviluppo della polis, che tendeva
a metiere in discussione l'autonomia del sing?lo e induceva a ricercare i
motivi della posizione sociale dell'aristocrazia, il poeta delY?iade intendes
se presentare al suo pubblico una ?lite che con il comportamento
proprio
l'autonomia e interessi individuali e i
salvaguardava personale perseguiva
cui privilegi, nonostante qualche inevitabile conflitto interno, erano in gran
parte accettati. Questa analisi conduce Hellmann a concludere che Ylliade
rappresentava per il pubblico un'opera d'arte con un forte riferimento alia
funzione sociale dell'aristocrazia.
Al di l? dei singoli dettagli, l'intento fondamentale di Hellmann sem
bra essere quello di affermare il carattere art?stico delY?iade: il poema ?
un po?tica e, in quanto tale, non si propone
prodotto dell'immaginazione
una ricostruzione storicamente precisa di un'?poca passata, ma piuttosto
1
Vd. Il ?o, 261-270;
11, 632-637.
2
A conferma sua
di questa cita anche studi di ambiti diversi : Heubeck,
ipotesi Hellmann A.
'Geschichte bei Homer', in A. Heubeck, Kldne Schriften zur griechischen Sprache und Kultur,
1984, pp. 39-62, il effettu? un confronto tra le tavolette in lineare B e Y Iliade,
Erlangen qu?le
evidenziando alcune sostanziali differenze; W Kullmann, Kenntnisse im
'Festgehaltene
-
Schiffskatalog und im Troerkatalog der Ilias', inW Kullmann J. Althoff, und
Vermittlung
von Wissen in der griechischen Kultur, T?bingen 1993, pp. 129-147, dove si dimo
Tradierung
stra che il quadro e dal poeta ddY?iade si basa sull'epoca
politico geogr?fico
tratteggiato
e non sull'et? micenea;B. Patzek, Homer und Mykene. M?ndliche
contempor?nea Dichtung
und M?nchen 1992, il qu?le sostenne ehe l'apparente continuit? tra
Geschichtsschreibung,
il passato miceneo e il presente nel poema non si basa affatto su una tradizione risalente
ma
all'et? micenea, pu? essere spiegata sulla base dei frequenti scambi con l'Oriente.
LE SCENE DI BATTAGLIA DELL ILIADE 127

crea un passato le cui caratteristiche spesso si riferiscono al presente e che


si prestano ad essere interpr?tate come una risposta a problemi attuali.
La descrizione delle battaglie nell'Htade costituisce parte integrante di tale
concezione po?tica e deve essere perianto intesa corne un'operazione ar
t?stica volta alla rappresentazione non della realt?, ma delle immaginarie
vicende degli eroi.
Il lavoro di Hellmann si rivela sia un buon punto di partenza per chi in
tenda affrontare specificamente lo studio delle scene di battaglia nelY?iade
sia un valido sussidio per chi sia interessato alla controversa questione del
rapporto tra ilmondo omerico e l'et? micenea. Particolarmente utile ? la
ricostruzione dello stato della ricerca, che l'autore effettua attraverso accu
rate disamine deglistudi precedenti. Si deve infine sottolineare ancora una
volta la prudenza della scelta di rinunciare a unificare elementi diversi e
talora addirittura contraddittori in un quadro coerente e omogeneo. Con la
medesima cautela Hellmann si limita alla raccolta e all'interpretazione dei
soli dati interni ail'Iliade, escludendo dalla propria indagine le informazioni
esterne, e soprattutto afferma di considerare il poema stesso complessi
vamente come un prodotto art?stico piuttosto che come un documento
storico.

Universit? di Roma m