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Classe: Mago

Abilità da incantatore

Recupero Arcano

Incantesimi Conosciuti
Trucchetti: Light, Chill Touch, Mage Hand, Presitidigitation

1 livello: Witch Bolt, Magic Armor, Chromatic Orb (3d8), Comprehend Languages, Detect Magic, Trova
Famiglio

Storia di Aiur Dargunil


Aiur Dragunil è un elfo della Luna nato ad Everlor, presso la Corte Elfica nel cuore della foresta del
Cormanthor, nelle Centrali. Figlio di due cacciatori che vendevano pelli e cacciagioni ai viaggiatori, fin da
giovane è stato abituato a vedere, e spesso interagire, con quasi tutte le razze del Faerun, seppur non sia
stato mai spinto ad essere particolarmente amichevole con nani, men che meno con mezz’orchi.

I suoi primi 15 anni di vita sono stati assolutamente spensierati: di tanto in tanto andava a cacciare con i
suoi genitori, per imparare ad usare l’arco, ma molto più spesso stava con 3 suoi amici, tutti elfi della Luna
come lui. I principali loro interessi si potevano ridurre all’uso dell’arco, a fare scherzi e cercare di imparare
la magia; l’approccio che avevano con la magia però, era molto diverso da quello che dovrebbe avere un
mago: per loro la magia era come un gioco, un qualcosa di meraviglioso e affascinante che poteva
permettergli di divertirsi.

Il suo gruppetto era abbastanza eterogeneo a livello di capacità e aspetto. Il più grande di età era Dynage,
un elfo robusto e alto come quasi tutti gli elfi intorno ai 170 cm: era il “braccio” del gruppo. Triel era snello
e agile come un serpente, con e una mano così veloce che se c’era da far sparire qualcosa era la persona
giusta, oltre al fatto che a scappare era una lepre. Ray, un elfo in grado di unire forza e grazie, di
bell’aspetto, dotato di un carisma e di una parlantina senza pari, era stato in grado di tirarli fuori dai guai
ben più di una volta, senza contare che era il capo del gruppo. Infine, Aiur, agile ma abbastanza gracile in
quanto a fisicoera il più sveglio: se Ray era il vero capo del gruppo, lui era quello che trovava nuovi modi
per divertirsi, soprattutto con la magia.

Per tutta questa parte di vita non si allontanò mai dalle foreste del Cormanthor, e questa cosa sembrava
essere motivo di fastidio tanto per lui quanto per i suoi amici: viaggiare, scoprire il mondo fare qualcosa di
importante ma divertente era il loro sogno, a volte il loro chiodo fisso.

Per questa ragione, contro la volontà dei genitori, a 18 anni decisero di andarsene da Everlor: si credevano
pronti per affrontare il mondo… ma si sbagliavano: non arrivarono nemmeno ad uscire dalle foreste.
Vennero assaliti da un branco di lupi, e sarebbero morti se non fossero stati salvati da un gruppo di
cacciatori. Dovettero tornare mestamente a casa – dove vennero punti dai genitori severamente – ma non
per questo il loro sogno svanì, fu unicamente ritardato. Passarono alcuni anni ad allenarsi duramente,
ognuno secondo le proprie abilità, ed infine, decisero di partire, stavolta con il benestare dei genitori.
Quando finalmente uscirono dalle foreste del Cormanthor si divisero, scegliendo ognuno una propria
strada, con la promessa di rimanere in vita, di modo da incontrarsi nel mondo, se Selune lo avesse voluto.

Il destino portò Aiur in un villaggio delle Marche D’Argento, dove gli abitanti che adorava in modo fanatico
una divinità montana che non aveva mai sentito. La regola del villaggio era una sola: “Qualsiasi cosa
accadesse all’interno del villaggio era volontà della divinità, e gli stranieri non avevano alcun diritto di
intervenire”. Apparentemente semplice da seguire, Handir la accettò, ma la sua giovane – per gli standard
elfici almeno – età lo portò ad infrangerla, quasi senza rendersene conto, in fretta, quando uccise con un
incantesimo un lupo che stava per sbranare una ragazzina di appena una dozzina di anni. Questo gesto, per
lui dettato dal buon cuore, fu visto dagli abitanti del villaggio, come un atto blasfemo, tanto che dovette
fuggire rapidamente per non farsi uccidere, non riuscendo però a sfuggire ai suoi inseguitori che lo
catturarono a qualche chilometro dal villaggio e lo impiccarono, lasciando il suo corpo a marcire, senza
nemmeno aspettare di vederlo morire, e questo fu la sua salvezza. Infatti, nel bosco in cui lo avevano
raggiunto, era accampata poco distante una chierica umana che, attirata dal trambusto, si era avvicinata
incuriosita. Nascosta dalle piante sentì il motivo per cui Aiur stava per essere impiccato, e considerando
quantomeno ingiusto, decise di salvarlo; la sua abilità non gli avrebbe consentito di combattere contro così
tante persone, quindi si limitò ad usare un incantesimo con cui riuscì ad impedire che l’elfo morisse
nonostante la corda al collo, e quando gli abitanti si furono allontanati, lo tirò giù dall’albero. Lo aveva
salvato, ma la corda aveva stretto così tanto il collo da ferirlo, lasciandogli una cicatrice molto chiara e che
era come un cerchio che gli circondava il collo.

Il nome dell’umana era Iskra, una bellissima e giovane chierica umana che aveva deciso di viaggiare per il
mondo per portare il volere di Tymora – sua divinità patrona – e per cercare un oggetto magico, un libro
che era stato donato dai genitori al fratello, ma che era poi finito perso quando il fratello maggiore era
rimasto ucciso da degli orchi. Iskra era affascinata dalla magia arcana, tanto che aveva provato a diventare
una maga, ma quando aveva capito che non era assolutamente portata, aveva deciso di votare la sua vita a
Tymora. Per ringraziarla di averla salvato, ma anche perché viaggiare da soli si era rivelato monotono e
pericoloso, Aiur decise di viaggiare con lei, e bastò poco tempo perché la gratitudine diventasse amicizia, e
l’amicizia diventasse amore, tanto che dopo pochi anni dal loro primo incontro, i due si sposarono.
Avrebbero smesso di viaggiare alla ricerca dell’oggetto magico che cercava lei se avessero avuto un figlio,
ma questa possibilità non si presentò mai: Iskra era sterile, come scoprirono dopo anni dal loro
matrimonio. Per 70 anni viaggiarono insieme per il Faerun, senza avere una fissa dimora, finché Iskra non
morì naturalmente di vecchiaia. Fu un durissimo colpo per Aiur: sapeva che sarebbe successo, ma
nonostante questo soffrì in un modo che non pensava sarebbe mai stato possibile. Poco prima della sua
morte, Iskra disse che, in quanto priva di eredi, avrebbe voluto che il Libro magico – che non avevano
trovato – sarebbe diventato proprietà di Aiur se lo avesse mai trovato. Non era un suo desiderio, ma Aiur
decise che avrebbe trovato quel libro ad ogni costo.

Come ultimo regalo infine, Iskra regalò a suo marito una pergamena contenente l’incantesimo Trova
Famiglio: sapeva che dopo la sua morte Aiur avrebbe cercato la solitudine, ma grazie a quell’incantesimo
avrebbe potuto avere almeno una minima compagnia. E così fu infatti, per settimane Aiur rimase vicino al
punto dove aveva cremato i resti della moglie, con la sola compagnia del suo famiglio, uno spirito fatato
evocato nella forma di un gatto che aveva il manto del medesimo colore dei capelli della moglie e ha
chiamato… Iskra.

Quando infine riuscì ad accettare, almeno in parte, la morte della moglie, partì per la ricerca del libro. Voci
sentite in giro e racconti lo condussero ad Athkatla quando aveva raggiunto l’età di 100 anni, e quindi era
ufficialmente considerato un adulto anche dalla comunità elfica.

Si è stabilito più o meno stabilmente nella città, dove vive da un paio di anni: per ora non ha trovato altre
notizie sul libro e, visto che Athkatla è un porto dove passano numerose persone, spera o di trovare il libro
– anche se sa che è difficile trattandosi di un oggetto magico – o quantomeno di avere notizie.
Obiettivi
Ciò che lo muove è riuscire a trovare il libro che cercava Iskra. Stando a quanto gli è stato raccontato da lei
si tratta di un libro magico creato all’incirca un millennio prima da un incantatore come regalo per la
moglie. Da allora è stato passato di madre/padre in figlio o, in assenza di eredi, al coniuge, o in caso di
ultimo della “famiglia” a qualcuno che fosse per il possessore meritevole. Il libro è un diario, dove i
possessori trascrivevano ciò che volevano della loro vita, delle loro scoperte e o eventuali racconti / tesori:
può esserci scritto di tutto.

Le particolarità di questo libro sono 2:

 Apparentemente è un libro di racconti per bambini dal titolo “Nuctemeron Viandante” di qualche
centinaio di pagine. Solo dicendo a voce chiara “Nuctemeron Draukulia”, il contenuto cambia e il
libro si rivela per ciò che è. Pronunciando poi le parole “Nuctemeron Viandante” il libro torna un
normale libro di racconti per bambini
 Nella prima pagina sono segnati nome e cognome di tutti i possessori del libro. Leggendo il nome
del possessore a voce alta, il contenuto delle pagine mostra ciò che la persona ha trascritto di
propria mano e, il numero delle pagine, si adatta – aumentando o diminuendo – per contenere
tutta la storia di quella persona.

Iskra non glielo ha potuto confermare in quanto non ne è mai entrata in possesso, ma è possibile che per
scrivere sul libro sia necessario un inchiostro speciale, i cui ingredienti sono scritti subito dopo i nomi dei
possessori del libro. Aiur per ora non si è mai posto il problema: se lo porrà se mai riuscirà a trovare il libro.

BACKGROUND E PERSONALITA’

Linguaggi: Comune, Elfico, Draconico, Silvano.

Allineamento: Caotico Buono

Ideale: “ La magia è un gioco: un gioco affascinante e potenzialmente pericoloso che non è adatto a tutti,
ma pur sempre un gioco, quindi va vissuta con divertimento e leggerezza, mista a quel rispetto necessario
per qualcosa che va oltre la comprensione dei più.”

Legame: il legame più forte che ha ora come ora è con il suo famiglio Iskra. Di tanto in tanto scrive ai Suoi.

Difetto: la morte della moglie lo ha segnato particolarmente. Da una parte non vuole legarsi in modo così
profondo con nessun’altro, dall’altra parte sente molto la mancanza del conforto che può dare il tocco di
una donna. Non è raro quindi che cerchi donne – anche prostitute – solo per poter sentire di nuovo su di sé
il corpo di una donna, anche solo per una notte… anche solo per denaro.

Background: Erborista Guaritore (Inventato da me). Iskra era una chierica dal grande cuore, che viaggiava
non solo per cercare il suo libro, ma anche per portare conforto alle persone, fosse esso spirituale o
materiale. Spesso usava i propri poteri divini per curare i malati o i feriti, ma a volte non erano sufficienti,
per questa ragione con il tempo era diventata un’esperta erborista e guaritrice, professioni che ha
insegnato al marito.

Privilegio: Erborista Guaritore (Inventato da me). Grazie al tempo impiegato a preparare impacchi,
unguenti e pozioni di cura è in grado di preparare oggetti curativi più facilmente (In gioco si tradurrebbe
con minor cost o minor tempo. A te la scelta di quanto tempo in meno ci metto e quanto mi costano in
meno o quale delle due). Inoltre, è in grado di capire subito se una persona è ancora in vita oppure no e
riuscire ad avere una idea abbastanza precisa di causa della morte e da quanto tempo.

Abilità suggerite: Guarigione, Natura Tools: (Inventato da me). Proficiency in Herbalism Kit
Fobie. Non ha sviluppato particolari fobie, seppur si trovi abbastanza impacciato nell’uso delle corde, tanto
che non la porta nemmeno con sé, preferendo affidarsi alle sue abilità arcane che ad un oggetto che lo ha
quasi ucciso. Allo stesso modo tende a diffidare dalle persone che dimostrano fanatismo, in generale per
qualcosa, e in particolare religioso.

Rapporto con la divinità. Le sue divinià a cui si rivolge sono 3: Selune – per le sue origini Elfiche -, Mystra –
in quanto mago - e Tymora – perché un po’ di fortuna serve sempre e perché era la divinità patrona della
moglie.

Aspetto. Carnagione chiara, che sfuma verso il blu, tonalità che si nota in modo particolare quando è alla
luce del sole. Occhi di colore azzurro ghiaccio, punteggiati di oro, capelli di colore bianco argenteo.

È abbastanza alto per gli standard elfici, visto che raggiunge i 182 cm, ed ha dei tratti del viso abbastanza
marcati, ma il fisico longilineo e più agile che muscoloso (pesa all’incirca 60 Kg) tradiscono facilmente la sua
natura di elfo purosangue,

Al collo ha ancora il segno della corda con cui è stato “impiccato”, anche se tende a nasconderla sempre
con una sciarpa o con una bandana, a seconda della stagione e della temperatura

Professione: Erborista Guaritore. Ha imparato come mettere a frutto le sue conoscenze della natura e
dell’erboristeria e quindi durante i suoi viaggi non è raro che si ritrovi a vendere erbe di vario tipo, pozioni
guaritrici – se è riuscito a crearle - nonché particolari misture di “erba pipa”, anche se di solito le poche dosi
che riesce a creare da solo le tiene per sé stesso. (le misture particolare son erba, chiariamolo XD)

Contatti. Nel suo vagabondare ha aiutato a curare numerose persone, in certi casi il suo intervento ha fatto
la differenza tra la morte e la vita: se dovesse trovare una di queste persone nei suoi viaggi potrebbe avere
un piccolo aiuto. In città ha qualche contatto che può procurargli erbe particolari, sempre dietro giusto
compenso.

Amicizie. Ad Athkatla non ha stretto molte amicizie: il suo volersi trattenere dal dire che è un Mago lo
spinge ad un certo isolazionismo, tanto che sono pochi gli amici. Per quanto possa sembrare insolito ha
stretto un rapporto di amicizia con una Prostituta di nome Keriwen, una mezz’elfa e che ha un debole per
Aiur: a volte è capitato che gli facesse degli sconti o, in momenti di magra, passasse la notte con lui, più
spesso le piace passare il tempo con lui e sentire i suoi racconti sulle terre che ha visitato. È l’unica persona
che lo abbia mai visto senza qualcosa a coprirgli il collo, e quindi l’unica che sa della sua cicatrice. Ha un
rapporto di affari con Boid, il proprietario della locanda dove abita: l’elfo sospetta che il locandiere si sia
fatto l’idea he lui sia un mago, ma se è così non ha mai detto o fatto nulla, e la cosa gli sta bene. Un altro
rapporto di affari, divenuto quasi un’amicizia, è quello che ha con Klifein, uno gnomo che gestisce un
negozio di libri di cui Aiur è un frequentatore abituale. Lo gnomo sa che Aiur è un mago, e se gli capita
sottomano qualche libro interessante, di solito glielo tiene da parte, mettendolo in vendita solo in un
secondo momento, e solo se all’elfo non interessa. Naider, un elfo cacciatore, che più che un amico ha un
rapporto di gratitudine verso Aiur; infatti, mentre andava in giro a cercare erbe, ha salvato la vita di Naider
che era a caccia: prima ha ucciso il cinghiale che lo stava caricando per la seconda volta, e poi gli ha salvato
la vita. Aiur ha più volte ribadito al mezz’elfo che non gli doveva nulla, ma questi non ha voluto sentire
ragioni, e quindi per ripagare il debito lo aiuta a raccogliere piante rare, gliele porta direttamente, oppure lo
accompagna quando lui esce alla ricerca di queste. L’ultima persona con cui ha un rapporto che è a metà
tra amicizia e “affari” è Kel, un Tiefling che aiuta la guardia cittadina in qualità di “vigilante” della città. Kel,
grazie ad un occhio attento e ad una rete di informatori sparsi per la città, ha scoperto in fretta che Aiur era
un mago, ma invece di allontanarlo o “sputtanarlo” gli ha chiesto aiuto: ogni qual volta deve interrogare
qualcuno per avere informazioni lo chiama. Aiur, sfruttando una lugubre maschera da teschio – che
nasconde il viso - un mantello nero e qualche incantesimo, riesce a far sciogliere la lingua a quasi tutti i
sospettati che Kel interroga, facendo leva soprattutto sul timore che le genti di Amn provano nei confronti
degli Incantatori Arcani. Non è raro che i due si trovano per fare una bevuta, di solito lontano da tutti e
tutti, e si facciano delle grasse risate ricordando alcuni degli interrogatori che si sono rivelati divertenti per
le reazioni delle persone.

Rivalità. Non è facile essere simpatici a tutti, e Aiur di certo non si sforza ad esserlo, con il risultato che, è
riuscito a rendersi antipatico a più di una persona, a volte per colpa sua, a volte per colpa delle circostanze.
Gether è un nano che è innamorato perso della prostituta Keriwen, che però non vuole abbandonare la sua
vita…non per lui almeno. Per questo il nano disprezza tutti i clienti di Keriwen, mentre odia letteralmente
Aiur in quanto sa che lei ha un debole per lui. Heilon, un arrogante elfo alto chierico, è un altro di quelli che
ha sulla sua personale lista nera Aiur: in parte perché mal sopporta il carattere aperto e amichevole
dell’elfo della luna, in parte perché essendo un chierico, non accetta che Aiur vada in giro a curare persone,
che altrimenti dovrebbero prostrarsi ai suoi piedi. L’erborista halfling Tedis mal sopporto Aiur, sia perché è
un suo diretto rivale, anche se la mole di lavoro di Aiur è molto più ridotta in quando non ha un negozio ma
si limita a girare per il mercato offrendo i suoi servigi, ma soprattutto perché l’elfo apprezza prezzi così bassi
da esser chiaro che non ha alcun interesse ad arricchirsi… il che per un natio dell’Amn è qualcosa di
insensato. La persona in città che però in assoluto più lo odia – oltre ad essere anche l’unico a cui ha
effettivamente ha fatto qualcosa volontariamente– è uno stregone Dragonide di nome Raftain. Spocchioso
e convinto di essere l’essere più bello mai esistito sulla terra – mentre in realtà ci sa solo fare – ha
l’abitudine di importunare e allungare le mani sulle cameriere nelle taverne e, qualche volta, di utilizzare
charme per portarsele a letto, convinto che nessuno se ne potesse accorgere. Aiur però lo ha visto più di
una volta farlo, e quindi ha deciso di rendergli pan per focaccia: spesso, quando sta per entrare in una
taverna, utilizza dei trucchetti per macchiargli i vestiti, evocare un cattivo odore… insomma, fargli degli
scherzetti che lo mettano in imbarazzo. Ci ha messo un po’ per capirlo, ma quando si è accorto che la colpa
era di Aiur lo ha minacciato: o la smetteva o avrebbe detto a tutti che era un Mago. Ha dovuto però ritirarsi
con la coda tra le gambe quando lui gli ha fatto la stessa minaccia: se lo avesse sputtanato, lui avrebbe fatto
lo stesso.

In città. Gli incantatori arcani sono respinti e temuti nell’Amn, quindi sono in pochi a sapere che è un Mago.
Per quasi tutti è semplicemente un erborista guaritore e uno studioso. Attualmente si è stabilito in pianta o
meno fissa in una locanda abbastanza economica dei bassifondi. Il proprietario – un grasso umano di nome
Boid: gli fa un prezzo di favore perché Aiur è l’unica persona in grado di prepararli una bevanda in grado di
calmare il suo reflusso gastrico. I due hanno fatto un accordo: oltre a fornirgli gratuitamente la bevanda una
volta alla settimana, si occupa anche di fornire cure ed aiuto a qualsiasi dipendente della locanda si possa
infortunare; inoltre Aiur ha promesso che, nel momento in cui se ne andrà definitivamente dalla locanda,
gli fornirà la ricetta della bevanda che gli prepara. Ogni tanto gira per il mercato offrendo servigi ed erbe a
chi le richiede, così da guadagnarsi i soldi che gli servono per ingredienti, libri, per pagarsi la stanza e… per
andare ogni tanto da Keriwen.

Carattere. Ad un primo sguardo dà l’impressione di essere un tipo schivo ma in realtà è di buon cuore e,
come molti elfi della luna, non ha particolari pregiudizi né si sente superiori agli altri semplicemente per la
sua razza. Ciò a cui dà particolare importanza sono libertà e rispetto, ragion per cui non tollera i soprusi
verso chi non si può difendere e gli arroganti. È consapevole che si trova in un ruolo ostile agli incantatori
arcani ed è abbastanza intelligente da non intervenire direttamente se rischia di essere smascherato o se è
in pressante inferiorità numerica, ma avendo una buona memoria imprime nella sua mente i volti e i nomi
delle persone, e poi in qualche modo gliela fa pagare, di solito con qualche scherzetto che gli faccia perdere
la faccia. Ha un rapporto particolare con la magia: la considera un’altissima espressione di arte, da
maneggiare con cura e rispetto, ma al tempo stesso vive l’utilizzo della magia con leggerezza, con
quell’atteggiamento che aveva da piccolo, come fosse un gioco.

ABILITA’ SCELTE: Arcana, Religione, Percezione


Abilità derivanti da BackGround: Guarigione e Natura

CARATTERISTICHE

PF: 7

FORZA 8

DESTREZZA 17

COSTITUZIONE 12

INTELLIGENZA 16

SAGGEZZA 12

CARISMA 10

EQUIPAGGIAMENTO

Arco Lungo

2 Faretre

Spade Corta

Focus Arcano (Il cristallo dell’anello di matrimonio donatogli da Iskra che ora porta al collo, legato ad una
catenina)

Zaino contenente:

 Libro degli Incantesimi.


 Scatola per mappe o pergamene contenente
o 20 pergamene
o 10 Fiale vuote
 1 carboncino
 Penna e calamaio
 Sapone
 Fiala di Profumo
 Kit da Erborista
 Simbolo Sacro di Elune (tenuto in una tasca laterale dello zaino)
 Simbolo Sacro di Mistra (tenuto in una tasca laterale dello zaino)
 Simbolo Sacro di Tymora (tenuto in una tasca laterale dello zaino)

Alla cintura ha:

 1 Borsello da cintura contenente:


o 2 Fiale di Acido
o 2 Fiale di Acqua Santa
 1 Borsello dei Componenti
 Il sacchetto dei soldi
 2 borselli da cintura dove le erbe prima di trattarle (dopo le lascia in vasetti e recipienti che sono
all’interno del Kit da Erborista, oppure all’interno delle Fiale, in caso riesca a distillare qualcosa di
liquido)
CARICO TOTALE:

TRADIZIONE ARCANA

Lore Mastery