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INCONTRO CON LA SOCIOLOGIA

CAPITOLO 4
«paradigma della struttura»
«paradigma dell’azione»

1. PARADIGMA DELLA STRUTTURA


I sostenitori del paradigma della struttura prendono le mosse dall’assunto che per spiegare i comportamenti umani
occorre partire dalla società. Ogni uomo (o donna) nasce in un mondo sociale preformato, cresce in un determinato
ambiente. Fortemente condizionate dalla sua esperienza. L’intera sua esistenza seguirà un percorso largamente
prevedibile, non potrà infatti fare altro che battere strade già tracciate. Ciò non vuol dire che l’individuo non sia libero
di compiere delle scelte, ma la sua libertà rimane tuttavia confinata nei limiti ristretti consentiti dalla struttura sociale.
Quando un individuo commette un reato grave si va a scavare nella sua biografia per scoprire fatti o circostanze che
possano averlo indotto sulla via del crimine. Si dice allora che le cause del crimine sono cause sociali.

Quando Marx analizza i rapporti tra le classi e parla di sfruttamento tra capitalisti e lavoratori salariati non pensa certo
che i membri delle due classi abbiano la possibilità di comportarsi in modo diverso; la posizione che occupano nella
struttura sociale impone agli uni di fare tutto il possibile per accrescere i profitti e agli altri di vendere la forza lavoro a
un prezzo che garantisce loro appena la sopravvivenza.

Durkheim → la società viene prima degli individui


Durkheim → mostra che nel suicidio operano cause sociali

Le spiegazioni strutturali fanno sempre riferimento a qualche forza che agisce alle spalle degli individui (spesso, anzi,
quasi sempre, senza che ne siano consapevoli) e li spinge a comportarsi in un determinato modo.
Come scrive Peter Berger [1963], Cupido non colpisce mai del tutto a caso: l’amore romantico ha molta più probabilità
di scoppiare tra persone della stessa razza, religione, nazionalità, ceto sociale, grado di istruzione, che abitano nella
stessa città e che frequentano gli stessi luoghi e le stesse amicizie.

Teoria dei ruoli spiega il comportamento degli individui in base alla posizione (lo status)

Concezione olistica

2. PARADIGMA DELL’AZIONE
Nasce in Germania - Weber
“individualismo metodologico”

Vilfredo Pareto : “azioni logiche” vs “azioni non logiche”

L’uomo non è un essere razionale, ma è un essere capace di agire razionalmente

Non solo può scegliere diversi corsi di azione, pur nell’ambito dei vincoli posti dalla struttura, ma con la sua azione
pone in essere la struttura stessa. Le strutture sociali, le istituzioni, infatti, altro non sono che aggregati di azioni che si
sono consolidate nel tempo, ma che così come sono state prodotte, possono anche essere modificate nel tempo da altre
azioni.

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