Sei sulla pagina 1di 5

Cognome Nome Matricola

Secondo appello - Analisi Matematica 1 (11/02/2019)


Corso di Laurea in Ingegneria dell’Energia (Canale A) e Ingegneria Meccanica (Canale 3)
TEMA 2

Esercizio 1 [6 punti]

Sia data la serie


+∞
X (3β)2k
.
k2 − k
k=2
e
(a) [2 punti] Dire se la serie converge quando β = 3π .

(b) [2 punti] Studiare la convergenza della serie al variare di β ∈ R.

1
(c) [2 punti] Calcolare la somma della serie quando β = 3 (suggerimento : k 2 − k = k(k − 1), quindi...).

Esercizio 2 [6 punti]

(a) [3 punti] Determinare l’ordine di infinitesimo di F (x) per x → 0, dove


Z 2x2
2
F (x) := sin(t)dt − 4x2 (esin(x) − 1).
0

(b) [2 punti] Calcolare


F (x)
lim .
x→0 sin(x4 )
(c) [1 punto] Stabilire se x0 = 0 è un punto di massimo, di minimo o di flesso per F .

Esercizio 3 [6 punti]

(a) [4 punti] Calcolare l’integrale indefinito

ex (4ex − 9)
Z
dx.
e2x − 5ex + 6
ex (4ex −9)
(b) [1 punto] Determinare la primitiva F (x) di e2x −5ex +6 tale che F (0) = 0 e scrivere il dominio di F (x).

(c) [1 punto] Sia F (x) la funzione trovata al punto (b). Determinare l’esistenza di eventuali asintoti
verticali ed orizzontali.
Esercizio 4 [6 punti]

(a) [3 punti] Risolvere il seguente problema di Cauchy (la soluzione dipende da α ∈ R)



00 0
y (t) + 4y (t) + 5y(t) = −5,

y 0 (0) = α,

y(0) = 0.

(b) [2 punti] Sia yα (t) la soluzione del problema di Cauchy al punto (a). Determinare α ∈ R tale che
 

yα = 0.
2

(c) [1 punto] Sia yα (t) la soluzione del problema di Cauchy al punto (a). Determinare α ∈ R tale che

yα (t)
lim = 1.
t→0 t
(suggerimento: sviluppare in serie di Taylor yα (t) intorno a t = 0 fino al primo ordine)
Domanda 1 [3 punti]

Enunciare e dimostrare il Teorema della Permanenza del Segno (per funzioni continue).

Domanda 2 [3 punti]

Enunciare e dimostrare il Teorema di Fermat.

Domanda bonus per la Lode

Sia f : R → R continua e derivabile su R tale che

lim f 0 (x) = 0.
x→+∞

• È vero allora che


lim f (x) = ` ∈ R ?
x→+∞

Motivare la risposta nel caso affermativo o produrre un controesempio nel caso negativo.
• È vero il viceversa, ovvero “limx→+∞ f (x) = ` ∈ R implica limx→+∞ f 0 (x) = 0” ? Motivare la
risposta nel caso affermativo o produrre un controesempio nel caso negativo.

NOTE IMPORTANTI
• Scrivere nome, cognome in STAMPATELLO.

• Tutti gli esercizi vanno opportunamente giustificati senza saltare alcun passaggio importante.
• Gli enunciati dei due Teoremi devono contenere tutte le ipotesi necessarie e sufficienti a dimo-
strare la tesi. Le dimostrazioni devono essere complete e contenere tutti i passaggi.
• La domanda bonus non ha punteggio. Verrà considerata solo nel caso si raggiunga il punteg-
gio di 30/30 dalla somma degli esercizi e delle domande precedenti. In questo caso, se risolta
correttamente, varrà la Lode.
Soluzione
Esercizio 1

e
P+∞ ( e )2k
(a) Quando β = 3π la serie (a termini positivi) diventa k=2 kπ2 −k . Siccome π ≈ 3.14 ed e ≈ 2.71,
e 2
π < 1, e quindi ad esempio (poiché k − k ≥ 1 per ogni k ≥ 2)

+∞ e 2k +∞  2k

X
π
X e
0< ≤ .
k2 − k π
k=2 k=2

e 2k
   k
e 2
La serie converge per il criterio del confronto, poiché la serie di π = π è una serie geometrica
2 2 1
di ragione e /π < 1 (alternativamente, si può confrontare la serie con quella di k2 −k poiché il numeratore
è sempre < 1, e quest’ultima converge).

(b) La serie è a termini positivi per ogni β ∈ R (la potenza è pari). Utilizziamo il criterio della radice:
s
2k
k (3β)
lim = (3β)2 .
k→+∞ k2 − k

Se (3β)2 < 1 (cioè se |β| < 13 ⇐⇒ − 31 < β < 13 ) la serie converge, e diverge a +∞ per |β| > 13 (cioè se
β < − 31 o β > 13 ). Per |β| = 13 il criterio non dice nulla. Sostituiamo β = ± 31 nella serie, ed otteniamo
+∞
X 1
k2 − k
k=2

1
che converge (per confronto o per confronto asintotico con la serie di k2 ). Concludiamo che la serie
converge se e solo se − 31 ≤ β ≤ 13 .

1
P+∞
(c) Quando β = 3 la serie diventa k=1 k21−k . Notiamo che k21−k = k(k−1)
1
= k−11
− k1 e quindi la
P+∞ 1
serie è telescopica, del tipo k=2 ak − ak+1 con ak = k−1 . La sua somma è dunque a2 + limk→+∞ ak = 1.

Esercizio 2

(a) La funzione sin(t) si integra esplicitamente:


Z 2x2
t=2x2
sin(t)dt = [− cos(t)]t=0 = 1 − cos(2x2 ),
0

per cui  
2
F (x) = 1 − cos(2x2 ) − 4x2 esin(x) − 1 .
2
Ricordando gli sviluppi ey = 1 + y + o(y), cos(y) = 1 − y2 + o(y 2 ) e sin(y) = y + o(y) per y → 0 vediamo
subito che
(2x2 )2
 
F (x) = 1 − 1 − + o(x ) − 4x2 (x2 + o(x2 )) = −2x4 + o(x4 ) , x → 0.
4
2
Pertanto l’ordine di infinitesimo di F (x) per x → 0 è 4.

(b) Ricordando che sin(y) = y + o(y) per y → 0 e lo sviluppo di F (x) del punto (a)

F (x) −2x4 + o(x4 )


lim 4
= lim = −2.
x→0 sin(x ) x→0 x4 + o(x4 )

(c) La prima derivata non nulla in x0 = 0 è di ordine pari e tale derivata è negativa (il segno è quello
dato dalla parte principale dello sviluppo di Taylor). Concludiamo che si tratta di un punto di massimo
locale.
Esercizio 3

(a) Con un cambio di variabile t = ex (dt = ex dx) otteniamo

ex (4ex − 9) 4t − 9
Z Z
dx = dt| x .
e2x − 5ex + 6 t2 − 5t + 6 t=e
Il denominatore è un polinomio di secondo grado che ammette due radici reali e distinte t = 2 e t = 3,
quindi t2 − 5t + 6 = (t − 2)(t − 3). Abbiamo che

4t − 9 4t − 9 (A + B)t − 2B − 3A
Z Z Z Z
A B
2
dt|t=ex = dt|t=ex = + dt|t=ex = dt|t=ex .
t − 5t + 6 (t − 2)(t − 3) t−2 t−3 (t − 3)(t − 2)

Cercando A, B tali che A + B = 4 e −3A − 2B = −9 troviamo A = 1, B = 3, per cui

ex (4ex − 9)
Z Z
1 3
dx = + dt| x = ln(|t−2|)+3 ln(|t−3|)+c|t=ex = ln(|ex −2|)+3 ln(|ex −3|)+c.
e2x − 5ex + 6 t − 2 t − 3 t=e

(b) Al punto (a) abbiamo mostrato che ogni primitiva è della forma F (x) = ln(|ex −2|)+ 3 ln(|ex −3|)+c,
con c costante arbitraria. Determiniamo l’unica costante c per cui F (0) = 0, ovvero

0 = F (0) = ln(|e0 − 2|) + 3 ln(|e0 − 3|) + c = ln(|1 − 2|) + 3 ln(|1 − 3|) + c = ln(1) + 3 ln(2) + c = 3 ln(2) + c.

Deve essere c = −3 ln(2) e quindi F (x) = ln(|ex − 2|) + 3 ln(|ex − 3|) − 3 ln(2).

Notiamo che gli argomenti dei logaritmi sono non-negativi (sono dei moduli), per cui gli unici punti in
cui non sono definiti tali logaritmi sono quelli per cui l’argomento si annulla, ovvero quando ex = 2
(x = ln(2)) ed ex = 3 (x = ln(3)). Si ha Dom(F ) = R \ {ln(2), ln(3)}.

(c) Notiamo che limx→+∞ F (x) = limx→+∞ ln(|ex − 2|) + 3 ln(|ex − 3|) − 3 ln(2) = +∞, mentre

lim F (x) = lim ln(|ex − 2|) + 3 ln(|ex − 3|) − 3 ln(2) = ln(|0 − 2|) + 3 ln(|0 − 3|) − 3 ln(2)
x→−∞ x→−∞

= ln(2) + 3 ln(3) − 3 ln(2) = ln(27) − ln(4) = ln(27/4).

Per cui c’è un asintoto orizzontale per x → −∞ (y = ln(27/4)).

Per quanto riguarda gli asintoti verticali si vede che

lim ln(|ex − 2|) + 3 ln(|ex − 3|) − 3 ln(2) = lim ln(|ex − 2|) + 3 ln(|ex − 3|) − 3 ln(2) = −∞.
x→ln(2)± x→ln(3)±

Quindi x = ln(2) e x = ln(3) sono asintoti verticali.

Esercizio 4

(a) Cerchiamo prima una soluzione generale yo dell’equazione omogenea risolvendo

z 2 + 4z + 5 = 0.

Le soluzioni sono date da z1/2 = −2 ± i, per cui

yo (t) = e−2t (c1 sin(t) + c2 cos(t)).

Una soluzione particolare è data da yp (t) = −1. Per cui la soluzione generale del problema è data da

y(t) = yo (t) + yp (t) = e−2t (c1 sin(t) + c2 cos(t)) − 1.

Imponiamo le condizioni iniziali per trovare c1 , c2 .

0 = y(0) = c2 − 1 ⇒ c2 = 1
e siccome y 0 (t) = −2e−2t (c1 sin(t) + c2 cos(t)) + e−2t (c1 cos(t) − c2 sin(t)),

α = y 0 (0) = −2c2 + c1 ⇒ c1 = α + 2c2 = α + 2.

La soluzione cercata del problema di Cauchy è

yα (t) = e−2t ((α + 2) sin(t) + cos(t)) − 1.

(b) Occorre risolvere


 

0 = yα = e−3π ((α + 2) sin(3π/2) + cos(3π/2)) − 1 = −e−3π (α + 2) − 1 ⇒ α = −2 − e3π .
2
2
(c) Utilizzando le espansioni ey = 1 + y + o(y), sin(y) = y + o(y) e cos(y) = 1 − y2 + o(y 2 ) = 1 + o(y) per
y → 0, vediamo che

yα (t) = (1 − 2t + o(t)) ((α + 2)t + 1 + o(t)) − 1 = αt − (4 + 2α)t2 + o(t) = αt + o(t)

per t → 0, e quindi
yα (t) αt + o(t)
lim = lim = α,
t
t→0 t→0 t
dunque il valore cercato di α è α = 1 (alternativamente si poteva utilizzare de l’Hôpital).

Domanda bonus per la Lode

• La prima affermazione
√ è falsa. In effetti possiamo prendere le funzioni f (x) = ln(x) (f 0 (x) = x1 )
0
o g(x) = x (g (x) = 2√ 1
x
). Si ha limx→+∞ f 0 (x) = limx→+∞ g 0 (x) = 0 ma limx→+∞ f (x) =
limx→+∞ g(x) = +∞.

(Nota: i due esempi dati sono funzioni non definite su tuttto R ma non è un problema, in effetti
la domanda era sul comportamento a +∞, quindi è sufficiente che i controesempi siano funzioni
continue e derivabili su [x0 , +∞) per un certo x0 ∈ R).

In questo caso si tratta di funzioni che tendono a +∞ molto lentamente, cosı̀ lentamente che la
velocità con cui tendono a +∞ (che è data dalla derivata prima) tende a zero.
• Anche la seconda affermazione è falsa. In effetti possiamo produrre una funzione che tende a 0
per x → +∞, ma che sia molto oscillante (e quindi le derivate cambiano segno indefinitamente).
2
Ad esempio f (x) = sin(x
x
)
. Chiaramente limx→+∞ f (x) = 0 (funzione limitata per infinitesima).
sin(x2 )
Invece f 0 (x) = 2 cos(x2 ) − x2 e quindi @ limx→+∞ f 0 (x).