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TEORIA MUSICALE – UNITA’ 1 – LE CARATTERISTICHE DEL SUONO

In questa unità studieremo le 4 caratteristiche del suono: altezza, intensità, timbro e durata.

1. Il suono in acustica

La scienza che studia gli eventi sonori è l’acustica. Essa ci spiega come vengono
prodotti, come riusciamo a percepirli e quali sensazioni proviamo quando li udiamo.

Il suono è un fenomeno acustico prodotto da vibrazioni dei corpi elastici. Suoni e


rumori nascono da un corpo, la sorgente sonora, che inizia a vibrare perché
sollecitato in qualche modo. Se pizzichiamo la corda di una chitarra, la corda è la
sorgente sonora; si produce un suono e possiamo vedere la corda che vibra, fino a
quando smette e il suono svanisce. Quando battiamo le mani, il risultato è un
rumore. Anch’esso nasce dalle vibrazioni, però in questo caso non riusciamo a
vederle. In acustica un evento sonoro è definito suono (o suono determinato) se
nasce da vibrazioni regolari che producono un effetto generalmente piacevole
all’ascolto, identificabile con un nome preciso (Do, Re, Sol, ecc…). Le sorgenti
sonore che producono i suoni sono gli strumenti musicali e le voci dei cantanti.

I rumori (o suoni indeterminati), invece, sono dovuti a vibrazioni irregolari, non


identificabili, e possono essere sgradevoli, come uno scoppio, o piacevoli come il
cinguettio degli uccellini.

2. L’altezza

 L’altezza è la caratteristica che ci fa percepire la differenza fra suoni acuti e


gravi.

Attività/Ascolto

 Sperimentiamo l’altezza

Se ascolti con attenzione gli eventi sonori


proposti, potrai certamente notare una
differenza: nella prima serie i suoni sono più
fini, sottili, piccoli…in alto: sono acuti. Al
contrario, nella seconda serie essi sono grossi,
grandi… in basso: sono gravi. È come se i suoni
potessero salire e scendere lungo una scala
immaginaria e noi istintivamente, li cerchiamo
in alto se sono acuti e in basso se sono gravi.
Uno strumento musicale che ben rappresenta
questa scala immaginaria è il pianoforte.
Suonando tutti i tasti da sinistra verso destra, i
suoni prodotti diventano, da molto gravi,
sempre più acuti, e, viceversa, se si suonano
da destra verso sinistra, passano dall’acuto al
grave.
L’altezza sul rigo musicale. Il rigo musicale su cui si scrivono le note (pentagramma)
è composto da cinque linee parallele che formano tra loro quattro spazi: la
posizione di una nota su una certa linea o su un certo spazio ne indica l’altezza. Il
pentagramma, così, rappresenta graficamente quella scala immaginaria di suoni
che va dal grave all’acuto. I suoni gravi vengono scritti più in basso, i suoni acuti,
più in alto.

Il primo suono è più grave del secondo, che è più grave del terzo, e così via…

Approfondimento

Altezza e frequenza

L’acustica ci spiega che quanto più un suono è acuto, tanto più numerose (frequenti) sono le
vibrazioni che la sorgente compie. Al contrario, se un suono è grave, il numero di vibrazioni
(frequenza) è molto minore. La frequenza delle onde sonore è stata studiata dallo scienziato
tedesco Heinrich Rudolf Hertz (1857-1894). Col suo cognome oggi si indica l’unità di misura della
frequenza.

1 hertz (Hz) = 1 vibrazione al secondo

La frequenza dunque indica il numero di vibrazioni che la sorgente sonora compie in 1 secondo
e da essa dipende l’altezza del suono emesso. È possibile infatti stabilire la frequenza e quindi
l’altezza esatta di ogni suono. Per esempio il diapason, usato per accordare gli strumenti
musicali, emette il suono della nota La3 che ha frequenza 440Hz.

Al di sotto dei 16 Hz il suono diviene un infrasuono, cioè un suono così grave che non siamo in
grado di percepirlo. Altrettanto accade se il suono è tanto acuto da superare i 16000 Hz,
diventando un ultrasuono. Ogni essere vivente dotato di apparato uditivo ha una propria area
di udibilità, ad esempio i suoni apprezzabili dall’orecchio umano vanno dalle 16 alle 4000
vibrazioni. Molti animali sono in grado di udire gli infrasuoni e, per esempio, si agitano quando li
sentono provenire dalla crosta terrestre prima di un terremoto. Altri animali, invece, come i
delfini, emettono sott’acqua segnali ad ultrasuoni per comunicare tra loro, anche a distanze
enormi.
Estensione di uno strumento. Gli strumenti musicali sono costruiti in modo tale da
produrre un certo numero di suoni. La gamma di suoni, il range, che uno strumento
può emettere è chiamato estensione. Ad esempio, alcuni strumenti di piccola
dimensione, come il violino, il flauto o l’ottavino, sono adatti per i suoni acuti, mentre
strumenti di dimensioni più grandi, come il contrabbasso, il trombone o la
grancassa, emettono suoni gravi. Altri strumenti come il pianoforte, l’organo o
l’arpa, hanno un’estensione molto ampia e possono produrre sia suoni molto gravi,
sia molto acuti.

Approfondimento

 La velocità del suono

Per velocità si intende lo spazio che una vibrazione sonora percorre in un secondo. Il suono si
propaga nell’aria ad una velocità di 331 metri al secondo con una temperatura di 0 gradi.
Aumenta di 60 cm circa per ogni grado di temperatura in più. Il suono si propaga anche
attraverso i liquidi, i solidi ed i gas; in questi casi la velocità cambia in relazione al materiale ed in
rapporto alla temperatura. Ad esempio con una temperatura di 20 gradi nell’acqua il suono si
propaga ad una velocità di 1480 m/s.
3. L’intensità

 L’intensità è la caratteristica che distingue i suoni forti e deboli (piano).

Attività/Ascolto

 Sperimentiamo l’intensità

Nei frammenti proposti all’ascolto è facile accorgersi che la musica è la stessa, ma è suonata
con tre livelli diversi di intensità. Il primo frammento è suonato piano e risulta leggero,
delicato. Il secondo è forte, più pesante e deciso. Il terzo è fortissimo, imponente e
schiacciante. L’intensità di un suono dipende dalla forza con cui viene emesso. Si può
sussurrare o gridare, si può pigiare con forza un tasto del pianoforte o lo si può sfiorare. Si
ottengono così suoni di intensità diversa, a cui corrispondono diverse ampiezze dell’onda.
Proprio come onde marine, infatti, anche le onde sonore possono essere di ampiezza
diversa. Più le vibrazioni sono ampie più il suono è forte. Osservalo in classe con il programma
Audacity.

Un singolo suono (o rumore) può essere emesso con livelli di intensità che vanno dal
meno-che-pianissimo al più-che-fortissimo. In musica i passaggi graduali da un
livello di intensità ad un altro si chiamano crescendo, quando il suono passa dalla
gamma del piano a quella del forte, e diminuendo, quando succede l’opposto.

Come si indica l’intensità sullo spartito. Per indicare ai musicisti l’intensità con cui
suonare, si usano abbreviazioni, scritte con lettere in corsivo sotto il rigo musicale.
Per indicare il crescendo e il diminuendo si utilizzano le sigle cresc. o dim. oppure le
forcelle poste sotto il pentagramma. Le sigle e le forcelle sono chiamate indicazioni
dinamiche, perché determinano il movimento di un brano musicale (dinamica),
non in termini di variazioni di velocità (agogica) bensì di intensità di suoni.
4. Il timbro

 Il timbro è il colore del suono, la caratteristica che ci fa distinguere tra loro gli
strumenti musicali e le voci.

Attività/Ascolto

 Sperimentiamo il timbro

Nei frammenti proposti all’ascolto la musica è la stessa ma è suonata con tre timbri differenti.
È come osservare tre disegni identici ma in tre diversi colori. Anche ad occhi chiusi ognuno
riconosce il timbro della voce della madre, del padre, dei fratelli, degli amici… Ogni persona
ha il proprio timbro vocale, inconfondibile come il suo aspetto fisico, ma anche gli strumenti
musicali come il violino, il sassofono, il vibrafono hanno il loro timbro strumentale e chi è
abituato ad ascoltare musica li riconosce come se li vedesse suonare.

Timbro e forma d’onda. Se l’altezza del suono dipende dalla frequenza dell’onda
sonora e l’intensità dalla sua ampiezza, il timbro dipende dalla forma dell’onda
sonora.

Ogni strumento ha la sua particolare onda sonora che dipende:

 dalla forma e dalle dimensioni dello strumento: anche se simili nell’aspetto,


un violino e un contrabbasso hanno timbri differenti, indipendentemente dal
fatto che producono anche suoni di altezza diversa;
 dal materiale con cui sono costruiti: il legno e il metallo sviluppano onde
sonore molto diverse
 dalle tecniche di costruzione: due violini pur se delle stesse dimensioni e
materiale possono avere timbri diversi
 dal modo in cui viene prodotto il suono: strofinando, pizzicando, soffiando o
percuotendo
 dal registro (gamma di altezze sonore) in cui viene suonato: ogni strumento
può suonare suoni acuti e/o gravi e il timbro può risultare molto diverso.

In verità siamo capaci di riconoscere e identificare anche molti rumori, come il


vento, la lavatrice o la sveglia, ma non possiamo definire una forma d’onda
corrispondente, visto che le loro onde sonore sono così irregolari… Useremo
quindi la parola timbro solo per gli strumenti musicali e per le voci umane, le
uniche sorgenti in grado di emettere suoni musicali.

Una qualità soggettiva. L’altezza viene misurata in hertz, l’intensità in decibel… e


il timbro? Il timbro è il colore del suono e non si può misurare. Lo si può solo
descrivere, usando gli stessi aggettivi utilizzati per altri sensi come la vista, il gusto
e il tatto, in modo da indicarne le qualità sonore o le sensazioni che ci suscita. Un
timbro può essere:

chiaro, scuro, squillante, nasale, morbido, penetrante, rauco, metallico, cupo, ruvido,
stridulo, caldo, dolce, aspro, brillante, opaco…

Bisogna considerare che le sensazioni sono soggettive e dipendono dai gusti di


ogni persona. Così può accadere che un timbro piacevole per uno, può risultare
sgradevole per un altro. Per esempio, i timbri elettronici di musica techno
possono sembrare meravigliosi ad un appassionato di quel genere musicale, così
come provocare disturbo in una persona che ascolta musica classica.

Attività in classe

Ascolterai due esempi musicali. Usa due o più aggettivi tra quelli elencati sopra per
descrivere i timbri degli strumenti che suonano.

a. ………………………………………………………………………………………………………………

b. ………………………………………………………………………………………………………………
5. La durata

 La durata è la lunghezza di un suono nel tempo.

Ogni evento sonoro, compreso il silenzio, può durare un certo tempo. La sirena di
una nave ha un suono lungo, mentre il colpo di pistola alla partenza della gara dei
100 metri piani è molto breve. Suoni e silenzi (pause) si succedono dunque con
durate diverse.

Le note, le pause e altri


simboli di scrittura
musicale sono segni che
esprimono la durata dei
suoni e dei silenzi.

L’andamento di un brano: l’agògica.

Ci sono musiche che corrono veloci e ci comunicano il desiderio di muoverci e


ballare; altre sono lente e rilassanti. Può accadere che un brano inizi lento e poi
diventi sempre più veloce (accelerando), per poi rallentare gradualmente
(rallentando).

L’insieme delle variazioni di velocità all’interno di un brano si definisce agògica. Per


indicare qual è l’andamento del brano, il compositore sceglie un aggettivo che
scrive all’inizio dello spartito: Grave, Largo, Adagio per un andamento lento;
Andante, Moderato, Allegretto per un andamento medio; Allegro, Presto,
Prestissimo per i brani veloci.

Per indicare un cambiamento graduale dell’andamento della musica, si pongono,


sotto al rigo musicale, le scritte acc. (accelerando) o rit. (ritardando). Tutti questi
termini sono chiamati indicazioni agògiche, e ogni esecutore deve tenerne conto.
Tuttavia ogni interprete ha un margine di discrezionalità nell’interpretare queste
indicazioni, può quindi personalizzare la sua esecuzione secondo il suo gusto, senza
però eccedere nello stravolgere la pagina scritta dal compositore.
Attività in classe

 Sperimentiamo la durata

Ascolta sei sequenze di suoni di diversa durata e associale alle rappresentazioni grafiche
proposte scrivendo accanto a ciascuna lettera un numero da 1 a 6. Suono breve ( _ )
suono lungo ( ___ ).

A. _ ___ B. ___ _ _

C. ___ ___ D. _ ___ ___

E. _ _ _ F. ___ _

Attività in classe/Ascolto

 Sperimentiamo l’agogica

Ascolta i tre brani proposti e per ognuno scegli l’indicazione agògica che ti sembra più
corretta per stabilirne l’andamento.

brano 1 ………………… brano 2 ………………… brano 3 …………………


VERIFICA – LE CARATTERISTICHE DEL SUONO

1) Per sorgente sonora si intende:

a. la forma particolare dell’onda sonora b. l’altezza di un suono

c. il corpo vibrante che emette un suono o un rumore

2) L’altezza di un suono dipende

a. dall’ampiezza dell’onda sonora b. dalla frequenza dell’onda sonora

c. dalle dimensioni dello strumento che lo emette

3) L’intensità è la caratteristica

a. che ci fa riconoscere strumenti musicali e voci

b. che distingue suoni alti da suoni bassi

c. che indica l’ampiezza dell’onda sonora

4) Le indicazioni dinamiche riguardano

a. la velocità di un brano b. l’andamento di un brano

c. l’intensità dei suoni di un brano

5) Diminuendo significa

a. l’intensità dei suoni scende gradualmente b. la musica rallenta

c. i suoni diventano sempre più gravi

6) Quando la musica rallenta, avviene una variazione

a. agògica b. dinamica

c. di frequenza

7) Per descrivere un timbro si usano

a. numeri b. sigle e abbreviazioni

c. aggettivi

8) L’altezza di un suono si misura in

a. decibel b. secondi

c. hertz

9) Scrivi il significato delle seguenti indicazioni dinamiche.

p = ……………………………………… mp = ………………………………………

ff = ……………………………………… mf = ………………………………………

pp = ………………………………………

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