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LOMBARDIA

Il nome Lombardia deriva dal termine medioevale Longobardia, che


indicava la parte dell’Italia dominata allora dai Longobardi. Lo
stemma regionale Lombardo più antico è quello da spalline, costituito
da una foglia di gelso, simbolo della bachicoltura e dell’industria serica
brianzola.
Negli anni ’50, il distintivo scende sulla manica destra e risale nel
tempo, riprendendo i due simboli della Lombardia e di Milano in
particolare: il biscione visconteo, simbolo di fedeltà forza, saggezza e
d’ immortalità e Alberto da Giussano, mitico eroe milanese del XII
secolo, identificato in uno dei rappresentanti di Milano al giuramento
di partita. Il biscione che inghiotte un saraceno non è solo un’insegna
araldica gentilizia ma un simbolo offerta dal comune milanese ad un
membro della famiglia Visconti, Ottone luogotenente di Giovanni di
Rho comandante delle milizie lombarde alla prima ad entrare in
Gerusalemme e, il vessillo piantato suoi spalti, fu proprio la vipera
nell’atto di inghiottire un saraceno ovvero il longobardo che sconfigge
l’infedele.
Il serpente era l’animale totemico dei Longobardi, i quali lo portavano
normalmente come amuleto appeso al collo è dipinto sulla loro
bandiera: un serpente in campo azzurro. Quando nel 1295 Matteo
Visconti, detto il grande, s’impadronì di Milano e ne divenne il Signore,
adottò il serpente longobardo come stemma di famiglia. Agli araldisti
di palazzo, Matteo Visconti invece ordinò di rielaborare il tema del
serpente per poterlo convertire in stemma della dinastia. Fu così che
il serpente longobardo divenne l’ emblema dei Visconti, espressione
della loro potenza e sagacia.
In araldica il drago e il simbolo della fedeltà, della vigilanza, della sagacia
politica e del vigore militare. La figura di Alberto da Giussano si pone tra
la storia e la leggenda. Sembra che Alberto fosse cavaliere lombardo che
comandò la compagnia della morte, l’ultima difesa della lega contro
l’invasione. La compagnia era formata da 900 giovani cavalieri che al grido
“ per sant’ Ambrogio” iniziò negli anni ’30 ed è tutt’ ora in corso.
Con la fusione dell’ASCI con l’ AGI, la FSE Italia lo tiene, mentre l’AGESCI
lo cambia dopo qualche anno con lo stemma regionale ufficiale.

La rosa è una specie di quadrifoglio decorato da piccoli circoli.


La rosa è un po' modificata è diventata poi lo stemma della Lombardia, ed
ha diversi significati:
- Assomiglia ad un’elica in rotazione, simbolo del lavoro e del
progresso lombardi.
- Ricorda un nodo, simbolo dell’incontro, dello scambio del centro a
cui si viene e da cui si va
- È la pianta di un castello feudale
- Se la appoggiano su una cartina della Lombardia i suoi quattro petali
puntano su Bormio, Ostiglia, Voghera e Luino, gli estremi geografici
della Regione;
- È bianca e verde come il latte e il formaggio di cui la Lombardia è
buona produttrice

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