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LA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE

2006/42/CE E LA MARCATURA CE
UNITA’ FORMATIVA 8: LE FASI DELLA MARCATURA CE

DOCENTI: Dott. Ing. C. DI GENNARO – Dott. Ing. G. GAETANI


Gruppo 2G Management Consulting S.r.l.
Largo Re Umberto, 106 – Torino Tel. 011/505062 – Fax 011/504660
e-mail: gruppo2g@gruppo2g.com http:www//gruppo2g.com
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E LA MARCATURA CE

1. PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI CON


L’UTILIZZO DELL’ALLEGATO I: REQUISITI ESSENZIALI DI
SICUREZZA (RES)

2. COSTITUZIONE DEL FASCICOLO TECNICO

(ALLEGATO VII A)

2.1 DOCUMENTAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

2.2 REDAZIONE DEL MANUALE D’USO E MANUTENZIONE

2.3 DICHIARAZIONE CE DI CONFORMITÀ

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FASCICOLO TECNICO

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OBBLIGHI PER LA SICUREZZA

IL PROGETTISTA: progetto intrinsecamente sicuro


protezioni e misure di protezione complementari
informazioni per l’uso della macchina (segnali e
dispositivi di avvertimento) e nel manuale delle
istruzioni
L’UTILIZZATORE: organizzazione (procedure di lavoro sicuro,
sorveglianza)
disposizione e uso di mezzi di protezione
supplementari
utilizzo di dispositivi di protezione individuale
formazione e addestramento

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UNI EN ISO
12100:2010

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DEFINIZIONI

Si riportano di seguito alcune definizioni riportate nella Norma Armonizzata


UNI EN ISO 12100:2010
 Danno: lesione fisica o danno alla salute
 Pericolo: potenziale sorgente di danno
 Rischio: combinazione della probabilità di accadimento di un danno e
della gravità di quel danno
 Rischio residuo: rischio che rimane dopo aver preso misure di
protezione
 Misura di protezione: misura prevista per raggiungere la riduzione del
rischio, implementata sia dal progettista che dall’utilizzatore

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Inizio

IL PROCESSO DI
Determinazione dei limiti
VALUTAZIONE della macchina

DELLA
SICUREZZA DI Identificazione del pericolo Il pericolo può SI NO
SI

Sono stati generati


FINE
UNA MACCHINA (fonte del rischio) essere rimosso
NO
altri pericoli

Stima del
rischio
La sicurezza di una macchina
può essere definita coma la Valutazione del Il rischio è stato SI
Rischio basso
capacità di svolgere la sua rischio adeguatamente ridotto (rischio residuo)

funzione, di essere NO

trasportata, installata,
Ridurre il rischio
regolata, mantenuta, SI

smantellata ed eliminata nelle Tramite misure di


sicurezza insite nel
condizioni d’uso previsto progetto
specificate nel manuale di Attraverso misure di
Lo scopo è stato
realizzato (livello
istruzioni senza provocare protezione complementari di rischio basso
lesioni o danni alla salute Attraverso l’informazione
e formazione all’uso
NO

Ridefinire i limiti

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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DEVE TENERE IN


CONSIDERAZIONE I SEGUENTI PUNTI:
Fasi della vita del prototipo
a) Costruzione
b) Trasporto e messa in servizio (assemblaggio, installazione, regolazione)
c) Uso (messa a punto, addestramento/programmazione, funzionamento, pulizia, ricerca
guasti, manutenzione, messa fuori servizio, smantellamento, eliminazione)
Uso prevedibile
a) Uso al quale la macchina è destinata in conformità con le indicazioni fornite dal
progettista e/o costruttore (uso corretto)
b) Uso scorretto ragionevolmente prevedibile, ad esempio:
 Trascuratezza involontaria
 Reazione istintiva durante l’uso, in caso di disfunzioni, incidenti, guasti, etc.
 Comportamento dovuto ad un calo di attenzione durante lo svolgimento di un compito
 Comportamento prevedibile dell’operatore meno esperto
 Modi d’uso e tecniche di intervento pericolosi a causa di difficoltà di svolgimento del
lavoro
 Superamento dei limiti della macchina

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Limiti della macchina includendo l’uso corretto ed il prevedibile uso


scorretto
a) Limiti di uso: determinazione dei limiti da non superare nell’utilizzo della
macchina
b) Limiti di spazio: ampiezza movimenti, spazio installazione, interfacce
operatore-macchina, etc
c) Limiti di tempo: prevedibile durata della vita della macchina e/o di alcuni
suoi componenti (utensili, parti soggette ad usura, componenti elettrici,
etc), tenendo conto dell’uso previsto
d) Altri limiti: per esempio, tolleranze alla polvere, condizioni meteorologiche
d’uso (temperatura minima e massima, umidità, soleggiamento diretto,
ecc), proprietà dei materiali trattati nel processo di lavoro della macchina
ecc
Utilizzatori
a) Livello di formazione, esperienza o capacità prevedibili
b) Eventuali limitazioni delle capacità fisiche (vista, udito, forza, ecc.)
c) Eventuale esposizioni di altre persone ai pericoli associati alla macchina
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IDENTIFICAZIONE DEL PERICOLO

Devono essere identificati tutti i pericoli, le situazioni e gli


eventi pericolosi associati al prototipo nelle seguenti fasi:
a) Trasporto, assemblaggio e installazione
b) Approvvigionamento
c) Uso
d) Disinstallazione, smontaggio e smaltimento

Esempi di pericoli, situazioni pericolose ed eventi pericolosi


relativi alla sicurezza del macchinario sono rilevabili dalla
NORMA ARMONIZZATA UNI EN ISO 12100:2010

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STIMA DEL RISCHIO


Dopo l’identificazione del pericolo si deve eseguire la stima del rischio
per ogni pericolo individuato.
Gli aspetti da considerare nella stima del rischio sono:
a) Persone esposte
b) Tipo, frequenza e durata dell’esposizione
c) Rapporto fra l’esposizione e gli effetti
d) Fattori umani (interazione persona-macchina e persona-persona)
e) Affidabilità dei dispositivi e/o sistemi di sicurezza
f) Possibilità di neutralizzare o eludere le funzioni di sicurezza (motivi:
rallenta la produzione, è difficile da utilizzare, non è riconosciuta o
accettata dall’utilizzatore)
g) Capacità di mantenere nel tempo le misure di sicurezza al livello di
protezione richiesto
h) Informazioni per l’uso insufficienti

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Il rischio associato ad una situazione o ad un processo tecnico è


derivato da una combinazione dei seguenti elementi.

RISCHIO GRAVITÀ Probabilità che si verifichi tale danno


correlato al è una del possibile danno e
pericolo funzione che può risultare dal Frequenza e durata dell’esposizione
considerato di pericolo considerato
Probabilità che si verifichi un evento pericoloso

Possibilità di evitare o limitare il danno

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METODI PER ANALIZZARE I PERICOLI
E PER STIMARE I RISCHI
Esistono due tipi fondamentali di analisi dei rischi; uno è chiamato metodo
deduttivo e l’altro metodo induttivo. Nel metodo deduttivo, si ipotizza l’evento
finale e si ricercano quindi gli eventi che potrebbero provocare l’evento finale
(dalla conseguenza alla causa). Nel metodo induttivo, si ipotizza il guasto di un
componente. L’analisi successiva identifica gli eventi che tale guasto
potrebbe provocare (dalla causa alla conseguenza).

I metodi di analisi dei pericoli e di stima dei rischi elencati all’allegato B della norma
UNI EN 1050, ad esempio, sono i seguenti:
- Analisi preliminare dei pericoli (PHA, Preliminary Hazard Analysis),
- Metodo “WHAT-IF” (cosa succede se…?),
- Analisi dei modi di guasto e degli effetti conseguenti (FMEA, Failure Mode
and Effects Analysis),
- Simulazione dei guasti per i sistemi di controllo,
- Metodo MOSAR (Method Organised for a Systematic Analysis of Risks),
- Metodo dell’albero dei guasti (FTA, Fault Tree Analysis).

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METODO FMECA
L’analisi dei pericoli e la stima dei rischi, considera le indicazioni contenute
nel metodo FMEA (Failure Mode and Effect Analysis). Il metodo è
specificato nella norma IEC 60812 (1985) “Tecniche di analisi per
l’affidabilità dei sistemi – Procedura per l’analisi dei modi di guasto e dei
loro effetti (FMEA)”.
Il suddetto metodo è esteso alla gravità delle conseguenze di un guasto
sulla sicurezza delle persone (metodo FMECA = Failure Modes, Effects and
Criticity Analysis).
Nell’applicazione del metodo FMECA, per ogni guasto riferito al singolo
componente, si forniscono i seguenti indici e le relative tabelle di
valutazione su:
 la probabilità che si verifichi la causa del modo di errore/guasto (e quindi
del guasto);
 la gravità degli effetti dell’errore/guasto;
 la rilevabilità dell’errore/guasto

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PROBABILITÀ
La probabilità che si verifichi un danno può essere stimata tenendo conto di:
Frequenza e durata dell’esposizione delle persone al pericolo
 Necessità di accesso alla zona pericolosa (per esempio per normale
funzionamento, manutenzione o riparazione),
 Natura dell’accesso (per esempio alimentazione manuale di materiali),
 Tempo trascorso nella zona pericolosa,
 Numero delle persone che hanno esigenza di accesso,
 Frequenza di accesso.
Probabilità che si verifichi un evento pericoloso
 Affidabilità ed altri dati statistici,
 Casistica degli infortuni e dei danni alla salute,
 Confronto dei rischi con macchine simili e sicure.
Possibilità di evitare o limitare il danno in funzione
 Della persona che aziona la macchina e della sua esperienza,
 Della rapidità con la quale si manifesta l’evento pericoloso (improvvisamente,
veloce, lento),
 Della consapevolezza del rischio e della possibilità di evitarlo (es. segnali di
avvertimento, informazioni scritte ecc.).
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GRAVITÀ
La gravità del danno può essere stimata tenendo conto di:

Natura di ciò che deve essere protetto


 Persone
 Beni
 Ambiente

Gravità delle lesioni o danni alla salute


 Lievi (normalmente reversibili)
 Gravi (normalmente irreversibili)
 Morte

Entità del danno


 Una o più persone

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RILEVABILITÀ

La rilevabilità è la capacità del sistema (uomo/macchina) di


rilevare e registrare prontamente la manifestazione del
guasto considerando:

a. La strumentazione presente
b. La possibilità di eseguire controlli in process
c. Le attività di manutenzione preventiva
d. La sorveglianza

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Per valutare se il livello di sicurezza raggiunto può essere ritenuto accettabile o se è


necessario ridurre i rischi presenti si può fare riferimento alla matrice del rischio

P= PROBABILITÀ D= GRAVITÀ R= RILEVABILITÀ

Dal prodotto dei tre fattori si ricava la criticità (C) o indice RPN (Risk Priority Number):

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ALLEGATO I

REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA


(RES)

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SUDDIVISIONE DEI RES PER GRUPPI OMOGENEI


Gruppo omogeneo di Requisiti Essenziali di Sicurezza Requisiti Essenziali di Sicurezza

Comandi 1.2.1. – 1.2.2. – 1.2.4. – 1.2.5. – 1.2.6. – 1.2.7. –


1.2.8.
Stabilità e resistenza 1.3.1. – 1.3.2.

Rischi meccanici Protezioni e dispositivi di 1.3.7. – 1.3.8. – 1.4.1. – 1.4.2.1. – 1.4.2.2. –


protezione 1.4.2.3. – 1.4.3.

Altri rischi meccanici 1.3.3. – 1.3.4. – 1.3.5. – 1.3.6.

Rischi elettrici 1.5.1. – 1.5.2.

Manutenzione 1.6.1. – 1.6.2.- 1.6.3. – 1.6.4. – 1.6.5.

Segnalazioni (marcatura e istruzioni) 1.7.0. – 1.7.1. – 1.7.2. – 1.7.3. – 1.7.4. – 2.1.


(voce: “Istruzioni per l’uso”)
Posto di lavoro 1.5.15.

Altri rischi 1.1.3 – 1.1.4. – 1.1.5. – 1.5.3. – 1.5.4. – 1.5.5. –


1.5.6. – 1.5.7. – 1.5.8. – 1.5.9. – 1.5.10. – 1.5.11.
– 1.5.12. – 1.5.13. – 1.5.14.

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ANALISI DEI RISCHI, SOLUZIONI ALL’ANALISI DEI RISCHI E MISURE DI PROTEZIONE
Requisiti essenziali di tutela della sicurezza e di salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine
Requisiti essenziali di tutela della sicurezza e di salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine Norme Applicabilità
(RESS) applicabili RESS (SI/N0)
1.1
Considerazioni generali

1.1.1
Definizioni: EN ISO 12100:
Ai fini del presente allegato si intende per: 2010
a) «pericolo», una potenziale fonte di lesione o danno alla salute;
b) «zona pericolosa», qualsiasi zona all'interno e/o in prossimità di una macchina in cui la presenza di una persona
costituisca un rischio per la sicurezza e la salute di detta persona;
c) «persona esposta», qualsiasi persona che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;
d) «operatore», la o le persone incaricate di installare, di far funzionare, di regolare, di pulire, di riparare e di spostare
una macchina o di eseguirne la manutenzione;
e) «rischio», combinazione della probabilità e della gravità di una lesione o di un danno per la salute che possano
insorgere in una situazione pericolosa;
f) «riparo», elemento della macchina utilizzato specificamente per garantire la protezione tramite una barriera materiale;
g) «dispositivo di protezione», dispositivo (diverso da un riparo) che riduce il rischio, da solo o associato ad un riparo;
h) «uso previsto», l'uso della macchina conformemente alle informazioni fornite nelle istruzioni per l'uso;
i) «uso scorretto ragionevolmente prevedibile», l'uso della macchina in un modo diverso da quello indicato nelle
istruzioni per l'uso, ma che può derivare dal comportamento umano facilmente prevedibile.
1.1.2
Principi d’integrazione della sicurezza EN ISO 12100:
a) Per progettazione e costruzione, le macchine devono essere atte a funzionare, ad essere azionate, ad essere 2010 EN 614-1:
regolate e a subire la manutenzione senza che tali operazioni espongano a rischi le persone, se effettuate nelle 2006
condizioni previste tenendo anche conto dell'uso scorretto ragionevolmente prevedibile. +A1: 2009
Le misure adottate devono avere lo scopo di eliminare ogni rischio durante l'esistenza prevedibile della macchina,
comprese le fasi di trasporto, montaggio, smontaggio, smantellamento (messa fuori servizio) e rottamazione. EN 614-2: 2000
b) Per la scelta delle soluzioni più opportune il fabbricante o il suo mandatario deve applicare i seguenti principi, +A1: 2008
nell'ordine indicato:
— eliminare o ridurre i rischi nella misura del possibile (integrazione della sicurezza nella progettazione e nella EN 981 : 1996
costruzione della macchina), + A1: 2008
— adottare le misure di protezione necessarie nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati,
— informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all'incompleta efficacia delle misure di protezione adottate, indicare se
è richiesta una formazione particolare e segnalare se è necessario prevedere un dispositivo di protezione individuale.
c) In sede

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SEGUENDO L’ALLEGATO 1° DELLA DIRETTIVA 2006/42/CE, RECEPITA CON D. LGS. 17/2010. Rev. 00

MACCHINA: IDENTIFICAZIONE: --- COMPILATO DA:

Presenza rischio Avvertenze in merito ai rischi


Pericolo/i rilevato/i Valutazione rischio Soluzione/i e/o misura/e di protezione adottata/e Rischio/i residuo/i
residuo residui

Rischio (pari al grado più


Probabilità Gravità elevato degli indici di probabilità e
gravità)

NO NA NA

NO NA NA

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MANUALE D’ISTRUZIONI
(Istruzioni originali)

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INDICE ANALITICO DEL MANUALE D’ISTRUZIONI
Cap. ARGOMENTO / PARAGRAFO
1. Generalità
• Ragione sociale e indirizzo completo del fabbricante
• Designazione della macchina
• Dichiarazione di conformità CE
2. Descrizione generale della macchina
• Caratteristiche ausiliari per l’installazione, regolazione, avviamento ed uso in condizioni normali
3. Dati tecnici
• Prospetto delle caratteristiche tecniche della macchina
• Informazioni necessarie per l’uso
• Uso previsto e non previsto della macchina
Movimentazione e trasporto della macchina
4. • Posizione dei golfari o dei fori di aggancio
• Parti che necessitano un trasporto autonomo
• Apparecchi di trasporto e mezzi di imbracatura da usare
• Esigenze di personale addestrato
5. Installazione della macchina
• Pianta di installazione della macchina
• Disegni degli ingombri della macchina
• Necessità di spazi liberi
• Disegni per la corretta collocazione della macchina (fondazioni, dispositivi di fissaggio e livellamento)
• Uso dei dispositivi di ancoraggio della macchina
• Accorgimenti per limitare le vibrazioni
• Schemi di collegamento della macchina o sue parti

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6. Montaggio e smontaggio della macchina
• Indicazioni delle fasi sequenziali
• Indicazioni sulle operazioni di montaggio/smontaggio pericolose
• Indicazioni sugli eventuali attrezzi speciali da usare
• Istruzioni sulle prescrizioni di montaggio volte a ridurre il rumore e le vibrazioni
• Eventuali istruzioni sul montaggio iniziale e su montaggi e rimontaggi per eventuali spostamenti, qualora il Committente si faccia carico
di tale attività
7. Preparazione della macchina per la sua messa in servizio
• Controllo danni
• Rimozione blocchi
• Pulizia della macchina
• Allacciamento alle fonti di energia
• Regolazione e registrazione della macchina
8. Messa in servizio ed uso della macchina
• Dispositivi da usare per la messa in servizio
• Descrizione del o dei posti di lavoro che possono essere occupati dagli operatori
• Funzioni degli organi di comando e loro collocazione
• Comandi di arresto d’emergenza
• Significato dei segni grafici degli organi di comando
• Significato dei segnali luminosi e/o acustici
• Ciclogramma della macchina
• Affidamento di chiavi di blocco o codici di accesso per operazioni particolari
• Descrizione delle manovre per l’accensione della macchina
• Posizione dei limitatori di corsa
• Modalità di bloccaggio/sbloccaggio dei pezzi e degli utensili
• Verifiche sugli impianti di lubrificazione e refrigerazione
• Interventi di eliminazione delle condizioni di blocco
• Cautele per operazioni da eseguirsi in zone segregate
• Adozione di misure cautelative complementari per i pericoli non completamente eliminati

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9. Manutenzione e riparazione della macchina


• Programma di interventi periodici per il corretto funzionamento della macchina e dei dispositivi usati
• Istruzioni sul modo corretto di eseguire le verifiche
• Interventi manutentivi eseguibili dal personale operativo
• Indicazione degli interventi manutentivi che richiedono una specifica competenza tecnica
• Dispositivi da adottarsi per evitare movimenti inattesi
• Modalità di accesso agli armadi elettrici
• Possibilità di esclusione degli interblocchi
• Accorgimenti adottati per rendere sicuri gli interventi
• Sostanze che richiedono cautele particolari
• Indicazioni sulla presenza di temperature pericolose
10. Altri schemi, diagrammi e tabelle
• Disegno topografico della disposizione degli apparecchi a bordo macchina

11. Informazioni relative all’emissione di rumore aereo prodotto dalla macchina

12. Informazioni sulla demolizione della macchina

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DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ
…………………………………………………………
Descrizione della macchina:_________________________________________________________

Identificazione macchina:___________________________________________________________

Numero Serie: ____________________________________________________________________

Nome e indirizzo della persona autorizzata a costituire il fascicolo tecnico:


_________________________________________________________________________________
Il sottoscritto ______________________________legale Rappresentante dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che la macchina in oggetto è
conforme a tutte le disposizioni pertinenti delle seguenti direttive:
• Direttiva 2006/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17.05.2006 relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE
(rifusione).
• Direttiva 2006/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12.12.2006 concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro taluni limiti di tensione.
• Direttiva 2004/108/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15.12.2004 concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CE
La macchina è stata costruita in conformità alle seguenti norme armonizzate il cui riferimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea:
•EN ISO 12100: 2010 EN ISO 13850: 2008
•EN 1037: 1995+A1: 2008 EN 60204-1: 2006
•EN ISO 4414: 2010 EN ISO 13857: 2008
•EN 953: 1997+A1: 2009 EN 626-2: 1996 +A1: 2008
•EN 13849-1: 2008+AC: 2009 EN 1088 : 1995 +A2: 2008
•EN 614-1: 2006+A1: 2009
•EN 614-2: 2000+A1: 2008 Il Legale Rappresentante
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Rev. 00
Settembre 2017